di | mer 16 set 2009 ore 9:50
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prudenza e giurisprudenza

Giudizi sui ristoranti | Diffamazione o diritto di cronaca?

Una postazione della Polizia postaleCommentare il cibo che mangiamo al ristorante può essere scivoloso, e nel caso di un sito internet, porta direttamente davanti al giudice. Non senza un filo di angoscia, abbiamo letto stamattina che il gestore di un ristorante di Cervia (AGGIORNAMENTO: si tratta del ristorante Al Teatro) ritenendo «gravemente diffamatorio» il giudizio espresso da un lettore del forum Baltazar dedicato a turismo e ristoranti, si è rivolto al suo legale, l’avvocato Massimiliano Nicolai, che ha presentato una querela per diffamazione. A far imbestialire il ristoratore che ha parlato di affermazioni oltre ogni limite di decenza, non sono stati tanto i giudizi negativi sul servizio e sulle portate, quanto commenti tipo: «pesce di scarso valore..fritto con olio da motore…», e il riferimento a un episodio di ‘inquinamento’ riguardante una pietanza inserita nel menù.

Cosa succede in questi casi? I carabinieri di Cervia hanno trasmesso la querela alla Polizia postale che cercherà di risalire all’autore del commento attraverso l’indirizzo IP fornito dai responsabili del forum. L’indirizzo IP permetterà di identificare il computer dal quale è partito il messaggio. Siccome per lasciare commenti su Baltazar, è necessario iscriversi, i responsabili del sito dovranno fornire i dati identificativi.

E’ interessante notare che per effetto di un decreto legislativo del 2003, i responsabili di un sito come Baltazar, che non è equiparato a una testata giornalistica, devono collaborare con la Polizia postale, ma non hanno il dovere giuridico di  di vigilare su possibili diffamazioni.

Casi come questo comunque, sollevano domande su libertà di opinione e diritto di cronaca. Da una parte ci sono cuochi e ristoratori, il cui contributo a blog e forum è quasi nullo, ma che leggono ogni cosa li riguardi, discutendone tutto il tempo. Per loro, indubbiamente, schede o recensioni sono molto importanti. Dall’altra, c’è la libertà di espressione. Che però, lamentano i professionisti della cucina, non va usata per esprimere giudizi approssimativi attraverso un linguaggio da bar.

Ci dite voi come la pensate?

All things considered, quite the worst restaurant in London, maybe the world. San Lorenzo serves horrendous food, grudgingly, in a room that is a museum to Italian waiters’ taste circa 1976.”
AA Gill, the Sunday Times, on San Lorenzo in Chelsea, London

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56 commenti a Giudizi sui ristoranti | Diffamazione o diritto di cronaca?

  1. avatar pina sozio

    Io in questi casi parlerei esclusivamente di libertà di opinione e diritto di critica, perchè non mi pare che il caso in esame rientri nel diritto di cronaca.

    Quando un giornalista studia per diventare giornalista gli insegnano che il diritto di critica ha dei limiti, il rispetto dei quali è fondamentale per non essere querelati o sanzionati:

    1. il giudizio deve poggiarsi su un fatto vero o collettivamente riconosciuto
    2.L’avvenimento per il quale si esprime il giudizio deve stimolare l’interesse pubblico alla conoscenza delle varie opinioni a favore o contrarie ad esse.
    3. le idee devono essere manifestate con “continenza”, in modo chiaro, provocatorio si, ma non offensivo o immorale.

    Beh io direi che espressioni tipo «pesce di scarso valore..fritto con olio da motore…» riferite ad un esercizio che serve cibo al pubblico, se non sono fondate su una verifica accurata dei prodotti menzionati, vanno sanzionate.
    Se ci sono persone che fanno di mestiere i “critici” e devono rispettare dei limiti, non vedo perchè dei normali cittadini non dovrebbero fare altrettanto, soprattutto quando utilizzano un mezzo di comunicazione.

    E qui aprirei anche un dibattito sui limiti di internet.

