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Le migliori trattorie di Roma? La discussione è ufficialmente aperta

Esco per mangiare cucina romana verace, senza pompa, in un clima disteso e familiare. Vietati gli spennapolli causa rata mutuo, no anche ai porzionisti micragnosi ‘che quando ho fame non lo mando a dire. Insomma, cerco una vera trattoria romana, ma per favore, non datemi i soliti indirizzi”. Diciamolo: la richiesta non è nuova, se ne trovano di analoghe anche su Dissapore e dintorni, il problema casomai è la risposta. Felice a Testaccio, Trattoria Monti, Pigneto 41 … sono tutti posti degni ma se volessimo andare oltre? Complice il commento illuminante di un lettore, ci siamo messi alla ricerca delle alternative. Seguiteci.

A Roma, le trattorie come le conosciamo, una combinazione riuscita di cucina verace, generosità delle porzioni, ambiente semplice e conto moderato, sono ormai mosche bianche. Siccome il turismo mordi-e-fuggi fa gola, negli indirizzi storici i prezzi sono cresciuti in modo inversamente proporzionale alle porzioni, mentre molte delle nuove aperture ispirate al concetto di trattoria, offrono rivisitazioni stonate sia nel menù che nell’ambiente. Ma che succede? E’ davvero così complicato fare un trattoria come si deve?

E qui inizia il nostro elenco di sopravvissuti con prezzi da vera trattoria (20-25€ a testa). Tutti comunque entro i 40€ per un pasto medio*.

Della più nota e apprezzata di Roma, Da Felice a Testaccio (35€), abbiamo già detto, chi non la conosce legga almeno il tributo di Dissapore a Felice Trivelloni, il mitico trattore scomparso di recente.

TRATTORIA NELL’ANIMA. Sono locali di quartiere che da anni portano in tavola la romanità pura e semplice con tanto di calendario settimanale: giovedì gnocchi, venerdì pesce… (1) Zampagna all’Ostiense (20€). Dal 1924, e anche con la nuova gestione che risale a un anno fa, propone una ristretta selezione di autentici piatti romani. (2) Osteria con Cucina Francesco Angelini (20€). Atmosfera casalinga a Tor Pignattara, il menù si compone solo di quello che offre la spesa del giorno. (3) Sora Margherita (35€). Aperta a cena solo nel fine-settimana, si trova nel Ghetto e da decenni fonde la cucina ebraica con la tradizione romana. (4) Tanto pe’ Magna’ (25€). Nel quartiere popolare della Garbatella, condotta per decenni dalla stessa famiglia, è fedele alla cucina romana tradizionale.

DA GRANDE VOGLIO FARE LA TRATTORIA. Sono aperture più recenti in linea con la schietta tradizione della cucina romana. (5) Flavio al Velavevodetto (35€). Si trova a Testaccio, leggete qui se vi interessa saperne di più. 6) Il Gentiluovo (30€). L’osteria contemporanea, come si definisce, è al Fleming: un laboratorio di pasta fresca con qualche tavolo dove è possibile mangiare e comprare. (7) Osteria di Monteverde (25€). Secondo il parere degli esperti, una delle aperture recenti più promettenti. Come suggerisce il nome, si trova nel quartiere di Monteverde.

TRATTORIA CREATIVA. Siamo nei posti che mescolano con destrezza romanità e innovazione, dando vita a rivisitazioni interessanti. 8) Il Quinto Quarto (35€). A Ponte Milvio, cirioleria a pranzo (la ciriola per i romani è il panino tradizionale), cucina a base di prodotti laziali la sera: una fama costruita sulla carbonara! (9) Osteria del Giuda Ballerino (40€). Bisogna andare al Tuscolano per trovare il volto informale dell’omonimo ristorante, fresco di stella Michelin. Chiudiamo spostandoci di qualche km, precisamente a Grottaferrata: 10) L’Oste della Bon’ora (35€). Piatti dedicati a Roma, alla sua cultura culinaria, più qualche equilibrata eccezione di originalità.

