di | mer 01 feb 2012 ore 7:48
67
inganni

Nuove forme di evasione fiscale: diciamo ciao al “PreConto”

La vicenda del “PreConto” servito a un cliente del ristorante Angelina di Testaccio, a Roma, è un’incredibile, banale, trita infilata di clichés, un’espressione del peggior “i ristoratori sono tutti evasori”-pensiero. Un neointollerante dello scontrino mancato che analizzasse il caso concluderebbe soddisfatto che – stringi stringi – i gestori di bar e ristoranti sono istintivamente evasori. Non è così, ovviamente, i più sono seri e rigorosi.

Ma torniamo a Testaccio. La scena è quella che uno studioso di guide gastronomiche o recensioni di TripAdvisor conosce a menadito. Il bel ristorante, i tavoli pieni, il personale solerte, l’inevitabile: “c’è da aspettare un quarto d’ora”. Poi finalmente il tavolo e la cena. Dopodiché, tra sazietà da guanciale e riflessi che la bottiglia di Cesanese offusca piacevolmente, le difese si abbassano. Una battuta, un sorriso e volemose bene, in fondo per buona parte delle nostre vite abbiamo seriamente cercato di non essere str**zi.

Così, l’interpretazione che i ristoratori danno della ricevuta fiscale diventa elastica. Alla domanda: “scusi mi porta il conto?”, segue presentazione di un biglietto di carta. Del tutto simile a quello che dovrebbe se non fosse per la curiosa espressione: “PreConto”. Del tipo: il cliente che va ora, lo stanaevasori, vuole il pezzo di carta? Io glielo do. Ma è un “PreConto”, un vero pezzo di carta senza valore fiscale. Fatta la legge trovato l’inganno.

Qualcuno si arrabbia, e per spiegare come sia possibile essere tanto impuniti scomoda la legge.

“Per dire: la sospensione della licenza, per un minimo di tre giorni, scatta solo dopo tre mancate emissioni di scontrini o di ricevute nell’arco di cinque anni. Tre controlli della Guardia di Finanza allo stesso ristorante sono un’enormità, viste le forze in campo”.

Ma io penso ancora al “PreConto”. E mi viene in mente Totò. Chissà se vi è mai capitato, dico il “PreConto” non Totò.

[Crediti | Link: Puntarella Rossa, Il Fatto Quotidiano, immagine: Puntarella Rossa]

Spedisci via email

67 commenti a Nuove forme di evasione fiscale: diciamo ciao al “PreConto”

  1. Capitato, sempre a Roma zona Piazza Fiume, in tempi non sospetti, parlo di almeno 5 anni fa. Non c’é da prendersela con questo tipo di ristoratori, fa parte del loro concetto di imprenditorialità, io me la prendo piuttosto con me stesso, per ogni volta che non ho avuto voglia di chiedere la ricevuta fiscale o lo scontrino. Non accadrà piú, promesso.

  2. avatar Gianni

    A me è successo più volte al ristorante Ba”Ghetto nel cuore del Ghetto ebraico

  3. avatar Stefania

    A me e’ successo da Gina vicino a Piazza di Spagna!

  4. Capitato al Grottino, San Giovanni. Davvero ho letto preconto e un altro po’ scoppio a ridere, preferivo la nota scritta a penna su di un foglietto che e’ l’equivalente low-tech del preconto. Ovvio che ci si alza e si chiede la ricevuta vera non quella dei Playmobil. Nel mio caso fu fatta senza problemi anche se leeeentamente.

  5. avatar Viola

    certo che ne stanno venendo fuori di tutti i colori! se penso al parrucchiere che dopo dieci anni ogni volta ci prova: contanti o carta???? per evitare polemiche ovviamente uso sempre rigorosamente la carta, ma che palle dover stare sempre attenti per evitare fregature!

