di | mer 07 set 2011 ore 17:38
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Ogni città ha i Grandi Magazzini che si merita, domani a Milano apre Excelsior con Eat’s dentro (non ho detto Eataly)

Domani apre Excelsior Milano. Un grande magazzino di fascia alta, così alta che in Italia ancora non c’era nulla di simile. Poteva mancare, all’interno del grande edificio milanese ristilizzato dall’archi-star Jean Nouvel, un progetto dedicato al cibo con protagonisti e modalità tali da rendere necessario qualche ragionamento? Percaritaddiddio, non siamo certo ai livelli dei big retailer interplanetari. La storia di Lafayette o il blasone di Fortnum&Mason sono lontani da noi, tuttavia bisogna ammettere che i nostri due primattori nel comparto grandi magazzini, ovvero La Rinascente e Coin si stanno impegnando per far sognare quei clienti che non considerano affatto decotta la loro modalità di vendita.

Coin in particolare sta mettendo sul campo cose poco comuni per il settore: nuove idee. In principio fu Oviesse, marchio che eufemisticamente definiremo impolverato. La cura-Coin è consistita nel cambio di marchio (da Oviesse a OVS industry) e nella modifica del posizionamento e del ruolo. Fatturato-per-metro-quadrato impennato in pochi mesi con conseguente resurrezione per una catena che sembrava defunta: l’ultima campagna pubblicitaria, per dire, l’hanno affidata a Scott Schuman, il creatore del clebre blog The Sartorialist. Per la serie, più chic di così è impossibile.

Poi le attenzioni del gruppo veneto sono passate a Upim, altra realtà che definire stanca era un complimentone. E’ nato così il concetto Upim Pop, centri commerciali a immagine e somiglianza dei mostri-da-tangenziale, ma più piccoli, più a misura di cliente e collocati dentro la città. Solo a Roma ne hanno aperti sei, riportando la gente in magazzini che prima del restyling fatturavano meno di un fast-food.

Messi in carreggiata i marchi del gruppo che presidiavano l’area popolare del mercato e in attesa di trovare ancor maggiore vocazione per i magazzini dedicati alla fascia media (precisamente gli store griffati Coin), il gruppo ha deciso che non ci stava a lasciare scoperta la fascia alta del mercato. Da qui a concepire il nuovo marchio Excelsior Milano il passo è stato breve. Prendi uno spazio clamoroso, un ex cinema abbandonato (l’Excelsior, appunto) di 4000mq. Prendilo nella strada più centrale della città, quel Corso Vittorio Emanuele che collega Duomo e San Babila. Affidalo ad un architetto-icona che mai prima d’ora aveva progettato nulla per Milano e poi riempi questo gioiello disegnato da Jean Nouvel con ogni ben di dio dal punto di vista della moda, del design e… del cibo.

Insomma, hanno provato –- a tratti riuscendoci — a proporre un selected multi-store, il primo in Italia, raggruppando ciò che Coin riteneva il meglio in ogni settore. Per i profumi c’è L’Olfattorio. Per i gioielli c’è Tiffany. Per la patisserie c’è Ladurée che qui tenta di bissare il fragoroso successo del primo negozio a Milano. Per la selezione del fashion ci si è affidati ad Antonia Giacinti. Per il cibo, e veniamo a noi, Coin non si è affidata a Eataly –come per il magazzino di Piazza Cinque Giornate- ma ha virato sulla quasi omonima Eat’s, realtà veneta con grande negozio in quel di Conegliano che a questo punto tenta il grande salto. Due i piani tra somministrazione e foodstore, guest-chef ogni mese a immaginare il menu del ristorante (si parte, chettelodicoaffare, con Davide Oldani). Una proposta golosa che si declina su tre piani: fastfood di qualità, takeaway per chi vuole portarsi a casa tutto il buono di Eat’s o più normalmente ristorante “slow”. I rapporti di Eat’s con aziende e distributori permettono tra l’altro una politica dei prezzi che farà contenti i clienti, ma provocherà qualche sopraccigliamento tra i dirimpettai de La Rinascente, orgogliosi della loro foodhall fino a domani –- data di apertura al pubblico di Excelsior — monopolista della zona.

