di | mar 10 mag 2011 ore 12:26
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farsi furbi

Il gelatour di Dissapore | Come non spendere 27 euro per 2 gelati a Firenze

Sei a Firenze. No, anzi. Sei una gelateria, e sei a Firenze. No no, meglio. Sei una gelateria centralissima (via Por San Maria) nel posto in cui è nato il gelato, ci fanno pure il festival. Ma diciamola tutta. Sei la “Gelaterie Sofia” di Firenze, città per effetto del cui splendore siamo disposti a tollerare la minerale piccola a 7 € e altre ruberie, spiegami che bisogno hai di vendere un cono gelato a 15 €? E’ successo pochi giorni fa, lo sapete, a una coppia tedesca di Friburgo, cono lui coppetta lei e senza sedersi, totale: 27 .

Tutto scritto, il cartello che indica il prezzo del cono e della coppetta multigusto in effetti c’è, ma per il bene di Firenze non ci resta che sperare nella prossima carta: “andate in prigione direttamente e senza passare dal Via.”

Oppure, possiamo consigliare agli affezionati lettori un gelatour© fiorentino, tra l’altro a prova di turista visto che si svolge interamente in centro. Integrazioni all’itinerario curato dal blogger fiorentino Fabien, o consigli su posti dai quali tenersi lontani sono come al solito graditi.

CARAPINA, P.zza G.Oberdan 2/r e Via Lambertesca 18/r, proprio dietro agli Uffizi.

Rischi l’imprecisione tanto è impetuosa la rotazione dei gusti. Solo frutta di stagione, latte intero, pozzetti a carapina (appunto) con coperchi, e per ingrediente il meglio del meglio. Gli ultimi talk of the town sono: Primolatte al miele di girasole, Neroassoluto, un sorprendente gusto al parmigiano, mentre l’evergreen resta la Crema al Vin Santo con biscotti di Prato. Simone Bonini può essere orgoglioso, oggi a Firenze Carapina è la gelateria numero uno. Costo: 23 € al kg.

VIVOLI, Via Isola delle Stinche, 7.

Le differenze tra il gelato come si fa da Vivoli e come invece andrebbe fatto, attenendosi alle sacre regole del gelato artigianale, non sono trascurabili. E Dio solo sa quanto mi costa scrivere questa cosa. Resta il mito, la crema più delittuosamente contagiosa di tutta Firenze, e Aranciotti al cioccolato, gusto aristocratico fin dal nome. Niente coni. Gelato a 21 € al kg.

RIVARENO, Borgo degli Albizi, 46.

Piccoli imperi del gelato crescono: Rivareno è a Milano, Torino, Roma e Firenze. Ambienti moderni, curati, wi-fi gratuito. Le creme son magnifiche (di mandorle, nocciola, zafferano con sesamo caramellato), menzione d’onore per l’Otello, un cioccolato allo zabaione con la torta Barozzi. Si pagano 20 € per un kg di gelato.

CARABE’, via Ricasoli, 60r e Piazza S. Jacopino, 9r.

Entrando il profumo tramortisce, specie se Antonio Lisciandro, orgogliosamente siciliano, smanetta sul retro con le granite (dove poggerà graziosamente il fior di panna). Scrivere perché e percome pistacchio e mandorla siano pezzi di meraviglia è tempo sprecato, da Carabè andateci. Gelato a 20 € il kg.

LE PARIGINE, Via Dei Servi 41/R.

Dal banco in rovere alle panchine in ghisa tutto qui sembra progettato per cancellare quell’espressione di trucidità ingrugnata che assumiamo dopo le lunghe camminate fiorentine. Incluse ovviamente le parigine del nome, cialde friabili dentro cui con meccanismo ingegnoso finisce un gelato cremoso, borghese, a volte fastidiosamente dolce.

[Crediti | Firenze Festival del gelato, Corriere.it, La cuisine de Fabien. Immagini: Lorenza Fumelli. via Luciano Pignataro]

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66 commenti a Il gelatour di Dissapore | Come non spendere 27 euro per 2 gelati a Firenze

  1. Beh direi che ci possono stare anche Caminia in Viale Giannotti, Badiani in Viale dei Mille, dove si è inventato il gusto “Buontalenti”, Gelateria De’Medici in via dello Statuto, O volevate solo Centro Storico?

  2. avatar Leonardo

    Me ne vengono in mente altri ma cito solo la gelateria che ospita molte delle mie pause pranzo, specie in primavera estate: Gelateria de’ Neri in, indovinate un po’, via de’ Neri.