  6. mai capitato al ristorante, però, ho notato (o meglio, me l’ha fatto notare il commercialista) che sulla ricevuta dei pedaggi autostradali (sia chiesta al casellante che ritirata agli sportelli automatici) c’è scritto “non valido ai fini fiscali”

  7. avatar Man

    In questo caso si lascia la meta’ dei soldi dicendo che e’ un pre-pagamento.

  8. avatar Daniela

    Capitato qualche mese fa all’Osteria Pistoia di Monteverde: sono andata a pagare e ho chiesto la ricevuta fiscale, che mi è stata subito consegnata.

  9. Assolutamente! Il preconto e’ la tecnica piu’ usata per ingannare il cliente distratto.

  10. avatar PierPiero

    Mi capita in continuazione…l’ultimo al Ba AsianMood a Milano…In teoria all’atto del pagamento dovrebbero farti il fiscale, ma la maggior parte delle volte sei tu che devi reclamarlo…

  11. avatar Pino

    Eccomi, io ristoratore, vostro capro espiatorio per i prossimi minuti.

    Nel perfetto stile italiano si sparla di cose senza saperne il motivo.
    Il PreConto, oppure ProForma, e’ uno scontrino che viene fatto, nella ristorazione, per evitare spiacevoli episodi dovuti al fatto che in Italia c’e’ l’usanza di pagare al tavolo.
    Se un cliente chiede il conto, tu vai in cassa, batti lo scontrino, glielo porti, lui estrae il suo bel bigliettino da visita e carta aziendale e ti chiede: “mi fa una fattura?”.
    Avendo gia’ battuto lo scontrino non lo puoi fare.
    E iniziano le menate: “e ma lei non mi ha chiesto se volevo la fattura”,”e ma lei doveva dirmelo prima”….blablabla.
    La soluzione e’ uno scontrino pro forma con indicata ben visibile (la mia cassa lo indica 3 volte, in cima, di fianco alla cifra da pagare e in fondo, sempre in grassetto e carattere maggiorato) la dicitura NON FISCALE.
    Insieme al resto o alla ricevuta del POS si porta poi lo scontrino vero o nel caso la fattura.
    Ovvio che c’e’ chi lo fa e chi non lo fa, ma non potete additare un metodo che funziona solo perche’ qualcuno lo sfrutta per evadere. E state tranquilli che ci sono comunque quei clienti che vengono alla cassa e ti dicono che lo scontrino non lo vogliono se gli fai il classico sconticino.
    Poi, dati che siamo in italia, tempo qualche mese il clamore svanira’ (come sempre) e nessuno si ricordera’ piu’ di queste cose…come di tante altre…

    • Al momento in cui il cliente chiede il conto, fare una semplice domanda tipo: ricevuta o fattura, crea molti problemi?
      Tanto per curiosita’

    • avatar Riccardo I.

      Sì, eh?
      Qualche giorno fa, a Roma zona Prati: mangiamo e beviamo all’esterno di un locale. Chiediamo il conto, lo portano ed io entro e pago. La cameriera al bancone mi dà il resto, esco e a quel punto mi accorgo che sullo scontrino c’è scritto “non fiscale”.
      Rientro e faccio notare con nonchalance l’errore (?). La cameriera mi risponde che devo uscire e chiedere all’altra sua collega, che è “l’unica autorizzata a battere lo scontrino fiscale”. :-?

      Non mi arrendo. Lo faccio. Si scusano e provano pure a scherzarci sopra. Non rido.
      E alla fine emettono quanto dovrebbe essere dovuto senza bisogno di nessuna richiesta del cliente, nè di girarci tanto intorno.

