I clienti del Fat Duck sono stati avvelenati da frutti di mare contaminati
Ieri, un rapporto della HPA (Health Protection Agency) ha addebitato a frutti di mare contaminati l’epidemia di norovirus che lo scorso febbraio ha colpito 500 clienti del ristorante Fat Duck vicino Londra—uno dei più famosi del mondo—costringendolo alla temporanea chiusura. Secondo il rapporto che potrebbe danneggiare seriamente la reputazione di Heston Blumenthal, chef e proprietario del ristorante da 130 sterline a persona, le ostriche e le vongole veraci usate per i piatti “Sound of the Sea” (Suono del mare) e “Oysters, Passionfruit Jelly and Lavender”, erano state depurate in acque contaminate da liquami.
“Le ostriche sono state servite crude; le vongole potrebbero non essere state maneggiate o cucinate in modo appropriato. Anche in altri locali della zona che hanno in comune con il Fat Duck lo stesso fornitore, sono state trovate tracce del virus”.
Un’altra responsabilità che il rapporto (qui in versione integrale in PDF) attribuisce al ristorante riguarda il ritardo nella segnalazione del virus, che ha così continuato a infettare i clienti del Fat Duck. Alcuni dei 50 addetti alle cucine, hanno continuato a lavorare pur avendo vomitato durante il servizio.
Il direttore della HPA, il dottore Graham Bickler, ha detto che l’inchiesta, lunga e complessa, conferma i ben conosciuti rischi cui espongono i frutti di mare crudi. Le ostriche e gli altri frutti di mare possono essere contaminati dal norovirus originato dagli scarichi degli uomini, specialmente durante i mesi invernali.
Il norovirus è uno tra gli agenti più diffusi di gastroenteriti acute di origine non batterica. Si manifesta soprattutto in contesti comunitari, negli ospedali, nelle case di riposo, e di solito, a parte febbre e vomito, non provoca conseguenze serie.
[Immagine: Times di Londra]








Ogni giorno migliaia di persone dopo cene svolte in locali improbabili si svegliano nel pieno della notte e per ritornare a dormire sereni ingeriscono una compressa di Maalox (Magnesio idrossido + alluminio idrossido) by Sanofi Aventis.
Vogliamo parlarne ?
Vuggì.
Si masticano, non si ingeriscono
Vedo che sei un esperto…
ma quante ne so
mi chiedo come mai ti sia spinto a questa campagna Sanofi Aventis…
Ogni promozione esplicita di un medicinale andrebbe autorizzata dal Min. Sal…
Quanto accaduto è di una gravità ENORME.
47 pagine di rapporto in inglese tecnico: qualcuno ci fa un riassunto dettagliato ?
Comunque si scrive:
Quindi niente di sicuro ?
Però forse quell’ “avvelenati” suona un po’ troppo sensazionalistico.
“Intossicati” forse sarebbe meglio.
la palla e rotonda, non ci sono più le stagioni di una volta…..che palle
quoto
Secondo me il fatto che in uno dei migliori (il migliore?) ristorante del mondo servano ostriche depurate nella merda (di quella si tratta) non è proprio normalissimo.
Come non è normalissimo che si continui a lavorare con il personale che mostra chiari sintomi di intossicazione.
Poi fate come vi pare.
Magari ai viaggiatori gourmet le ostriche alla merda piacciono.
Evidentemente caro mio giri poco per le cucine. Altro che merda.
Ciao Belli capelli.
Spiegati se puoi.
Credo che sottintenda che nei ristoranti consigliati da lui e dal suo sito sia prassi normale avere in cucina gente che vomita e scagazza.
nella merda umana poi…bleah…fosse, che sò, guano, merdicchia di pesce, palline di capra, caccarella di pappagallo…ma la merda umana proprio no!
il norovirus é come il mal di testa – Epidemia di gastroenteriti: 200 casi sull’Altopiano di Asiago – non dovrebbe, ma può capitare
Può capitare.