Nota nel diario a chi non partecipa alla discussione sulle vere trattorie romane, che da ora è ufficialmente aperta. Quali sono le vostre Trattorie nell’anima? Chi partecipa al campionato Da grande voglio fare la trattoria? E le Trattorie creative senza se e senza ma?

PS. Gradito anche un giro per la Penisola: abbiamo ancora negli occhi la Trattoria Capelli a Lesignano de’ Bagni narrata dall’editor Stefano Caffarri.

* I prezzi – arrotondati ai 5€ – sono indicativi e includono un pasto medio completo (pane, primo, secondo, dolce, acqua e caffè) vini esclusi

Tavole Romane.

[Crediti | Link: Dissapore, Tanto pè Magnà, Flavio al Velavevodetto, Il Gentiluovo, Osteria di Monteverde, Il quinto quarto, Osteria del giuda ballerino, L'oste della bon'ora. Immagini: New York Times]

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172 commenti a Le migliori trattorie di Roma? La discussione è ufficialmente aperta

  1. Così d’acchitto non vedo Betto e Mary al Quadraretto, vicino a Tor Pignattara, la nuova versione del Secchio e l’Olivaro a via Portuense.
    Ciao

    • beh ma meno male che non vedi Betto e Mary. Una mangiatoia della peggior specie, camerieri fastidiosi e volgari. Non so come faccia la gente a pensare che sia un posto divertente. Io, che pure sono abbastanza tamarra, li trovo francamente insopportabili. Cibo da dimenticare.

  2. Beh, io penso che, anche se tra alti e bassi, non possa mancare l’Osteria di San Cesario a San Cesareo con la mitica Anna Dente.
    Poi faccio due aggiunte, una “wild”, da Candido a via delle Medaglie d’Oro (il vero nome è la Sagra del Vino, mi sembra) e un’altra più “glossy”, Bucavino a via Po.

    • Per la Penisola, invece, per me esiste la trattoria definitiva ossia La Brinca a Nè, nell’entroterra di Camogli. Tutto il resto è noia!

    • Uno dei migliori prototipi della trattoria italica è per me La Maria a Novilara (PU).

      Eccezionale anche Beppe e Lucia a Orco Feglino (SV) pur se formalmente è un agriturismo. Figassin, cima e farinata da paura!

    • Scusa Mario, ma il livello dei prezzi di Anna Dente (Osteria di San Cesareo) non è compatibile con le trattorie descritte sopra. Io la vedo concorrente di Checchino o di Antonello Colonna, anche se questi ultimi li trovo molto più vicini al mio gusto. Se volete una bella e emozione a 30-35 euro per due portate, dolce, vino in bottiglia e caffé, provate il Ristorante Monti in uno slargo su via Carlo Alberto poco prima di arrivare a piazza Vittorio Emanuele III

  3. i nomi sono quelli soliti, che frequentiamo e ci piacciono… alcuni oramai sono solo il ricordo di quel che furono come la mitica sora margherita der ghetto ‘na vorta aperta solo a pranzo… Oggi ancora piacevole ma un’altra cosa e lo stesso Felice… Mi stupiscono assai talune assenze, su tutte Armando al Pantheon, o Domenico a via satrico, pezzi de storia di Roma, che continuano ad onorare il loro nome… Mancano completamente i buiccari, di cui prima o poi bisognerà dire qualcosa!
    Nun se po’ avè tutto ;-)
    Ciao A

    • In effetti il rischio che la Trattoria stia diventando una specie in estinzione c’è. E uno degli interrogativi di questo post è proprio sulle cause di cio’…da “consumatori” non riusciamo a farcene una ragione…
      Bella l’idea del post sui Buiaccari, anche questi ormai una rarità ma qualche sopravvissuto per fortuna c’è!
      Invece perchè stupirsi per le assenze? Come tutte le selezioni non vuole (e può) essere esaustiva e i commenti servono anche a questo ;-) Aspettiamo curiosi di leggerne altri…

