di | mar 11 mag 2010 ore 11:48
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tributi

10 dolcetti del Mulino Bianco per cui abbiamo salivato almeno una volta nella vita

La notizia è che il marchio Pasta Barilla segna il passo da cinque anni, mentre i 3 quarti dei ricavi 2009 del gigante di Parma, sono arrivati da biscotti, merendine, e fette biscottate. Ecco perché oggi ci è parso calzante un tributo al detestabile Mulino, il più amato dagli italiani.

1- Tarallucci | “Semplici frollini di pastafrolla” dice Mulino Bianco. Semplici? C’ero dentro fino al collo, ipercalorici inzuppamenti notturni e a colazione, uno o due venivano via perfino a latte finito. Ma ho pagato tutto a suon di addominali pesanti. I 5 centimetri più schiavizzanti del mulinobianchismo. Oggi tuttavia sono fuori dal tunnel.

2 – Pan di stelle | Esaltavano il goloso, lo mettevano al centro. I Pan di stelle non si mangiavano come gli altri biscotti. No, si grattavano via le stelle con i denti, per poi liquidare il disco bruno infilandolo in bocca per intero. Avrebbe potuto disegnarlo Andy Warhol sexy e iconico com’è, una roba di culto, oggi c’è pure l’app per l’iPhone. Nel tempo dimenticati ma ancora un baluardo per gli affari di Barilla.

3 – Saccottini | Altro che pasta sfoglia, erano pura plastica appena tolti dalla busta trasparente, ma qualche minuto di forno li rendeva inspiegabilmente morbidi. Trasudavano unto, che c’entra, ma cedevano la farcitura (un’ombra di confettura, vade retro crema o cioccolata) con arrendevolezza. Nel periodo di grave dipendenza sono arrivato a 3 al giorno. Oggi li trovo moderni come le spalline.

4 – Macine | 51 calorie a porzione: panna, burro, margarina… bleah! Ma le macine sono sempre state subdole, ti fregavano con l’aspetto semplice, un disco di pasta con il buco in mezzo, liscio nella prima edizione, poroso in quella dopo. Proprio non avevano le phisyque du role della pecora nera di famiglia. Il bastione di ogni raccolta punti degli anni ’80, oggi: totalmente dimenticate.

5 – Grancereale | Come ti intercetto il trend del cereale pressandoli in un biscottone confezionato a tubo. Ne mangiavi uno e invariabilmente pensavi: “stitichezza adieu!” Quando mai si erano visti i fiocchi d’avena e la crusca in un biscotto del Mulino Bianco. Sapevamo che era solo apparenza (52 calorie a biscotto) ma la svolta rustica e salutista ci faceva sentire meno colpevoli. Oggi, se capita, distrattamente. 

6 – Fette biscottate | Una scuola di pensiero senza vocazione maggioritaria quella di chi la mattina prende il tè. Eppure, è da loro che secoli fa ho appreso dell’essitenza di queste fette biscottate. Prima di tutto un capolavoro di apparenza, grandi, spesse, poco disposte a spezzarsi anche se imbevute di liquido, e abbellite dalla magnetica spirale scura. Accettabili se prese a morsi così come sono, ancora meglio se terreno di conquista per una buona confettura. Posologia: una volta al mese.

7 – Baiocchi | Mortifero il ripieno, perfino chi non aveva mai sentito parlare di grassi idrogenati capiva all’improvviso cosa fossero. Ma lussureggiante nell’insieme, il pacco scofanato nel viaggio in autostrada rimpiazzava ampiamente pranzo e cena. Mai potuto mangiarli nella forma originale di Ringo ingigantiti dalle emissioni di Chernobyl, perché spezzati 9 volte su 1o. Sono sempre stati duri come sassi. Dopo un paio i denti facevano male. 

8 – Nastrine | Una forma femminile, non sono mai state roba per uomini veri. Al più, hanno intercettato la tendenza metrosexual degli ultimi 10 anni. Poco raccomandabili dal punto di vista nutrizionale, ma piene di dignità per l’assenza del ripieno, come se bastasse il sapore della brioche di pasta sfoglia profumata dai canditi. Che appena scaldata, dobbiamo riconoscere, assumeva una consistenza piacevole, quasi del tutto commestibile.

