
Michela Iorio: Ciao Lorenzo, il listino "pre-
fabio di rienzo: buongiorno leonardo....volevo
edi: io michela!
Lorenzo: Se si vuole aiutare lavoratori

Cerco l’immagine perfetta per descrivere cosa succedeva nei ristoranti nazionali un’estate fa e non mi viene altro che “l’estate delle truffe”. Dal conto di 695 euro del Passetto di Roma è stato come aprire il vaso di Pandora. Ci sono tutti i segnali perché quella corrente venga archiviata come l’estate del pesce taroccato.
Non è solo una storia succosa, da settimane in molte regioni italiane, specie Puglia, Campania e Toscana, va in scena una versione ipergrottesca delle nostre pescherie, dove pesci per lo più importati dall’Est vengono spacciati per altri o venduti come locali.

Protagonisti dei più frenetici taroccamenti sono il pangasio, pesce di fiume tailandese abitualmente venduto come fosse un filetto di cernia. C´è poi il polpo vietnamita surgelato e distribuito anche a Mola di Bari, la patria del polpo doc. Il pollak stagionato, pescato abitualmente nel Pacifico settentrionale e nel mare di Bering si trasforma in merluzzo fresco mentre lo squalo smeriglio, tipico del Mediterraneo, diventa prelibato pesce spada. E’ stato trovato poi del comune pagro fresco venduto come dentice rosa, e filetto di brosme, che si pesca nelle coste atlantiche del Canada al posto del baccalà.

Il prezzo reale del pesce taroccato è fino a otto volte inferiore rispetto all’originale. Un caso eclatante scoperto nei giorni scorsi dalla Capitaneria di Porto di Molfetta (Bari) è quello dello squalo smeriglio acquistato da una pescheria a 2,50 euro al chilo, e rivenduto come pesce spada fresco a 19 euro. Il punto è che per il 75% dei controlli effettuati nel 2010 non è stato possibile tracciare la provenienza del pesce. In pratica non si sa da dove arriva, nonostante la legge lo imponga.

Chi sono gli spacciatori del mare? Soprattutto i grossisti che scambiano, spacciano e poi rivendono. E guadagnano. Molto, si tratta di un giro d’affari da decine di migliaia di euro. Il pesce arriva in Italia regolarmente, sui voli o nei container della grande distribuzione, poi finisce sui banchi dei grossisti senza etichette, rivenduto a pescherie o ristoranti come varietà del Mediterraneo non più rintracciabili.

