
Michael: Anche io da Firenze, interessa
Mickey: In questo blog scopro che gli
Aurora: Ragazzi sono di Roma, sono int
Eternino Fortunato: esprimo solifarietà piena,non
Maurizio: Chi fosse interessato può chia
Entri nel bar fischiettando, sei soddisfatto NEL TUO PICCOLO. Fai la fila alla cassa, uno sguardo alla tabella e metti mano al portafoglio: il caffè costa 75 centesimi. La ragazza davanti a te parla un italiano stentato, capisci che è rumena, probabilmente rom. Non sei infastidito, ma riconosci silenziosamente di non avere un’opinione sugli extracomunitari. A volte ti commuovono, altre li maledici, saltuariamente ti è capitato di dare ragione a Roberto Maroni. Sei un italiano medio NEL TUO PICCOLO. Ora parla la cassiera, che rivolta alla giovane rumena chiede 2 euro. L’altra protesta: “Ma come, ieri costava un euro e cinquanta”. La cassiera ribatte: “Sono due euro”.
La cosa ti disturba, senti montare la rabbia. Lì accanto due agenti stanno comprando cartelle del Superenalotto. Li guardi, speri che intervengano ma sono indaffarati, forse non hanno sentito. La banconista addetta alla macchina serve il caffè da 2 euro in un bicchierino di plastica. Due euro per un caffè nel bicchierino di plastica. La senti parlare, ti accorgi che è rumena anche lei. Forse però non è rom. Hai capito tutto NEL TUO PICCOLO, non che ci voglia molto. Il bar nel quale sei entrato fischiettando non vuole i rumeni, non vuole gli extracomuinitari. Fanno così per convincerli ad andare altrove, pare non sia la prima volta. La rabbia è troppa per giustificarli, anche se non sei un ipocrita. Certe cose oltre che disumane, sono illegali. Ti convinci che è arrivato il momento di essere meno “italiano”. La coscienza reclama, devi fare qualcosa NEL TUO PICCOLO.
PS. Il fatto è realmente accaduto in un bar Via di Tor Cervara alla periferia est di Roma, tra Tiburtina e Collatina, vicino al Raccordo anulare. [Immagine: Corriere Roma]
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Segnalo anche questo, che mi sembra in tema:
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/02/03/il-disservizio-razziale/
Siamo nel paese del “non ci sono negri italiani”, del “non si affitta ai terroni”, dell “obama abbronzato” e via dicendo…
Non mi stupisco piu di nulla ormai
Saluti
Giacomo
thebigfood blog
Se succedono queste cose in una città come Roma, è perchè i Romani ormai stanno finendo la tolleranza che sempre li hacontraddistinti, se poi a far pagare 2 euro un caffè al banco è la cassiera rumena a una sua compaesana rom, siamo a zero tolleranza.
Cosa bisogna fare?
Per prima cosa quelli che si dichiarano ancora tolleranti e compassionevoli dovrebbero dare il buon esempio: ospitare i rom, accudirli, e aiutarli.
Prima di parlare sarebbe bene capire per quale motivo il gestore del bar si è comportato così… non credo che sia pazzo… e neanche credo che non gli facciano comodo i soldi dei rom.
Se allontana i rom avrà le sue ragioni. Ho lo studio pieno di denuncie e querele contro persone rom. Nella mia zona agenti di P.S. mi hanno confermato che ogni (O-G-N-I) famiglia ha almeno un paio di denunciati. E per esperienza vi posso garantire che nessuno di loro andrà incontro ad un provvedimento sanzionatorio (i beni li intestano alle donne, gli uomini sono nullatenenti. Se vai a dirgli qualcosa e scattano le ritorsioni). Ho la denuncia di un barista che per mesi ha dovuto sopportare che andassero a giocare gratis alle slot machine. Li ha denunciati. Poi macchina brucita.
Ne vogliamo parlare?
No, quel barista non è pazzo, è semplicemente razzista.
.
Poi di scuse per giustificare un tale ignobile comportamento se ne possono trovare centinaia ma sarebbe un elenco che non mi appassionerebbe contraddire e smontare punto per punto.
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Ciao
@Vigna:
scusa ma un piccolo spazio per un minimo dubbio no ?
Fino a prova contraria, per quello che è stato raccontato da Massimo, l’illegalità è stata commessa dal proprietario, o dal gestore.
Sarebbe poi bello considerare le singole persone mai come rappresentanti di tutti i crimini o le illegalità attribuiti nella cronaca giudiziaria o nella storia al proprio gruppo etnico, popolo, nazione o via discorrendo; non è detto neanche che chi ho davanti si voglia assumere, come Cristo, tutte le colpe dell’umanità, magari solo le proprie basterebbero, ma non per essere sciorinate davanti ad una banchista per avere una tazzina di caffé allo stesso prezzo degli altri, servita oltretutto in un bicchierino di plastica.
