
Francesca: salve, io sarei disponibile pe
Michael: Anche io da Firenze, interessa
Mickey: In questo blog scopro che gli
Aurora: Ragazzi sono di Roma, sono int
Eternino Fortunato: esprimo solifarietà piena,non
Arrivare a Identità Golose, date le condizioni meteo, è decisamente un atto d’amore. Milano, vista da Lazio, Marche, Abruzzo e Emilia Romagna, sembra un miraggio lontano, una meta da raggiungere superando Neve, Trenitalia, Aereoporti Italiani e Autostrade SPA. Ma alla fine, in orario e con poche defezioni, la macchina si mette in moto e parte. Quello nell’immagine sopra, è il colpo d’occhio alle ore 16 di oggi.
Neanche il tempo di scongelarci e già le prime sorprese: Massimo Bottura invade lo showcooking di Mauro Uliassi e Moreno Cedroni, il pubblico va in visibilio.
Tutto questo accade mentre allo stand della Monograno Felicetti, Davide Scabin stupisce i visitatori con la pasta anti-stereotipo: fusillo e wrap , spaghettone twa, penna squeeze, monograno Felicetti.
Qualcuno beve un Mojito alla mela, pare sia un ottimo rimedio per combattere il freddo….
Qualcun altro divora l’eccellente ragù di Riccardo Scarselli allo stand Pastificio dei Campi.
Il “fin troppo” accogliente stand di Longino & Cardenal e il suo parterre de roi.
Moreno Cedroni si adopera allo stand di Bonaventura Maschio. Qui lo vedete alle prese con le grappe Prime Uve declinate in modi fantasiosi, dal Mojito alla pera fino agli abbinamenti tipici del sakè. E chi siamo noi per resistergli?
Tranquillo Oliviero, che vuoi che sia una fetta di bresaola in più o in meno?
Poi c’è qualcuno che si sta organizzando per raggiungerci, cavallo-munito. Niko Romito, ti aspettiamo!
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La solita compagnia di giro, ha proprio ragione Visintin
Lei lo dice con ironia, ma è la santa verità.
Errore. Dei soliti noti mancavi tu
Porca miseria, il ragù di Scarselli era proprio buono.
grazie grazie grazie, al babbo farà davvero piacere!
Sì mi associo, io ho mangiato due volte la pasta e la seconda volta gli ho detto di servirmela abbondnate…;-)))
Che bello ho conosciuto Lorenza…
Che bello ho conosciuto Isabel!
Isabel è una grandissima donna. Anche Lorenza.
Sguardi persi, volti ebeti, barbe incolte, capelli lunghi, arruffati ed unticci (foto 2-3-6-7).
Chef(?) che maneggiano il cibo senza cappello, a mani nude e con orologi e braccialetti vari (foto 2-3-7).
Quando intervengono i vigili sanitari o i NAS?
L’impressione è che il cibo e l’alcol proposti siano tutt’altro che gustosi o sani.
Penso e spero…..sia solo la Sua impressione….forse dettata da non so che …brutto pregiudizio!!!! Non credo sia giusto generalizzare così!!!
Ritengo che…il cibo proposto sia molto più che “gustoso”!!!! E’ poesia…..è spettacolo….è sicuramente qualcosa proposta dopo tantissime ore di duro lavoro!!!!!
Complimenti a tutti gli Chef ed im particolare al grande Scabin e a tutto il suo staff!!!!!!
sono daccordo con te Anna!!
e solo lo chef che non ha il cappello anche perchè si deve distinguere dallo staff di cucina.
e poi quanti programmi televisivi inerenti al mondo della ristorazione vengono mandati in onda con personaggi senza cappello indossando orologi e bracciali percing?
c’è poco da meravigliarsi.
Ahaha è arrivato il moralizzatore.
mio figlio dice che quando una persona esce di casa per andare a mangiare fuori…. non ha voglia di un ragù e di una lasagna!
ma di un piatto bello da vedere e buono da gustare e se il piatto è anche strano ancora meglio!!!
perciò w i piatti elaborati e fantasiosi.
p.s. non sono io il moralizzatore
wowwwwwwwwwww……….Stella, tuo figlio ha perfettamente ragione!!!!!!!!!!!!!! il piacere nell’andare a mangiar fuori deve essere ……su tutto!!!!!!!!!!!!! Piacevole da mangiare, piacevole nell’essere coccolata in sala e xchè no…… anche piacevole e sorpendente …. da vedere!!!!!!!!!
E’ IL PARTICOLARE CHE COLPISCE!!!!!!!!!!!
E su questo bisogna riconoscere che non tutti ne sono capaci!!!!!!!
