Milano, i furbetti del barettino

Lo scontrino del Caffè Mercanti

Per capire se la sciagura del doppio prezzo—uno per i turisti l’altro per gli italiani—sia prerogativa esclusivamente romana, due giornalisti della redazione milanese di Repubblica, Franco Vanni e Teresa Monestiroli, si sono seduti in tavolini diversi dello stesso bar consumando le medesime cose: lei con la piantina di Milano alla mano, una rivista francese e un inglese sicuro; lui con un quotidiano italiano, il casco e l’aria da milanese rimasto in città a lavorare. Volete sapere come è andata?

Bar Sì in galleria Vittorio Emanuele | Viene chiesta una spremuta d’arancia, pochi minuti dopo arriva un bicchiere d’acqua sporcato con dell’arancia spremuta. Il conto? 10 euro a testa. Soldi, che nel caso della turista, vengono intascati in nero.

Bar del Corso in corso Vittorio Emanuele | L’ordine dei due giornalisti è un decaffeinato più un bicchiere d’acqua. L’espresso arriva accompagnato da una bottiglietta di mezzo litro non richiesta. La finta turista paga 6,50 euro, il milanese 4 euro.

Caffè di piazza San Carlo in corso Vittorio Emanuele | Un succo di frutta al tavolo arriva insieme a patatine e olive. il conto è corretto: entrambi 6 euro.

San Babila Caffè in via Montenapoleone | La straniera paga il succo di frutta 4 euro, il milanese 3. La tassa-straniero è del 30 per cento.

Caffè Mercanti in via Mercanti. Vengono ordinati un toast e una bottiglietta d’acqua minerale. Una signorina sorridente batte lo scontrino fiscale: la straniera spende il DOPPIO, 10,50 euro contro 5,30.

Gelateria La voglia in via Dante. Tutti e due spendono 5 euro per una coppa alla crema.

Caffè de Ville in piazza Cadorna | Il conto per lo straniero è di nuovo salato: un caffè al tavolo 3 euro, mentre il milanese ne paga solo 1,50.

Savini in Galleria Vittorio Emanuele | Spremuta ottima e conto identico: 10 euro.

Bar Duomo in piazza Duomo | Un’acqua minerale da 3 euro per entrambi – anche se alla straniera non viene rilasciato lo scontrino.

Bar Brera, di fronte alla Pinacoteca | Anche qui niente ricevuta per chi viene da lontano, ma almeno il prezzo è lo stesso: 1,60 euro.

Tra spremute d’arancia, caffè, acqua minerale, toast e gelati in 4 locali su 10 la turista ha pagato molto di più, in un paio di casi addirittura il doppio. In altri tre casi, il conto era lo stesso, ma alla straniera non è stato consegnato lo scontrino fiscale. Dunque anche a Milano i bar si prendono gioco del turista, specie se si trovano nelle strade più commerciali. L’estate delle truffe continua…




93 commenti a “Milano, i furbetti del barettino”

  1. 1
    Fante Fante commenta:

    Essendo un milanese profondamente innamorato della città, provo una imbarazzante vergogna e un rabbioso disgusto….

  2. 2
    lalla lalla commenta:

    Ma dopo che vi siete fatti fregare i soldi non li avete denunciati?

  3. 3
    nicola a. nicola a. commenta:

    Ho visto il servizio. Alla faccia di Milano da bere,…da spennare. Criminali.

  4. 4
    Rossella Rossella commenta:

    Quindi bisogna andare al bar senza piantina stradale

  5. 5
    DirettorTonelli DirettorTonelli commenta:

    Cioè qui si afferma che i commercianti milanesi sono al 40% ladri (a Roma la percentuale credo salga un poco). Ebbeh? Facciamo finta pure di sorprenderci. Cosa c’è di nuovo in questa notizia? Where is the news?

    • papi papi risponde:

      ma lei quanti anni ha???? per scrivere certe cazzate credo non più di 2…

    • Osvaldo Danzi Osvaldo Danzi risponde:

      Complimenti per il tenore di questo commento. Lei è lo specchio perfetto di questa Italia: razzista, campanilista, disinformata e infastidita dalle informazioni vere. Per fortuna c’è Naomi, that’s the news.
      p.s.; non sono romano e credo che i 5 minuti che ha perso per scrivere il suo commento, sarebbero stati meglio spesi nel mandare una mail a tutti i suoi contatti per inoltrare la notizia e boicottare quel bar.

  6. 6

    avevo letto la notizia su repubblica

    questa, e non l’aragosta a 360 euro, e’ una cosa riprovevole

  7. 7
  8. 8
    Doc Doc commenta:

    Per i Milanesi: non preoccupatevi. Anche se con percentuali diverse, si verificherebbe anche nel resto della nazione. W l’Italia!!

