di | ven 05 mar 2010 ore 8:00
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nebbie

Chi ha detto la cosa giusta sulla super patata Ogm?

Le patate Amflora OgmFateci uscire da questo incubo. Spiegateci chi secondo voi ha detto la cosa giusta sulla Amflora, la super patata Ogm che la Commissione Europea ha autorizzato a coltivare in Italia. Sbattuta violentemente in prima pagina dai giornali, la patata in due giorni ha costretto tutti a dire tutto, politici, guru, scienziati. Possibilmente, l’uno smentendo l’altro. Ora, volendo capire se fa bene perché contiene più amido, se fa male perché abitata da un gene resistente agli antibiotici, se dev’essere oggetto di un referendum… ci rivolgiamo fiduciosi a voi. Segue riepilogo di chi ha detto cosa.

“Gli ogm non li vogliono i consumatori, non li vogliono molti governi, eppure le multinazionali non mollano mai”. [Carlo Petrini/Slow Food]
La patata è l’ortaggio più coltivato dopo il pomodoro, da qui deriva l’interesse della multinazionale Bayer per la patata geneticamente modificata Amflora“. [Coldiretti]

La patata Amflora è stata sottoposta a vari test che hanno riscontrato l’assenza di rischi per l’uomo, gli animali, l’ambiente“. [Dario Bressanini/Scienziato]

Patata ogm, il Vaticano dice no“. [Osservatore Romano]

Gli Ogm, se li conosci non li eviti. Sostenere che fanno male alla salute rappresenta un approccio medievale, emotivo, politicamente demagogico“. [Federico Vecchioni/Confagricoltura]

Ci opporremo con forza agli ogm, e dopo la decisione della Commissione Ue di autorizzare la produzione della patata OGM Amflora, non escludo l’ipotesi di un referendum popolare“. [Luca Zaia, ministro delle Politiche Agricole]

Liberalizzando una patata Ogm la politica ha cancellato la scienza“. [Giorgio Calabrese]

La patata Ogm della Basf autorizzata dalla Commissione europea e conosciuta con il nome di Amflora contiene un gene che conferisce la resistenza ad alcuni antibiotici” [Greenpeace]

No a crociata ideologica del ministro Zaia“. [Benedetto Della Vedova/Pdl]

Oggi leggo su tutti i giornali che si dà il via libera a una ‘super patata ogm’, geneticamente modificata. Chiaro che ci riferiamo a Daniela Santanché“. [Alessandra Mussolini]

Vigilerò sulla sicurezza alimentare delle mense scolastiche, tanto che tutti i prodotti compresi nei menu sono freschi, certificati, biologici e assolutamente Ogm free“. [Gianni Alemanno/sindaco di Roma]

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85 commenti a Chi ha detto la cosa giusta sulla super patata Ogm?

  1. avatar Corrado

    Solo guardando i nomi di chi ha fatto i commenti è evidente che a favore sono quelli che hanno un minimo di competenza scientifica. Oltretutto, prendendosi la briga di leggere cosa dicono nel dettaglio, i personaggi a favore riportano dati, numeri e notizie fondaqmentali (ad esempio la patata amflora NON serve per l’alimentazione umana, vedi blog di Bressanini).Gli altri ,spesso, sembrano solo gridare all’untore,stile Striscia contro la cucina molecolare.
    Una considerazione: mai mi sarei immaginato che il maschio italiano fosse spaventato dalla patata!

  2. No, il referendum no, pietà.
    Celentano convinse gli italiani a dire no al nucleare.
    Adesso avremo la Marcuzzi che si lancia contro gli ogm.
    Facciamo prendere a questo punto una decisione sulle staminali col televoto. Lanciato dal principe de noartri Filiberto.

    • avatar Corrado

      Fante non ti conosco personalmente ma, dai tuoi commenti ad altri articoli, capisco che un referendum per “abolire la patata” ti getti nello sconforto! Però non è quello che pensi tu ;-)

    • avatar Corrado

      Postilla:
      fu Chernobyl (avvenuta l’aprile dell’anno prima) a convincere gli italiani a votare contro il nucleare al referendum mica Celentano. Sempre una decisione presa sull’onda dell’emotività ma un po’meno da coglioni.

    • Destinazione umana o non umana, quello che però gli “scientofili” continuano a non dire è che esiste una robina che si chiama “effetto catena”. E’ questo il problema. Ma siete sordi o cosa?

  3. Io mi astengo dal commentare visto che Massimo mi ha gia’ cazziato perche’ intervengo troppo sul tema ;-)

  4. avatar gianluca

    io, sinceramente, non ho un’opinione precisa a riguardo, perchè c’è troppa confusione, ci sono persone autorevoli che dicono tutto e il contrario di tutto, non si capisce niente

    • Il punto è proprio quello Gianluca. Nel radunare tutte le dichiarazioni mi sono trovato d’accordo ora con uno ora con l’altro. E dopo ho letto anche l’opinione di Vandana Shiva, l’attivista anti-ogm indiana, riassumibile in “con i semi modificati ci si indebita sempre, in India ci sono stati 200 mila suicidi in 10 anni”.

      Alla fine non so decidermi.

      • avatar Corrado

        Vandana Shiva quando parla degli OGM e come Moggi quando parla della “sua” Juve.

        • avatar Corrado

          Scusate oggi vado a rate:
          fai una ricerca su internet su questi 200.000 (DUECENTOMILA!!!) suicidi vedrai che l’unica fonte è sempre e solo lei.

          Attenzione non dico che gli mica che gli OGM siano ok. Dico solo che Vandana Shiva non è decisamente attendibile da questo punto di vista sarebbe come chiedere alla BASF se la patata OGM è ok (questo esempio è decisamente meglio di quello su Moggi)

          • Suicidi di contadini indiani…chi di voi ha mai sentito giornali dare voce ai contadini delle aree depresse del mondo?allora dove pensate di trovare traccia di questi suicidi? sui nostri giornali? sui blog di ricette?

