Hotel San Vittore
1 euro e cinquantatre centesimi: è la cifra che spende un carcere italiano per il pasto di un detenuto. Un bimbo all’asilo, per dire, costa allo stato 5 euro circa, merendina esclusa. L’ultimo esempio e poi smetto, giuro: con gli 850 euro del conto pagato in Sardegna nutri per un giorno i 600 detenuti del carcere di Como, quelli che, incazzati neri per il pessimo rancio, hanno bruciato materassi e lenzuola. Carceri in rivolta per lo stesso motivo a Napoli, Perugia e Arezzo: cibo scarso e cattivo, servito in certi casi con del pane ammuffito (Firenze, carcere di Sollicciano). La rivolta era nell’aria se è vero quanto afferma alla stampa il garante dei detenuti, Franco Corleoni: “Da tempo raccolgo lamentele sulla qualità del vitto e anche sulla quantità. D’altra parte osservo che in Toscana il cibo distribuito nelle carceri ha un costo medio per detenuto di 1,53 euro a pasto, una cifra che deve far riflettere”. Nell’attesa che lo Stato rifletta, nelle carceri italiane è guerra, combattuta per un pezzo di pane e qualche briciola di dignità.









leggiti questa:l’Unità— L’Italia è stata condannata a risarcire un detenuto bosniaco per i danni morali subiti a causa del sovraffollamento della cella in cui è stato recluso per alcuni mesi nel carcere di Rebibbia. A stabilire che Izet Sulejmanovic, condannato per furto aggravato a due anni di detenzione, è stato vittima di «trattamenti inumani e degradanti» è la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo sulla base del ricorso presentato dal detenuto.
Tra il novembre 2002 e l’aprile 2003, secondo quanto accertato dalla corte, Sulejmanovic ha condiviso una cella di 16,20 metri quadri con altre cinque persone disponendo, dunque, di una superficie di 2,7 metri quadri entro i quali ha trascorso oltre diciotto ore al giorno. La corte, nella sua decisione, rileva come la superficie a disposizione del detenuto è stata molto inferiore agli standards stabiliti dal Comitato per la prevenzione della tortura che stabilisce in 7 metri quadri a persona lo spazio minimo sostenibile per una cella.
La situazione per il detenuto è poi migliorata essendo stato trasferito in altre celle occupate da un minor numero di detenuti, fino alla sua scarcerazione nell’ottobre del 2003. Per questo la corte ha condannato l’Italia a un risarcimento di mille euro nei confronti di Sulejmanovic. dasvidania caro antonio;-)
la prossima volta ospitiamolo – a spese di noi contribuenti che paghiamo le tasse – in un hotel cinque stelle quel bravo bosniaco!
Ah Ah Ah!
Che pazze risate! E già: che anche un carcere possa essere un posto dove regnino delle regole civili, ci fa ridere, in questo Buffo Paese!
Ah, Ah Ah!
io lo farei ospitare a casa dei contribuenti che non pagano le tasse, e ce ne sono tanti
scusa ziliani, tanto per sapere, ma se anzichè un bosniaco che ha rubato non so cosa a non so a chi fosse capitato a un politico (o imprenditore, o commerciante ecc..) italiano che ha rubato un bel po’ di soldini a tutti noi, il tuo commento sarebbe stato uguale ? tu pensi che sarebbero stati richiusi nella stessa cella ?
rinchiusi
Io abito 45 metri quadrati con tre ampie finestre e mi sento assolutamente in gabbia dopo due ore passate in casa , figuriamoci un detenuto che ha a disposizione meno di 3 metri quadrati ed in più ha altri 5 detenuti che gli girano attorno 18 ore al giorno!
E che mangia “merda” e/o cibi scaduti ogni giorno.
Senza garantismo e buonismo , voglio poter affermare che mettere una persona in queste condizioni non è degno nemmeno dell’ultima delle bestie. Poi possiamo anche fare questo ragionamento : tenere in carcere 1 cittadino ogni 1100 (è il nostro dato medio annuo) , pensate davvero serva per una società migliore ? E’ veramente deterrente ?
Cioè se liberassimo tutti questi qua da un giorno all’altro , non credo che nelle statistiche degli atti criminali si vedrebbe proprop nulla , visto che al 90% i reati sono commessi da gente che in carcere non è mai entrata.