La sfida più interessante sarà comunque quella di Eat’s contro se stesso e ‘contro’ il mercato. Si tratterà di analizzare, infatti, se in Italia ci sia o non ci sia spazio per una nuova realtà che proponga supermercati di alta classe. Col malcelato obbiettivo di non lasciare a Oscar Farinetti l’assoluto monopolio del settore. Un successo milanese, dopo l’ottima partenza con lo store di Conegliano, potrebbe infatti incoraggiare i veneti ad ipotizzare aperture in altre città italiane, non solo in associazione con il marchio Excelsior Milano (già pronto a bissare a Verona), ma anche in modalità indipendente.

[Crediti | Link: Corriere, Lafayette, Fortnum&Mason, The Sartorialist, Eat's. Immagini: Laurenzi Consulting]

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48 commenti a Ogni città ha i Grandi Magazzini che si merita, domani a Milano apre Excelsior con Eat’s dentro (non ho detto Eataly)

  1. avatar David

    Sbavo. Aspettando fiducioso l’apertura di Eataly Roma. Perché, aprirà, giusto?

  2. voglio sperare che, prima o poi, a milano eataly sarà qualcosa di più del buchetto che regna sotto la coin di 5 giornate. sapete nulla in proposito? milano torino per far ogni tanto incetta di qualcosa di particolare è un pò scomodo :)

  3. avatar Massimiliano Tonelli

    Le foto sono della Laurenzi Consulting, come sta scritto nel sito. E’ la società di gastro-consulenze che accompagna la nascita milanese di Eat’s.

  4. sono foto ‘stanche’ e di un sapore vagamente retrò , ma che sapore avra mai un cibo esposto in questo modo , tirato così a lucido che sembra ricperto di cera , conosco quei posti……

  5. Interessante.

    A mio parere la sfida con il Food Store della Rinascente, se si riescono a tenere a bada prezzi e qualità, non è così difficile da vincere.

    Parlando in generale: penso che un grande magazzino di fascia alta possa funzionare anche a Milano. L’unico handicap è la mancanza di storia/blasone rispetto a tante altre famose insegne europee… a ciò si può sopperire con un buon posizionamento e ottime idee di comunicazione.

    • avatar Viola

      se non funziona a Milano, dubito che in Italia potrebbe funzionare da qualche altra parte…..

      in effetti spazio ce ne sarebbe: Peck è decotto, il vecchi Salumaio chissa che fina ha fatto…..

      settimana prossima vado a vedere!

    • Al Food store della Rinascente a meno che tu non sia un giapponese danaroso… spero che questo Eats sia più in linea con una politica prezzi stile Eataly ovvero sopra la media ma ovviamente per la qualità e non esagerato e fighetto

      • ops mi è rimasto un pezzo nella tastiera, dicevo che al Food store della Rinascente a meno che tu non sia un giapponese danaroso non è un posto per comprare…

  6. Conosco l’originale Eat’s di Conegliano, molto ben disegnato a livello di colori, allestimento merce e “trovate” (giornalino stampato, consegna acquisti, ecc..). Dalle foto di quello di Milano si nota che hanno avuto una deriva più sciccosa. (per quanto a me, l’originale, piace molto).
    Ha l’immagine più da supermarket del cibo (è un affiliato CRAI, e i proprietari sono titolari, appunto, di supermercati)con isole dedicate a carni, salumi, gastronomia (l’ho trovata di discreto livello),pesce, pane, una grande cantina, ecc…e in più prodotti sfusi (pasta, riso,…)

    Grossa differenze, rispetto Eataly, è che a Conegliano, a fianco dei gastrobanconi e dei scaffallature-foodies, esiste una zona a corsie come in un normale supermercato con prodotti non-food (dentifici, saponi,ecc…)..insomma è un ibrido, con la parte food preponderante.

