Liveblog | The World’s 50 Best Restaurant (Striscia la Notizia inclusa)


Ore 20:45 – Sono arrivato alla Guildhall di Londra per seguire in diretta la World 50 best restaurant, specie di oscar della cucina, da dove questa sera uscirà la lista dei 50 ristoranti migliori del mondo.

Ore 20: 52 – Massimo Bernardi, editore di Dissapore, mi dice che Enzo Vizzari, il responsabile delle guide dell’Espresso, è appena andato in onda su Striscia la Notizia parlando (male) della World 50 best restaurant.

Ore 20:59 – Secondo Enzo Vizzari, la World 50 best restaurant è una classifica condizionata dalla straordinaria “potenza di fuoco” della Nestlé, sponsor della manifestazione attraverso il suo marchio San Pellegrino.

Ore 21:04 – Enzo Vizzari ha anche anticipato quali saranno i ristoranti italiani inclusi nell’edizione 2010 della World 50 Best Restaurant. L’Osteria Francescana di Modena, Combal.Zero di Rivoli (Torino), Le Calandre di Rubano (Padova), Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio (Mantova), Il Canto di Maggiano (Siena).

Ore 21:09 – Enzo Vizzari ha poi detto che dalla World 50 best restaurant uscirà il Carlo Cracco di Milano.

Ore 21:12 – Beh, nel caso li indovinasse tutti, qualche sospetto sull’attendibilità di questa classifica verrebbe anche a me.

Ore 21:16 – Ufficialmente, la classifica è il risultato di un lungo sondaggio tra gli chef più famosi del mondo, apprezzati critici gastronomici, ristoratori e gastronomi di razza.

Ore 21:32 – Al n. 50 della World 50 best c’è il ristorante Eleven Madison Park di New York.

Ore 21:35 – Al n. 45 della classifica rientra il ristorante WD50 di New York. Anche il Plaza Athenee di Alain Ducasse  rientra in classifica al numero 41.

Ore 21: 40 – Il ristorante French Laundry di Thomas Keller è al numero 32.

Ore 21:57 – Ecco la World 50 Best Restaurant 2010 al gran completo. Vince il ristorante Noma di Rene Redzepi.

Il ristorante Noma di Copenhagen [immagine: Noma]

1- Noma – Danimarca (+2).
2- El Bulli – Spagna.
3- The Fat Duck – Gran Bretagna
4- El Celler de Can Roca – Spagna
5- Mugaritz – Spagna
6- Osteria Francescana – Italia
7- Alinea – Stati Uniti
8- Daniel – Stati Uniti
9- Arzak – Spagna
10- Per Se – Stati Uniti
11- Le Chateaubriand – Francia
12- La Colombe – Africa
13- Pierre Gagnaire – Francia.
14- Hotel de Ville – Svizzera.
15- Le Bernardin – Stati Uniti.
16- L’Astrance – Francia
17- Hof van Cleve – Belgio
18- D.O.M. – Brasile
19- Oud Sluis – Olanda
20- Le Calandre – Italia
21- Steirereck – Austria
22- Vendome – Germania.
23- Chez Dominique – Finlandia
24- Les Créations de Narisawa – Giappone
25- Mathias Dahlgren – Svezia
26- Momofuku Ssam Bar – Stati Uniti
27- Quay – Australia
28- Iggy’s – Singapore
29- L’Atelier de Joel Robuchon – Francia
30- Schloss Schauenstein – Svizzera
31- Le Quartier Francais – Africa
32- The French Laundry – Stati Uniti
33- Martin Berasategui – Spagna
34- Aqua – Germania
35- Combal Zero – Italia
36- Dal Pescatore – Italia
(+12)
37- De Librije – Olanda
38- Tetsuya’s – Australia
39- Jaan par Andre – Singapore
40- Il Canto – Italia (new entry)
41- Alain Ducasse au Plaza Athenee – Francia
42- Oaxen Krog – Svezia
43- St John – Gran Bretagna
44- La Maison Troisgros – Francia
45- wd~50 – Stati Uniti
46- Biko – Messico
47- Die Schwarzwaldstube – Germania
48- Nihonryori RyuGin – Giappone
49- Hibiscus – Gran Bretagna
50- Eleven Madison Park – Stati Uniti

22:04 – Guarda caso, i cinque italiani presenti nella World 50 best restaurant sono esattamente quelli annunciati da Enzo Vizzari, compresa la new-entry, Il Canto di Maggiano (Siena) Esce di classifica Carlo Cracco.

