Beppe Bigazzi: gatti da pelare


Beppe Bigazzi in versione Hannibal LecterNei giorni scorsi aveva spiegato su Rai Uno come si cucinano i gatti.

Per questo, l’esperto (sì, vabbé) di gastronomia Beppe Bigazzi, è stato sospeso da La prova del cuoco.

Bigazzi e i gatti: a-mici mai.

(Chissà Bigazzi, come li macella, i malcapitati?)

Aggiornamento delle 19:52. Chi se lo fosse perso, può cliccare su “Continua a leggere” e rivedere il video del formidabile colpo di genio tratto da La Prova del Cuoco.




135 commenti a “Beppe Bigazzi: gatti da pelare”

  1. Gaetano Gaetano commenta:

    Da vegetariano sono INORRIDITO dalla qualità dei lettori di questo sito. Ma siamo sicuri di essere nel 2010? Ho visto solo qualche traccia di grammatica sparsa e ovvietà.

    I gatti sono tutelati dalla legge e si sta pensando di estenderla anche ai cavalli.

    A non più rivederci, trogloditi.

    • mape mape risponde:

      ma perché non anche agli altri animali?

    • Tommaso Farina risponde:

      Ok, l’hai messo per iscritto, cerca di mantenere la tua promessa.

    • LAMAX61° LAMAX61° risponde:

      Da poco son qui ma la tua mancanza non la sentirò di certo. Te lo dico da amico degli animali e come uno che, se non trovasse già tutto pronto (uccisi, sezionati e impacchettati) probabilmente mangerebbe solo radici e frutti di bosco. Guarda che qui c’è tanta gente che farebbe altrettanto, ne sono più che convinto. A te vien bene perchè sei vegetariano, noi non ci siamo ancora arrivati, però, ti prego, non fare il fideista.
      LAMAX61°

    • Fabrizio Foti Fabrizio Foti risponde:

      Ecco bravo vai a INORRIDIRE da un’altra parte.
      Simpaticamente,
      un troglodita.

    • massj massj risponde:

      Io i cavalli continuerò a mangiarmeli anche se ne proibiscono la macellazione. Bigazzi non è il mio idolo, ma lo appoggio troppo in questa occasione.
      Siamo un popolo senza memoria e senza ironia. Ci siamo dimenticati che fino a ieri i gatti li mangiavamo tutti.

    • virgilio virgilio risponde:

      troglodito a chi? ma la storia non la studi?

    • questa è storia, mica gastronomia! questa è storia, mica gastronomia! risponde:

      dalla Gazzetta di Parma del 14 marzo 2000:

      Ci sono racconti, aneddoti, ricordi del tempo che fu che sembrano addirittura favole, “fole”, per dirla in parmigiano. Eppure se andiamo indietro di anni, non moltissimi, apprendiamo notizie che sembrano uscire dal libro dei sogni.

      [...] Il gatto era una preda veramente ghiotta, specialmente per chi amava gustarlo con la polenta. In città la tecnica di cattura della “levra da copp” (la lepre dei coppi, ossia dei tetti, ndr) era diversa a seconda dei posti. Se il gatto era catturato sui tetti, si adottava l’espediente della lisca di pesce davanti al finestrino dell’abbaino: quando il povero micio si avvicinava per annusarla due poderose braccia catturavano la bestiola, che una volta messa a frollire sotto la neve per qualche tempo, veniva poi gustata in qualche osteria dell’oltretorrente, una delle quali pare fosse sede della confraternita di magnagat:

      Giurem tut’i per la fede
      Dal cognac e del bianchè
      Ad magnèr tut’i pù bei gat,
      Sorianen biànc e moret

      canzonetta della Congiura dei sedici calzolai magnagat del 1888

      [img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/legge/00038034.gif[/img]
      questa era la storia; invece certa gastronomia persiste e resiste…
      non si fosse fatta piazza pulita ti avrei illustrato il come e perché

  2. dink dink commenta:

    animali “simpatici” che ho mangiato, vediamo: cavallo (anche puledro), asino, renna affumicata (la vendono all’IKEA), canguro (trovato in un supermercato a Lione)… Per il gatto avrei un po’ di esitazione, per la dubbia qualità della sua alimentazione (rifiuti e pantegane se selvatico, wiskas e croccantini se domestico, bleah)… Ok, il gaetano vegetariano mi sembra già abbastanza inorridito.

