First we take Manhattan. L’invasione italiana di New York

Missione possibile: prendersi New York. Se 2 indizi non fanno una prova cosa ne dite di 3? 1) Che la cucina romana fosse il nuovo trastullo della Grande Mela gaudente lo abbiamo saputo da un po‘. Ma ieri sera, camminare lungo la 23esima chiariva le dimensioni della nuova italo-invasion. 2) A pochi metri dal cartello che annuncia l’apertura estiva del “bestione di oltre 7.000 metri” (leggi: Eataly, supermercato gurmé) ce n’é un altro che ricorda il ritorno in città della catena di caffetterie Chock full o’Nuts, con un ristorante di quasi 1.000 metri. Nel 2005, Chock Full è stata comprata da Massimo Zanetti, a capo di Segafredo-Zanetti, holding bolognese del caffè.












Rumors dicono che Eataly userà prodotti alimentari made in U.S.A. con la benedizione del governo di Obama.
e berlusconi come testimonial!
No rumors, vero, 80% italiani e 20% made in USA. Alimentari, direi molto alimentari. Berlusconi ha altro da fare…
Spero proprio che Eataly compri i cibi freschi made in Usa.
Penso che di frutta verdura “organic” ce ne siano molti… Senza contare carne e pesce di qualità….
Poi per quanto riguarda Berlusconi lo danno certo all’inaugurazione a fare da mediatore tra Zaia e Petrini… Mentre Farinetti fa visitare Eataly a Michelle Obama…
Hai dimenticato Bondi, sta già scrivendo qualche poesia per l’occasione
Intanto e’ sempre stato cosi’ a New York. Questa e’ sola l’ultima onda. I ristoranti Italiani (poi quanto sono buoni o meno e’ un’altro discorso…) ci sono sempre stati dappertutto, non solo a Little Italy. In tutta l’America il cibo italiano e’ sempre prima nella lista delle cucine amate e il mercato segue.
Non confondete il patriottismo e fiero del cibo italico con la conquista di New York. New York paradossalmente non è l’America. L’America segue New York. New York è la città del mondo per antonomasia. Le casalinghe nell’Ohio poi seguono alcune Chef Show in Tv sul cibo italiano (non italo-americano). Ma sono mode. Mode che il gusto italiano deve naturalmente saper stupire e far continuare.
bè alcune seguono anche Lidia Bastianich su PBS e che fa della cucina tradizionale italiana un suo portabandiera e che usa sempre prodotti italiani (tra le altre cose ne importa molti e di buona qualità)…….. rumors dicono che sia Lei la partner americana con Farinetti (mica scemo!) e ciò sarebbe una garanzia visto il successo che ha sia nei programmi TV , nei libri e soprattutto nei ristoranti.
g
Non sono solo rumors, Lidia il figlio Joe e Mario Batali sono i partner/soci di Eataly a Ny, inoltre il buon Farinetti ha una squadra di giovani italiani molto ben preparati e umili che stanno lavorando al progetto… Io li ho incontrati e penso che avranno successo….
L’America non è New York, come Milano non è l’ Italia.:-))
New York è una fiera, è la Metropoli per eccelenza, Per esempio, Dubai è nata solo per “superare” New York, che idiozia:-)
Comunque Eataly è un’ottima vetrina-negozio! Ottimo Lavoro.