          • e aggiungo: Vandana Shiva è una persona seria. Non di quelli che aprono la bocca giusto per aprirla.

          • Scusa bernardi ma questa non posso lasciarla passare

            Vandana Shiva da anni sugli ogm racconta PALLE. E’ stata ampiamente sbugiardata, ma tanto Petrini continuera’ ad invitarla a Terra Madre. Se andasse ad un convegno scientifico le tirerebbero dietro i pomodori (rigorosamente biodinamici).
            E’ lei il principale diffusore della panzana per cui gli ogm sarebbero sterili, e del fatto (altra panzana) che i contadini indiani si suicidino a causa del cotone ogm.

          • avatar Corrado

            Pina ci sono dati e statistiche dei suicidi dei “poveri contadini indiani” che tu ci creda o no e su internet le trovi. Poi facciamo finta che ci sono 200000 indiani che si sono suicidati veramente come hanno fatto ? Prima di uccidersi hanno mandato un piccione viaggiatore alla Shiva dicendo: Mi uccido per gli OGM? Sì potrei cercare un altro lavoro o emigrare, come fanno in tutto il mondo, ma la cosa più logica e sensata mi sembra suicidarmi ed abbandonare la famiglia. Le storie della Shiva non solo non sono vere ma, se ci ragioni su non stanno neanche in piedi.
            Questo ribadisco non significa che bisogna usare gli OGM o che gli OGM siano perfetti. Significa che ci sono dei cialtroni che campano spargendo balle sugli OGM e carpando la fiducia delle persone in buona fede.

      • avatar Bruno Stucchi

        Vendana Shiva è (meglio: era una fisichessa). Di biologia se ne intende come Dario Fo o Mario Capanna.

  5. avatar Lara

    Anch’io mi astengo da commentare, perchè, anche per gli OGM, come per idee politiche e religione, si può discutere giorni e poi ognuno si tiene le proprie convinzioni. Vorrei solo ricordare che non è destinata ad uso alimentare ma, stando alle affermazioni della multinazionale proprietaria della Amflora, verrà impiegata nella produzione della carta. Magari bisognerebbe seguire il consiglio di informarsi bene su autorevoli fonti scientifiche (e chi si occupa di scienza sa che non parlo di Focus, TG1, Osservatore Romano o Settimana Enigmistica) prima di fare affermazioni prive di alcun fondamento.

  6. avatar Lara

    E poi l’annosa questione: patata liscia o patata anni 80?

  7. Fa specie leggere come si vuol tentare di liquidare la faccenda:slogan populisti e difficili da smontare, una sorta di fast pensiero proprio quando necessiterebbe una modalità slow per approfondire il fenomeno, capire.
    Non lo dico io, purtroppo, ma mi sono trovato d’accordo. Si può leggere qui
    http://www.salmone.org/2010/02/28/lettera-aperta-contro-il-fast-food-del-pensiero/

  8. a parte i grossi problemi col congiuntivo di alemanno, potrebbero avere torto o ragione anche tutti. il fatto è che la verità su queste cose si sa sempre vent’anni dopo.
    ma il buon vecchio principio di precauzione?

    • avatar Corrado

      Il sito “biotecnologie basta bugie” riporta che la tecnologia è stata effettivamente messa a punto una ventina d’anni orsono.

    • Col principio di precauzione sempre su “ON” anche l’uomo-scimmia del Pleistocene avrebbe fatto volentieri a meno del fuoco.

      Per fortuna tra le scimmie umanoidi qualcuna col cervello un po’ più sviluppato c’era. E non discendiamo da quella col principio di precauzione su “ON”, nel caso fosse venuto il dubbio…

  9. avatar fabrizio scarpato

    Tralasciando le mense scolastiche che è evidente demagogia, è certo che Amflora è destinata all’industria (carta in particolare)e non all’alimentazione: questo è affermato da tutti, pro e contro.
    Il “contro” di Petrini, per citarne uno autorevole, è che contemporaneamente è stato concesso l’uso per alimentazione animale delle foglie e degli scarti (bucce) della Amflora: Petrini sostiene che l’animale mangia la foglia (?), l’uomo mangia l’animale e si prende la resistenza ad un antibiotico. Uno.
    La resistenza all’antibiotico della Amflora è data da un trattino di sequenza aminoacidica del suo genoma: non è semplice tagliare e assimilare un pezzeto di Dna esogeno e integrarlo nel nostro, anzi quasi impossibile. Potrebbe riuscirci solo se ben istruito e motivato qualche batterio che ci portiamo nell’intestino, ma non sembra che possano esser particolarmente interessati alla “ricombinazione”. In sostanza la patata non contiene un antibiotico, ma l’informazione per non esserne condizionata nel suo sviluppo.
    Quindi non vedo questo grande problema, posta la destinazione industriale, posta la facoltà di coltivarla o meno, posta la tracciabilità degli animali che ne hanno mangiato gli scarti, posto che non so se l’antibiotico in questione ha particolare uso nell’uomo, posto, infine, che spesso chi parla di antibiotici è colui che li assume autonomamente al primo raffreddore o influenza, cioè per malattie virali, quando tale terapia è solo indicata nelle infezioni batteriche. Più antibiotici introduci più i batteri li “riconoscono” e alla lunga si attrezzano per non farsi controllare e fare i danni che vogliono.
    E’ questo comportamento che determina, su larga scala, la resistenza molto diffusa agli antibiotici, non una ipotetica o remota patata.