9 – Galletti | Bruttini con quel gallo in rilievo, basic nella ricetta, secchi, appena riscattati dal profilo zuccherino che si scioglieva sulla lingua. L’idea di poterne mangiare un tot perché essenziali, senza fronzoli, non era né giusta (margarina vegetale e sale tra gli ingredienti) né particolarmente sbagliata (28 calorie a porzione). Tanto riuscire a mangiarli interi era un’impresa, dal fondo della busta pescavi sempre il pezzo impregnato di briciole. Imperfetti ma familiari.

10 – Molinetti. Ho sempre pensato che fossero usciti di produzione, un po’ come le auto riuscite a metà che, passato qualche anno ruggente svaniscono nell’oblio. Al contrario, sono ancora lì, evidentemente non sono solo una mia perversione. Qui i cardini erano la farina di grano saraceno, lo zucchero di canna, e una rustica, mastodontica forma di otto. Oltre a una botta da settantuno (71!) calorie a porzione. Eccessivi in tutto, e proprio per questo ancora di moda a casa mia. Posologia consigliata: uno ogni 6 mesi.

[Fonte: Corriere Economia]

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61 commenti a 10 dolcetti del Mulino Bianco per cui abbiamo salivato almeno una volta nella vita

  1. avatar adriano liloni

    ma sei nel direttivo Barilla? ah ah ah

  2. Aggiungerei alla mia compilation personale questi nella foto sotto e i nuovi biscotti al cioccolato di cui non posso fare il nome essendo vincolato al segreto professionale ma che comunque sono da sballo avendoli assaggiati in anteprima :-)

    ciocchini

    • Me li comprava mia nonna per la merenda a scuola quando andavo a dormire da lei.
      E per colazione mi portava un pezzo di “schiacciata” (o pizza bianca, focaccia…. ) calda e ripiena di mortadella.
      Mia nonna era il punto di riferimento della mia infanzia.

  3. avatar Domenico

    Indelebile segno (sui fianchi) della mia infanzia…

    [img]http://www.mulinobianco.it/files/dolce_biscotti_rigoli_pack.png[/img]

  4. beh i biscotti sono una delizia e sono anche il futuro dei loro investimenti anche nella ricerca…pare

    http://www.barillacfn.com/it/demo-evento/article/292-evento-convegno-alimentazione-bambini-4-maggio?bfn_category=293

  5. ahahaha mi hai fatto ridere!
    Io ho adorato le macine ed ancor ora recidivo di tanto in tanto. ma 50 calorie! ammappete, non lo sapevo…anche il pan di stelle mi aggrado’, ma in un età, come dire, più giovine.

    PS Io sono incavolatissima con la barilla: gli ottimi spaghettoni n°7 che vendevano solo qui in francia soo diventati molto più fini!!
    Era il loro ottimo formato…

  6. avatar valentina

    Ma manca una marea di roba!!!
    Per esempio il “Soldini”, merendine di pan di spagna (di cartone) ricoperte al cioccolato con un soldino (appunto) di finto cioccolato al latte, proprio nel mezzo :)

    Poi… i Tegolini: figli poveri dei soldini senza copertura e senza soldino. Ma sempre di pan di spagna di cartone (di quelli che fanno MAPPAZZA nell’esofago e devi bere a preSSione qualunque cosa liquida potabile a protare di mano)

    Le Crostatine! Fantastiche quelle alla cioccolata…da mangiare rigorosamente rosicchiando prima tutto il bordo, poi le crociere e infine attaccare la cioccoalta con delle slinguazzate vigorose…

    Per la famiglia dei biscotti, grande assenti sono i Cuor di Mela con Pezzi di Mela (è quello che c’è scritto sulla confezione ma è ovvio che si trovano dei micron di mela infinitesimali mixati in una melassa dolce e cannellosa…però bbuoni :)

    Poi ce ne sarebbero molto altri tra biscotti e merendine, ma preferisco evitare. Potrei essere contattata da qualche associazione di Nutrizionisti … insomma è evidente che tanta conoscenza in merito è frutto di tanta, tanta, tanta esperienza :) ))

