di | lun 15 feb 2010 ore 18:11
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Beppe Bigazzi: gatti da pelare

Beppe Bigazzi in versione Hannibal LecterNei giorni scorsi aveva spiegato su Rai Uno come si cucinano i gatti.

Per questo, l’esperto (sì, vabbé) di gastronomia Beppe Bigazzi, è stato sospeso da La prova del cuoco.

Bigazzi e i gatti: a-mici mai.

(Chissà Bigazzi, come li macella, i malcapitati?)

Aggiornamento delle 19:52. Chi se lo fosse perso, può cliccare su “Continua a leggere” e rivedere il video del formidabile colpo di genio tratto da La Prova del Cuoco.

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135 commenti a Beppe Bigazzi: gatti da pelare

  1. Non mi vergognavo così di essere toscano dai tempi di Pacciani, il Mostro di Firenze..

    • avatar eggi

      …dai non fare così..berlingaccio

    • avatar Marco Bottai

      Mamma mia! Addirittura…
      Ma non fatemi ridere! Intanto Bigazzi ha detto che i gatti si mangiavano 60 anni fa. Embeh? Li mangiavano anche i miei nonni, e non mi sembrano mostri.
      In secondo luogo, perchè non vi scandalizzate tanto se tirano il collo ai polli, oppure si spillano i maiali. Lo sapete, almeno, come si fa la spillatura del maiale? Quello sì, che è atroce.

      • avatar gino

        sinceramente non capisco tutto questo parlare che si é fatto su quanto ha detto Bigazzi, ricordo che da bambino (si parla di anni 60) vivevo in campagna ed era abbastanza normale mangiare i gatti, soprattutto in inverno quando erano piu grassi. se ci scandalizziamo per questo allora ha ragione Marco, cosa dovremmo dire sulla spillatura del maiale o sulla mattanza dei tonni o su qualunque tipo di macellazione? Credo che si stia esagerando, si é perso il senso della misura.

    • avatar monica

      Mi assopcio alla vergogna. Vergognati Bigazzi e sparisci dalla TV, non voglio finanziare con il canone dei delinquenti del tuo genere.
      ricordati che i nonni li mangiavano perche’ si muoriva di fame 60 anni fa!!!
      non sei un toscano,ma un carnefice senza radici!!

      • avatar rodolfo

        rispondo a Monica. Ha mai coccolato un maialino? Ha mai portato al pascolo assieme alle dolci pecorelle e amabilissimi agnellini il suddetto maialino? Se lo avesse fatto capirebbe come è dolcissimo e decisamente intelligente rispetto ad altri animali: gatti e cani compresi. Tuttavia ancor oggi il mansueto porcellino viene cucinato in tutte le salse, compresi quei tramezzini tanto amati dai giovani d’oggi. Lei come altri siete dei sepolcri imbiancati, da buttare fuori dal tempio (vangeli). I delinquenti sono tutti coloro che speculando e si arricchiscono alle spalle dei più bisognosi. Leggetevi attentamente il “giorno” del Parini (don Giuseppe), la dove si inneggia alla Vergine cuccia e si getta sul lastrico il servitore con prole. Dio ce la mandi buona!

      • avatar silvano

        Piano con le parole: ‘delinquente’ mi sembra davvero un insulto eccessivo. L’usanza di mangiare i gatti nel Centro nord è (era) molto diffusa, e non soltanto in tempo di guerra. Mi risulta che anche nel Canton Ticino ci sia questa consuetudine tipicamente contadina. In campagna, infatti, il gatto non è considerato un “animale da affezione”, ma semplicemente un formidabile cacciatore di topi, insomma, un animale come la gallina, il coniglio, il maialino. Si scontrano due diverse culture: quella borghese, urbana, che vede nel gatto un animale da compagnia, ‘umanizzato’, quindi intoccabile, e quella contadina, per la quale il gatto può finire in pentola come gli altri animali da cortile. La legge del 1991, che punisce penalmente chi uccide i gatti per qualsiasi scopo, si è fatta interprete della sensibilità ‘borghese’. A questo punto i responsabili della Prova del cuoco, in prossimità della Pasqua non si azzardino a presentare ricette con agnelli o capretti: oltre che incoerenti sarebbero dei begli ipocriti! Ma già, agnellini e capretti vivono solo in campagna… occhio ‘urbano’ non vede…
        Silvano
        P.S. si dice ‘si moriva’, non ‘si muoriva’. Da insegnante, questi errori non li sopporto! ;)