    Anche qui possibilità di assistere a corsi, bersi un caffè, assaggiare un pasticino, pranzare (al piano ammezzato) con pizza nel forno a legna e ristorante a vista, ecc…
    http://www.eatstore.it

  7. sarà ma rimango dell’idea che la vera e unica gastronomia di lusso a Milano è Peck

    poi magari domenica vado da questo Eat’s e cambio totalmente idea ma al momento ne dubito

  8. avatar Elvis

    Da affezionato avventore di Eat’s di Conegliano fin dagli albori: non vorrei fosse il passo più lungo della gamba.
    Fino ad oggi lo store di Conegliano ha offerto una gamma abbastanza ampia di prelibatezze, più o meno ricercate, ed un rapporto anche diretto fra banconiere e cliente.
    Per non parlare dell’enoteca, con etichette interessanti e ricarichi sorprendentemente contenuti.
    Il salto in quel di Milano, con l’adeguamento inevitabile a quel 20% in media in più, dato dai costi, dalla location, dalla milanesità, mi preoccupa.
    Come mi preoccupa il passaggio da store a catena…
    Speriamo bene.

    • avatar Massimiliano Tonelli

      Elvis, le aziende non possono crescere e svilupparsi, sostanzialmente?

      • avatar Elvis

        Beh questo è sempre il classico dilemma.
        E’ come il classico ristorantino cui siamo affezionati, e che è sempre una sicurezza.
        Quando vediamo che stanno facendo ampliamenti e raddoppieranno il numero dei coperti, pur lieti per i risultati che premiano l’idea l’impegno e la fatica, la prima cosa che pensiamo è se tutto rimarrà come ora, e come ci piace!

        • avatar Massimiliano Tonelli

          L’esempio sul ristorantino calza, su un progetto di (relativamente) grande distribuzione un po’ meno. Il fatto di aprire più punti vendita è naturale e auspicabile. Altrimenti avrebbero fatto una gastronomia in centro.

  9. avatar Ermanno Nuonno di Agnone

    Noi londinesi daremmo un’occhio, un braccio ed anche una caviglia per avere la possibilita’ di scelte e di prodotti alimentari di altissima qualita’ che si trovano in Italia.
    Se scavate un po’, noterete che i blasonati Fortnum’s, Harrods, Harvey Nicks ed altri grandi nomi hanno prodotti simili, gamma limitata, prezzi alle stelle e, a volte, dubbia qualita’. Mentre gli ‘indigeni’ non frequentano questi posti, i turisti ne vanno pazzi – per il contenitore della mercanzia che si compra, non per la mercanzia! Percio’ raccomanderei caldamente un grande negozio enogastronomico italiano su queste sponde, tanto per far notare le differenze.

    PS: Pero’ gli amici di Conegliano potevano trovare un nome piu’ consono di Eat’s – questo indica un locale ‘mangia e fuggi’, non dissimile da Burger King, Prezzo, Strada etc.
    Mentre qui tutti si forzano di trovare nomi pseudo-italiani in Italia il contrario e’ di moda.

    • avatar Massimiliano Tonelli

      Hai ragione. Ma il blasone c’è e anche quello conta. E poi i panini nel piano interrato di Fortnum, li reputi così tremendi e così cari? Non direi proprio…

      • avatar Ermanno Nuonno di Agnone

        Esistono paninerie (fai un salto a James Street dalle parti di Selfridges) che sono, a parita’ di prodotto, molto piu’ innovative, gustose e meno care di Fortnum’s. Perche’ mangiare un tramezzino con salmone affumicato (che arriva con i pezzi di salmone scuro) e creama di formaggio che paghi £ 6.50 quando puoi avere il ‘vero’ per £ 4?

  10. avatar Marco Volante

    Peck è certamente il riferimento di qualità di questa operazione commerciale, ma è vero che non ha più l’appeal dei tempi passati. I prezzi da Eat’s saranno alti come la qualità. Nessuno sconto, il target cui si rivolge non vuole pagare poco ma avere molto. Vedremo se saranno all’altezza, piuttosto.

  11. avatar Sara77

    …e perché a Roma non arriva niente?