22:15 – Chi è salito di più quest’anno? Il ristorante Daniel di New York (n.8). L’americano Thomas Keller ha due ristoranti nei primi 50, il French Laundry (32) e il Per Se (10).

22:19 – Lo chef del decennio è Ferran Adrià, che ha ottenuto una scontata ovazione.

22:23 – Il migliore ristorante degli Stati Uniti è Alinea di Chicago (7°), il migliore in Africa è La Colombe (12), il D.O.M è il migliore del Sudamerica, Les creations de narisawa (24) il migliore in Asia.

22:41 – Dopo 4 anni El Bulli di Ferran Adrià non è più il primo ristorante del mondo secondo The World 50 Best,prende il suo posto il Noma di Rene Redzepi, un cuoco di talento specializzato nella cucina di pesce, e nell’uso di erbe e fiori. Il terzo posto di Heston Blumenthal, nonostante l’intossicamento da anisakis norovirus di una cinquantina dei suoi clienti, conferma il momento poco favorevole della cucina molecolare.

22:43 – La sola macchia di colore nella t-shirt bianca che Rene Redzepi del Noma e 4 dei suoi collaboratori indossano salendo sul palco di The World’s 50 Best, è il volto del lavapiatti del ristorante. Arriva dal Ghana e non è qui perché il suo permesso di soggirono non è stato rinnovato in tempo.

22:46 – Lo Chateuabriand, un bistro dal decoro non certo faraonico, è il migliore ristorante francese.

22:55 – Apprendo da Massimo Bernardi che lo scorso 8 gennaio, in un post sulle 7 tendenze gourmet del 2010, Dissapore aveva scritto: “Gli ingredienti insoliti di Rene Redzepi, chef del ristorante Noma, saranno il nuovo mantra”.

23:03 – Il quotidian0 britannico Guardian offre una massiccia copertura de The World 50 Best, ecco cosa scrive dell’Osteria Francescana di Massimo Bottura, sesto e primo degli italiani.

Massimo Bottura è il “primo uomo” (nella nostra lingua) della cucina italiana, e l’Osteria Francescana da quando ha fatto il suo ingresso nella classifica, è salita più rapidamente di qualsiasi altro ristorante. Ma da cosa dipende tutta questa attenzione? Dal cibo di Bottura, ecco da cosa. Ha preso una grande cucina – molti dei cibi più apprezzati d’Italia provengono dall’Emilia Romagna, pensate al Parmigiano Reggiano, ai tortellini e al ragù alla Bolognese – cambiando la percezione che di quella cucina, avevano i suoi clienti. Usdando poche tecniche relativamente semplici – sous vide, sifoni e distillazione – hanno collegato l’Osteria Francescana alla cucina molecolare, un amalgama di parole sempre meno tollerato. C’è perfino stato un programma televisivo che lo ha attaccato per il presunto uso di additivi nocivi alla salute. Il suo cibo è senz’altro moderno ma ha poco a che vedere con la tecnologia e non è incentrata sugli additivi. Non trasforma le cose in altre cose, la sua è un’arte raffinata strettamente legata alle abitudini italiane.

23:21 – Massimo Bernardi mi fa notare che Eleonora Cozzella, giurata italiana di The World’s 50 Best Restaurant, sembra smentire il suo direttore Enzo Vizzari, che aveva adombrato sospetti sull’attendibilità della classifica. Inaspettata è l’uscita dai Fifty del ristorante Cracco di Milano che scende dal 22° al 71° posto. Di sicuro la prova che la classifica non è influenzata dallo sponsor San Pellegrino, di cui Cracco – che resta tra i migliori chef di casa nostra – è uno dei testimonial.

