di | mer 17 feb 2010 ore 9:29
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riabilitazioni?

Esti Quatsi, Biguatsi

La raccapricciante immagine di un gatto cucinato e mangiato da alcuni studenti danesi, pubblicata due anni fa su Facebook

Io, Beppe Bigazzi l’ho sentito parlare due volte. E posso dirmi immune, velogiuro, dal rischio di provare innata attrazione per l’uomo che ha la simpatia di una cartella esattoriale. Evabè, la fortuna il Padreterno mica l’ha distribuita a pioggia. Come l’intelligenza. Contuttociò, il Nostro ha raccontato a modo suo—cioè insopportabile—una cosa che sanno anche i sassi: i gatti si mangiavano e si continuano a mangiare. Ma siccome la cosa tocca i migliori amici dell’uomo ecco le bocche a cul di gallina, dalli al torturatone vivisezionista. Ecco, io trovo tutto ‘sto bailamme tipicamente italiano. Lo dico quasi con affetto per questo nostro modo di essere finti. Perfino con noi stessi.

In Italia si può dire tutto, tranne la verità: l’adulterio è una degli sport praticati con più passione, ma scoprire l’adultero—mammamìa—è materia da prima pagina. Verità per verità, quando di un gatto sento dire “sa, per me è come un figlio” sento la furia che sale. Giusto per capirci, la vita di tutti i cani e gatti del mondo non vale un unghia del più sfortunato dei bimbi. E giusto per capirci, cosa è mangiabile è solo questione di abitudini. Altra cosa è il maltrattamento: pare sia reato anche maltrattare i polli: eppure nessuno di sognerebbe di scriverci sopra dei poemi epico-cavallereschi.

No, io non mangerei i gatti, e mi si attorcigliano le budella pensando a un uso alimentare: faccio la stessa faccia del mio autista indiano a Jaipur quando gli dissi, Beh, noi gli asini li mangiamo. Rispose “Donkeys? You do really eat donkeys?”

Sopra, la raccapricciante immagine del gatto cucinato e mangiato da alcune studentesse danesi che il Morning Star riprese due anni fa da Facebook. E’ ipocrita spendere tanto per tenere in casa un gatto mentre la crisi economica ci costringe a risparmiare sulla carne di maiale, protestavano le studentesse.

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69 commenti a Esti Quatsi, Biguatsi

  1. Vuoi vedere che adesso Zaia lo sponsorizza come ingrdiente da panino?
    Il Cat Italy…

  2. avatar Domenico

    “…la vita di tutti i cani e gatti del mondo non vale un unghia del più sfortunato dei bimbi.”
    Giusto, la nostra specie è quella vincente su questa terra! Chissenefrega degli stupidi animali inferiori che non sanno nulla di finanza, petrolio e nouvelle cuisine.
    Vuol mettere l’unghia del fanciullo senza bonheur?

    Sinceramente credo che abbia causato più disagi al mondo la mia vita che quella del più incimurrito dei bastardi. E credo anche che, in quanto animale vagante sulla terra, la mia vita sia importante quanto quella di qualsiasi altro essere vivente, sia esso cane, gatto, nutria o lucertola.

    Poi ognuno ha le sue idee, per carità, però ‘ste classifiche non mi vanno proprio giù…

  3. bene. anzi male.

    non condivido l’affermazione ” la vita di TUTTI i cani e gatti( voglio sperare che si possa allargare anche ad altri animali ) del mondo non vale un’unghia del piu’ sfortunato dei bimbi “.
    mi sembra un po’ eccessiva( eufemismo).

    alcuni esperti( saranno esperti ?) dicono che un cane di grossa taglia abbia atteggiamenti cerebrali riconducibili ad un bambino di 3/4 anni.

    per conto mio penso che i gatti in quanto a cervello ne abbiano ben piu’ spesso in qualità superiore a …. certi ministri?( ma il demerito è dell’umano, sia chiaro).

    naturalmente mi ritengo di parte, avendo condiviso e condividendo tuttora lunghi tratti della mia vita con alcuni gatti( terribilmente infingardi da sfilarmi sotto gli occhi fette di culatello al momento del taglio dalla mia berkel) e molti cani.

    del resto , guarda caso, proprio bambini di quell’età ben educati da genitori avveduti cercano uno stretto contatto con mici ed altri assortiti( e molti non con l’aria di considerarlo un giocattolo).

    certo, io non ho figli , ma temo che i molti che la pensano su quella frase come il caf potrebbero non avere avuto animali, e quindi siamo pari, nella non comprensione…

    sul tema bi*azziano, certo anche i miei nonni parlavano di mici in salmi’.

    ma ,straca**o, mi parevano altri tempi, a rischio di cannibalismo per fame.

    compagni decenni , al mio tempo, si divertivano a bruciarli i poveri micetti cosi’ solo per passare il tempo. ed è successo a molti. poveri figli di un’educazione nulla e di tempi terribili.

    pero’ andare in tv a magnificarne le carnine tenere ecc.. ecc.. mi pare troppo, o no?

    abbiamo( noi umani) e con molta ingiustizia( che c’ha fatto di male un sarago che oltretutto non parla e non ci rompe i caba-sisi) eletto a compagni di vita e di giochi alcune specie animali( chi non vorrebbe un panda cosi’ bellino in giardino, tranne poi doversi comprare una foresta per mantenerlo?).

    che bisogno c’è , onestamente, di metterla sul provocatorio, bi*azzi?

    mi rendo conto che su un blog dove si parla di cibo, fare anche solo il morbido animalista mi potrà sottoporre a fischi e lazzi.
    onestamente son contento uguale.

    a me quella frase non è piaciuta, ed in fondo son anche contento , cosi’ ai miei occhi anche caffarri al secolo clooney( no rece ..no party..) non è perfetto:-)

    e sia chiaro che i bambini mi piacciono, oltretutto essendo pur stato comunista e quindi , secondo molti, avendone pure mangiato qualcuno.

