
serena: se non vi interessa il cibo e
Massimo Bernardi: I riferimenti diretti:
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NomeMonica: Per maggiori info aggiornate s
Riccardo I.: Il rapporto Q/P non ha nulla a
stellatio: Ma dov'è scritto che in un ris
Se stasera a Roma volete cenare al ristorante Passetto di via Zanardelli, a due passi da Piazza Navona, evitatelo, potreste trovare chiuso. La Asl ha rilevato “gravi carenze igienico sanitarie”, ma i controlli si sono scatenati dopo un conto presentato a due turisti giapponesi, per “due pasti completi con vino e acqua”: 579,50 euro. In attesa che Magic Italy faccia il miracolo, non resta che riportare quanto afferma Alessandro Vannini, presidente della commissione turismo e moda del Comune di Roma: “quello che è capitato ai due giovani turisti giapponesi è purtroppo diventata consuetudine in alcuni esercizi pubblici della città”.
Dopo aver provato a discutere il conto col ristoratore riottoso (“questi sono i prezzi”) i due turisti si sono affidati alla Polizia. Dai controlli è emerso che “i prezzi indicati vanno dai 45 ai 65 euro escluse le bevande”. Dopo la Polizia, è arrivata l’Asl. E pensare che da Vissani, a pranzo…
AGGIORNAMENTO: Al tavolo della coppietta giapponese è arrivato un antipasto con due scampi e tre ostiche a testa. E poi due succulente porzioni di spaghetti all’astice seguite da un pesce al forno. Niente contorno: ad accompagnare solo vino bianco Sauvignon e una bottiglia di acqua frizzante. Per finire, due coppette di gelato con tre gusti differenti che alla fine sono risultati alquanto salati.
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riflessione namber uan: Se vieni a Roma in ferie e sprechi una delle presumibilmente poche serate per mangiare al Passetto, ti meriti questo e altro.
riflessione namber tu: Ma invece di pagare e andare alla polizia, non potevano semplicemente avviarsi senza pagare? Non credo che la polizia l’avrebbe chiamata il truffatore sporcaccione.
Da quel che emerge dall’articolo sembra che i due poveri turisti nipponici abbiano dato la loro carta fiduciosi che si trattasse di un errore di calcolo… per poi trovarsi addebitata anche una mancia obbligatoria
Più che pensare a Vissani, questo episodio mi rimanda direttamente alle polemiche di aprile-maggio. Il problema della ristorazione italiana é qualche grammo di metilcellulosa o le “gravi carenze igienico sanitarie” dei locali spenna-turisti? Ma ormai le tastiere su questo argomento si sono scaldate abbastanza
Da sottolineare che al prezzo sono pure stati aggiunti 115€ di mancia forzata
115 e 50 per la precisione…
La versione del ristoratore:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=64151
Miiiii, che sòla !!!
Il Passetto negli anni passati, vado a memoria, aveva anche preso una bella votazione sulla Guida dell’Espresso, mi pare 15/20.
Certo che leggere la lista degli ospiti prestigiosi non mi sembra deponga a favore del locale; ricorda la trattoria di Manuel Fantoni in Trastevere
“Oltre ai tanti politici, tra la clientela più famosa di allora ricordiamo la Regina Elisabetta d’Inghilterra, Charlie Chaplin, Arthur Rubistein, il Principe Ranieri di Monaco e la consorte Grace Kelly, Salvador Dalì, Ava Gardner, Gary Cooper, Tyron Power, Clark Gable , Liz Taylor, Vittorio Gassman, Gina Lollobrigida, Vittorio De Sica per arrivare alla clientela dei giorni nostri tra cui Massimo Troisi, il premio Nobel Prof. Carlo Rubbia, Gigi Proietti, Alessandro Gassman, Harrison ford, Sylvester Stallone, Leonardo Di Caprio, Claudia Koll, Milva ecc.”
Anche Bonilli ne parlava, tempo fa:
…Cosa vuol dire “fuori dal tempo”?
)
Vuole dire Il Passetto a Roma, per esempio, gente seria che urbanamente, tanti anni fa, aveva chiesto di non essere messa in guida e proprio per la cortesia dell’approccio era stata accontentata.
E’ un ristorante che a pochi metri da Piazza Navona ha sempre mantenuto un suo decoro.
Oggi hanno aperto accanto a loro, spalla a spalla, tavolino a tavolino, sul nuovo marciapiede allargato una trattoria e una pizzeria, sempre piene.
Il Passetto no, ha un’altra clientela, è il ristorante di un tempo, con una sua bellezza viscontiana e ci butto lì un Morte a Venezia e il disfacimento, la vecchiaia ecc… che non vuol dire scarsa qualità se, come dice Tommaso Farina, si mangia una buona carbonara.
Bene, quanti Passetto ci sono in Italia?
Quanti locali dignitosi che non ci filiamo neppure di striscio?
