di
Cristina Scateni | mar 27 nov 2012 ore 19:04
5,926
“Mangiari di strada” per milanesi curiosi
Il cibo di strada, l’impellente gola, il richiamo atavico del mangiare consumato con le mani senza altra sovrastruttura o insidia se non la fila che puoi trovare al baracchino, banchetto, chiosco. A Milano un sabato qualsiasi, ore 15 troppo tardi per un pranzo vero, troppo presto per rinunciare completamente, mi illumina la giornata un bel posto “Mangiari di strada”: l’oasi di tutti i miei sogni proibiti raccolti in un solo luogo. Questo “non luogo” (non è un ristorante, non è un fast food, non è un bar, non è self service, non è un bistro) propone tutto il meglio del cibo di strada italiano, utilizzando materie prime selezionate con maniacalità, biologico come regola aurea, fresco e stagionale sottinteso e pure il fatto in casa.
L’idea è una meraviglia, il menù scritto col gessetto sulle lavagne anche, tant’è che mi mette in imbarazzo perché vorrei uno di tutto:
– pani ca meusa,
– panino con il lampredotto,
– panino lingua e salsa verde,
– pane e panelle,
– pastrami,
– panino con la mortadella Pasquini e Brusiani o con il crudo di Parma S.Ilario 36 mesi,
– crocchette di patate,
– mozzarella in carrozza,
– alici fritte,
– pizze,
– focacce,
– baccalà,
– hotdog con wurtsel Meraner Siebenforcher e crauti del Maso venostani,
– hamburger (220 gr. di polpetta bio, insalata, formaggio d’alpeggio, pomodoro, pancetta e cipolla rossa croccante),
– bombette di Alberobello e via così su e giù per l’Italia.
Il fascino, la cultura popolare e la tradizione del buon cibo italiano luccicano davanti a me inerme, costretta a scegliere tra tanto ben di dio. Mi arrendo e ordino il panino col lampredotto, una birra baladin (l’unica in menù) e con mano scattante afferro anche uno dei sacchetti di chips artigianali appoggiati sul banco.

La formula è pratica, ci si munisce di scontrino alla cassa e si aspetta fino a che non sarà urlato in sala il nostro piatto. Si afferra il vassoietto e ci si siede in uno dei tanti tavoli col piano di marmo. Il locale a dire il vero un po’ pretenzioso lo è, ma siamo pur sempre a Milano, e si sa che qui piace così, low profile aggraziato. Niente che distragga dal protagonista principale però: il buon cibo. Perché è buono, buonissimo, il panino è fragrante e profumato, leggermente imbevuto di brodo da un lato, il lampredotto di ottima qualità in un bel bilanciamento di grasso e magro.
“Mangiari di strada” è in via Lorenteggio 269, tra i palazzoni Nielsen e Vodafone. Uno stradone che non invoglia al consumo consueto, in strada appunto e forse proprio per questo messo tutto dentro una scatola magica. La scatola è di Giuseppe Zen (e di due soci), una breve chiacchierata e capisco subito che non è zen manco un po’. Ma è un sognatore, uno alla ricerca del boccone perfetto (confessa che sono molti quelli che hanno provato ad affiancarlo in cucina, senza successo, negli ultimi 3 anni). Mi piace tanta determinazione, mi ispira fiducia immediata. Mi racconta del lampredotto, “ne avrò mangiati 300 per capire come doveva essere il mio”. Un giro in cucina, uno in dispensa e mi sento già a casa. Tirano la sfoglia a mano tutti i giorni qui, impastano, spadellano, cucinano di gran carriera, ci mettono tempo, fatica e attenzione. Ci sono piatti che hanno bisogno di ore e ore per venire perfetti. Per scelta il locale è aperto solo a pranzo, ma Zen e i suoi sono felici così, hanno tempo (non molto a dire la verità) di andare a selezionare il buono che poi ci fanno mangiare.