“Dopo aver passato mesi in carcere senza nessuna colpa se non d’essere l’autore di un libro fastidioso , ho finalmente capito cos’è la Francia e cosa sono le società (post)industriali oggi… Cioè : non è il carcere ad essere la punizione dove mettere i falliti della società , è la società che è una prigione fallita”. Julien Coupat
si potrebbe iniziare anche da noi a pensare a qualcosa del genere
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200907articoli/45707girata.asp
Un Paese che non è in grado di mantenere per i propri detenuti standard di vita accettabili secondo me non lo si può definire civile. Così come per i tempi biblici della giustizia giudicante.
Certo è un discorso di rispetto della dignità umana, anche di chi ha sbagliato più o meno pesantemente.
.
Ciao
[...] meglio 1 euro e cinquantatre centesimi: è la cifra che spende un carcere italiano per il pasto di un detenuto. Un bimbo all’asilo, per [...]
sono stato per lavoro due giorni nel carcere di massima sicurezza a Padova e la faccenda è molto complicata.
chi si trova in quel tipo di carcere ha minimo un omicidio alle spalle e, certamente, il 99% di chi si trova in carcere non ha poi dimostrato molto rispetto per il suo prossimo e per la società in generale.
é indubbiamente facile commentare se ‘la mancanza di quel rispetto’ non ci ha mai toccato personalmente. al contrario le cose cambiano se siamo direttamente coinvolti.
ho trovo impressionante il sistema del 2 Palazzi di Padova: la perfezione carceraria. Il cibo eccellente. una recidiva del 3 % al massimo di chi esce e cerca di reinserirsi. solo per dare un’idea, l’ultimo indulto, nel complessivo, ha avuto una recidiva del 70% circa. trattare male i carcerati non giova a nessuno e non funziona mai. ma le carceri sono delle aziende pubbliche e nel pubblico funziona poco o niente.
Bravo Eggi, Gran bell’esempio il tuo! Tutti quelli che parlano di regole civili di rispetto della persona ecc. dovrebbero seguire il tuo esempio e fare del volontariato.
Dieci anni fa, per un breve periodo, mi occupai di controllo di gestione per un ente morale che forniva circa 3000 pasti, al giorno, ai diseredati della “Milan con el cor in man”, al costo di circa 2.500 lire/cad. Facile farsi un’idea circa i pasti a 1,53 €, ora.
Non stiamo ad angustiarci pensando alla nostra infima civiltà: i fratelli Giovanardi gestivano i CPT per 70,00 € al giorno, se ricordo bene, solo quattro anni fa. Credo che Confusione e Disperazione si stia leccando i baffi pensando alla proposto di privatizzare anche la gestione del gabbio. Scuola, sanità e carceri. Non gli mancheranno certo i clienti.
E tutti felici e contenti.
Bravo! Quelli come lei dovrebbero essere di esempio per tutti quelli che la pensano così come dice!
Così almeno, il gabbio, come dice lei, non diventa privato.
Dovete darvi da fare.
Mi scusi Alfredo, non ho capito il suo commento: potrebbe, per cortesia, essere più esplicito?
Semplice, tutti quelli che la pensano come lei dovrebbero dare il buon esempio e fare volontariato, con o senza soldi dallo stato.
Allora avevo compreso bene il suo commento inappropriato e fuori contesto, quanto meno perché lei non mi conosce e non può permettersi di auspicare, per me, coerenza fra il detto e l’agito.
Forse mi sono spiegata male io, riprovo ad esprimere la mia opinione:
- con 1,53 €, non valorizzando eventuali donazioni da CRI, banco alimentare et altri, è impossibile fornire un pasto decente. Lei forse lo ritiene possibile? E se sì, come?
- Sono assolutamente contraria a privatizzare il carcere, così come in questi giorni paventato da alcuni rappresentanti del Governo. Ritengo che scuola, sanità e carceri debbano rimanere in capo allo Stato e non delegati agli affaristi di CdO.
Lei invece ritiene sia una possibile soluzione? E se sì, perché? E comunque, cosa propone?
Sono argomenti complessi e importanti, vale la pena di fare uno sforzo per capirsi e trovare soluzioni, evitando sterili polemiche. Non crede?