Complimenti ancora al Combal.zero!!!
e’ proprio vero, questi semidei si permettono atteggiamenti che verrebbero multati da un qualsiasi ispettore a.s.l..e poi che personaggi…….
perché quando diventano (più o meno giustamente) famosi si atteggiano primedonne ??? molto rari i casi di umiltà e calore umano, genralmente spocchiosi e debordanti…
Un mix tra Dagospia, Novella 2000, e un giornale da parrucchiera.
Ottimo commento! Sembra quasi che se non si solleva la polemica non si è contenti…
Allo stand Longino stanno rovinati forte!
altissimo ceto rules
Pingback: Quinto quarto » Identità Golose 2012, il gran giorno
E ricordiamo che l’ingresso costa 200 euro!
sì ma quanti veramente pagano?
A sti prezzi e per lo spettacolo poverrello, certo che si: la solita compagnia di giro che cerca di sopravvivere. Chi scrive, chi fotografa, chi spinge: alfin bisogna pur vivere di qualcosa? La tristezza del circo , con gli animali costretti – senza guanti e cappelli -, l’aria che nel 2012 altrochè Maya, la festa è davvero già finita. ( bellissimo vedere che chi salta qualche edizione, non perde colpo per esserci in un qualche altro modo )
Dopo questa,
http://www.corriere.it/inchieste/reportime/interviste/oliviero-toscani-mi-auguro-caduta-verticale-economia/b278b13a-4b24-11e1-8fad-efe86d39926f.shtml
La semplice presenza di Toscani squalifica tutta la manifestazione, peccato…
Quanto sono contento di abitare a 700 km ed una nazione di distanza da Milano ed i suoi riti del nulla… L’Italia non si merita questa Milano.
Ti invidio molto , straquoto i riti del nulla ( o meglio del denaro per qualcuno direi e non son certo i cuochi – tiratini quando va bene ebbri – eufemismo – ad esser piu onesti )..pensa io che ho la sfiga di essere in sta gabbia per lavoro ( dipendente)…ma giuro che scappo! questa è davvero l ultima!! Il vero trionfo del nulla attaccato a qualche soldino qua e là …..
… perdiana … ma perche’ siete tutti cosi’ in_azzosi su identita’ golose ?
in fondo uno va li’, fotografa, mangia, scrive e se ne viene via … piu’ o meno funziona cosi’ in tanti ristoranti
non capisco tutto questo astio a prescindere
Quoto!
min__ia ho detto una cosa moderata, e ho fatto proseliti, devo cambiare vita
Credo che Identità Golose sia un’ottima occasione per poter ascoltare e vedere all’opera gli chef. Personalmente la ritengo un’esperienza interessante, che permette di capire il lavoro e le riflessioni nascoste in cucina. Per quanto riguarda il “carrozzone” di stand, vip (tali o presunti), capannelli di persone con una forte puzza sotto il naso etc. etc. non mi tocca e non mi interessa.
Aspetta aspetta..
Qualcuno mi puo’ spiegare meglio il motivo di tutto questo astio nei confronti di IG? Lorenza aiutami anche tu..
Si tratta a mio modo di vedere di un’iniziativa che in pochi anni e’ cresciuta tantissimo, anche all’estero. Non e’ superficiale, anzi. Non e’ una pagliacciata televisiva come tante altre nel recente passato. E’ -in pratica- un evento per addetti ai lavori. E dura solo tre giorni.
Ma quindi? E’ l’ abilita’ di Paolo Marchi a dar fastidio, in un gastrocosmo sempre più dominato dall’invidia? O e’ la solita questione degli chef-troppo-personaggi-e-giramondo-che-non-stanno-mai-in-sala?
Astio poco ( qui ci son per lavoro il che spesso ti fa vedere le cose con la loro reale luce); non dirò mai sia una pagliacciata: magari proprio perchè evento per addetti, stupisce il gran tam tam che se ne ( o sarà il suono dei dindini? ). Che non sia la fiera dell’umiltà e fin inutile dirlo, ma non sarà l’unica. Marchi? E’ il suo lavoro, ci vive, finchè è onesto ( e non credo ci siano dubbi in proposito) un lavoro è tale. Riprendendo un passo di lunghi tempi fa ( proprio da dissapore a proprosito credo di Guide) , è un pò difficile dare grande attendibilità ad un critico che di lavoro fa business con gli chef…. o no? Magari no, molto italiano
no, non astio, niente a vedere con IG. A me sta solo un po’ sulle bxxxx il fotografo e le sue dichiarazioni da saputello…
Caro Pier, più che leggere con divertito interesse le motivazioni degli astiosi non so che dire. Ieri eravamo qui per la festa. Quando abbiamo postato l’articolo dove regalavamo ingressi a IG, la riposta è stata talmente veloce ed entusiasta che in 20 minuti era tutto esaurito. Se mi dovessi basare su quell’episodio, direi che tanti avrebbero voluto esserci. Poi postiamo due foto, ma per dare un’idea veloce di quel che succede in tempo reale, e le opinioni sono opposte. Va a capi!