      Io non credo che il clamore cesserà fra un po’. Non finchè tanti verranno spremuti di tasse e altri invece no.
      Nessuno faccia troppo conto sull’oblio per continuare a marciarci sopra…

      • avatar Antonio Scuteri

        Il clamore durerà un altro anno. Appena il governo dei tecnocratici se ne andrà a casa, e arriveranno gli eletti dal popolo, si ripristineranno le regole democratiche e tutto tornerà come prima :-D

      • avatar Solidea

        Complimenti! Sono assolutamente riusciti a fare il lavaggio del cervello a tutti, proprio come la pubblicità!
        Vorrei solo farvi meditare su un paio di cose…
        1) Prima di “sputare sentenze” bisognerebbe camminare nelle scarpe di chi viene giudicato per un po’ di tempo
        2) Parla chi non ha idea di quante tasse i giudicati paghino, considerando che spesso devono ricorrere a mutui per farvi fronte
        3) I giudicati lavorano mai meno di 12 ore al giorno, lavorano a casa e pure in vacanza (quando se le possono permettere le vacanze!), per non parlare di tutto quello a cui devono pensare anche di notte
        4) i cosiddetti “poveri dipendenti” hanno le ferie pagate e quando sentono un doloretto al dito mignolo si mettono in malattia, salvo poi essere pescati a spassarsela
        5) Se durante il lavoro, per un fottuttissimo errore (e quando la confusione è tanta può capitare) mettono in conto un caffè al tavolo sbagliato (il proprietario del suddetto caffè nel frattempo ha levato le ancore senza pagarlo), casca il mondo, mentre se si dimentica di mettere loro in conto un dolce, col cavolo che te lo dicono!
        6) E che dire di quelle brave persone oneste che arrivano a mangiare senza soldi? Il ristoratore, fiducioso, permette loro di ripassare a saldare il conto (sembrano brave persone!), salvo poi doverselo mettere…e su quei soldi non avuti ci paga pure le tasse!
        7) Per non parlare delle onestissime persone che cercano lavoro e poi ti chiedono di non essere messe in regola, perchè altrimenti non risultano più a carico…
        8) E i poveri dipendenti che ogni Natale vanno a Sharm, ogni fine settimana al mare o sulla neve (dipende dalla stagione), festeggiano ogni settimana con gli amici, vanno al cinema, a teatro, in palestra…tutte cose che i ristoratori sognano per anni e anni…
        9) E chi paga tutti i souvenirs che, sempre gli onestissimi clienti, si portano a casa?
        CHI E’ SENZA PECCATO, SCAGLI LA PRIMA PIETRA!!!!!

        • avatar Carlo

          1) Prima di “sputare sentenze” bisognerebbe camminare nelle scarpe di chi viene giudicato per un po’ di tempo
          Giusto
          2) Parla chi non ha idea di quante tasse i giudicati paghino, considerando che spesso devono ricorrere a mutui per farvi fronte
          I giudicati pagano, o meglio dovrebbero pagare, le stesse tasse che pagano i dipendenti visto che le aliquote sono uguali per tutti e non distinguono certo tra dipendenti e non dipendenti.
          3) I giudicati lavorano mai meno di 12 ore al giorno, lavorano a casa e pure in vacanza (quando se le possono permettere le vacanze!), per non parlare di tutto quello a cui devono pensare anche di notte
          E allora? Più lavori e più guadagni. Il dipendente privato lavora quasi sempre oltre il normale orario di lavoro senza per questo prendere nemmeno un minuto di straordinario.
          4) i cosiddetti “poveri dipendenti” hanno le ferie pagate e quando sentono un doloretto al dito mignolo si mettono in malattia, salvo poi essere pescati a spassarsela
          a) Voi avete le spese di rappresentanza ;-) … altro che ferie!!b) La malattia viene cmq decurtata dalla busta paga (a me circa 20 euro al giorno) e quindi nessuno se non veramente malato ormai resta a casa a spassarsela. c) Se ti ammali spesso il datore di lavoro te la fa pagare in tutti i modi, altro che mignolino!!
          5) Se durante il lavoro, per un fottuttissimo errore (e quando la confusione è tanta può capitare) mettono in conto un caffè al tavolo sbagliato (il proprietario del suddetto caffè nel frattempo ha levato le ancore senza pagarlo), casca il mondo, mentre se si dimentica di mettere loro in conto un dolce, col cavolo che te lo dicono!
          Se la GG.FF si dimentica di farti un rilievo fiscale che fai ti denunci?? E se invece la stessa te lo fa il rilievo tu non fai ricorso???
          6) E che dire di quelle brave persone oneste che arrivano a mangiare senza soldi? Il ristoratore, fiducioso, permette loro di ripassare a saldare il conto (sembrano brave persone!), salvo poi doverselo mettere…e su quei soldi non avuti ci paga pure le tasse!
          ??????
          7) Per non parlare delle onestissime persone che cercano lavoro e poi ti chiedono di non essere messe in regola, perchè altrimenti non risultano più a carico…
          ???????????
          E i poveri dipendenti che ogni Natale vanno a Sharm, ogni fine settimana al mare o sulla neve (dipende dalla stagione), festeggiano ogni settimana con gli amici, vanno al cinema, a teatro, in palestra…tutte cose che i ristoratori sognano per anni e anni…
          Questa non si può sentire proprio
          9) E chi paga tutti i souvenirs che, sempre gli onestissimi clienti, si portano a casa?
          Quelli si chiamano ladri. E’ ladro anche l’imprenditore che si reca in un ristorante e si porta a casa un “souvenir”!! Ma poi che porteranno mai via?? Il bicchiere offerto dalla casa produttrice di birra???