  7. avatar fabrizio scarpato

    In casa non mancano mai i Plum Cake allo yogurt, insuperabili come la settimana enigmistica.
    Tra i biscotti preferisco i Galletti perché mi piace il salato sul dolce, ma anche i Rigoli, splendidi col thè, e gli Abbracci, panna e cacao.
    In attesa per Incontri e Batticuori… che è tutto un programma a una certa età, tuttavia incoraggiante ;-)
    Il cuore comunque batte al ricordo di un paio di escursioni-pellegrinaggio al casale teatro della pubblicità del Mulino Bianco degli anni Novanta, nella campagna senese, tra San Galgano e San Gimignano: Nastrine alla gola. :-)

  8. avatar simonetta

    Un altro classico finto salutista sicuramente il plunk cake: una tortina cartonata travestita da dolcetto per la prima colazione…
    …però tagliati a metà con un velo di marmellata di agrumi di mamma si facevano ben mangiare…

  9. avatar simonetta

    ecco, mentre scrivevo il io commento qualcun altro li ha ricordati! Sono troppo un classico!!

  10. avatar dink

    Il Mulino bianco non mi ha mai entusiasmato, i miei biscotti da salivazione sono stati i mitici petit oro Saiwa con il caffellatte, i bucaneve Doria con il tè ed ora che si trovano più facilmente, gli inarrivabili Oreo (Ringo vatti a nascondere)… All’assaggio salvo comunque i Grancereale (specialmente quelli con le fave di cacao) e le fette biscottate Armonie al malto.

  11. avatar Alpe

    Vi regalo questa canzona (ma molti di voi comunisti l’avranno originale come me): http://www.youtube.com/watch?v=kWxCWDoatTQ e vi ricordo che anche le Gocciole Pavesi (mamaiuto!) sono dei Fratelli Barilli.

  12. avatar adriano liloni

    io so trucido…..mai mangiati…..fetta di pane caldo con burro zucchero e vino rosso o il crostino con marmellata di amarene…..so de n’altra generescion!

  13. avatar Lara

    In gravidanza mi sono nutrita quasi esclusivamente di Cuor di Mela. Prima e dopo mai. Vai a capirci qualcosa nelle voglie…[img]http://www.espresso-special.de/images/Suesses/mulino_bianco_cuor_di_mela.jpg[/img]

  14. avatar Chiara (un'altra)

    Io..io..Pan di Stelle a profusione, pocciati nel latte freddo e indispensabili per affrontare una qualsivoglia traduzione di latino ai tempi del Liceo.

    Poi, le Nastrine e i Plum cake, propinati a tutti i conoscenti per riuscire a fare i punti per il mitico “Fornetto” (che tra l’altro mi ha servito per oltre 10 anni, sempre funzionante anche quando dismesso causa ingiallimento esterno e calcificazioni bruciacchiate all’interno “oltre-ogni-immaginazione”.

    Mio papà, appetito gagliardo, prendeva le Macine, le spalmava di Nutella e le accoppiava, mangiando così un prototipo di Baiocco (che era ancora da venire).

    Qualche mese fà mi era venuta una mania, riprodurre tutti i biscotti del Mulino Bianco in casa…le Macine vengono sublimi (ma solo burro), i Molinetti vengono buoni, i Galletti vengono buonini…ora devo cimentarmi con i miei idoli “Pan di Stelle”.

    Le fette biscottate sono evergreen..al malto ancora imbattute con le marmellate.

  15. Solo Gentilini. Quando era piccola – sono del ’56 – la Barilla era considerata porcheria sinonimo di pasta collosa e scotta. E nell’immaginario della mia famiglia tale è rimasta anche se la gamma si è ampliata e migliorata

    • avatar Chefclaude

      Mi-ti-ca! I biscotti Gentilini sono ancora oggi una spanna sopra gli altri: comprese le fette biscottate e gli introvabili wafer…

      • avatar Andrea Sponzilli

        Gentilini all life long!
        …il novellino spalmato di qualsiasi crema, composta, marmellata, come si dice a Roma “geliel’ammolla!”

        • avatar marcomriva

          grandissimi gentilini,

          quando vado a Roma ne riporto sempre un paio di scatole di scorta. Ora si trovano anche a Milano in alcune (solo alcune) panetterie e mini super market.