Ma non vi stancate di vedere le stesse facce.Gli stessi riti.Gli stessi prodotti.
Gli stessi “MITI”.
Fra pochi anni i cuochi d’autore saranno ridimensionati.
Perchè saremo più maturi.
Meno condizionati dalla “caciara mediatica” che si è scatenata
intorno a loro.
Prevalentemente,per motivi di interesse economico.
Ed allora riscopriremo i veri Miti
quindi la cucina non e’ arte?
un cuoco è un artigiano.
Poi può essere un cattivo artigiano,
o un eccellente artigiano.
Ma,per favore,non paragoniamolo
ad un Michelangelo(anche se è Bonci)
Ma ragazzi tutto si puo’ dire tranne che il settore sia immobile…i miti di riferimento sono gli stessi di tre anni fa, e’ ovvio: non parlare più di Cracco oggi sarebbe come chiedere a Parini di sparire fra 5 anni. non stiamo parlando di esperienze di una notte, ma di figure che dovrebbero durare un’intera vita professionale. Non e’ come in Parlamento, qui non possiamo invocare la legislatura unica.
Pero’ oggi c’e fermento, ed a mio parere e’ anche grazie a manifestazioni come questa che a tutti noi arrivano informazioni sempre più interessanti. Un evento del genere sfama interessi a molti livelli, sta a noi non fermarci alla prima lettura glamour che appare sulle notizie dei TG…dove e’ ovvio che si parli di Bottura o Cracco. Identità Golose ha bisogno anche di quello, ma riesce a far felice anche chi cerca il giovane talento italiano o l’ultima tendenza scandinava.
Se tra una vomitata e l’altra dei piatti di Scabin tu fossi stato veramente a IG ti saresti accorto che Parini non c’era causa neve…. Mmmmm… Quanti asini che cascano…
Questo qui è lo stesso che ha provato a pigliare per il culo il modo di lavorare del sottoscritto, e ha definito Castagna “pessimo affinatore”. Direi che si può dare alle sue sbrodolate il valore che meritano.
e poi non gli piace neanche il cinema di Tarantino
ma cosa ci capirà della vita?
Poi magari è una bravissima persona, mai dire mai.
Qui giudico solo quello che scrive, boiate tipo: “Assenza e Parisi fuori dai c.”, “Bottura buffone della compa”.
Gentile Nicola ( si fà per dire ) possibile che tra i migliaia commenti positivi su Scabin a lei la pasta l’ha fatta addirittura vomitare????
Qual è il suo problema??
credo abbia problemi di stomaco …dovrebbe farsi curare!!!!
magari sul suo problema è lui stesso!! altro che lo stomaco!!
errore mio, dovevo scrivere uliassi, ma stavo pensando a parini… da qui a non esserci andato, ho visto troppi asini… ma erano ancora tutti al loro posto…
Ma cos’è, la riunione di “Piccoli rosicanti crescono”?
La discussione mi genera un pensiero. Vedo che lo sport nazionale diviene il tiro a bersaglio dei protagonisti ed i loro atteggiamenti; un facile giudizio sull’altrui operato, senza chiedersi se in realtà sia il nostro modo di relazionarsi a queste manifestazioni, contorto ed oggettivamente poco produttivo. Tutti noi facciamo un lavoro, che ci porta ad avere dei legittimi interessi economici, da sviluppare nell’ambito di varie Kermesse, tra cui quella milanese. Quindi prima di chiedermi se il cuoco vip ha la barba incolta, cercherei di controllare se le risorse spese per questa manifestazione (personali o aziendali) hanno dato vita ad un riscontro commerciale. Altrimenti farei bene ad andarmene al mare (visto il clima).
Ps: non sono totalmente convinto, della parola “festa” usata da Lorenza per descrivere l’evento. D’accordissimo su il clima rilassato, ma nettamente comtrario al clima da “Milano da bere”; personalmente amo fare sul serio.
http://blog.cibvs.com/2012/02/06/identita-golose-flash-1/
Il lungo viaggio dell’huevo ranchero.
Dal messico agli usa e poi a identità golose.
Mi chiedo qual’è la relazione con la cucina del territorio.
Mi chiedo se la creatività sia stata impiegata male.
Se nello sforzo di innovare ci si perda,
si perdano le nostre radici.
http://www.vanityfair.it/vanityfood/luoghi-e-sapori/streetlife/febbraio-2012/identit-golose-programma-2012-chef
http://www.winenews.it/i-capolavori-dell-agroalimentare-d-italia/26062/addio-cucina-spettacolo-gli-chef-riscoprono-il-piacere-della-semplicit-da-identit-golose-le-tendenze-per-la-cucina-del-futuro-con-gli-ingredienti-al-centro-senza-dimenticare-il-binomio-cibo-gusto-e-il-lusso-della-semplicit
Il lusso è un diritto.(recitava una pubblicità della Lancia )
Ad identità golose riscoprono il “lusso della semplicità”
Mi sento preso per il c…
E voi?