Ma se la gente in cucina sbratta con una frequenza sospetta hai dovere di intervenire.
concordo in pieno, anche se la realtà, specie in certe aziende, induce le persone a non ‘mettersi in malattia’ al primo accenno di malore. spesso il norovirus viene sottovalutato e compie ’stragi’ a bordo delle navi. mi pare anche sia lungo il tempo per la diagnosi.. ma qui chiedo lumi a Bressanini
com’era quella cosa del sushi che fa schifo e i frutti di mare sono ok?
Dipenderà forse dalla differenza di legislazione e controlli tra Inghilterra e Italia? Sul rapporto non c’è riferimento alle analisi ed ai controlli che l’allevatore di ostriche ed il locale ufficio di igiene dovrebbero fare. Poi quando l’incidente capita, perdono sei mesi nelle indagini. In Italia i controlli vengono fatti alla fonte, per cui il rischio è minore. Ultima considerazione: di diarrea non si muore, di anisakis si.
“di diarrea non si muore”
La dissenteria è una delle cause di morte più frequente per i bambini nel terzo mondo
Tanto per fare il saccentino della fava
ma non é provocata dal norovirus
ma infatti era solo per dare noia al toma
Chiaro Fante, però da buon farmacista vuoi aggiungere che nei paesi del terzo mondo la dissenteria colpisce bambini dall’organismo già debilitato da fame e malattie varie?
potessero mangiare in Darfur cozze a volontà
Assolutamente. Non è la dissenteria in se’; bisogna considerare la mancanza di igiene, la cattiva conservazione degli alimenti, la mancanza di antibiotici- alla faccia di chi sotiene che il bio è tutto bello e buono , di diagnosi tempestive, le acqua contaminate, ecc…
Mi sembrava tuttavia importante sottolineare che provocare una dissenteria per negligenza non è così tanto una sciocchezza
Mamma mia che siete saccenti, quanti morti ci sono stati negli ultimi 5 anni in Italia per aninakis? E quanti per malattie relative a frutti di mare? Davanti ai numeri possiamo parlare, il resto sono chiacchere da bar.
Signor Tomacelli vorrei informarla che si muore pure di influenza, ogni anno ci sono stragi su stragi.
Poi sto fatto che in Italia i controlli sul cibo sono migliori dell’Inghilterra, beh, meglio non commentare.
Ma sapete che nei Paesi Anglosassoni non c’è l’HACCP, almeno come lo concepiamo noi? Per questo, cose del genere possono accadere e, infatti, accadono.
Altro che Maalox… tocca girare con il benzalconio cloruro medicale in tasca. Oppure, sperare di essere cresciuti come ben facevano i nostri avi, “facendosi gli anticorpi” a forza di esporsi ad essi.
In ogni caso, il Fat Duck ha preso una bella batosta come immagine e, per me, equivale alla truffa dei ristoratori italiani ai jap. Truffa, con l’aggravante del rischio della salute pubblica. Manco avessero mangiato in una mensa scolastica…
mi risulta obblicatoria in UK dal 1995…
HO SCRITTO UNA CAZZATA.
GRAZIE PER AVERMELO FATTO NOTARE, EGGI!
Potete levare il mio post, per favore?
Marco Lungo
Commento rimosso dal team di dissapore
Grazie, ho visto ed apprezzato.
anche se hai commentato dopo dicendo che ti eri sbagliato: nei paesi anglosassoni l’HACCP e’ applicata, in Italia ancora deve entrare nella testa di molte persone che lavora in cucina. E sfido chiunque a dimostrare il contrario.