Fisso con sguardo languido l’elenco dei piatti caldi del giorno: trippa alla fiorentina, guanciola di manzo brasata, coratella di agnello con uova, ragusano e cicoria, musetto di vitello arrostito con purè, i bellissimi bolliti misti, lo stoccafisso brandacujun con la polenta macinata a pietra al forno, le polpette, il cous cous integrale biologico con le verdure, i canederli di pane di segale, radicchio e speck al pomodoro e basilico, la parmigiana di melanzane, l’insalata di trippe, pomodori e fagioli spagna, la torta di verdure, insalata tiepida di verza arrosto, la testina di vitello con salsa verde, e quella su cui indugio di più una degustazione di Castelmagno d’alpeggio. Dei dolci riconosco da lontano un gigantesco torrone bianco alle mandorle, la torta di mele, il salame di cioccolato.

Spesa totale 15 € per un panino col lampredotto (6,50 €), una birra baladin (3,50 €), chips in sacchetto (4 €) e 1 caffè (1€).
Parlando di cibo di strada quindi, vi sembra che nel menù di “Mangiari di strada” ci sia tutto? O manca qualcosa che vi piace parecchio e vorreste trovare più spesso in giro anche lontano dal luogo d’origine? Io da buona umbra ho segnalato la mancanza del panino con la porchetta. Voi che dite?
[Crediti | Link: Mangiari di strada, immagini: Facebook]
Mi sembra tutto troppo caro e pretenzioso, io penso che i locali di milano se vogliono stare in piedi saranno costretti ad invertire questa tendenza, di cui molte persone, a quanto vedo e sento, sono stufe..
Assolutamente d’accordo. Come si fa a spendere 15€ per panino birra caffè e patatine del sacchetto?? Le materie prime non possono giustificare questo prezzo.il cibo di strada è altra cosa. Questo è il solito posto “fighetto” per il milanese fintoalternativo.Ma il cibo di strada è tutt’altro che fighetto. Ma che noia!
quoto in pieno! ma perchè mai il “cibo da strada” dovrebbe essere caro, è un paradosso impressionante solo a giustificare il gastrofighettismo cagone di moda e rilanciato da questo sito, nulla di nuovo.
quanto costa la carne?
quanto costa l’olio per friggere le patate?
quanto costa l’affitto?
quanto costa l’energia elettrica?
quanto costa il lavoro?
quanto costano i consulenti (obbligatori) per adempiere a tutte le complesse normative tipo HCCPAxyxz, quelle lì insomma?
siamo un popolo di commissari di calcio, critici cinematografici ed esperti di food cost
1000 minuti d’applausi Nico.
+’ 1000=2000
A tutto quanto già detto da Nico, Tommaso e Paolo aggiungo che il locale non è fighetto, si mangia benissimo e Giuseppe è una grande persona, quindi spendo volentieri di più, mangio bene e mi ci trovo benissimo.
Quanto costano le lavagnette?
Quanto costa una location di design finto alla buona?
Quanto è abituato il milanese medio ad essere spennato come un pollo?
secondo me questa è una discussione interessante, oltrechè necessaria, in questo momento.
quanto, effettivamente, i hipsters stanno facendo di buono per il cibo buono ora e qui in italia? o nel mondo, se è per questo.
quanta gente, appartenente alle nuove generazioni urbanizzate e tecnologizzate, apprezza ancora un panino con la trippa, se non grazie ai gastrofighetti che la rendono hip nei loro locali hip -- e scusate la ridondanza -- e che glielo fanno pagare 8 euro? e quanto della tradizionalità del panino con la trippa si perde nel processo? dove si trova il male minore, nell’equazione?
il lampredotto che va nel panino: 30 centesimi.
il panino: altri 30 centesimi.
affitto: oh non era mangiare da strada?
mi sa che c’e` qualcosa che non torna!
in una parola, in questi posti si fa speculazione, e te ne potrei citare altri. Ora ritorna nel tuo oblio.
augh
…chi ti paga lo psicanalista se stai appresso a sti commenti, lassa stà!! poi ognuno sceglie
amen, ti sbagli solo su “esperti di food cost”…coraggio, andiamo avanti
O per e o Muss e Puorc (piede e muso di maiale, ma in realtà è di bovino)
ci fosse dalle mie parti !
