Nutella: è giusto discutere Michele Ferrero per l’olio di palma?

Michele Ferrero è morto ed è entrato così definitivamente nel mito, grazie al suo genio imprenditoriale e a molti dei suoi prodotti, fra cui l’immortale Nutella, forse il simbolo più emblematico del marchio piemontese. Il suo successo non ha però evitato a Ferrero il coinvolgimento in alcune feroci polemiche, legate all’azienda e ai suoi prodotti. Perché, come facevano notare alcuni lettori nei commenti al nostro articolo celebrativo, quando qualcuno muore, si fa sempre presto a dire mito…

Un mito italiano. Sì, italiano a tutti gli effetti come ha fatto notare ad esempio Franco Moscetti su Lettera 43, in un articolo in cui elenca tutti i “peccati di gola” di cui si è macchiato patron Michele, fra cui ad esempio la decisione di curare la sua malattia a Montecarlo, e non in Italia, scelta che sembra non essere piaciuta a qualcuno.

Poi, che altro c’è… Sede fiscale all’estero? eccola, in Lussemburgo. Legale, certo, ma di sicuro l’azienda non ha deciso di prendere sede fiscale nel Principato del Lussemburgo perché a Michele Ferrero piaceva il panorama…

Una forte strategia a conduzione famigliare, senza particolari spinte imprenditoriali che potessero aumentare la crescita dell’azienda, classica tipicità delle aziende italiane?

C’è anche quella, ritenuto un ennesimo errore da parte chi vorrebbe vedere le aziende del Bel Paese dotarsi di una cultura più “globale” e prettamente statunitense, con acquisizioni, investimenti e quotazioni in borsa a non finire.

Per non parlare delle polemiche alimentari, che da diversi anni si sono concretizzate in una feroce campagna denigratoria proprio contro Nutella, colpita su diversi fronti.

Ricordiamo ad esempio la vicenda di una mamma che nutriva letteralmente il figlio a pane e Nutella (ma senza pane), ed ha poi deciso di trascinare Ferrero in una class action che è costata all’azienda una multa da 3 milioni di dollari.

E come dimenticare l’infinita polemica sull’olio di palma, famigerato ingrediente della Nutella ormai bersaglio di campagne denigratorie a spron battuto?

Nutella, olio di palmaNutella, ingredienti

L’olio di palma sembra però trovare oggi qualcuno intenzionato a spezzare una lancia in suo favore o almeno a stemperare la polemica continua. Ecco dunque intervenire Dario Bressanini, che in un post sul suo profilo Facebook dà fuoco alle polveri:

Non vi piace la Nutella? bene (pure io preferisco la Novi). Ma sono stufo di leggere in bacheca che “fa male” o è “una schifezza per la salute perché contiene olio di palma”. Ho già detto cosa ne penso di questa assurda campagna mediatica fintosalutistica contro l’olio di palma (“indica un nemico e la gente ti seguirà”). E comunque avercene avuti 1000 come Michele Ferrero…

Dunque cosa ha detto Bressanini a proposito dell’olio di palma?

Be’, in pratica secondo il gostroscienziato più famoso della blogosfera italiana “La battaglia salutistica contro l’olio di palma ha poco senso. Si tratta di un grasso solido ed è semplicemente un sostituto del burro.”

Secondo Bressanini semplicemente “se voglio fare una frolla la devo fare per forza con il burro”, non si scappa e per produrre alcuni alimenti serve per forza un grasso solido come il burro. In alcuni casi, per ragioni commerciali, “posso sostituire il burro con l’olio di palma: magari è meno buono, ma non è meno sano” rispetto al burro.

Bressanini affronta anche la questione ambientale e la deforestazione causata dall’estrazione dell’olio di palma: secondo lui la questione “è corretta ma va considerata all’interno di un’agricoltura globale e non su singole colture”; è necessario osservare tutte le colture nello stesso territorio e osservare quanto sono davvero impattanti paragonate fra loro, visto che la deforestazione è una conseguenza non solo dell’estrazione dell’olio di palma ma di moltissime altre colture.

Sappiamo che l’intervento di Bressanini non servirà a placare le polemiche, né verso l’olio di palma, né verso l’amata/odiata Nutella. Per ora possiamo continuare a spalmare i nostri dubbi su una fetta di pane fresco.