        • avatar eggi

          ciùmbia né, lei si che é un grande conoscitore dell’alimentazione internazionale.
          il gatto si mangia in tutti gli angoli del Canton Ticino!
          con le pelli, tranne le code che si appendono allo specchietto retrovisore delle auto, si fanno i tappeti nelle sale d’attesa delle banche dislocate in campagna, con gli artigli, sistemati a dovere, i pettini.
          a silvà…

      • avatar silvano

        Allora, cara Monica, come la mettiamo con il tuo silenzio?
        Dai del delinquente a Bigazzi, ma te ne stai zitta zitta quando alla Prova del cuoco spiegano (lunedì scorso) come cucinare agnelli e capretti. Siete tutti dei grandi ipocriti, come volevasi dimostrare!!!

    • avatar virgilio

      Trovo esagerato sospendere un bravo e sapiente conduttore televisivo perchè racconta in modo colorito come si usava cucinare il gatto. E’ noto che in Italia si mangia anche l’asino o il cavallo, oltre che tutti gli altri animali da cortile. Non se ne deve parlare? Si fa ma non si dice! Che ipocriti…. L’antropologia ha una sua importanza e nella storia, recente, della nostra nazione c’è anche questo.
      Non sono d’accordo con questo atteggiamento e sono un animalista convinto!

    • avatar teresita

      Caro Leonardo,io sarei molto preoccupato ad avere nella mia cerchia di conoscenze una persona come lei che si limita solo
      a sterili condanne ignorando la REALTA’, in poche parole LEI non è AFFIDABILE

  2. avatar alberto

    posso avere la ricetta? grazie

    • avatar Ake7

      ecco il deficiente di turno…

      • avatar alberto

        buonasera principe,
        credo che sia Lei a deficere da vegetariano o vegano, cmq… Feuerbach docet.
        non è l’uomo superiore alle altre bestie, ma di queste si ciba.
        perché sa bene che la sua vita e quella di un scarola influenzano allo stesso modo l’armonia dell’universo, a proposito a me le scarolelle sono simpatiche, eppure ci sono dei barbari che le mangiano.
        la ricetta ce l’ho, grazie. preparato il piatto La invito.
        cordialità

  3. Certo che in TV si può impunemente istigare alla violenza verso le persone ma non si può invitare a mangiare i gatti, cosa che mi risulta fosse diffusa nel Veneto.

    • avatar er dentista

      non solo in Veneto, in tutta Italia…ma c’era la crisi

      • avatar virgilio

        non si tratta solo di crisi ma anche di tradizioni culinarie… allora smettiamo di mangiare qualsiasi animale e facciamo meno gli ipocriti!

        • Quale tradizione culinaria? vicentini magnagati, per caso???? ma per favore…. in tempo di guerra si mangiavano i topi e affini dappertutto… qundi non facciamo confusione, please!

        • avatar Ake7

          ottima idea.
          non c’è nessuna utilità nel mangiare carne, si può vivere benissimo senza, molte persone già lo fanno.

          solo su una cosa mi trovo mio malgrado in accordo col sig. bigazzi, sul fatto che tutti si muovono per i gatti o per i cani ma gran parte degli amanti degli animali non si fan problemi a mangiar maiali (che son più intelligenti dei cani), galline, conigli e tutto il resto della fauna ritenuta “da alimentazione” o ad acquistare abiti con inserti in pelliccia, (buona parte dei quali provenienti dalla cina dove spellano a vivo anche cani e gatti), e questa è ipocrisia bella e buona.

          ah, riguardo alle tradizioni… visto che l’essere umano si ritiene superiore al resto degli animali, dovrebbe capire quando è ora di smetterla con delle tradizioni crudeli.

    • avatar Todehellas

      Non in tutto il Veneto ma sopratutto in quel di Vicenza….
      Bigazzi non ha detto di mangiarlo ma solo come lo cucinavano….. questa è un altra cazzata televisiva per far aumentare gli ascolti!!