noto nei cartelli in vetrina anche mammella, fegatello e rognone
suggerirei petto d’anatra, polmone, zampa tra le carni, poi pesce azzurro affumicato , “latte” e uova di pesce non chic o wannabee (aringa merluzzo ecc.)
per quel che riguarda il “low profile aggraziato” mi pare il caso di questo locale, ma non del milan-style tipico, che definirei “sborone minimalista”:
elementi cosmopoliti in contesto provinciale, efficientismo ostentato ma inconcludente, apparenza sobria ma scomoda e originale a lasciar intendere possibilità economiche svelate senza la sfacciata esibizione caratteristica del burino
rettifico, zampa c’è in vetrina, mi pareva zampone
correggo anche wannabe
MI piace tutto ma … ho qualche perplessità sulla grandissima varietà di cibo molto particolare e sul lunghi (se non lunghissimi) tempi che richiedono le loro preparazione e cotture.
E’ possibile che sia tutto fresco e buono? Se ogni giorno (e soprattutto solo a pranzo) c’è la disponibilità di tutti quei piatti come è possibile prepararli tutti i giorni?
Esclusi alcuni, che si possono preparare e servire anche nell’arco di un paio di giorni (pochi per la verità),è possibile che tutto il resto sia disponibile e preparato ogni giorno? Se così non fosse, la qualità, il profumo ed sapore ne risentirebbero certamente.
È interessante la tua osservazione.Ho fatto un veloce giro sulla mia Guida di “riferimento”.Sulla qualità non ci sono dubbi,tutti ne parlano bene.Sulle cotture
anche.Quello che molti(ma non tutti )lamentano è un pò il prezzo che se lievemmente sforbiciato ,aumenterebbe il gradimento(anche perchè il servizio è carante,proprio per la tipologia del locale(sembra che siano in molti a lavorare in cucina).Quello che mi piace di Mangiari è L’Assortimento.Specialità di tutta Italia
a Lorenteggio!Io non cocosco nessuna realtà del genere.Complimenti,Zen(e lima,
lima un pò i prezzi)( oppure intervieni e ci fai capire che non è possibile,sarebbe interessante).Ciao
BASTA CON LA LAVAGNETTA!!!!!!!!!!!!!
Adesso si son tutti inventati questa storia di scrivere le cose sulla lavagna in quel modo, per dare un senso di “alternativo” ai locali…. Siamo stufi, preferiamo la cara figura dell’oste che a voce ci elenca le specialità del giorno!
E poi questi locali davvero non capiscono che esagerano: se fai cibo di strada lo fai pagare poco e si anche con materie prime piu scadenti (non ho mai sentito nessuno chiedersi se l’agnello del kebab che sta mangiando sia Podolico o no ) proprio perche il cibo di strada è comfort food rapido e buono senza troppi fronzoli. Se vuoi fare invece una ricerca sul cibo di strada e farlo diventare qualcosa di piu del solito panino sbrodolone, allora mi crei un locale adatto dove non c’è casino, si sta seduti, come in un ristorante, e ci si abbandona ad un pranzo diverso che son disposto a pagare di piu.
Comunque 15€ non è tanto affatto: consideriamo che eliminando patatine e caffè, panino e birra starebbero a 10€, prezzo onesto. Qui a Roma dallo zozzone paninaro col furgoncino “salsiccia e peperoni” per intenderci, ti fa pagare 4€ il panino a volte 5, e 4€ la bibita totale 8€ per uno spuntino di qualità decisamente inferiore…. Quindi non è poi così caro questo locale milanese, basta non strafare.
se a te piace mangiare cibo scadente, è un tuo problema
e attento a non spendere in medicine quello che risparmi sul cibo
o per “scadenti” intendevi meno pregiate ma comunque sane?