Un’immonda marmaglia che si sta organizzando, oltre a far arrivare il pesce dalla Cina, il Vietnam o l’Indonesia, i grandi grossisti hanno cominciato ad allevarlo. Datti alla mano, conviene. Ma oltre che illegale è un giochetto pericoloso. Il granchio cinese spesso spacciato per un crostaceo nostrano è molto forte e aggressivo, in grado di fare piazza pulita degli altri crostacei provocando danni perfino all’ assetto idrogeologico dei nostri territori.
[Fonte: Repubblica Bari, Immagini: Google Immagini]
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Come vorrei far leggere questo post a tante persone che conosco!!!!!
Peccato che per i loro miseri interessi a peoposito di cibo non arriveranno mai a leggere una pagina di Dissapore
Cazzarola… ma dico io… ma se compri un trancio di smeriglio al posto di uno di spada e non te ne accorgi (dall’aspetto, dall’odore e una volta mangiato) o hai un’anosmia/disgeusia o il palato felpato/occhi foderati di prosciutto…
Leggendo questa inchiesta di repubblica bari, gentilmente ripresa dal blog dissapore, mi sono sentito davvero male. Credo sia giunto il momento di darci da fare per mettere in piedi un
comitato che si occupi di controllare la provenienza del pescato che ci viene venduto quotidianamente. Propongo anche la selezione e la pubblicazione di un elenco di rivenditori campani nazionali da noi testati e ritenuti affidabili al 100%.
Attendo un vostro riscontro, un caro saluto
Puccio non è che siamo tutti intenditori di pesce eh? c’è pure il padre di famiglia o il semplice novizio che va al ristorante e vuol provare pesce spada e si becca la fregatura, che colpa ne avrebbe?
Se il ristoratore è onesto e preparato non te lo rifila di certo!
Comunque questo succede perchè c’è sempre più gente che va in ristoranti dove per una cena a base di pesce si spendono 20€!!!! Eddddaiii!!!! questa è si una truffa, ma fatta in due, da chi vende e da chi acquista!
Si ma io intendevo sapere che colpa ha uno che non si intende di pesce se al posto di un tipo gliene rifilano un’altro..
ah, siamo sicuri che una cena pagata 100€ a persona sia esente da fregature?
No, anche se paghi 200 euro a persona non sei esente da fregature. Quello che è certo però è l’inverso: se pretendi di fare una cena tutto pesce fresco a 20 euro a persona allora la fregatura è totalmente assicurata
Ti ha riposto Antonio pari pari come avrei fatto io
Ciao A., non volevo essere polemico ne tantomeno fare l’intenditore, ho preso l’esempio più lampante proprio per dire che basta sentirli anche una volta per accorgersi della differenza… anzi per dirti… nella foto del pollack buttandoci l’occhio all’inizio (non avendo un confronto per le “misure”) dalla striatura mi era sembrato uno sgombro!
Insomma, sei talmente intenditore che hai preso due pesci diversi nella stessa foto per lo stesso pesce! E poi pensi di distinguerli cotti
Penso di essere stato abbastanza chiaro nel primo post… e tantomeno avevo detto che erano uguali (dove l’hai letto?), infatti mi stavo riferendo a quello sotto… cmq nessuno dei due è un pollack e a meno che la terrina in cui i due pesci sono posati non sia lunga circa un metro direi proprio che quello sotto è uno sgombro…
Mangiatevi la polenta.
Il pesce è roba da italiani gonzi:-)))
Nella foto col pollak, c’è un altro pesce… è uno sgombro?
Può essere, ma è proprio questo il punto, nessuno se ne intende veramente di pesce per il semplice motivo che vivono sotto l’acqua:-))
E chi si vanta di conoscere qualche esemplare lo fa’ solo perché ha visto solo quelli.
Chi vende pesce alla “buona” ha tutto il diritto di fregare le persone, perché gonzi, che amano e vogliono essere fregati, come dei “boccaloni”.
Non volete farvi fregare? Studiate.
La legge non ammette ignoranza…
Chi di noi le conosce tutte e se le è studiate per non cadere in errore?
Eppure prima di diventare dei conoscitori di pesci sarebbe prioritario conoscere le leggi che ci governano.
Questo per dire: ma io, se non lo desidero, devo pre forza farmi una cultura sul pesce per potermelo mangiare?
Come consumatore non credo di avere il dovere di studiare ittica perchè qualcuno non rispetta il mio diritto di essere correttamente informata di cosa acquisto.
A questa stregua dovremmo studiare meccanica per l’acquisto di un’auto, medicina per l’acquisto di un farmaco da banco, chimica, merceologia, etologia, botanica…
Io ho studiato da palombaro ciclista, va bene uguale?
Solo per mangiare il bicipolpo senza togliere lo scafandro.
Giusto, ma almeno studiando non si parla a vanvera:-))
Parlare di pesce per certi italiani è come parlare di calcio, son tutti pescatori-allenatori:-))
Vanno una volta in Puglia al mare e sono marinai, mangiano una volta un qualcosa che “odora” di mare e sono intenditori, tanto che certi vanno pazzi per la colatura di alici:-)) …della serie basta metterne una goccia e tutto sa di mare! Facile fare e essere un pesce:-)))
Più difficile fare il palombaro ciclista.
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tutto vero…ormai è un indole di tutti i commercianti ittici spacciare un pesce per un altro e provenienze taroccate…kosa molto importante fidatevi del vostro commerciante ittico…poichè se è un uomo di mare nn vi dira bugie…il mare parla…e poi con tutto il buon pesce nostro vi andate a mangia il pangassio…l’orrore dei fiumi….come quei mostri ke pescava Sampei….aprite gli occhi….kari baresi….peskeria-TAKE AWAY-FISHBAR-”CICCIL U GNORE”ciauuu
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