  4. avatar fabrizio scarpato

    Costui è colui il quale , a proposito della cucina contemporanea, altrimenti detta molecolare (ohibò), affermò che era fatta da cuochi furbi per clienti coglioni.
    Io non sono animalista e allo stesso tempo non possiedo animali, tuttavia li rispetto, loro e i loro padroni (almeno quelli che non esagerano): fare affermazioni così … alla belìn di cane ( è proprio il caso) non fa che testimoniare quanto sia elevato (sic?) il pensare del tipo in questione.
    Radiato come Morgan, altrettanto stupido, ma sicuramente molto più a gratis, inutile. Vuoto a perdere.
    Per di più ha riattizzato la sottosegretaria Martini, che quando parte non si sa dove andrà a finire…

  5. Dal mio punto di vista, mi sembra solo un modo attraverso cui sia stata fatta finalmente giustizia di un personaggio fin qui troppo fortunato nelle vicende televisive. Questo, lo dico quindi a prescindere dalla questione.

    Per quanto riguarda il mangiare i gatti, pur da possessore innamorato di tre micioni, trovo equo dire che ci siano stati momenti di necessità in questo Paese nei quali il mangiare un gatto era sopravvivenza, pensando poi anche a chi è arrivato al cannibalismo.

    Oggi una uscita come quella di Bigazzi la trovo totalmente fuori luogo in quanto il suo pretesto evocativo di quando si compivano tali atti, è andato alla deriva del compiacimento descrittivo e gustativo delle carni del gatto, ed è lì che scatta l’istigazione ed il negativo, rivelando anche, a mio avviso, la scarsa evoluzione e la necessità di protagonismo del soggetto, protagonismo di cui ne è stato finalmente vittima.

    Infine, il mio pensiero va alle povere anime televisive che sentiranno la mancanza di Bigazzi all’ora di pranzo. Per loro, invito tutti ad un minuto di riflessione e di raccoglimento.
    Per loro, ripeto. Non per Bigazzi.

  6. A me risulta Bigazzi abbia solo citato una usanza (ormai) storica.
    Si purga con troppa facilità, personaggi minori, per idiozie minori.

  7. avatar manca il video

    nei giorni scorsi aveva spiegato su Rai Uno

    [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/varie/pag2/64.gif[/img]
    rivediamolo

  8. avatar LAMAX61°

    Sul fatto che sia una coglionata o Bigazzata non ci piove. Pensiamo però anche a quelle migliaia o milioni di bipedi eretti che con gli animali ci fan di tutto. Dalla vivisezione all’abbandono sulla strada post regalo di Natale pro bimbo, combattimenti ecc.ecc……….Urge stendere velo pietoso e parlare il meno possibile a vuoto, evitando così di fare solo una gran pubblicità gratuita al Bigazzi che, nella stessa occasione, furbescamente, ha presentato un suo libro. Forse è sfuggito questo particolare.
    Saluti
    LAMAX61°

  9. avatar N. Donati

    Chissà come li uccide i gatti, magari sgozzandoli come si fa coi coniglioli. Poi a provare a disossarli, con quelle ossicina non c’è nemmeno troppa differenza. Però i gatti sono animali da affezione, e i conigli da reddito, come i muli che dopo una vita a lavorare (proverbialmente) come dei muli vengono macellati e serviti con la polenta taragna. La mucca è stata creata per sfamarci mentre il gatto è nostro amico, eh?
    Io sono toscano e vegetariano, e stavolta sono d’accordo con Bigazzi, sull’ipocrisia di queste definizioni giuridiche e sul comportamento degli animalisti. Non perchè voglia convincere qualcuno che non bisogna mangiare gli animali, ma solo perchè di fatto non c’è nessuna differenza tra una bestia da mettere in padella e una bestia da compagnia.

  10. avatar giulia

    io, a dire il vero, mi chiedo perchè i coccolosissimi maialini si e il gatto no.
    è un tabù culturale moderno.
    Ma dalle mie parti i gatti continuano a sparire durante l’inverno e si sa che finiscono in pentola.

  11. Dio Bono, mi è sparito il gatto. Qualcuno lo ha visto o sentito?

  12. avatar Roberto/TreScogli

    Ho letto il curriculum vitae di Giuseppe “Beppe” Bigazzi…
    Leggetelo e avrete un altro motivo per inc…avolarvi con questo paese di raccomandati, comis di stato, ruffiani di corte…

    http://it.wikipedia.org/wiki/Beppe_Bigazzi

  13. Per la ricetta basta comprare il libro di Sandri e Falloppi – La cucina vicentina, oppure leggerne un estratto qui: http://www.ic.unicamp.br/~stolfi/voynich/GatoAlaVisentina.html
    Comunque che i vicentini siano veramente magnagati sembra essere un falso storico, come ha riportato Antonio di Lorenzo nel suo bel saggio “Perché ci chiamano vicentini magnagati”.
    Ciao.davide

  14. Conosco personalmente da tempo l’esperto “sì vabbè” di gastronomia Bigazzi, e posso assicurare che su prodotti e cose buone potrebbe dare lezioni ad almeno la metà dei colleghi cosiddetti “specializzati” che conosco. Non facciamoci fuorviare dalle sue apparizioni, che costituiscono una parentesi autoironica della sua figura e che possono piacere o meno.