se è così mi scuso dell’equivoco
si esatto intendevo proprio questo


)
forse mi sono espresso male, lungi da me voler fare l’elogio del junk food!! intendevo semplicemente dire che è caratteristica peculiare del cibo da strada quello di non essere un cibo gourmet o da palati fini…. insomma, il kebab è un misto di carni ignote, di ingredienti provenienti da non si sa dove e lavorati in non si sa che modo eppure ne facciamo ricche abbuffate (a chi piace), stesso dicasi per i panini con salsicce e condimenti varie dei vari furgoncini sparsi per l’Italia, anche lì carni e ingredienti vari di provenienza ignota. ma è questo il bello del cibo da strada, voler nobilitare un qualcosa che nobile non è significa farlo diventare RADICAL CHIC e questa cosa non la sopporto. soprattutto se lo si fa per giustificare un aumento dei costi. parliamoci chiaro il panino col lampredotto non è altro che una rosetta con in mezzo un bollito di stomaco di vacca….certo detta così magari nessuno lo comprerebbe, ma è proprio per questo che è un prodotto magnifico, perchè è nato dal popolo di firenze quando regnavano peste e povertà,non c’era niente di raffinato nel mangiare stomaco di vacca, era una necessità, era ciò che passava il convento….ora rispolverare questa tradizione e farla pagare 7€ in virtù di non si sa quale valore aggiunto ci sia mi sembra un insulto.
ricordiamoci sempre di cosa stiamo parlando….cibo di strada, per gente di strada: operai, ragazzini, disoccupati….fare una boutique del cibo di strada e renderla meta esclusiva di chi ha il portafoglio gonfio fa per lo meno ridere….
questo volevo dire, caro nico
mi sembra giusto specificare che si può fare cibo di strada tenendo bassi i costi e soprattutto utilizzando materie prime consone al fatto che stai mangiando un panino e non stai seduto in un ristorante stellato…altrimenti vado a mangiarmi l’hamburger di fassone di berton se permetti…
fermo restando che non è comunque un costo alto 10€ per birra e panino eh, il mio era un discorso più generico.
un saluto (scuse accettate
Molto carina come idea ! E azzeccatissimo il titolo del post: è proprio da milanesi curiosi.
Peccato per la location, in fondo a via Lorenteggio non si va per fare quattro passi, un posto così lo vedrei di più in zona Garibaldi-Brera.
Di questo posto mi piace che sia a Lorenteggio e non in Brera. Ma perchè se a Roma cresce il Pigneto e tutti suoi locali radical chic (vedi ROSTI) ha il merito di essere figo e se a Milano uno fa una cosa con un carattere e un’idea dietro, in una zona diversa, viene accusato di essere figo ? 15 euro vi sembrano troppi ? Non ci andate. Ma basta lamentarsi. Io per mangiare il panino con il Lampredotto dovrei spendere 50 e passa euro di Treno perdere una giornata a Firenze e invece vado a Lorenteggio e ne spendo 15 e sono felice, per una volta, mica tutti i giorni.
Applausi convinti pure per te.
Giusto! In Brera, ma cos’è il centro del mondo? Purtroppo le zone della “movida” milanese pullulano di locali dai nomi e le frequentazioni altisonanti ma che propongono spesso cibi di bassa qualità a prezzi non allineiati con la stessa. Ovviamente non tutti, ma è meglio fare attenzione agli specchietti per le allodole..
Questo è anche un modo per vivere una zona dormitorio, una zona depressa. Questo è un esempio che dovrebbero seguire in molti per risvegliare la città soprattutto in quelle zone che meritano una riqualificazione decente. Oggi il centro di Milano non è altro che un museo delle cere. Il Comune fa poco e niente lasciamo fare ai privati!
non giustifico il fatto che a Milano si possa “vivere la strada” solo in certe zone…
fatevi un giro per le metropoli mondiali e avrete l’occasione di incontrare mandrie di persone in qualunque anfratto della città: Whitechapel, London -- Momparnasse, Paris -- Harlem , NYC -- Mainkai, Frankfurt -- Vondelpark, Amsterdam, ect….
ok la riqualificazione delle zone depresse, etc etc , ma quello che intendevo dire con l’esempio di Brera (o Duomo, o navigli o quello che vi pare) è che secondo me un locale che propone street food per definizione dovrebbe stare in una zona di passaggio, dove la gente cammina.
cioè: tu sei in giro, ti viene fame, ti mangi qualcosa al volo. Non è che devi prendere la macchina andare nel quartiere dormitorio parcheggiare e farti il panino con il lampredotto.
