di | ven 12 nov 2010 ore 10:10
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confronti

Roma | Caffè Settembrini vs e Cristalli di Zucchero

Ci sono due bar a Roma. Due bar per ogni isolato, almeno. Due bar a volte anche nella stessa strada, a venti metri l’uno dall’altro. Ma ci sono due bar a Roma dove vale la pena entrare. Dissapore li ha messi a confronto con una piccola analisi narrativo-comparativa, tenendo conto delle differenze sostanziali, quelle tra una importante pasticceria e un importante bar gastronomia. Procediamo dunque: in campo schierati troviamo Caffè Settembrini (sito del ristorante) e Cristalli di Zucchero (sito in allestimento, sigh), non uno contro l’altro, direi piuttosto uno accanto all’altro. Opinioni e preferenze, come sempre, spettano a voi.

Roma, ore 12.30, via Settembrini 21
L’insegna non c’è. O meglio c’è una piccola insegna nera verticale che riporta la scritta: Settembrini, ma manca quella del caffè, proprio accanto al ristorante. Un tempo Bar Giolitti, oggi Caffè Settembrini, passando per una breve prima fase di Sarà Settembrini. Fuori i tavolini sono disposti a ridosso del marciapiede, la strada è una delle più trafficate del quartiere Prati, il pubblico che lentamente affolla il bar è quello degli uffici lì accanto: molti attori e registi e impiegati Rai, la cui sede centrale si trova proprio a due passi.

Entro, c’è un lungo bancone pieno di dolci, una parte dedicata alla caffetteria ed un’altra alla gastronomia. La saletta dove si può mangiare si trova a sinistra della porta principale, è luminosa, elegante e con almeno quattro o cinque persone a servire. Lo staff è educato, molto formale, impostato, senza voler dire che questo rappresenti un difetto. Ordino al bancone un Chinotto (Lurisia) e una piadina arrotolata con insalata di pollo, lime e coriandolo: costo al banco 2,50€ il chinotto, 2€ il tramezzino.

Alla signora in cassa chiedo il menù, lei me lo cede non senza resistenze e aggiunge: “Però me lo deve riportare”. “Si figuri – rispondo – mica glielo rubo”, e penso che in verità, per quello che devo fare, rapire il menù sarebbe l’ideale. Sulla copertina c’è scritto novembre 2010, dentro c’è veramente di tutto: oltre alla caffetteria più o meno standard troviamo una ricca scelta per il pranzo al “sacco”: panini mai banalmente assortiti, tipo: baccalà cipollotti e pomodorini arrosto o con lingua di vitello, poi tramezzini con vitello tonnato e valeriana oppure con gorgonzola sedano e mela, e ancora piadine arrotolate, focacce e fritti (il tutto tra i 3€ e i 4.50€, i prezzi del menù comprendono il servizio al tavolo).

Per chi volesse consumare un vero e proprio pasto c’è una scelta del giorno e la possibilità di avere piatti dall’adiacente ristorante, i prezzi variano dagli 8€ di Pasta e Patate ai 18€ per la tagliata di manzo, gateau di patate e broccoli.

Ci sono i dolci fatti in casa dal loro artigiano francese (si va più o meno dai 2€ per le crostatine, fino ai 4€ dei dolci più complessi) e la scelta dei vini al bicchiere è almeno di sei o sette bottiglie per bollicine, bianchi e rossi (dai 4€ fino ai 16€ al bicchiere, il più caro è il rosso Nuits de Saint Georges 2005, Domanie de Montille), tutti selezionati dal sommelier di casa Luca Boccoli.

Mentre mi aggiro per il locale, un ragazzo dello staff si avvicina e mi chiede il perché di taccuino e foto, gli rispondo che devo scrivere un pezzo per Dissapore, un paragone tra loro e Cristalli di Zucchero. “Cristalli di Zucchero! – esclama – sono loro a fornirci i cornetti, sono tra i migliori a Roma”. Io annuisco e approfitto del contatto per avere delucidazioni sui costi: un caffè al banco costa 0.80€ (1.50€ al tavolo), un cornetto 0.90 (1.50€ al tavolo), un tramezzino 2€ (3€ al tavolo). Per il resto, mi sembra di capire, c’è un ricarico di circa un euro in più per ogni cosa servita al tavolo. “Non scrivere male eh”, mi apostrofa uscendo, rispondo: “Certo che no” e penso, perché mai? in fondo la piadina era ottima, il servizio cortese, la scelta ampia.

