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La rivincita del cibo da strada: se voglio aprire l’Ape da street food devo emigrare

Street Food Mobile, ape, andrea carletti

Chi l’avrebbe mai detto che l’Ape Piaggio sarebbe diventata uno dei simboli dello street food italiano? Quand’ero piccola io l’Ape era da tamarro o da nonno del bar, non di certo un mezzo figo, cult, “avanti”.

Forse perché simbolo di italianità, o perché comoda e versatile, ecco che per strada cominciano a spuntare Api ovunque. Ed ecco che anche il cibo di strada mi diventa un format. Poco male, se possiamo godere di più, ben vengano i format e le idee.

Come quelle dell’architetto Andrea Carletti di Street food Mobile, che progetta e noleggia mezzi attrezzati per produrre e portare in giro il buon cibo. Da quando ha aiutato i miticoltori liguri a trasformare cozze e muscoli in panini da vendere in spiaggia, continua a portare avanti belle iniziative. Sarà anche a Londra e durante le Olimpiadi, una sua Ape Piaggio sotto il marchio “Gurmetti” andrà in giro per le strade a vendere street food rigorosamente made in Italy.

Chissà se avrà ispirato lo chef di Senigallia Mauro Uliassi, genio divenuto itinerante con l’Uliassi Street Good, una  bat-mobile disegnata da Mirko Gabellini dove prepara a prezzi umani fish&chips alla senegalese, chiken wings e mojito frozen.

Tutti giù per strada allora. Dagli chef che scendono in strada, agli sciami di Api attrezzate, alle associazioni non-profit come Streetfood.it che raccoglie, sotto uno strettissimo decalogo, i produttori e promotori del cibo di strada genuino e quasi dimenticato.

Dimostrazione che lo chef non è solo il vip di bianco vestito che esce a prendere gli applausi del pubblico in sala, ma anche quello che animato da una sana passione, si reinventa e mette in moto l’Ape anziché il ristorante, quello che ribalta le regole del sofisticato food e ci riporta dove tutto nasce. Perché è proprio lì che non si può scherzare, che necessariamente ci si deve inchinare al territorio, al clima, alle persone, alla strada appunto. Dove non ci sono distinzioni di tasca o di età.

Ape Piaggio di Street food Mobile anche per Le grand Fooding, a Milano da domani al 5 luglio con “Pelle all’arrabbiata”. Dismessi i toque, accesi dal ruggito primordiale, alcuni giovani chef d’Oltralpe e nostrani ci ricordano che si può fare, si può infrangere la regola del tavolo e della sedia e buttarsi sulle vie asfaltate per valorizzare, rivisitare o riportare in auge il buon cibo di strada.

A pensarci bene m’è venuta voglia di aprire un’Ape, di fatto più economica e rapida di un ristorante. Ho chiamato Andrea Carletti e mi sono fatta dire come fare. Risposta: “devi andare a vivere in un altro paese”.

Ecco lo schiaffo e la triste realtà italiana, Andrea mi dice che molti progetti qui da noi sono bloccati dalla lunga trafila burocratica che deve passare per Uffici Commercio e Affari pubblici, acquisto della licenza come ambulante/itinerante, problemi folli di collocazione del mezzo “certe vie sono blindate, solo perché i commercianti vicini protestano”.

A Londra, dove è già attivo con il suo progetto, è tutta un’altra cosa “l’Asl ad esempio interviene per suggerirti delle migliorie e torna a verificare dopo 2 settimane, non viene per farti chiudere all’istante”.

Lui è un entusiasta, si capisce subito. Per non perdere l’ottimismo è costretto a guardare e progettare fuori, Stati Uniti in particolare. Eccola che si ripete, la fuga.

Qui non si tratta di cervelli (anche) ma di street food e ottimi progetti che in Italia non riescono a essere valide alternative per chi è ricco di idee e passione, ma non ha la forza economica di aprire un ristorante.