    • avatar franceschina

      Quando c’è molta gente noi facciamo sempre gli scontrini non fiscali, ovvero appunto dei preconti che sono già pronti in cassa. Arriva il tavolo da 8 che chiede 8 scontrini. Oppure quello che vuole la fattura (e magari prima aveva detto ricevuta). Insomma acceleriamo il lavoro e il cliente se ne va più in fretta per tornare al lavoro.
      Certo che a volte il preconto arriva al tavolo ma è un toccasana perché ripeto ci sono tavolate di amici che poi vorranno chi una fattura per due (che in qualche modo scaricherà, è evasione fiscale pure questa, eh) poi uno vuole la ricevuta per 2 ecc.
      Non pensiamo sempre a male.
      Poi che sia un aiuto furbetto in molti casi, non ci piove.

    • avatar GIANLU63

      risibile…….

  12. avatar Luke

    La spiegazione di Pino non fa una grinza!
    Comunque a me non e’ mai capitato. Ma nel caso sarei tentato di pagare emettendo un finto assegno del monopoli con causale “prepagamento”

    • avatar GIANLU63

      anche a me non è mai capitato, e siccome io lo scontrino lo guardo sempre fuori, dopo ovviamente aver pagato,
      tornerei dentro e sarebbe una bella occasione per fare una piazzata!
      perchè se me lo chiedi, puoi anche darsi che ti usi la gentilezza di uscire senza scontrino, ma farsi prendere per i fondelli……

  13. avatar Giancarlo

    Credo che sarebbe sufficiente fare sempre lo scontrino fiscale, deve essere una prassi e non un eccezione cosi’ si evitano malintesi e non si screditano anche quei ristoratori che seguono correttamente la regola!!

  14. avatar esp

    Ma….avete visto data e ora dello scontrino? Beh…se uno va di notte a mangiare la polenta a Roma….oltre ad un preconto cosa voleva…un Lucano, forse? :)

    • avatar MAurizio

      Questo mi è sembrato il commento migliore :-)
      Volete essere sicuri della tracciabilità del pagamento ?
      Pagate con carte di credito o bancomat.
      L’altro giorno stavo alla Metro. Alla cassa i clienti “normali” pagavano con denaro elettronico.
      I clienti “professionali” pagavano rigorosamente in contanti (con mazzette di pezzi da 20 ..)

  15. A me è capitato a Milano ordinando a domicilio sushi…c’erano la lista degli ordini scritta a penna e graffettato esattamente sotto di essa uno scontrino con la dicitura “NON FISCALE”. Credo sia analogo al preconto no? Però in effetti ci hanno fatto lo sconto per il ritardo..E noi ovviamente ce ne siamo accorti solo dopo..