          • avatar guido

            ma i mitici gentilini si trovano ormai ovunque anvìche al nord… vedi esselunga….
            di gran lunga migliori del mulino..
            ma vuoi mettere pane fresco e marmellata………..

          • avatar guido

            ma i mitici gentilini si trovano ormai ovunque anche al nord… vedi esselunga….
            di gran lunga migliori del mulino..
            ma vuoi mettere pane fresco e marmellata………..

      • li ho provati – i wafer – ma devo dire che i Loaker al cioccolato amaro sono superiori!

    • avatar dink

      Grazie, mi piacciono molto queste indicazioni di marchi meno conosciuti di aziende che, pur non essendo propriamente artigianali, hanno prodotti molto al di sopra della media di quelli delle aziende più note e pubblicizzate che si possono trovare nei supermercati (come i panettoni e le colombe della Loison): potrebbe essere materia per un post apposito di Dissapore.

  16. Io impazzisco per le campagnole!!enormi e zuppose, con la farina di riso e solo 80 kcal a pezzo!! :D nella pubblicità le mangiava gulliver, e mi ricordo che nel piattino ne aveva solo tre (saggi i pubblicitari della barilla, ben lo sapevano qual era il limite tollerabile dal fegato umano), ma io non mi fermo mai a meno di cinque-sei. Adoro anche i molinetti e le macine, tutti gli altri mi mettono un po’ tristezza perché non si inzuppano abbastanza (si insomma, mi piacciono tutti quelli grandi e calorici! :D ). p.s: adesso le macine sono “più grandi e porose”, dice la pubblicità, ed infatti hanno raggiunto quota 61 kcal a biscotto…ammazza!
    le merendine, beh, come non ricordare le camille?? a suo tempo ho molto apprezzato anche le nastrine, i saccottini proprio no, i plum cake a volte. adesso sono usciti i girasoli che scaldati so’ proprio buoni! le fette biscottate della mulino bianco (le armonie ai cereali, al saraceno e al malto) sono imbattibili, comunque, le più spesse e dolci in assoluto, mai senza ricotta e miele sopra! :D

    • avatar giulia

      ah..le camille..per un po’ non si sono più trovate..e quando finalemtne sono tornate sugli scaffali facevano schifo..mi sono sempre chiesta se è stato il mio gusto ad evolversi e quindi a renderle immangiabili o se è veramente crollata la loro bontà..

  17. non vorrei essere l’unica voce fuori dal coro… ma merendine/biscotti del mulino bianco non mi hanno mai entusiasmato… non è per snobismo, assolutamente.
    forse ho ceduto al baiocco del distributore automatico in ufficio da pucciare nel fintolatte… senza neanche tanta convinzione.
    per me nel caffelatte solo biscotti oro saiwa con stratino di burro e marmellata

    • avatar adriano liloni

      mai mangiato merendine…io autarchico pane e marmellata pane scottato con zucchero burro nostrano e vino rosso…sara’ per quello che sono cosi’….fuorionda? :-O)

  18. Come dimenticare il “tegolino”, e sopratutto la caterva interminabile di spot con la sfortunata storia d’amore fra il piccolo mugnaio e la “bella” clementina? :-)

    http://www.youtube.com/watch?v=IzlHz5oc3xU

  19. Per me tra i biscotti indsutriali esiste solo Galbusera: i turco li mangio più o meno da quando sono nato.
    Tra le merendine, i Chocozalet non li batte nessuno.

  20. Assolutamente fantastici i Palicao! Uscirono quando ero alle elementari: erano dei biscottini ad alta concentrazione di cioccolato, tanto che nella confezione spiegava come fare la cioccolata. Mia madre me li vietò quando ne feci fuori una confezione intera in venti minuti e la vomitai un’ora dopo sul sedile della passat.

  21. [img]http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/dolce_dolcetti_baiocchi_pack_sm.png[/img]

    Un secchio di Baiocchi e una pinta di nettare di albicocca e poi potrei anche morire!

  22. ammetto a malincuore che io e mia moglie abbiamo una sana dipendenza da pangoccioli.
    sempre meglio dell’eroina, anche se decisamente più calorici…

  23. avatar nome in codice M

    Ho apprezzato le girelle cariche di uvetta (o Pain aux raisin) e amato i tegolini prima maniera, vagamente simile al buonissimo e raffinato sacripante della genovese pretidolciaria.