24:00 E’ mezzanotte, tempo di lasciare la Guilhall anche per me. E’ stato forte, un slauto ai lettori di Dissapore.




36 commenti a “Liveblog | The World’s 50 Best Restaurant (Striscia la Notizia inclusa)”

  1. Ovviamente qui si dorme dopo l’orario sindacale mentre il bravo Pignataro già Pubblica l’elenco e Vizzari (scontato) ci azzecca…

    http://www.lucianopignataro.it/a/fornelli-polemici-enzo-vizzari-attacca-the-words-50-best-restaurant-e-predice-i-nomi/10865/

    Alegher!

  2.  gumbo chicken commenta:

    Mi collego ora, do un’occhiata questo post e mi domando: perché mai se li “indovinasse” tutti ci dovrebbe far sospettare dell’attendibilità della classifica?

    (non sto parlando dell’attendibilità della classifica in generale – è una curiosità proprio su quella frase specifica)

  3. ecco qua ecco qua commenta:

    Enzo Vizzari è appena andato in onda su Striscia la Notizia…

    [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/varie/pag2/64.gif[/img]
    vediamolo

    • garanzia no eleganza sì garanzia no eleganza sì risponde:

      perché se li indovinasse tutti ci dovrebbe far sospettare…

      «il problema di fondo sta nel fatto che non c’è la minima garanzia che chi vota sia andato effettivamente nei ristoranti che vengono votati [...] tengo a precisare che i giurati non sono a conoscenza dei nomi dei vincitori, solo l’organizzazione li sa [...] una cosa è certa: una qualche pressione anche elegante [presumo dell'organizzazione, ndr] o in alcuni casi più pesante per indirizzare i voti, c’è»

      • un anno dopo un anno dopo risponde:

        è infatti evidente, anno dopo anno, come i risultati siano condizionati non tanto da Restaurants né da San Pellegrino, che non avrebbero alcun interesse a favorire l’uno o l’altro; quanto dallo scambio programmato di voti fra i componenti (giornalisti, cuochi, ristoratori, gourmet) delle ventisette giurie che coprono le varie aree del mondo, i cui coordinatori non si limitano a sollecitare i giurati, ma anche li indirizzano.

        Vizzari su repubblica.it, cui è seguita la replica di Bonilli

    • uscita inattesa prova sicura uscita inattesa prova sicura risponde:

      L: quest’anno in giuria c’è anche una sua collaboratrice
      V: io non mi permetto di dare indicazioni di nessun tipo

      Inaspettata è l’uscita dai Fifty del ristorante Cracco, che scende dal 22° al 71° posto: effetti di un panel articolato con giurati di tutto il mondo che può produrre da un anno all’altro questi salti. Di sicuro la prova che la classifica non è influenzata dallo sponsor San Pellegrino, di cui Cracco – che resta tra i migliori chef di casa nostra – è uno dei testimonial.

      Eleonora Cozzella, Espresso food & wine

      • puntini sulle i puntini sulle i risponde:

        12 nov 2010 | Cracco ha perso cinquanta posizioni non per un improvviso crollo di qualità, ma perché non è stato votato da molti giurati italiani. Cos’è accaduto: si doveva premiare Lopriore versus Michelin, cui si era tolta la sola stella che aveva, e così nella scheda molti hanno messo dentro Lopriore e fuori Cracco.

        Stefano Bonilli, forse più chiaro di Enzo Vizzari

  4. Andrea Andrea commenta:

    ecco la lista di Pignataro…due già beccati.