  2. Secondo me è fondamentale che un professionista, ma anche un semplice appassionato, quando rivolge una critica a qualcuno, lo faccia sempre tenendo conto che il ristoratore è comunque uno che lavora. e il suo lavoro merita rispetto, anche se il risultato è considerato basso o scarso. Insultare la gente non è fare critica…

    • avatar Buauro

      Quoto in pieno il rispetto per il lavoro altrui. Personalmente tendo a dare poco valore a “stroncature” talmente negative da sembrare pretestuose, sia scritte da amatori che da professionisti. Qualsiasi critica (sia positiva che negativa) dovrebbe essere sempre adeguatamente motivata.

    • avatar Arcangelo Dandini

      Quoto Laura, ci sono modi e modi di fare critica…. ben venga quella equilibrata e anche feroce, ma mai offensiva.

    • avatar giovanni

      Solo in Italia si risponde con gli avvocati alle critiche. Se il ristoratore è così convinto di essere stato insultato, poteva intervenire nel forum dimostrando di non essere uno spacciatore di olio di motore: chi sa far bene da mangiare deve avere una cultura del cibo e della cucina tale che si capisce già da come parli di ciò che fai se per te un ristorante è un posto dove fai stare bene la gente o per dare il pappone ai porci. Chi mette subito le cose in mano agli avvocati di solito ha la coda di paglia, e sa benissimo che non sarebbe in grado di dimostrare coi fatti che il calunniatore mente. E infatti in quel forum ci sono molti altri ristoratori che di fronte a critiche aspre non hanno denunciato nessuno, ma hanno chiesto al critico di spiegarsi meglio e la maggior parte delle volte hanno riconosciuto che in quella particolare serata le cose non erano andate bene per uno dei miliardi di imprevisti che chi fa quel mestiere con passione sa essere inevitabili, e hanno invitato il critico a tornare nel ristorante quando c’è più tranquillità (di solito è il sovraffollamento la causa principale delle pessime recensioni), perchè sanno di fare bene il loro mestiere e di poterlo dimostrare a chiunque. Ma chi sa di non potere rispondere in nessun modo alle critiche mette tutto in mano all’avvocato. E ci guadagna solo di fare brutta figura, guadagnandosi sul forum stesso la fama di censore, con tanto di utenti che hanno dichiarato pubblicamente che non andranno mai a mangiare da lui. E così farò anch’io. Alle critiche si risponde coi fatti, non con gli avvocati.

  3. avatar Giulia

    Libertà di opinione prima di tutto (e mai come in questo momento c’è stato bisogno di ribadirlo), però un po’ di buon gusto non solo a tavola, ma anche nella scelta delle espressioni, non guasta. Poi chi si erge a giudice supremo mi fa sempre un po’ sorridere: hai mai pensato che quel mattino magari ti sei alzato con i sensi alterati?

  4. su “pesce di scarso valore” si può passar sopra: il valore di quel pesce può anche rappresentare un’opinione personale. “fritto con olio da motore” è invece ai limiti, secondo me.
    certo che anche il sunday times non ci va tanto liscio…

    • avatar Riccardo I.

      Credo proprio che non sia perseguibile neppure l’espressione “fritto con olio da motore”, proprio perchè è un’evidente iperbole: non intende indicare uno specifico prodotto utilizzato, ma esprime soltanto con un termine “forte” una sensazione di disgusto al palato e pesantezza. Il che rientra nella libertà di pensiero e d’opinione.

      Se i ristoratori iniziano a fare indagini su chi scrive recensioni negative, con l’intento di querelare, altrettanto allora dovrebbero fare le associazioni di consumatori nei confronti delle migliaia di panegirici in giro per il web, palesemente farlocchi e autocelebrativi. Sai quante persone sono rimaste fregate per essersi decise a provare un ristorante sulla base di 8 recensioni positive, di cui 4 scritte dal proprietario stesso con nick diversi e le altre 4 da amici e parenti?

  5. avatar massimo lanza

    berlusconi docet !