  3. avatar Viola

    Ma Rivareno non deriva dalla famosa gelateria Funivia a Bologna?

    Stanno aprendo una sorta di catena, i gusti sono più o meno gli stessi, a parte il fatto che a Bologna la panna montata non si paga a parte, ma è un gusto come tutti gli altri, mentre a Milano si paga extra…..

    Qualità molto alta comunque!

  4. avatar riccardo

    ma qual è il gelato artigianale? la differenza tra gelato e gelato artigianale direi che non esiste. tutti partono dalle basi industriali per produrre il gelato, oppure mi sbaglio? giorni fa l’ho chiesto a un gelataio e mi ha detto che il gelato artigianale non esiste e se esiste cosata troppo produrlo.

    • avatar kikko

      mi dispiace,cambia gelatiere.
      il gelato veramente artigianale costa un pò di più produrlo,è vero,soprattutto di professionalità e competenza.purtroppo il cliente nn coglie la differenza e i gelatieri incompetenti si trincerano dietro queste affermazioni per mascherare la propria attività di miscelatori di semilavorati.

    • dire che tutti partano dalle basi industriali “pronte” è ovviamente sbagliato.E’ come dire che tutti i cuochi usano i sughi pronti.
      C’è anche chi (ovviamente pochi) non le usa e usa solo ingredienti naturali “assemblandoli” insieme.

      La vera domanda è se la gelateria artigianale (presupponendo la qualità) sia solo quella che crea il gelato nel suo laboratorio nel retrobottega, o sia anche quella che produce la miscela (anche di qualità…) in uno stabilimento centralizzato e poi la distribuisce nei singoli punti vendita (dotati di piccolo laboratorio) dove viene solamente mantecata (cioè montata incorporando aria…)

      ps: essì..sono un gelatiere..

      • avatar Francesco

        Per me finchè la materia prima è di ottima qualità non m’importa se la gelateria locale si limita a svuotare il preparato nel mantecatore: se alla fine si usano solo ingredienti genuini e di qualità e in assenza di surrogati, conservanti e colleghi, che problema c’è?

        • avatar kikko

          se fosse solo una questione di materia prima di qualità sarebbe il meno.grom ,qualità sicuramente medio-alta,vende a 25€/kg ma la maggior parte del prezzo è dato dal marketing nn certo dalla qualità del prodotto. una gelateria normale,indifferentemente dalla qualità della materia prima,nn potrebbe permetterselo. quando si paga un certo prezzo per qualunque prodotto bisognerebbe chiedersi quanto realmente incide sul prezzo il costo della materia.

      • Andrea Soban, sacrosanto.
        Sartori a Milano le basi semilavorate non sa cosa siano, per dire. E neanche stabilizzanti e roba varia, tanto che il gelato, com’è normale, si scioglie subito appena lo compri. Rischi seriamente di sporcarti, ma la nocciola e la liquirizia sono vicine al capolavoro.

        • avatar kikko

          nn dubito che questo sartori sia un fior di professionista,ma questa affermazione dimostra la poca conoscenza del prodotto.la velocità di scioglimento nulla ha a che fare con la qualità del prodotto,anzi.indica forse un prodotto povero di solidi,quindi economicamente poco costoso.in quanto agli addensanti tutti li usano(nn vorrei entrare in argomento poichè sarebbe una polemica assolutamente inutile e priva di fondamenti)
          vorrei solo che vi godeste il gelato che vi piace senza polemiche ma anche senza retoriche

      • avatar sguida

        La caratteristica principale del gelato “artigianale” è quella della produzione sul posto, attraverso pastorizzazione e mantecazione. Da Grom non esiste nessun elemento di artigianalità e di creatività dell’operatore locale e non ci si pone neppure il problema della sua formazione permanente. Grom è un gelato industriale perchè non c’è nessun contributo lavorativo e creativo di un uomo artigiano.
        p.s. essì…sono un gelatiere artigianale…

  5. Riporto un paio di commenti sul sito del Corriere, che condivido appieno:

    “Non vedo il problema, nè la notizia – Il commerciante decide i prezzi e li espone. Il cliente decide se accettare il “contratto” oppure no. Punto.”

    “Non facciamo i finti buonisti! – Parigi, bar fronte Louvre, 2 omelette e 2 mezze di minerale 35 euro; Tenerife, Playa de las Americas, 2 gelati abbondanti 18 euro; New York, hot dog e coca cola 12 dollari. Sono solo alcuni esempi, ma qualche finto buonista viaggi un po’ all’estero, in luoghi turistici, poi ne riparliamo…”

    Aggiungo: non credo si possa etichettare un’intera città e tutti i suoi commercianti partendo da un episodio.

