di | lun 20 set 2010 ore 13:28
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Ego section | Sapere cosa succede a Dissapore una volta per tutte

Vecchi e nuovi collaboratori in un viavai frenetico, blog che escono entrano (e ritornano), un settembre super trafficato, raduni bloggaroli, inviti di cui andare fieri. Negli ultimi giorni il Q[uartier] G[enerale] di Dissapore è diventato il set di un perfetto melodramma. Cosa succede precisamente? Parliamone un momento.

Prima di tutto il traffico. Stando a Google Analytics, Dissapore ha ricevuto oltre 7.000 visite quotidiane in molti giorni di Settembre avvicinandosi alle 8.000 giovedì scorso. Il giorno di Lady Gaga, ha!

Sempre in Settembre, per la prima volta Dissapore ha sfiorato quota 20.000 (ventimila!) pagine viste, la cui media quotidiana è ormai superiore alle 13.000. Ma anche gli altri siti di Dissapore Media hanno fatto bene.

Durante la settimana Intravino è stabilmente sopra le 2000 visite quotidiane e pochi giorni fa si è avvicinata alle 3.000. Cresce la comunità di lettori interessata al racconto anticonformista del pianeta-vino. E ora, Spigoloso.

L’ultimo-nato dei nostri blog ha ripreso gli aggiornamenti dopo la defezione del suo primo editor, la bravissima Cristina Cortese. Il buon lavoro del nuovo staff è stato premiato dai risultati, superiori ai precedenti. Spigoloso riceve oggi una media di 1.300 visite quotidiane. Date un’occhiata ad alcune delle nuove storie: La ricetta illustrata: frittura di verdure quasi giapponese, 10 regole d’oro per fare il risotto, Come fare il pesto e la disputa tra parmigiano e pecorino.

Dopo il rientro dalle vacanze, l’audience complessiva totalizzata dai nostri siti, con una media di 10.000 visite e 17.000 pagine viste ogni giorno, fa di Dissapore Media una delle prime destinazioni per i gastrofanatici del web.

Ora basta grafici e numeri, diciamo qualcosa sul curioso andirivieni di blog degli ultimi giorni.

Lassù, voglio dire nel punto più alto della pagina di Dissapore, non trovate più il link a Papero Giallo. Stefano Bonilli, ex direttore del Gambero Rosso e autore del blog, mi aveva preannunciato l’uscita giorni fa.

“Caro Massimo, il progetto di un nuovo webmagazine che ti avevo dato come possibile quando ho accettato di partecipare al network Dissapore, si è concretizzato e quindi la mia defezione diventa necessaria. Abbiamo già fatto dei periodi di lavoro insieme e non è escluso che ne faremo altri. Buon lavoro a te e a tutti i collaboratori”.

Grazie a Stefano Bonilli e in bocca al lupo per il nuovo progetto. Di cui fa parte anche Maurizio Cortese, ex editor di Dissapore, che ha ora trasferito i suoi post appassionati proprio su Papero Giallo.

Okay, e chi prende il posto di Papero Giallo? Non è questo il punto. Dal momento che il blog era parte del network di Dissapore più per affinità col suo autore che per un preciso disegno editoriale, lo scopo non è sostituire un bel blog gastronomico con un altro. Ma dare lustro a quelli per cui saliviamo, possibilmente scritti da nostri editor. Ecco allora che sempre lassù, nel punto più alto della pagina di Dissapore, trovate Appunti di gòla, il blog di Stefano Caffarri. Mentre su Intravino c’è Vino da Burde, wineblog di Andrea Gori e su Spigoloso, il foodblog di Sara Bardelli, Qualcosa di Rosso. Questo per il momento, in seguito ne arriveranno altri. Significa che sono blog del Dissapore Network? No, ma vale la pena tenerli d’occhio.

E ora il lussurioso capitolo: raduni, eventi, feste chiamateli come volete.