      • Perché stupìrsi delle assenze!? Mica ve siete dimenticati il ritrovo d’Abruzzo o l’enoteca dell’orologio… Piuttosto Bottura o Niko, parlando di nuova cucina italiana!? A mio modestissimo parere, Domenico o Armando stanno alle trattorie romanesche, come massimo o Niko alla nuova cucina italiana ;-)
        Al 3D sui buiaccari ci sto lavorando! Però poi nun dite che copio pleAse :-D
        Ciao A

    • La Sora Margherita nonostante i prezzi ha gli agnolotti come li faceva mia nonna… di Zampagna ricordo le telefonate alla vecchia gestione il venerdì mattina per prenotare pasta e ceci che puntualmente si dimenticava di metter da parte :-)..

      Tra le osterie a buon mercato cito “Osteria qui se magna” al pigneto.. alcune cose buone altre meno ma tutto al giusto prezzo!

  4. Ciao a tutti,

    i vostri suggerimenti sono sempre molto utili per chi ama la buona cucina e frequentare posti sempre nuovi senza ‘andare alla cieca’ …

    Dai vostri commenti è evidente che proviate di persona molti di questi posti e per questo … ci fidiamo di voi!

    Suggerisco un posto che è classificato come ristorante ma, secondo me, si avvicina molto di più ad una trattoria per ‘location’ e menù.

    E’ Roma Sparita -- Piazza di Santa Cecilia -- Trastevere.

    La sua pasta cacio e pepe servita in un cestino di parmigiano è superba.

    Bye

    • Grazie ND. Spettacolare la cacio e pepe di Roma Sparita! Non tutto il resto però ci sembra allo stesso livello.

      Se parliamo di un locale vuol dire che almeno uno dei componenti del nostro ristretto team l’ha provato. Ci piace mangiare più ancora di scrivere e condividere! ;-)

  5. Molti nomi nell’articolo sono anche nella guida slow food 2011.
    Personalmente posso parlare bene anche dell’Osteria Ponte Sisto a Piazza Trilussa e Matricianella nella zona Montecitorio se non ricordo male.
    Anche Zampano’ non è male.
    Il vero peccato per il turista che capita nel w.e è la chiusura settimanale , quasi sempre di sabato o domenica.

    • Da Zampanò ci ho mangiato oggi a pranzo.

      Posso solo esprimere il mio disappunto, senza avere neanche il bisogno di aggiungere altro.

      I tempi della Brenci sono lontanissimi.

      Un posto da turisti, dove non hanno azzeccato un piatto manco per sbaglio statistico. Dispiace, sarò diventato esigente io, ma dove vedo la pretenziosità mi scatta la molla e non ne faccio passare una. Qui, non ho avuto neanche bisogno che scattasse la molla.
      Tutto sbagliato, tutto da rifare.
      Dal fritto moscio e scollato di pastella, alla carbonara di pasta passata di cottura con un uovo che sembrava fatto solo con il Pantone, per non parlare del resto.

      E sapete quale è il guaio? Che ci casco ancora, e che l’ho consigliato proprio io!!! Mannaggia a me e a quando non me sto zitto…

      • c’ero anch’io, o compagno di merende, e non posso che confermare la tua impietosa analisi
        aggiungiamo anche che, per due portate e i dolci, siamo rimasti a tavola dall’una e mezzo alle tre e mezzo

        mai più

        (ma non te ne faccio una colpa, era un indirizzo validissimo)

  6. Trama Tannica ad Albano Laziale aperta solo la sera. Animelle in tutti i modi e mezzi rigatoni con pajata da urlo; ottima la carbonara nonchè coda,guancia ecc. Alessandro una garanzia (figlio d’ arte). Buona scelta di vini.

  7. VOLETE PROVARE UNA VERA TRATTORIA ROMANA!!!???

    VERA AL 100%!!!! Con moglie (che serve ai tavoli) e marito in cucina! Con la moglie che se non finisci il piatto “s’incazza e ti fa il pezzo”???? Roba d’altri tempi…..

    Il menù non esiste:

    Tortellini in brodo
    Amatriciana
    Gricia
    Maccheroni con la coda alla vaccinara

    Si tratta di piatti da 350-400 gr. l’uno….