  6. avatar Maurizio Cortese

    Post molto interessante e di grande attualità Massimo.
    Se ben ricordi ti avevo posto, recentemente, questo interrogativo.
    Da non professionista, al quale hai dato visibilità nel tuo blog, questa domanda me la sono posta un milione di volte.
    Cosa faccio, vado da Vissani, mangio male e stronco pubblicamente tutti i suoi piatti? Beh, se il tutto fosse motivato, senza cadere nella diffamazione, sarebbe diritto di cronaca. Ma eccoci al punto.
    Che qualifica ho io per scrivere male di Vissani?
    Cioè, un semplice appassionato come me, anche se con una discreta esperienza in materia di ristoranti che diritto ha di esprimere giudizi negativi su questo o quel ristorante?
    Poi qui si entra anche nel personale. Ognuno di noi ha la propria soglia del pudore e del rispetto verso il prossimo.
    Io, nel mio piccolo, ho fatto la mia scelta.
    Mi limito a scrivere in due modi. Il primo dando delle informazioni, tipo “1′ora da Vissani”, ed il secondo, che preferisco di gran lunga, raccontando la storia di un luogo e delle persone, cercando di evitare voti e giudizi che non sento di dare.
    Sono una persona che lavora, ho una mia attività, la stessa da quasi trent’anni, so cosa vuol dire il sacrificio che ci vuole per portare avanti il proprio lavoro in modo decoroso ed onesto. I ristoratori a maggior ragione. Loro il “culo”, passami l’espressione, se lo fanno per davvero. Tredici ore al giorno come minimo e quotidianamente esposti ai giudizi altrui.
    Perciò diffidano di noi (permettimi se mi metto in mezzo anch’io). Tutti leggono i blog, Massimo, perlomeno quelli più noti, ma nessuno commenta.
    Non vogliono compromettersi proprio perchè i blog non li considerano ancora autorevoli.
    Termino con l’interrogativo che ti ho già posto.
    Non sarebbe meglio, proprio per auspicare una forma di dialogo che contribuisca alla crescita del settore, determinare delle regole che possano dare maggiore autorevolezza ai blog?

    • avatar Lea

      >Cioè, un semplice appassionato come me, anche se con una discreta >esperienza in materia di ristoranti che diritto ha di esprimere >giudizi negativi su questo o quel ristorante?

      secondo me, il diritto è semplicemente quello del proprio palato: posso anche trovarmi nel più rinomato dei ristoranti ma se quello che mangio, banalmente, non mi piace o non è buono..devo tacere solo perché sono un’ “ignorante” in materia culinaria? Il sapore è sapore, se non piace è anche giusto dirlo.

      • avatar Angelo Sabatelli

        Se e’ fatto male va bene, ma se e’ eseguito alla perfezione e non e’ di tuo gusto allora il giudizio cambia. Almeno dovrebbe.

  7. Al Mangione – mesaggio promozionale ma garbatissimo – arrivno spesso recensioni con pesantissime insinuazioni e diffamazioni. Vengono respinte e questo naturalmente porta poi molti a scrivere mail di vibrante protesta contro la nostra censura, limitazione alla libertà, festini con donnine procaci, ecc..

    Di contro, esiste qualche chef che quando non legge di lui in termini entusiastici e osannanti, ritelefona litigiosamente ai suoi clienti e poi ci minaccia di querele, ingiunzioni, festini con omini procaci

  8. avatar gianluca

    i blog e i forum non sono delle testate giornalistiche ufficiali e riconosciute. .
    per un parere parlare di diffamazione mi sembra eccessivo.
    i commenti negativi non fanno mai piacere ma ci sono anche quelli positivi e comunque internet è così, bisogna accettarlo e stop.
    solitamente chi lavora veramente bene, è gentile con i clienti e serve piatti veramente di qualità, molto difficilmente avrà un feedback del genere….

    • ilmangione.it è una pubblicazione quotidiana iscritta al Registro Nazionale della Stampa, con degli editorialisti di una sagacia che levati.
      Ok, la mucco.

    • La diffamazione non si fa solo a mezzo stampa. Se dici “Pinco Palla è un cretinetto succhiacazzi” e lo dici a tiro d’orecchio di più di due persone, puoi correre il rischio di essere querelato per diffamazione.

