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codice segreto

Slang da ristorante: costruzione di un vocabolario

Immaginatevi nell’atmosfera ovattata di un lussuoso ristorante. Fatto? Ora immaginate di essere comodamente seduti al tavolo mentre un cameriere si dirige impettito verso di voi. E immaginate di sentirlo pronunciare queste parole: “Signori mi spiace, siamo in merda“. Non è successo. Ma poteva succedere. Se proprio quella sera, proprio in quel ristorante, cuochi, sommelier e camerieri avessero deciso di rendere pubblico il modo in cui comunicano tra loro.

Ora, una storia millenaria come quella dei ristoranti mica si può ridurre a ‘ste –con licenza parlando– cazzate. Detto ciò, ho sempre desiderato decrittare i codici segreti usati nelle sale e nelle cucine dei ristoranti, specie lo slang impubblicabile o (per precauzione) non attribuibile, diciamo così. Oggi, sfogliato il New York Times, e con l’aiuto di qualche amico chef, voglio provarci. Partecipate?

SALA.
Pesce Grosso = Un vip, pagatore di conti salati senza batter ciglio.
Essere in merda = La cucina non tiene il ritmo delle comande provenienti dalla sala.
Fare Cotarella = Mescolare vini avanzati da vendere al calice ai clienti più sprovveduti. Riccardo Cotarella è un celebre enologo.
Frittura = Non ancora un vip.
Vergini = Nuovi clienti, da trattare gentilmente.
Cupcaketizzare = Prestare attenzione ai clienti (ehm, alle clienti) di bell’aspetto.
Rimpiazzare = Quando un tavolo si libera assegnarlo a nuovi clienti.
Fermare un tavolo = Rallentare l’esecuzione di un ordine perché il cliente è andato a fumare.
S = Saletta segretissima da assegnare solo ad alcuni clienti.
Bastonare = Consigliare un vino molto costoso. Il propietario del ristorante rivolgendosi al sommelier: “Bastona quel cliente con il vino, è uno in grana”.
Rella = Poco lavoro.
B e la nipote di Mubarak = Un uomo facoltoso con la sua giovane amante.
Amico di = In stretti rapporti con un vip.
Siberia = La zona meno desiderabile del ristorante, un tavolo vicino al bagno o all’ingresso.
La storia = Un ordine con molte modifiche da parte del cliente.
Far volare = Un ordine da mandare in cucina all’istante perché i clienti hanno fretta.
Sghimbesciare al centro = Sparecchiare il tavolo di mezzo.
Faccia 30 = L’espressione dipinta sul volto dei clienti in attesa di un tavolo da mezz’ora.
Aquila = Un cliente pelato.
Carciofi = Clienti donne bruttine.

CUCINA.
Svuotare = Ripulire il frigo da merce in scadenza per proporla a clienti sprovveduti o che spendono poco.
Far marciare un tavolo = Rispettare i tempi previsti per l’esecuzione di un ordine.
Chef a plonge = Il lavapiatti.
Campeggiatori = Clienti da servire lentamente perché abituati a stazionanare al tavolo per ore.
Solito sospetto = Prenotazione per una sola persona, al 99% l’ispettore di una guida.
Attenzionato = Cliente per cui cucinare con particolare cura.
Giappo = Porzione ridotta per asiatici.

OPZIONE SOCIAL.
Chi è in grado di integrare il vocabolario dello slang da ristorante non faccia mancare il suo contributo.

[Crediti | Link: New York Times, Immagine: Gawker]

Massimo Bernardi

commenti (12)

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  1. Fare cotarella,riciclare il vino non bevuto
    Fare una composta, riciclare gli avanzi
    non mangiati dagli altri.

    Direttore,forse dovremmo specificare meglio a quale categoria ciriferiamo.
    Perchè si và dalla bettola allo stellato con tutta la grossa parte della ristorazione italiana che sta in mezzo.
    Buona giornata.

    1. Eh, ma è roba comunque recentina.
      Speravo in espressioni idiomatiche più tradizionali.

    2. Ma perché, hai fretta?
      Tra vent’anni sarà diventata idiomatica al 100%, quasi impossibile migliorarla.
      Anzi, potrai menare vanto e dire “io vidi in diretta quando fu inventata quell’espressione”.
      Non capitano tutti i giorni certe fortune.

  2. Per la serie “siamo tutti Camerieri” un piccolo contributo:
    noi di sala preferiamo dire “sbarazzare un tavolo” piuttosto che sparecchiare.
    In tempi recenti è entrata nell’uso comune l’appellativo di “runner” per identificare quello che si chiamava una volta ” commis de suite”, in genere un ragazzo alle prime armi che veniva destinato a fare la spola tra la sala e la cucina con piatti, vassoi e ordinazioni.
    Le ordinazioni del tavolo hanno il nome di ” comande ” e quando il runner le porta in cucina di solito dice ” marcia”. Divertente la definizione ” Fare Cotarella ” chissà se Riccardo ne è a conoscenza. Buona estate.

    1. bravo antonio,sto dissapore negli ultimi mesi sta scrivendo solo ca….e

  3. E magari in un ristorante così, che “ti bastona” ti mette in “siberia” , svuota il frigo ti fanno spendere 160 euri ” VINI ESCLUSI”!!!!!

    1. “160€ vini esclusi” sta diventando il 38° parallelo che divide Corea del Noma e Corea del Sugo. 😀

    2. Attenta Alda, che se ti legge una certa persona ti fa spallucce e si volta dall’altra parte ;-D
      Scherzi a parte è sempre meglio ignorare o far finta di non vedere o sentire certe storie di “sala e cucina”. Occhio non vede, cuore non duole.