  9. 9
    Kapakkio Kapakkio commenta:

    Quest’indagine fa il paio colpost MalaCapri. L’atteggiamento del furbetto del quartierino è sempre lo stesso: preferisce la truffa di oggi, il guadagno facile a spese del malcapitato di turno senza avere un minimo di sguardo sul lungo termine, sul fatto che crisi o non crisi i turisti stranieri stanno abbandonando l’Italia al suo triste destino.
    E con buona pace di tutti il SUD non ha l’esclusiva in questo triste primato italiano.
    Stupisce solo che i giornalisti si siao accorti di queste cose solo oggi.

  10. 10
    Marco Lungo Marco Lungo commenta:

    Non saremo mai Italiani, saremo sempre dei deficienti.
    Non esiste, non ce la faremo mai, questa gente dovrebbe avere una paura innata che possano essere beccati, ma prima ancora dovrebbero avere una altrettanto innata educazione che gli impedisca anche solo di pensare azioni del genere.
    Milano non è un’altra Italia, è una delle tante Italie che girano e che è solo governata e rappresentata meglio in questo periodo storico. Ribadisco, rappresentata. Non voterebbero chi hanno votato, non avrebbero fatto nascere movimenti come la Lega, pericolosissima perché nasce dal basso, dal popolo.
    Continuo a sperare utopisticamente che l’Europa, prima o poi, ci commissari per 30-40 anni, che per quel periodo non ci siano più nostri politici ma solo tecnici internazionali al potere, che ci portino ad essere una nazione degna e che così, noi si possa morire in pace, sperando in un futuro migliore.
    Ma non sarà così.
    Che amarezza.

    • Durthu Durthu risponde:

      Non per essere polemico… Anzi si, proprio per essere polemico: i gestori dei suddetti bar fanno anche loro parte del “popolo”, direi. Quindi dov’è la pericolosità? I “ladroni” stanno dappertutto (come appena dimostrato), non solo a Roma. Qua si parla di cibo, please, lasciamo stare la politica, che ci tiriamo la zappa sui piedi.

  11. 11
    gianna gianna commenta:

    Ma nei bar non dovrebbe essere affisso il listino dei prezzi dei vari prodotti? come possono accadere queste cose!?

  12. 12
    andrea andrea commenta:

    Provate a fare un giro nei bar intorno alla stazione, piazza duca d’Aosta…(anzi non provate), vi assicuro che lì i prezzi sono simili, le modalità di fregatura uguali….!!!

  13. 13
    alfredo alfredo commenta:

    Queste cose succedono anche nelle altre capitali europee, provate a girare in europa e poi mi dite.
    Succedono anche in Croazia, ve li ricordate gli avvocati presi a botte:-) E a Parigi? Uguale.
    Cosa c’è di meglio per un barista in centro città ad agosto dei turisti da spennare.
    Mi ricordo a Praga prima dell’euro un caffè in piazza dell’orologio pagato 5000 lire.
    Comunque è semplice, anche i turisti dovrebbero imparare a leggere il listino “obligatorio” prima di ordinare… ma son turisti, tra il caldo d’Agosto, e lo smarrimento son sempre un’pò rincoglioniti…

  14. 14
    francesco francesco commenta:

    beh, romaladrona è in buona compagnia ! un altro luogo comune sul centrosud che se ne va a farsi benedire (nel senso che rubare non è una prerogativa romana, o meridionale). speriamo non salti fuori qualcuno a dire che i gestori di quei locali sono nati sotto il 42° parallelo !

  15. 15
    gumbo chicken gumbo chicken commenta:

    A Roma anni fa abbiamo involontariamente fatto un test a un chioschetto: un’amica americana è andata a chiedere il prezzo di una bottiglietta d’acqua da mezzo litro e le hanno detto (non ricordo più esattamente ma diciamo circa) 4 euro; lei ha pensato fosse troppo caro ed è tornata indietro. Sono andata a chiedere io – accento italiiano forestiero – mi hanno detto 2,50 euro. E’ andata la mia amica inequivocabilmente indigena e se l’è aggiudicata senza cotrattare per un euro!
    Chiariamo, non è per dire che Roma è peggio, è solo un racconto come un altro. Però a me in Francia non è mai capitato!

    Sarebbe molto interessante fare una prova in tutte le città (di chi sta leggendo questo post).

    • Chefclaude Chefclaude risponde:

      A Parigi non succede, non è una regola fregare il turista. Se qualcuno l’ha detto per dire che tutto il mondo è paese, ebbene, tutto il mondo non è paese. E non aggiunngo altro, perchè, cara Gumbo, queste cose fanno veramente inca**are.