  9. “Servizio degno di un ufficio postale…” diceva la recensione della sala da tè The Babington’s di Piazza di Spagna a Roma.
    Loro si sono incavolati e hanno chiesto il sequestro della guida di Roma e 700 milioni di danni.
    Era il febbraio 1998
    Facendo uso dell’articolo ex 700, urgenza, hanno ottenuto che ritirassimo la guida e mettessimo un foglietto che diceva che avevamo fatto una sola visita, pubblicando anche un’inserzione sul Messaggero.
    La causa, diffamazione a mezzo stampa, invece si è conclusa in appello – dopo che avevamo già vinto nel 2001 con sentenza in primo grado – nel 2006 con la nostra vittoria e il pagamento delle spese processuali a carico di Babington’s.
    Come si vede sono rogne, spese e perdita di tempo ma alla fine ha prevalso il diritto di critica e di cronaca.

    • e le Poste Italiane non vi hanno querelato? ;-)

    • avatar giovanni

      “alla fine ha prevalso il diritto di critica e di cronaca.”
      Nel vostro caso sì, ma voi avete un editore dietro che può assistervi con le beghe legali di questo tipo, l’utente qualsiasi di internet che fa una recensione come quella del ristorante di Cervia magari un avvocato non l’ha mai avuto, si vede la querela sul collo e si affida al primo sbarbatello che trova che gli consiglia di cavarsela dando qualche migliaio di euro al querelante. Dubito che una persona qualsiasi possa permettersi di fare 8 anni di causa solo per il puntiglio di dimostrare che il diritto di critica non è censurabile.

  10. essendo uno dei pochi ristoratori che scrive e commenta a giro, vi posso dire che l’arma migliore è banale ovvero scrivere e intervenire nel forum stesso dimostrando attenzione e cura del cliente, e di porsi sempre e comunque aperto alle critiche. A quel punto chi accusa in maniera tanto pesante in genere viene smentito dai frequentatori del forum stesso.
    Ogni volta che leggo una recensione di Burde o di Osteria rispondo alle critiche volentieri poi però poi la gente si lamenta con i responsabili del sito che non vuole che i ristoratori leggano i loro commenti!
    e allora mi viene da piangere…;-)

  11. avatar Rizzo Fabiari

    se si scrive, da giornalisti o non, per legge si è tenuti a esprimersi con:

    1) veridicità (i fatti riportati devono essere veri)
    2) pertinenza (bisogna attenersi ai fatti, senza divagare: scrivendo, ad esempio, che il cugino del ristoratore è stato in carcere per abigeato)
    3) continenza (i fatti vanno riportati con misura)

    Questo per i legislatori italici. All’estero, per essemplo in Inghilterra, sono meno fiscali, e un critico può anche ironizzare pesantemente su un prodotto e/o un produttore senza essere denunciato.

  12. Internet è la vera rivoluzione del secolo, ma è come una giungla, dove circola di tutto e di piu’.
    E se per ipotesi, quel fango fosse stato buttato apposta da un diretto concorrente di quel ristorante ?
    Credo che una querela , in ogni caso sia esagerata, il ristoratore poteva benissimo rispondere a tono….e nessuno ci avrebbe fatto caso, mentre invece ora il caso sta montando da solo.
    Poi mi viene da sorridere perchè vanno molto bene i commenti positivi….mentre quelli negativi danno fastidio….ma d’altronde il diritto di critica è sacrosanto….cosi’ come quello di replica.
    ( Psiconano a parte…)

  13. avatar Totò

    Personalmente quando commento un fatto scrivo sempre che quella è la mia opinione e pertanto è opinabile e rispettabile come qualsiasi altra opinione.
    Scriverei: quel ristorante, a mio avviso, secondo la mia personalissima esperienza, fa cagare perché mi hanno fatto la pasta scotta, il pesce era immangiabile perché sapeva di puzza di piedi, il vino era allungato con la gazzosa e ho speso un mare di pìccioli.