    Se dovessi dare retta alla mia compagna, che non mangia volentieri animali a lei simpatici, dovrei rinunciare anche a agnello, razza e papere.

  3. Luca Luca commenta:

    Ma scusate, dove sta scritto nella legge sugli animali da affezione che non si possono mangiare i gatti.
    Il testo parla solo di “atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono”. Ma mangiarli non può essere considerato nulla di tutto ciò.
    Al limite potrebbe essere proibito ucciderli con crudeltà, ma non ucciderli tout court, se effettuato con modalità rispettose e non diverse da quelle usate per uccidere qualsiasi altro animale (mucche, agnelli, galline, ecc.).
    Tutto questo parlare di gatti mi ha fatto venire voglia di assaggiarne uno. Ma sono veramente così buoni? O sono una specie di versione scadente del coniglio? Proibto per proibito forse è meglio cercare la famosa carne di marmotta di cui parla il mitico Langone.
    Comunque sarà un gran piacere mangiarne uno pensando all’ipocrisia dei fedeli nella religione dell’animalismo, che si stracciano le vesti all’idea, ma poi hanno cinture di cuoio, scarpe di cuoio, giacche di cuoio e mangiano ogni tipo di carne, ma non “d’affezione”.
    Particolarmente demenziale poi la Frassinetti, deputata del PdL, che vuole proibire anche la carne di cavallo. E quanto prende questa di stipendio per fare la deputata? Ma vada a lavorare.

    • Tommaso Farina risponde:

      Sulla faccenda della carne di cavallo, c’è da dire che si è trattato del classico osso che qualcuno ha gettato alla stampa nonostante fosse stato già abbondantemente spolpato da tempo.
      Tommaso Foti, deputato pidiellino piacentino, tempo fa ha chiarito:

      “L’intervento di Zaia pone la parola fine su una questione che, artatamente ingigantita, ha occupato i mezzi di comunicazione in queste festività natalizie”. Lo sostiene Tommaso Foti, parlamentare piacentino del Popolo della Libertà. «Vi è stato, infatti, un gran discorrere sulla proposta di legge, presentata 9 mesi fa da pochi deputati di vari partiti (Lega compresa), che vorrebbe impedire la macellazione degli equini. Un’iniziativa legislativa – continua la nota dell’esponente del PdL – che, come migliaia di similari, ha certamente prodotto molte chiacchiere, ma non uno straccio di discussione in Parlamento, dove giace sepolta in qualche scaffale impolverato, in attesa di essere archiviata al termine della legislatura».
      «I più diffidenti – sostiene Foti – possono verificare personalmente consultando il sito internet della Camera dei Deputati: risulta chiaramente che la proposta in questione non ha compiuto dalla sua presentazione alcun passo in avanti».
      «Avendo letto la proposta di legge in questione – afferma il parlamentare del PdL – noto che i difensori delle tradizioni culinarie piacentine si sono dimenticati, in un angolo della fattoria, asini, muli, bardotti (e con essi la prelibata e nostrana “asinina”), anch’essi destinatari nella proposta dei divieti prospettati per i cavalli. Mi sorprende questa dimenticanza – continua Foti – e quantunque conscio che dei gusti delle persone non si deve discutere, mi auguro che la stessa non sia dovuta a una presunta e pretesa supremazia del nobile cavallo sul più proletario asino, simbolo da sempre a torto o a ragione dell’ignoranza e della stupidità degli equini».
      «Le parole di Zaia – conclude il rappresentante del PdL – impediscono che la polemica giustamente si allarghi anche all’ottimo stracotto d’asina, anch’esso come la “picula” piatto tradizionale della cucina piacentina».

      In sintesi: la solita aria fritta adatta a noialtri giornalisti abbocconi.

