di | sab 18 giu 2011 ore 15:16
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25 anni di Slow Food | Cos’ha detto Ascanio Celestini?

Oggi è un giorno speciale per Slow Food, festeggia 25 anni in 300 piazze italiane insieme a produttori, agricoltori, pastori e pescatori.

Partecipa anche Ascanio Celestini, regista, attore e raffinato maestro del pensiero, con un video il cui core-business, evidentemente, è tenersi lontano dai luoghi comuni. Un po’ il marchio di fabbrica della casa, sinistra radical-chic si sarebbe detto un tempo.

Solo che Celestini si fa prendere la mano sfoderando riflessioni chiare come i fuori-sinc di Enrico Ghezzi a Fuori Orario. Non che non ci piacciano, solo fatichiamo a decifrarle, serve il vostro aiuto. Per dire, cogliete il sottile significato di: la parola significa la cosa?

Okay, liberarsi dalla gerla di regole della logica fa veramente creativo, ma qui, cosa diavolo ha detto il sublime Ascanio?

Ora, non sarebbe meglio mettere un limite ai possibili significati delle parole? Così, per comodità, eh.

Mumble… il cibo smette di significare… mumble

Celestini, io te lo dico, il mondo lo penserà senza dirtelo: che non stai capendo è la sola cosa che ho capito.

[Crediti | Link: Slow Food, Ascanio Celestini, Repubblica Tv]

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35 commenti a 25 anni di Slow Food | Cos’ha detto Ascanio Celestini?

  1. avatar Corrado il Primo

    Di che ci si stupisce? certo non è riuscito a infilarci dentro l’antifascismo ma, per il resto, mi sembra il solito Ascanio Celestini. :-)

  2. se dico che concordo con Celestini sono radical-chic?
    :)

  3. avatar silvana

    non mi sembra certo difficile da capire…avrei detto che berardi qualche libricino l’avesse letto in vita sua, qualche saggetto di semiologia, invece no? mi sbagliavo?

  4. avatar silvana

    bernardi, sorry:)

  5. avatar francesca ciancio

    le risposte ( molte) sono in Jacques Lacan

  6. avatar leo

    La risposta è dentro di te.. però è sbagliata ! (cit. Guzzanti)

    http://www.youtube.com/watch?v=9L-BeIvqScw (min. 1.07)

  7. avatar malteo

    La parte che preferisco è quando dice “Tarapia tapioco, brematurata la supercazzola o scherziamo?”.

  8. Ma non serve neanche scomodare Lacan, ha solo usato dei concetti elementari di linguistica.

  9. avatar Corrado il Primo

    Non serve scomodare Lacan o la semiologia perchè è pateticamente fuori tema. Vuol fare vedere al prof che ha studiato o agli ignoranti che lui è colto? Oppure voleva comunicare qualcosa? in quest’ultimo caso “il qualcosa” dovrebbe essere “vagamente” in tema e costruttivo ma anche ignorando questa ovvietà nel comunicare chi comunica deve farsi capire non il contrario.
    Insomma a ragione Leo!

    • Fuori tema rispetto a cosa? Sono chiavi interpretative del mondo… Posso dire una parolaccia? Ermeneutica! :-D
      Ciao A

      • avatar Corrado il Primo

        Diciamo che, secondo me, usa la chiave sbagliata per interpretare un mondo tutto suo e “s’atteggia troppo”.
        Se posso dire anch’io una parolaccia: “prosopopea”
        :-)

    • avatar silvana

      ti prego corrado rileggi la tua frase e correggila, neanche mia nipote di 7 anni fa più certi errori:) capisco perchè ritieni “fuori tema” la semiologia…

      • avatar Corrado il Primo

        Cara Maestrina, purtroppo non esiste un sistema per correggere i commenti su Dissapore.
        Nonostante l’ “h” mancante il commento è chiaramente comprensibile e fare la “grammar nazi” è esattamente quello che ci si aspetta da un radical chic e quel che mi aspetto io da una fan di Ascanio (ma, effettivamente sono prevenuto).

        • avatar Corrado il Primo

          Orpò a rileggerlo il mio ultimo commento è venuto parecchio “acido”. Chiedo venia!
          “Grammar nazi” e “fan di Ascanio” son detti con simpatia, non volevo offendere ;-)

          • avatar silvana

            “chi parla male, pensa male e vive male” segue uno schiaffo, chi ho citato? ooops un altro radical chic :) non è che sei per caso leghista? la tua finezza intellettuale me li ricorda.
            non te la prendere, suvvia!