    • avatar Bacco

      alcuni esperti( saranno esperti ?) dicono che un cane di grossa taglia abbia atteggiamenti cerebrali riconducibili ad un bambino di 3/4 anni…….se è per questo credo che il mio Breton Spike di 5 mesi ne sappia molto di più di molte persone che incontro per lavoro e non…senza fare parallelismi azzardati con chi ci governa…sarebbe vincere facile…

    • avatar acal

      Anche io ho la fortuna di condividere un giardino con quattro cani e tre gatti e non mi sognerei di cucinarli, però credo che il ragionamento “animale intelligente quindi non si mangia” sia un po’ ipocrita.
      Questo è quello che è in grado di fare un saporitissimo maialino http://www.youtube.com/watch?v=iDtj4uT2eCg

  4. A me non fa arricciare il naso qualcuno che si mangia i gatti. Al limite mi fa un po’pena.

    Trovo però un gigante, enorme, smisurato testa di… chi va su Rai Uno (il canale più ecumenico, nazional-popolare e seguito in Italia) a dire le cose che ha detto Bigazzi.

    Bigazzo cosa pensava? Che gli spettatori si complimentassero con lui? Che gli mandassero le loro ricette per cucinare il gatto? Che venisse insignito di una stella michelin ad honorem?

    Mi sembra un po’una faccenda simile a quella di Morgan: lo sappiamo tutti che milioni di persone si drogano, sbandierare a tutta Italia che ci si fa’di crack non mi sembra però una genialata!

  5. Senza nulla togliere alla saggezza imperitura del vate di Borzano devo segnalare anch’io che il parallelismo unghia-bimbo è, quantomeno, infelice.
    So che non dico nulla né di nuovo né di geniale ma gli esseri umani si sono storicamente dimostrati capaci delle azioni più orrende e hanno devastato questo pianeta ben più della più terribile specie animale.
    Gli umani hanno anche fatto e fanno cose meravigliose, ma anche gli animali fanno cose meravigliose.
    E spesso sorprendenti, a loro modo.
    È che si fa fatica a capire il “loro modo” non potendo comunicare direttamente, ma immaginate quanto possa essere difficile per loro capire il “nostro modo” dopo che gli abbiamo distrutto tutto quello che stava intorno a loro e che gli consentiva di vivere e agire seguendo la loro natura.
    La verità è che bisognerebbe seriamente considerare l’opzione vegetariana. Io non sono vegetariano ma cerco comunque di mangiare meno carne e/o pesce possibile. Se tutti noi anche solo dimezzassimo le nostre dosi di alimenti di provenienza animale diretta continueremmo comunque a godere dei piaceri della buona tavola ma aiuteremmo a rendere in qualche modo meno odiosa la nostra pervasiva presenza su questo pianeta.

    • Mi aggancio a quanto scritto da Maurizio che trovo molto misurato sapendo quanto lui ami i gatti in particolare.

      La mia premessa è:
      1) Bigazzi non mi è simpatico quindi sarò a fatica obiettiva. L’unica volta che l’ho visto da vicino eravamo io e lui in uno studio televisivo, sono entrata e l’ho salutato e lui non ha ripsosto. Diciamo che era distratto.
      2) Caffarri mi è simpatico. Quando l’ho conosciuto a Firenze mi ha salutata.

      Ecco, non sono d’accordo con nessuno dei due. Non completamente. Bigazzi si poteva risparmiare certe parole. E’ come dare ricette con carne bovina in India. Non è come minimo opportuno se non peggio, è volutamente provocatorio e offensivo.
      Tuttavia non sono d’accordo nemmeno con il pur bravo Caffarri. Non ci sono classifiche su chi valga di più, l’intero genere felino o anche un solo bambino.

      Tuttavia penso che come accade spesso parliamo di cose molto simili, cioè il valore è lo stesso: non mangiare carne di animali d’affezione o per qualcuno ritenuti sacri o tabù.
      Cambiano però le regole, quelle sono soggettive. E non sono meno valide. Per me è tabù la carne di un gatto, per altri potrebbe esserlo quella di conoglio o di cavallo. Non c’è una verità assoluta, solo punti di vista. Cambiando quello possiamo capire le ragioni dell’altro.
      Quando sono stata in finlandia al ritorno sono stata colpevolizzaat da una collega per aver mangiato la renna. Dovevo forse chiedere il filetto di chianina a Lathi?