    Il secondo è il classico romano:

    Trippa
    Pajata
    Saltimbocca
    Straccetti

    e contorni vari…Vino rosso della casa….

    Il prezzo che si spende è 15 euro a “CRANIO”

    LA TRATTORIA SI CHIAMA:

    “SIRENO”

    Via del Vignola, 75

    Armatevi di tovagliolo!!!!!

  8. Trattoria Monti “vera trattoria romana”, “cucina verace romana”? Ma che state a ddì, me sa che nun ce sei/sete stati manco na vorta, annatece! :-D

    @Adolfo trama tannica ancora mi manca, grazie per avermelo ricordato!

  9. Non ho capito la differenza fra target “trattoria economica” e “buiaccaro”: mi sembra che siano presenti entrambe le categorie.
    Comunque buoni indirizzi tranne -secondo me- Zampagna, che era una leggenda già ai tempi in cui forniva il pasto ai lavoratori dei Mercati Generali e di tutta la zona industriale dell’Ostiense, ma mi dicono decadutissimo da almeno 6 anni; mentre la Sora Margherita al Ghetto aveva un senso fino al 2004, quando c’era ancora lei in persona a tirare a mano le fettuccine. Dopo che si è ritirata, è diventata un’associazione culturale e…diciamo che il senso è venuto un po’ meno.

    Suggerirei anche -- a Trastevere- il sempiterno Enzo a via dei Vascellari e Lucia a vicolo del Mattonato; poi Priscilla (più buiaccaro che trattoria) a via Appia Antica 68 e Valentino a via del Boschetto, di fronte alla Barrique (peccato solo che non cucini i primi).
    E ancora la fortunatamente poco considerata Ai Villini, in via Marcantonio Colonna: esternamente oRenda, internamente anni ’70, ma capace di ottime performances romanesche.

    E soprattutto non vedo La Matricianella a via del Leone. C’è gente che potrebbe uccidere, per questa assenza… 8-)

    • Per una volta ci troviamo (quasi del tutto) d’accordo ;-)
      Da Zampagna ti consigliamo di tornare, la nuova gestione -- a nostro gusto -- non fa rimpiangere i lontani ricordi.

      Molto apprezzate le tue aggiunte.
      Matricianella ci piace molto, ma sei sicuro che riesci a farci un pasto completo a 40e?

      PS. preveniamo la battuta sul “plurale maiestatis” ricordando che siamo un “blog di gruppo” e non facciamo quindi personalismi…poi certo non usiamo la tastiera tutti insieme contemporaneamente ;-)

      • Sì, un anno fa ce l’ho fatta a fare il pasto a 40 euro. La Matricianella peraltro ha un difetto grave: il servizio, che è ottimo nei camerieri, ma spesso scostantissimo quando se ne occupa il patron.

        • Roberto e Fabio, sanno il fatto loro. Il primo, lo chef, ha affiancato la Bowerman ( tanto per dirne una) al Glass. Mentre Fabio, lavorava al Ditirambo.
          Da qualche tempo hanno rilevato, questa piccola osteria.
          Cucina romana, ben eseguita: cacio e pepe,amatriciana stratosferiche . Per le animelle glassate,arriverei a piedi dal Salario.
          Conto ridicolo, max 30 euro.

          ps: Voi, Monteverdini, ora state esagerando con gli indirizzi golosi.

          • Allora butto sul piatto di Monteverde l’Osteria Pistoia, ottima trattoria di quartiere, buone materie primelocali e prezzi che non superano i 35€.

            In zona Prati, Primo Sale.