    • avatar Massimiliano Tonelli

      Se va tutto bene avremo l’Eataly più importante e più grande del mondo tra meno di un anno. Si tratta di aspettare e incrociare le dita…

  12. Ci sono appena stato… devo dire ottima prima impressione! I prezzi sono più verso Eataly che non verso Peck, per fortuna, il mercato ha un buon assortimento, Eataly Milano stà dietro un bel po’… cantina mi è sembrata un po’ scarsina però… ho provato il bistrot, ma con un solo piatto per cui non mi esprimo… i prezzi bistrot sono un po’ altini secondo me ma tenendo conto del luogo in cui è collocato… primi sui 13 euro, secondi a 18-20, dessert a 6 euro

    • avatar Gianni Golino

      Ci sono stato oggi. Sorprendentemente bello, nuovo, arioso. Prodotti di grandissima ricerca e la cosa più sorprendente (soprattutto se per un attimo facciamo mente e ci ricordiamo di essere in Italia) è stato un’altissimo servizio: attento e solare sia da parte dei camerieri al bistrot che ai banchi del “supermercato”.
      Il bar è molto bello ma alle 12.20 stamani appariva abbastanza vuoto di cose da mangiare e in uno stato un pò confusionale. Per la cantina… ristretta non direi.. il sommelier dal quale sono stato seguito per l’acquisto di due bottiglie mi ha detto che hanno 1300 etichette in vendita e ben 48 in mescita!!! Cosa non esattamente usuale a Milano… In generale ottime impressioni ma il timore che con il tempo non si riesca a tenere così alta la qualità del cibo e del servizio.
      Lo riprovo in settimana all’ora dell’aperitivo!

  13. avatar qui

    Di passaggio a milano non ho resistito alla tentazione..ma stiamo scherzando?

  14. avatar giuseppebarretta

    Ma cè ancora chi aspetta l’apertura a destra e a manca di di Eataly, ma girate per le campagne, entrate nelle masserie e scendete giù in cantina…non forse più piacevole ????
    … e sopratutto lasciate i soldini in mano al produttore.

    • avatar gianluca

      tu hai ragione ma è una questione di tempi legati alla vita moderna.
      se una persona lavora tutto il giorno (cioè non rientra a casa fino alle 19) e ha una famiglia e dei figli, col cavolo che gira le campagne le masserie e le cantine !!!
      mezzoretta al supermercato invece ce la possiamo concedere tutti, e se il supermercato vende cibo di qualità, ben venga.

    • ..potessimo farlo saremmo tutti uomini&donne felici! Ahimè la vita e il lavoro a Milano ci fanno gioire dell’apertura di questi store, possiamo assaporare un minimo di genuinità anche in pausa pranzo: è questo il lusso e purtroppo si paga.

  15. avatar marziano

    segnalo anhe io il fatto che EAT è una catena (senz’latro molto presente nell’area londinese) e che anche IO pensavo che avrebbe aperto EAT la catena lì dentro.

    peck doveva restare fedele a sè stesso, cioè una vetrina del meglio della produzione artigianale italiana ma anche internazionale, sepcie francese proposta ai milanesi ricchi ma non per questo coglioni.
    non so dove che direzione abbia preso ora.
    prezzo assurdi a parte.

  16. Da gastrofanatico incurabile oggi a pranzo sono andato a provare e radiografare il Bistrot e il reparto food. Condivido le ottime impressioni sulla food hall, ma il Bistrot è da dimenticare.

    Se non siete ancora andati a provarlo vi segnalo il maitre che riprendere i camerieri in perfetto stile Gordon Ramsey, uno spettacolo imperdibile con tanto di frase ad un cameriere che sembrava una citazione da Hell’s Kitchen “Tu non devi pensare, devi chiedere”. In sala e in cucina regna un caos quasi surreale, con evidenti effetti sui clienti.

    • avatar luigi

      io ci sono stato e la cucina non mi sembra per nulla male, anzi, ho trovato dei piatti molto buoni, di una qualità superiore rispetto alle offerte del centro, non capisco il perchè sia da “dimenticare”

  17. avatar franco

    venerdì sono a Eat’s a Conegliano e non c’è un cartello di indicazione per arrivarci. Il palazzo è abbastanza squallido.
    L’ interno una delusione…un misto di cose buone e altre che trovi
    al discount (p.e. speck della Senfter), pane pessimo, patate
    cornette a 3,5€ ormai prossime a germinare.
    Personale che non sapeva come tagliarti i salumi (forse
    quelli buoni li hanno mandati a Milano?), al reparto verdure
    non mi servono e consigliano perchè non ho il numero
    (due clienti e sei al servizio).
    Ci tornerò un’altra volta sperando di esserci andato in una giornata storta..
    Nojar