      Quello che conta invece è prima di tutto fare le cose in un certo modo; come dice Camagna c’è il consumismo anche sulla carne, pure io ne mangio il minimo indispensabile e spesso mi chiedo: ma quelle sfilate di polli nei banchi frigorifero del supermercati sono necessari alla sopravvisvenza? quanti finiranno nel cassonetto?
      E’ questo spreco, questo disprezzo per la vita animale al servizio dell’uomo molto oltre le reali e accettabili necessità che non mi piace.
      Ci vorrebe misura nel consumo di carne di qualunque tipo.

      E perché un coniglio mi deve fare pena (e non me la fa) mentre la bistecca no solo perché non ha più forma o l’aragosta no perché è considerata un essere inferiore? eppure li mangio tutti, con forti dubbi sulla mia coerenza.

      Bigazzi ha esagerato e caffarri gli ha fatto eco.
      Ognuno ha la sua opinione.
      Il mio disaccordo è sulle affernazioni forti ed estremiste. In tempo di guerra si mangiavano i topi. Ci fanno meno pena? sono di serie b?

      Non sono vegetariana e non sono animalista sfegatata, a volte amo gli animali molto più degli uomini.

      • avatar LAMAX61°

        Che dire Daniela, con e senza panna?
        quoto e aggiungo brevemente che, Bigazzi, quale uomo di spettacolo,presentatore opinionista ecc.. avrebbe dovuto tenere in consoderazione tutte le categorie di utenti e risparmiare/ci la “bigazzata”. In casa sua, come ha fatto ieri sera, il Sig.Bigazzi ci può raccontare tutto sui metodi di cottura dei gatti. Dal carpione alla spuma sferificata.
        E’ chiaro che il discorso del valore delle unghie/bambini(infelice “bigazzata” n.2) è steso a tutti gli animali.Per brevità si dice cani e gatti ma val ben per tutti.
        Saluti
        LAMAX61°

        • avatar fabrizio scarpato

          Qui si ricomincia, e adesso il bersaglio diventa Caffarri? No, non ci sto. Sono due cose diverse: una sboronaggine cogliona e una opinione iperbolica, estremizzata, ma di fatto nella sostanza, condivisibile o meno, una opinione, un fatto. Altrimenti si ricade nell’ipocrisia più assurda, nei distinguo (che non ci sono), nel chi ha più lunga la coscienza e l’etica.
          Vedere un cane allo sbando o ucciso per strada fa dispiacere, persino sdegno per chi l’ha abbandonato e così via ( si ritorna al senso del rispetto): ma avete mai avuto un bambino anche semplicemente con la febbre a 40?
          Esticazzi, a tutto c’è un limite, anche all’ipocrisia dello sdegno e del moralismo a tutti i costi, dei “micio, micio”, “pissi pissi bau bau”, dell’ “aaammoooreeee della maaammmaaa” al cagnolino che non merita una padrona del genere: povera bestia.
          Siamo tutti povere bestie: viviamo in questo mondo, è fatto così, questa è la nostra cultura e non si può, dico non si può, fare finta di niente e uniformare tutto, bestie e uomini, cuccioli e bambini. Basta, anche il silenzio è rispetto, perché è troppo facile, alla fine, fare i moralisti e i puri con gli animali: viene il sospetto che intanto non costa niente.

          • Scusa Fabrizio, non capisco il tuo commento.
            Cosa c’entra avere o no visto un bambino con la febbre? penso che sia straziante vederlo malato, ma questo cosa c’entra con il discorso su Bigazzi? Non credo che tu voglia dire che siccome il bambino ci fa tenerezza allora chissenefrega del gatto morto no?
            Secondo me sono due discorsi diversi.
            E dove Caffarri diventa il bersaglio? non nel mio commento.

            Come mai dovrebbe essere ipocrisia fare pissi pissi a un cagnolino quando si ha parallelamente il pieno rispetto anche degli umani? Dov’è l’ipocrisia. Lo è se chi coccola il gattino si fa un baffo dell’umano, su questo mi pare che siamo tutti d’accordo. Non ho mai letto il contrario.

          • avatar LAMAX61°

            riquoto Daniela 100%. Le Bigazzate o Le opinioni iperboliche, almeno per me, son la stessa cosa. Nessuno ce l’ha con Caffarri, che non si vuole colpire e tantomeno mettere in padella alla Bigazzi. Sta di fatto che l’esternazione infelice è sua come la Bigazzata 1 è di Bigazzi.Per me un bambino con 40 di febbre (Solo Dio sa quante notti in bianco ci siam fatti io e mia moglie molti anni fa-quasi 40) e/o la mia cagnetta che m’ha lasciato 2 anni fa dopo 4 mesi di sfibrante malattia, a livello di sentimenti ed attaccamento, non c’è differenza alcuna. Tutto si fa per i bambini e anche adulti e tutto si fa per i nostri amici animali, senza distinzione, perchè l’amore ed il dolore non li si possono dosare a nostro piacimento come si fa con il sifone della panna.Giusto Daniela?
            Saluti
            LAMAX61°

          • orpo fabrizio l’argomentare si fa tosto e va oltre il bigazzo: io, e l’ho detto prima perchè naturalmente mi aspettavo l’obiezione TU NON HAI FIGLI E QUINDI NON PUOI CAPIRE, non ho l’esperienza della prole a 40 di febbre(almeno quella diretta) e quindi massimo rispetto.