  4. Alessandro Luddi Alessandro Luddi commenta:

    Visitate il mio gruppo BEPPE BIGAZZI LIBERO!!!

    http://www.facebook.com/group.php?gid=310815431377&ref=mf

  5. mape mape commenta:

    Pare (a dirlo non sono solo pochi pazzi, ma anche vari scienziati rispettabilissimi) che l’uomo per sopravvivere non abbia assolutamente bisogno di mangiare carne.
    Con un po’ di buona volontà e aprendo un po’ la mente tutti noi potremmo evitare di fare tanto male agli animali (ma anche ai popoli del terzo mondo, all’ambiente, al clima, alla nostra salute, ecc.): di alternative ce ne sono moltissime e sono spesso altrettanto buone e in genere anche molto più sane.
    Purtroppo, però, oggi è ancora “normale” fare finta di non capire che tutti gli animali, quando vengono uccisi (e anche prima) con ogni probabilità sentono dolore e paura esattamente come gli umani. Non vedo invece questa grande differenza tra un gatto e un altro animale. Forse anche in questo caso chi si scandalizza lo fa per mettersi la coscienza a posto quando mangia mucche & c.?

  6. Tommaso Farina commenta:

    Alla fine, ecco l’uovo di Colombo: mangiamo solo animali suicidi, e che non se ne parli più.

  7. topolonemagnagat topolonemagnagat commenta:

    Mbhhè? Sono buoni.
    Il primo che ho mangiato era della mia vicina e mi entrava sempre dalla finestra per rubare il mangiare in cucina, intanto che ne preparavo.
    Io lo faccio con il vino bianco, i pinoli, le olive, il rosmarino, il sedano e l’aglio.
    L’importante è, appena macellato, appenderlo per le zampe posteriori e fargli dar via tutto il sangue. Poi si deve fargli dare bene l’acqua in tegame, con il sale. Se non si fa resta un forte gusto di selvatico e la puzza delle porcherie in scatola che mangiano, bene o male, quasi tutti i felini domestici. Non ho mai provato, invece, a lasciarlo in acqua corrente come dice Bigazzi (probabilmente qualche volpe me lo ruberebbe lasciandomi a bocca asciutta). Importante: nella macellazione non bisogna essere crudeli, quindi niente sofferenze inutili e macellare solo le bestie che si intende realmente mangiare.
    Buon appetito!

  8. robertogattino robertogattino commenta:

    giustissimo, fra il gatto e il coniglio l’unica differenza è che il gatto è più sudicio, tutto qui. bravo Bigazzi!

  9. Ciccio Sultano Ciccio Sultano commenta:

    é vero quello che in un’edizione di slow food è stato detto da Carlo Pedrini, ….l’uomo ha perso il senso del GESTO….non credo che ci sarà verso di riprenderlo..

  10. [...] è ancora quello che ha scavato solchi tra i lettori, aprendo varchi tra le schiere. Animali, nutrizione; animali, vegetali e animali. Da qualche giorno ci penso, con un comandamento che mi [...]

  11. [...] sulla gatta da pelare del canuto buongustaio Beppe Bigazzi, che alla Prova del Cuoco aveva spiegato come si cucina il “gatto in umido”. Risultato: sospeso da Rai Uno. Bigazzi e i gatti a-mici [...]

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  13. [...] dai più etici “Tortelli col ripieno di faraona” (machetafattolafaraona?). Perché nel dopo-Bigazzi, un dirigente RAI, la cui decisione di sparire dal mondo oggi sarebbe molto apprezzata, ha pensato [...]

  14. [...] si propagano come se non ci fosse alcuna resistenza del corpo in cui lancia la sua provocazione. Molti commenti. Lo immagino con il suo sguardo tagliente e tagliato feisbuchiano che spinge malefico il tasto del [...]

  15. Silvia81 Silvia81 commenta:

    http://www.youtube.com/watch?v=u6VU4fPrKeI

    Ahahahahahahahaha guardateeeeeeeeeeee aahahahahahah

  16. lanzo lanzo commenta:

    Mmmmh – Gatti a parte…Invece penso che sia una tardiva vendetta della grande industria alimentare e supermercati: quante volte Bigazzi incoraggiava ad andare al mercato e farsi le insalate da soli risparmiando alla grande – non comprare le insalate preconfezionate piene di additivi – procurarsi prodotti genuini che costano di piu’ – ma ci si risparmia in salute (e soldi) quando si e’ piu’ in avanti con gli anni…


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