No, in Italia è il panorama è sconsolante. Lì lo posso dire di persona, frequentando non poche cucine per lavoro… e fosse solo la cucina, il problema. Non c’è proprio il concetto di pulizia nella testa di chi ci lavora, spesso non si rispettano neanche le norme di igiene personale più semplici e di buona educazione, altro che solo il trattamento dei cibi in cucina.
una realtà che ho riscontrato in Inghilterra é che nessuna materia lavorata il giorno prima arrivava al giorno dopo, solo per una questione di cultura. certo anche l’Inghilterra avrà le suoi ‘ristoranti neri’ che non seguono le regole. In Italia c’é molta strafottenza nel target medio basso dei ristoranti, se le ASL o USL, non so più come si chiamano in Italia, dovessero applicare alla lettera le regole HACCP penso chiuderebbero l’80% di hotel e ristoranti
@antonio: dipende da cosa intendi per applicazione; è da sempre che lavoro con queste norme (corsi, ditte, brevetti, ecc) e ancora mi da la sensazione di un regolamento scritto da qualcuno che non ha mai lavorato 5′ in una cucina in tutta la sua vita. E’ praticamante impossibile adeguarsi: basta pensare al fatto che per ogni cosa che entra esce dai frigoriferi e viene trasformata e poi riposta, per ogni passaggio, bisogna segnarsi la temperatura su una scheda. Si dovrebbe pensare ad una specie di robot con un termometro al collo e uno scrivano al seguito, che nel frattempo cucina.
…per non parlare del controllo della temperatura sui furgonati dei fornitori: chi l’ha mai fatto? ogni volta? rifiutando la merce (anche quando in buono stato, con un grado in più)???
Meglio sempre cucinare come dice il Gianni Mura, e se si deve mangiare le ostriche, io non rischio di mangiarle, se non sono sicuro di essere in Francia.
Per il resto auguri al cuciniere-piccolo chimico inglese.
….forse 2 0 3 anni fa piu di 400 persone in liguria hanno avuto malesseri piuttosto pesanti causati dalla tossina di una micro alga presente nel mare e assorbita dalle cozze .
L’ufficio d’igene periodicamente analizza lo stato delle cozze in mare e quando si accorge della tossina blocca tutti i mercati , ma nel frattempo ne sono state consumate quanlche tonnellata .
Quello che è successo al Blumental succede spessissimo in francia ed in ogni parte del mondo con le ostriche e tutti i frutti di mare crudi , solo che Blumental è Blumental
L’unica soluzione x un ristorante famoso è fare tabula rasa di cozze , ostriche e tutti i frutti di mare, sopratutto se crudi .
Lo sputtanamento mediatico è un dazio da pagare in questo caso , molto , ma molto piu alto del reale danno arrecato .
Le ostriche arrivano da allevamenti piu che controllati e
se sono i frutti di mare contaminati la causa di tutto questo un fatto del genere poteva accadere a chiunque .
m
concordo con Mauro e ci tengo a sottolineare come ‘molta stampa’ e ‘molti gastronomi’lo hanno giudicato e condannato a priori non per la situazione in generale ma sulla ‘ipotetica causa’ che fu immediatamente trovata nella tipologia della sua cucina. perché passano le centinaia di gastroenteriti dei pullman scolastici, passano le gastroenteriti nelle mense di asili, scuole, aziende, a chi ha raggiunto un discreto successo no, non passa niente.
ma possibile che nessuno ironizza come segue ?
ma questo Blumenthal e’ sempre quello che ha recensito gli autogrill migliori d’Europa ?
Si. Ed è stata la giornalista de La repubblica ha comprargli le cozze.
Strano che capitano sempre agli stessi personaggi questi problemi con gli alimenti non freschi come qualsiasi bancarella di cozze crude che si possono trovare in Puglia (difatti non è la prima volta che dei cucinieri d’assalto come l’inglese cascano sull’igiene).
Forse perchè non hanno abbastanza rispetto per le materie prime?
“…come qualsiasi bancarella di cozze crude che si possono trovare in Puglia”
Per caso hai avuto notizie di ristoranti pugliesi che intossicano i clienti?
I ristoranti non saprei, però la puglia ha il più alto tasso di Epatite A e febbre tifoide in Italia, segue la Campania.
Per la salmonella invece “vincono” Trento e Bolzano, ma non credo per i mitili in quel caso
http://www.tuttosanita.it/PugliaSalute/Anno2004/PugliaSaluten%C2%B028%20PDF/alimentazione_mitili.pdf
Mi riferisco proprio alle bancarelle, e non ai ristoranti pugliesi, paragonavo il locale inglese a delle bancarelle.