            pero’ il mio cagnone trovato per strada magro, ferito e sanguinante, me lo sono caricato in auto e dopo accurate visite, esami e cure me lo sono portato a casina , dove è stato un piacere vederlo rifiorire.

            e la maremmana con lesmaniosi causata soprattutto da un “padrone” imbecille che la trattava ad ossi come cibo e calci nel culo come educazione, alla telefonata della veterinaria che mi diceva: forse ho una compagna per il tuo, con qualche problema, poca vita da fare e se non la prendi tu l’idiota la vuole sopprimere, cosa fai? son corso giu’ ed oggi è bellissima, mi guarda negli occhi ringraziandomi ogni volta e forse vivrà e bene qualche anno di piu’.

            altra cosa: i miei non umani sicuramente scodinzolano perchè li nutro e li accudisco, i figli di molti umani( credo di capire che il tuo non sarà cosi’ anche per merito di voi genitori) all’età di ormai 14/16 ti prendono a calci nel culo o ti deridono, nonostante siano stati accuditi e sfamati, anche di telefonini per esempio) esattamente e piu’ naturalmente dei i miei cagnoni.

            l’ultima frase tua, scusami sai che ti voglio bene, denota una grande ignoranza, naturalmente nel senso proprio, in materia.

            se prendi un animale e lo vuoi tenere come si deve e non come un soprammobile, cazzo se ti costa. ti costa, ti costa, e soprattutto non economicamente.

          • avatar fabrizio scarpato

            Giancarlo, che ti devo dire… io non discuto, non sono io a fare confronti, ho scritto che il mio pensiero e il mio comportamento, sempre e se ci riesco, è improntato al rispetto, verso tutti.
            Io ho una visione eto-antropologica del rapporto uomo-animale: la dinamica del branco, dell’affermarsi come capo, lo scambio di ruoli tra uomo e cane, entrambi bisognosi di essere ora capo ora guidato, un desiderio di naturalezza determinano anche affetto, empatia. Questo è bello, gratificante, credo: capire, conoscersi, interpretare.
            Forse diverso con i gatti che richiamano indipendenza e forse una esigenza di vita senza vincoli, selvaggia.
            Che dirti, io non ho queste esigenze, non ne sono capace, forse sono egoista, forse non so trasmettere affetto, sarò cane sciolto (lupo solitario mi sembra troppo epico), non riesco a provare nè ad avere quella partecipazione necessaria cui tu fai riferimento.
            Ma, per rispondere anche a Lamax, i bambini sono un’altra cosa, altra partecipazione, altre ansie, altro amore. E non mi va quando, uscendo dal rapporo eto-antropologico, si adottano canoni “umani” nel rapporto con gli animali.
            Per concludere, e rispondendo a Daniela, uscendo dall’interessante scambio di opinioni che alla fine attengono quasi alla filosofia etica e morale, dico che non mi sembra corretto dire che Caffarri ha fatto eco a Bigazzi: così li accomuni, e non mi pare il caso. Perché Bigazzi ha detto una stupidata, televisiva, pro domo sua, volutamente provocatoria,, ma sempre una cazzata, mentre Caffarri ha parlato, al di là delle parole usate, di sentimenti. Ora, secondo me, è più difficile esprimere sentimenti che puntare il ditino: in questo senso dicevo non costa nulla, è troppo facile. Cazzate e sentimenti son cosa diversissima, e io nella sostanza, e nel rispetto di tutti, sono d’accordo con Stefano.

          • Io nella sostanza concordo con Stefano e l’ho scritto più o meno chiaramente, qui lo ribadisco se non fosse chiaro.
            Non condivido la sua frase, tuttavia so che essendo lui un uomo intelligente e di spirito apprezza anche chi non è d’accordo.
            Se fossimo tutti sulla stessa linea sarebbe alquanto noioso e non ci sarebbe nulla da dire.
            Ti ringrazio della spiegazione, ora ho capito meglio anche le tue parole.

          • avatar LAMAX61°

            Caro Fabrizio, solo ancora una cosina, perchè ritengo sia inutile continuare la ricerca di una verità fissa, valida, identica per tutti. A me di tutto il discorso di Caffarri non è piciuto il tentativo di misurare il dolore, l’ansia, la preoccupazione degli altri usando la bigazzata iperbolica. Chi si preoccupa per l’animale, il proprio animale, in modo, secondo alcuni, esageratamente anomalo, quasi da potersi considerare snaturato, per me snaturato non è. Se mi chiedi se ho sofferto più per la morte di un mio caro o per quella della mia cagnetta, non riuscirei mai a darti una risposta precisa. Forse solo un compromissorio “differente modo” ma quando ho vissuto la situazione, in quei momenti, per me era identica l’intensità e non me ne vergogno affatto.Posso solo aggiungere che se penso a certi comportamenti umani, questa convinzione non può far altro che consolidarsi.
            LA MAX61°

  6. grande caf, sottoscrivo ogni singola riga…

  7. avatar Komu

    Condivido al 100% quanto detto da Stefano

  8. avatar Maurizio Cortese

    Pro e contro, si potrà discutere per ore senza trovare alcun punto d’incontro, siamo nell’ambito della soggettività, della sensibilità di ognuno di noi (succede lo stesso anche nel mondo animale, guarda un po’…..).
    La forbice è molto ampia, da quelli che vanno piano in autostrada per non uccidere insetti e farfalle a quelli capaci di torturare gli animali nei modi più impensabili, solo per il gusto di farlo.