Prima notizia, Slow Food ha scelto Dissapore per rappresentare i blog al Salone del Gusto 2010. Dal 21 al 25 ottobre saremo a Torino, quale voce italiana di una mini-pattuglia internazionale. Copriremo il primo evento del mondo gastronomico nazionale con una tambureggiante serie di post. E ogni giorno incontreremo i nostri lettori in qualche stand. Aperitivo anyone? (Più info nei prossimi giorni).

Ci siamo accorti con colpevole ritardo che Dissapore è candidato ai Macchianera Blog Award come “miglior blog culinario”, perciò, andate lì, e votate in massa per recuperare il tempo perduto. I vincitori saranno premiati durante la Blog Fest, annuale festa dei blog di Riva del Garda, dove non può mancare il Food Camp, in programma al Palameeting sabato 25 settembre alle 10. E lì che prenderà forma il primo mini-raduno di Intravino, nella forma di un’eccentrica degustazione “alla cieca” organizzata da Jacopo Cossater in collaborazione con lo staff della Blog Fest. Chi vuole partecipare mandi una nota a dillo@intravino.com, i posti disponibili non sono molti.

A proposito di raduni, siamo al lavoro per il prossimo Dissapore Day, che si svolgerà finalmente  a… MILANO! Vi faremo sapere presto quando, dove e come.

Vecchi e nuovi collaboratori. A inizio agosto, quando dallo staff di Dissapore Media uscivano editor “di peso” come Maurizio e Cristina Cortese, alcuni lettori parlavano di “un esodo che manco il PDL“, (okay, era una battuta). Nel frattempo, una decina di nuovi editor hanno raggiunto il glorioso gruppo iniziale (i cui nomi trovate nei nostri colophon dal primo giorno, il 16 marzo 2009). Sono Sara Porro, Marco Lungo, Kapakkio, Barbara Mei, Lorenza Fumelli, Francesca Barreca e Marco Baccanelli dei Fooders, Alexandra Asnaghi, Mauro Z_Z, Michelangelo Fani, Giampiero Prozzo. Grazie a tutti, incluso chi era arrivato mesi prima: Alessandro Morichetti, Manuele Berti, Sara Bardelli, Mauro Mattei, Jacopo Cossater, Elisa Ceccuzzi. Di tutti, okay, quasi tutti, trovate qualche riga di bio nella nuova pagina: “Conosciamoci“.

Dissapore e i social network. Un migliao di pazienti lettori ci seguono attraverso Twitter, altrettanti dalla nuova pagina di Facebook, due ottimi modi per conoscere i nostri aggiornamenti. Se credete, possiamo comparire perfino nella vostra posta elettronica.
Dissapore Media su Facebook
Dissapore Media su Twitter
La newsletter inviata ogni giorno alla vostra casella. Potete abbonarvi qui.

Pubblicità e Marketing. E da qualche giorno Lorenza Fumelli si occupa di marketing per Dissapore Media. I pubblicitari sono sempre più consapevoli dell’attenzione che i nuovi media creano intorno ai loro prodotti, è il momento di cercarli e ascoltarli con oculatezza. Cosa che non avevamo ancora fatto, visto che le pubblicità ospitate finora non dipendevano da noi.  Se questo è il vostro settore e avete idee interessanti, fatevi sentire: dillo@dissapore.com.

Finito (fiuuu!)

[Fonti: Google Analytics, Salone del Gusto 2010, Macchianera, Blog Fest 2010, Twitter, Facebook]

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48 commenti a Ego section | Sapere cosa succede a Dissapore una volta per tutte

  1. Complimenti, il recente arrivo di Francesca e Marco alias The Fooders è un vero colpaccio come quello di Sara Porro, sono giovani e veramente in gamba (fra i top oggi in Italia per me).
    Sono felice che finalmente Slowfood si sia accorta dell’esistenza del mondo dei bloggers e sono sicuro che rappresenterete al meglio il web all’interno del Salone del Gusto, non sarà facile ma con la vostra struttura flessibile e giovane sono sicuro che farete faville!
    Avanti tutta Dissapore team!