Come dice mauro uliassi al numero 12:
“L’unica soluzione x un ristorante famoso è fare tabula rasa di cozze , ostriche e tutti i frutti di mare, sopratutto se crudi”.
Bressanini, non dirlo a Tomacelli, lui pensa che tutte le cozze in Italia sono sane ed e’ il sushi che e’ un vero pericolo per la salute, si’ quello che fa schifo.
Sulla intossicazione da Norovirus e sua prevenzione, possiamo leggere sul sito del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, purtroppo non è aggiornatissimo sui dati epidemiologici sia italiani che europei.
In Italia, la provincia di Taranto è stata colpita da un’epidemia di norovirus nel 2006, secondo uno studio pubblicato su Eurosurveillance
http://www.epicentro.iss.it/problemi/norovirus/norovirus.asp
Un altro studio descrive un’epidemia di gastroenterite da norovirus in un villaggio turistico nel golfo di Taranto, nel mese di luglio 2000.
Nel 2002 a Bari: epidemia causata da consumo di cozze crude.
http://www.regione.veneto.it/NR/rdonlyres/22B46422-5F0C-4623-B79A-57F0E57838EB/0/norovirus.pdf
Sembra che sia un problema anche per i passeggeri delle navi da crociera
http://www.cdc.gov/nceh/vsp/pub/norovirus/italian.htm
Cercando delle informazioni e dati epidemiologici, ho trovato questa vicenda di cui non avevo sentito parlare, circa 2000 persone tra abitanti e turisti affetti da gastroenterite (sembra che anche qui le analisi abbiano evidenziato il norovirus) per inquinamento dell’acquedotto a San Felice Benaco, è accaduto negli ultimi mesi. La ricostruzione della storia.
http://garda2o.wordpress.com/2009/09/08/acqua-inviata-la-denuncia-di-inquinamento-dellacquedotto/
Ho letto che stanno attribuendo la responsabilità alla compagnia delle acque, quando piove troppo le acque sporche fuoriescono e contaminano le altre acque, così il rischio è altissimo e i bivalve si ingrassano. Succede giornalmente in india, messico, africa, …e anche nelle migliori famiglie. Nessuno se lo aspettava che accadesse al F.D.
Fuori post, ma chi se lo aspettava il mega furto allo Splendido nella camera di un cliente?
La Tabella di Bressanini comprende i casi totali registrati dal Medioevo a oggi.
Come puoi leggere nel link dell’ISS i casi totali IN ITALIA di febbre tifoide sono in costante diminuizione da anni perchè, evidentemente stabulatori e controlli funzionano. Poi un pazzo che mangia frutti di mare non depurati o frutta e verdura lavata male (Veicoli d’infezione anche loro) si trova sempre.
Se non vuoi andare al link te li elenco io:
2000 – 615 casi
2001 – 400 casi
2002 – 358 casi
2003 – 396 casi
2004 – 335 casi
2005 – 232 casi
2006 – 219 casi
2007 – 129 casi
RIPETO: parliamo di casi totali in Italia e la fonte è il Ministero della salute:
http://209.85.129.132/search?q=cache:t4nWI8GoUtsJ:www.epicentro.iss.it/problemi/tifoidea/epid.asp+febbre+tifoide+casi+puglia+2009&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it
alla piccola diatriba Tommacelli VS Bressanini – vorrei aggiungere una considerazione. ogni volta che in puglia succede qualcosa.. un’epidemia, qualche caso di colera, un’epatite a… la puglia viene distrutta turisticamente e mediaticamente…tipo spazzatura a napoli per la campania, per intenderci. poche settimane fa sull’altopiano di Asiago 4000 casi di scagazzamenti… nelle tv niente. se fosse successo a bari o a taranto… apriti cielo.