[Crediti | Link: Dissapore, Lettera 43, Facebook]

Riccardo Campaci

17 febbraio 2015

commenti (103)

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  1. Rispondendo alla domanda del titolo, si, è anche giusto discutere Ferrero per la scelta di utilizzare olio di palma.
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    Bressanini cita il burro e la possibilità di sostituirlo con l’olio di palma (di cui non voglio fare valutazioni, dico solo che non mi piace e lo ritengo solo un mezzo “economico” usato dagli industriali per risparmiare soldoni, che non è certo un reato ma nemmeno un pregio).
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    Ma nella Nutella originale mica c’era il burro… c’erano tante più nocciole, compreso il loro olio… volete mettere?
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    Io non sto qui a discutere se fa bene o fa male, dico solo che Ferrero negli ultimi anni ha violentato la ricetta originale facendo scadere di molto la bontà (organolettica) del prodotto che amavo da bambino. E questo, consentitemelo, lo posso dire. Poi se a loro piace cosi come è adesso, bon per loro…
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    Ferrero rimane il grande industriale che è stato, certe sue scelte saranno criticabili, altre premiabili.
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    Ma l’olio di palma nella Nutella ce lo poteva tranquillamente risparmiare, bastava continuare a farla come una volta, senza farsi corrompere dall’inseguimento del prezzo basso a tutti i costi, che non sempre premia la qualità (quasi mai in realtà).

    1. Sono d’accordo anche io.

    2. Nella Nutella ci sono sempre stati grassi vegetali aggiunti rispetto a quelli delle nocciole, che hanno rappresentato sempre una percentuale piuttosto contenuta del prodotto (tra il15% eil 20%).

  2. C’è davvero di meglio sul mercato delle creme spalmabili, con percentuali di nocciole fino al 45%, preferisco spendere qualche euro al kg in più alla bottega solidale ed evitare un prodotto ricco di zucchero, olii strani e derivati del latte che non digerisco.

    1. Se mi si dice “crema di nocciole”, io personalmente mi aspetto un prodotto dove le nocciole siano il primo ingrediente, e non solo il terzo.

    2. Ancora meglio, per me, è comprare la vera e propria crema di nocciole 100% e mischiarla con un po’ di miele e del cacao.

  3. Il lavoro degli industriali è fare sempre più soldi senza alcun rispetto per la salute dei consumatori. Punto.

    Tutto il resto sono balle.

    ps: e di Bassanini non me ne frega niente, altri studiosi (non della blogsfera) hanno detto peste e corna sull’olio di palma.

    1. Lei esprime una posizione ideologica sugli imprenditori. Se volessi rispondere sul suo stesso piano potrei dire che i dipendenti hanno come obiettivo primario quello di prendere lo stipendio senza lavorare…. Scusate l’o.t. ma ogni tanto ci vuole.

    2. Anche a me non frega nulla di Bressanini. Qui lo si cita cose fosse un premio Nobel, quando è solo un polemista del web, uno che si è ritagliato uno spazio vellicando le pulsioni destrorse delle masse, facendo passare le sue argomentazioni per scientifiche.
      Per il resto, sì. Il lavoro degli industriali è fare i soldi. Punto e basta.
      Ma almeno qualcosa ti danno in cambio, di sicuro rispetto a chi punta a fare soldi con i soldi.

    3. “quando è solo un polemista del web, uno che si è ritagliato uno spazio vellicando le pulsioni destrorse delle masse, facendo passare le sue argomentazioni per scientifiche”

      Si hai ragione.
      E’ uno sciamano.
      Non capisce un c…. di SCIENZA, anche se la insegna all’università.
      Sono MOLTI, è vero, quelli che lo stimano.
      ADEPTI, senza Spirito Critico, facilmente influenzabili.
      Lo stesso disse la Baresani a proposito di V M VISINTIN.

    4. dovresti avere più rispetto per chi, con sforzo titanico, sacrifica il suo tempo per contrastare le migliaia di idiozie scientifiche che si leggono. A leggere quello che scrivi è evidente che hai problemi cognitivi gravi.