    1 Noma Denmark (2) +45 3296 3297 noma.dk

    2 El Bulli Spain (1) + 34 972 150 457 elbulli.com

    3 The Fat Duck UK (1) +44 (0) 1628 580 333 thefatduck.co.uk

    4 El Celler de Can Roca Spain (1)+34 972 22 21 57 cellercanroca.com

    5 Mugaritz Spain (1) +34 943 522 455 mugaritz.comx

    6 Osteria Francescana Italy (7) +39 (0)59 210 118 osteriafrancescana.it

    7 Alinea USA (3) +1 312-867-0110 alinea-restaurant.com

    8 Daniel USA (33) +1 212 288 0033 danielnyc.com

    9 Arzak Spain (1) +34 943 78456 arzak.es

    10 Per Se United States (4) +1212 823 9335 perseny.com

    11 Le Chateaubriand France (29) +33 (0)1 43574595

    12 La Colombe South Africa (26) + 27 (0) 21 794 2390 constantia-uitsig.com

    13 Pierre Gagnaire France (4) + 33 01 58 36 12 50 pierre-gagnaire.com

    14 Hotel de Ville Switzerland (2) +41 21 634 0505 philippe-rochat.ch

    15 Le Bernardin USA (=) +1 212 554 1515 le-bernardin.com

    16 L’Astrance France (5) +33 1 40 50 84 40 lastrance.abemadi.com

    17 Hof van Cleve Belgium (9) +32 (0) 9 383 5848 hofvancleve.com

    18 D.O.M. Brazil (6) +55 11 3088 0761 domrestaurante.com.br

    19 Oud Sluis Holland (10) +31 (0) 117-461269 oudsluis.nl

    20 Le Calandre Italy (29) +39 049 630303 alajmo.it

    21 Steirereck Austria (9) +43 (1) 713 31 68 steirereck.at/wien restaurant

    22 Vendome Germany (3) +49 (0) 22 04 42 1941 schlossbensberg.com

    23 Chez Dominique Finland (2) + 358 9 612 7393 chezdominique.fi

    24 Les Créations de Narisawa Japan (4)+81 (3) 5785 0799 narisawa-yoshihiro.com

    25 Mathias Dahlgren Sweden (25) +46 (0) 8 679 35 84 mathiasdahlgren.com

    26 Momofuku Ssam Bar USA (5) +1 212 254-3500 momofuku.com

    27 Quay Australia (19)+ 61 (2) 9251 5600 quay.com.au

    28 Iggy’s Singapore (17)+65 6732 2234 iggys.com.sg

    29 L’Atelier de Joel Robuchon France (11)+33 1 42 225656 joel-robuchon.com

    30 Schloss Schauenstein Switzerland (New Entry) +41 81 632 10 80 schauenstein.ch

    31 Le Quartier Francais South Africa (6) +27 21 876 2151 lequartier.co.za

    32 The French Laundry USA (20) +1 707 944 2380 frenchlaundry.com

    33 Martin Berasategui Spain (=) +34 943 366 471 martinberasategui.com

    34 Aqua Germany (New Entry) +49 5361 606056 restaurant-aqua.com

    35 Combal Zero Italy (7) +39 011 9565225 combal.org

    36 Dal Pescatore Italy (12) +39 (0)37 672 3001 dalpescatore.com

    37 De Librije Netherlands (New Entry) +31 (0)38 4212083 librije.com

    38 Tetsuya’s Australia (21) +61 (2)9267 2900 tetsyuas.com

    39 Jaan par Andre Singapore (New Entry) +65 6338 8585 swissotel.com/singapore-stamford

    40 Il Canto Italy (New Entry) +39 (0)577 28 81 80 certosadimaggiano.com

    41 Alain Ducasse au Plaza Athenee France (Re-entry) +33 1 53 67 66 65 plaza-athenee-paris.com

    42 Oaxen Krog Sweden (10) +46 8 8 551 531 05 oaxenkrog.se

    43 St John UK (29) +44 020 7251 0848 stjohnrestaurant.com

    44 La Maison Troisgros France (Re-entry) +33 4 77 71 66 97 troisgros.fr

    45 wd~50 USA (Re-entry) +1 212 477 2900 wd-50.com

    46 Biko Mexico (New Entry) +52 55 5282 0722 biko.com.m

    47 Die Schwarzwaldstube Germany (24) +49 7442 4926 traube-tonbach.de

    48 Nihonryori RyuGin Japan (New Entry) +81 3 3423 8006 nihonryori-ryugin.com

    49 Hibiscus UK (New Entry) +44 020 7629 2999 hibiscusrestaurant.co.uk

    50 Eleven Madison Park USA (New Entry) +1 212 889 090 elevenmadisonpark.com

  5. Nicola Cavallaro Nicola Cavallaro commenta:

    qualcosa non mi torna ma non son sorpreso … santa nestlè

  6. Andrea Gori commenta:

    io domani metto la san pellegrino in carta, tanto per cominciare

  7.  gigibattista commenta:

    Che Vizzari chiami Striscia la notizia lascia sinceramente davvero sorpresi… Quanto al fatto che indovini poco ci vuole per uno come lui. Sapeva chi era in classifica lo scorso anno e per un personaggio del suo spessore non è certo difficile sapere da uno chef se anche quest’anno sarebbe partito per Londra dove i cuochi vengono invitati settimane prima. E gli chef parlano eccome… Lo scoop sarebbe stato indovinare le posizioni degli chef in classifica, ma questi non li sapeva neanche Vizzari… Insomma, mi pare una polemica assurda. Che serve solo all’opera di Striscia di demolizione della cucina italiana che sarebbe interessante scoprire a quali fini è collegata

  8. elisia elisia commenta:

    indovinare la cinquina italina era facile
    facilissimo
    meno credere che la cucina di René Redzepi fosse la designata al superamento di Adrià

    i criteri di valutazione del premio, quando anche io l’anno scorso ho fatto da giuria, mi sono sempre ssembrati fragili, ma del resto è un premio iper sponsorizzato e non mi sono mai aspettata molto da questo premio.

    trovo sempre eccessiva striscia
    sempre fuori luogo
    e fuori tema

  9. walter frontalini walter frontalini commenta:

    Mi sembra curioso ascoltare al (1:40) che parla degli interessi che non gli riguarda, tra cui la risonanza mediatica.
    Infatti e’ andato a striscia proprio perché non la vede nessuno….;) opshh…
    Non era una classifica difficile, anche senza essere mai andati in molti di quei posti a mangiare personalmente.
    Comunque mi piaaaace…..

  10. Andrea Andrea commenta:

    non capisco dove sia lo stupore comunque.
    il direttore Vizzari avrà ricevuto in anticipo da qualcuno (giurato, nestlè, restaurant magazine ?) una mail/fax con la lista dei vincitori. that’s it. altrimenti non avrebbe chiesto a striscia l’intervista.
    tanto di cappello al direttore, sempre numero 1.

  11. gianluca gianluca commenta:

    c’è un errore nell’articolo:
    “Il terzo posto di Heston Blumenthal, nonostante l’intossicamento da anisakis di una cinquantina dei suoi clienti, conferma il momento poco favorevole per la cucina molecolare.”

    Blumenthal non ha intossicato nessuno con anisakis, si trattava di ostriche contaminate con norovirus.
    inoltre, se nonostante questo è terzo, e adrià resta secondo, non si capisce dove si “conferma il momento poco favorevole per la cucina molecolare”.

    per quanto riguarda Vizzari invece, non ho capito come mai ha chiamato striscia per dare palese sostegno alla loro tesi
    (inattendibilità delle guide e dei premi) quando all’inizio di “fornelli polemici” mi sembra che si sia espresso molto duramente contro questo servizio.

  12. Daniele Daniele commenta:

    Gli chef che entrano nella classifica dei 50 best vengono invitati a londra ovviamente prima per dargli il tempo di organizzarsi, non sanno la posizione, ma sanno che sono nei 50best: quindi i bene informati sanno prima chi sono questi ristoranti, ma non la classifica, infatti Vizzari non dice le posizioni.
    Sull’accusa di essere manovrato dalla Sanpellegrino è semplicemente una fesseria, basta ricordare due cose: Cracco è il testimonial di Acqua Panna e ha perso 50 posizioni, mentre il Noma non ha S.Pellegrino e Acqua Panna…

  13. alessandra meldolesi alessandra meldolesi commenta:

    Infatti, i nomi si sanno prima, basta chiedere agli chef se sono stati invitati. è chiaro che cracco ha subito l’effetto lopriore, il desiderio dei giurati italiani di compensare la Michelin. per il resto ogni classifica è imperfetta, questa ha sempre avuto una netta impronta avanguardista anche grazie ad Andrea Petrini. Ma almeno smuove un po’ le acque, favorisce i talenti (Andoni ne ha beneficiato moltissimo) e la sua giuria non è composta solo dei soliti noti, che farebbero di lei un riassunto dei riassunti.

