E’ questo il cibo del futuro?


Le fabbriche di piante in GiapponeLe lattughe crescono in un ambiente sterile nelle fabbriche delle piante giapponesi, senza essere esposte all’aria. Dalla luce alla temperatura all’umidità, gli scienziati controllano attentamente ogni elemento. Non vengono usati pesticidi, non c’è nemmeno bisogno di lavare le insalate prima di mangiarle. Il risultato è igienico ma francamente, non ho mai visto nulla di più lontano dal cibo autentico. Ma voi questa roba qui la mangereste? [Daily Mail]




28 commenti a “E’ questo il cibo del futuro?”

  1. Chiediamo numi al Bressanini: no pesticidi, no lavaggio, igienismo 100%.. Prof, scientificamente saremo forse al top, non so, ma perché quell’omino è conciato in tal modo per della banalissima insalata?
    Il senso comune non è scienza e permette di giustificare nefandezze, siamo d’accordo, però come chiamare quella sensazione per cui quest’insalata non mi convince affatto.
    Magari sarà organoletticamente ineccepibile, il problema secondo me è innanzitutto culturale: qui non si parla più di terra, agricoltura: questa è ingegneria, economia chirurgica.
    Che fare?

    • Bruno Stucchi Bruno Stucchi risponde:

      L’omino è così bardato per non contaminare le piantine col suo alito, sudore, forfora, saliva, batteri ecc.
      Più “bio” di così cosa volete?
      Avete una culture scientifica di un rapanello.

      • In effetti avevo intuito fosse per ragioni igieniche, negli ospedali funziona allo stesso modo.
        Cavoli, ma allora quei contadinacci dai volti scavati e dalle unghie nere avranno contaminato miliardi di umani nella storia, e chissà quanta gente sarà perita per starnuti, sudore e forfora abbondantemente profusi in mezzo ai campi d’insalata.
        E io che ho stretto orgogliosamente la mano al contadino con che faccia posso andare a dormire sereno??
        Oh mio Dio!!!!!!!!!
        Mi viene il dubbio che qui il problema non riguardi semplicemente la cultura scientifica di qualcuno.

      • Andrea Andrea risponde:

        poveretto! mi ricordi uno di quegli scenziati strampalati che cercava di far volare i veicoli con gli ombrelli: contento te…

  2. Andrea Gori commenta:

    la foto mi ricorda le mie piantine di tabacco in cui inserivo del DNA di ratto ai tempi dell’Università! poi però a pranzo mangiavo lampredotto e salsa verde!!!

  3. Filippo Ronco Filippo Ronco commenta:

    A me sembra meraviglioso, se non altro dal punto di vista scientifico, sono un appassionato di scienza.

    Se non fanno male, se hanno le stesse sostanze nutritive e benefiche dell’alimento coltivato all’aperto e in terra e se sono buone, si, le consumerei.

    Ciao, Fil.

  4. Tommaso Farina Tommaso Farina commenta:

    Le insalate verdi le mangio solo al ristorante.

  5. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Non mi disturba l’abbigliamento degli operatori, nè la luce livida delle sale: credo che sia così in tutte le produzioni dell’industria alimentare, dalle mele ai polli, forse anche alla coltivazione e produzione delle famigerate alghe per agar.
    L’approccio tecnologico esiste e potrebbe ben convivere con l’agricoltore inteso in senso tradizionale.
    Quello che mi disturba, invece, è l’equazione asetticità = qualità: penso che un alimento anche “sporco e brutto” possa essere buono sia dal punto di vista organolettico che dal punto di vista della salute. Basti pensare al latte fresco, rispetto a ciò che siamo abituati a mangiare a colazione, alle fragole di stagione rispetto ai kiwi rossi che mangiamo a Natale.
    Ma soprattutto mi preoccupa l’omogeneizzazione: quelle piante sono tutte uguali, tutte perfette, forse tutte buonissime, ma mi mette ansia pensare ad un mondo di cose volutamente e uniformemente perfette. Perfette per chi?

  6. marco marco commenta:

    Mi sa che le mangiamo già tutti quando apriamo una busta d’insalatina di quelle del supermercato..

  7. Guido C. Guido C. commenta:

    secondo me l’unica domanda è: è buona?

  8. gianna ferretti gianna ferretti commenta:

    Sembrano colture idro-poniche. Comunque ho letto che coltivazione in sistemi fuori suolo su substrato (lana di roccia, perlite) è vista come una potenziale soluzione alle problematiche legate all’uso di fumiganti vietati in serra come il bromuro di metile. Come vengono nutrite? immagino con soluzioni bilanciate di sali minerali, ormoni vegetali …è sostenibile una produzione del genere?