  2. Più che Ego section la chiamerei “Chi ce l’ha più lungo… ?”

  3. Dissapore-Day a Milano? Bene, questa volta niente trasfertoni :)

    P.S.:per Milano sono a disposizione per supporto

  4. Che dire! Contentissimo di fare anche solo capolino in una foto di gruppo di cotanto pregio!!

  5. Ma sarà presente il Tomacelli? Perchè allora vi parteciperei senz’altro. Vorrei molestarlo sessualmente e poi vantarmi.

  6. Mah, i 10.000 dissaporiani giornalieri devono essersi catapultati tutt’insieme su macchianera:il risultato è “Impossibile collegarsi a …” 8-)

    • 10.000 dissaporiani giornalieri? Scusa ma avere 10.000 visite giornaliere non vuol dire avere 10.000 visitatori unici. Le visite sopra indicate da Massimo, non sono altre che le sessioni di connessione. Facciamo un piccolo esempio, una persona visita Dissapore (cioè apre una sessione), subito dopo però riceve una telefonata e rimane al telefono per una mezz’oretta abbondante, quindi a telefonata finita torna a navigare sul sito (cioè apre una seconda sessione), trascorrano pochi minuti, e passa un amico che lo invita a prendere un caffè, e si assenta per quasi un’ora, al suo ritorno continua la navigazione del sito (apre quindi una terza sessione di navigazione). Ecco questa persona da sola ha totalizzato ben tre visite sul sito di Dissapore. Per conoscere il vero numero di visitatori (dissaporiani) si deve guardare la sezione con i visitatori unici assoluti, che comunque nel caso di dissapore sono sicuramente migliaia, ma sicuramente molto meno di 10.000.

  7. avatar Maurizio Cortese

    Il successo di dissapore dimostra che tutti sono necessari ma nessuno è indispensabile :-)

    Io adesso questo post me lo salvo e un domani non tanto lontano lo guarderò con infinita tenerezza pensando quanto eravamo piccolini quando gioivamo per sole diecimila visite giornaliere :-)

    La vera sfida, Massimo, se qualcosa ti ho insegnato (è solo una battuta :-) ), è come affrontare il futuro.

    Senza voler dare lezioni di marketing a nessuno dico semplicemente la mia.
    Le aziende che decideranno di investire in rete non credo lo faranno guardando solamente i dati di Google Analytics.
    Mi spiego. Tutti i dati dicono che le risorse pubblicitarie nei canali istituzionali, radio, TV, carta, sono in forte calo e non si prevedono inversioni di tendenza.
    Gli investimenti si sposteranno verso nuovi canali, come i social network, motori di ricerca, network, ecc. e la vera rivoluzione sarà nel “click”, ovvero non più nella ricezione passiva della pubblicità, come accade oggi ad esempio nel mondo della televisione, ma nella partecipazione attiva del soggetto, finalmente libero dal controllo. Questo post mi piace (click), non mi piace (click), insomma una vera rivoluzione culturale.

    Quindi il rapporto fiduciario con i propri lettori sarà alla base di ogni successo. Trasparenza, credibilità, onestà, non saranno valori comunque auspicabili, ma necessari per essere credibili agli occhi degli investitori pubblicitari.

    Vincerla, questa sfida, è nelle “corde” tue e degli attuali editor di dissapore.

    Auguri.

    • “non lezione” per “non lezione” (e senza sapere cosa ne pensa il Bernardi):-)
      -
      1) internet libero da condizionamenti e’ (purtroppo ?) una chimera … gli investimenti gia’ ci sono e il risultato si vede, pensiamo solo a quando cerchiamo un brand e la prima pagina che compare e’ quella della homepage ufficiale, non e’ un caso;
      -
      2) la tv non sta ferma e contrattacca, e la tv ha sempre quel “maledetto” vantaggio di beccare la fascia di eta’ che spende di piu’ nel momento in cui e’ piu’ penetrabile dalla pubblicita’;
      -
      3) i dati sono certo importanti, ma diverse aziende sono semplicemente fallite per mancanza di visione … diciamo che sono uno di quelli che pensa che “la pancia” dei manager conti piu’ delle statistiche

      qui ce n’e’ per discutere un secolo :-)

    • Gli investimenti online ci saranno laddove ci saranno i numeri, la capacità di mettere in relazione tra loro le persone e soprattutto le idee.