    • eheh… gia’ visto, ma con finale diverso. una volta ci hanno portato il NON FISCALE per un paio di pizze da asporto. era ai tempi dell’universita’. ci siamo lamentati, il tipo ci ha detto “e’ stata una svista” e noi gli abbiamo risposto che non ci credevamo, che non era la prima volta (che era vero). dopo il quindici minuti il tipo e’ tornato con lo scontrino. la pizza era piu’ buona.

  16. avatar franceschina

    ah, per inciso, non per rimandare la palla.
    Iscritto figlia in palestra, mai ricevuto fattura.
    Visita medica privata “100 euro, ma se vuole ricevuta sono 150″.
    OPrdinato pizza a domicilio, chi lo vede lo scontrino?

    En passant, medici che ricevono in pvt ricchissimi e grandi evasori ne potrei citare 5 senza nemmeno pensarci su. Ristoratori che non lavorino 12 ore al giorno e guidano il Cayenne, nemmeno uo ;)

    • avatar Pino

      come detto, siamo gli zimbelli di questo periodo.
      attaccano come dei pecoroni quello che non conoscono.
      sempre pronti pero’ a saltare in piedi quando cominciano a mettere le mani in tasca alla loro di categoria.
      c’e’ poco da fare, succedera’ quello che succede tutte le volte che c’e’ una modifica al codice della strada: tutti senza cellulare per 3 giorni e poi si torna alle vecchie e buone abitudini! siamo in italia, e’ funzionato cosi’ per decine di anni, non saranno certo 6 mesi di minacce a cambiare le carte in tavola.

    • avatar Cristian

      Franceschina, non ti piace questo atteggiamento? Chiedi la fattura. Io sto lentamente iniziando a farlo. Non è additando il prossimo che si risolverà questa anomalia tutta italiana.

      • avatar fabrizio pagliardi

        e’ vero “lo scontrino” è un’anomalia tutta italiana

      • avatar MAurizio

        Appunto. Tra l’altro la fattura per spese sanitarie la “deduci” al 20%.
        Il problema è che l’italico furbo chiede 100 senza fattura e 150 con.
        L’italico furbissimo paga i 100 …

        • avatar Marco

          Se tu c’hai mezza piotta da buttà padronissimo io no quindi…

          • avatar Cristian

            Meglio evadere? Bravo e intelligente. In una parola: italiano.

          • avatar MAurizio

            Appunto. Professionisti e artigiani giocano su questo. Perche’ alla fine le loro tasse le paga il cliente.
            Senza contare un aspetto “pratico”: vai dal dentista e “senza fattura spendi 100 (e ti aggiusti i denti) con fattura (se dovessero farle tutte) chiederebbero almeno 130 se non 150. E molti resterebbero con il mal di denti ….

  17. Fabrizio Pagliardi ha detto comunque di non essere d’accordo, e ha spiegato a cosa serve davvero il preconto. Aspetto il suo intervento.

  18. avatar salvo

    BRAVO PINO,

    Da ristoratore dico: spesse volte mi chiedono la fattura, e in quel caso come mi devo comportare??? se ho già fatto lo scontrino??? questa risposta me la dovrebbero dare quelle persone che, fanno solo chiacchiere scritte e non sanno come funzione in un’attivita’ commerciale.
    Facile sparare ad uno zoppo.

    saluti a tutti

  19. avatar esp

    Basta scrivere, in fondo al menù: I sigg.ri clienti che desiderano la fattura sono pregati di richiederla insieme al conto.
    Non è così difficile, no?

  20. avatar belinda

    rispondo al signore che ha un ristorante. Si deve dotare di un blocco fatture da scrivere a mano con una numerazione a parte in cui scrive la fattura richiamando il numero di scontrino già battuto al cliente, in modo che ance all’ultimo secondo è in grado di emettere il documento. io faccio così.