Cordialità
- con 1,53 €, non valorizzando eventuali donazioni da CRI, banco alimentare et altri, è impossibile fornire un pasto decente. Lei forse lo ritiene possibile? E se sì, come?
I Frati Francescani riescono a vivere anche con meno.
…Lei invece ritiene sia una possibile soluzione? E se sì, perché? E comunque, cosa propone?
Le scuole possono essere privatizzate tranquillamente, già ci sono e funzionano benissimo, anche tanti cervelli della sinistra arrivano da scuole private addirittura americane!
Anche Mister di pietro insegna o insegnava in una scuola privata.
Per le carceri non vedo nessun problema, anzi!
Per il resto basta guardarsi in giro nella nostra europa unita e trovare gli esempi migliori che funzionano.
Buona Giornata.
Ma! signori, ci rendiamo conto che il carcere è un luogo dove scontare una pena? E di conseguenza il posto dove una persona non vorrebbe piu tornarci? Se poi vogliamo dargli tutti i confort o come dice l’amico Franco vogliamo ospitarli a spese nostre…….
ho sempre pensato che una sorta di ‘lavori forzati stile gulag’ potesse funzionare. ma ti posso assicurare che non è così. l’idea che qualcuno possa redimersi dopo essere stato trattato male non porta alcun vantaggio. il minimo di rispetto, anche per chi non ne ha avuto, penso sia obbligo sociale, sperare di riprendere un persona rimane una possibilità solo se sappiamo dimostrargli che esiste altro oltre quello che conosce. abbandonata l’idea del gulag, solo quando la spiga di grano ricca di contenuto è matura e si piega, credo che tutto debba partire dalla possibilità di reinserimento di questa persona.
e se il mio commento appare accomodante, sono un convinto sostenitore che, oltre l’applicazione della pena senza nessuno sconto di sorta debba essere sempre applicato, il detenuto debba sempre scontare tutti i giorni che il processo decide.
reinserimento? ok sono daccordo con te se una persona sbaglia e dopo aver scontato la sua pena riconosce di aver sbagliato e cerca di migliorare, ma purtroppo ci sono tantissimi casi come si legge tutti i giorni sui nostri giornali che scambiano le carceri come una casa al mare dove poter trascorrere un breve periodo della loro vita, è quella gente che io non tollero e li metterei a pane e acqua e perche no ai lavori forzati stile gulag.
probabilmente basterebbe leggere meno giornali
una persona che entra in carcere ti assicura che ha sbagliato dopo 30 secondi di detenzione. il suo parere esula, a mio avviso, dalla sua possibile redenzione. vedo il ‘pianeta giustizia’ come un’azienda ‘collettiva’ che deve necessariamente inserire nel mondo del lavoro un’infinità di avvocati. chi delinque, per questo mondo, è un cliente.
sarà un controsenso ma io trovo assurdo il ‘tuo pane e acqua’ ma butterei via la chiave per un’infinità di altri casi.
il problema non è tanto tenere a pane e acqua un detenuto per fargli capire qualcosa che non è in grado di comprendere, ma a chi vanno realmente i soldi per il loro mantenimento.
chi delinque è un problema per una parte della società ma per il resto, ribadisco, è uno splendido cliente sul quale è consentito ogni forma di speculazione commerciale e mediatica.
dove abito io, se un poliziotto qualsiasi ti riconosce come clandestino senza documenti ti prende e ti accompagna al confine da dove sei entrato senza tante storie. ti posso garantire che la notizia non esiste e non viene commercializzata da nessuno.
ma chi è in carcere, gli anni se li fa tutti, non mangia pane e acqua e quando esce difficilmente delinque di nuovo. la certezza della pena è la chiave del successo.
SIGNORI POLITCI AMMNISTRATORI CAPO DEL DAP IONTA E TUTTI QUELLI COINVOLTI PE VIA GERARCHICA IO APRLO PERCHE’ SO CHE COSA E’ IL CARCERE PER DISSIPARE SUBITO OGNI POLEMICA DDICO CHE CHI SBAGLIA IN PROPORZIONE ALLO SABGLIO PAGHI CON L’ ESPIAZIONE DELLA SUA PENA OK.
VI CHIEDO DATECI LA FACOLTA’ A NOI DETENUTI DI SCEGLEIRE LA MORTE DOLCE CIOE’ CHI NON VUOLE ESPIARE LA PENA HA LA FACOLTA’ DI MORIRE .
