La crisi delle guide, ennesima puntata | Nemmeno più a Schio fanno la differenza


Volevo annotarmi qui che gli abitanti di Schio, 37 mila anime in provincia di Vicenza, sono dei geni, nel caso un giorno una botta fra capo e collo me lo facesse dimenticare. Capita che lo scorso 14 luglio il Consiglio comunale della cittadina, evidentemente in vena di portofinismi, approvi certe deroghe al piano dei pubblici esercizi nel centro storico, stabilendo che aggirare il blocco delle licenze imposto dalla Regione Veneto si può ma a una condizione: essere dotati di una buona valutazione da parte delle quattro sorelle, ovvero Guida Michelin, Slow Food, Gambero Rosso, L’Espresso.

Altre concessioni andranno ai ristoranti che propongono menù “a km 0″, oppure a chi decide di aprire in luoghi particolari tipo biblioteche, teatri, parchi.

Così a Schio si vuole ovviare alla mancanza di ristoranti decisivi che secondo il Consiglio comunale “potrebbero fungere da attrazione per chi arriva in città”. Leggo e non so se rallegrarmi o preoccuparmi: e se ai ristoratori di Schio ci scatta la carogna?

“I ristoratori locali hanno accolto con freddezza l’iniziativa che punta troppo in alto rispetto alle esigenze reali della città”.

Non vorrei dire noi l’avevamo detto, ma: noi l’avevamo detto.

Si aggiunge la Confcommercio di Vicenza.

“In questo modo lo sviluppo del settore rischia di non essere equilibrato, si finisce per discriminare altre attività di pubblico esercizio”.

Si aggiunge la Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi).

“Un altro aspetto riguarda le guide di riferimento – Chi le ha scelte? Perché quelle e non altre? Ci sono altre valide pubblicazioni come quelle della Federazione Italiana Cuochi, dell’Ais o Aibes, queste non valgono? E poi, siamo sicuri che il mercato locale richieda questo? Non sarebbe meglio concentrarsi sulla crescita professionale delle attività esistenti?”

Si aggiunge Barbara Cecchetto del ristorante Bistrò.

“Come conciliare le stelle Michelin con una clientela che appena può chiede lo sconto? Forse Schio non è la piazza giusta per ristoranti di un certo tipo, qui i piatti tradizionali vanno per la maggiore. Nel nostro menù abbiamo dovuto toglierle le pietanze particolari perché appena i prezzi superano una certa soglia il cliente non ci sta”.

Letto tutto? Allora, decidete voi se queste sono, come a me pare, compromettenti evidenze di smarcamento dalle guide ai ristoranti, che vuoi o non vuoi, nemmeno più a Schio fanno la differenza ormai. Noi per un’ora non ci siamo, tra un minuto scatta la merenda nel quartier generale di Dissapore. Addio.

[Fonte e immagine: Il giornale di Vicenza]




14 commenti a “La crisi delle guide, ennesima puntata | Nemmeno più a Schio fanno la differenza”

  1. quel che sento quel che sento commenta:

    decidete voi se queste sono evidenze di smarcamento dalle guide

    più che altro penso che una stella Michelin non basti più, oggi, da richiamo gurmé
    per chi è sensibile a certi richiami, ovviamente. Dice la rossa: un’ottima cucina nella sua categoria? Pronti: duecento e rotti monostella ad accogliere chissà quali torme di italici gurmé, una categoria monostella ch’io sento – perlomeno in provincia – aver progressivamente declinato l’ottimo di categoria in mediamente discreto. I mediostella li chiamo. Sicché ora ho in testa che per mangiare da veramente buono in su ce ne vogliono due, di stelle.

    [img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/triste/00012022.gif[/img]
    con tutto ciò che ne consegue:
    ecco che il sabato mattina mi piaceva, oggi meno, guidare senza fretta verso uno stellato; gironzolare nei pressi in attesa dell’ora di pranzo, il succo del discorso è che la vera cucina d’autore si è sensibilmente allontanata dalle mie tasche (so che voi riuscite a spendere cento e rotti euro, nei bistella… io mai). Penso insomma facciano bene, a Schio come nell’Oxfordshire, a fregarsene di una stella: costi/benefici non in linea cogli anni ‘10, meglio far bene salsicce e patatine.