    • avatar Alpe

      Si continua a non sapere a cosa serva la modificazione genetica di questa patata. Piu’ sotto dici che la resistenza all’antibiotico e’ un marcatore, puoi, se lo sai, farci capire a quale antibiotico? Gli antibiotici sono molecole diversissime fra loro, in comune hanno solo l’appartenenza alla famiglia degli antibiotici…

      • mi pare che sia una resistenza alla kanamicina, ma non sono sicuro.
        Tanto per cercare di chiarire, le resistenze agli antibiotici non servono a niente nella patata, ma servono per selezionare in laboratorio i pezzettini di DNA che portano il gene che interessa inserire nell’organismo da modificare, tutti gli altri che non lo hanno muoiono, e solo quello rimane e puo’ essere inserito nella patata, per es. Dopo non serve piu’ a nulla, ma rimane integrato nel DNA. E’ forse uno degli aspetti piu’ controversi di questa teconologia, tanto e’ vero che, leggendo Bressanini, ho vosto che un gruppo di scienziati hanno uno usato un approccio diverso per avere lo stesso effetto, senza dover usare questa tecnica, quindi completamente spiazzando ogni critica.

  10. avatar enrico

    Ci sono tutti gli ingredienti per il drammone/thriller:
    le perfide multinazionali, i candidi protettori dell’ecosistema, i protettori del made in itay (??) il neo-pauperismo (degli altri, si intende, vivete voi come i contadini dell’ottocento in pianura padana), la chiesa che difende la vita (il passo dalla patata all’eugenetica è breve), il populismo sciatto (il sindaco preoccupato della salute dei “regazzini”) e disonesto (il ministro a cui bisognerebbe spiegare cosa mangiano le vacche che il suo protettore Cremonini macella per fornire la carne del McItaly), la pasionaria indiana dal nome che stimola la nostra mai sopita mitologia orientale, quelli che hanno paura di prendersi il gene della resistenza alla neomicina (chissà poi cosa vuol dire) e imbottiscono i figli di antibiotici al primo starnuto, una spruzzata di anti scientismo e di si stava meglio ai bei tempi andati ed eccoci. Eppoi la maggior parte non sa nemmeno cosa significhi l’acronimo OGM, non pretendo che abbia dei rusimenti di biologia.
    Un’ultima nota: la competenza, anche minima, scientifica, non ti fa essere pro o contro, come allo stadio, ma ti permette di capire di cosa si sta parlando e quindi di poter avere un opinione consapevole, che comprenda anche le, molte volte valide, motivazioni economiche, politiche e anche etiche. Essere per esempio consapevole della politica di rapina delle multinazionali, ma senza credere a delle castronerie, tipo la trasmissione della resistenza agli antibiotici (magari leccando la colla con amido dei francobolli)

      • avatar Corrado

        Hai il mio voto!

      • avatar enrico

        non prendermi i giro ! ;-)
        Confesso che dopo anni di professor DiBella e di cure miracolose per il cancro, di leggi per la procreazione assistita, staminali si o no, cibi Frankestein, clonazione umana, cerchi nel grano, patate transgeniche, sono stanco e molto preoccupato.

      • avatar alessandro bocchetti

        bellissimo commento! Condivisibile in buona parte e con un giusto tocco di burletta ;-)
        Ma temo che il problema sia culturale e non scientifico: In Italia (e credo in quasi tutta l’Europa) l’agricoltura industriale ha segnato il passo, un’azienda agricola che lavori solo per questa non sta in piedi e se ci sta con margini molto piccoli rispetto l’investimento e a costo di gravi irregolarità (vedi manovalanza in nero, non solo fiscale ;-) ). Questo per una serie di ragioni, dai prezzi della coltivazione, agli stipendi dei lavoranti fino al carico fiscale e alle caratteristiche del territorio che rendono difficile una coltivazione completamente mecanica ecc. Quindi io mi chiedo che senso ha per noi continuare ad inseguire uno stile agricolo di questo tipo. La morfologia italiana giustifica perlopiù colture pregiate e la difesa dei nostri cloni, meno produttivi ma con un valore aggiunto di qualità gustativa sicuramente maggiore. Quanti di voi trovano una patata decente, e quanti sarebbero disposti a pagare qualche euro in più per procurarsela? Insomma sarebbe come dire ai nostri viticoltori di lasciar perdere i cloni autoctoni a bassa resa (tipo timorasso o pecorino o kerner ecc) e piantare cloni internazionali di raucedo e di spingere la vigna il più possibile per poi conferire il tutto alle coperative sociali per due lire, per cercare di fare la battaglia a jellow tail… Ci abbiamo provato e abbiamo visto che non funzione… Fare tesoro del passato, no troppo furbo…
        Quindi secondo me il problema non è tanto il fideistico e (ha ragione enrico) un poco ridicolo OGM no o OGM si, ma chiedersi se vale la pena?
        Ps cmq OGM vuol dire Organismo Geneticamente Modificato, spero di aver passato l’esame :-P
        ciao A

        • avatar enrico

          Uno dei problemi è la mancanza di una cultura scientifica e quindi di metodo di conoscenza scientifico.
          Il rischio è di interpretare il giusto (per noi che ce lo possiamo permettere) ritorno a dimensioni più “umane e naturali” in chiave oscurantista e anti scientifica, anti tecnologica. Si rimane inevitabilmente indietro, non si sfugge ad un lento e progressivo declino.
          Eppoi se il comandante del Titanic avesse avuto un radar più moderno non avrebbe incocciato l’iceberg (però aveva il radiotelegrafo e potè lanciare almeno l’SOS)

        • sono d’accordo sulla bellezza del commento di enrico. ma non posso non essere d’accordo anche con alessandro. troppo spesso quando si affronta un argomento come questo le posizioni si riducono a “Sì Ogm-No Ogm”, ovvero “Sì Scienza-No Scienza”, ovvero “Sì progresso-No Progresso”. Poi ci si mette anche qualche riferimento alla tradizione contro l’innovazione, all’oscurantismo contro la libertà di avanzare, all’ignoranza dilagante (su cui per lo più ci si piglia). e un finisce per non capirci più niente.
          Non sto a riassumere tutta la vicenda: che Amflora dovrebbe essere usata solo per scopi industriali, che però esiste la catena alimentare etc etc
          Io sono a favore della ricerca, sempre. Non credo che puntare i piedi serva a fermare il cammino del mondo, per buono o cattivo che sia. Ma credo che forse mantenere una mentalità critica (non oscurantista, né retriva), serva a tutti.