          • avatar Corrado il Primo

            Non definirei Moretti un radical chic, per me un radical chic è tipo la Sabina Guzzanti. Comunque in quel film Moretti si riferisce più a una prosopopea tipo quella di Ascanio che ad uno che dimentica un’acca (per inciso: se “valere un’ acca” significa “valere niente” dimenticare un’ acca allora significa non dimenticare nulla :-) )
            Per il resto: no, non sono leghista. In Italia se non ti piace uno di sinistra devi per forza essere di destra? Che visione da radical chic :-)

          • avatar silvana

            risposta grandiosa! mi trovo d’accordo con te e in disaccordo con le mie affermazioni :) ti offrirei una cena nel mio ristorante. non mi definirei comunque radical chic ma semplicemente di sinistra.

  10. Scusate, non mi sembra poi così complicato da capire. Ritengo piuttosto che sia fuori luogo parlare di significato e significante in un simile contesto, ma ognuno parla come è capace e dice le cose che crede, no? Alla fine è il solito Ascanio Celestini, di tanto in tanto colpito da quel tremendo virus del vendolismo linguistico che porta a complicare inutilmente i concetti semplici e a rivestirli di prosopopea barocca…

  11. Forse si sta preparando per un intervento ad un seminario di Semiotica in qualche universita’ italiana

  12. avatar Mauro

    Benché non sia uno studioso di semiologia, anzi non ho studi approfonditi umanistici alle nel mio curriculum studio-rum

    Penso di aver capito quella che vuole dire, non mi sembra così complicato

    Da semplice militante di Slow Food sono quasi commosso e ringrazio Celestini

    La polemica, invece di qualche blogger è eccessiva e difficile da capire

  13. avatar carlo b

    ma perché la prossima volta non pubblicate un post con scritto slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food slow food? così fate prima no?

  14. e … nnnnoooo!!!! . ragazzi :-O , la mappa non è il territorio e il nome non è la cosa designata .Ho amato slow fod e ancora mi piace ma quando aveva capito questo . Non ve la cavate mica così amici miei , visto che teritorio, origine, cucina , cultura cambiano ogni cento anni .E allora , ma di che parliamo :chilometri zero per una pasta alla carbonara ?

  15. avatar Mauro

    Vorrei aggiungere qualcosa riguardo Slow Food

    La parte che mi è piaciuta di più del discorso di Celestini, riguarda il rapporto tra l’uomo, che dal cibo trae nutrimento, (la parola consumatore mi inorridisce ed evoca cattivi scenari) e il contadino, l’allevatore che lo produce.

    cit

    “Quanto più allontano allontano la produzione dal consumo tanto più il cibo smette di significare, non si perdono solo i sapori, ma anche i significati, non so chi ha prodotto l’oggetto che sto consumando, ne con quali ingredienti, non so se dietro a quest’oggetto c’è un bambino che lavora 14 ore al giorno, ne se per produrlo sono stati usati ingredienti che non vorrei ingerire”

    E’ quasi un manifesto, per me è bellissimo

    Cibo che diventa oggetto di consumo

    Facendo un paragone, mi ricorda un discorso bossiano sulle tasse, non testualmente, ma diceva che quando le tasse prendono il largo, vuoi per i vizi millenari della nostra capitale, ma vuoi soprattutto per la lontananza più storico-culturale che geografica tra la Val Trompia o il Cadore e Roma, questi soldi iniziano a perdere di valore, diventano vittime della corruzione, di sperperi, clientelismi. L’elettorato della lega e non solo, vuole vedere negli occhi ogni giorno le persone che gestiscono i LORO soldi, è non egoismo come dice qualche sinistrorso, ma la giusta rivendicazione al rispetto di ciò che una comunità ha prodotto. (non sono leghista, ma condivido in toto questo discorso di Bossi)

    La stessa cosa accade spessissimo al cibo, quando si allontana la produzione dal consumo, siamo costretti a sottoporlo a frequenti cicli frigoriferi, a selezionare le specie che meglio si riescono ad imballare, a scapito del gusto, ad inquinare e consumare preziose risorse fossili per il trasporto, a sottoporli al controllo dei cartelli delle associazioni criminali (mio padre è un commerciante in questo settore e ne so qualcosa), alcune pratiche agricole rischiose vengono eseguite nell’indifferenza totale, perché chi produce non sa nemmeno dove andrà a finire

