di | mar 01 dic 2009 ore 8:50
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svolte

Mangereste carne ottenuta in laboratorio?

La bistecca come la conosciamo

Pensavo che l’unica cosa da dire sulla giornata di ieri fosse “uggiosa”, invece è stata “rivoluzionaria”. Per la prima volta alcuni scienziati olandesi sono riusciti a ottenere carne in laboratorio. Nessuno l’ha ancora assaggiata ma sarà in vendita tra cinque anni. Non ci avevo pensato. Voglio dire, a un futuro che non coinvolge gli animali nella produzione di carne. Invece gli scienziati hanno prima estratto alcune cellule dal muscolo di un maiale vivo. Poi le hanno incubate in una soluzione ricca di nutrienti per farle moltiplicare all’infinito. Anche se il tessuto muscolare non ha ancora la consistenza di una bistecca—”ma ci arriveremo”—hanno detto gli scienziati, il risultato è che adesso si può ricavare da un animale la quantità di carne che prima fornivano milioni di capi.

Per gli ambientalisti è una buona notizia. La carne ottenuta in laboratorio riduce le emissioni di gas serra attribuite al bestiame, il 18% di quelle mondiali. Anche per i vegetariani, visto che la carne non è “un pezzo di animale morto”. Ma è chiaro che una cosa del genere farà discutere.

Per anni abbiamo chiesto al vicino di tavolo Ah, sei vegetariano – di che tipo? Vegan? Mangi il pesce? E le uova? Lo fai per motivi politici, di salute, di gusto, di ambiente? Hai a cuore gli animali o vuoi semplicemente essere contro? Un argomento di discussione infinito. Ma ora è il nostro turno. Cosa faremo ora che la scienza offre un’alternativa alla carne di animale?

Perché è proprio questo che vi sto chiedendo. Mangereste carne ottenuta in laboratorio o pensate che sia una cosa disgustosa?

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41 commenti a Mangereste carne ottenuta in laboratorio?

  1. Io non la mangerei per lo stesso motivo per cui non mangio quella “vera”, proprio non sopporto il sapore della carne. Perché sì, c’è gente a cui la carne non piace davvero, non so perché tanti si stupiscono.

  2. avatar Brunposta

    E perche no?
    LE molecole di sintesi sono gia presenti in integratori vitaminici, medicinali, addittivi alimentari, etc…
    In questo caso, poi, non sarebbero nemmeno proteine di sintesi, ma “vere”, prodotte da cellule di animale, insomma, con tutti gli aminoacidi al posto giusto, se capite cosa intendo…
    Il lavoro grosso da fare sara il trovare il mix giusto di sapore e consistenza (le carni coltivate attuali hanno un sapore inesistente e la consistenza di un muco…).
    Mettendola su di un piano un po’ freddo e, lo so, ben poco da buongustai, credo addirittura che in futuro, se l’umanita vorra superare questa fase di adolescenza tecnologica, dovra necessariamente trovare un’alternativa ecologicamente piu sostenibile dell’allevamento per fornire le proteine alla popolazione.
    Forse un giorno la gente trovera barbaro e scandaloso che per millenni gli esseri umani allevassero animali per poi maciullarli e consumarne un po’ alla volta i cadaveri (certo, opportunamente conservati e/o imbalsamati)…!!!
    Molti dicono che, nel frattempo, la risposta sarebbe ridurre e/o azzerare il consumo di carne, e mangiare piu legumi.
    Si, certo, anche.
    Ma a problemi grandi bisogna rispondere con un mix di strumenti, e credo che le proteine di carne coltivata potranno, in futuro, diventare uno di questi.
    Scusate se il mio commento e’ un po’ estraneo all’atmosfera scanzonata e allegra di questo forum, ma ci tenevo a dire la mia.