  2. Antonio Scuteri Antonio Scuteri commenta:

    A me a dire il vero sembra più un “rosicamento” da parte dei ristoratori che non sono segnalati dalle guide. Quindi esattamente il contrario dello smarcamento :-D

  3. MAurizio MAurizio commenta:

    Mi sembra una questione alla Comma22.
    Se c’è il blocco delle licenze non posso aprire.
    Ma posso aprire il locale se questo è di pregio.
    Ma un locale NON ancora aperto come può rientrare tra quelli di pregio ?
    Trapianto mattoni, fornelli e cappelli il PolBocuse di turno ?
    Ovvero se mi chiamo “PinkoPallino già a tre stelle Mischlen” ho il diritto di poter aprire sulla fiducia anche se dopo un mese passo l’attività al kebbabbaro ??

  4. Enzo Vizzari Enzo Vizzari commenta:

    “Crisi delle guide”: di quali guide? Di quale guida? Crisi di vendite? Crisi di pubblicità? Crisi di credibilità? Rilevata da chi? Misurata come? I competitor sono Dissapore e Viaggiatore Gourmet? Quanta audience hanno? Quanta credibilità? Quanto vendono? Quanto fatturano? Quanto guadagnano? A quante persone danno lavoro?
    Bernardi, un po’ di serietà: tanti sinceri auguri, ma non scambiare i sogni con la realtà.

    • mario mario risponde:

      Belle domande, peccato che arrivino da uno che è parte in causa:-)
      Comunque, dove si possono trovare le classifiche di vendita REALE delle guide gastronomiche?????

      • Enzo Vizzari Enzo Vizzari risponde:

        Sono parte in causa, è vero, ma le mie domande a Bernardi sono del tutto legittime: o parla a vanvera, o dimostra le sue affermazioni. Comunque, mentre aspettiamo che Bernardi spieghi come e perchè “le guide sono in crisi”, mi trasmetta, signor Mario, le sue coordinate a guide@espressoedit.it e potrò darle tutte le informazioni che desidera sulle Guide de L’espresso.

    • Vignadelmar Vignadelmar risponde:

      Io ho le mie idee in merito ed anche già compiutamente espresse proprio su Dissapore.
      Molti operatori web sgomitano per sbocconcellare briciole di autorevolezza alle guide cartacee, forse riuscendoci, forse no. Comunque sempre di briciole si tratta.
      Son processi lunghi ed anche se il web li ha accelerati le distanze sono ancora siderali.
      .
      Come faccio sempre, provo a partire dal mio lavoro di Oste. Specialmente in estate, quando masse di turisti arrivano anche in Puglia, molti di questi prenotano da me perchè hanno letto una recensione positiva sulle Guide.
      Pochissimi invece vengono perchè hanno letto di me in internet….pur essendo la mia una presenza piuttosto costante…troppo costante diranno alcuni ;-)
      .
      Ciao

    • Vignadelmar Vignadelmar risponde:

      In ogni caso bisogna ricorrere agli antichi e mai desueti motti popolari: domandare è lecito, rispondere è cortesia.

      Ciao

      .

  5. massimo bernardi massimo bernardi commenta:

    Sono lontano e rispondere e’ complicato, appena rientro lo faccio.

  6. un anno e tre mesi dopo un anno e tre mesi dopo commenta:

    [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/speciali/pag2/24.gif[/img]
    col senno di poi, direi che le intenzioni del consiglio comunale di Schio siano ora più chiare: agevolare il ritorno a casa di Corrado Fasolato che ha invece (?) preferito impiantare il suo nuovo risto in un casolare con fienile alle porte della cittadina, personalmente faccio i migliori auguri allo chef poiché in passato ho trascorso del tempo a Schio, e per come li ricordo non è che gli scledensi fossero molto dissimili dai pavesi…


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