      • avatar serena

        ho pensato che questo commento di enrico fosse il migliore di sempre prima di leggere la domanda da tele-voto di bernardi.
        sono d’accordo in tutto e per tutto.

    • Faccio una breve ma spero lucida considerazione

      Utilizzare nuove risorse prevede evidentemente una certa dose di rischio. Sempre.
      E’ auspicabile quindi che si attivino tutte quelle contromisure di controllo per evitare che si proceda con troppo entusiasmo. Pensate quanto sarebbe stato meglio se qualcuno avesse suggerito al comandante del titanic di procedere con meno foga.

      Da un lato quindi ben venga lo scetticismo e la titubanza. A me sopratutto fanno rabbia i mezzi di informazione che danno troppo poco spazio a opinioni competenti e non solo celebri.

    • avatar Lara

      Se bastasse nutrursi di un alimento per “incorporare” i suoi geni saremmo tutti un misto di mucche, maiali, bietole, trote e così via. Questa è da schiantarsi dal ridere. E’ OVVIO che non è così, possibile che la gente non capisca questo concetto biologico di base?? Chi si preoccupa del gene di resistenza all’antibiotico non ha veramente idea di cosa parla.

    • avatar Alpe

      Se la resistenza alla neomicina e’ solo un marcatore, non e’ questa il motivo per cui la patata e’ stata modificata: qual e’?

      • avatar enrico

        Bravo, hai svelato il mistero
        La neomicina è usata da decenni come antibiotico ad uso topico, è presente in numerose preparazioni, creme, pomate, gocce auricolari ecc..
        Quindi il vero scopo delle perfide multinazionali biotech è quello di costringere il povero contadino a spalmare giornalmente ogni singola patata con la pomata che le altrettanto perfide multinazionali pharma producono.

        Alpe, lo so che stai scherzando! ;-)

  11. avatar eggi

    quanto prima mi auguro le MGM sul mercato.
    Menti Geneticamente Modificate.

  12. Una cosa è chiara, come dice Benedetto della Vedova (PDL):

    “Il ministro Zaia sa perfettamente che, in Italia, i referendum popolari sono costituzionalmente possibili solo per abrogare una legge e non per istituire una moratoria, come quella che propone sugli ogm” [...]

    “Le dichiarazioni di Zaia in merito agli ogm – aggiunge Della Vedova – alimentano la diffidenza e la paura di un’opinione pubblica che avrebbe invece bisogno che la politica affrontasse il dibattito sull’innovazione agroalimentare con moderazione e pragmatismo, basandosi sui dati di realta’ e sulle evidenze scientifiche e non sull’allarmismo. Non stupisce che si discuta di Ogm, ma che lo si faccia con questi assurdi toni da crociata”.

    Non perchè sia mia conterraneo ma condivido in toto.

    Saluti
    thebigfood

  13. avatar gargamella

    Da quello che mi sembra di capire l’unico handicap di questa patata è la resistenza all’antibiotico. Non vorrei essere semplicista, ma se si riesce ad abbattere questo limite non ce ne dovrebbero essere altri. In caso contrario la si potrebbe destinare ad altri usi non alimentari come suggerisce scarpato.
    Mi sembra che cmq può essere una risorsa o no?

    • avatar enrico

      Vai sul blog del sempre bravo Dario Bressanini (che si astiene dal commentare) e ci trovi un po’ di informazioni e magari qualche risposta

      (scusate la pubblicità per un altro blog):-)

    • avatar Alessandro Bocchetti

      La patata è già per legge destinata al solo uso industriale… La domanda è dopo il primo anno in cui per ovvie ragioni di marketing la pagheranno bene, poi quanto la pagheranno al chilo? La domanda per me è vale la pena? O non conviene piuttosto coltivare classiche specie di patate meno produttive ma più remunerative?
      Ciao A

  14. avatar Alpe

    Resistente agli antibiotici non significa nulla. E’ una caratteristica ricercata per poterli usare in campo. Ma se non so di quali antibiotici si tratta che posso dire? Innanzitutto: sono antibiotici biodegradabili? Alcune molecole conservanti per cosmetici shampoo e saponi, i parabeni, sono simil-estrogene e persistenti, non venendo metabolizzate. Sono fortemente sospettate di indurre significativa diminuzione della conta degli spermatozoi negli uomini e carcinoma mammario nelle donne a quantitativi e dosaggi ordinari. Che uso si prevede di fare di questi antibiotici? Vengono sparsi in pieno campo finendo in falda? Quali sono gli effetti di questi antibiotici? Sono gia’ stati sperimentati sugli umani e se ne conoscono tutti gli effetti principali e collaterali? Gia’ oggi ci sono antibiotici anti-fungini, con indicazioni terapeutiche umane, usati come additivi alimentari, mentre il loro acquisto in farmacia richiederebbe rigorosamente la prescrizione medica… Tanto per dire: di che c…o ci parlano se non ci dicono le cose? Cosa dobbiamo votare? Se dobbiamo votare per un campo di patate su cui si riversa un’autocisterna di antibiotici io sono contrario e sostengo Zaia. Il mais “BT” su cui la piralide muore diminuendo le micotossine e’ male o e’ bene? Personalmente credo ci siano altre strategie, adottabili al livello di tecnica colturale, per evitare carcinomi epatici e renali, ma chi lo andrebbe a spiegare a qualcuno con quel cancro? Per favore: su queste cose, teniamoci per noi le posizioni ideologiche, le rocche di saggezza, le torri d’avorio, tutti anestetici della circolazione del sapere.