  3. oh visto che fanno pure il sangue sintetico per i vampiri, faranno pure la ciccia sintetica per i carnivori. Ma io ci tengo troppo a mangiare cadaveri! forse la generazione successiva la penserà diversamente, in effetti hai evidenziato alcuni punti parecchio interessanti

  4. avatar gianluca

    io non la mangierò mai. solo l’idea mi fa venire i brividi. che schifo !!

  5. Semza prova credo sia difficile stabilire il sapore.
    E’ vero che chimicamente la molecola del laboratorio non e’ distinguibile da quella presente in natura, ma il sapore della carne dipende anche da altri fattori, come, ad esempio l’alimentazione.

    • avatar Kapakkio

      Si, credo che il punto sia proprio questo. Credo che riprodurre in laboratorio un prosciutto di maiale nero casertano di di Meo sia davvero difficile. ;-)

    • avatar Brunposta

      Qualcuno le proteine le ha gia coltivate… e pure mangiate (o almeno ci ha provato…)!
      Certo, c’e una gran differenza fra una vera bistecca ed un grumo di tessuto proteico prodotto da un ammasso di cellule staminali…
      Un organismo e’, chimicamente parlando, un universo altamente complesso composto da molecole organiche (grassi, proteine, carboidrati…), tessuti vari (cartilagini, ossa, etc…), e poi ancora acqua, vitamine, minerali, e chissa cos’altro (magari Dario lo sa…).
      Tanto a titolo di esempio, l’aroma di un semplice caffe e’ composto da centinaia di molecole odorose, e siamo anni luce dal poterlo replicare in laboratorio… immaginatevi quindi quanto ci vorra prima che la “surrogated meat” sappia di fiorentina alla griglia…

      Ma anche cosi, probabilmente e’ gia in grado di fare da concorrenza alla carne di pollo del KFC!

    • Non dite che allevare gli animali in condizioni disumane peggiori (e anche parecchio) il sapore della carne? Eppure tanta gente mangia questa carne.

  6. avatar fabrizio scarpato

    Dal momento che questo forum (???) è scanzonato e allegro, faccio notare l’involontaria comicità di quanto riferito dall’articolo:
    “”Il risultato è un ammasso di muscolo appiccicoso che, come per tutti i tessuti del genere, ha bisogno di esercizio fisico per stendersi e modellarsi, ovvero trasformarsi in una succulenta bistecca.
    Ancora è neccessario perfezionare le tecniche relative a quest’ultima fase…”"
    Sembra una scena di Frankenstein Jr, con lo scienziato che ancora deve perfezionare la tecnica.
    Più seriamente, una cosa è far “crescere” cellule e tessuti, altro è farli “vivere”, cioè acquisire le caratteristiche chimico-fisiche, fisiologiche, che la vita (dormire, mangiare, correre e altro) comporta.
    Sono sicuro che a qualcosa si arriverà, a qualcosa che non sarà bistecca (quello è un termine che ci fa comodo, oggi, a noi barbari ignari, per farci capire, per avere un metro di paragone) ma sicuramente un qualcosa di proteico mangiabile in diverse forme (forse hamburger o simili, e chissà McD come la pensa).
    Il paradosso è che chi rifiuta la carne perchè proviene da cadaveri, si troverà a mangiare una simil carne proveniente, in fondo, da animali vivi: non è forse più disdicevole?

  7. Io ho sempre sostenuto che i manzi fossero troppo prolissi. Dovrebbero essere più sintetici.

    Quanto sò pulp

  8. quando mettono in commercio ‘sta roba divento vegetariana

  9. e ora Safran Foer come li chiamerà questi: Synthetarians?
    io sul synth mi fermo al mitico Moog ;)

  10. avatar Arcangelo Dandini

    Bho!!!!!!!! Sul piano etico certamente si, ma su’ quello organolettico ho seri dubbi.La carne , che io sappia, deve anche vivere in certe condizioni ed essere alimentata in un certo modo per avere sapore, consistenza e altro…..

