Al Cinqualino Beach il Superenalotto delle mance: 4.200 euro


Lo Sporting di Cinquale e in fondo, a due passi dal mare, il Cinqualino BeachSe volete sentire un brivido di freddo nell’ennesima bollente giornata di agosto dovete mettetevi nei panni di Sergio Moresco, datemi retta. Allora, se siete Sergio Moresco, avete 60 anni, fate il ristoratore da sempre, e da circa un anno avete aperto il Cinqualino Beach, al Cinquale, amena località al confine tra Forte dei Marmi e la provincia di Massa Carrara. Diciamo che siete proprietari di un posto abbastanza esclusivo a due passi dal mare della Versilia. Sono le 21.30 di domenica, sì, domenica scorsa, tutto procede,  il locale è pieno tutti sono soddisfatti delle vostre crudité.

Entrano due eleganti coppie russe, le signore, in particolare, oltre a essere donne di gran classe, sono anche bellissime”. Chiedono un tavolo in terrazza e ordinano a colpo sicuro un antipasto di crudità, specialità della casa, composto da 23 portate di crostacei e pesce crudo freschissimi, tra questi ostriche, scampi, gamberoni, cannolicchi, noci di mare, tartufi, ricci, calamari; annaffiati da due bottiglie di Krug freschissimo: costo 250 euro l’una. Poi puntano l’indice sul secondo più costoso: granchi alla catalana con aragoste e gamberi. Granchi King Crab, catturati in Australia e consegnati ancora vivi nel vostro ristorante. L’abbinamento? Due bottiglie di Chateau Petrus, annate ‘92 e ‘96, vini da 4500 euro a bottiglia. Li fate servire da Valerio, il cameriere di origini russe, fingendo di non scomporvi. Arriva il momento del conto, 10.800 euro (diecimilaottocento) pane e coperto compresi. Sentite un po’ di tremarella, sarà troppo? Applicate uno sconto di 500 euro. Non si scompongono nemmeno i vostri ospiti. Invece, quando nessuna delle due carte di credito che vi hanno consegnato funziona, si innervosiscono un po’: transazione negata.

Allora, lo sentite quel brivido?

Le due coppie russe tagliano corto, una delle signore estrae dalla borsetta una mazzetta di banconote da 500 euro per un totale di 15 mila euro (quindicimila). Cosa? Non credete ai vostri occhi eppure riuscite a balbettare che sono troppi, c’è un errore. Ma la donna sorride e risponde il resto mancia. 4.200 euro (quattromiladuecento), il Superenalotto delle mance!

La vostra domenica speciale sta per concludersi. Come in un film, seguite i quattro russi che salgono sulla Bentley nera e ripartono per Forte dei Marmi. Dove c’è attesa per il primo (benedetto) Festival di cultura russa e tempo fa un russo pagò 4500 euro in contanti lo scooterista che aveva tamponato.

Rientrate e scoprite di avere problemi di collegamento con il pos. Maledite l’infernale macchinetta delle carte di credito, che agosto o non agosto, quel brivido freddo ve lo ha davvero procurato.

[La Nazione.it, immagine: Il Cinquale.it]




31 commenti a “Al Cinqualino Beach il Superenalotto delle mance: 4.200 euro”

  1. Doc Doc commenta:

    Certo che … queste carte che non funzionano … ma che banca hanno questi???

  2. renato renato commenta:

    Massimo,

    a mia conoscenza personale i King Crab sono animali da climi freddi, quindi l’Australia non ci azzeca.

    I piu’ noti dal punto di vista gastronomico, almeno in Europa, sono i Red King Crab che vengono in origine dalla Kamtchakta (Siberia) e sono stati anche impiantati nel mare del nord (all’incirca tra Capo Nord e penisola di Kola).

    Vedi: http://en.wikipedia.org/wiki/King_crab

    ciao
    renato

  3. ecco, almeno questi non manderanno una lettera indignata alla Komsomolskaya Pravda !!! ;-)

  4. nicola a. nicola a. commenta:

    Qualche piccolo dubbio sul POS non funzionante (però se dice tranzazione negata è reale), non si sa mai con le carte rubate (rivevuto una sola da 600 euro) in casi particolari meglio il POS che non funziona.