    Saluti

    • avatar leo

      Alex, tutto vero. Ma al tavolo. Qui si parla di gelati al banco.. :-8

      • in Piazza della Signoria fanno la “coppetta” da 20 euro con una montagna di gelato gonfiato (però ti ci mettono la cialda, stica…) ed il prezzo è esposto sul bancone… o almeno lo era quando l’ho visto da fuori

        se uno è così idiota da prenderla…

    • Totalmente d’accordo.
      La differenza sta tutta in un solo fatto: se il listino prezzi è esposto o no!
      Se il prezzo è esposto ed uno sa a che cosa va incontro non ha il diritto di lamentarsi di quanto ha pagato.
      Tutt’altra storia se il listino prezzi non c’è o magari non è chiaro.

  6. avatar mungo

    Italia da dimenticare, vedo che ci sono molte vittime della Sofia , specie stranieri , date un occhiata qua http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187895-d1821650-Reviews-Gelaterie_Sofia_SRL-Florence_Tuscany.htmlci sono cascati

  7. avatar Edoardo

    Sarà che è accanto a casa mia e ci sono cresciuto, ma il gelato della Gelateria Carraia (accanto al ponte) mi è sempre piaciuto !!

  8. Ma qui non stiamo parlando di buono o non buono qui stiamo parlando di due gelati a 27 euroooooo!!! Io l’avrei lasciato lì. Posso capire le materie prime ma neanche San Crispino a Roma fa questi prezzi. Poi sul turismo quello è un altro discorso, in Italia ci si marcia sopra da anni, io metterei delle leggi molto severe per i commercianti ladroni, sto a Roma e un caffè e un cappuccino seduto a Piazza Navona ti può costare anche 30 euro….Ma al banco 2,40….massimo. Io sto una settimana al mese in Francia per lavoro e non mi è MAI capitata una cosa del genere….sarò fortunato?

  9. avatar Francesco

    Il gelato di Grom è certamente il più buono di Firenze.

    Chi lo batte quanto a materie prime e bontà? E vogliamo mettere la crema di Grom o la panna che servono sul gelato?

    • avatar sguida

      ….tantissimi lo battono quanto a materie prime e bontà! E vogliamo mettere la crema di Grom che sa di zucchero e caramello e non di uova?

      • avatar Francesco

        Forse confondi la Crema di Grom con la Crema come una volta.

        Ad ogni modo chi altro ha una propria azienda agricola dove coltiva buona parte dei prodotti biologici che poi utilizza per il proprio gelato?

        Grom cambia i gusti ogni mese per seguire la stagionalità e punta sull’utilizzo degli ingredienti migliori (come è possibile notare entrando in una gelateria o visitando il sito uèb).

        In più apprezzo la Granita Siciliana di Grom che è l’unica “imitazione” che si avvicini all’originale.

        Ci sono gusti come: Fichi, Crema di Grom, Nocciola, Caffè il fu Gusto del mese per i 150 anni, il fu Gusto del mese Frutti di bosco e cioccolato bianco Domori (avanti, chi altro usa una cioccolata decente?) e tanti altri che ora non mi sovvengono che ti fanno venire le lacrime agli occhi quando li assaggi.

        • avatar sguida

          importante crederci…..il pistacchio persiano è il migliore, non usano addensanti, praticano il “chilometro zero”, usano materie prime del posto, fanno gelato “artigianale”, con la propria azienda agricola riescono a fornire 48 punti vendita….

          • in effetti potrei venire a provare il tuo …

          • avatar Francesco

            Bè, mi sembra che tu ti contradfica da solo:

            Il pistacchio usato varia con le stagioni, in passato usavano il pistacchio di Brontë (e uno);

            Non usano coloranti, aromi, emulsionanti, conservanti, e questo mi basta (e due);

            Difficile praticare il chilometro zero con sedi in tutto il centro-nord e volendo utilizzare il migliore ingrediente per ogni categoria: vedi limoni di Sorrento (e tre);

            Per me è artigianale un gelato preparato in questo modo, con questi ingredienti e sempre fresco (e quattro);

            Non so quanto riescano a produrre con la loro azienda agricola, ma so che si può visitarla, ti invito a farlo per accertartene.

            Detto ciò la polemica non fa per me, ad ognuno il proprio gelato.