  16. 16
    Nicola Cavallaro Nicola Cavallaro commenta:

    Al Giglio un tea freddo preso dal frigo 50 centesimi in più…. La Mia isola preferita sta diventando UNO schifo

  17. 17
    atreyu atreyu commenta:

    quoto
    beh, romaladrona è in buona compagnia ! un altro luogo comune sul centrosud che se ne va a farsi benedire (nel senso che rubare non è una prerogativa romana, o meridionale). speriamo non salti fuori qualcuno a dire che i gestori di quei locali sono nati sotto il 42° parallelo !
    quoto

    Ci sono io e ti dico una cosa simile ma diversa: a Milano di milanesi veri ce ne sono veramente pochi…anche se molti dicono di esserlo

    • Kapakkio Kapakkio risponde:

      Ma che c’azzecca? Allora a Roma sono tutti romani? A Parigi tutti parigini? E’ ovvio che in una metropoli con 2 milioni di abitanti ci siano molti col pedegree non in regola ma tra questi la maggioranza contribuiscono alla crescita e al benessere economico della città.

      • alfredo alfredo risponde:

        Appunto! Ben detto Kapakkio, Non dobbiamo prendercela con i baristi, ma con chi non fa i controlli.
        E poi non era di qualche mese fa la notizia di due turiste inglesi se non ricordo male fregate alla milanese o alla romana, (come preferite),proprio a PARIGI!!!
        E poi è peggio farsi fregare al bar come turisti gonzi, o all’aeroporto dal tassista? O dal Bagnino? O dal venditore ambulante di telo spiaggia? In Questo caso ci sentiamo di contrattare e allora pensiamo di fare l’affare ma anche lì ci fottono!
        Insomma siamo in vacanza ad AGOSTO, c’è chi al Bar applica prezzi diversi perchè non può fare le tariffe diverse come gli Hotel? Secondo me dovrebbero fare prezzi anche al Bar “ALTA STAGIONE”!

        • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

          Scusa ma una notizia che è forse di qualche mese fa in cui due turiste (forse) inglesi sono state fregate all’italiana a Parigi non mi pare una notizia molto affidabile!
          Quindi per me o mi sai trovare l’esatto episodio o per me…è inventato!

          • Scusate l’off topic. Allora, tempo fa si parlava delle truffe romane al ristorante: a Parigi un giornalista francese s’è mescolato a degli americani e dopo aver ordinato 2 cioccolate, 2 caffé e 1 birra ha trovato il conto di 40,20 € poichè tutto è stato portato nella versione modificata con latte (+ 3 €) o nelle versione da 1 litro (quando mai uno chiede una birra e automatiamente ti viene portato il boccale da 1 lt)

            LINK

            8-)
            basta chiedere

          • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

            Ah infatti io ho chiesto, grazie per la ricerca.
            Mi sembra che il problema sia che il prezzo delle consumazioni è giudicato (giustamente) troppo caro – nel senso che evidentemente approfitta del fatto di essere in un luogo molto turistico e di qualche truschino sulle consumazioni in terrazza per fare prezzi alti – a stranieri e francesi in egual misura!

            Da quel che vedo, direi che il problema specifico sorto con le ragazze straniere è l’equivoco per cui si aspettano che “birra grande” sia uguale a “una pinta” (fanno anche la battuta “pensavamo di essere in Irlanda”) e invece arriva un litro. Una “very very large beer”. Del resto anche in Italia media = mezzo litro, grande = un litro.
            La colpa del cameriere è che sapendo di aver a che fare con stranieri non abbia fatto nulla per assicurarsi che l’ordine ricevuto corrispondesse ai reali desideri degli avventori – cosa che avrebbe potuto fare fornendo un menu con prezzi o facendo più domande – rifilando comunque una consumazione costosa.
            Non capisco invece cosa ci sia di strano nel ricevere 2 tazze di caffé (con latte) e due tazze di cioccolata se hanno ordinato due caffé al latte e due cioccolate!

            Ok ne approfittano, ma in modo diverso dal caso di questo post. In ogni caso sarebbe interessante fare molte prove, in Italia e all’estero e vedere che succede…

  18. 18
    DennyCrane DennyCrane commenta:

    Niente di strano. Siamo tutti cosi’.

  19. 19
    tsunami_kobayashi tsunami_kobayashi commenta:

    Bar La Gatta Volpa a Porto Rafael, vicino Palau.
    Tedeschi accaldati. Una coca light ed un cappuccino.
    Dodici euro.
    Lì s’è capito che la Gatta Volpava benbene.
    E in crucco, volpava meglio.

  20. 20
    Marco Lungo Marco Lungo commenta:

    Fino a quando non arriveremo un giorno a fare una pubblica gogna mediatica di questi furbetti, questa gente che rovina noi italiani come economia e come rispettabilità, non ne usciremo fuori.