  15. Un giorno ci darà anche la ricetta che conoscevano alcune tribù che mangiavano esseri umani?

  16. avatar Bruno Stucchi

    Bigazzi? Un’altra Venerata Salma che ha pisciato fuori dal vaso per una momentanea notorietà. Tornerà presto nell’avello. Requiem per lui e per i gatti.

  17. Pingback: Beppe Bigazzi cucina i gatti e la Rai lo sospende | Dissapore

  18. Ai miei tempi (bei tempi/si stava meglio quando si stava peggio…) si cucinava il Bigazzi in umido con le patatine arrosto: una delizia!

    Buon Bigazzi a tutti
    thebigfood

  19. avatar cristina

    Sono le 9am e che bella notizia! Non guardo quasi mai la tv, ma in quelle rarissime occasioni in cui ho visto la prova del cuoco, ho fatto sangue amaro specialmente per colpa di Bigazzi. L’incarnazione della casalinga bigotta, prepotente, LOUD, scontroso e maschilista. Dei gatti non mi importa molto, per me un gatto é l’equivalente di un coniglio, ma Bigazzi fuori dai piedi, ragazzi, non ha prezzo.

  20. avatar Fabrizio Foti

    Chissà quante volte, ignari, vi siete sbocconcellato di gusto un gatto rifilatovi per coniglio in trattoria… ah, ah, ah!!!!
    Si continua a polemizzare su baggianate mentre non ci si indigna per cose più serie che capitano quotidianamente nel nostro paesino… altro che micetti alla “stimpirata”!!!!

  21. In effetti, risentendo la trasmissione, parlava di parecchi anni fa quando non c’era proprio da mangiare e si cucinava di tutto.

    Ma il Bigazzi (e pure l’altro espertone di RaiUno, il Di Pietro coi baffi) è insopportabile per ben altro: il continuo ammiccare sessuale, proclamarsi l’alfiere della Tradizione e, anche se indubbiamente capace e conoscitore della materia, spesso ne spara di grosse..

    • Provate comunque a raccontare ad uno statunitense che mangiate carne di coniglio e di cavallo e sentite cosa ne pensa ;-)

      • avatar Enrico Marsili

        La prima e unica volta che ho chiesto agli irlandesi se mangiano la carne di cavallo ho evitato il linciaggio per un pelo (crine). La risposta piu`gentile e`stata: “sono animali da compagnia”.
        Sul coniglio negli USA siamo d àccordo, ma vai nel profondo nord (o sud) e fatti raccontare qualche aneddoto su chi mangia “roadkills”.

        • Enrico, il profondo nord e sud degli States si possono ritenere luoghi civilizzati ? hai mai visto Wrong turn o Deliverance (da noi Un tranquillo weekend di paura) ? ;-)

          • avatar Enrico Marsili

            Leonardo, civilizzati proprio no. Ci ho vissuto quasi 5 anni e ho potuto assaggiare da amici cacciatori quasi tutti i mammiferi locali, a parte i topi e l`orso nero. Alla fine, il segreto e`nella salsa. In generale, pero` non capisco tutto questo casino per un gatto. Mai stato animalista, gli animali mi stanno bene nel loro ambiente naturale, dove li rispetto. e poi, vorrei vedere chi si scalda tanto per un gatto arrosto, provare ad affezionarsi ad un felino di 100 chili!
            Riguardo ai films, mi manca Wrong turn, provvedero`.

          • Vista la tua conoscenza dell’ambiente immaginavo che tu avessi vissuto in quelle lande. Per quanto riguarda Wrong turn evita pure: quella tipologia di film è fatta con lo stampino, visto uno visti tutti :-)

      • scusa leo ma questa è troppo grossa: gli americani hanno BEN altro da farsi perdonare. il che non vuol dire che BI*AZZI abbia ragione, ovviamente.