      Qualcuno ha gia imboccato la strada giusta secondo me. Rhett and Link in U.S.A., per esempio, spaccano assai e stanno lanciando un modo di fare pubblicità valido ed interessante. Guardare per credere: http://rhettandlink.com/

  8. avatar Nico aka tenente Drogo

    e pensare che, fin dai tempi di Kelablu, Massimo Bernardi non perdeva occasione di sfottere Slow Food e Farinetti …
    Farinetti ricambiava affettuosamente, definendolo “piciu”

    mah

  9. Sembra che gli allineamenti tra “le cape e i piedi” non siano più così efficienti su Google (ma una nota su FB di eggi prova a spiegare il possibile disguido nell’elaborazione grafica).

    Io invece ho una domanda: ma con “tutte le visite” del menu a tendina a destra si intendono visitatori o accessi unici? Qualcuno mi ha spiegato che c’è differenza.

    Per me che ho 24 lettori trattasi di mera curiosità, ovvio :-)

  10. avatar fabrizio de luca

    Mah, vedo che Pagano non ha avuto risposta. Ci provo io. Contatti singoli, multipli? I numeri sono questi?
    Penso che una risposta a chi vi legge vada data.

  11. In una scala da 1 a autopromozionale Pagano sballa, forse è per questo che ce lo filiamo poco.

    “Tutte le visite” fa riferimento a ogni segmento: visitatori nuovi, visitatori di ritorno, traffico di ricerca, diretto, dai referral. “Visitatori” o “accessi unici” non c’entrano.

    Nemmeno il post ne parla, visite e pagine viste sono le due sole metriche citate.

    Hai presente quando uno non proprio addentrato ma che vuole far credere di esserlo, ti dà la sua mail e aggiunge: “tutto minuscolo, mi raccomando”. Preciso a Pagano, che non appena sente la parola “accessi”, per dar d’intendere che ne capisce, chiede con aria furbetta: “ma unici o no?”

    (Tra l’altro mi risulta, ma potrei sbagliare, che la metrica più cara agli inserzionisti corrisponda ancora alle pagine viste, per cui tutto ‘sto sbattersi per l’unico, non basta il modello?)

    • Un tantino ti sbagli Massimo, la metrica più cara agli inserzionisti sono sì le pagine viste (impressions), ma da solo non bastano. I visitatori unici assoluti sono ugualmente importanti. Per esempio, in generale, in un blog come Dissapore le visite sono prodotte quasi interamente dai soliti visitatori, fedelissimi, ma sempre gli stessi, che vengono sul sito e commentano anche più volte al giorno. Questo produce un grandissimo numero di impressions, ma per le aziende questo potrebbe essere anche un problema, perchè i loro banners verrebbero visti sempre dalle solite persone che alla lunga non produrrebbero più clicks. In conclusione a parità di impressions, e cioè pagine viste, il numero di visitatori unici assoluti deve essere il più alto possibile.

  12. avatar Chefclaude

    Non intervengo più da tempo su questo blog, perché la lunga serie di incidenti da cui è schizzata fuori la nuova linea mi ha per buona parte disgustato, dall’altra ha deluso le mie aspettative.

    Non è più una sorpresa, per me: ma quello che è evidente è che qui alla fine si fa sempre forzatamente quadrato, si serrano i ranghi con qualsiasi tipo di reclutamento per poter mostrare al pubblico solo il lato ben riverniciato e accessoriato di una realtà che non è mai esattamente quella che viene data in pasto. E’ solo un blog di gastronomia, ma dalla conduzione arrogante e dal clima iperteso, di scontro all’ultima forchettata, di gara a chi fa prima a calare le braghe all’altro, sembra sempre chissà quale fetta di mercato si debba strappare, col sorriso al botulino, a chissà quale nemico.
    Quello che ne risulta è solo una cattiva politica giocata sui lettori che va contro quelli che dovrebbero essere i propri stessi interessi.