    • avatar enrico

      Scusami Alpe, senza offesa ne arroganza, ma stai dicendo un mare di sciocchezze, che potresti agevolmente evitare documentandoti.
      Macchè irrorare campi con antibiotici, biodegradabili o sconosciuti! Si tratta di una tecnica ventennale di biologia molecolare che usa la resistenza ad antibiotici (in questo caso neomicina o kanamicina) per selezionare le cellule che hanno incorporato il gene che si è introdotto (con tecniche diverse).
      Eppoi fai un minestrone tra tossine, fito-estrogeni, tumori di vario tipo, tecniche colturali che è francamente indigesto.
      Tra parentesi, sembra che (in realtà è documentato) che in molte coltivazioni “normali” di mais i contenuti di tossine, fumonisine, sia pericolosamente elevato, più che in quelle OGM.
      E queste tossine sì che sono pericolose per il fegato, molto più che qualche buona bottiglia di rosso oppure qualche bicchierino di grappa, bevuti colpevolmente con poca moderazione.
      Rilassati e leggi un po’ in giro. Basta iniziare con Google

      • avatar Alpe

        Caro Enrico, ho posto delle domande, non ho fatto delle affermazioni. Ti sarei stato grato se mi avessi spiegato a che cosa servono queste patate OGM, invece mi ritrovo con una descrizione completamente inutile. Il senso poi del mio discorso sul BT poi e’ stato completamente frainteso. Questo per la parte assertiva. Per la parte aggressiva, che come ogni buon utilizzatore del linguaggio dovrebbe sapere, comincia con una seconda persona: ti sei sperticato in un’aggressione violenta ed immotivata a me per quello che ho scritto. Sei sicuro di aver letto bene? Lo scivolone sul BT che hai fatto, accusandomi di dire esattamente il contrario di quello che ho detto, mi persuade che hai commentato qualcosa senz’averlo capito.

        • avatar enrico

          Alpe, senti, è venerdì pomeriggio e non ho voglia di polemizzare, anche perchè, come giustamente noti, non sono un buon utilizzatore del linguaggio e non pretendo di rispondere alle tue domande. Se vuoi sapere a cosa serve la patata cerca su Google. Già su questo blog ci sono degli indizi. Trovali. Già che ci sei leggi anche di antibiotici, resistenza agli stessi, di uso di antibiotici nell’allevamento, di micotossine ecc.
          Nel frattempo smetterò di leggerti, così eviterò altri scivoloni.
          ciao

          • avatar Alpe

            Bastava essere un po’ piu’ tranquilli: se uno si lamenta della mancanza di informazioni circa una cosa di cui ha avuto notizia in modo superficiale ed indiretto, lo fa perche’ non le ha, non perche’ fa finta di non averle.
            Quindi la partenza del mio ragionamento e’ sbagliata.
            Arrivi tu a dire “Taci tu stronzo che non ne sai un cazzo”: hai vinto, grazie tante. Ma rilassati, non era una competizione. A me riesce con De Gregori: “Ma io non lo sapevo che era una partita, posso dartela vinta, tenermi la mia vita”.

  15. avatar fabrizio scarpato

    No, il cancro proprio no. Cosa c’entrano gli antibiotici col cancro? Cosa c’entrano gli antibiotici con la patata Amflora, che non li contiene, che non è destinata all’alimetazione, che la coltiverà solo chi vorrà per conferirla all’industria?
    La resistenza all’antibiotico è un gene marcatore associato, uno specchietto, non ha niente a che fare con la patata come tubero, peraltro non destinata all’uomo.
    Parlare di cancro non fa altro che alimentare il circo della commedia dell’arte cui si faceva riferimento poco sopra.
    Mi piacerebbe sapere perché proprio quella patata, oggi. Invece si continua col contrabbandare natura con tecnologia nascosta, rispetto a una tecnologia riconosciuta e applicata secondo regole e criteri condivisi.
    Invece tutti al lupo al lupo: tanto poi c’è Giulia da Pisa che pensa di vivere indenne mangiando McItaly, bevendo Coca Cola e giocando a carte al chiuso della sua casetta blindata.

  16. Ieri ho fatto una piazzata della madonna al ristorante perchè ero certo m’avessero servito una patata ogm.

    Poi m’hanno spiegato che non era una patata, ma un carciofo.

  17. avatar Alpe

    Da Altroconsumo. Mi scuso con Bernardi se aggiungo una citazione da Altroconsumo non prevista dal suo interpello, ma per me e’ stata l’occasione per inetressarmi ad un argomento nuovo. Dove comunque si scopre che la resistenza non e’ alla neomicina ma…

    La carta d’identità di questa nuova patata
    Il nuovo ogm autorizzato è una patata, chiamata Amflora, prodotta dall’azienda tedesca Basf.
    Il tubero è stato modificato geneticamente per aumentare il suo contenuto di amido per l’utilizzo industriale. La patata, infatti, è anche un prezioso materiale di partenza per molti settori industriali (produzione di carta, colle, cosmetica…).
    Amflora non è una patata per uso alimentare: in poche parole non sarà prodotta per essere mangiata, né verrà coltivata insieme alle patate convenzionali. È previsto però che l’amido derivato dal tubero potrà essere utilizzato per l’alimentazione animale.
    Questo ogm era da 13 anni in attesa di autorizzazione perché contiene un gene “marker” resistente agli antibiotici. Questo gene è stato inserito in laboratorio per poter distinguere la pianta ogm da quella tradizionale, sia in fase di “progettazione” sia successivamente per i controlli richiesti. La pianta ovviamente contiene sia il gene modificato che interessa per le sue caratteristiche (in questo caso la produzione di amido) sia il gene per la resistenza agli antibiotici.
    Secondo l’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, cui è stato chiesto un parere scientifico sulla questione, la presenza di questi marker resistenti a due antibiotici (canamicina e streptomicina) non contribuirà allo sviluppo dell’antibioticoresistenza nell’uomo.

    (fonte: http://www.altroconsumo.it/frutta-verdura-legumi/via-libera-alla-patata-ogm-amflora-s269793.htm)

  18. avatar Alpe

    Penso che per fare la carta non serva una patata OGM, basterebbe ricominciare a seminare la canapa.