Posto che la ragazza era normalmente in coda per pagare, posto che non aveva importunato nessuno, posto che lavora in una cooperativa forse della zona e quindi nota, posto che è stata giudicata, e condannata, solo per il suo aspetto, io nel mio infinitamente piccolo, ma tanto piccolo e spesso in proposito contraddittorio… le avrei offerto il caffé, e non credo certo a 2 euro.
Pingback: Istantanea » Prezzo razziale
Venticinque anni fa una amica francese arrivata a Udine per amore, parlando uno stentato italiano, veniva regolarmente truffata dai commercianti, edicolanti, baristi finchè decise di frequentare solo ed esclusivamente i negozi di quartiere dove era conosciuta come moglie di.. e no turista o qualcos’altro. Gli extracomunitari erano rari, i rom tollerati.
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una persona che mi sta decisamente a cuore, straniera, a roma è costretta a parlare in inglese per sperare di poter essere scambiata per turista perchè altrimenti quando si presenta in uffici o negozi con il suo italiano imperfetto, le viene automaticamente attribuito lo status di immigrata – quindi clandestina quindi illegale quindi da trattar male.
Anche questo è roma.
Ma Roma non era Amor?
Quindi la città meno tollerante d’Italia è Roma?
La penisola italica, e Roma in particolare, ha subito in duemila anni il più alto numero di saccheggi, di invasioni, di violenze “rapide” e difficilmente razionalizzabili dalle generazioni, più o meno dotate di una cultura dell’accoglimento, che le hanno subite.
Il fascismo non poteva che nascere in Italia. Francia, Germania, Inghilterra, Portogallo, Spagna (pure controllata per secoli dagli arabi, ma non “saccheggiata”, anzi messa in valore) non hanno potuto sviluppare il nostro tipo di fascismo identitario, eppure subito lo hanno copiato come forma di governo totalizzante (Salazar in Portogallo, Franco in Spagna, Hitler in Germania,…).
Dobbiamo affrontare e conoscere per bene la storia del nostro paese, come invasori che poi sono stati invasi, per capire cosa è il fascismo ed il perchè esiste ed esisterà nella sua forma moderna di “popolo anonimo e violento”. Poi, solo dopo, potremo scegliere perchè e per come non essere fascisti ed essere qualcos’altro. Magari opteremo per non essere che noi stessi senza farci opinioni su gruppi sociali o etnici, ma solo du individui singoli… Il guaio del fascismo è tutto li: difendersi, anche violentemente, con il preconcetto che ci sembra più diffuso e che ci giustifica di piu.
Per fortuna che Roma, non è l’Italia, infatti i partigiani non sono tipicamente romani.
Per me il romano tipo è il comico Sordi, cioè il prototipo dell’oppurtonista, di quello che ti sposta la sedia mentre ti stai sedendo, di quello che frega il posto in coda, o il parcheggio, cioè quello che odiano dell’Italia i turisti stranieri.
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info in più: «sono dispiaciuta perché anch’io sono straniera e sono in Italia per lavorare, ma ho fatto ciò che i miei clienti italiani chiedono. Anche quando ero a Padova i titolari mi dicevano di maggiorare il prezzo agli avventori indesiderati, così da scoraggiarne il ritorno. Domenica scorsa quel ragazzo si è comportato in maniera maleducata, e ha insultato la mia dipendente quando ha visto i 10 centesimi in più. A quel punto c’è stato un diverbio, ma non a sfondo razzista: senza gli italiani il mio bar chiude, sono stati loro a invitarmi a non essere indulgente coi facinorosi e con quei pochissimi che vengono qui senza curare la loro igiene personale». (Xia Peipei, 20 anni, cinese da cinque anni in Italia)
[img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/timido/00052012.gif[/img]
episodio isolato, incredulità, assurdità, sconcerto, senza parole… palla al balzo,
e allora commento *soft* anch’io: l’imenoplastia è di gran moda, eh, quest’anno?
ben fatto, così si fa.
Vietato l’ingresso agli animali e agli immigrati. La direzione
Roma, 8 apr – Il cartello sta affisso all’esterno di un noto bar-tabacchi a Montesacro, e suscita l’indignazione di un marocchino di 45 anni regolare nella capitale. [...] Indignato, entra nel locale e chiede spiegazioni al barista, il quale risponde che lo ha deciso il titolare a causa di problemi avuti in passato con alcuni extracomunitari che si erano ubriacati all’interno del bar. Uscito dal locale scatta alcune foto all’insegna denunciando la palese discriminazione al suo avvocato.
completo su affaritaliani.it