[Crediti | Link: Street Food Mobile, Dissapore, Streetfood.it. Immagine: Street Food Mobile]

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83 commenti a La rivincita del cibo da strada: se voglio aprire l’Ape da street food devo emigrare

    • carissima, quanto è vero tutto ciò che riporti.
      a metà aprile mia moglie e mio figlio hanno aperto a Milano in zona Brera/Moscova la prima gelateria su stecco di Milano- SICKHOUSE per chi la conosce già.
      E’ un franchising con parecchie decine di negozi sparsi in Italia e nel Mondo… E’ stato un vero e proprio cambio di vita sia per lei ,manager nelle promozioni sia per lui studente in cerca di futuro occupazionale. Il bello del progetto che vorremmo non si fermasse qui è che per mesi abbiamo cercato di sapere/avere/ capire cosa si poteva fare per utilizzare gli strumenti migliori che la catena ci metteva a disposizione cioè UN APE CAR ed ancora meglio il classico CARRETTO con triciclo dei gelati di una volta!!! Ecologico, silenzioso PERFETTO. ma nulla di tutto ciò è logicamente fattibile Il centro storico è OUT al commercio ambulante itinerante- tutte le zone limitrofe a Verde Pubblico pure, le maggiori arterie, non solo commerciali, sono iperprotette da divieto di sosta nelle stesse e per 300mt. dall’incrocio con le vie adiacenti. Stadio, Plasport, out.Qui non ci sono solo le lobby ma l’intelligenza e il buonsenso di chi non permette nuove iniziative a giovani/disoccupati etc.etc. attivando una burocrazia più snella e semplice. A Barcellona ci vogliono trepasaggiburocraticitre per aprire una attività commerciale …..e meno male che anche la Spagna è in crisi come noi!!! Augusto

  1. E’ complesso, ma non impossibile fare qualcosa in Italia, se ci metti una volontà di ferro, se sei disposto a perdere il sonno e la tranquillità notturna, se sei pronto a mettere in gioco tutto, per poi dopo quasi un anno accorgerti che sei riuscito a partire… e che il viaggio inizia da li ed è tutto in salita… ma almeno stai inseguendo il tuo sogno.

    • @ Nicasio,in questo caso è
      Un Sogno su 3 ruote.
      Il sogno ,in questo caso ,è portare la Qualità non su quattro ruote ,ma su tre.
      Un Ape.In uno spazio ridottissimo fare
      delle cose grandi.
      Uno cibo di strada eccellente.
      E regalare ,insieme ad una prelibatezza calda, un pò della tua anima,del tuo calore interno.

      Burocrazia italiana non ostacolare
      simili sogni.

  2. Ha ragione Carletti. A Milano le licenze per ambulanti sono tutte bloccate. Le Api che si vedono in giro rientrano solo in eventi, fiere o manifestazioni (come Le Fooding di questi giorni). E’ proprio un caso emblematico: progetto e idea italiano, marchio italiano, e poi…tutto all’estero. La beffa è che tutti i paninari del dopodiscoteca e i vari chioschi fissi che si trovano in giro per la città sono fuori legge in quanto non potrebbero esercitare dopo una certa ora.
    A New York molti disoccupati vittime dell’ultima recessione si sono reinventati un lavoro proprio grazie allo street food. E molte attività “classiche” hanno implementato il loro giro di affari con piattaforme mobili.
    Siamo come al solito ridicoli. Se penso che sono obbligato ad esporre nel mio locale la tabella dei giochi proibiti in forza di un recentissimo regio decreto vattelapesca…ma dove vogliamo andare?
    Ma anche riuscendo ad acquisire la licenza la vita non si semplifica, anzi. Ogni volta che ti sposti con il tuo mezzo dovresti comunicarlo al comune e c’è anche un limite orario ridicolo di permanenza su ogni sito per la vendita.
    E poi l’asl…che per ogni provincia ha le proprie regole. Quello che vale a Milano non vale ad Abbiategrasso. E che se vuoi usare una cappa autopulente di ultima generazione riconosciuta dalla normativa europea devi prima beccarti l’ingiunzione di chiusura, poi fare il ricorso al Tar e sperare di vincerlo…
    Spero che oltre alla spending review qualcuno metta mano prima o poi alla morte civile dell’imprenditoria per mano burocratica. Altro che scudo anti spread. Se non ci fossero tutte queste problematiche per fare impresa a quest’ora non saremmo messi così e l’uscita dalla crisi sarebbe più veloce e fattibile.
    Non ci resta che piangere…
    @Nicasio: è vero, se ci credi tanto e ti scarifichi puoi realizzare il tuo sogno, il problema è che con regole più semplici e sensate lo potresti fare meglio e più produttivamente, concentrando le tue energie creative ed imprenditoriali al lavoro e non sacrificandole alla risoluzione dei problemi causati dal vecchiume normativo in cui si cerca di districarsi.