    Nessuno ha dato gli estremi di questi signori al 117?
    Ci facciamo una sbrodolata di post sulla abboccagione dei poveri malcapitati? Non c’è nessuno che capische che il gorno in cui l’Italia garantisse prezzi seri a tutti, nessuno escluso, guadagnerebbero di più perché ormai tanti non tornano in Italia perché siamo ladri, ladri e ladri?

    Facciamo una bella lista su di un blog internazionale, facciamolo diventare famoso e chiamiamolo Muro della Vergogna, con tanto di votazioni al contrario, con Grate e Palle di Ferro, o Manette, va’… Pubblica piazza, processo sommario, intervento dell’autorità pubblica, epilogo della vicenda.

  21. 21
    Vincenzo Pagano Vincenzo Pagano commenta:

    Alicante. 18 agosto 2009: spiaggia di San Juan. Al chioschetto prendo 2 gelati. La somma non è giusta. Il barista si spazientisce dicendo che non capisco. Gli alzo il cartello della locale Algida. Mi dice che non capisco lo spagnolo. Vero. Ma so fare le somme e gli spiego inequivocabilmente in lingua natia (mia) che ha poco da inventare in matematica e che esisterà una locale polizia (fiscale). 3,50 euro ritornano alla base.
    Siviglia. 22 agosto 2009: 1 ora di carrozzella costa agli indigeni 37,50 euro. Straniero (me) 60.
    Parigi: Rue de la Pompe (pressi). Mi è toccato spiegare che eravamo in 2 e non in 3.
    Statisticamente troverai sempre qualcuno che ci marcia, anche ad ovest di Paperopoli. Il prezzo alta stagione ha “legalizzato” l’idea del rialzo di prezzo sul consumatore e forse ogni tanto si espande. Se ci pensate è un assurdo: paghi di più quando con buone probabilità il servizio non è all’altezza di periodi “meno favorevoli”.
    Potrebbe essere anche usanza a Capri come a Taormina che un residente paghi di meno il caffè in piazzetta o sul corso. O in qualsiasi altra parte d’europa…

    • Chefclaude Chefclaude risponde:

      Provo a risponderti, poi abbandono, soprattutto perchè mi sembra che la discussione stia prendendo una piega “fine estate-fine del problema” che verrà riposta, senza drammi, nell’armadio mentale degli italiani insieme a quell’altro bell’asiugamano ricamato “tutto il mondo è paese”.
      In Francia NON E’ UN SISTEMA fottere i turisti; e non lo è in nessun altra nazione seria in cui prendere per il culo il turista è fonte di vergogna nazionale, oltreché di vergogna personale.
      Invece noi siamo talmente italiani da adattare la realtà al furto: il turista è, per definizione, un idiota che va solo munto (in questo momento, immagino, nessuno di noi è turista…), non possiamo mica frenare i nostri istinti, il nostro spirito d’iniziativa, legalizziamo la mungitura, legalizziamo il furto. Creiamo il doppio prezzo legalizzato. D’altra parte, voglio dire, è per questo motivo, di mentalità, che affondiamo: non correggiamo mai i nostri difetti, e le storture diventano patrimonio nazionale, come gli spaghetti.
      Gli altri paesi ci ridono dietro, e tra un pò ci eviteranno pure; il nostro sistema fiscale si basa sullo stesso ragionamento, i condoni sono non solo la resa dello stato, ma soprattutto la legalizzazione di un furto gigantesco perpetuato alla comunità.
      Ma va bene così, a quanto pare. Noi piangiamo dopo, e le chiamiamo “disgrazie”.

      • alfredo alfredo risponde:

        Il commento è stato rimosso dai moderatori di Dissapore.

        • Chefclaude Chefclaude risponde:

          In particolare, vado e sto dove cazzo mi pare; mi scuso con per il mio linguaggio, ma non con i moderatori di dissapore, ai quali probabilmente non interessa affatto (è la seconda volta che lo faccio notare) la qualità della discussione sul blog.
          All’inizio dei miei interventi quest’essere (alfredo), grazie all’assonananza francese del mio nome, mi invitava ad inforcare il cammello. Lo faceva evidentemente solo con me, per poter inserirsi con gli altri, e continuare a rompere i coglioni con le sue idiozie (come fa con tutti). Se lo avesse fatto con “i terroni”, e qui la particolare codardia dei suoi interventi, sarebbe andata in modo del tutto diverso. Ma per me, che ho sangue “misto”, risulta parecchio offensivo. Sarà una particolarità del blog, tenersi una specie di buffone mascotte nelle discussioni: ma a me non piace averlo sempre sul collo. La sua predilezione per il mio senal mi spingerebbe ad una conoscenza più ravvicinata, che per parecchi mesi lo renderebbe veramente triste e pecorone.