  9. avatar fabrizio scarpato

    Credo che quella di Caffarri, circa il “peso” della salute tra animali e bambini, sia un’iperbole, e già mentre la scrivo mi risulta ostica, improponibile. Tuttavia la premessa, cioè la tendenza a “umanizzare” i propri animali mi trova d’accordo, soprattutto per l’orticaria che ne consegue. Come mi sembra da sottolineare il passaggio sul rispetto che va esteso a tutto e tutti, animali, uomini, piante, cibo ….
    Non se ne esce ed è giusto così, perchè si parla di scelte, di sensibilità, di personalità: figuriamoci che io, che non ho mai avuto il desiderio di avere un animale, rischio di sentirmi in inferiorità per ricchezza sentimentale, per altruismo rispetto a chi con gli animali ci vive: perché, mi chiedo? Sarò forse più arido, secco, insensibile degli altri? Bah, sopravvivo.
    Al Bigazzi non gliene frega niente, né dei gatti, né degli umani: ha detto, secondo me volutamente, una cosa cretina, da subito, aprendo semplicemente bocca. Non poteva, pur nella presunta ignoranza dell’uomo, non sapere e prevedere. C’è una manfrina che non mi convince: non vale la pena di prendersela per quanto accade in tv. Nostalgia del trash? Niente paura, fra poco, alla Prova del cuoco ritorna la Clerici, Bigazzi sarà riabilitato con buona pace del teatrino dei De Rege quotidiano, a padellate e doppi sensi. Tutto finto, come da copione.

    • non sei inferiore in sensibilità se non hai mai avuto animali…
      Non c’è una legge scritta che affermi ciò e nemmeno il buonsenso, sono luoghi comuni.

      Hitler amava molto i cani e i commenti sono superflui.

    • avatar LAMAX61°

      L’importante è non ritenersi meglio o ritenere peggio chi agisce in un certo modo seguendo la propria sensibilità.
      Il Bigazzi, lo ripeto, secondo me, da persona intelligente e scaltra, ha abbinato la “gattata” con l’uscita del suo libro.
      Sarò permaloso… ma troppe ne ho viste.
      LAmax61°

  10. Io amo molto gli animali. Penso spesso alla foca, alla topa, alla maiala….

  11. avatar Stereomike.it

    Se siete in viaggio nel Nord Europa e dite di mangiare il coniglio o il piccione di certo non vi fate una buona reputazione… siete più o meno come un cinese che racconta di aver mangiato carne di cane.

  12. avatar simone

    Quanti finti perbenisti nel nostro paese!!!
    Per me Bigazzi ha semplicemente esternato una verità tenuta in silenzio dall’ipocrisia del nostro paese

    • avatar Domenico

      Ciao Simone,
      non si tratta di perbenismo, si tratta della legge italiana.
      Dare consigli su come frollare la carne di gatto in una televisione pubblica è come dare consigli su come affrontare una curva a 180 Km/h in autostrada.
      Stai istigando la gente a violare la legge: come si dice a Roma, nun se po fa!

      Ciao

      • Tutto questo can can non è certo dovuto alla violazione di una legge, ma alla sensibilità diffusa. Controprova è che spesso sulla Rai appare gente inquisita senza creare scandalo, mentre non mi risulta che Bigazzi sia indagato, almeno finora, quindi la Rai non potrebbe appellarsi a un’indagine in corso per la sua decisione. Per inciso, non so se esiste una legge che vieti di cucinare un gatto a regola d’arte, se non si commettono crudeltà nei suoi confronti (sì, le leggi prevedono che si possa uccidere senza crudeltà, chiedere ai condannati a morte negli Stati Uniti) (in altri paesi dove c’è la pena capitale non credo che si pongano il problema). Mi sembra che il caso sia più simile a quello di Morgan: anche lui non ha commesso reati né incitato a commetterne, ma ha ferito profondamente una sensibilità diffusa. Per questo il tema è così delicato, perché non ci sono punti di riferimento certi per valutarlo, ma è una prova di forza fra sensibilità diverse. Temo che in questo caso il conflitto è destinato a rimanere latente e per questo è affrontato con molta ipocrisia. Cane e gatto non si toccano non perché siano più intelligenti o più sensibili di un altro animale, ma perché sono cosa nostra, fanno parte della “famiglia”, sono sotto la nostra “protezione” (che come tutte le “protezioni” può avere un costo molto alto per gli stessi cani e gatti). Capisco chi è vegetariano e dice che il discorso dovrebbe valere per tutti gli animali, ma stiamo parlando del caso Bigazzi, che non sarebbe nato se avesse letto una ricetta per cucinare il piccione e forse neanche per il pesce rosso della boccia che abbiamo in casa.