    • danilo mi spioce ma stai facendo troppa confusione.. non hai ben chiaro le norme e soprattutto quelle attuali ( almeno io ti parlo per la regione lombardia) se volessi aprire tale attività chiamami che in un asettimana si fa tutto…

      • Guido io di attivitá aperte ne ho quattro. Per quella ambulante ho interpellato due consulenti e vari uffici del comune. Il risultato è stato proprio quello di dire lasciamo perdere. Il mio sfogo qui sopra ha poi tirato in ballo questioni non strettamente connesse al tema specifico del post ma che fanno emergere analoghi sensi di scoramento. Se poi hai delle informazioni utili per gli aspiranti “aperistoratori” forse anche gli altri lettori del post sarebbero interessati.

        • Infatti io sarei molto curioso. Non so Milano ma a Roma per quello che so é la capitale d’Europa dove aprire un ristorante é più complicato, più lungo e più costoso.
          Per fare un’esempio un mio ex dipendente sta aprendo a Berlino centro un Wine bar costo della licenza un’euro, richiesta con modulo via mail, risposta con concessione licenza venti minuti dopo, assistenza diretta dell’ufficio corrispondente alla Asl in fase di progettazione, spese per la costituzione della società un euro…..
          Posso disegnarti anche costi e procedure per Londra perché ci sto pensando giorno per giorno sempre di più.

          • Fabrizio buongiorno,
            sono interessato ad aprire uno street food (assolutamente ambulante e assolutamente non un locale fisso) a Londra per la vendita di prodotti da forno.Ho gia’ un carrellino con forno a legna trasportabile con gancio traino.Ho gia’ esperienza in Francia e la cosa e’ positiva e gratificante
            Inizieremmo io e mia moglie (56 anni) per trasferire poi tutto ai due figli.
            ho bisogno pero’ di sapere il maggior numero di dettagli burocratici possibili come:
            - necessita’ di avere una residenza a Londra o no
            - apertura di una posizione amministrativa (IVA) e dove farlo
            - altri adempimenti burocratici o normativi richiesti
            - possibilita’ di fermarsi ovunque (ad esempio embankments) oppure danno loro una posizione fissa
            - dichiarazioni sanitarie richieste e dove far domanda per ottenerle
            - livello di tassazione imposta (misuratore fiscale con scontrino oppure tassazione forfettaria?)
            - ogni altra info che qui mi sono dimenticato e che tu potresti sapere
            Ti ringrazio per la mail che potrai mandarmi al piu’ presto a bondraker@gmail.com

            • Ciao Corrado,
              che tipo di prodotti da forno fai? mi puoi descrivere meglio la tua attrezzatura? Sono molto interessato al fatto che cuoci con forno a legna…nella mia idea di street food è essenziale, per fare la differenza, la cottura a legna.