Roma, ore 13.45, via Val Tellina 114
L’insegna è grande e bene in vista, si trova proprio sopra l’unica entrata del locale. Quella che, a detta di molti, è la migliore pasticceria di Roma, da diversi anni si è trasformata in un bar con gastronomia, senza alterare la qualità delle opere di Marco Rinella, chef pasticciere di Cristalli di Zucchero. I tavolini sono solo nel dehor: si tratta di un piccolo terrazzino che da sulla strada e del cortile affianco al palazzo. Fuori c’è una signora con il suo caffè che legge il giornale, una coppia di colleghi di lavoro intenti a controllare scartoffie e un gruppo di ragazzi coinvolti in animato dibattito calcistico. Siamo nel vecchio e diversamente popolare Monteverde, famoso quartiere della capitale.

Entro, c’è un lungo bancone pieno di dolci che prosegue ad angolo con la zona gastronomia e caffetteria. All’interno si può mangiare solo in piedi, decido quindi di uscire e accomodarmi fuori. E’ uno solo il giovane addetto ai tavoli, ha un fare educato, informale, per niente impostato, senza voler dire che questo rappresenti necessariamente un pregio. Chiedo il menù, lui mi fa presente che l’offerta è più ampia ed è possibile scegliere più facilmente al bancone, io ringrazio e ordino un chinotto (Lurisia) e un tramezzino con cotto S. Giovanni e crescenza (costo 5,70€: 2.50€ il tramezzino, 3.20€ il chinotto, prezzo con servizio).

Mentre aspetto, osservo il pezzo di carta arrotolato dentro ad una stuoia di legno che fa da lista, la scelta non è molto ampia: oltre alla caffetteria più o meno standard, c’è un elenco generale di snack salati: minicroissant, bottoncini, lieviti farciti, quiche, tramezzini, pizzette e finger food. Il costo varia da 1,50€ dei minicroissant ai 5€ delle quiche. Ci sono anche insalate dai 6€ ai 9€, credo dipenda dagli ingredienti per altro non specificati per nessuna delle proposte.

Non avendo informazioni sufficienti per la mia comparazione, termino il tramezzino (ottimo) ed entro a chiedere. Il ragazzo al bancone mi spiega che l’offerta varia di giorno in giorno, sono loro a preparare tutti gli snack e il ricarico rispetto al banco e di circa il 30% se si consuma al tavolo. Ne approfitto per fare altre domande. “Quanti vini avete?” , chiedo. “Una tipologia di bianco e una di rosso, due Prosecchi e uno Champagne, il Duval-Leroy a 10€ al bicchiere – poi aggiunge – noi lavoriamo principalmente con la pasticceria, per chi volesse pranzare velocemente o fare aperitivo abbiamo un’offerta che di certo non è ampia ma è basata su prodotti di alta qualità che variamo spesso”. Abbasso lo sguardo sull’espositore della gastronomia ed effettivamente sembra tutto molto buono: tramezzini mortadella e carciofo arrosto (2.50€, come al tavolo?), croissant salati con tartare di salmone (4€) e mini perline, ovvero bicchierini variamente assortiti (1,80€ a bicchierino).

“E il caffè quanto costa?” “0.90€ al banco. Il caffè servito al tavolo 1,30“. Mi rendo conto che c’è una leggera confusione con i prezzi, do per buona la questione del 30% come ricarico sul servizio e penso di capire che non viene sempre applicata, come per i tramezzini. Il ragazzo torna a servire, sta componendo un vassoio con un trionfo di dolci, non resisto e assaggio un divino mini-tiramisù (0.70€ ) poi saluto ed esco.