          • Antonio Tomacelli Antonio Tomacelli risponde:

            Ci scusiamo con i lettori, ma il servizio “bannare Alfredo” ha subito ritardi per via di un rallentamento del server: troppi accessi!

          • alfredo alfredo risponde:

            Il commento è stato rimosso dai moderatori di Dissapore.

          • Massimo Bernardi Massimo Bernardi risponde:

            Teniamo molto alla qualità della discussione nei commenti di Dissapore, come abbiamo scritto in altre occasioni.

            Da oggi per Alfredo dovrebbe essere meno semplice esibirsi sul blog che evidentemente ha scambiato per il suo palcoscenico personale. Scrivere saltuariamente cose sensate o comunque in tema con gli argomenti dei post, non dà diritto a insultare i commentatori che la pensano diversamente, o a lasciare commenti idioti.

            Chef Claude, prima di sentirti autorizzato a usare il linguaggio che preferisci, prova a pensare che il tardivo intervento dei moderatori di Dissapore può dipendere da cause impreviste. Come il server stressato dal troppo traffico, problema (si fa per dire) causato dall’attenzione dedicata a un nostro post dal social network friendfeed (come puoi intuire cliccando qui).

        • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

          Io più della metà delle vacanze, da qualche anno a questa parte, le passo in Francia perché i servizi per i turisti abbondano, ad ogni livello.
          Qui te li sogni proprio. Se parli così è perché non hai la minima idea di come stanno le cose o perché lo fai apposta sperando di far arrabbiare qualcuno sparando a caso.

          • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

            Tanto per chiarire…io rispondevo ad un intervento di Alfredo che nel frattempo è stato cancellato, ora i nostri commenti si sono sparsi e non si capisce a chi sto dicendo “se parli così non hai la minima idea di come stanno le cose”!

  22. 22
    Davide Davide commenta:

    A Venezia è risaputo che conviene al bar ordinare in dialetto, in modo da fara capire di non essere un turista

  23. 23
    antonio antonio commenta:

    ad esempio in portogallo in tutti i tipi di negozi esiste un libro dei reclami, tutti hanno paura che un cliente scriva su questo libro, perché i gestori verrebbero perseguitati dal ministero competente per molto tempo. mai avuto problemi nei caffè, ristornati e negozi. ho avuto solamente problemi con i tassisti, quando vivevo da poco qui, loro se ne accorgevano e facevano il giro più lungo.
    ma forse questa è l’anima del commercio. in medio-oriente e nel magreb, ho sempre contrattato per tutto; tutti sanno che il prezzo per i turisti è più alto, non è un segreto.
    io sono nato in una zona turistica della sicilia dove tutto è molto caro rispetto al resto dell’isola: i prezzi sono uguali per tutti. ecco, in questi casi fare tariffe inferiori per i residenti e non ci troverei niente di male.

  24. 24

    [...] Milano, i furbetti del barettino | Dissapore Bar da evitare a Milano, specie se sei straniero. [...]

  25. 25

    Riprendo un’idea gia’ espressa: perche’ nel “piccolo” di Dissapore non si apre una sezione “vergogna” o similare ?

  26. 26
    gumbo chicken gumbo chicken commenta:

    Sul Forum del Gambero Rosso qualche anno fa avevamo cominciato a raccoglierei idee – molto scherzose ma anche un po’ serie! – per un’iniziativa di questo tipo (probabilmente anche Marco Lungo lo ricorda).
    Il progetto prevedeva anche un adesivo (copyright Alexer3b) da attaccare all’ingresso dei locali-sola con un tizio buffo che faceva il gesto dell’ombrello e la sigla ufficiale C.O.R.C.A. la cui segretissima traduzione verrà divulgata successivamente. ;-)
    Solo che gli amministratori del Forum l’hanno giudicato non consono e hanno cancellato il thread – di cui non so se qualcuno abbia conservato qualche copia.

    Era decisamente fattibile. C’era solo un problema a cui mi pare non avessimo trovato soluzione convincente: nel caotico web, come cautelarsi dai ristoratori/amici dei ristoratori/clienti che hanno un’antipatia personale per qualche ristoratore che colgono la palla al balzo per denigrare e affossare qualche locale senza colpe?

  27. 27
    adlimina adlimina commenta:

    massimo, spero non ti fermerai a milano. fanne una sezione, una rubrica, qualcosa. avrai collaborazioni spontanee a fiumi.

