McItaly sì, McPuddu’s no

Questo è il testo della diffida inviata dall’ufficio legale di McDonald’s a Ivan Puddu, il giovane imprenditore che ha creato McPuddu’s e McFruttus, due fast food “alla sarda”. “Vi indirizzo la presente per nome e per conto della assai nota società statunitense McDonald’s International, che rappresento in Italia nel settore della proprietà intellettuale e industriale. La McDonald’s è venuta a conoscenza del fatto che state usando il segno McPuddu’s come marchio apparentemente non registrato e come insegna per servizi di ristorazione, e come potete comprendere l’uso di McPuddu’s per tali servizi rappresenta una violazione dei diritti anteriori della McDonald’s, dal momento che crea un chiaro rischio di confusione“.
Un chiaro rischio di confusione?

Non avendo le possibilità economiche per affrontare controversie giudiziarie con una multinazionale, Puddu ha preferito cancellare il suffisso “Mc” con una striscia adesiva, sostituendolo con un più nostrano “De” affiancato dall’inglese “censored”, censurato.
Il precedente del “Mac Bün.
McItaly, quando il Made in Italy fu svenduto a McDonald’s
[Fonte: L'Unione Sarda, immagini: Facebook]








accidenti, non posso neanche dichiarare un boicottaggio di protesta nei confronti di mcdonald, visto che non entro nei suoi locali dai primi anni 90 (o ultimi 80?).
comunque… vergogna!
Che bisogno aveva di imitare Mc? Per fare lo spiritoso o perché non si fida di quello che fa?
Effettivamente. Vista la cattiva nomea del marchio, sembra quasi un atto di autolesionismo.
Ricordate il vecchio ma divertentissimo film “Il principe cerca moglie” ? Il futuro suocero di Eddie Murphy (per altro antipaticissimo) gestiva appunto un McDowell … e raccontava di avere le stesse problematiche.
Se uno poi cerca un facile “traino” sfruttando il riciamo del “Mc” sulle “menti deboli” non deve poi lamentarsi se succedono queste cose ….
Simpaticissimo e accorto il Signor Ivan che a mio avviso ha fatto benone a non scontrarsi col gigante Golia, ma rimarcando la censura ne avrà un ritorno pubblicitario anche maggiore. Chissà perchè però queste dimostrazioni di forza dei “grandi” a me sembrano sempre atti di debolezza…forse sono una che capisce poco
Pubblicità gratuita. Come “il settimanale che vanta 1000 tentativi d’imitazione” o giù di lì.
COn una letttera ne parlano tutti i giornali e questo blog, semplice no?
Oh, già…..Mica stupido il Sig. Ivan!!;-)
Operazione pubblicitaria perfettamente riuscita. Nulla sappiamo pero’ sulla bonta’ dei prodotti della sua intelligente iniziativa commerciale.
Speriamo siano migliori di quelli del colosso americano che, per inciso, mi onoro di aver testato una sola volta…e mi è bastata… per non rimettervi piu’ piede.
Angelo, credo che Mc se ne freghi del tuo boicottaggio, che come tutti i boicottaggi è un vero flop.
“Intelligente iniziativa commerciale”. Ma se è così bravo, perché copia? Implicitamente suggerisce che i suoi prodotti sono come quelli di Mc. E secondo te, non è buona cosa; come la mettiamo?
P.S. Tanto non se ne parlerà più domani.
Continuo a non capire il perché fare battage pubblicitario in questo modo, nel senso: comprendo che è una strada molto semplice per arrivare alla cronaca e sui blog, ma poi? Come fai a scrollarti di dosso il fatto che ti sei dato un marchio che, a livello di prodotto, non richiama di certo l’eccellenza? La pubblicità dura qualche giorno, l’impressione evocativa dell’immagine che hai scelto dura anni. Mi sembra una scelta miope e inutile. Se avessero trovato un nome comunque efficace ma, prima di tutto, avessero fatto parlare di loro per la bontà, l’originalità o qualunque altra peculiarità dei prodotti, forse avrebbero avuto un effetto migliore e più duraturo, visto anche il fatto che qui sopra, su internet, siamo sempre di più e sempre più critici…
La protezione della proprietà intellettuale e industriale (marchi registrati) è cosa sacrosanta e giusta…
Sia che lo faccia Mc Donald sia che lo faccia Caio Sempronio.
La Legge, piaccia o no, deve difendere il grande come il piccolo, quindi non si facciano eccezioni.
La tutela non è mai troppa e mi sembra davvero inutile, oltre che anacronistico e profondamente errato, gridare allo scandalo o indignarsi.