NON SONO PAZZO O IMPAZZIZO PER IL CALDO FERRAGOSTANO NO CARI IO CI SONO STATO IN QUEL GIRONE DANTESCO IN QUELL’ INFERNO IN QUEL PORCILAIO SI SO COSA VUOL DIRE NON AVERE DIRITTI NON AVERE CONSIDERAZIONE VEDERE CHE LA POVERA POLIZIA PENITENZIARIA E’ ALLO STREMO NON CE LA FANNO PIU’ SONO ARIIVATI AL LIMETE DDI SOPPORTAZIONE ANCHE LORO!!!.
AL CARCERE DI SOLLICIANO DAVANO E DANNO CIBO MARCIO DI CONSEGUENZA CI SONO STATE PROTESTE PER LE CONDIZIONI DA TERZO MONDO DA STALLA DA CAMPO DI CONCENTRAMENTO CHE HANNO RESO LA STRUTTURA INVIVIBILE ALLORA IL CAPO DEL DAP E’ INETRVENUTO ( NON SI E’ ANCORA CAPITO IL SUO INTERVENTO COMUNQUE….) E DOPO LA VISITA FORSE DOVEVA SGRANCHIRSI LE GAMBE ESSENDDO SEMPRE A FAR NULLA IN UFFICIO E HA DICHIARATO CHE ERA COMPRENSIBILE CHE CI SONO STATE QUESTE PROTESTE CONSIDERATE LE MOLTEPLICI VISITE ISPETTIVE DA PARTE DEI APRLAMENTARI CIOE’ CAPITE CHE XXXXX HA PERSO IL SENSO DELLA REALTA’ !!!!!
FATE QUALCOSA MANDATE MAIL DI PROTESTA AL MINISTERO NON SI PUO’ ANDARE VANTI COSì!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
BY NOIUTA LA VOCE INVISIBILE . . . . . .
Per Alfredo, poi la chiudo qui:
- guardi che proprio loro mi assunsero per il controllo di gestione.
- In Europa, a quanto mi consta, solo in Gran Bretagna ci sono carceri private e dire che è un’esperienza “opaca” è essere prudenti.
- Non conosco direttamente il sistema scolastico privato, per cui i miei giudizi si basano su quanto si legge. Conosco bene, di controverso, il sistema sanitario privato. Come potrà immaginare, quelli che come me sanno spigolare tra le voci di un bilancio e conoscono le politiche aziendali possono trarne interessanti insegnamenti. Poi Lei mandi i suoi figli nelle scuole private, si faccia curare negli ospedali privati, io, nel frattempo, guardo placida: pagherà due volte per diventare merce. Contento Lei.
Saluti
[...] Hotel San Vittore [...]
Io dico solo che ho lavorato in inghilterra in due locali (4 stelle michelin in totale) un pasto dato a noi costava dai 29 ai 45 pence (circa 50 centesimi di euro per l’epoca) e noi si mangiava tutto e si stava zitti. o se no si lavorava coi crampi allo stomaco e si rubava il pane in pasticceria.
Ho mangiato bucce di patate, carote della pattumiera, pesce semiscaduto, triti e ritriti di carni macellate e stufate per ore con qualsiasi spezia possibile per coprirne consistenze e flatulenze varie.. e me lo sono scelto da onesto cittadino.
I commenti qui sopra dimostrano come la faccenda dei soldi spesi a fin di bene o male rispetto ai carcerati non sia per nulla il fondamento sulla realizazione di soluzioni al problema.
vogliamo parlare di malagestione del pubblico? facciamolo seriamente come fa eggì, non andando a sparare cifre inutili..
con 1,53 euro al giorno ci si mangia egregiamente (e ripeto, non è questo lo scandalo in questo contesto), ma ovviamente l’intellighenzia di dissapore parla sempre a pancia piena.
La mia azienda spende 3 euro a testa per la mensa dei dipendenti. 2 euro a testa per un detenuto mi sembra più che sufficiente visto che non si trova al grad hotel in viaggio premio. E se bruciano i materassi che dormano a terra.
intanto sono 1 euro e 53. Poi sono lorde, perchè comprese di iva e guadagno per il catering. Diciamo che le dò ragione: 2 euro per mangiare stanno bene anche a me, ma che siano al netto di iva, tangenti e frodi!