          • Monteverde sta diventando gourmand, i miei consigli:

            L’Osteria di Monteverde e’ validissima, rapporto q/p notevole. ne avete detto.
            L’Osteria Pistoia, leggermente piu’ cara, piu’ attenta alla ricerca di materie prime, ne avete detto.
            Da Cesare, storico indirizzo di V.Casaletto, ora in nuova gestione: con stile trattoria moderna, antipasti strepitosi, anche ben presentati e mediamente ricercati; tradizionali romani ben fatti; vino della casa sopra la media; fuori menu’ interessanti; pane casareccio dimenticabile. Rapporto q/p molto buono. Bonus: hanno lasciato la vecchia insegna pubblicitaria’ luminosa sulla strada e conservato sempre lo stesso numero di telefono a sole 6 cifre. Malus: e’ pure pizzeria, magari e’ buona, il forno e’ a legna, non l’ho provata, ma diffido di chi fa tutto. Griglieria, invece provata, di qualita’ il sottocollo di maiale assaggiato.
            L’Hosteria di Monteverde/Matriciana (V. Emiliani) non provata ancora, da non confondersi con l’Osteria di Monteverde, proprio la quale me ne ha parlato sportivamente bene. Il sito non sembra aggiornato, ma il menu’ interessante.

            [OT]
            Che consiglio in zona tra le novita’, non trattorie, dell’ultimo anno per puro incompleto completismo: Le Civette, ristorante con belle sorprese creative; che vale pure il bistrot-eno Cheese & Cheers.
            I capisaldi di Monteverde li conoscete gia’.

    • mah il buiaccaro è una tipologia specifica. Non più di 5/6 piatti che ruotano in continuazione, cadenza assolutamente settimanale (gioved’ gnocchi, venerdì trippa ecc) conto piccolissimo, vino praticamente nullo, attenzione alle regole gastrofichette zero! Un posto per fa’ magnà chi ha fame… una tradizione storica romana… Tonino ai banchi vecchi, per es
      Se a roma fossero svegli aprirebbero un buiccaro di qualità… ma nun semo troppo svegli e allora apriamo altri posti … ;-)
      cioa A

      • Uno dei miei totem buiccari è a San Lorenzo. Non ho mai capito come si chiama, potrebbe essere “da Paolo”. Il posto è gestito da due fratelli sulla sessantina, fino a qualche anno fa in sala si faceva vedere la signora madre: signora ottantenne che portava con fierezza una parrucca con acconciatura in stile Moira Orfei. Un tuffo negli anni sessanta.

        • Potrebbe essere “da Marcello”?piazza dei campani?
          altro siggerimento è “Qui se magna” al Pigneto: c’è Paola che oltre al resto, ha una mano eccezionale per i dolci.
          Zona Flaminio, ce n’è uan gestita da marito e moglie con un arredo mussoliniano veramente antico, ma si mangia da paura!
          solo che ho difficoltà a ricordarne il nome..

          • potrebbe essere “Sireno” a via del Vignola
            ci manco da tantissimo tempo
            c’era in cucina, appunto, questo Sireno, che da giovane dev’essere stato un fascistone tutto “libro e moschetto” (forse sono sue le foto in cui esegue esercizi ginnici o sta in posa marziale in divisa)
            in sala c’era una signora sulla cinquantina che doveva essere la nipote
            ricordo che una volta ho cercato di prenotare per 12, ma mi ha rimbalzato perché mi ha detto “zio si stanca a cucina’ pe troppe persone tutte insieme”

      • Ah, Tonino. Intendi la Trattoria Bassetti a via del Governo Vecchio. Non ne sono rimasti molti, di bujaccari così: sono panda da preservare.
        Certo, a volte cucinano anche come cucinerebbe un panda… :-D

        Non citati, mi viene in mente Roberto il Laziale a v. dell’Acqua Bullicante, che fa il conto ancora in lire e poi lo trasforma in euro con la calcolatrice.
        O il Quagliaro a Largo Mola di Bari, che non ha il telefono.
        Poi c’è un posto senza insegna, all’inizio dell’Appia Antica, uscendo dal cordolo di via Cilicia altezza Ford. Cucina casalinga basic: un primo e secondo dieci €, dodici se prendi anche il contorno. Sempre pieno di gente in pausa pranzo.

        • Ragazzi mitico il Quagliaro…cucina romana…pizza e quaglie, una bontà…ma adesso il telefono ce l’ha!
          Si mangia bene e si spende il giusto una rarità a Roma

        • Il quagliaro il telefono ce l’ha eccome, il numero è 06 25210875 e accetta prenotazioni da anni. Il laziale a v. acqua bullicante fa i conti in euro e comunque è caro per quello che offre. I tempi cambiano….