    • marco bolasco marco bolasco risponde:

      Sono molto d’accordo con Alessandra: si sta parlando di intrighi incrociati, retroscena e partiti ma si perde di vista la cosa forse più importante: questa classifica scardina un sistema francoborghesecentrico (non c’è un francese nei primi dieci e il primo di loro è un bistrot) che ha dominato per anni la scena. Dopodiché si può discutere sul pericolo di costruirne un altro, questo è vero, ma per un po’ io mi godrei gli effetti positivi.
      Provo ad elencarne qualcuno:
      - siamo in classifica tra i primi al mondo
      - l’alta cucina non è più solo tristellata
      - i bistrot si fanno strada a fianco dei costosi “grandissimi”
      - c’è spazio per nuove idee e nuovi modelli
      - l’età media dei cuochi premiati scende
      - compaiono in classsifica paesi mai inclusi prima
      - si considera “alta” una cucina quasi sempre più leggera e salutare (soprattutto per quanto concerne grassi e consumo di carni)

      • Giampiero Prozzo Giampiero Prozzo risponde:

        Lettura della classifica sintetica e precisa a cui aggiungerei un’ultima considerazione: la Spagna, checchè se ne dica, gastronomicamente è sempre viva e attuale con 3 tra i primi 5 ristoranti al mondo.

  14. emanuele barbaresi emanuele barbaresi commenta:

    Lo Chateaubriand, un semplice bistrot, 11° ristorante al mondo: può sembrare un giudizio ridicolo, per non dire una provocazione. Però sono appena stato a Parigi, dove ho provato numerosi locali, fra i quali proprio lo Chateaubriand, l’emergente Ze Kitchen Galerie (di William Ledeuil, chef dell’anno per GaultMillau) e soprattutto i tre tristellati in teoria più stimolanti, ossia Gagnaire, Arpège e Astrance. Beh, la cena di gran lunga migliore l’ho fatta… allo Chateaubriand!
    Che abbiano ragione loro?

    • Tommaso Farina risponde:

      Emanuele Barbaresi, io e te abbiamo in sospeso una scappata a Illhausern dagli Haeberlin.

      • emanuele barbaresi emanuele barbaresi risponde:

        Con piacere, si può fare, anche se non è proprio dietro l’angolo.
        L’Auberge de l’Ill: non il massimo della cucina d’avanguardia, ma neppure uno sclerotizzato museo Bocuse style. E comunque resta una di quelle istituzioni gastronomiche che è sempre un’emozione visitare

    • Davide Davide risponde:

      Mi permetta di commentare che porre lo Cheteaubriand davanti a Pierre Gagnaire, a l’Astrance et a Ducasse, l’Arpège, non solo è ridicolo, ma è pura follia. Come è pura folia anche solo immaginare di paragonarli. Sono due luoghi che non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro (salvo che Pierre Gagnaire è un funambolo della cucina e se mi permette rasenta il genio, comunque…de gustibus), ci si va in momenti diversi, con voglie diverse, con esigenze diverse e con portafogli più o meno gonfi. C’è un momento per lo Chateaubriand e uno per Gagnaire. Ma in una classifica, che altro non è che un delirio psichedelico di una giuria in acido, la quale non ha il benché minimo criterio di valutazione, in cui certi ristoranti guadagnano 29 posti in un anno, altri ne perdono altrettanti, alcuni spariscono, gli spagnoli se la godono e chi puo’ lanci dei coriandoli, mentre Brasda un momento all’altro non sa più cucinare, ci dev’essere veramente qualcosa che non va. E di una cosa sono certo: anche solo l’idea di arrogarsi il diritto di decretare i 50 migliori ristoranti al mondo è puro vaneggiamento. In questo modo, poi…Dunque, no. Mi spiace, di sicuro non hanno ragione loro.