          • ciao Fabrizio riusciresti a fornirmi informazioni o dove poterle reperire per l’apertura di una attività a londra…nello specifico, sto pensando ad un eventuale trasferimento, sono a milano da un anno ormai e da qualche mese senza lavoro, putroppo non ho le potenzialità economiche per potermi permettere di aprire un attività per cui pensavo a fare tipo cuoco a domicilio o piccola gastronomia ma qui per aprire ci sono licenze, corsi, asl e via dicendo, mentre in qualche articolo che ho letto londra sembra molto più veloce e facile l’iter da percorrere.. e cosi ho provato a guardare anche nel sito della cciaa italiana in Uk ma nn riesco a trovare le norme igieniche, licenze ect su un eventuale apertura… grazie mille

          • Ciao Fabrizio, è passato tempo da questo tuo commento, ma se hai ancora informazioni su quelle aperture di locali all’estero o se poi l’hai aperto a Londra sarei molto interessata se potessi aiutarmi. Grazie, la mia mail è leila2201@hotmail.it

        • caro danilo, ho aperto settimana scorsa due attività di commercio ambulante in forma itinerante ( quindi no a sede fissa).
          è necessario andare da un commercialista o alla confcommercio della propria zona per apertura p.i. + mandare scia in camera di commercio ( oggi tutto telematico si può fare in un giorno).
          prima sarebbe utile per guadagnare tempo recarsi presso il comune di residenza e richiedere i documenti da compilare per svolgere l’attività di commercio ambulante itinerante ( vanno poi compilati )e se l’attività che si vuole svolgere comprende la vendita o somministrazione di cibi è necessario avere la qualifica (aver lavorato negli ultimi 5 anni per 2 anni in attività di vend. o somm. cibo o aver fatto scuole alberghiere ecc.) o aver effettuato un corso per la vendita e/o somministrazione di prodotti alimentari.
          se avete problemi vi consiglio di rivolgervi alla confcommercio della vostra zona ( noi a lecco facciamo pacchetti c.d. start-up tutto compreso).

          • Si ma la licenza?
            E la certificazione ASL per il mezzo?
            E che tipo di permesso é itinerante generico o con posti assegnati?
            Se è senza posti assegnati dove ti puoi fermare senza essere multato?
            A Lucca esistono zone e posti per ambulanti liberi?
            Ti hanno
            Il fatto che lavori per la Confcommercio mi impensierisce

            • la licenza come dicevo ti viene data dal comune in cui risiedi se chiedi di svolgere attività di commercio ambulante itinerante ( vuol dire non su posto fisso, per intenderci non nei mercati settimanali dei paesi, cmq l’operatore itinerante può partecipare ai vari mercati di tutto il territorio nazionale, al fine dell’assegnazione giornaliera dei posteggi non occupati -la cosiddetta spunta dei mercati-
              .
              l’attività di commercio itinerante è solitamente regolamentata in ogni comune, solitamente non è possibile svolgerla nei centri storici e non ci si può fermare per + di un’ora cmq basta chiedere al comune di lucca il loro regolamento.
              non esiste certificazione asl per il mezzo, certo deve rispondere ai requisiti igienico sanitari e se fate produzione sarà necessario avere un locale a norma dove preparate i vostri prodotti.
              si può richiedere almeno in regione lombardia un parere preventivo alla propria als di competenza per essere sicuri.
              se non ti piace la confcommercio puoi andare a confeserecenti di lucca, hanno l’anva che è l’associazione venditori ambulanti

              • A MIlano nel centro storico, dentro la cerchia dei Navigli, i posti licenza sono tipo 7 (mi sembra), bloccati da anni. Sono quelli che si vedono in corso Vittorio Emanuele coi camioncini a vendere il cocco, i gelati e via dicendo. Anni fa per tutta Milano c’era un “plateatico”, che se lo pagavi potevi fermarti ovunque. Poi il plateatico è decaduto. Così raccontavano alcuni piccoli ambulanti in un’intervista a Stanislao Porzio per il suo libro sui cibi di strada.

              • Si non si chiama certificazione Asl, il nulla osta sanitario per il mezzo quanto tempo richiede?( a Roma é obbligatorio)

                Quindi niente mercati fissi, niente nei mercati settimanali ,niente centro storico, per il posto negli altri mercati (che tolti i fissi e i settimanali che resta???) bisogna vedere la disponibilità dei posti, intorno a fiere e stadi ci sono posti limitati e in genere occupati….