    Quando compro i capponi, vado da una persona che conosco personalmente, ne conosco la personalità, so con quanto amore fa il suo lavoro, come li alleva, dove (oltretutto è un presidio slow food) e come li cura,

    Slow Food per me è soprattutto questo, ricostruire il rapporto tra chi mangia e chi produce cibo

    Non compro un pacchetto plastica di cui non so niente, se non il logo

    E non è una questione di km, sig Caglioti, ma di conoscenza, Slow Food non è contro il contadino che produce dell’ottimo Charentais in Provenza e lo propone a Chiavari, purché in maniera sostenibile, ma è contro ad un sistema dove grosse lobbies vogliono nascondere pratiche rischiose di produzione alimentare, sfruttare e danneggiare l’ambiente e l’uomo.

    Mauro

    Scusate se mi sono dilungato e ho scritto troppe cose, spero di non avervi annoiato

    • Anche a me il discorso di Celestino sembra chiarissimo.
      E pure non era difficile. :)

    • avatar Francesco

      Posso dirlo? grondante retorica. ma che vuol dire nel concreto una simile frase, al di là del suono vuoto delle parole: “Quanto più allontano la produzione dal consumo tanto più il cibo smette di significare, non si perdono solo i sapori, ma anche i significati, non so chi ha prodotto l’oggetto che sto consumando, ne con quali ingredienti, non so se dietro a quest’oggetto c’è un bambino che lavora 14 ore al giorno, ne se per produrlo sono stati usati ingredienti che non vorrei ingerire”. Qualcuno ha voglia di fare l’esegesi del testo? Qualcuno concosce tutti i produttori di tutto ciò che mangia? Ma finiamola, non è vero, non è possibile, e forse neppure giusto, pecrhè se smetto di compare il basmati indiano qualche contadino in infaia farà la fame! Parlando poi oggi di pratiche agricole rischiose, (volendo essere un po’ stro**o e cinico) ti chiedo se non stai parlando, per caso, del buono pulito e giusto del momento, l’amato biologico, vista la recente quarantina di morti molto a km zero o quasi. Cosa vuol dire poi proporre formaggio provenzale a Chiavari (o Barolo in Giappone) in modo “sostenibile” nessuno l’ha mai spiegato, però suona bene, dio se suona bene. L’unico mio rammarico è che questa musica retrò incanti sempre i sinistri, Repubblica in testa.

  16. avatar lespaul

    Ma Celestini che vuole dimostrare con la sua grondante retorica? L’ho visto guidare un scooter Honda. Dove l’anno costruito? Ci sono dei minorenni coinvolti nella realizzazione di parti di quel mezzo (sicuramente), e lo scooter forse non consuma benzina, non brucia olio, non produce chilate di polveri sottili? Coniugare ottimi propositi e contingente realtà è difficile. Non che ci debba rinunciare, per carità. Ma sta solfa dei km zero e delle sue deprimenti coniugazioni gastropolitiche ha francamente rotto le scatole.

    • avatar Mauro

      l’hanno costruito con l’H, in Oriente, quando ho 20 minuti liberi mi piacerebbe rispondere ad entrambi

      • avatar Francesco

        Siamo in trepidante attesa della rivelazione.

      • avatar Francesco

        Mauro, già che ci sei, oltre all’esegesi di Celestini, mi fai anche quella dell’ultima sparata di Burdese (tuo presidente, no?).In particolare avrei bisogno di chiarimnenti sul sillogismo raffinato che qui sotto riporto:
        azienda bio>germogli bio> OGM colpevoli.
        attendo la luce come john belushi

  17. avatar lespaul

    Hai ragione, Mauro, è stata una svista. Scrissi qualcosa senza l’h anche all’esame di Maturità classica. Ma era tanto tempo fa. Aspetto comunque trepidante un’illuminazione, un percorso che a noi Farisei indichi la Strada che porta al Palazzo della Conoscenza.
    Nel frattempo, per ossequiare i cretini dei km zero, e visto che a 900 metri da casa mia c’è il Parco della Caffarella, a Roma, ebbene colà mi metterò a coltivare ravanelli, pomodori e cavolfiori, creerò una microvigna per il vino ed una per lo Champagne che tanto amo.
    Per il latte e i suoi derivati sono fortunato : nella villa c’è una fattoria con piccolo caseificio annesso. Quando si dice la combinazione!

  18. Pingback: Climatemonitor

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