  15. Edoardo Cardani Edoardo Cardani commenta:

    Natura, cuore, emozione si prendono la rivincita sulla “pirotecnica” e sulle ferree organizzazioni di brigata. Ma siamo sicuri che ad essere premiati siano stati i ristoranti e non il carisma degli chef?
    Chi non ne è colpito (io per primo)scagli la prima pietra.
    Il bel Renè con le sue ceneri magiche e la purezza della tundra…. Andoni il Michel Bras del 3° millennio (a proposito che fine ha fatto l’alchimista dell’Aubrac….!? Se non mi trovate sono da lui), Inaki con la sua cultura underground e il fascino da rockstar. E via dicendo per gli altri portati alla ribalta (nell’immaginario collettivo di noi cuochi e gourmet sempre più bisognosi di “masturbazioni mentali”) da quell’istrione e vero deus ex machina di nome Andrea Petrini.
    E soprattutto saranno in grado (la fama mondiale porta sempre di più ad uscire dalle cucine)di emozionare tutti noi e non solo chi scrive bene di loro!?

    • marco bolasco marco bolasco risponde:

      Davvero una riflessione acuta e interessante, Edoardo. Soprattutto se penso che sia fatta da uno chef (a proposito, se posso chiederlo: dove lavori?).

      E anche la frecciatina finale la prendo per costruttiva chiedendomi anche io cosa serva (indipendentemente dai ruoli) al pubblico per riuscire a compiere un piccolo salto culturale (che forse in alcuni paesi c’è già stato) che aiuti a non scandalizzarsi più per la cucina contemporanea e a comprendere meglio il lavoro di “teste” interessanti come quella di Redzepi o Andoni. E per uccidere -una volta per tutte- questa dannata mamma italiana che ti vuol bene e che fa l’unica cucina possibile. Senza che nessuno si offenda…

    • giacomo giacomo risponde:

      Bras è cinquantaseiesimo

  16. [...] Notiziona. Sottovalutare la World’s 50 Best, classifica dei migliori ristoranti al mondo che abbiamo seguito dal vivo, non va più di moda. Anzi, ha fatto litigare tutti questa settimana. Nonostante 5 italiani nei [...]

  17. [...] parte: la full immersion (41)Il vangelo della bistecca perfetta. Prima parte: l'iniziazione (38)Liveblog | The World's 50 Best Restaurant (Striscia la Notizia inclusa) (30)Carlo Cracco chiude? (26)Rene Redzepi | No, non c'è del marcio in Danimarca (24)McDonald's? [...]

  18. [...] parte: la full immersion (41)Il vangelo della bistecca perfetta. Prima parte: l'iniziazione (38)Liveblog | The World's 50 Best Restaurant (Striscia la Notizia inclusa) (31)Carlo Cracco chiude? (26)Rene Redzepi | No, non c'è del marcio in Danimarca (25)McDonald's? [...]

  19. [...] è solo una conseguenza. Cercate Alinea, il suo ristorante di Chicago, nella World’s 50 Best, la classifica che ha appena eletto i ristoranti migliori del mondo. Lo troverete al 7° posto, più su di 3 posti rispetto all’anno [...]

  20. sette mesi dopo sette mesi dopo commenta:

    ore 21:09 – Enzo Vizzari ha poi detto che dalla 50best uscirà Carlo Cracco…

    [img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/computer/78.gif[/img]
    e aggiungo, come già ho scritto su Repubblica, che trovo del tutto incomprensibile e immotivata la “moda” invalsa da qualche mese di sparare su Cracco. (moda, guarda un po’, avviata dai giurati italiani dei 50 Best di S.Pellegrino quando decisero di sacrificare Cracco per vendicare Lopriore versus Michelin)

    Enzo Vizzari, 9 nov 2010


Lascia un commento

1. Ospite

Commenta subito inserendo il tuo nome ed un indirizzo email.

2. Iscritto a Facebook o Twitter

Clicca sui pulsanti per commentare con il tuo profilo Facebook o Twitter.

3. Iscritto a Dissapore

Registrati o accedi per commentare.