  28. 28
    Termoionico Termoionico commenta:

    Cominiciamo col boicottare i locali-truffa citati in questo articolo, e creiamo uno spazio in cui (cifre alla mano!) si possano portare a conoscenza di tutti altri casi di spennamento come questi. Poi, certo, la GdF esiste per qualcosa…

  29. 29
    Bukaniere Bukaniere commenta:

    Ahh…. Che bello scoprire che i “mariuoli” non stanno solo a Napoli… E chi glielo dice a Bossi? E’ capace che gli viene un altro coccolone al povero!!! ;)

  30. 30
    Luca Luca commenta:

    Fategli prendere un taxi a Napoli…

    • Bukaniere Bukaniere risponde:

      Luca: io mi devo ancora riprendere dallo chock per aver preso due Taxi a Torino.

      Dall’aeroporto al Corso V. Emanuele, 30 euro a corsa, solo che il tassametro segnava neanche dieci euro. La differenza? Boh, mistero di fede!

      • ggiggig ggiggig risponde:

        Salve BUKA, si vede che i TAXXISTI erano mariuoli napoletani in trasferta o in soggiorno obbligato.

      • Svalbard Svalbard risponde:

        A Torino il prezzo del taxi dall’aeroporto al centro città è fisso ed è appunto di 30 euro, compresi bagagli e supplemento extraurbano, come dovrebbe riportare qualche cartello posto nel taxi. Probabilmente il tassametro era fermo, fosse stato in funzione fidati che avrebbe segnato molto di più. E comunque per andare dall’aeroporto in città c’è anche il bus e il treno.

  31. 31
    Cristoforo Cristoforo commenta:

    Fanno schifo!!!!!!!!!!!!!!

  32. 32
    Kluz Kluz commenta:

    Non per minimizzare il problema ma un po’ mi stupisco.
    Possibile che addirittura con l’euro i turisti (magari tralasciando un attimo asiatici) si facciano ancora spennare così tanto?
    Sarò pignolo, ma guardo il listino prezzi (o chiedo) e controllo il conto, pure nei locali nella mia città, figuriamoci se son all’estero.
    C’è qualcosa che mi sfugge?
    Poi vabbé il discorso dello scontrino è un altro.

    Btw in alto-adige/sudtirolo, in molti posti, alla luce del sole, c’è (o almeno c’era) lo skipass “indigeno”, con prezzo minore rispetto a quello per tutte le altre persone.

    • alfredo alfredo risponde:

      L’italia è il paese più bello del mondo, prima con la lira ai turisti piaceva farsi truffare adesso con l’euro mica tanto, perchè i prezzi son diventati uguali e quando tornano a casa, finisce lo smarrimento del turista stregato dall’Italia, poi arriva l’estratto conto e capiscono che hanno pagato di più che a Dubai, e all’allora si arrabiano un’pò.

      Quindi consiglio di mettere due prezzi come nelle regioni autonome locali o turisti. O prezzi per Alta e Bassa Stagione come gli Hotel.
      E magari una raccolta punti fatta con gli scontrini, più scontrini fai più punti prendi, che serviranno a comprare merci o pagare meno tasse. Tipo in America, l’altro paese più bello del Mondo.

  33. 33
    ilario ilario commenta:

    Provo imbarazzo per l’accaduto ma vorrei sottolieare che NEGLI ALTRI PAESI NON SUCCEDE NIENTE DI DIVERSO.
    Locali, un prezzo, stranieri un’altro.

  34. 34
    ROCCO ROCCO commenta:

    Sono un Italiano che ama il suo Paese ma a volte mi vergogno un pò di far parte di questa Nazione.
    E’ capitato anche a me di essere truffato in paesi stranieri ma mi sono lasciato fregare in Paesi più poveri del nostro accettando di buon grado la truffa che dopo tutto non incideva sul mio viaggio. Ma essere truffati in € è altra cosa !

  35. 35
    Anna Anna commenta:

    Credo che Milano, come ha fatto notare Marco Lungo, sia solo una delle tante Italie e che certe cose mi fanno profondamente vergognare di abitarci.

    Ho notato che al Caffè San Carlo di Piazza San Carlo il conto è stato identico, l’ho notato perchè io lo frequento e conosco i proprietari da più di venti anni :-) )), ma con loro si sono salvati anche il Savini.

    Due su quasi 10 mi sembra una cosa miserrima………e adesso cosa hanno o avete intenzione di fare?
    Beh, qualcosa bisognerà pur fare……..:-)))
    ciao, anna

  36. 36
    cropanese cropanese commenta:

    non capico di cosa ci si stupisca..avviene anche in altre parti del mondo,e i baristi sn quelli che piu di tutti devono fare nero,per salvarsi dal fallimento che comporterebbe fare le cose legalmente,con le tasse italiane troppo alte.spennare i turisti e sbagliato,ma che possono fare i piccoli commercianti quando tutti, e dico tutti, a partire dal primo minisro,aggirano le leggi e commettono grandi o piccole infrazioni ai regolamenti?s

  37. 37
    Christian P. Christian P. commenta:

    Ho scoperto il significato dell’acronimo CCCCR: Col Ca…volo Che Ci Ritorno !!!