  10. Dunque la trattoria Monti è notoriamente Marchigiana e si mangia ormai modestamente (purtoppo) ad un prezzo sempre oltre i 40 euro. Betto e Mary quello vero era al Quadraro (e non al Quadraretto) precisamente alla Certosa di Via dei Savorgnan: posto unico e mitico. Betto è morto, la moglie non so, il figlio riaprì senza successo ai Colli Albani e poi chissa. Ai Villini sempre grande. Michele (?) vicino via di Grottaperfetta e il Finanziere a Via della Marranella.. Naturalmente Pommidoro a San Lorenzo, una volta unico nella caccicggione, il preferito da P P Pasolini.

  11. Pingback: Trattorie: una specie in via d’estinzione? Noi abbiamo fatto un giro per Roma… « Tavole Romane

  12. A CORI provincia di Latina, c’è CHECCO, fantastica hosteria, prezzi ridicoli, fate un salto sul sito, dopodichè sempre a CORI c’è l’imbarazzo della scelta per comprare olio e vino, uno su tutti CARPINETI.

  13. A me piace molto la Trattoria da Renato e Luisa dietro Largo Argentina, la conoscete?
    Quanti bei suggerimenti sia nell’articolo di TavoleRomane sia nei commenti, complimenti a tutti!
    Gli indirizzi me li sto segnando tutti e prima o poi sfiderò il mio colesterolo testandone il più possibile!!

    • Faccio un attimo il precisetti 8-) : partendo da Campo de Fiori, Settimio sta un po’ prima dei Banchi Vecchi, verso la fine di via del Pellegrino. Dagli anni ’50, una trattoria di grande tradizione e qualità.

  14. La discussione si fa molto interessante. A fine “giornata lavorativa” proviamo a fare un riepilogo degli indirizzi finora menzionati. Così speriamo sia più facile continuarne a discutere e soprattutto aggiungerne di nuovi.
    Gli indirizzi romani e del Lazio sono in maggioranza mentre sorprendentemente tante Regioni con realtà gastronomiche di assoluto livello non sono ancora state citate…

    ABRUZZO
    Vecchia Marina – Roseto (Alessandro Bocchetti)

    LIGURIA
    Beppe e Lucia -- Orco Feglino (SV) – (TheBigFood)
    La Brinca – Né/Camogli (Mario Albano)
    La Trattoria del Mosto -- Né/Camogli (Leo)

    LAZIO
    Trama Tannica – Albano Laziale (Adolfo)
    Checco – Cori (Fabio)
    Osteria di San Cesareo -- San Cesareo (Mario Albano)

    Agustarello – Roma (Anto)
    Ai Villini -- Roma (Riccardo I.)
    Armando al Pantheon – Roma (Alessandro Bocchetti)
    Betto e Mary – Roma (Fabio)
    Bucavino – Roma (Mario Albano)
    Candido – Roma (Mario Albano)
    Da Enzo – Roma (Riccardo I.)
    Da Paolo – san Lorenzo Roma – (Luca Pelini)
    Domenico – via Satrico Roma (Alessandro Bocchetti)
    Hosteria da Settimio -- Roma (Riccardo I.)
    Il Finanziere – Roma (lespaul)
    Il Quagliaro -- Roma (Riccardo I.)
    Il Secchio e L’Olivaro (nuova versione) – Roma (Fabio)
    Lilli a Tordinona (Stefania)
    Matricianella – Roma (rampollo)
    Michele (?) – Roma (lespaul)
    Osteria del velodromo vecchio – Roma (Luca Pelini)
    Osteria Ponte Sisto – Roma (rampollo)
    Osteria qui se magna – Roma (Emanuele)
    Pommidoro – Roma (lespaul)
    Priscilla – Roma (Riccardo I.)
    Renato e Luisa – Roma (Michele)
    Roberto il Laziale – Roma (Riccardo I.)
    Roma Sparita – Roma (ND)
    Settimio ai Banchi Vecchi (Stefania)
    Sireno – Roma (Pietro)…un po’ pubblicitario ;-)
    Toto – Roma (Claudio)
    Trattoria Bassetti – Roma (Riccardo I.)
    Trattoria Nino – via Borgognona Roma (Alessandro Bocchetti)
    Valentino – Roma (Riccardo I.)
    Zampano – Roma (rampollo)