  22. Le percezioni su quello che sia eticamente o meno corretto mangiare cambiano in tutto il mondo. D’accordo.

    Siamo però in Italia e la Legge 281 del 1991, nell’art.1 comma 1 recita:«Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente».

    Non venitemi a dire che in Italia il gatto non è animale d’affezione…

    • avatar LAMAX61°

      Si, ma è il modo con il quale il Bigazzi ha spiegato la cosa. Diceva che in passato si mangiava anche il gatto ed era finita li. Una verità indiscutibile. Se invece cominci a dire, con tanto di sorrisetto ebete:”Febbraio gattaio-Lo metti in acqua per 3 giorni e poi vedi le carni bianche come diventano tenerucce, io l’ho mangiato tante volte” e concludi dicendo che gli animalisti si scateneranno e sono i veri razzisti, non è proprio la stessa cosa.Allora vuol dire che sai di dire una bischerata e un po’ di tatto non sarebbe guastato. A freddo tutti capiscono che gatto/coniglio – cane/porco son tutte creature e hanno uguali diritti ed edibilità. Ripeto, per me è una cosa fatta apposta.
      LAMAX61°

      • avatar LAMAX61°

        Preciso che per me il problema di Bigazzi presente alla prova del cuoco o meno, proprio non mi tange. Il suo forzato allontanamento poteva essere evitato facendogli comunque fare la figura del pistola in altro modo.
        LAMAX61°

  23. avatar riassuntino vicentino

    Bigazzi: sono stato frainteso, amo gli animali

    [...] La vicenda s’è gonfiata sospinta dal vento dei media. Su Radio 24, per esempio, ieri sera è stata commentata da Giuseppe Cruciani che ha sollevato un interessante (e divertente) dibattito. Dal canto suo il rude Bigazzi s’è limitato a commentare che «è stato frainteso», ricordando quanto si sia dichiarato – in tempi non sospetti – amante degli animali.

    Per i vicentini queste indignazioni sul tema dei “magnagati” non sono nuove. Parliamoci chiaro. Che i gatti siano finiti in padella non è un mistero. Non solo a Vicenza. Basta chiedere lumi al professor Luciano Morbiato, che studia tradizioni popolari all’università di Padova: cita i libri di Piero Camporesi come Il Paese della fame, per capire quanto fosse diffuso e serio il problema. Tant’è che nel marzo 1943, il ministero fece circolare in tutta Italia – e non solo a Vicenza, come si ritiene – un’ordinanza firmata dai prefetti che vietava di «cacciare i gatti per utilizzarne la pelle o le carni».

    [...] citando Il circolo Pickwick di Charles Dickens, pubblicato nel 1839, l’autore elogia il “pasticcio di gattino”, cibo consueto sulle tavole inglesi. E allora: vicentini magnagati o inglesi cat eaters?
    (l’articolo completo sul giornaledivicenza.it)

  24. avatar andrea aldrighetti

    Se andiamo avanti così non potremo cucinare nemmeno il coniglio, nuovo&modaiolo animale d’affezione.
    Questa è stata la reazione di un cliente scandinavo a cui avevo proposto dell’ottimo “Stewed rabbit”: “You said rabbit… Rabbit!?! Aaaaargh, ooh my God, rabbit?! A small, cute, jumpy… cooked?”

  25. avatar andrea

    bravi e continuamo a pagare il canone

  26. avatar Selvatico

    Io mi sono affezionato ad una verza, che coltivo con passione. Guai alla Prova del Cuoco se provano a cucinarla!!!

  27. avatar RENY morandini

    Tutto il mio affetto al grande Beppe.

    Gli idioti ed incompetenti restano in TV e gli esperti cacciati.
    Se fossi in Beppe non ritornerei alla Prova del Cuoco, con quella gatta morta, presuntuosa della insoardi.
    Al posto di scandalizzarsi, che si

  28. il bigazzi ha fatto una bigazzata, però almeno è stato utile per smascherare un po’ di ipocrisie, perché, certo, il gatto fa orrore l’idea di cucinarlo, perché animale d’affezione e bla bla bla, ma gli altri? se non fosse che non m’affeziono a niente, ci sarebbe da valutare il criterio dell’affezione empatica come discrimine tra ciò che è edibile e ciò che non lo è…

  29. avatar mape

    Credo che i soli che hanno motivo di scandalizzarsi se qualcuno mangia un gatto sono coloro che rifiutano di mangiare anche gli altri animali. Tutto il resto è pura ipocrisia. O forse un gatto sente più dolore e più paura di un coniglio, o di un maiale, o di un vitello … ?