    L’impressione che traggo alla fine in quasi due anni di frequentazione del blog è che il lettore sia per Bernardi una specie di massa informe rimasticabile all’infinito; che quando dall’altra parte si esprimono, per esempio, perplessità sui contenuti e sulle forme, cioè ogni qual volta questa massa da pura merce statistica si rende viva, interrogativa, si cerchi subito tra i perplessi un nemico, un infiltrato, un cospiratore, l’idiota e il rompicoglioni di turno. Che quando si lanciano brutti post, mal scritti e mal pensati, sia il lettore in difetto sulle intenzioni e lo stile.
    Se invece il lettore fa il bravo e rimane al suo posto, può sperare di passare indenne tra una scarpa di filetto e un pollo.

    Io tutta questa chiarezza, questa correttezza, alla fine non la vedo e non l’ho vista: ci sono grossi errori a livello di linguaggio, di comunicazione, e un fraintendimento di fondo del ruolo e del peso del commentatore, che sarebbe passivamente in attesa di essere acceso e spento ad intermittenza, mentre con indifferenza si allontanano buoni commentatori e buoni lettori in favore di numeri.
    Il lettore e il commentatore dovrebbero essere gestiti come dei clienti che vogliono essere portati nel gioco, e parteciparvi quando questo è civile e creativo: ma che non vogliono essere presi per il naso, invariabilmente usati e offesi. Lanciati sempre come palline nel flipper, in attesa che gli “io io io”, urtandosi, accendano lampadine multicolori e alzino bandierine di plastica. Non si può macinare tutto e il suo contrario, senza perdere continuamente il controllo: l’ambizione è anche muscolare, e dinamica, ma va esercitata su una linea di scambi e di relazioni corrette.
    Il rispetto dell’unico potenziale di un blog, quello di cui i numeri non parlano e non possono parlare, mi sembra dichiarato sempre e solo nelle intenzioni. Ci si comporta nei tempi e nei modi che sono evidenti, perché pubblici.

    Perciò esprimo alla fine il mio dispiacere (probabilmente per voi privo di significato), ma anche quello che forse è un mio grande difetto: non sono in grado di passare proprio su tutto per poter parlare ogni tanto di un piatto di spaghetti. Le formule cumulative che devono dimostrarsi vincenti ad ogni costo e con ogni mezzo non mi attirano neppure da lontano. Fanno parte di quel mondo che si merita da sempre la mia indifferenza, talvolta anche il mio disprezzo.

    • Sono sorpreso dall’asprezza di questo commento, Claudio. Ho letto i tuoi argomenti ma non capisco cosa abbiamo fatto per meritarci la tua indifferenza. Il tuo disprezzo, addirittura.

    • avatar Antonio Tomacelli

      “L’impressione che traggo alla fine in quasi due anni di frequentazione del blog è che il lettore sia per Bernardi una specie di massa informe rimasticabile all’infinito”

      Parto da qui, dalla più becera delle accuse che è anche la più facilmente confutabile.
      Il progetto Dissapore nasce ai tempi di Kelablu, condotto all’epoca dal solo Bernardi. Massimo capì due anni fa che era tempo di cambiare il modo di fare blog, che bisognava costruire un sistema a più voci.

      Cominciò così a reclutare nuovi editor e, guarda un po’, i primi chiamati al nuovo progetto furono proprio alcuni commentatori. Il primo fui io, che allora usavo il nick “Debord” e tu puoi dire o pensare ciò che vuoi ma non mi sento una “massa informe rimasticabile all’infinito”

      Vuoi i nomi di qualche altra “massa informe”? Morichetti, Ciomei, Ciancio, Graglia, Lungo, Ingannamorte, Porro, Mattei e cito solo coloro che non hanno mai avuto un blog, altrimenti la lista sarebbe lunghissima.