    5. Per carità, ognuno si sceglie i riferimenti culturali che più gli aggradano. Però Bressanini è quella roba lì, un polemista che campa sempre sugli stessi argomenti. In più la sua connotazione politica è abbastanza chiara, visto il gruppo editoriale in cui opera. Quanto alla scienza, beh, cerchiamo di essere seri; prendiamo il capitolo sull’agricoltura biologica contenuto in “Pane e bugie”. Una persona normale, se pretende di affrontare un tema di enorme complessità, non penserebbe mai di cavarsela citando due articoletti…

    6. Sai perché è odiato uno come Bressanini?

    7. Odiato mi sembra esagerato.
      Certo, se uno lo considera un personaggio funzionale a una certa linea editoriale politica di un certo gruppo ben specificato (quello per intenderci che da mesi va dicendo che le politiche di austerità hanno funzionato bene sia in Spagna che in Grecia) francamente non può apparire molto simpatico.

    8. Ma non diciamo cazzate.

      Che sei, un altro di quelli “che senza imprenditori vivremmo nel paese di Bengodi e le banane ci salterebbero in bocca direttamente dagli alberi. [cit.]” ?

    9. Hai ragione, ammazziamoli tutti.

      Poi però, accidenti, il 10 del mese lo stipendio in banca non c’è…

  4. Veramente è Davide Cassi che ha parlato del grasso di palma.

  5. sono a favore dell’olio di palma come per il burro e lo strutto
    riguardo il Signor Ferrero sono scelte sue e non le giudico
    la nutella e’ la nutella con il suo gusto inconfondibile sarebbe come dire
    ci sono cole migliori della cola puo’ darsi ma non sono coca cola

    1. Infatti io giudico, da consumatore, un prodotto che mi piaceva quando ero bimbo e che oggi non è più lo stesso… ed il suo gusto è assai meno inconfondibile di prima.

    2. Qui vorrei interrogarla su un dettaglio che mi ha sempre incuriosito.
      Avevo letto che il prodotto è lievemente modificato in base ai mercati nazionali: qui più dolce, là più burroso, ecc.
      Lei ha mai avuto occasione di verificarlo? La segmentazione geografica potrebbe spiegare in parte la modifica del prodotto per il mercato italiano in una certa direzione

    3. Ho assaggiato quella fatta in Australia per il mercato asiatico, sostanzialmente uguale… Allappa troppo.
      Ma magari sono io che sono invecchiato e i ricordi di bimbo si sciupano con il tempo… 😉

    4. su questo hai ragione ma parto dal fatto che tutto quello che mangiavo 40
      anni fa non ha piu’ lo stesso identico sapore i fattori sono tanti certi
      validi e logici altri figli del progresso e della ricerca di massimo profitto (vedi razza durock per i maiali oggi con costole in piu’ lunghezza esagerata e se sbagli mangime rovini tutto e colesterolo piu’ basso del pollo)
      il burro lasciamo perdere per trovare il burro come era normale allora ora devi trovare il montanaro che in malga lo prepara in quantita’ limitate
      alla fine rimane il fatto che la nutella e’ un mito coi suoi pregi e difetti alla pari di coca cola ferrari h. Davidson e altri

  6. Non sono intervenuto nell’altro post perché non mi sembrava di buon gusto, ma visto che offrite altro spazio…
    L’olio di palma non e’ insalubre ma fa schifo rispetto a un buon burro. La Nutella fa quello che fanno tante aziende di successo, e tanto di cappello all’imprenditore, ma il prodotto fa schifo se giudicato con i valori di chi ama la qualità.
    Come italiani, si potrà magari essere contenti di un marchio italiano diventato celebre nel mondo (io non sono sufficientemente nazionalista). Ma come amanti delle buone cose, sono ben altre le persone a cui deve andare il nostro plauso, la nostra gratitudine, e ovviamente anche i nostri soldi. Uno, ad esempio, lo conosciamo bene su queste pagine: grazie a Claudio e alle persone come Claudio.