    • antonio antonio risponde:

      Io ho sempre avuto problemi pagando con carta di credito irlandese su pos italiani, la banca irish autorizza la transazione e quella italiana la nega, intanto il credit limit scende finche’ i soldi non tornano indietro.

      Ormai ci sono abituato ma sono convinto che sono i POS italiani (o banche), non ho mai auvto problemi in altri Stati europei.

  5. Francesco Annibali Francesco Annibali commenta:

    Granchi & petrus? Col cinghiale petrus boonekamp o Mastrolindo?

  6. giuseppe giuseppe commenta:

    вы / они сделали ствол или если проведенный liè целой комнатой наконечником ?

    che vorrebbe dire: hanno fatto il tronco o se li è tenuta tutta la sala la mancia?

  7. Leonardo Ciomei Leonardo Ciomei commenta:

    Espertoni di vini d’oltralpe mi dicono che le annate del Petrus (scelte ?), cioè 1992 e 1996, sono una pessima e una normale e il costo complessivo di circa 9.000 eurini è eccessivo e non adeguato al locale ma… contenti loro ! (Petrus 92 in vendita da Peck a 720 euro, il 96 in carta a Villa Crespi a 3.800)

    Ma visto il noto scialo dei clienti russi, di cui ricordo piatti di caviale e astici lasciati intonsi sul tavolo, avranno mica bevuto questo Petrus ? :-)

  8. angelo angelo commenta:

    comumque io, fra i miei clienti, di russi cui pesano cosi’ tanto i soldi nel portafoglio ne avrei voluto qualcuno. A me pero’ questa fortuna non capitera’ mai..peccato!

  9. Loste Loste commenta:

    Che ci meravigliamo che i “novi ruski” hanno i soldi o che lasciano mance ?!

  10. nicola a. nicola a. commenta:

    Speriamo che ora i russi si scatenino e facciano a gara a chi lascia più mancia. Povero Tarkowskij…… http://www.youtube.com/watch?v=zTGGPsmSoxw&feature=related

  11. lillicca lillicca commenta:

    marx è morto, dio è morto, ma i russi sono in ottima salute e se la spassano….
    e poveri noi, modesti lavoratori della ristorazione, che veniamo benificati da mance per noi astronomiche, che per loro, invece, sono peanuts, evidentemente.
    grazie ancora signori russi. tornate presto a trovarci.

  12. Chefclaude Chefclaude commenta:

    Quattromiladuecento euro non è una mancia generosa, è un atto di supercafoneria galattica; in confronto alla quale risplendono come aristocratici gentlemen gli autentici signori russi di Dovlatov:

    “Ci dirigemmo al “Kosmos”, sedemmo vicino alla finestra. La sala non era ancora piena.
    - Ho in tutto otto rubli – disse Kuzin- più una bella bottiglia di veleno.
    Tirò fuori dalla cartella una bottiglia di rum cubano. La nascose dietro la tenda della finestra.
    - Prendiamo un trecento grammi tanto per non dare nell’occhio?
    - E della birra -dissi- se è fredda…
    ordinammo trecento grammi di vodka, due insalate e una polpetta a testa.
    - Desiderano degli affettati affumicati? – chiese il cameriere.
    - Stattene tranquillo! – reagì Kuzin.
    La sala era quasi vuota. Sulla pedana erano disposti quattro suonatori. pianoforte, chitarra, contrabbasso e batteria. I leggii di quercia erano decorati con piccole lire di latta.
    Il chitarrista si pulì furtivamente le scarpe con il fazzoletto da naso.”

  13. Giulio Giulio commenta:

    Santo Comunismo….

  14. francesco francesco commenta:

    L’impressione è che abbiano scelto il vino guardando solo il prezzo e chiedendo quello più costoso. Ovviamente è l’invidia che mi fa parlare. Mai bevuto un Petrus 92, nè un 96 …. nè nessun’altra annata !