                Non ho nulla contro la Confcommercio, trovo che ci lavorino dei sognatori, parli con loro ed é tutto semplice e tutto efficiente, poi Fuori c’è la guerra.

                • Buonasera. Sono interessata ad aprire uno Street-food non a Brescia ma all’estero. Mi piacerebbe tanto a Londra anche se non so l’inglese. Se qualcuno è interessato a qs progetto da condividere con me mi contatti all’indirizzo:francescasalvalai@libero.it

              • mi spiace fabrizio ma per il nulla osta asl del lazio non so risponderti, in lombardia non viene richiesto ma viene fatto ( e non sempre ) un controllo post.
                per il posto posso capire il problema nei grandi centri ma se viaggi in piccoli paesi praticamente ti puoi fermare dove vuoi. Alcuni miei amici lavorano nel comasco e mi dicono che si trovano bene.
                per quanto riguarda i dipendenti confcommercio posso solo dirti che i sognatori e i faciloni ci sono ovunque forse hai parlato con le persone sbagliate che purtroppo pure io conosco.
                personlamente so bene cosa voglia dire fare l’imprenditore collaborando con mio padre in un panificio all’ingrosso ed avendo fratelli nella ristorazione/bar… quindi so anche bene cosa voglias dire scontrarsi con “quelli” dell’asl .. e ti dirò certe volte vanno anche un raddrizzati.
                saluti

      • Volevo ricevere informazioni sulle norme in italia per quanto riguarda in lombardia e per la possibita di spostarsi anche nel resto delle regioni.
        Ringrazio per la disponibilitá

    • è veramente uno scifo , sono un ragazzo che ha fatto la scuola alberghiera e volevo proprio comperare un ape per vendere cibo da strada ma anche qui a Ferrrara picche , veramente in Italia non si riesce a lavorare

  3. miticoltori liguri a trasformare cozze e muscoli…
    :) :) :)

    C’ è un sistema più semplice per prendere l’ Ape e andare dove ti porta il cuore…
    fingersi romeno o albanese :)

  4. anch’io avevo intenzione a settembre di organizzarmi con una vostra vettura….per la vendita del mio ciòkebab (kebab di cioccolato) ma dopo questi discorsi,mi attiverò solo a vendere solo l’idea.ciao

    • Caro Doriano,l’articolo può essere letto in due modi.
      Il primo.Non c’è niente da fare.In Italia ti fanno passare la voglia.
      Spengono ogni sogno ,anche il più piccolo(appunto l’Ape).
      Il secondo.Ci sono difficoltà di vario genere.Ma se non ti arrendi,puoi superale.
      Non mollare.
      Auguri!

    • Perchè un’Italia che non ostacola
      i potenti(?), con agganci nella politica e
      nell’amministrazione pubblica,
      ma
      spegne un Piccolo Sogno che viaggia
      su Tre Ruote, è un’italia sbagliata,
      destinata a morire.

  5. in toscana banchetti mobili di alimentari sia stanziali che itineranti ci sono, credo che per certe preparazioni ci sia l’obbligo di laboratorio, non so la burocrazie e le licenze che devono sobbarcarsi ma vanno avanti nonostante tutto, quindi forse se si ha l’intenzione di lanciarsi nel settore prima di scoraggiarsi per discorsi sui blog e’ meglio informarsi direttamente, l’unica moria di tale genere di commercio l’ho vista nei carretti di gelato sfuso…

  6. Quello che mi dicono sul mercato ambulanti a Roma é che una famiglia di zingari e una famiglia di napoletani ( zingari e napoletani nel senso che lo erano cento anni fa oggi sono più romani di me) gestiscono tutto e non gradiscono nuove intromissioni e hanno i loro metodi per fartelo capire talmente buoni che lo capisci prima di iniziare a sognare l’apertura.

  7. A me questa cosa era venuta in mente quando mi ero stufata del mio lavoro e un po’ prima di iniziare a frequentare questi giri, quindi dovrebbe essere al massimo intorno al 2004-2005.