    1. A me rimane il dubbio che per mero profitto in casa Ferrero abbiano “sciupato” il loro miglior prodotto…
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      Mi spiego meglio, la Nutella di anni or sono era un prodotto abbastanza diverso, certo sempre ricco di zuccheri ma con tante nocciole rispetto ad oggi. Poteva non piacere ma certamente il suo successo era innegabile.
      E, dico la verità, a me piaceva (se poi cerco una crema alle nocciole di eccellenza ovviamente dirotto la mia attenzione altrove). E questo l’ho sempre detto pubblicamente, senza vergogna e pur facendo il lavoro che faccio.
      Nemmeno mi scandalizzo che le nocciole non fossero italiane, mi basta che un ingrediente sia eccellente e sulle nocciole locali ho avuto da dire la mia in passato (più che altro su chi le dovrebbe tutelare… 😉 )per cui capisco benissimo che un imprenditore lungimirante si doti di fornitori su più fronti geografici.
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      Ma mi resta la domanda “olio di palma, a chi giova?”.
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      Perchè organoletticamente ci perde alla grande, tecnicamente sarà certo più stabile dell’olio di nocciole, ma quel prodotto mica aveva problemi di stabilità (sempre perfettamente cremosa), o no? Credo che abbiano la granulometria più fine che si possa trovare in una crema spalmabile… che resta buona parte del segreto.
      Dubito anche che la scelta sia caduta su quel grasso perchè non bastavano le nocciole… sappiamo da anni che avevano acquistato società distributrici in Turchia e altrove.
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      Temo quindi che, molto poco poeticamente, sia solo questione di costi.
      E probabilmente il fatturato lo confermerebbe.
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      Chiudo dicendo che l’olio di palma non mi piace… ma non perchè io abbia fondati sospetti o dati che indichino che possa far male.
      Ma solo perchè trovo “sospetto” che da qualche anno a questa parte TUTTE le maggiori multinazionali mondiali lo stiano usando per sostituire gli altri grassi, e questo mi fa suonare un campanellino in testa…

    2. Sulla chiusa “da qualche anno a questa parte tutte le maggiori multinazionali lo stanno usando…” credo, Claudio, che si possa ragionare con tranquillità, senza dietrologia.
      Inizia considerando che si parla di produzione industriale, cioè di massa, sostanzialmente ad elevata automazione.
      Una delle spiegazioni (non LA, non unica) è di natura tecnologica: quel grasso risulta particolarmente adatto, per le sue proprie caratteristiche, alle lavorazioni di tipo industriale, automatiche, standardizzate.
      Succede che a quel punto si innesca un processo di feedback [per noi bimbi di campagna è il gatto che se magna la sua propria coda, ndr]: gli impianti industriali vengono ottimizzati per _quel_ tipo di prodotto (olio di palma) che prende sempre più piede come componente e ingrediente delle preparazioni industriali
      chi deve impiantare/rinnovare lo stabilimento andrà giocoforza in quella direzione; con la conseguenza di aumentare la domanda e l’impiego di olio di palma.
      In ogni caso nulla è mai scritto per sempre: la ricerca è continua, e non è da escludere che in futuro vi saranno alternative con caratteristiche ancora migliori (sempre dal punto di vista costi/lavorabilità).
      Nel frattempo, a casa continueremo con il burro,oppure la sugna in certe preparazioni tradizionali (v. pasticceria napoletana), l’olio d’oliva present ein tante ricette.
      Perché grazie al cielo non siamo macchine industriali da mille merendine al minuto 🙂

    3. A pensare male non si sbaglia mai diceva il nonno…
      Qualche giorno addietro cercavo sugli scaffali si un supermercato delle fette biscottate integrali, ce n’erano almeno una decina di marche diverse, solo una non conteneva olio di palma…
      Preferisco tenermi il mio timore, che sotto sotto c’è un grasso guadagno ad usarlo piuttosto che a non usarlo… lo capisco, mica mi scandalizzo, ma preferirei non fosse ovunque 😉

    4. Ho perso un quarto d’ora anch’io oggi e non le ho trovate. Ho ripiegato su fette biscottate tradizionali con burro ma senza olio di palma. Mi consola che Bressanini ci dica che l’olio di palma non fa male, ma se posso lo evito. Ma sembra una mission impossible , non ho ancora trovato merendine che non l’abbiano….