          • avatar sguida

            probabilmente non hai colto la mia ironia…
            …poi hanno visto che il pistacchio persiano costa 1/4 (un quarto) di quello di Bronte (chissà come mai) e hanno scelto quello (e uno)
            E410 (e due)
            usare l’acqua, il latte fresco e la panna fresca del posto, secondo te, abbassa la qualità e la diversità che dovrebbe distinguere qualsiasi gelato artigianale? (e tre)
            allora chiameremo anche Ikea mobilificio artigianale, visto che, secondo loro, usano solo i legni migliori (e quattro)
            Io non ci guadagno niente nel criticare Grom, ma rimango sempre stupito come la gente si lascia influenzare dai trucchi di marketing

          • Aggiungo una cosa non entrando nel merito della qualità del gelato…
            banalizzando…una catena di negozi che standardizza i gusti,uguali per tutti i punti vendita, vanno contro i principi dell’artigianalità e dei, di loro ispiratori, principi slow food

            Mi dicono sempre cosa penso di loro, io rispondo sempre che nel momento che tu hai 50 e passa negozi nel mondo, con produzione centralizzata (e miscela surgelata…), non sei più una gelateria artigiana (che poi nn vuol dir nulla, ma lasciamo stare) ma sei un’altra roba.

        • avatar kikko

          questo post dimostra come il marketing funzioni

        • pare un commento copiato da una rassegna stampa di Grom stessa… concordo con kikko: il marketing funziona parecchio bene

          • avatar anto

            non ci sono mai stato, ma ho l’impressione (solo l’impressione), che anche Caapina con il marketing ci dia dentro parecchio.

          • vacci (anche perché come fai se no a dire che una gelateria è la migliore se non le provi tutte?) e fai due chiacchiere con Simone (il proprietario), poi mi dici ;)

          • avatar anto

            comunque, e lo dico senza voler fare assolutamente polemica, quando ci andrò sarà per provare il prodotto, non certo per parlare con il proprietario: purtroppo a volte si ha l’impressione che i gastrofanatici amino più farsela raccontare che veramente godere del prodotto. ricordo ancora degli amici che furono ripresi da Alajmo proprio perché davanti ai piatti stavano a pensare a chissà che invece di goderseli mangiandoseli (in verità è successo anche a me da Pierangelini…)

        • avatar LOTHO82

          A TORINO la vera granita siciliana [ a detta dei siciliani che abitano a Torino, per intenderci] la fanno IL BAR DELLA TORRE [corso Regio - TO] e Alberto Marchetti [corso vittorio emanuele II - TO]. Sono le due versioni originali.
          E cmq prima di GROM, che oramai è un’industria.. non è più “slow food” o KM zero visto che c’è GROM perfino negli USA e dimmi tu come ci arrivano le pesche di Mura Mura [azienda agricola di GROM] …. c’è Alberto Marchetti. Ragazzi, lui ha un solo punto vendita, produce il gelato in loco non lo manteca soltanto come molti ed usa la frutta di stagione che gli viene consegnata quasi tutti i giorni [lo so perchè il mio ufficio è davanti alla sua gelateria e quindi vedo i camioncini parcheggiati]

  10. avatar lespaul

    A Roma siamo capaci di fare di peggio.

  11. Barcellona Febbraio 2011: pessimo gelato da F***i, storica catena di gelaterie/pasticcerie catalana, preso PER STRADA sul cono, davanti al Corte Ingles in Plaza Catalunja , 2 gusti, PAGATO 4,70 €…x cui ogni mondo è paese.
    melo ricordo bene xchè era talmente buono che è finito nel cestino!

  12. Di Vivoli aggiungo che credo sia una delle rare gelaterie al mondo con la coppetta col doppio fondo: comunque la giri ci sta la stessa quantità di gelato! Quella sì che è una trappola per turisti!
    Però è vero che rimane la storia ed era un peccato non includerla nel gelatour…

    • avatar leo

      Fabien, in effetti hanno dei braccini cortissimi :-) ma passandoci vicino (e chissà perchè camminando arrivo sempre lì…) è impossibile non prendere almeno una coppetta di crema !