  9. Elvira Elvira commenta:

    Non è una buona abitudine quella di giudicare senza conoscere, e non dovrei farlo, ma a me quelle insalate perfette non danno affatto l’impressione di essere davvero buone.
    E per buone, Mmarco, non intendo certo in confronto agli orribili prodotti plastificati di quarta gamma (che credo siano coltivate semplicemente n serra, e poi trattate con litri di cloro e imbustate in atmosfera protetta).
    Immagino che per mantenere quel livello di igiene vengano asetticamente imbustate, e asetticamente vendute, sennò addio non doverle più lavare….mah,non so, la vedo come ll riproduzione degli animali in cattività, teniamoci e sviluppiamo la tecnologia per quando, in un futuro che speriamo non venga mai, non avremo a disposizione gli elementi naturali.

    • antonio antonio risponde:

      Ci vorrebbe Bressanini a tirare fuori il discorso “naturale” vs “artificiale”; non penso che si possa giudicare la bonta’ da una foto, altrimenti tutti gli i lettori di vuggi’ potrebbero dire di essere stati in millemila ristoranti

  10. Bruno Stucchi Bruno Stucchi commenta:

    Aggiungo: forse preferite le verdurine di papà, coltivate nell’orto e concimate con liquami di pozzo nero? Ah, che buon odore di m…

  11. Marco Lungo Marco Lungo commenta:

    Magari morissi di insalata di campo.

    Segno che non sarò morto prima per tutto il resto.

    • antonio antonio risponde:

      E’ una generalizzazione, non si muore ne’ con questa ne’ con quella (almeno spero!). Esistono, pero’, dei parametri per valutare la qualita’ di un alimento e potrebbe darsi, nel caso specifico non lo so eh, che quella lattura sia addirittura di qualita’ maggiore rispetto a quella del campo.

      La bonta’ e il gusto potete valutarli con parametri personali, la qualita’ si valuta con parametri scientifici; sfortunatamente nel senso comune c’e’ la percezione che tutto cio’ che e’ “genuino” (anche se poi tanto genuino non e’) o sporco o vecchio sia di maggiore qualita’ di qualcosa cresciuta in un ambiente controllato.

  12. Fante Fante commenta:

    Il problema è che l’essere umano ha preso ’sto vizio qua di procreare a capocchia e di volere pure sopravvivere.

    Forse non ce ne rendiamo conto ma tra un po’, neanche poi molto, tutti gli abitanti del pianeta vorranno essere benestanti se non addirittura opulenti.

    Tutti vorranno il cibo, l’acqua, la macchina, il condizionatore, il collegamento adsl per leggere le mie irresistibili facezie.

    E a proposito di cibo. Possiamo pensare di continuare a mangiare foreste e Natura per dare terra coltivabile a tutti? Alla fine avremmo non più un pianeta ma un enorme ipermercato. Con paciosa soddisfazione di Bersani. Ma tant’è.

    Ergo, o l’uomo la pianta di fare marmocchi per gratificare preti e nonne, oppure dobbiamo anche mettere in conto che ci vorrà cibo per tutti. E non sarà il contadino di una volta a garantirlo.

  13. Gola Gioconda Gola Gioconda commenta:

    come sono antica e ‘gnorante… io ho le insalatine nei vasi al posto dei gerani. Vado a nasconderle.

  14. Andrea Gori commenta:

    dal mio FB:
    CL:Io la lattuga idroponica la mangio. E’ molto buona, te la vendono come un fiore, con le sue radici e tutto, cosi la puoi mettere in acqua e rimane fresca molto a lungo. La cosa migliore e’ che si pulisce in un baleno!

    MP: una chef italiana che lavora a santa barbara mi ha guardata con aria d scherno alle mie resistenze di fronte a questa cosa che, sostiene, è assa diffusa in California. la gente comune si fa i pomodori cosi’. ritengono sia piu’ sano e piu’ sicuro.

    TH:soylent green is people!

  15. Hytok Hytok commenta:

    Conosci le colture idroponiche della serie tv Star Trek: Voyager?

  16. elsa elsa commenta:

    Trovo questa cosa ripugnante e sinceramente mi terrorizza l’idea che un giorno mangeremo solo cibo sterile…
    Il sapore potrebbe anche essere buono, ma siamo sicuri che tenere lontano il nostro organismo dagli agenti esterni sia una soluzione adatta per la nostra salute?
    Io sono dell’idea che esporre il nostro sistema immunitario a batteri, virus, perfino agenti chimici possa rafforzarlo, contribuendo a creare le difese immunitarie…. Altrimenti rischiamo che, dopo le lattughe, saremo noi a dover vivere in un frigorifero sterile.
    Facciamo in modo che l’ambiente sia meno sporco e inquinato, così da poterlo continuare a coltivare e mangiarne i frutti non sterili senza preoccupazioni….


Lascia un commento

1. Ospite

Commenta subito inserendo il tuo nome ed un indirizzo email.

2. Iscritto a Facebook o Twitter

Clicca sui pulsanti per commentare con il tuo profilo Facebook o Twitter.

3. Iscritto a Dissapore

Registrati o accedi per commentare.