    Non con un’ape ma con il furgone che poi ho deciso più proficuamente di trasformare in camper da abbinare a qualche forma di simpatico trailer: a Torino c’era uno sportello di cui non ricordo il nome a cui potevi proporre un’idea per progetto imprenditoriale e loro ti avrebbero aiutato a completare.
    Hanno accolto l’idea senza particolare entusiasmo, preso nota e mi hanno detto dove reperire le informazioni per le pratiche, gli esami da sostenere, i permessi da chiedere e così via. Senza contare i problemi di rivalità pseudomafiosa con i porcari consolidati e così via.

    Avevo già cominciato a stufarmi, tutto sommato pensandoci bene non mi piaceva neanche come lavoro quindi perché fare tutta ‘sta fatica, ho lasciato perdere.

    Poi ho cominciato a frequentare il gastroweb e i ristoranti e ho capito che era pure peggio di quel che potevo immaginare, quindi meglio così. :-D

    Però da cliente ce ne fossero di interessanti li freqenterei volentieri!

      • mai visto tante imprecisioni come in queste risposte.
        bisogna dividere il commercio ambulanti in forma fissa ( su piazzola tipo mercato) da quello in forma itinerante ( con un mezzo in giro per le strade).
        nel caso di forma itinerante non esiste nessuna contingenza, il mercato è libero ed è sufficiente richiedere licenza presso il comune di residenza ( ovviamente nel caso di commercio itinerante di prodotti alimentari è necessario la qualifica per la somministrazione).
        sarò poi l’asl se ha tempo e se vuole che verrà a controllare che i requisiti igienico sanitari siano rispettati ( e viva iddio che qualcuno controlla…)
        serve poi la carta di esercizio che è annuale e viene rilasciata dalle associazioni di categoria…
        comunque prima di sparare a vanvera è bene informarsi presso qualche associazione su cosa e come bisogna fare…………..
        tropopo faciel almentarsi sempre dell’italia… ieri in un giorno io ho aperto un’attività di abbigliamento dalla p.i. a tutto… basta volere

        • Allora Guido non sono d’accordo, bisogna lamentarsi perché l’Italia dal punto di vista normativo e burocratico é il terzo mondo, fa schifo.
          Dopo avere ristrutturato e riaperto il mio locale a Roma, lavoro nell’intento di guadagnare soldi da investire nella mia prossima attività che dubito fortemente sarà in questo paese.

        • Visto che ho parlato solo il mese scorso con i miei amici di Austin, dove adesso faranno qualcosa per limitare un po’ il proliferare di attività in ogni angolo possibile -- sono assolutamente certa che proprio sono anni luce tra la burocrazia di là e quella di qua.

          O forse stai sostenendo che uno qui si può allestire da solo un camperino, piazzarsi in qualunque angolo disponibile, piazzare tavoli e sedie e vendere quello che gli va di cucinare quel giorno?

          Ma se per avere l’omologazione a camper per uso privato, giusto per fare uno dei tanti esempi possibili, sei obbligato ad installare un gradino se l’altezza da terra supera la cifra x ma poi non è vietato aprirlo -- così come il finestrino con apertura verso l’alto -- se stazioni in un parcheggio e non in apposita area contrassegnata!

          E per portare una bici dietro sul gancio traino dovresti fare 3 giorni di pratiche in motorizzazione, spendere 90 euro, acquistare il cartello omologato che ogni tanto cambia e che va posizionato in posizione perfettamente verticale.