  13. avatar architorture

    GELATERIA LA CARRAIA: Biscottino al limone, Cookies, Latte di Mandorla
    GELATERIA DEI NERI: Crostata alle fragoline di bosco
    eppoi la morte.
    P.S.
    Carapina e Grom, ABBOZZATELA, please.
    Da quand’è che la puzza d’uovo nel gelato va osannata??
    eeebbbaaaaaastaaaa

    • già, che arroganti presuntuosi questi gelatai che pretendono ancora di fare la crema con le uova vere…

    • avatar anto

      una gelateria che vende cookies andrebbe evitata a priori, è l’antitesi del gelato artigianale, forse peggio ancora di Grom

      • suppongo dunque si parli di Carapina…
        ti ripeto: vacci, assaggia e magari parla con il proprietario… a priori non si può giudicare nulla
        (senza contare che sono artigianali anche i prodotti “extra-gelato” che sono lì in vendita e che spesso sono pure ingredienti dei gusti che trovi lì, come il miele Thun o il gianduja Gobino).
        vai vai, fidati
        ;)

        • avatar anto

          No, qui non parlo di Carapina, che immagino non faccia il cookies (gelato a marchio registrato e venduto in kit). Sopra invece sì, e intendevo che quando c’è un’esposizione mediatica così forte da subito, sento puzza di PR e marchetting, ma non ho elementi per giudicare non essendoci mai stato, anche se conosco un po’ di gente che ci è stata.

    • avatar Cris

      No no, la Carraia e’ troppo dolce! Ultimamente orribile!

  14. avatar zuccherok

    La gelateria dei Neri ottima
    Carapina nonostante le recensioni entusiastiche non fa per me
    Carraia troppo dolce, troppo zucchero e i gusti di frutta sono carenti

    A proposito di Tripadvisor la prima risulta quella di via Faenza (ma c’è ancora?)
    e non vorrei dire ma da Perchè no il proprietario inventa sempre cose nuove, non tutte ugualmente buone ma in alcuni casi spettacolari (tipo il ginger che col cioccolato è buonissimo)
    e in pieno centro mantiene prezzi onestissimi.

  15. avatar Orzay

    Che si dice della gelateria Santa Trinità in zona omonima ?

  16. avatar Andrea

    Ciao a tutti, che ne pensate del Sotto Zero in Via Doni?

  17. avatar Edoardo

    Son passato da Carapina…Confermo che NON è la miglior gelateria di Firenze.

    Piuttosto dietro Piazza Pitti, in P.zza della Passera, quelli del Caffè degli artigiani hanno aperto la Gelateria della Passera !! :) )

    Se non l’avete provata andateci…Gelato molto buono e “cucina” a vista !

  18. avatar cristina

    … Ma dove le mettiamo le meraviglie del Re Gelato, Via Ridolfi angolo Fortezza da Basso? Al momento, è l’unico gelato che riesco a mangiare. I pistacchi tostati prima di essere “aggelatati” non si dimenticano facilmente, come yogurt greco, cannella e canditi (eh, i canditi!), e altre cose che davvero vi invito a provare.
    E non perdetevi la sua pasticceria siciliana, eh!
    Carapina proprio naaaaaaaaa, crema grondande di uovo, gusti di uno zuccheroso che abbatte ogni aroma, una mantecatura che spappola la cremosità. Non metto in dubbio la qualità della materia prima, ma a me il risultato non piace.
    Ok per Carabé, anche se decisamente le granite superano in qualità il gelato, talvolta troppo congelato.

  19. avatar Anto

    Le citazioni marketing, vero, hanno colto nel segno… Ma Grom svetta su una buona parte dell’offerta misera/ignobile della gelateria “artigianale” fatta da chiunque, senza arte né parte.

    Zampolli a Trieste è il mio modello. Ma sono pochi i gelatai di tale livello…

  20. avatar tre mesi dopo

    chiusa la gelateria dei due coni a 27 euro

    Firenze, 12 ago – Chiusa, dopo controlli sulle condizioni igienico-sanitarie, una gelateria di via Por Santa Maria a due passi da Ponte Vecchio. [...] Il provvedimento è stato reso noto dal sindaco Matteo Renzi, e ai giornalisti che gli hanno chiesto se la chiusura sia una sorta di vendetta per la vicenda dei due gelati troppo costosi, il primo cittadino ha spiegato: «nessuna vendetta, come Comune non possiamo intervenire sui prezzi eccessivi ma sulla qualità dei prodotti venduti sì».

    Federica Sanna, completo sul corriere.it

  21. avatar Francesco

    Qualcuno mi può aiutare spiegandomi come si fa a rendere pubblica una fregatura avuta in un noto Ristorante di Firenze? Dove come me anche altri turisti hanno avuto la stessa esperienza. Come si può fare ad avere giustizia? leggete:

    http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187895-d1993361-Reviews-Ristorante_Conte_Mascetti-Florence_Tuscany.html#REVIEWS

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