    Sono state scritte alcune cose sacrosante in tutti questi post:
    1) ormai guardiamo solo all’immediato, senza pensare che ogni nostra azione e scelta ha una conseguenza futura
    2) non impariamo nè correggiamo i nostri errori
    3) non c’è certezza del controllo nè della pena, e quindi chi “frega” sa che con altissima probabilità la farà franca

    Non sopporto più questa Italia e questi italiani.
    Mi faccio il sangue amaro tutti i giorni per cose come questa.

    E combatto tutti i giorni per insegnare ai miei figli a non essere “furbetti” come tutti gli altri.

    Ah.
    Ottima l’idea di un commissariamento del governo italiano da parte dell’Europa.

  38. 38
    SILVANOSM SILVANOSM commenta:

    siamo l’Italia di Berluscono …fino all’ultimo utilizzatore finale…perche stupirsi.
    perche indagnarsi qui’ su internet e poi subire passivamente nella vita quotidiana!
    Rieduchiamo glòi italiani ogno giorno !
    non lasciamo il campo libero ai furbetti!!

  39. 39

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  41. 41
    Corrado Corrado commenta:

    In post di questo genere i commenti oscillano sempre tra i due estremi:
    “tutto il mondo è paese” e “mi vergogno di essere italiano”.
    Per i PRIMI
    è facile rispondere che, anche fosse vero: primo bisogna confrontare la portata del fenomeno, secondo questo non può essere una scusa per un comportamento miope e disonesto che danneggia tutti e soprattutto non è il caso di vantarsene (come ha fatto con me un gestore di enoteca recentemente).All’estero chi ruba almeno si vergogna di dirlo in giro.
    Per i SECONDI
    le inchieste come quella riportata in questo post o azioni “forti” come la chiusura della Grotta Azzurra di Capri difficilmente si vedrebbero all’estero.Lo dico con cognizione di causa viaggio spesso per lavoro, ne abbiamo di difetti ma abbiamo anche il pregio dell’autocritica che spesso latita negli altri paesi. Chissà, forse perchè da noi gli italiani sono sempre gli altri, vero?
    PS
    Scusate il pippone!!!

    • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

      Italiani…autocritica? A me non pare una nostra caratteristica tipica. Lamentarsi sì, autocritica non direi.

      Tra l’altro, poco fa leggevo sul Mattino on line:
      “Intanto è polemica sull’ordinanza con cui la Capitaneria di Porto ha deciso la chiusura della Grotta. In una conferenza stampa insieme all’assessore all’Ambiente, Walter Ganapini, ed al direttore dell’Arpac, Gennaro Volpi, l’assessore al Turismo ed alle attività produttive della Regione Campania, Riccardo Marone ha definito “irresponsabile” il comportamento del comandante della capitaneria di porto di Napoli, contrammiraglio Domenico Picone, firmatario dell’ordinanza senza citarlo per nome.
      La Grotta non è stata chiusa perchè c’è un’emergenza sanitaria, ma per verificare se c’è un’emergenza sanitaria. Un provvedimento assurdo, che nessun amministrativista sottoscriverebbe, e che sarebbe annullato da un tribunale – ha proseguito l’assessore Marone – ma chi ricopre cariche istituzionali deve essere attento. Qui c’è un meschino piccolo protagonismo di chi vuole apparire sui giornali”

      • Corrado Corrado risponde:

        Commento cancellato su richiesta dell’autore

      • Corrado Corrado risponde:

        Forse il caso Grotta Azzurra è più complesso di quanto mi sembrava quando l’ho scelto come esempio.
        Restando sull’argomento principale, non posso che darti ragione: sicuramente il lamentarsi è una caratteristica nazionale innegabile molto più evidente e molto più presente dell’autocritica.
        Detto questo rimango comunque convinto che, quando si dice “mi vergogno di essere italiano”, è perchè vediamo la trave nel nostro occhio e non le pagliuzze/travi nell’occhio del nostro vicino (scusa se scomodo il Vangelo ma, nel fare metafore Gesù era un Dio :D ).
        Credo che entrambi gli atteggiamenti che criticavo siano sbagliati e controproducenti.
        Uno perchè ti consente di lavartene le mani:
        “tanto lo fanno tutti”
        L’altro perchè può sviluppare un senso di inferiorità, che porta sempre allo stesso risultato: tanto siamo fatti così, non c’è niente da fare è la nostra cultura, è la nostra società e tutto un magna magna.
        No, non siamo tutti fatti così, c’è tanta gente onesta in giro. Credo vengano chiamati “fessi”, ma sono quelli che mandano avanti il paese e sono quelli che dobbiamo ringraziare.
        Ecco a me fa piacere essere del loro paese.
        PS
        non ho le fette di salame sugli occhi e capisco lo sconforto che porta a dire “mi vergogno di essere italiano” volevo solo dire che credo sia una reazione esagerata (qualcosina di buono la facciamo anche noi)e non costruttiva.