  14. avatar Dan Lerner

    E’, a mio parere, una questione di misura: se scrivo che IO in QUEL giorno non ho apprezzato QUEL piatto per QUESTI motivi, ne ho diritto, qualunque sia la mia esperienza: la sensatezza e competenza o meno dei miei giudizi risulteranno subito evidenti.
    Ciò richiede certamente un po’ più di tempo, e può limitare alcune a volte necessarie sintesi giornalistiche, ma mi pare risponderebbe a due autorevoli commentatori: credo che se la guida, Diretùr, avesse scritto il giorno della nostra visita abbiamo subìto un “Servizio degno di un ufficio postale…” nessun giudice avrebbe potuto obiettare o imporre sanzioni, e, Maurizio, condivido ogni tua parola riguardo al rispetto del lavoro e dell’impegno altrui, ma se critico un piatto di Vissani non sto “stroncando pubblicamente tutti i suoi piatti” né men che mai scrivo male di Vissani, non della persona parlo ma di un suo prodotto specifico.
    Mi son trovato giorni fa a criticare un vino in rete e sono stato redarguito: “perchè descrivere un vino che non piace, parliamo invece di quelli fatti con una certa maestria”. E perché mai, ho risposto, se tutti si limitassero alla descrizione dei vini che sono piaciuti, ci troveremmo nella paradossale situazione in cui TUTTI i vini di cui si parla in Internet -ormai la principale fonte di informazione per il pubblico- sono buoni. E così non è.
    Evviva la critica, dunque, ed evviva il garbo, l’ironia e la buona dialettica, ma questa –terminavano le fiabe- è un’altra storia…

  15. avatar Andrea Guolo

    Mah… bisognerebbe leggere il contesto in cui si parla di questo pesce “fritto con olio di motore” (e poi quale motore? Di barca, di motorino, di go-kart? C’è differenza :-)
    Di certo vi posso assicurare che a ilmangione.it abbiamo ricevuto minacce di querela per molto meno. Querele reali nessuna, su oltre 31 mila recensioni. Internet è una giungla sulla quale va esercitato un controllo, ed è per questo che possiamo contare su una redazione virtuale composta da cinque validatori che intervengono per limitare i danni. Che molto spesso, come sospetta Roberto Gatti – e come abbiamo verificato noi – sono causati proprio da ristoratori che gettano fango su diretti concorrenti.

  16. Ho capito. La cronaca non la posso fare perchè non sono un giornalista, la critica non la posso fare perchè non sono un professionista.
    Mi lasciate la libertà di racconto?

    • avatar fabrizio scarpato

      Tu sei l’eccezione che conferma la regola.
      Nonché incubo virtuoso ogni volta che si discute di guide, di voti, di rece, di parole, di atmosfere, di foto… Pietra angolare, non professionista.

  17. avatar fabrizio scarpato

    Stroncare è un esercizio stupido, soprattutto se fatto attraverso termini e perifrasi sprezzanti, spesso inaffidabile e premeditato quanto una lode sperticata: come nei concorsi di tuffi o pattinaggio, la migliore e la peggiore votazione vengono escluse.
    Quindi stupido perchè inutile e presuntuoso: mi viene in mente un’intervista ad un noto sommelier che riferiva della sua accondiscendenza verso clienti danarosi che rimandavano indietro bottiglie blasonate adducendo sentori di tappo inesistenti, solo per potersi gratificare e vantare con i commensali. Le stroncature volgari sono sempre figlie di presunzione e puzza sotto il naso: sboronaggini buttate lì. Giudizi sommari.
    Molto, ma molto più difficile non dare giudizi ( e qui mi ricollego a quanto detto da Maurizio Cortese), non ergersi a giudice, ma restare semplice testimone, di storie, di persone, di seduzione, di ambientazione, di gusto, anche, ma che sia il tuo e soltanto il tuo, quindi opinabile, sempre.
    Il senso del rispetto per il lavoro altrui, l’educazione, il vocabolario per esprimere certe sensazioni ce l’hai o non ce l’hai, ma, in accordo Fante, in ogni caso credo che una supervisione di professionisti sia sempre preferibile, che sia meglio restare in un ambito circoscritto e riconoscibile, e che comunque vada evitata la giungla senza regole dei forum, ottimi per scambiare idee e proposte, per fare esercizio di puntini di sospensione e punti esclamativi, ma non per fare recensioni e tantomeno sparare giudizi.

  18. Da ristoratrice dico questo: si’ a internet, va bene accettiamo tutti i recensori e i censori e gli esperti e gli “io farei cosi’, che e’ sicuramente meglio” e i panegiristi e i libellisti.
    Però con la preghiera di non dimenticare il buon senso quando si siedono davanti alla tastiera : tale dimenticanza può arrivare a ledere un’attività.

