Micro storia della fellatio nella pubblicità

La nuova pubblicità Burger King

Più che micro, la nostra storia è da una botta e via. Nessuno avrebbe il tempo di scovare ogni cosa edibile (ma anche no) messa in bocca ad avvenenti signorine da schiere di pubblicitari. E se pensate che il problema sia mio, che sto proiettando le mie perversioni dentro un panino, guardate a sinistra la nuova pubblicità della catena di fast food, Burger King. La foto a destra invece è stata presa in un ristorante. Piccolo indovinello: dove si svolge la scena, e cosa sta accadendo?

La nuova pubblicità di Burger King

“Sazia il desiderio di qualcosa di lungo, succulento…”.

Massimo Bernardi

commenti (26)

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  1. Proietti le tue perversioni? Si tratta di un pompino, normale attività sessuale, non parlerei di perversioni e comunque a destra la fellatio gastronomica si svolge alle Calandre, anch’io ho fellato :-))

  2. Però, che sfiga Dissapore, la prima risposta all’indovinello è di uno dei maggiori esperti di ristoranti in Italia. Suspence rovinata. Una che ha fellato come Bonilli

    1. Non contano le dimensioni, ma come si imbottisce un panino 😉

  3. in realtà io penso che certi spot servano più che altro a riempire le frustrazioni dei pubblicitari… pensiamo realmente per una volta al target, cioè al cliente: 1) cliente donna, per quale motivo avrei bisogno di surrogare i miei appetiti con un hamburger quando fuori c’è una fila di uomini e “papi” che aspettano con gioia un “servizietto” simile?; 2) cliente uomo, come posso addentare un hamburger che mi richiama alla mente il membro maschile?
    passato il sorrisetto iniziale dovuto alle fantasticherie, quanto funziona realmente uno spot del genere?

    1. giusto, però hai dimenticato che il sogno segreto degli italiani è farlo in ascensore… capirai che ci vuole poco a vendere con un pubblico così scarso di immaginazione e fantasia.

      ;-))))

  4. E’ proprio questo il punto. Se avete familiarità con l’inglese leggete cosa dicono questi studi. Il sesso non aiuta necessariamente a vendere

    1. forse non aiuta a vendere- ho dei dubbi- ma a riflettere si perchè la penetrazione che sia in bocca o in vagina o dove meglio desidera la tua mente è sempre qualcosa che penetra “dentro” appunto.

      a differenza di un abito,occhiali o scarpe che rimangono sulla pelle sex and food vanno dentro.
      il cibo si oggettivizza diventando un tabu, e in questo senso diviene opera d’arte. come un sextoy, una volta bacchettato come un gioco osceno, diviene un oggetto di design, da esibire senza vergogna . Il cibo è e sarà sempre di più spunto per riflettere sul proprio corpo, spesso mercificato come oggetto di profitto dalle multinazionali.
      nel cibo l’individuo cerca la consapevolezza della propria esistenza, il cibo diviene la moda contemporanea capace di entrare nel nostro corpo.

      perciò ben venga la sessualizzazione del cibo ancora più estrema e in tutte le sue sfaccettature nascoste.

      perchè non fare una ricerca su luoghi dove si mangia bendati ,al buio o in situazioni offlimits?
      perchè non approfondire l’aspetto antropologico oltre a quello della qualità, innovazione e altre seghe che ormai le sanno tutti ?

      kiss indecenti
      bd

  5. Qualche anima buona si prenderebbe la briga di spiegare a noi comuni mortali che non ci siamo mai stati in cosa consiste la fellatio alle Calandre. Grazie

    Scusate, ma Bonilli è gay? 🙂

    1. La “Fellatio” degli Alajmo o “pipa al rum” è un vaporizzatore contenente appunto rum, che viene spruzzato in bocca all’ignaro cliente (prima del caffè ovviamente):-) Per il contenuto esatto rimando a qualcuno con un’esperienza a Rubano piu’ recente della mia…

  6. Molto, ma molto, ma molto oltre il buongusto. Mi riferisco alle Calandre, ovviamente. Tra ciucci inzuppati & co. ha abbondantemente stufato. Qualcuno convinca i titolari che al ristorante si va per mangiare.

    1. …nelle trattorie si va per mangiare…in altri posti anche no. Alajmo può fare del cibo quello che vuole, e tu -- cliente- puoi andarci oppure no. Il mondo non è piatto, per fortuna c’è chi fa dell’ironia anche sul cibo. Possiamo discutere del fatto se questa “specifica” ironia sia abusata, è un altro conto…
      Anche sul sesso si può o deve fare ironia: ma associare il panino al pompino è come cazzeggiare in cucina con le zucchine.

    2. > è come cazzeggiare in cucina con le zucchine.

      beh non è male e soprattutto cazzeggiare come di comanda non è una cosa semplice,con le zucchine poi e per di più in cucina diventa un lavoro faticosissimo se ci pensi!

      kiss
      bd

    3. “cazzeggiare come di comanda” non è male! spero sia volontario!

    4. darling era chiaro che se cazzeggi divinamente lo devi fare volontariamente, un pò come i pompini!
      hai presente?
      kiss
      bd

    5. no, no! parlavo di cazzeggio perfettamente riuscito nel tempo necessario ad assolvere la “comanda”; se ce la fai, capisci che volontariamente e divinamente sono due avverbi contemporaneamente inesistenti e inutili.

    6. sorry , prima ho fatto un errore
      “intendevo cazzeggiare come dio comanda”

      da questo mio errore mi sa che io dicevo una cosa e to un’altra per arrivare dove?
      illuminami …
      kiss
      bd

    7. …mmmm illuminarti…Ma no, cazzeggiavo! Ora scusami torno in cucina, ho da fare con le zucchine.
      bizou

    8. Poi, volevo dire a bio doll: “approfondire l’aspetto anropologico” della fauna che vive nelle cucine, oltre a quello di chi consuma… quello si, sarebbe interessante, più dell’approfondirlo sul cibo in sè. In questo (come in altri casi) l’oggetto in realtà non esiste.

    9. ancora più affasciante se non esiste…
      comincia a visualizzarlo!
      anche la net.art non esisteva !

      open mind honey…

      kiss
      bd

  7. Stavo ripensando al titolo del concorso “Quanto casino per un panino” fatto anni fa dal mio amico Enzo Baldoni per McDonald e mi vedo questo annuncio Burgher King: ormai non fa più casino nemmeno un pompino.