C’è casomai da chiedere a chi giova? Mi sembra solo un (inutile) modo di cercare notorietà, scimmiottando un marchio che come ha ben detto Marco non è certamente sinonimo di alta gastronomia…
Boh…
Caro Claudio,
purtroppo la legge, pur essendo imparziale concettualmente, non lo è praticamente. Sarebbe bello se, in effetti, il piccolo e il grande fossero tutelati allo stesso modo, ma, sfortunatamente, finisce (quasi) sempre per spuntarla il secondo. Basti pensare a vicende famose come quella del signor Luca Armani che, anni fa, che creò un sito per la sua piccola attività, registrando il dominio armani.it. Nonostante la legge preveda che due persone con lo stesso cognome hanno lo stesso diritto di registrare il loro cognome.it e il dominio appartiene a chi lo ha registrato per primo, gli avvocati dell’impero Armani hanno fatto di tutto per sottrarglielo, finché ci sono riusciti.
Si, ma questo non toglie che copiare/imitare/scimmiottare un marchio registrato non sia corretto e che facciano bene a tutelare.
Indipendentemente da chi sono gli attori, of course.
Questo senza dubbio. Infatti il mio commento aveva lo scopo di far notare come indipendentemente dal fatto che il più debole abbia torto (come in questo caso) o ragione (come nella vicenda che ho riportato), “guardacaso” la spunti quasi sempre il più forte.
non è un inutile modo di cercare notorietà, perchè mcdonald funziona e piace a (quasi) tutti.
alta gastronomia? interessa solo a una nicchia di persone, i gastrofanatici. per il pubblico “grosso” attira sicuramente di più il mc che l’alta gastronomia.
ecco perchè il marchio mc viene spesso scimmiottato, per attirare gente, non per altro.
è chiaro che un ristorante stellato non scimmiotta il mc, perchè è indirizzato a un altro tipo di pubblico e di prodotto.
ma per un “vendipanini” sicuramente il marchio mc attira l’attenzione e quindi probabilmente porta gente.
E allora fa bene MC Donald a farli correre…
le ideee altrui fan sempre gola a chi ha poco del suo…
Il Mc Puddu’s sta nei pressi del porticciolo di Santa Maria Navarrese, in Ogliastra. Paesino tuttora meraviglioso e scarsamente turistico. Io ci sono praticamente cresciuto (circa 20 anni di vacanze estive) e devo dire che gli ogliastrini hanno sempre avuto senso dell’umorismo nei confronti dei propri cognomi: Puddu è il pollo e c’hanno giocato sopra, anche se là consiglerei i culurgiones da asporto.
Ricordo negli anni ‘70, forse a Tortolì – che è là vicino – un locale preso in gestione da due coniugi, tali (se non erro) Efisio Cau e Daniela Boi. Ne uscì fuori un’insegna al neon: un cavaliere con cappellone texano, pistola e stivali e la scritta “Il Bar dei CAUBOI”
Senso dell’umorismo che probabilmente difetta a McDonald e agli altri commentatori di questa notizia…
Dubito che si tratti di mancanza di senso dell’umorismo… e onestamente mi ci vedo davvero poco nelle vesti di difensore di Mc Donald…
Ma non posso non credere che ogni qual volta si vuol far “business” col sedere altrui… c’è poco poi da meravigliarsi se ti scrivono gli avvocati…
Sinceramente, pur coi miei due neuroni bolliti dal caldo agostano, e pur ignorando il dialetto sardo e conseguentemente non essendomi accorto del gioco di parole tra Puddu e pollo, ho intepretato subito l’inziativa come uno scherzo, al massimo una citazione del noto marchio.
Mai e poi mai penserei che qualcuno, sardo, “del continente” o straniero possa confondersi tra la panetteria sarda e l’hamburgeria americana, visto che anche la grafica dell’insegna è completamente diversa; pensare che il McPuddu’s possa intaccare il businnes di McDonald, poi, francamente lo trovo ridicolo. Il tono di scherzo è confermato dalla reazione, di sorpresa, del titolare, che poi si è limitato a “cerottare” l’insegna.
Infine, il tono pieno di astio e di dietrologia nei confronti del Puddu presente nei commenti e la difesa d’ufficio di una multinazionale che evidentemente non ne ha affatto bisogno (molto italianamente, sempre a difesa del più forte, eh?) mi muove ad esclamare a viva voce: mavaffaculurgiones!