  24. Salvo giusto i Galletti.

    Per il resto, ci ho steso un velo piegoso. Molto piegoso.

    La produzione del Mulino Stantio non mi piace da sempre, farina di bassa qualità, sapore di cremori spiccato e salmonato (leggi: che ti ritorna su durante il giorno), meglio tante altre marche minori o diverse che producono qualcosa qualitativamente migliore, senza che ci si debba accollare nel pacchetto le spese per far vivere nella pubblicità improbabili famiglie ricche e belle, con bambini ricchi e belli, con case ricche e belle. Se li comprassero loro, i biscotti del Mulino Stanco…

    • avatar Corrado

      Sottoscrivo ed aggiungo che(a mio gusto) non sono particolarmente buoni e sono pure troppo simili. Assagiato un tipo li hai, quasi, assaggiati tutti!

  25. avatar enzo

    Vivendo io a Palermo, città di cui si può dire ogni male possibile, ma che tuttora ospita le migliori pasticcerie e i più fantasiosi panettieri d’Italia, compro i biscotti lì. Dal panettiere quelli semplici, da colazione. Dal pasticciere quelli raffinati, da tè o da passito. Mia moglie li fa, una volta la settimana, ma non bastano mai. Mi stupisco sempre quando vedo la gente al supermercato che si compra questa roba, peraltro ingiustificatamente carissima. Nel raggio di 100 metri da casa mia ci sono cinque panifici, che sfornano pane, brioches, biscotti almeno due volte al giorno, in infinite varietà. Se vuoi te li mandano anche a casa. Restano aperti fino alle nove di sera, e aprono la mattina presto. Ci sono turisti che ci campano – benissimo – giornate intere, senza mai metter piede al ristorante, e fanno bene perchè, invece, i ristoranti in città sono quasi tutti pessimi e, ovviamente, carissimi pure loro.

  26. Bellissimo articolo! Grandissimo Massimo… ho riso per mezz’ora!

  27. Voto “gli incontri”del Mulino!

  28. avatar Simone

    Cioè, ma nessuno si ricorda i RITORNELLI (ma li fanno ancora?)? Rettangolini a strisce di pasta bianca e alla nocciola alternate… Dio, che goduria!!

  29. avatar Giancarlo

    ….ma i Baicoli non li ama nessuno? Io li adoro……

  30. i baicoli? e come no!
    anche nella scatola di latta
    ricordo anche abbuffate di “chiul de baicoli” praticamente introvabili nel resto della penisola

    il mulino ne ha macinate di schifezze
    gentilini cento volte meglio, novellini al miele mon amour

  31. avatar Argo

    Non riesco a scordare e ritrovare gli antichi sapori delle merendine mulino bianco:
    numero uno I TRANCINI due I PANDORINI credo entrambi estinti;
    poi non sò se sono ancora in commercio, ricordo con piacere i TEGOLINI ai quali preferivo cmq le MITICHE GIRELLE MOTTA (esistono ancora?) e l’ancestrale BuonDì che non ha più lo stesso sapore di una volta.

    Venivo e vengo ancora sconvolto da orridi attacchi di gastrite mangiando qulsiasi frollino barill, mi piacciono tutti ma il mio stomaco non li tollera.

    Tra i non barilla adoravo da piccolo le cimbelle Mister Day;
    adoravo gli Atene e i Bucaneve Doria c anche loro calati nel tempo in qualità e dimensione;
    non ho mai disdegnato le Kinder Colazione più e quall’altra che non ricordo il nome (pan di spagna e marmellata o crema al latte Bho?)

    Ho assaggiato una volta e mai più lo farò i Flauti MB: un saporaccio inconcepibile non sò i bambini come fanno a mangiarli.

    Le nastrine sono puro cartone… brutte veramente…
    i Saccottini e Crrostatine? mai piaciuti ma mi sembrano anche peggiorati…

    Esisgtono ancora quei biscotti ripieni gli Strudel? erano dei biscotti (o pasticcini) ripieni o con marmellata d’arancia o di fichi… l’ultima volta che li ho visti una decina di anni fà in autogrill quelli mi piacevano assai!

  32. Pingback: Le merendine dei nostri tempi. « cucino per gli ospiti

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