  19. mmmm a prescindere dall’annosa questione sugli OGM, ma siamo proprio sicuri che sia un bene coltivare patate da carta? si crede veramente che possano essere una valida alternativa alla deforestazione? La patata si sa ha bisogno di terra buona, fertile e sciolta. Non ci si potrebbe coltivare qualcosa di meglio OGM o OGM free (personalmente preferirei)? Ci sono tante produzioni alternative per fare pasta da carta, in territori meno fertili, o con sistemi di allevamento ottmizzato delle alberate. Insomma, ma proprio le patate OGM per fare la carta?

    • avatar Corrado

      Scusa Luca ma prima dici “prescindiamo dalla questione degli OGM” poi dici “perchè proprio gli OGM non è meglio usare qualcosa d’altro?”. Evidentemente per i produttori di carta no, da qui nasce l’annosa questione degli OGM di cui si dibatte. Sarebbe come dire “prescindendo dall’annosa questione del popolo ebraico, proprio in palestina volete andare ad abitare?”
      Poi se prescindiamo VERAMENTE dalla questione degli OGM (o meglio degli ipotizzati rischi alla salute che essi comporterebbero) di cosa convenga coltivare per fare la carta, chi se ne frega? Saranno problemi di chi fa la carta, saranno loro a valutare cosa convenga o meno.

      • avatar Alpe

        Beh ma insomma. Tra l’altro quest’amido e’ scritto che potra’ anche essere dato in pasto alle nostre bestiole. Propongo un Dissapore decaffeinato.

      • bhe, non è che ce se ne possa fregare più di tanto, il sistema agricoltura alimentazione è strettamente connesso alla risorsa terra fertile, e sinceramente preferirei che il buon terreno fosse usato per produrre cibo piuttosto che carta. Come preferirei che buona parte degli alimenti per il bestiame non fosse costituita da qualche cosa di chiaramente commestibile per l’uomo. Signori è ora di smettere di guardare all’alimentazione come principio igienico individuale, ma bensì come sistema che sta portando al collasso il sistema Terra, ma che la può salvare. Nutrirsi è una responsabilità verso se stessi e verso il mondo.

  20. Direi che la cosa più giusta l’ha detta la Mussolini… parlando seriamente è medievale che basti dire “OGM” (buh! che paura!) per far drizzare gli anti-tutto. Un organismo geneticamente modificato è un affare che è stato incrociato più volte con varietà diverse per ottenere un “figlio” migliore: più buono, più duraturo, meno fragile, eccetera.
    Ogni giorno ci pappiamo tonnellate di pomodori, mele, e ortaggi vari, frutto del costante sforzo degli agricoltori per darci cibi migliori (e, perchè no, più convenienti da coltivare).
    Tutto cambia se anzichè nella vecchia fattoria, i prodotti vengono modificati in un laboratorio, dove anzichè agricoltori che provano e assaggiano, ci sono scienziati che hanno studiato un filino di più.
    Insomma, va bene non avere a tavola la patata parlante (bè c’è già la Santanchè, no?!), ma farsi crociati “anti OGM” sfruttando la completa ignoranza del “popolino” è da veri terroristi.

  21. Qualche riflessione. L’amido che troviamo nei semi e nei tuberi è una miscela di due polimeri di glucosio: amilosio e amilopectina. C’è una grande variabilità del rapporto amilosio/amilopectina tra piante diverse,tra cereali e legumi.

    Da Eurostarch leggo che alcuni genotipi di riso non contengono amilosio. “For example, in rice, some genotypes of sweet rice contain no amylose”

    Si trova qualcosa anche qui: http://www.innovations-report.com/html/reports/life_sciences/report-13866.html

    Credo che anche per il mais (waxy corn) ci siano opportunità in questa direzione.

    In Amflora la Basf ha rese “silente” il gene responsabile della sintesi dell’amilosio allo scopo di avere una patata che produce solo amilopectina.

    Quanti anni ha atteso la Basf per avere l’approvazione della patata che produce solo amilopectina? bastava cercare un po’.

    • Gianna, visto che l’industria della carta usa da tempo le patate per estrarre l’amido (e poi trattarlo chimicamente perché contiene amilosio) tenderei a pensare che le caratteristiche dell’amido di riso o di altre colture non siano adatte, altrimenti lo avrebbero già utilizzato :-)

      • L’amilopectina del mais sarebbe diversa dall’amilopectina ottenuta dalla patata?

        • Io non lo so, forse la lunghezza media del polimero è diversa, forse sono i granuli. Dico solo che, essendo da anni che l’amido viene prodotto così, mi risulterebbe strano che non avessero preso in considerazione altre fonti comode di amido.

          D’altra parte anche culinariamente, fecola, frumina, maizena e amido di riso sono diverse, (e non credo solo per il diverso rapporto tra i due polimeri)

          • Parlavo ieri con una amica biologa molecolare, quello che si riesce a fare con la tecnica degli RNA interferenti (RNAi) è affascinante, veri capolavori di ingegneria genetica. Organizzeremo dei seminari multidisciplinari per gli studenti su questi temi, con la collaborazione mi auguro di altri docenti dell’UNIVPM che lavorano in questo campo.

            Tornando ad Amflora, probabilmente per la Basf si tratta anche di rese. Non ho dati, ma immagino che le rese di un ettaro coltivato a patate per ricavare l’amilopectina siano diverse da un ettaro di mais o di riso, senza pensare alle diverse condizioni che richiedono.

            Non dimentichiamo poi che la patata è da tempo considerata una “plant factory”

  22. avatar Bruno Stucchi

    Innovazione! Ricercaesviluppo! Nuove tecnologie! Poi basta una stupida patata che in Italia non vedremo mai né cotta né cruda (quanti sono gli ettari di coltura delle patate industriali in Italia?) ed ecco rispuntare i ludditi.