Non ne ho più di te di neuroni, e non credo che l’aria condizionata mi metta in particolare stato di grazia…
Ma ci vuole anche poco a dire che se era uno scherzo, per me, non è poi sta’ gran cosa…
I cerotti mi sembra di capire che li hanno messi dopo che gli è arrivata la diffida… facile… come è facile dire scherzavo…
Ma ha fatto bene a tornar sui suoi passi, tanto quel che voleva l’aveva gia ottenuto… giusto?
Circa il difendere la multinazionale o il piccolo imprenditore artigiano non vedo dove sia la differenza, a meno che non si voglia dire che siccome sono antipatici a molti (me compreso) allora va bene… Non va bene, no no…
Il diritto è diritto e vale per tutti, o vogliamo credere che in un paese di leggi ad personam tutto può essere messo in discussione violando leggi e regolamenti se è per mero interesse privato?
Ad osservar la Legge non si sbaglia mai, credimi.
E non ci vedo ne astio (??) ne dietrologia (???).
Risparmio di ricambiare il tuo fine saluto (sic)
Va bene, continuiamo così, facciamoci del male… Vedo che alla combriccola dallo scarso umorismo si è unito pure l’assessore regionale dell’Agricoltura sardo Andrea Prato, anche se dall’altra parte della barricata: figurati se non finiva tutto in politica!
Tutto questo casino per una faccenda che poteva e doveva al massimo finire nella mitica rubrica “Botteghe Oscure” del defunto settimanale satirico “Cuore”.
Niente astio e dietrologia verso Puddu, già, trattato manco fosse il peggior criminale, un furbo che ruba clienti a McDonald (che a quanto pare potrebbe essere messa in ginocchio da una… panetteria!).
A parte la presunzione d’innocenza, a parte il fatto che non c’è stata nessuna denuncia tranne la lettera di diffida dell’avvocato, ma siam tutti proprio sicuri sicuri della ragione di McDonald di fronte alla Legge? “http://www.huffingtonpost.com/2009/09/08/mcdonalds-loses-trademark_n_279089.html”
Alla luce di questa spiegazione, ritratto tutto quello che ho scritto prima.
Bisogna inchinarsi e plaudere a simili Cazzari che, come nel mio caso, hanno portato alcuni totalmente fuori strada, a prenderli sul serio e a scrivere simil-elegiache sulla multinazionale.
Non sapevo del Puddu=Pollo, eccezionale.
Grazie, Riccardo.
Non sapevo cosa fossero i culurgiones e mi sono documentato
http://www.sardegnaagricoltura.it/documenti/14_43_20070607163946.pdf
Trattasi quindi di pasta ripiena da bollire in acqua (tipo raviolo) e condire a piacere oppure
http://www.sardegnaturismo.it/index.php?xsl=15&s=2893&v=2&c=2975&t=1
da cuocere sulla graticola o friggere (stile calzone): immagino che siano questi ultimi quelli “da asporto” (vista anche la modalità di cottura rapida)
Considerata la lista degli ingredienti, tra lo strutto nella pasta e i “grassi animali” (??) nel ripieno (per altro, patate, pecorino e aglio ) non sembra proprio uno snack dietetico e/o “leggero”. Forse il richiamo agli odiati Mcburger non era così peregrino …
Sempre a criticare i panini americani, pessimi o ottimi, qua conta.
Quello che conta è copiare-ricordare, in questo caso il marchio più famoso dei panini americani.
Della serie “Tu Vuò Fa’ L’Americano”.
[img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Manger/casserole-manger.gif[/img]
‘mazza che minestrone di argomenti!
in seguito forza pure la news sulla dieta mediterranea (dice «oggi ritenuta patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco» quando invece l’iter è in corso), tutto ’sto minestrone per una questione così semplice: se anziché McDonald’s si chiamasse DonMald’s, il suffisso scelto dal signor Puddu per sottintendere fast food sarebbe stato Mc o Don? Ok dunque cavalcare politicamente la cronaca per far parlare un po’ di Sardegna, attenzione però alle gaffes logiche: se è vero com’è vero che i culurgiones esistono da molto più tempo dei cheeseburger, in tutto ’sto tempo in più non dovrebbe essere stato difficile inventarsi un suffisso commerciale identitario per smerciarli meglio…
Basterebbe che gli eventuali denari pubblici sperperati in simili facezie venissero riaddebitati dalla Corte dei Conti a chi ne avalla l’utilizzo… nella fattispecie l’arguto assessore…
Vedresti come farebbero alla svelta a parlar di calcio invece che di altro.
Certo, il Mc è tipicamente sardo, coì come il genitivo sassone Puddu’s. Da piangere, se anche la Regione ci si mette. Ma se avranno il coraggio di andare in trbunale sono certo che perderanno.
