Ristoranti vegetariani: Soda vieta le pellicce ai propri clienti perché non vuole animali morti

Ristoranti vegetariani: Soda vieta le pellicce ai propri clienti perché non vuole animali morti

Vegani e vegetariani sono brave persone. A scanso di equivoci comunque io mangio carne e pesce e non mi sento in colpa. Da sempre penso che seguendo tre semplici regole si possa condurre una vita onnivora e rispettosa della natura:
1. non risparmiare, almeno non esageratamente,
2. non fare la spesa al supermercato, se non per lo stretto indispensabile,
3. conoscere chi ti vende i prodotti animali, e magari farsi un giro per i suoi allevamenti.

Vegani e vegetariani non sempre sono ottimi cuochi, quelli del Soda, ristorante “vegetarian/vegano” di Alba pare di sì. La gente li ama, il giro di cocktail con le erbette di campo che tengono sul bancone del bar o una cena a base di verdure, e soprattutto di formaggi langaroli, me la farei volentieri. A quel che vedo devono saperci fare, merito anche maggiore per chi decide da solo di cucinare usando meno della metà degli ingredienti disponibili sul pianeta.

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A volte però i vegetariani se ne escono con “trovate da vegetariani” che proprio non capisci se ci sono o ci fanno, soprattutto quando usano cartelli su Facebook come quello che il Soda ha pubblicato giovedì 13 e venerdì 14 novembre.

Uno può anche pensare hai meno di 2000 amici sulla tua pagina Facebook, magari ti stanno calando un po’ le statistiche, e allora ci provi a scatenare l’inferno e lo sai, perché è impossibile che tu non lo sappia, che un cartello così fa il giro del web.

Se così fosse, cari amici del Soda, di strada ne avete fatta: vi siete beccati un 25 “mi piace” con 5 condivisioni al primo giro, e un 8 “mi piace” e un cuoricino al secondo. Però, 2 su 3 dei commenti all vostro post del 14/11 sono vostri (e questo fa un po’ sfigato).

commenti

Poi vi hanno messo su Intravino e oggi ne parliamo noi; quindi tutto sommato si può proprio dire che abbia funzionato.

Qualcuno dice che avete discriminato, ma sinceramente penso sia un’accusa fuori luogo: un ristorante vegetariano seleziona la sua clientela già dall’insegna e lo fa consapevolmente. Però se aprite un locale pubblico, tanto più un cocktail bar, immagino che sappiate, e che forse ci speriate pure, che la vostra clientela non sarà solo quella dei convinti sostenitori.

Siete pure glamour, con i cocktail serviti nei barattoli, e qualche sciacquetta da sabato sera varcherà la porta e allora come farete a sapere se la pelliccia è vera o è l’ultimo ritrovato di H&M moda conscious?

Quel cartello è un invito, non è un divieto.

soda insegna

Qualcuno vi ha accusati anche di scarsa modestia, con quell’apertura sul vostro impegno a favore degli animali, come se voleste far sentire in colpa noi intramontabili onnivori. Ma anche questo io non lo credo, fa tutto parte del gioco, e in pubblicità, tutto quello che non hai detto è un’occasione che hai perduto.

Ma allora, dopo tanto sfoggio di sapiente arte culinaria e di marketing strategico, perché mi cadete proprio sulle pellicce che sono così banalmente fuori moda? Ci dicevamo dunque, tra noi della redazione, se non fosse il caso di estendere l’invito ad una serie più ampia di capi di abbigliamento, ve ne proponiamo qualcuno.

1. Niente camicette di seta.
Il baco operaio è indecentemente sfruttato e dopo secoli ancora non ha ottenuto alcuna rappresentanza sindacale.
2. Niente giacche e scarpe di pelle.
Ma la cosa peggiore sono i portafogli, che però restano un oggetto utile per saldare il conto.
3. Niente Moncler.
Vi suggerisco, per questa campagna, gli hastag #bastapiume e #pelledoca, otterrete un numero congruo di accessi.
4. Niente nemmeno Woorich.
Se proprio i vostri clienti sono così vintage da arrivare con la pelliccia, vi consiglio anche di vietare il Woolrich, abbellito con il pelo di poveri coyote. (A proposito, qualcuno ha mai capito a cosa serve il pelo sul cappuccio?)

Poi mi chiedevo: se mai nella cucina capitasse qualche ospite sgradito (un topolino, degli scarafaggi – capita anche ai migliori) chiamate la disinfestazione o tenete duro fino a che i NAS non chiudono il locale?

Che tra un roditore e una sciacquetta da sabato sera che arriva impellicciata come Crudelia De Mon, preferiate il roditore sono sicura, ma se entrambi eludessero il vostro invito, come vi comportereste?