  13. avatar mape

    Pare (a dirlo non sono solo pochi pazzi, ma anche vari scienziati rispettabilissimi) che l’uomo per sopravvivere non abbia assolutamente bisogno di mangiare carne.
    Con un po’ di buona volontà e aprendo un po’ la mente tutti noi potremmo evitare di fare tanto male agli animali (ma anche ai popoli del terzo mondo, al clima, ecc.): di alternative ce ne sono moltissime e sono spesso altrettanto buone e in genere anche molto più sane.
    Purtroppo, però, oggi è ancora “normale” fare finta di non capire che tutti gli animali, quando vengono uccisi (e anche prima) con ogni probabilità sentono dolore e paura esattamente come gli umani. Non vedo invece questa grande differenza tra un gatto e un altro animale. Forse anche in questo caso chi si scandalizza lo fa per mettersi la coscienza a posto quando mangia mucche & c.?

    • Basta rinunciare a ferro e B12

      • avatar mape

        A parte l’ironia (forse anche in questo caso finalizzata a mettersi la coscienza a posto?) il commento non è del tutto corretto. La problematica comunque, e qui concordo con Ganascia, esiste. Ma esistono anche varie soluzioni. Sarebbe pertanto interessante sentire qualche esperto in merito…

        • Secondo gli esperti, le carenze di ferro e B12 si manifestano particolamente nelel diete vegetariane sbilanciate: Vegan, Crudista, Fruttariana, Macrobiotica che non hanno assolutamente nessun fondamento scientifico.

          • avatar mape

            Ringrazio per la precisazione: infatti, sono le diete SBILANCIATE (non solo quelle vegetariane, però, bensì TUTTE le diete sbilanciate) a creare problemi.
            Le enormi quantità di carne e di prodotti animali in genere oggi consumate nei paesi “evoluti”, tuttavia, non hanno niente a che fare con una dieta bilanciata.

    • Veronesi è vegetariano, ad esempio

      • avatar Bruno Stucchi

        Essere vegetariani non significa essere piu’ bravi, intelligenti ecc. Veronesi e’ vegetariano? Affari suoi. Si dice cha anche Hitler lo fosse.

        • Se è per questo Hitler, come ho scritto sopra, amava anche i cani.
          :-)

          Dove ho scritto che essere vegetariani significhi essere più bravi o più intelligenti?
          Ho nominato Veronesi in quanto vegetariano e medico oncologo visto che si parlava di eventuali carenze dovute a quel tipo di alimentazione e lui dovrebbe esserne al corrente.
          Non do alla parola vegetariano un significato buono o cattivo, ho quindi aggiunto un’informazione che ritengo utile.

        • avatar mape

          Si dice che Hitler fosse cristiano, tedesco, maschio, Adolf, adulto, eterosessuale, uomo … aveva anche un cane. Ma tutto ciò che cosa c’entra?

  14. SCOOP !! :-P

    Su Novella 2000 in edicola (ecchiseloperde ?) Bigazzi si confessa e promette di non farlo più (cucinare i gatti) ma svela un’altra sua insana passione di gioventù:

    >Quando ero bimbo la mamma mi faceva assistere quando faceva il cappone – così impari e poi lo fai tu – diceva. Per “fare il cappone” intende la castrazione del gallo ? Esatto. E senza anestesia. Poi, quando ho compiuto 9 anni, il mio babbo mi regalò un coltellino dicendo – così il nostro chirurgo ci fa vedere come si fa – E lei ? Imparai. E il mi babbo era tutto orgoglioso.<

    :-)

  15. avatar pedro cnar

    Ridicolo discettare sull’ipocrisia, viviamo di compromessi e non possiamo certo tornare indietro nel tempo per recuperare abitudini legate a stili di vita ormai incompatibili col nostro. Estremismi condannabili sia quelli degli animalisti integralisti quanto quelli di vegani isterici o cacciatori assolutisti che mangerebbero anche i loro figli. Il buon senso è altra cosa. Non è certo la battuta di un vecchio rimbambito come Bigazzi, che poverino, può al massimo fare tenerezza nel suo timido tentativo di costruirsi un casus belli per tirar su un po’ di share che mi indigna, quanto l’utilizzo di confronti incongruenti come quello “fame nel mondo” versus “sfamare gli animali da compagnia” o “ci sono i terremoti e voi parlate di bigazzi”. Ogni cosa ha un suo peso e una sua collocazione culturale. Io nutro 3 gatti e ho adottato un bambino africano, e allora? Non è che se smetto di nutrire i gatti posso adottarne un altro. Il mio bambino mangia carne e rispetta gli animali. Il gatto è per lui un animale di affezione e non lo mangerebbe mai.

  16. avatar luca p

    Non sono e non sarò mai vegetariano. C’è da ammettere, concordando con Camagna, che si fa un uso eccessivo di carne. Aggiungerei che, purtroppo, la maggior parte delle persone consuma pochi tagli di un animale, mangiare più parti di uno stesso animale significa macellarne meno, consumare meno, inquinare meno ecc ecc.
    L’uscita di Bigazzi è stata fuori luogo soprattutto per il tono e la sua aria compiaciuta con cui ha raccontato la storiella, per non parlare del contenitore nel quale ha preso corpo “il reato”.
    Ma perché nessuno ha commentato la notizia delle studentesse che hanno ucciso il loro stesso gatto per cibarsene? quello si che è stato disgustoso. Nella mia più profonda ipocrisia faccio a pezzi un paio di agnellini a settimana ma da qui a farne fuori uno con le mie mani il passo non è così breve!