  30. avatar Gaetano

    Da vegetariano sono INORRIDITO dalla qualità dei lettori di questo sito. Ma siamo sicuri di essere nel 2010? Ho visto solo qualche traccia di grammatica sparsa e ovvietà.

    I gatti sono tutelati dalla legge e si sta pensando di estenderla anche ai cavalli.

    A non più rivederci, trogloditi.

    • avatar mape

      ma perché non anche agli altri animali?

    • Ok, l’hai messo per iscritto, cerca di mantenere la tua promessa.

    • avatar LAMAX61°

      Da poco son qui ma la tua mancanza non la sentirò di certo. Te lo dico da amico degli animali e come uno che, se non trovasse già tutto pronto (uccisi, sezionati e impacchettati) probabilmente mangerebbe solo radici e frutti di bosco. Guarda che qui c’è tanta gente che farebbe altrettanto, ne sono più che convinto. A te vien bene perchè sei vegetariano, noi non ci siamo ancora arrivati, però, ti prego, non fare il fideista.
      LAMAX61°

    • avatar Fabrizio Foti

      Ecco bravo vai a INORRIDIRE da un’altra parte.
      Simpaticamente,
      un troglodita.

    • avatar massj

      Io i cavalli continuerò a mangiarmeli anche se ne proibiscono la macellazione. Bigazzi non è il mio idolo, ma lo appoggio troppo in questa occasione.
      Siamo un popolo senza memoria e senza ironia. Ci siamo dimenticati che fino a ieri i gatti li mangiavamo tutti.

      • avatar Fabrizio Foti

        Dici bene: siamo totalmente privi di ironia. Tromboni ipocriti come chi, alla provocazione, risponde con l’epurazione.

        • avatar wezsx

          la provocazione in questo caso è deficenza, non sapersi comportare, non rispettare le differenze di pensiero. Il presunto “esperto” si mette in cattedra pensando di essere sagace ed ironico invece riesce solo ad accaparrarsi le simpatie d uno sparuto gruppuscolo di babbei. Bigazzi è vecchio, fuori controllo, inopportuno e patetico. Vada al centro anziani a pisciarsi nel pannolino.

    • avatar virgilio

      troglodito a chi? ma la storia non la studi?

    • avatar questa è storia, mica gastronomia!

      dalla Gazzetta di Parma del 14 marzo 2000:

      Ci sono racconti, aneddoti, ricordi del tempo che fu che sembrano addirittura favole, “fole”, per dirla in parmigiano. Eppure se andiamo indietro di anni, non moltissimi, apprendiamo notizie che sembrano uscire dal libro dei sogni.

      [...] Il gatto era una preda veramente ghiotta, specialmente per chi amava gustarlo con la polenta. In città la tecnica di cattura della “levra da copp” (la lepre dei coppi, ossia dei tetti, ndr) era diversa a seconda dei posti. Se il gatto era catturato sui tetti, si adottava l’espediente della lisca di pesce davanti al finestrino dell’abbaino: quando il povero micio si avvicinava per annusarla due poderose braccia catturavano la bestiola, che una volta messa a frollire sotto la neve per qualche tempo, veniva poi gustata in qualche osteria dell’oltretorrente, una delle quali pare fosse sede della confraternita di magnagat:

      Giurem tut’i per la fede
      Dal cognac e del bianchè
      Ad magnèr tut’i pù bei gat,
      Sorianen biànc e moret

      canzonetta della Congiura dei sedici calzolai magnagat del 1888

      [img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/legge/00038034.gif[/img]
      questa era la storia; invece certa gastronomia persiste e resiste…
      non si fosse fatta piazza pulita ti avrei illustrato il come e perché

  31. avatar dink

    animali “simpatici” che ho mangiato, vediamo: cavallo (anche puledro), asino, renna affumicata (la vendono all’IKEA), canguro (trovato in un supermercato a Lione)… Per il gatto avrei un po’ di esitazione, per la dubbia qualità della sua alimentazione (rifiuti e pantegane se selvatico, wiskas e croccantini se domestico, bleah)… Ok, il gaetano vegetariano mi sembra già abbastanza inorridito.