  23. Pingback: Notizie dai blog su Ogm: via libera alla patata bt in Europa

  24. SILENZIAMENTO TRANSGENICO
    Note per il l’ incontro su BIODIVERSITA a FIRENZE di Paolo Manzelli
    http://cseonns.splinder.com/post/22264758/“BIODIVERSITA+nell'+Arte+e+nella+Scienza”+Firenze+++10MARZO2010.

    Nel Dic. 2006 , hanno ricevuto il premio Nobel della Medicina i Microbiologi Statunitensi Craig Mello e Andrew Fire , perche’ hanno individuato un sistema per il controllo della informazione genetica , denominato “Silenziamento. Transgenico”. Essi hanno scoperto che alcune piante sviluppano un sistema di difesa dall’ attacco di virus patogeni, ( detto : RNA-Silencing) producendo molecole di “RNA antisenso o ARN ”, che bloccano l’ RNA messaggero, accoppiandosi con esso e formando un “RNA a doppio filamento”. Semplificando, l’ RNA doppio filamento, aggregato delle due forme speculari, viene visto come un intruso da molecole simili agli anticorpi ed infatti un complesso proteico denominato “Dicer” degrada il doppio filamento in piccole sezioni che hanno la forma di dadi . Il Dicer fa parte di un complesso “RISC”, abbreviazione di “RNA-induced silencing complex,) che e’ un sistema enzimatico coinvolto in una imprevedibile ricchezza di attivita molecolari di regolazione della espressione genetica a livello post- trascrizionale denominata genericamente “RNA interference” ( abbreviata in RNAi). Quest’ultima va ad assumere differenti percorsi di silenziamento sia nelle cellule eucariote che in quelle procariote.

    Putroppo attualmente nessuno sa in generale come si riproducano tali processi di silenziamento genetico in grado di interferire (e spegnere) l’espressione genica di alcune proteine ed enzimi . Pertanto le possibili applicazioni RNAi vengono individuate con tecniche sperimentate caso per caso. In vari casi si e osservato il sistema RNAi e’ capace di diffondere da cellula a cellula e quindi di essere ereditabile , ma non e ancora noto quale sia la ragione di tale amplificazione del fenomeno. Veramente troppe sono le cose che non si conoscono di questi sistemi di ingegneria genetica a partire dal fatto che neppure sappiamo esattamente cosa e dove si collochi un singolo gene, mentre di fatto la utilizzazione della ingegneria genetica del RNAi sta diventando sempre piu diffusa procedendo con il sistema di “trial end error”, senza poter esplorare la sequenza di tutti i processi coinvolti, che non hanno ancora una effettiva caratterizzazione completa ed esaustiva. E’ utile ricordare che i vari procedimenti di “RNA silencing” sono iniziati da una ricerca nella quale i ricercatori volevano inserire copie soprannumerarie degli enzimi responsabili della pigmentazione dei fiori, per ottenere piante con fiori intensamente colorati. Cio che inaspettatamente si ottenne furono piante con fiori tutti bianchi. Da allora si comprese in seguito alla aggiunta di RNA si erano instaurati dei meccanismi che portavano alla ecusione per “silenziamento” delle proteine coloranti a causa della sovrapposizione di RNA antisenso , e che pertanto era tale azione quella che innescava il processo di annullamento di ogni tipo di colorazione dei fiori. Il processo RNAi oggi viene sfruttato in vari sistemi detti di “Loss Functions “, cioe’ di perdita di funzionalita, mediata dalla utilizzazione di metodi di “RNAi – Knock Down” (reversibili) , in quanto permettono di evitare la produzione di determinate proteine funzionali, senza eliminare fisicamente il gene corrispondente ( processo quest’ultino definito come Klock -Out ,( che invece e irreveribile).Pertanto mentre gli OGM gli organismi il cui patrimonio genetico è stato modificato mediante tecniche di ingegneria genetica, con l’introduzione, l’eliminazione o la modificazione di uno o più geni , vengono piu in generale detti «Transgenici», gli organismi che le cui funzionalita vengono alterate da sistemi sperimentali di ingegneria genetica che hanno un carattere epigenetico.

    http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/00_prometeo/patata_amflora–400×300.jpg

    Recentemente le tecnologie RNAi sono state applicate per produrre la Patata Transgenica della BASF contenente solo una delle due tipologie di amido, cioe’ l’ amilopectina a struttura ramifcata. La parata trangenica e’ infatti deprivata dalla altra componente dell’ amido, l’ amilosio che e’ a struttura elicoidale perche’ e stata silenziata. Infatti i ricercatori della Basf hanno disattivato l’ enzima responsabile della sintesi dell’amilosio, ottenendo una patata completamente priva di amilosio chiamata Amflora.
    Invece l’amido della patata naturale è costituito da una miscela di due componenti: l’amilosio (circa 20%) e l’amilopectina (circa 80%). Entrambi sono polimeri di glucosio, ma hanno strutture e quindi proprieta differenti. L’ amilosio con la sua struttura ed elica tiene assieme le strutture ramificate della amilopectina. Pertanto separare le due componenti della patata naturale diventa un processo costoso che richiede riscaldamento ed molta acqua , ma cio’ viene evitato con l’ utilizzazione industriale della Amflora, che e priva di amilosio e pertanto la patata tansgenica diviene utile sia per la produzione della carta che dell’ alcool e altre applicazioni produttive.
    Certamente la patata Amflora viene coltivata nel terreno e quindi non sappiamo se i processi di silenziamento con i quali stata trattata, possano amplificarsi trasferendo frammenti di RNAi (small interfering RNA) al terreno che possono modificare i batteri esistenti nell’ Humus ovvero quelli del sistema digestivo degli animali per i quali la patata Amflora e’ ancora edibile.

    –> Concludendo queste brevi note, spero che favoriscano una ampia discussione sull’ argomento dei rischi /benefici,che vengono introdotti dall’ utilizzazione di questi sistemi di ingegneria genetica nella creazione di BIODIVERSITA’, anche se indubitabilmente non sono ancora maturi sia del punto di vista teorico che sperimentale nell’ ambito della moderne scienze della vita di cui putroppo poco sappiamo a livello divulgativo, in questa societa in rapida trasformazione dei sistemi produttivi no piu’ meccanici.