    • avatar toma

      sono d’accordo con te, però credo che il caso delle studentesse sia un po’ diverso. Certamente raccapricciante e deprecabile, ma a quanto pare hanno comprato un gatto da un allevamento atto a venderne carni per il consumo alimentare e poi lo hanno presentato in modo cruento per un intento provocatorio choccante e polemico proprio nei confronti dell’industria della carne. Certo è che si è trattato di un gesto sicuramente fuorviante dacché ad un primo sguardo, il messaggio che ne viene fuori è soprattutto quello di ostentazione di crudeltà gratuita e poi forse e leggendo attentamente quello di una polemica. Si tratta comunque di una cattiva gestione della comunicazione, non esperta e ingenua, ovviamente controproducente e fallimentare. Immaginiamo l’effetto boomerang che ha avuto sulle loro vite (…) Giocare con immagini e contenuti del genere è cosa delicatissima che deve essere semmai lasciata a fior di esperti nel settore poiché è facilissimo cadere nella volgarità e nell’eccesso. Probabilmente il loro intento era (tra virgolette, molte virgolette) “etico”,ma il risultato è stato drammatico.

      • La foto scelta da Stefano è raccapricciante. Non diementichiamo però che la sfilza di polli morti ben esposti al supermercato lo è altrettanto, ci siamo solo più abituati e ci fa meno effetto.
        La differenza sostanziale la fa il fatto che questo gatto scuoiato mi fa pensare alla giustizia personale, non si fa, ci sono le istituzione apposite, così come la carne in macelleria è legale mentre non lo è macellare in casa.
        Per questo condanno le studentesse. Anche chi si fa giustizia da solo ha sotto sotto un intento etico o moralizzatore, ma non è suo compito e nemmeno suo potere/dovere farlo.

  17. avatar pedro cnarr

    È vero,le ingenue studentesse che sentenziavano che fosse cosa ipocrita spendere tanto per tenere in casa un gatto mentre la crisi economica costringeva a risparmiare sulla carne di maiale potevano scegliere una differente strategia per veicolare il loro strampalato monito. Qualora fosse anche ipocrita tutto ciò, quale profonda verità avrebbero sollevato con questa bravata da liceali persuasi di essere dei genietti? Nessuna, ed è fin troppo facile andare avanti a scovare “ipocrisie” qua e là sentenziando ad ogni piè sospinto quando tutti dobbiamo districarci tra compromessi di ogni tipo per poter fare una vita appena decente.

  18. avatar alfredo

    Il Bigazzi è un vecchio che pensa di essere saggio, i gatti si mangiavano 50 anni fà, ovvio, c’era poco in inverno.
    La pubblicità serve per vendere il solito libro inutile, OK.

    Chi si scandalizza per i cani e i gatti trattati meglio di certi bimbi, è solo un “categoria lamento”.
    I cani e i gatti vengono trattati troppo bene? E allora? C’è gente che faceva collezione di schede telefoniche, sono pazzi anche loro?:-))
    Pensate al giro di scatolette, e gadget per animali da compagnia che c’è!
    La differenza è che un cane e un gatto rimane sempre uguale, cioè non cresce nel cervello, nel pensiero, non darà problemi…
    Ecco la differenza con l’uomo.
    Allevare un bimbo è la vita, mantenere un cucciolo di gatto o cane o caimano o altro animale, e farlo diventare adulto è un passatempo che può dare anche compagnia e affetto, ma non è la vita, la nostra vita.

    • avatar lamax61°

      Potrei dimostrarti molto facilmente che quello che tu affermi non è vero. Da sempre abbiamo avuto cani per casa e t’assicuro che nei loro comportamenti c’è una forma di ragionamento (diversa dalla nostra) e sensibilità da poter esserci venduta a chili e un’evoluzione costante.Non restano sempre uguali. Ho fotografie del maschietto che cinge la femminuccia malata e ormai agli sgoccoli. Quando è morta non ha voluto vederla più e scappava. L’ho sepolta in giardino e mai, dico mai, l’ho visto passare sopra la sua eterna dimora. Da quel giorno il suo carattere è cambiato e non è più stato il cagnetto allegro e spensierato di sempre. Vai in un canile e prova a dare un’occhiata.
      Questo non vuol dire umanizzare un animale ma solo capire la sua sensibilità e, credimi, confrontandola con quella di certi(tanti) umani, la sensibilita canina è dcisamente superiore.
      Difficilmente, ma sarebbe meglio dire MAI, loro, te lo mettono in quel posto.Padronissimo di non credermi per quanto sopra.
      Ciao
      LAMAX61°

      p.s. parlo di cani perchè son quelli che conosco meglio

    • Come si può essere così assolutisti?
      Allevare un bambino è la vita e allevare un cane no?
      E’ questione di punti di vista secondo me, rinnegare l’importanza di un animale è rinnegare l’importanza di alcuen categorie di umani.
      Un vecchietto che non ha più nessuno al mondo è da giudicare male se tra le sue 4 mura domestiche considera come un figlio (che magari non ha) un cagnolino?

      Ognuno ha la sua opinione e per lui è la sua verità, non imponiamola ad altri, per favore, che potrebbero avere altre priorità altrettanto lecite e valide.