Per costruire un quadro di insieme ci stanno anche loro e io andrò a curiosare, a cominciare dal Passetto, è ovvio
La carbonara del Passetto, provata personalmente il 2 gennaio scorso, si era rivelata indiscutibilmente di buona e ghiotta fattura. L’antipasto marittimo che l’aveva preceduta (preso dalla mia fidanzata) non era esattamente la stessa cosa e col senno di poi avremmo preferito sorvolare, ma la carbonara era sicuramente degna.
Sul Messaggero il titolare del ristorante espone la sua versione dei fatti:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=64151
Dalla ricevuta consegnata al Commissariato Trevi, risulta che i due fidanzati hanno mangiato primi piatti per 208 euro, 142 euro di antipasti, meno di 82,50 euro per i secondi di pesce e bevuto vino per 108 euro. Poi 31 per la frutta, 3 euro per l’acqua e 5 euro per il coperto.
«Il conto è esatto – ha replicato l’amministratore del ristorante, Franco Fioravanti – i due giapponesi prima hanno voluto scegliere il pesce dalla vetrina, poi hanno letto il menù e hanno confermato al cameriere». Secondo Fioravanti i due clienti avrebbero scelto piatti particolari, facendo intendere di non voler badare a spese: «Hanno voluto diversi tipi di antipasti, funghi porcini, ostriche con il tartufo cotte in due maniere diverse, gli scampi più grandi che avevamo e poi hanno scelto aragoste da 2 chilogrammi e 1 chilo e mezzo di spigola. Se si ordina cibo per cinque persone, anche il conto sarà per cinque».
Sulla questione della mancia prelevata senza consenso, Fioravanti sostiene che non avrebbe avuto motivo di richiederla senza la volontà dei clienti: «I soldi non vanno a me, ma al cameriere quindi forse c’è stato un malinteso». Il ristoratore si dice dispiaciuto: «I due giapponesi mi hanno denunciato senza dirmi niente, se si fossero lamentati al momento del conto gli avrei fatto lo sconto».
Però non ha risposto sul fatto che i Carabinieri hanno trovato de tutto deppiù in cucina!
scusate ma i giapponesi non hanno letto il menu prima di ordinare
Boh. Fioravanti dice di sì.
Supponiamo anche che i due giapponesi si siano scofanati 4Kg di aragosta e 1Kg e mezzo di spigola e che si tratti solo di un malinteso (tanto ormai lo deciderà un giudice), ma la chiusura per questioni sanitarie non mi sembra proprio una marachella da niente… e qui chiedo magari a Nicola Cavallaro che in quanto ristoratore ne saprà più di me. E’ possibile incorrere in “buona fede” in una sanzione come la chiusura del locale o bisogna proprio avere la cucina in condizioni disastrose?
Siamo in Italia: se ne è parlato in altre parti, la legislazione qui è talmente complessa e cavillosa da permettere una completa discrezionalità d’azione. Per essere perfettamente in regola, meglio rimanere a casa; un locale può essere chiuso per un nonnulla, oppure interi banconi di pesce surgelato non dichiarato, frigoriferi non in regola, contaminanti e sporcizia, possono apparire invisibili ai controlli. A discrezione, appunto: questo mi fa pensare che Il Passetto sia stato punito più per la sòla rifilata che per altro.
L’Italietta nostra è l’unico paese dove prima apri il locale e poi esce l’ufficio igiene a verificare il tutto. Basta non avere un termometro dentro il freezer o un’etichetta mancante nei contenitori per incorrere in sanzioni. Per la chiusura credo che la mancanza debba essere consistente. Certo però quando sei in giro e vedi che sugli spadoni c’è infilato il kebab e il fornetti di cottura sono spenti (un batterio diventano 65 milioni in 5 ore) e pensi che li è tutto ok e magari se ti manca un’etichetta prendi cinquecento euro di multa.
I potenti mezzi del Dissapore Team sono riusciti a mostrarvi lo scontrino e la ricevuta della credit Card
http://img407.imageshack.us/img407/4917/scontrinoo.jpg
http://img34.imageshack.us/img34/1241/rics.jpg
Senza parole, ti fanno vergognare di essere romano…
Magic Italy sì, hop, e ti fanno scompari’ i soldi.
i 115 di mancia però : )
A voler essere maligni direi che la provenienza giapponese dei turisti è stato certamente un fattore determinante per il conto
Peggio un conto salato o una cucina sporca?
Permettetemi il link
http://blog.paperogiallo.net/2009/06/mangiare_a_roma_male_e_bene.html
Parrebbe il posto ideale per VG.
Sarebbe curioso sapere quali coccole ti riserverebbero una volta che ti presentassi esibendo una delle famose card….oh, mi sorge un dubbio: non è che i giapponesini le avevano, le hanno esibite e li hanno “coccolati” a modo loro ???
Ciao
Tutti quei soldi, una discreta fama e poi ti chiudono per carenze igieniche?!
Spero che ai proprietari venga un coccolone.
La giustizia farà il suo corso (ehm) ma trovo sicuramente censurabile emettere una ricevuta fiscale tanto generica (“antipasti tot..” “primi piatti tot.”.. ), specie se come sostiene il gestore erano stati ordinati cibi particolarmente pregiati e costosi. Questo è un dato di fatto , che già da solo denota scarsa trasparenza.
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