  7. sono d’accordo. se mi devo far male , mangiando un grasso che ha un forte impatto sui miei livelli di colesterolo, mangio il burro , che è stellarmente più buono dell’olio di palma, ovunque possa essere presente. nello specifico poi, vale lo stesso discorso :se devo mangiare qualcosa che ha un forte impatto calorico come la crema di nocciole voglio che il gusto sia piacevole, che sappia di nocciole; Bressanini, che stimo, per il suo gusto della contropolemica questa volta ha sbagliato bersaglio.

    1. Bressanini, che stimo, per il suo gusto della contropolemica questa volta ha sbagliato bersaglio.

      Non polemizzo, quasi mai(tranne quando vengo insultato) in modo DIRETTO se non c’è una forte componente di simpatia, che ho già espresso verso di te 🙂
      Forse, andrebbe letto meglio quello che dice Bressanini.
      Che distingue 2 aspetti dell’olio di palma:
      1 quello salutistico
      2 quello gustativo.

      1
      Sul primo punto ha, da molto tempo, tentato di demistificare le argomentazioni, piene di falsità, contro l’olio di palma.

      Una vera GUERRA di MARKETING combattuta con la DISINFORMAZIONE e la PROPAGANDA.

      Se hai seguito la serie dedicata alla 1 guerra mondiale(RAI Storia) sapresti che fu creato un organismo per la PROPAGANDA, il SERVIZIO P.

      L’obiettivo di questa GUERRA COMMERCIALE, il vero obiettivo, non è quello SUPERFICIALE(la salute dei consumatori) ma quello nascosto: economico.

      2 sul secondo punto lo dice chiaramente: preferisce la Novi alla Nutella.

      Ciao 🙂

    2. Ti faccio notare, Gillo, che non sono i due punti da te elencati quelli rilevanti. L’autore si allarga, nel suo scritto, a parlare di impatto complessivo delle coltivazioni e dell’allevamento (impronta ecologica, life cycle assessment, filiera produttiva, sailacippa).
      _questi_, non gli aspetti chimico/fisici, sono elementi cui accenna solo vagamente, non essendo sua materia. Dice “si, ma, però… il bilancio complessivo è un altro”. Di questo bilancio complessivo, nella sua analisi, non vi è traccia, e nemmeno è materia che lui padroneggia.
      Tutto qui: sul suo dice cose che sono rigorose e verificabili nella letteratura scientifica; sulla parte gustativa possiamo dibattere; sulla parte “cosa significa nella filiera produttiva l’uno o l’altro elemento” non ha letteralmente argomenti. E ovviamente su questo aspetto sbaglia bersaglio.

    3. Scusa a quale scritto di Bressanini ti riferisci? Per poterlo leggere meglio.

      Sulla questione, diciamo cosi, scientifica ho capito che Bressanini non ti convince.Ok.Rimaniamo su posizioni diverse.
      Non mi va di fare lunghe argomentazioni sull’olio di palma e sul confronto con altri oli, parlando al posto di Bressanini.

      Attenzione!
      Esprimo una mia OPINIONE e non di Bressanini:
      -.
      Per essere sintetico:
      1 l’olio di palma è stato oggetto di demonizzazione.
      Come il burro.
      Come lo strutto.
      Come, in parte, anche gli oli di semi.
      2 dietro queste demonizzazioni ci sono spesso interessi economici e non scientifici.La difesa della salute, spesso, è la facciata esteriore di una GUERRA COMMERCIALE DI MARKETING.

      Sul lato gustativo, vedo, che siamo d’accordo. Bressanini dice di preferire la Novi alla Nutella.E’ chiaro.
      Ma è soltanto un’OPINIONE e lui lo fa capire( che è un’opinione): legittima quanto quella di chi preferisce la Nutella.
      Secondo il De gustibus…
      Su questo aspetto la penso come Fontici:
      il successo di un prodotto(fa, intelligentemente, “apposta” l’esempio della CocaCola) è spiegato “anche” con la MITOLOGIA che chi lo produce…riesce a creare sul prodotto.La BONTA’ del prodotto non spiega “sempre” il successo o l’insuccesso di un un prodotto.Gli esempi sono tanti.
      Secondo me, il MARKETING…f<a MIRACOLI.
      Anche in politica(indovinate?)