McPuddu’s tipicamente sardo! Ma dai!
[...] la nota vicenda (ne parla Manuele Berti su dissapore, e la stampa, dall’Unione Sarda all’Unità alla Nuova Sardegna a Repubblica, e anche a [...]
caspita l’altro giorno petrini che parlava dei pastori sardi , oggi che lascia dichiarazioni su repubblica dell’accaduto…
ma i giornali di ny ne hanno parlato?
c’è una sezione di prodotti sardi a eataly?
mc donald come vive l’apertura di eataly a ny?
kiss
bd
Da quando ho letto questo articolo ho avuto, probabilmente a torto, una strana sensazione. Cioè che il Sig. Puddu stia facendo la madonnina infilzata come da copione che aveva predeterminato.
Mi spiego meglio. Mesi fa fece notizia la vicenda del locale piemontese Mc Bun (in dialetto “ma che buono”), un fast-food a chilometri zero.
Mc Donald’s decise per la guerra ed i proprietari del nuovo locale decisero a seguito della diffida di cancellare dall’insegna il prefisso incriminato.
Immagino che i ristoratori piemontesi, che detto tra noi effettivamente propongono panini parebbe ottimi, avevano voluto, all’atto di scegliere il nome del loro locale, giocare con quel MC che aveva effettivamente un duplice significato, cioè segnalare si trattava di un fast-food e specificare che l’origine della proposta gastronomica era di marchio piemontese.
Nonostante la modifica del marchio, il battage mediatico dovuto al fatto la catena americana si fosse mossa per dare battaglia ad un localino italiano ha permesso ai ristoratori piemontesi di ottenere un indubbio vantaggio: per giorni e giorni quotidiani, agenzie stampa, blog e forum hanno parlato di questa nuova realtà.
Diciamocelo, la proprietà di Mc Donald’s risulto’ a chiunque leggesse dell’accaduto piuttosto antipatica ed un moto di simpatia per i proprietari di MC Bun (anzi Bun) nacque spontaneo tra i lettori.
A mio modo nessuno usci sconfitto. Tantomeno i proprietari di MC BUN o BUN che dir si voglia. Certo, pubblicità gratuita ma ottenuta involontariamente.
Ora Puddu ha voluto scoprire l’acqua calda. Sicuramente sapeva benissimo del precedente e sapeva altrettanto bene che Mc Donald’s non avrebbe potuto usare due pesi e due misure e che quindi avrebbe agito come in passato. Oltretutto, diciamocelo, Puddu non aveva dalla sua neppure la ragione del dialetto perchè MC Puddu in sardo vuole dire meno che niente.
Ed ecco che questa volta la faccenda mi suona sgradevole, studiata, preordinata e scopiazzata. Di cattivo gusto, insomma.
Cominciamo bene?
Ma Mac Dario del Cecchini non è interessato alla multinazionale? eppure….
http://www.dariocecchini.com/mac_dario.html
Probabilmente la “differenza” sta nell’impiego di insegna e colori che ricordano il marchio “originale”.
Altrimenti tutti gli scozzesi verrebero perseguitati …..
eppoi la “multinazionale” ha fatto il mc italy,
che suona tanto come made in italy,
ma vadano affanculo
Il McItaly nasceva da un accordo con il nostro Ministero con l’idea (un po’ malsana) di proporre il Mc all’italiana. In realtà è venuto “all’italica” …
Se è per questo, almeno all’estero, sono riusciti a scimmiottare anche altro. Guarda un po’ qui:
http://www.mcdonalds.ch/it/attualmente/insalata-toscana–4-1860.htm
Notare che nello stesso sito si specifica che le verdure usate nei Mc Donald’s Svizzera sono tutte di produzione elvetica.
Anche le carni delle nostre “svizzere” si spera siano rigorosamente italiche …
Vero, ma …. ma … ma la differenza è colossale. Quando noi si dice “cuciniamo una svizzera” in realtà intediamo rifarci alla ricetta (carne macinata e pressata) e non alla provenienza dell’alimento.
Peraltro, anche il termine svizzera deriva da una distorsione. Difatti se ci pensi il termine hamburgher, usato nei paesi anglosassoni ed ai giorni nostri anche in italico territorio, vuole significare “da Amburgo”, per sottolineare che la ricetta è originaria della cittadina germanica. Ecco che svizzera quindi è solo un termine che richiama le origini nord europee (teutoniche ma anche della Svizzera tedesca) della consuetudine di macinare e pressare la carne di manzo.