  15. Stefano Caffarri Stefano Caffarri commenta:

    Patrick Bateman, il protagonista di American Psycho, invita al ristorante suo fratello. Probabilmente in stato di alterazione sceglie dalla carta il piatto più costoso. Non lo assaggia nemmeno. ALlora Bateman il Nostro ordina un bicchiere di Porto. Naturalmente il più costoso. L’Autore – che di solito si dilunga nella certosina descrizione di marche, denominazioni, sigle – non lo cita, ma riferisce che si tratta di un bicchiere da 50 dollari, che poi Bateman pagherà con la “sua AMEX di platino”.

    Ah. Il primo romanzo di Bret Easton Ellis si chiama “Less than zero”.

    • 0.1 0.1 risponde:

      8-)
      sto ascoltando Mozart, sonata per violino e piano

      sto seduto nella sala grande di Chasen’s coi miei genitori e le mie sorelle ed è tardi, le nove e mezzo o le dieci della vigilia di Natale. Invece di mangiare continuo a guardare il piatto, a giocare con la forchetta e alla fine mi fisso sulla forchetta e traccio un sentiero tra i piselli. Mio padre mi riscuote dalla trance versandomi altro champagne nel bicchiere. Le mie sorelle hanno l’aria annoiata e blaterano di amiche anoressiche e di una modella di Calvin Klein e sembrano più vecchie che mai, specialmente quando alzano il calice per il gambo e sorseggiano lentamente lo champagne; mi raccontano un paio di barzellette che non capisco e dicono a mio padre cosa vogliono per Natale.

      Siamo passati a prenderlo qualche ora fa al suo attico di Century City (LA). Doveva aver già aperto una bottiglia di champagne ed essersela scolata quasi tutta prima del nostro arrivo. L’attico di mio padre a Century City, l’attico in cui si è trasferito dopo la separazione, è ammobiliato con gusto e ha una grande jacuzzi sempre calda e fumante davanti alla camera da letto. Lui e mia madre, che non si sono detti molto da quando si sono separati più o meno un anno fa se non sbaglio, sembrano molto nervosi e irritati per questa storia dell’obbligo di vedersi a Natale. Erano seduti ai due lati opposti del soggiorno e si saranno scambiati sì e no quattro parole: – la macchina? – ha chiesto mio padre. – Ok – ha detto mia madre, guardando il piccolo albero di Natale addobbato dalla cameriera. – Bene -.

      Papà vuota il bicchiere di champagne e torna a riempirselo. La mamma chiede del pane. Papà si passa il tovagliolo sulla bocca, si schiarisce la gola e io mi irrigidisco, sicuro che adesso chiederà a tutti cosa vogliono per Natale anche se le mie sorelle gliel’hanno già detto. Mio padre apre la bocca, io chiudo gli occhi e lui chiede se qualcuno vuole il dolce. Sollievo assoluto. Arriva il cameriere. Gli dico niente dolce. Evito per quanto possibile di guardare i miei genitori, e mi passo continuamente la mano nei capelli con una voglia disperata di un po’ di coca, di qualcosa, qualunque cosa mi aiuti a sopportare questa serata.

      Giro lo sguardo nel ristorante che è per metà vuoto; agli altri tavoli la gente parla sottovoce ma, chissà come, sono sussurri perfettamente chiari, alla fine mi rendo conto che tutto si riduce a un ragazzo di diciott’anni con le mani tremanti e i capelli biondi e un velo di abbronzatura, un po’ fatto, seduto da Chasen’s, tra Doheny e Beverly, in attesa che suo padre gli chieda cosa vuole per Natale. (da Meno di zero)

  16. bruno ferrando bruno ferrando commenta:

    il problema è il vino rosso abbinato ai granchi…ma io sono ignorante…

  17. [...] September 10, 2009: Al Cinqualino Beach il Superenalotto delle mance: 4.200 euro [...]

  18. [...] Al Cinqualino Beach il Superenalotto delle mance: 4.200 euro [...]

  19. Pippo Pippo commenta:

    Trattasi di bufala!!!


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