Se è così non è più street food nel senso stretto del termine… è un’altra cosa: è un locale carino in un quartiere di periferia.
@gio vero quello che dici ma purtroppo Milano sotto questo punto di vista dorme e più andiamo avanti più Milano vive all’insegna di luci ed immagini vuote, nel concreto si sta spegnendo. Si vive poco e la sua riqualificazione, in senso generale, è lentissima. A volte basterebbe vedere ed analizzare quello che in poco tempo è avvenuto e continua ad avvenire in città europee non tanto lontane. L’esempio che faccio sempre quando parlo di Milano è paragonare la zona della Stazione Centrale verso Ferrante Aporti con il Borough Market di Londra..
quindi considerando che se io volessi mangiare il sushi dovrei andare a tokyo con un volo internazionale e spendere circa 1200 euro di viaggio più l’hotel per dormire almeno una notte, i ristoranti giapponesi qui a roma sarebbero giustificati a chiedermi 200 euro per una barca di nigiri e sashimi? no per capire la logica eh……….
perdere una giornata a Firenze? direi impossibile,
50 euro per mangiare un panino con il lampredotto nella sua “location”?
direi neanche tanto, pensa farsi 500 + 500 km per mangiarsi una pizza, o andare a monaco l’ultima volta che mi è venuta voglia di una birra.
ora al mì figliolo gli è venuta voglia di ramen e di sushi, pensa come sono messo..
Il suddetto locale è davanti al Vodafone village: un enorme centro servizi con almeno 200 dipendenti/ persone che gravitano… cosa fanno in pausa pranzo? dove vanno ? sStufi della mensa (se c’è, io non lo so), si dirigeranno nell’ennesimo posto “un pò ppppparticolare”
Tu dici che,avendo ,come dire,un parco bui sicuro,se ne fotte di limare.Se avete lette le news di oggi, c’è una notizia clamorosa :Grom ha chiuso un negozio di NY.
Uno dei motivi(il solito “lamento” come dice A1:))) è il prezzo alto in rapporto anche alla quantità.Vuoi vedere che gli americani sono diventati piú “furbi”dei furbi italiani?
Conclusione: con la crisi in aumento il rapporto qualità /prezzo diventerà sempre piú
una discriminante.Aggiungo che pure Visentin lo ha recensito e racconta la storia di questo locale che si chiamava Gustibus e due anni fa chiuse anche perchè ,forse,era troppo caro.Se,la qualità è quella di cui si parla,così a naso,il prezzo potrebbe andare.
Troppi alimenti in lista per i miei gusti ma lo proverò. Come già scritto da qualcuno i prezzo non sono proprio da cibi di strada, ma qui torniamo su un vecchio discorso..
Forse non sono cibi da strada, ma non te li servono per strada! A me sinceramente non sembrano eccessivi, ma forse sono “assuefatta” ai prezzi milanesi.
IDILLIACO
Di sicuro un posto da visitare,la prosima volta che saro’ a Milano. Se mi ricordo bene, in Piazza de’ Cimatori ,prendendo le stesse cose(non la Baladin o le chips artigianali..ma marche commerciali)dovremmo essere sui 10 -12euro: quindi la spesa di Cristina ci puo’stare,mi sconvolge meno dell’hamburger del locale della scorsa settimana.Mi stupisce ,comeper vincenz ,ilnumero di piatti in lavagna cosi diversi tra loro per preparazioni e tempi: mi piacerebbe sapere quanti fuochi ci sono nella loro cucina e come procedono nelle preparazioni.
Piazza deì Cimatori a Firenze, naturalmente; seconda cosa : volevo dire che come triti sono convinto che i piatti in lista siano troppi ,e con organizzazione ,tecnologie e personale si possa fare tutto,ma che incida sul prezzo e che una riduzione della carta(e dei costi), possa portare a quella dei prezzi: come auspica vincenz.
Ai “mangiari di strada” tendo ad associare una sorta di “genius loci”.
Voglio dire che il panino con lampredotto lo prendo da Nerbone…
Certo comodo perché è un bello sfizio.