La sensazione principale è che Cristalli sia una grande pasticceria, tutto il resto è curato ma non centrale, un posto perfetto per il cioccolato caldo del pomeriggio o uno spuntino di ottima qualità.

Dicevamo che le opinioni e le preferenze spettano a voi.

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37 commenti a Roma | Caffè Settembrini vs e Cristalli di Zucchero

  1. ah ecco. Avevo da qualche mese il ragionevole dubbio (se non la certezza) che la fonte dei cornetti e dolci fossero di cristalli di zucchero.
    Comunque tanto per rimanere in zona, ottimi i cornetti più tradizionali del poco lontano Faggiani.

    • avatar Anna Lisa

      solo i cornetti sono di Cristalli di Zucchero … tutto il resto del bancone è produzione di Settembrini caffè, a partire dal pane per i la gastronomia fino alla piccola pasticceria

  2. Detto da uno che abita a 100mt da Cristalli e lo conosce dall’apertura: salato molto sfizioso ma non si sforzano più come all’inizio per diversificarne l’offerta; torte e mignon sempre di altissimo livello; cioccolatini non in linea col resto; croissant di qualità -a parer mio- in calo preoccupante.
    Molto gradevole il dehor, anche d’inverno: l’unico posto di Monteverde che valga la pena per un thè.
    Il servizio (specie quello al banco) -ahimè- è spesso caotico e soprattutto bradìpico 8-) : sembrano non riuscire a coordinarsi e così si affollano magari anche in 5 o 6, ma senza apprezzabili risultati.
    Del famoso panettone nulla posso dire, perchè è un dolce che non amo.
    In sintesi: qualche difetto, ma averlo a due passi continua ad essere una gran bella cosa.

  3. avatar Woland

    Tutto molto bello, ma… nel vostro mondo esistono solo Roma, Milano e Napoli?

  4. 1) a Roma il problema principale sta nel caffè, i bar in cui è bevibile si contano sulle punte delle dita. O è freddo o resinoso. A volte sa di fango. Ci piacerebbe sapere com’è il caffè da Cristalli e da Settembrini, dunque.
    2) Conosco Cristalli (ma non ho mai preso il caffè) perchè abito a Monteverde dove le pasticcerie buone non mancano (Dolci Desideri e la Pasticceria Kosher per esempio). Mi permetto di obiettare pur avendo una scelta di dolci più originale è un tantinello sopravvalutata essendo sponsorizzata dai guidaroli. Es il gelato – pistacchio di Bronte (tutti ormai hanno solo pistacchi di Bronte neanche Bronte fosse il deserto del Nevada…) e crema alla vaniglia pura – crea delle aspettative superiori al reale gusto. E così pure i cannoli. Aperitivo carissimo al tavolo e con tartine a fine serata un pò in sofferenza. Buon fin de semana

  5. avatar lapo

    ..se c’e’ un volontario che mi spedisce le bustine di zucchero di questi due locali..

  6. Settembrini curiosissimo di provarlo, purtroppo ancora non ho avuto occasione.
    Cristalli, beh ogni volta i miei sogni si infrangono.
    Mi spiego, es: arrivo alle 16.30 per una merenda, va a finire che anche se non c’è nessuno ti portano quello che hai ordinato dopo 20 minuti e vi giuro il perchè non lo capisco.
    Spesso sei con altre persone arrivano le tue cose e ne mancano altre.
    I cornetti salati (che amo) spesso li ho mangiato e sembravano “vecchi”.
    Non lo so, ottimo per tantissime cose, ma da un SUPERBAR mi aspetto anche la velocità che trovo anche da “giggi il trucidone” che ho sotto casa.
    E non me cominciate a cascà sui cornetti pure voi eh.

  7. avatar fabio

    Per me etichettare Cristalli come una pasticceria, è una eresia pura, io dico sempre che ci sono le pasticcerie e poi c’è CRISTALLI DI ZUCCHERO, tra l’altro segnalo anche l’altro negozia a Via di San Teodoro, proprio accanto al mercato a filiera corta, aperto solo il sabato e la domenica.