    • è quello che penso sempre mentre spreco impronte digitali a puro uso e consumo del mio ego. poi – con tutto il rispetto – penso anche che ci sono attività che meritano di essere lese.
      Tipo se io ballassi “Il lago dei cigni” e mi dicessero che in calzamaglia assomiglio ad un capibara in preda a convulsioni intestinali certamente lederebbero la mia attività, ma renderebbero un servizio all’intera umanità.
      Quindi se la salsa di yoghurt sa di colla vinilica secondo me, vorrei essere libero di dire: la salsa di yoghur sa di Vinavil, secondo me.
      mi è capitato più di una volta di sedere in posti che meritavano solo di chiudere entro domattina, ecco. o ci dobbiamo rifugiare in una foresta di “abbastanza”? ed esprimerci sempre inebriati da un cocktail di valium intellettuale?

      ho finito ;-)

      • avatar Fabio Spada

        Annotazione linguistica: sai perfettamente che le cause si vincono e si perdono anche solo per una parola sbagliata. Dire che una salsa sa di vinavil non è uguale a dire che è fatta col vinavil.
        Detto questo io non direi né una cosa né l’altra. A me il cocktail di valium intellettuale piace, e anche a te e già solamente quest’ultimo messaggio ne è la prova, altrimenti ci si potrebbe limitare a – è’ ottimo / fa cacare – oppure ad esprimerci solo con freddi numeri.
        E invece scriviamo, elaboriamo similitudini, costruiamo iperboli sicuramente per divertirci, forse anche per divertire.
        Io penso che tu “fritto con olio da motore” non lo avresti scritto, e penso anche che in fin dei conti questa difesa del “recensore” incriminato sia più a uso e consumo del tuo ego.
        ;-)

        Per la precisione, non ho bisogno di invocare la tua clemenza linguistica avendone già ampiamente usufruito.

        • > Io penso che tu “fritto con olio da motore” non lo avresti scritto

          Parole sante. Io avrei scritto “fritto in lubrificante per manovellismi”.
          :D

          PS.: tutto si tiene, sopra tutto chi – come te – sa scrivere ancor più che leggere tra le righe. *ride*

  19. avatar alfredo

    Ricordo a tutti quel che diceva Veronelli a proposito di pranzi o cene non andate bene, semplicemente non si commentano, perchè scriver male di chi lavora in un ristorante è come sparare sulla croce rossa! Troppo facile, in un paese come il nostro dove tutti sono cuochi, (ma anche allenatori).
    E poi, OK i blog, ma le guide?
    Chi scrive sulle guide,

    Che esperienze ha nel settore ristorazione?
    Nulla di solito, come i giornalisti calciomanianici, escluso qualche calciatore diventato commentatore.
    Quindi escludendo quei pochi che hanno lavorato in qualche modo per almeno 5-10 anni in ristorante, gli altri son solo dei gastrofanatici o gastrogonzi.
    AMEN.

  20. avatar bio doll

    ma che ristorante è?
    non si sa o sbaglio?

    kiss
    bd

  21. Forse potremmo aiutarci con qualche similitudine e cercare di paragonare i “luoghi” di Internet coi luoghi reali.
    Un forum non moderato (cioe’ non “presidiato” da redattori come invece ad es. fa ilmangione) a mio parere e’ semplicemente un Bar Dello Sport dove ognuno ha la possibilita’ di urlare la propria opinione per quanto strampalata e farla ascoltare a tutti gli avventori, che ne traggono poi le conseguenze che il loro buon senso gli suggerisce.
    Unica differenza e’ che un Forum su Internet e’ come un Bar Sport frequentato da migliaia di persone.

    Direi che sia gli avventori che i presunti diffamati dovrebbero semplicemente usare un po’ di grano salis nel giudicare cio’ che sentono tra le chiacchiere del Bar Sport.