  11. avatar dink

    Sbaglio o si sta andando verso i mondi alimentari descritti da Asimov nel romanzo Abissi d’acciaio (lo zimovitello) e nel racconto fantagastronomico Good Taste?

  12. Di “carne cresciuta in laboratorio” se ne parla da piu’ di quattro anni.
    La carne coltivata deriva da colture cellulari. Si può partire da cellule ottenute da muscoli di diversi animali (bovini, ovini,ecc) e la crescita avviene in laboratorio. Avvenuta la proliferazione, le cellule vengono fatte aderire a dei substrati adeguati e nutrite con soluzioni apposite (mezzi di coltura) ricche di sostanze nutritive Allo studio dei sistemi per aumentare le dimensioni della carne coltivata e per modificare anche la composizione della carne (proteine, acidi grassi ecc).

    Siete pronti per il virtual tour nella Meat Lab?

    http://www.pbs.org/wgbh/nova/sciencenow/3302/05.html

    Pioniera nel settore è la New Harvest.

    http://www.new-harvest.org/default.php

  13. avatar Bacco

    Azzo, non bastavano le puppe al silicone????

  14. avatar Chefclaude

    Mi sembrerebbe, a mangiarla, di considerare il carnivoro che è in me come qualcuno, o qualcosa piuttosto, capace di addentare qualsiasi pezzo di carne.
    Sarà stato questo lo spirito che ha improntato l’intera operazione?

  15. Per me possono mangiarsela tutta loro. Più carne vera per noi, e magari più buona.

    • avatar ciccio sultano

      ….”magari più buona” questo è il vero problema trovare una carne più buona! lasciando perdere chi ha scelto di essere vegetariano, che mangi vegetali dato la sua religione vegetariana….mà!!ma!! cosa mangiano i vitelli per diventare manzo? questo è il vero problema. Chi aspetta e fà la frollatura dando dignità alla parola? Chi dei foodies è in grado di mangiare un’amimale in semi stato brado o in stato brado, dove è da cucinare bene e da masticare(nelle proporzioni della mastacata :-) ) )… dato che la tendenza è nel mangiare carne dalla consistenza flaccida…parlo di alta ristorazione e bassa temperatura….una lepre cacciata? un colombaccio giovane cacciato a settembre?, comunque un pò duro sempre in coscia e morbido in petto.. cacciato a novembre e come se avesse messo un giubotto anti proiettili…
      si può riflettere sul fatto che 99% della carne di manzo o vitello in giro è pessima?
      ho bisogno di capire se è solo una mia impressione…..

      • avatar Enrico Marsili

        Quoto Ciccio Sultano, anche se un po`OT. LA carne in commercio sta diventando sempre piu`flaccida, e fra un po`ci sara`poca differenza tra la consistenza di una bistecca e di una coltura cellulare.
        A settembre in Messico mi sono quasi slogato la mascella per mangiare il michote e il barbacoa (di capra). Per non parlare del petto di pollo (per mio figlio) che ha richiesto 30 minuti a bagnomaria, anziche`i consueti 10 necessari per la carne qui in Irlanda.
        Non dico necessariamente che la carne allevata a terra e con meno grasso sia sempre piu`buona, pero` i denti vorrei usarli ancora per masticare (lentamente) e prolungare le sensazioni di un buon pasto. Se no la prossima volta che mangio una bistecca di elk mi tocca usare lo sminuzzatore.