      Caro Paolo, si chiude qui, per me, la civile polemica sull'olio di palma.
      C'è sempre lo strutto che ci vede uniti 🙂
      Ciao 🙂

    4. A dire la verità, gillo, non vi era nessun intento polemico nel mio intervento, e non mi pare di avere usato tali toni.
      Ricopio il testo:
      ”Bressanini affronta anche la questione ambientale e la deforestazione causata dall’estrazione dell’olio di palma: secondo lui la questione “è corretta ma va considerata all’interno di un’agricoltura globale e non su singole colture”;”

      Cioè, in due righe liquida LA questione delle monoculture, senza naturalmente dedicarci attenzione né rilevanza. La questione “cosa comporta l’impiego su larga scala dell’olio di palma” esiste, ma lui non la tratta. Quel che conta (a parere dell’autore) è l’analisi delle caratteristiche chimico-fisiche, e sulla base di quello viene definita la conseguenza _universale_ “l’olio di palma non è inferiore agli altri”. Punto.
      Ecco, questa caratteristica da cattedra universitaria, dove si analizza approfonditamente un segmento piccolissimo di un tema, poi se ne traggono conseguenze universali, è il limite vero di questo tipo di analisi. IMHO.
      Nulla da dire sulle meritorie dimostrazioni di scienza in cucina, ci mancherebbe. ma di cattedratici che hanno risposte e soluzioni per l’universo mondo proprio non ne abbiamo bisogno; e credimi, lo affermo “con cognizione di causa”.

    5. “ma di cattedratici che hanno risposte e soluzioni per l’universo mondo proprio non ne abbiamo bisogno”

      Ho cercato di ragionare sempre con la mia testa.
      Bressanini non appartiene assolutamente a quella categoria di cattedratici.
      Al contrario, cerca di fare chiarezza sui falsi miti che circolano in rete.
      A me appare un laico contro il dogmatismo ed il fanatismo che pervade il gastrofanatismo.

    6. “Ecco, questa caratteristica da cattedra universitaria, dove si analizza approfonditamente un segmento piccolissimo di un tema, poi se ne traggono conseguenze universali…”.
      Ecco, questa è la cifra di Bressanini, sintetizzata come io non sono stato capace di fare.
      Quando parla di OGM la cosa è lampante, un continuo passare dal particolare al generale, un continuo invadere i campi della politica e dell’economia, nei quali non è competente.
      Non è l’unico, a dire la verità.
      Penso a Boncinelli e alle sue affermazioni che partendo dalla biologia sconfinano nell’economia politica.

    7. Perché non fondate un partito?
      Anti Bressanini.
      Il Male.
      Assoluto.

    8. Se parlando al plurale mi comprendi nel novero, posso garantirti che hai proprio sbagliato bersaglio.
      Ripeto, non ho opinioni sulla persona. Leggo quanto scrive, e credo di avere diritto di esprimere perplessità riguardo a ciò che non viene documentato, non fa parte del suo campo di indagine scientifica.
      Vale per tutti, ce lo mostra con i suoi ottimi articoli, non si comprende perché non dovrebbe valere nel suo caso.
      Nessuno gli contesta la comprensione delle leggi della chimnica e della fisica in cucina; potrebbe astenersi dal discettare nei campi altrui, come management industriale e sostenibilità globale delle risorse.
      Ma forse chiedo troppo?

    9. hai ragione, sapessi quanti incompetenti rispondono sul suo blog quando parla di OGM…

  8. Io compro la Nutella, ogni tanto, e la faccio anche scadere. Ho provato la crema della Novi e non l’ho digerita. Forse perché ha ingredienti più salutari dell’olio di palma?
    Ognuno faccia la polemica che vuole. Tanto si rimane ognuno della propria idea.

  9. E’ un prodotto industriale ed altamente processato… “cibo industriale”.

  10. Io AMO la Nutella.
    E parte del suo fascino è senz’altro dovuta al suo essere oggettivamente poco sana.

    Quando voglio sentirmi peccatrice certo non penso ad un fresco cespo di insalata.

    Viva Ferrero!

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