    • avatar giovanni

      non è vero che i forum sono come il bar sport. Al bar sport ognuno urla a favore della sua squadra e contro le altre, e quindi sono tutti ignoranti alla pari, e al barista non importa niente, anzi, più urlano, più hanno la gola secca e vogliono bere. Nel forum chi interviene perchè ha qualcosa di serio da dire impara presto a non perdere tempo con chi abbaia, e alla fine fa gruppo con gli altri utenti interessati all’argomento di cui si tratta; chi interviene solo per abbaiare viene, insulta un po’ a destra e manca, fa la sua pisciatina e poi se ne va. Anche perchè nei forum ci sono i moderatori, che magari non sono avvocati che conoscono a memoria gli articoli di legge e le sentenze sulle querele, ma affinano il fiuto per chi cerca casino, e ci mettono poco a sbatterlo fuori. Nel caso specifico, trattandosi di un forum di recensioni di ristoranti, sono anche abbastanza allenati a capire chi interviene su mandato del padrone per incensare un locale (o per stroncare il concorrente), per cui siamo ad anni luce dal bar sport. E infatti il commento stesso che ha scatenato la querela secondo me ci sta benissimo. Se il ristoratore vuol far finta di credere che quando si parla di pesce fritto nell’olio di motore non si sta usando una metafora ma si sta dicendo che davvero lui prende l’olio dell’auto e lo mette in padella, problema suo e del suo avvocato. Il giudice non è cretino, e le metafore le capisce, e agirà di conseguenza.

  22. la critica gastronomica è un lavoro di generosità per informare gli altri. si può essere severi, ma la “continenza e pertinenza” già citate servono a mantenere il diritto di cronaca e di critica entro limiti della correttezza.

    il problema è che molti vergatori di articolesse scrivono per se stessi, il loro parere, e per farsi notare usano toni ed espressioni mirabolanti rischiando a quel punto la diffamazione (che tra l’altro a differenza di quanto si pensi “a mezzo stampa” è un reato doloso)…

  23. ora capisco perche’ vuggi’ non fa mai critiche negative

  24. avatar Barbara

    Scrivere un’opinione personale su un forum NON è cronaca, e non deve essere soggetto a regole o dogmi giornalistici. Altrimenti togliamo la tastiera a chi non ha fatto “il corso di giornalismo”. Mi stupisco che un collega giornalista non ci arrivi.

    Quanto al resto, è l’ottusità che dilaga. Un mio caro amico ha un ristorante piuttosto conosciuto a Roma (e di ottima fama). Quando ha letto critiche su Internet, si è precipitato a correggere gli errori nella gestione del suo locale, e NON a querelare chi le aveva scritte.
    Internet bisogna saperla usare, se la si sa usare è sempre positiva.

    • avatar giovanni

      è tutto lì il punto: se chi ha subito la stroncatura sa di meritarsela perchè è un pessimo ristoratore, reagirà con la coda di paglia e denuncerà, se invece è un ristoratore che tiene a fare bene il suo lavoro, la userà per correggersi, o, se ritiene che sia ingiusta, chiederà ulteriori delucidazioni al critico. Se scorrete il forum di cui si parla, potrete vedere coi vostri occhi che quasi regolarmente nei ristoranti che hanno recensioni prevalentemente positive perchè se le meritano,, quando qualcuno posta una recensione negativa interviene il ristoratore a scusarsi o a spiegare perchè quella sera il servizio non è stato impeccabile o a chiedere delucidazioni: ciò dimostra che il ristoratore è una persona che ci tiene a far bene il suo lavoro. Nei ristoranti che hanno recensioni prevalentemente negative (non una stroncatura o due, che possono essere su commissione, ma una serie che comprende anche commenti di utenti abituali del forum, che hanno una credibilità consolidata), il ristoratore non interviene mai: sa di lavorare male e se ne frega delle critiche, tanto, specie da noi in Riviera (il forum di baltazar è frequentato in gran parte da romagnoli), i turisti che riempiono il ristorante d’estate ci sono sempre, per cui che mangino cibo indegno o buono, i soldi si fanno lo stesso…

  25. intanto grazie per il post, ho immediatamente edulcorato l’ultimissimo commento sul ristorante odierno di genova :-)

    questa e’ la rete, se __io__ cosi’ lo scrivo e’ perche’ __io__ cosi’ la penso … non perche’ io esprima una verita’ assoluta

    le stroncature maleducate e non motivate non mi piacciono, ma quelle secche e motivate si

    da ultimo:
    adesso attendiamo querela da Exxon Mobil per l’accostamento dell’olio di motore a un concetto negativo :-)

  26. avatar uno di quelle parti

    Salve, sono uno di quelle parti…vengo in queste per far presente che fritto con olio da motore è un modo di dire in uso da quelle parti. Una metafora per evidenziare la pesantezza del tutto.
    Si dice, qui.
    Un po’ come dire pizza di gomma. Non è che a dirlo ci sia qualcuno che pensi davvero che è fatta con la gomma.