    MARCHE
    La Maria – Novilara (PU) (TheBigFood)

      • :-D
        Però è piacevole scoprire che di Trattorie e Buiaccari apprezzati ne esistono ancora tanti. Sempre però “mosche bianche” se pensiamo a quante si spacciano per tali.
        E le novità degli ultimi tempi sono veramente poche…possibile che solo Roberto e Fabio dell’Osteria di Monteverde hanno avuto questo “coraggio”?

    • Sono anni che non vado a Roma,dove ho alscito un pezzo di cuore..Anche il mio tifo calcistico è rimasto lì(da campana trapiantata al nord!9)
      Ricordo con immenso piacere un ristorante con la genuinità da trattoria:”da Giselda” a Frascati…Esistte ancora?O meglio,ha conservato i sapori tipici laziali?
      Se così fosse,mi sono sempre ripromessa di tornarci un giorno(sigh!)
      Un caro saluto e grazie in anticipo per l’info…

  15. Hostaria da Enzo, via Ostiense.
    Mi sono sempre trovata bene, buona esecuzione di piatti della cucina romana, servizio gentile e rapido (ma non con la fretta di far sgomberare), conto leggero.
    Anche Burro & Sugo non mi dispiace.
    A via dei Vascellari (l’altro Enzo) non mi sono trovata bene, forse sarà stato un caso (o meglio due).

  16. Posso ricordare solo un posto: Le Pagliete, a Maccarese.

    Un amico mi chiede dove poter andare a mangiare romano sul serio, e tanto. Gli ho chiesto se non aveva paura e lui mi ha detto di no. Ci siamo andati insieme. La paura è cominciata all’antipasto: “Allora, dotto’, faccio che ve porto l’antipasto della casa? C’è la trippa e l’ossibuchi appena usciti!”

    Vi risparmio cosa è seguito.

    L’amico mi ha chiamato il giorno dopo per dirmi che la notte aveva visto i draghi….

  17. Ancora non è uscito fuori nessun indirizzo milanese, eppure Dissapore dovrebbe essere molto letto da quelle parti…
    Trattorie già estinte? Troppo cheap? O il nome dell’articolo non invita?

    • Da lombardo, ho bazzicato Milano un pochino e spero non ci sentano ma a livello “trattorie” non c’è proprio più nulla. Seguono un trend di falso progresso verso modelli igienizzati, lindi e pinti ma che poi quando mangi ti senti davvero deluso. E a che prezzi si ottiene la qualità?
      Boh. Dico “boh”. Beneficio del dubbio.

  18. In effetti il titolo dice la migliori trattorie di Roma..:-)), Comunque se doveste passare dalle parti di Milano e doveste essere assaliti da una voglia irrefrenabile di casseula (la mia tastiera non ha la dieresi, mannaggia) vi consiglio la Trattoria Risorgimento a Pioltello, fanno anche le lumache, slurp

  19. Volevo aggiungere un posticino a Roma. “Alfredo & Ada”, Via dei Banchi Nuovi 14. E’ un posto semplice ma onesto. Una volta che ci sono passato a gennaio ero solo soletto e mi hanno coccolato fino all’ultimo istante, avrebbero potuto chiudere o non accettarmi (sono abituati a fare il pienone con piatti semplici quando ci sono i turisti), invece si è chiacchierato di questo, di quello, della nonnetta Ada che non c’è più e faceva i pranzi per gli imbianchini del quartiere, … Uno non mangia sempre e solo cibo, ma anche la compagnia, la conversazione, gli sguardi di chi pure non conoscendosi si capisce e si conosce forse da sempre.

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