        • Cicco ha smotato tutti i commenti che dicevano IO NO! NON LA MANGERO MAI!
          Ma vi siete visti la puntata di report sul latte, dove si selezionano mucche con mammelle che quasi esplodono.
          Dopo due anno la resa di latte diminuisce e la carne a tutta a macello a 3 euro la kg., Costa di piu gli asparagi.
          Per non parlare che tutto quel latte in suo figlioletto (vitello) nemmeno lo assaggera’! glielo ridanno in polvere, magro, senza minerali, perche scuriscono la carne.
          Dopo …le mamme, se la ciccia di vitello non e’ bianca, non la comprano per i pargoletti. E molto meglio un vitello anemico.
          Qui si parla come se tutti mangiassero cinta senese, la chianina, il pollo di bresse…..
          Ma volete scendere dalle nuvole, che esiste purtroppo anche un’altra realta’.
          E poi pensate veramente che se il probblema della carne in laboratorio fosse, il sapore o gli aromi terroir, ecc… le aziende di aromi non sono gia pronte a soddisfare il mercato?:D

          Scusi Cosa desidera carne riprodotta, ai profumi di Greve in Chianti, oppure ….dica lei? abbiamo….al sapore di lombarda allevata solo fieno ed erba di primavera, poi abbiamo gusto appennino, poi al gusto della Pampa Argentina senza ormoni pero!
          Abbiamo anche al gusto irlandese mezzo torbato….:)))))

  16. A me è bastato sapere che nel piatto potrebbe arrivarmi della carne “rielaborata” (non so come descriverla altrimenti) http://dailystefstm.blog.com/2007/05/19/siamo-quello-che-mangiamo/

  17. Potrei mangiarla, certo! Magari solo alcune “varietà”, chiamiamole così, perché ci sono tipi di carne che proprio non mi vanno giù, ma io sono veg per una questione etica, non perché non mi piaccia la carne.
    Quindi una fettina di fibre muscolari prodotte in laboratorio da una cellula il cui precedente proprietario continua a grufolare nell’aia, perché no?
    Farei contento mio padre…

  18. avatar cinque anni?!?

    carne in laboratorio: sarà in vendita tra cinque anni

    [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/fattedanoi/donia/66.gif[/img]
    dalle mie parti speriamo anche prima, lette certe proposte di legge…

    basta macellare i cavalli, è subito polemica

    Il cavallo pesto, la tagliata, lo stracotto e la tartara potrebbero presto sparire dalle tavole dei parmigiani, se dovesse passare una proposta di legge depositata a novembre dall’onorevole del Pdl Paola Frassinetti. “Norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali d’affezione“, è il titolo della bozza della proposta di legge, che prevede sanzioni salatissime per i trasgressori – dai 2 mila ai 50 mila euro – punibili anche con la reclusione da tre mesi a tre anni.

    Lo scopo è chiaro, «spezzare la terribile catena vecchiaia-macello che ha condannato a questa triste fine migliaia di animali non più idonei all’esecuzione di prestazioni agonistiche e di lavoro in genere, per motivi di malattia o di anzianità». Ma in una città come Parma, dove il cavallo è un piatto della tradizione e dove decine di persone sono impiegate nella lavorazione delle carni, i nobili propositi della Frassinetti si scontrano con un’abitudine alimentare che dura da secoli.
    (da gazzettadiparma.it)

    Pensare a una Parma senza il cavàl pìst, per tutti i parmigiani doc è un’eresia tanto quanto sarebbe pensarla senza gli anolini o i tortelli d’erbetta. Perché a Parma, quando si dice «a jò magnè dal pìst bon bombén» nessuso pensa al condimento genovese. E se entrate in una macelleria equina
    e sentite qualcuno chiedere del “macinato di cavallo”, state pur sicuri che non è originario di Parma. Perché per noi parmigiani la carne cruda di cavallo è solo e soltanto il cavàl pìst. La carne di cavallo, a Parma, è prima di tutto un’istituzione, tanto che le macellerie equine sono in ogni quartiere della città.

    Sarà anche vero, come dicono i firmatari della proposta di legge, che il consumo della carne di cavallo è di nicchia. Ma è una nicchia che a Parma si allarga molto: oltre al pìst, infatti, verrebbero a mancare prelibatezze assolute come gli ossibuchi di puledro, che col loro gusto impagabile dan la polvere a quelli assia più noti – ma infinitamente meno buoni – di vitello. E che dire della sorte del famoso stracotto di asinina?