    Se dovessi dare retta alla mia compagna, che non mangia volentieri animali a lei simpatici, dovrei rinunciare anche a agnello, razza e papere.

    • La mia, di fidanzata, quando mi aveva conosciuto era vegetariana. Oggi è patita di Culatello di Zibello 24 mesi, carne di razza Romagnola cotta al blu, fegato grasso…

      Comunque io ho mangiato anche squali e coccodrilli, che dovrebbero andare bene perché sono animali molto antipatici, anzi cattivissimi… Aggiungo che in Finlandia vendono la zuppa d’orso con panna in scatola. Costa un capitale.

    • Io da anni cerco lo stufato di panda

    • avatar dink

      beh, come ho detto la mia compagna trova simpatiche le oche ma il foie gras, se capita, lo mangia (con qualche senso di colpa…), e anche altro (se cucinato da me). Di vegetariani ne conosco una, ghiotta però di rane e lumache.

      Aggiungo un ricordo: da piccolo, dai miei nonni contadini, mi capitava spesso di giocare con conigli, piccioni, quaglie destinati poi ad essere cucinati a cena, e che mi mangiavo di gusto.

  32. avatar Luca

    Ma scusate, dove sta scritto nella legge sugli animali da affezione che non si possono mangiare i gatti.
    Il testo parla solo di “atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono”. Ma mangiarli non può essere considerato nulla di tutto ciò.
    Al limite potrebbe essere proibito ucciderli con crudeltà, ma non ucciderli tout court, se effettuato con modalità rispettose e non diverse da quelle usate per uccidere qualsiasi altro animale (mucche, agnelli, galline, ecc.).
    Tutto questo parlare di gatti mi ha fatto venire voglia di assaggiarne uno. Ma sono veramente così buoni? O sono una specie di versione scadente del coniglio? Proibto per proibito forse è meglio cercare la famosa carne di marmotta di cui parla il mitico Langone.
    Comunque sarà un gran piacere mangiarne uno pensando all’ipocrisia dei fedeli nella religione dell’animalismo, che si stracciano le vesti all’idea, ma poi hanno cinture di cuoio, scarpe di cuoio, giacche di cuoio e mangiano ogni tipo di carne, ma non “d’affezione”.
    Particolarmente demenziale poi la Frassinetti, deputata del PdL, che vuole proibire anche la carne di cavallo. E quanto prende questa di stipendio per fare la deputata? Ma vada a lavorare.

    • Sulla faccenda della carne di cavallo, c’è da dire che si è trattato del classico osso che qualcuno ha gettato alla stampa nonostante fosse stato già abbondantemente spolpato da tempo.
      Tommaso Foti, deputato pidiellino piacentino, tempo fa ha chiarito:

      “L’intervento di Zaia pone la parola fine su una questione che, artatamente ingigantita, ha occupato i mezzi di comunicazione in queste festività natalizie”. Lo sostiene Tommaso Foti, parlamentare piacentino del Popolo della Libertà. «Vi è stato, infatti, un gran discorrere sulla proposta di legge, presentata 9 mesi fa da pochi deputati di vari partiti (Lega compresa), che vorrebbe impedire la macellazione degli equini. Un’iniziativa legislativa – continua la nota dell’esponente del PdL – che, come migliaia di similari, ha certamente prodotto molte chiacchiere, ma non uno straccio di discussione in Parlamento, dove giace sepolta in qualche scaffale impolverato, in attesa di essere archiviata al termine della legislatura».
      «I più diffidenti – sostiene Foti – possono verificare personalmente consultando il sito internet della Camera dei Deputati: risulta chiaramente che la proposta in questione non ha compiuto dalla sua presentazione alcun passo in avanti».
      «Avendo letto la proposta di legge in questione – afferma il parlamentare del PdL – noto che i difensori delle tradizioni culinarie piacentine si sono dimenticati, in un angolo della fattoria, asini, muli, bardotti (e con essi la prelibata e nostrana “asinina”), anch’essi destinatari nella proposta dei divieti prospettati per i cavalli. Mi sorprende questa dimenticanza – continua Foti – e quantunque conscio che dei gusti delle persone non si deve discutere, mi auguro che la stessa non sia dovuta a una presunta e pretesa supremazia del nobile cavallo sul più proletario asino, simbolo da sempre a torto o a ragione dell’ignoranza e della stupidità degli equini».
      «Le parole di Zaia – conclude il rappresentante del PdL – impediscono che la polemica giustamente si allarghi anche all’ottimo stracotto d’asina, anch’esso come la “picula” piatto tradizionale della cucina piacentina».