  42. 42
    nicola a. nicola a. commenta:

    Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono”.
    The great,Gaber.

  43. 43
    nicola a. nicola a. commenta:

    Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono”.
    The great,Gaber.

  44. 44
    Pastapippo Pastapippo commenta:

    Hanno cercato di fregarmi nella mia citta` natia per il semplice fatto che parlavo olandese con la mia ragazza…
    aaah, de mooie italie!

  45. 45
    eggi eggi commenta:

    mi é capitato spesso di trovarmi all’estero come un normale turista riconoscibilissimo. molto spesso, il trattamento riservato é totalmente opposto alla tentata truffa: cordialità estrema, ulteriori assaggini non richiesti e sempre offerti… mi dispiace molto la realtà del doppio scontrino.

  46. 46
    Tommaso Farina Tommaso Farina commenta:

    Io anche quando faccio il turista difficilmente abbandono la giacca, e spesso tengo anche la cravatta. Unica concessione, un gilet multitasche molto bello. Non porto zaini, tengo guide e mappe nelle numerose tasche interne. Per fortuna, mai subito raggiri.
    Roma poi è un caso a parte, ci vado due volte al mese (almeno) e, complice la fidanzata, ormai ho preso l’accento romano. A Roma non riesco a non usare l’accento locale. E’ una cosa che mi ha sempre stupito, la mia attitudine inconsapevole ad assumere i toni e le cadenze locali ovunque io vada. Se sto a Rimini qualche giorno, per ragioni mai chiarite chi mi sente parlare mi scambia per un romagnolo purosangue.

  47. 47

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  49. 49
    sbriz sbriz commenta:

    Ma, mi chiedo, dopo
    2 spremute, 2 succhi di frutta, 2 caffe’, 3 bicchieri d’acqua, 1 toast, 1 coppa alla crema
    i nostri impavidi giornalisti saranno stati ancora in grado di giudicare obiettivamente? E quanto hanno pagato per la toilette urgente di cui hanno avuto bisogno?

  50. 50

    [...] La notizia è che, al mondo,  c’è qualcosa di più sconveniente di prendere un caffé ed una spremuta in un qualsiasi bar di Milano. Prendere un caffé ed una spremuta in un qualsiasi bar di Milano senza essere di Milano. [...]

  51. 51
    il fermentatore il fermentatore commenta:

    Infondo capita in tutti i paesi del terzo mondo, quindi perché ci stupiamo?

  52. 52
    Francesco Cuccuini Francesco Cuccuini commenta:

    Questi devono essere sputtanati per tutta l’Europa.

    :-(

  53. 53
    pure a Mestre, i furbetti del barettino pure a Mestre, i furbetti del barettino commenta:

    caffè “corretto”, per capodanno tazzina a due euro

    MESTRE – Raddoppiano i prezzi, i clienti si infuriano, protestano coi vigili in servizio e scatta la multa. È successo nella notte di Capodanno in piazza Ferretto, a Mestre. Il cuore della città era gremito come non accadeva da anni, per il concerto di San Silvestro, e i quattro esercizi aperti nel cuore della terraferma han ben visto di aumentare il costo delle bevande. Senza però esporre i listini con le maggiorazioni.

    Alla vista del conto con i caffè serviti al bancone al prezzo di 2 euro, molti clienti non hanno fatto spallucce magari pensando «sarà perché è l’ultimo dell’anno…», e hanno invece chiamato in soccorso i vigili che presidiavano la piazza. Gli agenti hanno verificato gli importi e contestato ai baristi di non aver esposto i nuovi prezzi in vigore per la nottata. «Avessero messo i listini non ci sarebbero stati problemi», commenta il comandante della polizia municipale Marco Agostini. «Dopo di che, un aumento del genere non dà una bella immagine dei pubblici esercizi mestrini».
    (da corrieredelveneto.it)

    08.gif
    i quattro locali di Piazza Ferretto: l’articolo non li menziona, google dice soltanto
    Al Calice e McOnor music pub… nei prossimi giorni seguirò la Nuova di Venezia

  54. 54

    [...] ai protagonisti dopo la parola fine. Stessa cosa per le notizie che mi colpiscono. Tipo, a Milano i furbetti del barettino colpiscono ancora? Oppure, i clienti del Fat Duck di Londra continuano a chiedere frutti di mare? [...]

  55. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    - Per colpa di Alfredo. ;-(

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