Fossi un ospite pagante , pure io
:). Ma forse bisogna avere un nome noto o qualcosa così per capirne davvero.
Niente olimpo, niente comprensione. Dei ed umani non vivono sulla stessa Terra.
Leggo le recensioni di identità golose dei più noti food blog.
E mi sembrano tutte simili.
Forse perchè bevono tutti lo stesso vino.
E lo “spirito critico” sembra annebiarsi.
Perchè mi sembrano tutti inginocchiati.
Partecipano contenti ad una grande festa,
mentre il Paese Reale vive un momento difficile.
Spero in un sussulto di Romanelli.
io cambierei solo la location o migliorerei i collegamenti. Andandoci ho rischiato di scivolare mille volte sul simpatico marciapiede gelato e avevo gli anfibi.
ho trovato tutti gentilissimi e disponibili a chiacchierare di loro e del loro lavoro.
Sono snob e quindi sta a me l’onere dell’intervento snob. Identità Golose quest’anno è stato organizzato superbamente. Funzionale la nuova disposizione, qualche ritardo ma pazienza, lezioni preziose e condite da un servizio-assaggi (curato, mi pare, dai Cerea) finalmente all’altezza. La nota negativa è l’allungamento, anno dopo anno, del codazzo di personaggi inutili che stanno dietro al mondo gastronomico solo perchè è qui che ora si aprono spiragli di celebrità. Insommma i cosiddetti morti di fama, gente che va alla manifestazione per farsi le foto con gli chef da pubblicare su Twitter o Fb, trovano terreno fertile. Detto ciò di chi c’è, tra chi non c’è si vede al solito invidia e volpealluvismo.
Grazie per averci dato gli strumenti e le indicazioni necessarie a capire che tu, non hai nulla a che spartire con i gastrofanatici a caccia di foto.
Non hai colto il punto del mio intervento, ma pazienza, comincia dalle virgole e dopo, dopo, i punti (cit. Ruggero De Lollis). Faccine e simpatia a manetta.
Ti concedo la facoltà di illuminarmi.
lasciando perdere cosa io sono o non sono (ma io le foto le faccio solo ai piatti della cinquantina di ristoranti che recensisco a mie spese ogni anno), mi fa tristezza che troppi individui che frequentano manifestazioni del genere non siano interessati all’argomento in sè (e visto che a quanto ho capito ci sei stato anche tu penso tu abbia avuto modo di vedere come i produttori e soprattutto i prodotti, quando non c’era lo chef famoso, non li ca__va nessuno, nonostante molti fossero fuoriclasse nel proprio campo) quanto a far vedere che c’erano, a tuittare il più presto possibile immagini che facessero pensare ai propri follouer “miiii quanto è treendiii il mio pierre di riferimento”. A identità naturali questi fenomeni si son visti pochino, nonostante molte delle lezioni più interessanti si tenessero in sala blu. A me dispiace che il senso vero di una manifestazione si perda, ma mi fa piacere per il successo riscosso, Paolo Marchi lo merita.
Non ho partecipato, la mia prima esperienza del 2009 mi ha evidenziato come sia poco produttiva per il mio lavoro e quindi preferisco concentrarmi su altro.
Diciamo che forse …ma solo forse…i normali frequentatori di ristoranti, appassionati e paganti il conto, hanno quel minimo di cervello da vedere che sia IG che altro, urlano novità , che lo siano o meno, perché e’ il loro lavoro. Vi immaginate la noia nel dire sempre le stesse cose? Audience? Zero. Quindi ecco la semplicità oggi, la tecnica ed i fuochi d artificio ieri e vedremo domani. Forse , di nuovo, disturba moltissimo e suona un po’ da presa in giro questo tanto urlare. Questo cambiare per forZa, allungare, trasformare tutto in fiera…che tale ormai e’. Il solito codazzo definito da un interVento sopra e’ quello di tutte le fiere, di paese o città , del gran bere, del gran ciarlare, fa parte della festa. Di mio, prima di entrare in un posto a mangiare, mi assicuro che chi cucina sia un cuoco, in sala ci sia un persona gentile e non un fenomeno, e che io sia un gradito, pagante, ospite e non un eletto alla corte del maestro. Identità? Mah..sembra molta omologazione e un gran parlarsi addosso, tant ‘e ..bisogna pur guadagnare ?
Identità Golose, a chi o cosa serve?…
http://www.alchimiadelgusto.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=135
Rino
Identità Golose a chi o cosa serve???
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