          Figuriamoci per un locale viaggiante!
          A parte il porcaro consolidato, ovviamente (che evoco solo per vedere se prima o poi compare fra i sogni di Riccardo I.! :-)

  8. Non avevo mai sentito parlare di Street Food Mobile ma quando ho letto “Ape da street food” ho pensato subito ai Pizza Pilgrims, che al momento sono tra i “wonder boys” dello streeet food londinese…
    Sono due ragazzi inglesi che hanno fatto un pellegrinaggio, appunto, per l’Italia di 6 settimane, con tappe a Napoli, Roma, Recco e non ricordo dove altro per imparare qualcosa sul posto… Tornati qua hanno convertito l’Ape che li ha portati in giro in forno per le pizze e ora stanno avendo un successone con le loro pizze “napoletane” per le strade di Londra.
    Sono sicuramente bravissimi nel marketing oltre che come pizzaioli (cul loro canale Youtube pizzapilgrims ci sono i anche video del “pellegrinaggio” italiano), ma le pizze sono quanto di più vicino a quelle che trovo per strada a Napoli -- e intendo pizze vere, non tipo “Ciao Pizza” o Spizzico o cose del genere :D

    E in effetti è strano vedere l’Ape diventare un mezzo “figo”… ricordo il tentatvo di farlo diventare un mezzo figo che fecero con l’Ape Cross… fallendo miseramente, ovvio!

    • Scherzi, è da mo’ che è cool, l’Ape!

      La ragazza che ha comprato il nostro eco a nastro (che mi pare viva un po’ a Roma un po’ in Francia), tipa molto hip, ascolta ottima musica, ad esempio usa una di quelle con il cassone chiuso dietro così ci può caricare un po’ di tutto.
      Quella Cross devo dire era proprio brutta, non c’è da stupirsi che non abbia avuto molto seguito… :-)

  9. Tutto quello che ho letto nei commenti é vero e valido, non é facile fare nulla qui in Italia. A Modena c’è chi dopo due anni di lavoro tra permessi, Asl, progetto e costruzione del mezzo oggi ha aperto una “gnoccheria mobile” gnocco fritto e borlenghi. Sull’ape si può fare molto sia lasciandolo con la sua furgonatura sia elaborandoci su delle strutture. Se siete convinti di un’idea, siate pratici, forti e decisi e vedrete che ci riuscirete. Cucinare e vendere all’aria aperta, scambiare battute con la gente e fare show é bellissimo.

  10. sono molto interessato ad approntare un Ape per il slow food (cibo da strada), per cortesia avrei bisogno delle informazioni sul mezzo. Si trovano anche a nolo questi
    mezzi?Si possono anche reperire usati a buon prezzo? Ci sono anche delle convenzioni a livello Regionale? Si ringrazia di quanto potete informarmi in merito distinti giovanni

  11. Buongiorno,
    sarei interessato ad avviare l’attività in Spagna, potrei sapere dove reperire tutte le informazioni riguardo le licenze e le varie autorizzazioni?? Grazie in anticipo e complimenti!
    Marco

  12. Ciao sono Ester, io e mio marito lavoriamo insieme da vent’anni abbiamo una piadineria ambulante a San Lazzaro (BO). Ci riteniamo abbastanza fortunati, però ci siamo smazzati x arrivare dove siamo arrivati, i clienti ci stimano e ci apprezzano da sempre.

  13. Ciao Fabrizio, vorrei aprire un street food mobile ad Amsterdam.. Potresti darmi eventuali informazioni su permessi e costi ?grazie in anticipo

  14. L’italia e’ la vergogna del mondo. Io sto per partire a londra. Andiamocene tutti e lasciamo da solo tino questo ,governo ladro.

  15. ciao,

    sto valutando uno street food per prodotti di gelateria con Ape a Madrid, o cmq in spagna, ho trovato un sito che produce l’ape http://www.ceredasrl.it, ne conoscete altri in italia, avete consigli da darmi in merito?

    ciao e grz in anticipo
    Maurizio

  16. Salve a tutti.. ho un mezzo ambulante…(paninoteca) sto per trasformarlo in un street food… vi chiedo aiuto e consigli se é possibile…grazie a tutti

  17. ciao sono Reno ho parecchi progetti (tutti fatti da me )su trasformazioni veicoli in particolare Apecar di tutti i generi dal grill,paninoteche,girarrosti,fino alla ristorazzione completa tutto su un unico veicolo!! ma qui non è possibile ,almeno e spero per ora,fare nulla di tutto ciò se qualcuno ha idee da sviluppare ??

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