é una mia sensazione da pugliese d’adozione o é così?
il problema dei casi d’infezione in puglia é, secondo me, da attribuirsi solo al grande numero di pescatori ‘fai da te’che non rispettano tutti i controlli. la pesca ‘fai da te’e il consumo, in puglia, spesso creano problemi di salute come nei casi dei ‘funghi’. sono sempre situazioni in cui che trova o pesca si affida alla propria esperienza. poco importa la lunghezza delle coste di una regione, più determinante é la cultura verso quel tipo di alimento.
Va bene tutto, ma il punto è: un ristorante d’avanguardia perchè insiste col vendere cozze o ostriche crude? Perchè vuole darsi un tono alla Francese? Perchè forse non è sicuro delle sifonate che serve?
[...] di Fat Duck, che d0vrebb’essere uno dei migliori ristoranti del mondo, si son presi una bella intossicazione dopo una scofanata di ostriche e vongole. La prossima volta magari ci pensano su due [...]
[...] e le intossicazioni alimentari si adeguano alla stagione. Era l’altro giorno che discutevamo dei guai provocati al famoso Fat Duck di Heston Blumenthal da ostriche e frutti di mare, che arriva la la notizia dei [...]
[...] come me, anche voi approcciate le ostriche con un misto di passione e trepidazione, quello che è capitato al Fat Duck di Heston Blumenthal non deve avervi incoraggiato. Capita di mangiare frutti di mare [...]
[...] Tipo, a Milano i furbetti del barettino colpiscono ancora? Oppure, i clienti del Fat Duck di Londra continuano a chiedere frutti di mare? Chissà se a Roma avrà riaperto Il Passetto, e soprattutto, con che faccia? Era il [...]
[...] eterno secondo? Potrebbe essere, ma lo scandalo dei frutti di mare tossici che l’anno scorso ha coinvolto il ristorante inglese non depone a suo favore? Potrebbe essere un ristorante italiano? Per capirci, [...]
[...] né io né mio marito scopiamo perché i veg non scopano, che non hanno le forze né le proteine (fonte: commentatori di Dissapore) [...]
com’era quella del sughero che si raccoglie nelle spiagge?
scusate questa era per vuggi’ ma deve essere scappata dal layout
@ ANTONIO
Conosci la differenza che passa tra “allevato” e “selvaggio”? Non sono io che penso alle cozze come cibo più sano del sushi, ma la legge italiana che prevede rigide norme per l’allevamento dei frutti di mare. È un argomento sul quale ritorneremo presto.
@ BRESSANINI
È un periodo di scoperte dell’acqua calda eh Bressanini? Uno scienziato più accurato però avrebbe aggiunto che la Puglia è la regione dell’Italia continentale con più chilometri di coste. E con più ristoranti sul mare, aggiungo io.
In Puglia 1352 casi di febbre tifoide, in Sardegna 33. Compito a casa, quanti chilometri di costa ha la Sardegna? L’aritmetica che insegnano alle elementari e’ sufficiente per rispondere alla sua domanda a Bressanini: Chilometri di costa puglia DIVISO casi di infezione e si ottiene un numeretto; fare la stessa cosa per la Sardegna e per le altre regioni italiane (sono tutte nel documento).
Forse queste RIGIDE norme non funzionano tanto bene; chissa’.
Siamo sicuri che in termini di trasmissibilita’ di malattie infettive le cozze crude non sono peggio del sushi? Vogliamo affrontare la questione da un punto di vista scientifico o limitarci alle chiacchere da bar?
Non voglio rubare altro tempo per i compiti a casa.
Mi sfugge il senso dell’accenno alle coste. Cos’è, una nuova misura epidemiologica? In Trentino invece devono dividere per l’altezza delle dolomiti?
E’ per questo che si dà l’incidenza ogni 1000 abitanti (vedi tabella 1 per lo spiegone, quella relativa all’epatite A) In questo modo si normalizzano i dati (e se vuoi si tiene conto automaticamente di coste e ristoranti sul mare
)
Comunque a me il Sushi fa schifo a prescindere
In Trentino però muoiono per i funghi avvelenati, mica per i frutti di mare!
Pensavo morissero travolti dai trentatrè che entrano trotterellando
questa e’ la migliore della settimana