  27. Mah… La querelle professionista / non professionista non è una cosa che sosterrei, perché di sicuro, come molti di voi, conosco appassionati che hanno una capacità descrittiva e valutativa dei posti che non trovo neanche in guide blasonate, forse proprio perché nessuno li paga per esercitare una propria passione.
    Personalmente, credo che al di là del Manuale del Giornalista o la Scatola del Piccolo Degustatore, ci sia una base che è costantemente ignorata in questa epoca, che si chiama rispetto. Il rispetto, e l’educazione che ne consegue, sono la base dell’espressione di un pensiero, qualunque sia la forma di divulgazione dello stesso.
    Poi, il non riconoscere il modo di dire e volerlo strumentalizzare e/o portare a prova della malafede di chi scrive, è ancora più assurdo che finisca in aule di tribunale. A me capita spesso di dire che una pizza mi sembra copiata dalla Pirelli o cose analoghe per il pesce o la carne, che a volte dico che hanno in bocca il CID da leggere per capire che cavolo di incidente hanno fatto, ma ovviamente spero che nessuno ci creda…
    Una cosa, però, mi fa reggere con i denti le regole di educazione innanzi prospettate: è quando capisco la malafede dell’antistante. Io non credo che una persona per bene e che abbia la passione di scrivere di cucina e ristoranti, possa criticare in punta di stilo episodi paragonabili al Passetto o a situazioni nelle quali si è stati trattati male e puliti ben bene alla cassa, con strafottente spocchia. Io credo che in quei casi sia giusto calcare la mano, mettendo magari da parte il rispetto ma mai venendo meno al riportare i fatti, solo ed esclusivamente i fatti, nella loro verità ed interezza.

  28. Concordo sostanzialmente con il 6.
    Io personalmente un ristorante scarso cerco d’ignorarlo; avrei difficoltà a parlarne male.

    • avatar giovanni

      c’è il rispetto del ristorante ma anche quello del cliente: se un ristorante è scarso e fa prezzi da Passetto, non ritieni di avere il dovere morale di dire al cliente di non farsi derubare?

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  31. avatar Franco

    Ritengo , che così facendo , solo chi non critica e chi non esprime opinioni , puo scrivere sui forum, in oltre troppo facili da maneggiare da case madri , multinazionali , con finti interventi!
    L’utente normale ha liberta d’opinione , di scrivere , senza insultare o usare vocaboli non appropriati chiunque ! altrimenti si fa solo carta inutile solita dell’italia ! ma vedete voi se mai uno che scrive che il cibo è cotto con olio da macchina deve essere querelato , e chi ha laciato una statueta di 3 Kg , ad un primo ministro fatto Santo! :-)
    poi la costituzione mi sembra chiara :
    Art. 19: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

    E riguardo la stampa
    Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
    La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
    Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
    In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.
    La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
    Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
    Quindi per favore se vogliamo il fascismo avanti … censuriamo!
    Ad esempio sarà vietato scrivere che il tal orologio della marca di lusso (rolex patek ecc ecc ) fa schifo , perchè si è rotto è ho aspettato 6 mesi per riaverlo (cosa che accade ) e per altro è una opinione , inopinabile se accaduto , possa essere querelato .
    In oltre come la mettiamo se uno ha la Wifi? e se fosse pure aperta? deve rispondere personalmente ! dai mi sembra un po’ eccessivo!

    • avatar Sofia

      Avete mai pensato di quanto la gente possa essere invidiosa di qualche d’uno? E questo è il modo migliore per mettere in difficoltà un’attività. Chi scrive diffamazioni del genere deve pagare, ma sopra tutto si faccia un’esame di coscienza!! Ma lo avete mai assaggiato il fritto del Teatro?? Poverini… questi non sapranno neanche distinguere tra un pezzo di pesce e un pezzo di carne!

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