      Come vedi, tutto parte dai lettori e senza di loro Dissapore non esisterebbe: sono il motore di un blog 2.0 e chi non capisce questo è fermo al soliloquio 0.0

      Tutto il resto del tuo commento non mi permetto di discuterlo: non dobbiamo per forza piacere a tutti, ma è atto di presunzione pensare che i tuoi gusti siano il paradigma assoluto e indiscutibile: Dissapore non piace a te, ma molti lo trovano interessante.

      E ora, col tuo permesso, vado a tagliarmi le vene: il mio animo fragile, scosso dal tuo disprezzo, non ha retto il colpo.

      • Sempre a proposito di lettore rimasticabile: a me è stato proposto di collaborare con Dissapore il giorno dopo aver postato un commento estremamente critico rispetto ad un articolo di Antonio. Delle due l’una: o qui non vige il pensiero unico e il commentatore è guardato con massima considerazione, oppure nessuno vuole bene a Tomacelli ;)

    • Claudio, anche io sono stato preso in contropiede da questo tuo commento. Capisco alcune cose che tu dici, le considero anche vere perché è così che accade e, tanto per dirne una, gli errori che spesso si leggono sono di battitura e di revisione dei testi che è centralizzata, per cui l’adattamento al Dissapore Style porta ogni tanto dei problemi di chiarezza, ma come sostanza non sono d’accordo con te che qui le cose siano così disastrose. Poi, per carità, magari tra qualche tempo e a fronte di fatti negativi potrò cambiare anche io idea, ma al momento vedo che il Progetto Dissapore è fatto meglio di quanto pensassi e che, ormai, ha superato anche la fase di dipendenza dai singoli, creandosi una propria anima.
      Io scrivo qui sopra volentieri, pur con qualche limite, ma il responso dei lettori e come interagisco con loro mi piace e non ho limitazioni di sorta, così come accade anche con gli altri editor.
      Poi, alla fine contano i fatti. C’è stato un turnover di editors, c’è stato un parziale turnover di lettori, però alla fine la grande maggioranza legge Dissapore perché la formula è giusta, in molti casi ha un bel mix di didattica e di divertimento, cosa che non si riscontra in altri posti dove l’autocelebrazione o il parlarsi addosso regnano sovrani.
      Mi dispiacerebbe molto se si perdesse il tuo contributo per ragioni che, a mio avviso, non trovano il riscontro negativo che avverti. Anzi, per come ti conosco speravo che questo nuovo ciclo ti piacesse e ti stimolasse ad esserne parte attiva.
      Vedi un po’ se puoi rivalutare alcune cose, dai… ;-)

  13. avatar Damon

    Anticipazioni almeno sul quando del Dissapore day?

  14. oh là, ora capisco! comunque ci vediamo al Salone! facciamo uno scambio UNISG-Dissapore?? :) )

  15. Pingback: Gastrofanatici? No, però… | .commEurope

  16. avatar sei mesi dopo

    siamo al lavoro per il prossimo D-Day che si svolgerà finalmente a… MILANO!

    eh, magari ci fosse stato…
    dico mica per me, eh! Incontrare gente e stare assieme una mezza giornata è un giusto obbligo social-net: ti amano quando sei sulle copertine e quando non ci sei più amano qualcun altro (cit.) ma è anche una prospettiva sociale che da lettore mi spaventa, dato che agli estranei non so mai che sfaccettatura mostrare e con appena mezza giornata a disposizione mi si accavallano le idee in testa sicché può capitarmi di rimediare figure barbine…

    insomma il mio interesse pro-Dissapore è prettamente editoriale, e pertanto osservo che il bacino di utenza del nord Italia andrebbe curato molto meglio di come non-fatto sinora. Venendo al punto reputo necessario ma sostanzialmente ripetitivo il D-Fest del 19 marzo, a Roma avete già abbondantemente dato e seguitando a non fidelizzare utenza altrove si ristagnerà nel canonico bacino GR (Lazio Campania e Toscana).

    [img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/varie/00008015.gif[/img]
    il non-troppo guastafeste’78

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