    Questa proposta di legge, al di là delle rispettabili opinioni di ciascuno, è per i parmigiani un vero e proprio “attentato” alle tradizioni. La parola, a questo punto, passa alle istituzioni: a Firenze il sindaco Renzi ha fatto il diavolo a quattro, per salvare vino & lampredotto. A Parma qualche politico lo imiterà al grido di «salviamo il cavàl pìst?»
    (Gian Luca Zurlini, Gazzetta di Parma del 3 gennaio ’10)

    [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/fattedanoi/donia/60.gif[/img]
    immediata, ironica pasquinata: in cambio del ritorno del gelato alla buvette,
    la nostra Sen. Soliani potrebbe intercedere per far ritirare questa proposta?

    • avatar cià, lo recupero

      [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/varie/pag2/42.gif[/img]
      certa gastronomia persiste e resiste, riecco il come e perché

      La proposta di legge 2268, “norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali di affezione”, è stata presentata il 9 marzo 2009 dalla on. Frassinetti e poi assegnata alla XIII commissione agricoltura il 22 settembre ’09.

      Attualmente la proposta è quindi ferma in commissione; e visto il numero di proposte precedenti a questa che tale commissione deve ancora discutere, e visti i tempi biblici che ‘ste leggi così importanti richiedono, ci sono buone probabilità che semmai la proposta passasse l’esame della commissione prima che sia discussa e approvata nei due rami del Parlamento la legislatura sia terminata e che la proposta cada nel dimenticatoio.

      C’è poi da dire che il Segretario della commissione agricoltura è un parmigiano: speriamo dunque che l’on. Rainieri faccia valere le tradizioni della nostra cucina e difenda i posti di lavoro in pericolo.
      (nei commenti)

    • avatar nove mesi dopo

      cavàl pist, Parma chiede un marchio di qualità

      Bologna, 27 ott – Qualche mese fa, quando una ventina di macellerie equine avevano dato vita all’Associazione per la tutela del cavallo pesto, l’avevano detto chiaro e tondo: «il primo obiettivo sarà ottenere l’iscrizione nell’albo dei prodotti tradizionali dell’Emilia Romagna». E oggi, a Bologna, daranno seguito a quel proposito: nella sede della Regione verrà depositata la richiesta di riconoscimento di uno dei piatti più tradizionali della cucina parmigiana, riconoscimento che è un po’ una sorta di Dop regionale ma che più che alla rigidità del metodo di produzione fa riferimento alla continuità della preparazione nel tempo.

      [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/fattedanoi/donia/28.gif[/img]
      completo e commenti sulla gazzettadiparma.it … parmigianate

  19. Pingback: Chi ha detto che i vegetariani non scop**o? | Dissapore

  20. avatar marty

    non la mangerei perchè sono vegetariana anche per motivi di salute(penso che comunque non sia sano per l’uomo nutrirsi di carne) sto bene cosi,meglio di prima…l’idea di mangiar carne mi fa schifo,del tessuto muscolare animale in putrefazione…bleah…io mi sento vegetariana dentro!!! ;-) comunque sarebbe bellissimo se molti carnivori ostinati mangiassero questo tipo di carne piuttosto che carne proveniente da allevamenti,causa di sofferenza e morte animale!

  21. avatar stefano

    Il che , inevitabilmente ci porta di nuovo al punto che noi mangiamo quello che ci piace , e quello che ci piace ce lo ha fatto magiare qualcun altro a cui piaceva …..
    Io piuttosto mi chiedo , ma questa carne sintetica avrà un costo di produzione conveniente ?

  22. avatar Giulia

    Onnivori: siete ostinati e brutti dentro.Sapevatelo.
    ….
    Va là, va.
    Comunque no che non la mangio la carne finta, diamine.

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