    • avatar francesco

      sono un cliente di eat’s conegliano, in tre anni di apertura non ho mai avuto di questi problemi, mi sembra molto strano, per quanto riguarda gli interni sta nel concetto di eat’s(da quanto ho letto sui giornali all’epoca dell’apertura) essere un ibrido tra prima scelta e supermercato tradizionale, infatti se si osserva un attimino meglio le due zone sono divise, per quanto riguarda i numeri alla frutta e verdura, se esiste un biglietto perchè non usarlo, in tutti i casi io ci vado tutti le settimane sicuramente se ci ritorna cambierà idea

  18. avatar BEPPE

    HO MANGIATO IERI 17/09 AL NUOVO EAT’S DI MILANO ED IL MIO GIUDIZIO E’ N E G A T I V O , HO ORDINATO IL POLLO CON SALSA INDIANA E LA CARNE ERA COMPLETAMENTE CRUDA FINO ALL’OSSO (ROSSO SANGUE) L’HO RIFERITO AL CAMERIERE ED ALLA CASSIERA E L’UNICA RISPOSTA AVUTA E’ STATA “AVVERTIREMO LA CUCINA” !!! HO PAGATO E ME NE SONO ANDATO CON LA FAME .

  19. avatar RoB

    Io dall’apertura qui a Milano ci sono stato quasi per tutte le mie pause pranzo e devo dire che NON mi è mai capitato di mangiare male anzi, piatti deliziosi e tutto cotto a puntino.
    Servizio molto presente e premuroso. Non condivido assolutamente il parere di altri post presenti.

  20. Io che sono un produttore di prodotti di nicchia e di grande qualità ma ogni volta che leggo questi articoli o questi eventi faccio spallucce.
    si parla di qualità ma poi ti scontri con politiche che di qualità hanno solo l’apparenza.
    Nel mio settore sono testimone di scelte incomprensibili dove i buyer preferiscono l’apparenza alla sostanza, ma poveretti la colpa è anche di chi li mette li ad acquistare prodotti senza un minimo di formazione.

  21. Ci sono andato oggi. Uno spettacolo.

  22. avatar la cavalierera

    sono cliente dell’eat’s di conegliano e la nuova apertura di milano e’ spettacolare…ovviamente sono andata subito a curiosare! commessi gentili e professionalmente preparati,ambiente pulito ordinato, i prodotti mi sembrano ricercati e di qualità con un prezzo accessibile e se una volta sei in bolletta ti prendi lo spek senfter!!!
    Mi è piaciuto molto, la trovo un’idea geniale,qualificata,ricercatae e alla portata di tutti…
    COMPLIMENTI ALL’EAT’S
    LARA

  23. Ci sono stata lunedì 31 ottobre.
    Il centro commeciale sopra è stata una delusione.
    Sotto il foodstore è piccolino, ho acquistato focaccia, breztel e pane biologico e macarons da Laduré.
    Ho anche pranzato ma niente di che e alquanto caro, però sono i prezzi di Milano.
    L’unica cosa carina è che ho incontrato il “grande vecchio” Marchesi che curiosava tra i banchi del cibo. ;-)

  24. ah un bicchiere di Franciacorta l’ho pagato 8 euro!!!

  25. avatar Paola

    MI SONO INNAMORATA DI QUESTO POSTO,OGNI VOLTA CHE VADO IN CENTRO NON POSSO NON ENTRARE. D’OBBLIGO L’ACQQUISTO DEI MACARONS LADUREE E DELLA CARNE CHE è SEMPRE OTTIMA. LA FRUTTA POI è SPETTACOLARE. PER UN INVITO A CENA LA TAGLIATA DI FRUTTA SU VASSOIO TRASPARENTE VI FARà FARE UN FIGURONE!!!!I MARRON GLACè MERAVIGLIOSI!!!!!!
    INSOMMA ASSOLUTAMENTE DA VISITARE

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