Però è un po’ troppo caro, effettivamente.
Bah, un tomino con verdure 8.50 (più dovrò bere, no?) o una panino con il lampredotto a prezzi simili è una cosa da bischeri. A firenze dal trippaio con un bel bicchiere di chianti rufina, anche due va, spendo meno
Contro: come già sottolineato, aggiungi il prezzo del treno- benzina
PRO: come già sottolineato, “vivi l’evento”
secondo la tua logica il sushi dovrebbe costare mille euro a capoccia dato che dovresti metterci il costo del volo andata e ritorno dal Giappone…..
esatto! vedo che si comincia a capire il concetto
E poi, siete proprio così sicuri che l’equazione “prezzo = qualità” sia così vera?
Non è che qualche furbo ristoratore punti sui prezzi alti proprio per convincere che serve prodotti di qualità quando magari utilizza prodotti mediocri?
ti rispondo dicendo che non è tanto un fatto di rubare sulla QUALITà, quanto un fatto di “rubare” sui costi di produzione…. e mi spiego meglio:
una rosetta quanto costa a uno che di mestiere fa il paninaro? direi pochissimo considerando che le comprerà all’ingrosso da un forno che lo fornisce giornalmente….credo non arrivi neanche a 30 centesimi l’una…..
quanto ti può costare lo STOMACO DI VACCA? anche fosse della più sacra delle vacche venerate in India, stiamo sempre parlando di trippa….
allora il punto è: puoi farmi pagare 7 euro quasi, una cosa che per le materie prime che impieghi non arriva a costarti nemmeno più di un euro? anche fossero eccellenti rosette ed eccellente trippa, parliamo comunque di PANE e STOMACO…
ci fosse stato dentro il patanegra, il tartufo bianco e il foiegras (come ho visto in certi eccessi) allora si che lo pago tanto, ma perchè so che quelle materie prime costano comunque tanto già di loro….
per di più qui parliamo di un cibo di strada, che nasce povero dalla gente povera, farlo pagare così tanto è offensivo anche per la tradizione che porta.
Purtroppo, e mi sembra che emerga un po’ in sottotraccia da altri post, è che siccome è da parvenu mangiare ostriche, tartufi, foie ed aragoste, i ristoratori con la scusa della cucina pop, la rivisitazione, il km 0, e via declamando hanno deciso di aumentare i margini con prodotti poveri.
La trippa è un esempio, lo sgombro che in pescheria ti tirano dietro diventa una rivelazione per il palato dei gastro fighetti, lo stesso per animelle, rognoni, zuppe…
Comunque da “Mangiari da Strada” ci vado spesso e considerato il locale e il cibo il rapporto qualità prezzo è ottimo per Milano.
PS in zona per mangiare potete scegliere tra Zio Provolone, Ristoro Agip, Bar Esselunga, fate vobis
Parlando di cucina Pop ti riferisci ad Oldani?
Diciamo pure che si trova su uno stradone super trafficato e attornato da distributori di benzina o palazzi direzionali,oltre al fatto che devi per forza avere la macchina per artivarci
mangiari di strada è anche su facebook se volete contattarli direttamente
http://it-it.facebook.com/MangiariDiStrada
Credo che il locale sia pretenzioso nell’arredamento solo perché hanno rilevato il Gustibus che (quello sì) pretenzioso lo era sul serio: tavolini in marmo da due con lampadina privata, parquet, etc. Cotoletta a 30€ “impanata con le uova di Parisi”, apertura solo durante i giorni feriali, etc.
Essendo stato abbandonato per un pezzo (location davvero difficile), probabilmente hanno fatto un affarone. A Milano capita, vedi Invilllà e simili.
I prezzi sono allineati: il mangiare è di strada ma mica è una bancarella!
Poi se è immacolato il prezzo di 10€ per uno dei mille neohamburgerfighetto della città, allora 15 per pranzare vanno benone.
non è che hanno rilevato il gustibus, sono gli stessi gestori che hanno cambiato genere di proposta
Grazie per la precisazione.
Ma è stato chiuso per un bel pezzo o ricordo male?