      In sintesi: la solita aria fritta adatta a noialtri giornalisti abbocconi.

  33. avatar Alessandro Luddi

    Visitate il mio gruppo BEPPE BIGAZZI LIBERO!!!

    http://www.facebook.com/group.php?gid=310815431377&ref=mf

    • avatar wezsx

      libero sì, di prendersi le tortorate! gliele dò io da parte del mio gatto, se lo incontro. promesso

      • avatar Fabrizio Foti

        meglio se lo nascondi il tuo gatto, altrimenti se lo cucinamo!!!!

        • avatar wezsx

          prima di cucinarlo devono passare davanti alla mia 357, simpaticamente ;-)
          e sono anche un cacciatore.

          • avatar wezsx

            p.s. ovviamente le “tortorate” erano simboliche, non mi permetterei mai di toccare un vecchietto. Ho 2 gatti e 3 cani e non mangio carne di allevamento, sono un ambientalista e mi infastidisce il modo con cui lo pseudo esperto bigazzi cerca il consenso dei suoi simili saccenti e arroganti in una fascia oraria in cui non può devvero permetterselo.

  34. avatar mape

    Pare (a dirlo non sono solo pochi pazzi, ma anche vari scienziati rispettabilissimi) che l’uomo per sopravvivere non abbia assolutamente bisogno di mangiare carne.
    Con un po’ di buona volontà e aprendo un po’ la mente tutti noi potremmo evitare di fare tanto male agli animali (ma anche ai popoli del terzo mondo, all’ambiente, al clima, alla nostra salute, ecc.): di alternative ce ne sono moltissime e sono spesso altrettanto buone e in genere anche molto più sane.
    Purtroppo, però, oggi è ancora “normale” fare finta di non capire che tutti gli animali, quando vengono uccisi (e anche prima) con ogni probabilità sentono dolore e paura esattamente come gli umani. Non vedo invece questa grande differenza tra un gatto e un altro animale. Forse anche in questo caso chi si scandalizza lo fa per mettersi la coscienza a posto quando mangia mucche & c.?

  35. Alla fine, ecco l’uovo di Colombo: mangiamo solo animali suicidi, e che non se ne parli più.

  36. avatar topolonemagnagat

    Mbhhè? Sono buoni.
    Il primo che ho mangiato era della mia vicina e mi entrava sempre dalla finestra per rubare il mangiare in cucina, intanto che ne preparavo.
    Io lo faccio con il vino bianco, i pinoli, le olive, il rosmarino, il sedano e l’aglio.
    L’importante è, appena macellato, appenderlo per le zampe posteriori e fargli dar via tutto il sangue. Poi si deve fargli dare bene l’acqua in tegame, con il sale. Se non si fa resta un forte gusto di selvatico e la puzza delle porcherie in scatola che mangiano, bene o male, quasi tutti i felini domestici. Non ho mai provato, invece, a lasciarlo in acqua corrente come dice Bigazzi (probabilmente qualche volpe me lo ruberebbe lasciandomi a bocca asciutta). Importante: nella macellazione non bisogna essere crudeli, quindi niente sofferenze inutili e macellare solo le bestie che si intende realmente mangiare.
    Buon appetito!

  37. avatar robertogattino

    giustissimo, fra il gatto e il coniglio l’unica differenza è che il gatto è più sudicio, tutto qui. bravo Bigazzi!

  38. avatar Ciccio Sultano

    é vero quello che in un’edizione di slow food è stato detto da Carlo Pedrini, ….l’uomo ha perso il senso del GESTO….non credo che ci sarà verso di riprenderlo..

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  44. avatar Silvia81

    http://www.youtube.com/watch?v=u6VU4fPrKeI

    Ahahahahahahahaha guardateeeeeeeeeeee aahahahahahah

  45. avatar lanzo

    Mmmmh – Gatti a parte…Invece penso che sia una tardiva vendetta della grande industria alimentare e supermercati: quante volte Bigazzi incoraggiava ad andare al mercato e farsi le insalate da soli risparmiando alla grande – non comprare le insalate preconfezionate piene di additivi – procurarsi prodotti genuini che costano di piu’ – ma ci si risparmia in salute (e soldi) quando si e’ piu’ in avanti con gli anni…

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