    Locandina Meeting EGOCREANET http://famigliaartisticamilanese.wordpress.com/

    BIBLO ON LINE
    1)- Nobel 2006 Medicina: http://www.lswn.it/biologia/articoli/Il_nobel_interferenza_RNA
    2)RNAi : http://it.wikipedia.org/wiki/RNA_interference
    3)Biologia Contemporanea : http://www.federica.unina.it/home-page/
    4)Storia della genetica : http://www.galileonet.it/dossier/8188/come-un-ago-in-un-pagliaio
    5)Amflora : http://bourbaki.blog.lastampa.it/bodegones/2010/03/amflora-la-patata-transgenica.html

  25. Pingback: Dissapore | Il meglio della settimana | Dissapore

  26. Pingback: La settimana della super patata ogm (non è Daniela Santanché) - Macchianera

  27. avatar Chiara (un'altra)

    Forse mi è sfuggito nei commenti e magari c’era già la risposta ma, uno dei punti di opposizione della Coldiretti è la “possibile contaminazione delle colture tradizionali” e il rischio di “perdere la purezza delle filiere originali e di quelle biologiche” …ma io non ho ancora capito in che modo la patata Ogm potrebbe contaminare le coltivazioni tradizionali…qualcuno mi sà spiegare? (forse non è sterile e potrebbe generare incroci?)

    Sul fatto di mangiarsela o meno sta patata…se consideriamo che il 90% della soia che viene data agli animali degli allevamenti intensivi (comprese le mucche della filiera del Parmigiano e i maiali di quella del Prosciutto di Parma) viene dall’estero ed è già Ogm da anni..mi sembra assurdo anche discuterne!

  28. avatar Deckart

    [Carlo Petrini/Slow Food] – VERO MA POCO RILEVANTE, in quanto la causa del “non li vogliono” è ben poco scientifica e ha molto più a che fare con la demagogia che con l’agronomia.

    [Coldiretti] – PARZIALMENTE VERO. Non dipende solo da quantità di coltivazione, ma dalla resa. Le patate da amido sono solo una piccola parte delle mercato, ma consumano risorse e terreno. Poi certo nessuno lavora gratis.

    [Dario Bressanini/Scienziato] – VERO. nulla da dire, sono fatti.

    [Osservatore Romano] – IRRILEVANTE, che pensino ai fatti loro e ai loro scandali invece di intromettersi in questioni di cui ignorano tutto.

    [Federico Vecchioni/Confagricoltura] – VERO, e quanto detto da Petrini è un esempio della verità di questa affermazione

    [Luca Zaia, ministro delle Politiche Agricole] – IDIOTA, quest’uomo non sa nemmeno a cosa serve un referendum da come lo tira in ballo. Che torni a mangiare la sua McMerda (fatta con grano OGM importato dal brasile, e con carne di mucche allevate a soia e patate OGM importate dal venezuela)

    [Giorgio Calabrese] – NONSENSE, anzi, la decisione dal punto di vista scientifico è una manna, dato che permette all’europa (che ricordiamolo da anni usa e compra OGM) di tornare ad operare in un settore strategico e necessario come quello agricolo

    [Greenpeace] – VERO, ma è un gene “tracciatore”, che non ha effetti nella patata e serve solo a identificare il tubero transgenico.

    [Benedetto Della Vedova/Pdl] – BOH, messa così è incomprensibile. Se è “no a Zaia”, vedi sopra. Se è “No da zaia”, vedi sopra.

    [Alessandra Mussolini] – FALSO, definire “super patata” la Santanchè? Nemmeno ray charles. Ne riparleremo al prossimo lancio di prodotto della Ideal Standard.

    [Gianni Alemanno/sindaco di Roma] – IDIOTA, come il suo compartitico. Le patate Amflora non sono per l’alimentazione umana, e gli OGM sono diffusi nei mangimi animali da un decennio, inclusi quelli di animali destinati alle scuole (persino in quelli “bio allevati a terra”). Straparla.

  29. Alpe ha scritto: “Penso che per fare la carta non serva una patata OGM, basterebbe ricominciare a seminare la canapa”.

    Concordo.

    Solo che la canapa richiede molto lavoro, è labour intensive (ossia magari risolverebbe il problema a tanti che adesso sono senza lavoro o anche peggio).

    Invece la patata Amflora fa guadagnare milioni di euro alla BASF.
    e quindi: scordiamoci la canapa, caro Alpe.

    Saludos a tutti

    P.S: per evitare commenti inutili: io non fumo.

  30. avatar sette mesi dopo

    le Regioni e gli OGM: decide Coldiretti?

    25 ott – Il 7 ottobre la Conferenza delle Regioni, con la sola astensione della Lombardia, ha approvato un documento che chiede al Governo di vietare sul territorio italiano, utilizzando le normative europee sino ad ora mai invocate, gli unici due OGM coltivabili in Europa: il mais MON 810 e la patata industriale Amflora. La contrarietà delle regioni alla coltivazione degli organismi transgenici è cosa nota (la commercializzazione è invece perfettamente legale e ne importiamo grandissime quantità come mangimi animali), la novità è che secondo un articolo del quotidiano ItaliaOggi il documento delle Regioni proviene direttamente da Coldiretti.

    Dario Bressanini, completo sul fattoq.it

    • “Il 7 ottobre la Conferenza delle Regioni, con la sola astensione della Lombardia, ha approvato un documento che chiede al Governo di vietare sul territorio italiano, utilizzando le normative europee sino ad ora mai invocate, gli unici due OGM coltivabili in Europa: il mais MON 810 e la patata industriale Amflora”

      Bellissima notizia!

      Perchè le usiamo come mangimi?

      P.S: boicottiamo la Lombardia!

  31. Pingback: Tweets that mention Chi ha ragione sulla patata Amflora Ogm? | Dissapore -- Topsy.com

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