      • avatar gnomma gino

        è ovvio che c’è differenza tra figli e pets, ci mancherebbe, ma bisogna rispettare soprattutto l’affetto che una persona nutre verso il proprio animale e il valore che gli attribuisce. Sappiamo che gli uomini da sempre sono onnivori e non smetteremo mai di stupirci per cosa possono mangiare. Non possiamo fare crociate animaliste verso tutte le culture che ci circondano, ma usare il buon senso per rispettare i nostri simili, in primis. Urtare volontariamente e provocatoriamente la sensibilità altrui è un atto di vigliaccheria e di maleducazione, soprattutto quando si riveste un ruolo importante nella comunicazione (es. Bigazzi)

  19. Sono più sensibili gli imprenditori intercettati nel ‘caso Bertolaso’ che la notte del terremoto dicevano: «…io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro il letto» o il cane di cui racconta LAMAX61°?

    thebigfood

    • avatar LAMAX61°

      Se cominciamo a porci sul piedistallo del creato mi sa che è già cominciata, da tempo, la ri-caduta a terra.
      L’equilibrio e l’armonia della natura sarebbero una bella conquista, alla quale noi, purtroppo, non riusciamo a dare significativi contributi.
      Questa discussione, per certi versi ricca e bella, non dovrebbe concludersi con il solito bi-partitismo.
      E qui la smetto.
      Ciao
      LAMAX61°

      • D’accordo con te. Bestie, uomini e Bigazzi vari dovrebbero vivere in armonia perpetua.

        • avatar alfredo

          L’uomo per sua natura ha un cervello più raffinato del cane o del cavallo e anche del maiale, ma può essere anche molto più malato e contorto di qualsiasi animale, è questa la differenza enorme che volevo sottolineare!
          L’uomo è difficile da allevare.
          Infatti si dice crescere un bambino, allevare e accudire un cane o un gatto.
          Il cane o il gatto sono amici dell’uomo, animali domestici, i figli non sono animali domestici.
          Ovviamente Voi potete portare esempi brutali dove l’uomo diventa un’orco.
          Se la natura ci ha dato un cervello più evoluto ci ha dato un pregio ma anche un problema in più rispetto agli altri animali.
          Gran bella responsabilità:-)))

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  25. avatar piti

    Il declino della civiltà occidentale mostra una curiosa coincidenza con l’aumento degli animalisti fanatici.
    Non è vero che non ha senso confrontare l’unghia dal bimbo con la vita del gatto. E’ un confronto che serve a capire che chi capisce e chi no. Chi svicola di fronte al confronto con argomenti capziosi, e sottintende che hanno valore sia il bimbo sia il gatto in egual misura è un individuo degenere. O perlomeno una persona con serie difficoltà di natura affettiva, che crede di risolvere con la scorciatoia del micio.
    Come quelli che si preoccupavano della fine che avrebbero fatto i randagi siciliani che hanno sbranato un bambino e una turista tedesca un po’ di tempo fa. Le povere bestiole.

    Ah, per quelli che gli animali non te lo mettono mai in quel posto: avete un’idea dei bambini aggrediti dal cagnolone di casa, tanto buonone, il miglior baby sitter, solo, poverino un po’ geloso?

  26. avatar Natsumi

    Inanzi tutto Bigazzi parla da uomo che ha vissuto in altri tempi.
    QUINDI voi buonisti lavatevi la bocca, perchè se vi trovaste in una situazione di carestia, di guerra o qualunque altra situazione che imponga povertà, davanti a una gallina, un coniglio NON DIRESTE: oh povero, sto morendo di fame ma non lo mangio perchè mi fa pena. No, lo mangereste eccome.
    La tv fa schifo perchè c’è gente come voi che non sa ascoltare la verità, si scandalizza per qualunque cosa e poi magari abortisce che per me è comunque un omicidio.
    Bigazzi ha parlato bene, smettetela di scandalizzarvi facendo finta di essere buoni e teneri. Mi fate pena, vi porterei poi in cina dove il gatto si mangia come da noi la mucca.
    Io lo mangerei.
    Siete tutti degli sporchi ipocriti idioti.

  27. avatar nove mesi dopo

    alleva gatti ma poi li cucina in salmì

    Vanzago, 29 nov – [...] Negli ultimi tempi la 77enne Aldina si sarebbe data all’allevamento di mici a scopo culinario, secondo vicini e compaesani la donna avrebbe cresciuto e messo in pentola oltre sessanta felini. In modo magistrale, sembra di capire: le voci di quartiere narrano di commensali disposti a sborsare anche 40 euro, pur di assaggiare il suo piatto forte. «La donna, oltre ad aver ucciso decine di gatti, si sarebbe intascata illegalmente 800 euro solo durante l’ultimo pranzo in primavera», sbotta Lorenzo Croce, presidente dell’Associazione italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, che il 23 ottobre scorso ha denunciato Aldina contestandole il reato di maltrattamento di animali con l’aggravante della morte.

    [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/fattedanoi/donia/46.gif[/img]
    Alessandra Dal Monte sul corrieredelveneto.it, anche se l’incipit dell’ultimo paragrafo (Croce ha fatto chiudere il sito di ricette per la carne di gatto aperto dal cuoco televisivo Beppe Bigazzi) non depone favorevolmente circa la scrupolosità della giornalista…

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