    • avatar fabrizio pagliardi

      lo puoi fare se emetti scontrino se emetti ricevute no.

      • avatar GIANLU63

        uno potrebbe anche portate un conto su una bella carta intestata, con su scritto a chiare lettere che si deve passare in cassa per il rilascio dei vari scontrini, ricevute, fatture ecc.

        portare un falso scontrino è semplicemente truffa ed anche fatta in modo arrogante verso la maggior parte dei clienti, che se ne sbattano se il ristoratore paga le tasse o meno, ma non vogliono certo essere presi per il culo.

        Poi sappiamo tutti benissimo che, per i ristoratori scorretti, il grosso dell’evasione non è certo sugli scontrini ma sul personale al nero.

        P.S. per chi sostiene che: se dovesse pagare tutte le tasse, sarebbe costretto a chiudere, oppure che se le paga guadagna meno del suo lavapiatti, consiglierei di fare meglio il proprio lavoro o di regalare il ristorante al lavapiatti in cambio di un’assunzione come, ovviamente, lavapiatti, con contratto di assunzione a tempo indeterminato.

  21. avatar Luca

    Sono anni che non porto più il conto al tavolo per evitare questo problema..e cmq quando si tratta di pagare i problemi saltan sempre fuori..e vi sono mille varianti,ve lo garantisco !!!
    I problemi sono altri..faccio ristorazione da 30 anni e ora mi trovo nella situazione di non guadagnare più e anzi, in parecchi mesi rimetterci soldi e prender meno che il mio lavapiatti !!!
    questa è la sacrosanta verità…almeno dalle mie parti !!!!
    Tanti colleghi stanno chiudendo e non riapriranno più !!

    La soluzione anti evasione sarebbe cmq semplicissima ,basterebbe pagare tutti gli stipendi dei lavoratori (pubblico e privato)senza tasse e far scaricare tutto a tutti…su quello che ti resta ci paghi il 50% di tasse !!!ma è na roba troppo facile !!!!Non cè Professor Monti che tenga !!

  22. avatar Domenico

    Ristoratore o gestore di attività commerciale non emetti scontrino? Io ti becco? Ottimo! Chiusura attività per un mese. Ti ribecco nuovamente? Meglio ancora! Chiusura definitiva! Meglio di così…

    Selezione naturale di attività oneste…

  23. avatar monte bianco

    mi sembra la guerra dei poveri, ma i grandi evasori non pagano mai

    • avatar MAurizio

      Poco ma sicuro. Ma se metti insieme 10 milioni di piccoli evasori son comunque “soldini” .. :-)

    • Chiedetevi come mai esiste la professione di commercialista. Ed esiste un albo. C’è un’Italia perfettamente a-legale, parallela, da trent’anni… Ci si sveglia oggi vedendo che ha sottratto ai servizi pubblici ed alle infrastrutture qualcosa come 50 miliardi di Euro in media, ogni anno. Saremmo la seconda economia del mondo dopo gli U.S.A. se dall’inizio avessimo fatto il nostro dovere di cittadini. Se avessero, i nostri padri, perchè io trent’anni fa appunto nascevo.

  24. A me è capitato, senza la dicitura di “preConto” ma le identiche sembianze (tu dammi il contante, poi “volemose bene”) nell’ultimo mese, nell’ordine:
    - a Verona (I)
    - a Trieste (I)
    - a Cannes (F)
    - a Riga (Lv)
    - a Helsinki (Fin)
    Tanto per mettere i puntini sulle “i” e confermare che ormai il mondo è diventata una grande Italia o forse non siamo mai stati l’eccezione “mariuola” alla regola della civiltà sul Pianeta.

Lascia un commento

1. Ospite
Commenta subito
2. Iscritto a Facebook o Twitter
Commenta con il tuo profilo social
3. Iscritto a dissapore
Registrati/Login