    I dolci di cristalli di zucchero non sono paragonabili con quelli di nessun’altro, sono banalmente di un’altro livello.
    Da provare assolutamente

  8. avatar Andrea Sponzilli

    Mha…

    Ho vissuto molti anni a Monteverde e Cristalli lo conosco abbastanza bene…
    Vivo da un pò a Prati e Settembrini (il bar) lo frequento assiduamente dal giorno della sua inaugurazione…

    Da Cristalli amavo farci colazione o comprare i dolci (ogni evenienza era una buona scusa) e, semmai l’orario d’acquisto dei suddetti dolci era adatto, prendevo un piccolo aperitivo al banco…
    Da Settembrini amo si farci colazione, si comprare i dolci (“francesemente” buoni) ma il pranzo, lo spuntino, l’aperitivo sono il vero motivo che mi spinge lì….

    Riassumendo: entrambi offrono pasticceria e colazione, un altro offre qualcosa di molto importante (leggasi gastro-godereccio) in più…

    p.s. son contento di vevere a Prati ;-)

  9. avatar Arcangelo Dandini

    Scusate, sareste cosi gentili da fare un nome , un cognome e possibilmente un ‘indirizzo di un pasticcere e di una pasticceria, non superiore qualitativamente, ma almeno pari a cristalli? parliamo di roma ovviamente , ne di parigi, padova , brescia etc etc…..Grazie.

    • Vedrai che di alternative “serie” come di consueto ne arriveranno poche… ;-)
      Come pasticcerie secondo noi meritano Andreotti e Bocca di Dama a S. Lorenzo, di tipo diverso ma qualità paragonabile.
      E non vuol essere una critica verso Cristalli…che ci piace…e pure tanto!

  10. avatar stefania monaco

    cristalli è un miracolo nel deserto romano
    lavorano in maniera seria e con continue novità e miglioramenti
    sono certa che ben presto metteranno a posto anche il servizio
    nota dolente e antica.

  11. Da nativo monteverdino, ma ormai felicemente trapiantato a pitigliano, non posso tirarmi indietro in questa discussione. Per me Cristalli è un’ottima pasticceria che forse non ha eguali a roma (penso sopratutto alle torte-veramente fantastiche). Non mi piace il caffè,mai caldo al punto giusto,poco cremoso e un pò acquoso, insomma liscio e anche i cornetti non li ricordo all’altezza dei dolci. Snack appetitosi e di qualità. Appena ricapito nel caos romano, andrò a provare settembrini e ne riparliamo.
    P.S. ho scoperto solo oggi dissapore.com e continuerò a seguirlo

  12. Pingback: Settembrini Caffè (per ora!) | Saporito! Un blog di gusto

  13. avatar Burasca

    Vorrei fare qualche considerazione sul Customer Service,
    Concordo con chi dice che Cristalli è un’ottima pasticceria ma non un bar, credo che sia cambiata la legge e in pratica tutti i bar sono diventati pasticcerie e le pasticcerie bar, cosi anche Cristalli, solo che hanno una macchinina da caffe con due soli braccetti, un bancone dove c’entrano solo due persone e la lavastoviglie sotto la macchina del caffe, quando usano la lavastoviglie non si possono fare caffe, per questo la qualità generale del servizio bar non è eccezionale come la qualità della pasticceria.
    Frequento spesso anche Andreotti, stesso discorso pasticceria che si è riconvertita a bar che per altro tenta di sottrarre clienti a Doppio Zero che sta li vicino, qualità altissima dei prodotti, ma non altrettanto il servizio, lunghe attese alla cassa, poi di nuovo fila ai cornetti, e poi fila al bancone con il cornetto in mano, in attesa di uno spazietto per consumare con dietro altri clienti in attesa del proprio turno, insomma non proprio una colazione tranquilla e rilassante.
    Credo che questo sia un difetto di molti esercizi di roma, la qualità o l’eccellenza dei prodotti raramente si combinano con la qualità del servizio al cliente.

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