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Qui ce n’è abbastanza per una discussione debitamente puntaca**i. Ieri sera sono rimasto a casa e senza alternative percorribili ho guardato Le Invasioni Barbariche su LA7. C’erano le famose interviste vis à vis (che a Daria Bignardi riescono bene perché fa le domande giuste) e pure i mini-talk show. In uno si parlava di cucina, protagonisti Benedetta Parodi e Beppe Bigazzi.
La prima, un tempo nota come sorella sfigata di Barbara Cristina, oggi è un caso editoriale grazie a Cotto e Mangiato, marchio dal successo travolgente in tivù e in libreria (800.000 copie vendute). Il secondo è il grande epurato da La Prova del Cuoco dove aveva spiegato come si cucina il gatto in umido.
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Benedetta Parodi. Spiegare le ragioni del suo successo non è facile. Daria Bignardi l’ha presentata come “emblema della modernità, la barbarie di Baricco che cambia le cose”. Il Cotto e Mangiato versione TV è ambientato a casa sua, un set vivente dove quel che cucina, scelto di persona al supermercato, lo mangiano i bambini al ritorno da scuola. Il libro, per quasi tutti, è una sequenza di ricette cucinabili perfino da me, semplici e immediate, che intercetta lo spirito pratico di quelli in perenne lotta contro il tempo. I pochi altri motivano il successo con la spinta del marketing televisivo e il popolo bue, ma non pensano c’entri qualcosa con la cucina.
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Poi Beppe Bigazzi. Filosofeggiando sullo smarrimento di un Paese, il nostro, che confonde la cucina con le ricette, il buongustaio toscano ha riconosciuto che la Parodi è un “fulmine di guerra”. Ma non parlategli di surgelati. “Chi fa la spesa al supermercato è destinato al sacrificio, il buon cibo pretende ingredienti eccellenti. Siamo sull’orlo di un precipizio perché parliamo sempre di dieta. La gente è costretta a dimagrire perché mangia male”.
Curiosamente defilato dalla discussione Stefano Bonilli, fondatore del Gambero Rosso.
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E’ con la morte nel cuore, cari i miei piccoli lettori, che vi costringo a prendere le parti dell’uno o dell’altro, di solito voliamo più alto. Sperando che non saltino in aria le quote latte delle vostre ginocchia.
[Fonti e Immagini: TVBlog]