Parlando di Striscia la Notizia con Gualtiero Marchesi, Gian Paolo Galloni e Luca Zaia


Gualtiero Marchesi, Gian Paolo Galloni, Luca Zaia intervistati da DissaporeReazioni all’inchiesta Fornelli Polemici di Striscia la Notizia ne avete lette molte, anche su Dissapore. Ma in questi giorni il piccolo mondo gastronomico sembra non parlare d’altro. Così, coinvogendo Massimo Bernardi in un giro di interviste, ho raccolto qualche battuta del “Maestro” Gualtiero Marchesi, incluso nella Commissione per il Ministero del turismo enogastronomico dal neo ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, di Gian Paolo Galloni, direttore della comunicazione Michelin, del ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia. E mentre Marchesi decide di scrivere sul menù del suo ristorante – Qui si fa cucina, ovvero: chimica intuitiva -, e Galloni si difende dalle accuse di Striscia citando la “collegialità” di giudizio degli ispettori Michelin come sinonimo di serietà, pare che al ministro Zaia la cucina molecolare non stia troppo simpatica. “Io mangio le bistecche”, esordisce scherzando ma-non-troppo, e pur rispettando il lavoro di tutti—perfino quello di chi fa cucina contemporanea—non è per le etremizzazioni: “Smontare un piatto non aiuta a comunicare il territorio”. Guardate il video e fatevi la vostra opinione.




18 commenti a “Parlando di Striscia la Notizia con Gualtiero Marchesi, Gian Paolo Galloni e Luca Zaia”

  1. Viola Viola commenta:

    Certo che se quello è il commento del Ministro delle Politiche Agricole dove potremo mai andare. La sua idea di cucina e di promozione del territorio risale più o meno agli anni ‘50. Come sempre non impariamo mai nulla dai vicini più bravi (Francia e Spagna).

  2. Fante Fante commenta:

    Una domanda che forse esula dall’argomento.
    Ma allora un ristornate di pesce a Milano non dovrebbe essere più considerato visto che evidentemente di cucina del territorio ce n’è ben poca.

    A meno che, a mia insaputa, non ci sia un allevamento di orate nel naviglio.

  3. massimo lanza massimo lanza commenta:

    che fa di mestiere l’ultimo intervistato ?

  4. Presidente Presidente commenta:

    Gastronomo, gastrofago, gastrofilo, gastrologo – diceva il buon vecchio Eugenio Medagliani – sono diversi stati dello spirito. Coglierli ed interpretarli contemporaneamente non è cosa terrena. Un Consiglio Superiore della Gastronomia, organo dirimente, giudicante e (soprattutto) proponente di comportamenti e soluzioni, sarebbe probabilmente cosa opportuna. Più di sistema, badate, che di equità. Il supporto istituzionale possiamo scordarcelo, ma è “Natura Italiae”. Sorprende che qualcuno si infili e molti ci marcino? In attesa di una nuova classe di soggetti (della cucina, dell’informazione, della politica, della cultura, del commercio) formati non dico in scienza e coscienza, ma almeno in etica ed estetica, andiamo avanti così, in ordine sparso.

  5. CostaBrava CostaBrava commenta:

    > Guardate il video e fatevi la vostra opinione

    Mah…
    l’iniziativa editoriale di Dissapore, è come al solito lodevole: bravi! (mi accorgo giusto adesso che, quale vostro fruitore, son scarsino di elogi). Le risposte ottenute, invece, sono concettualmente le solite. Risposte standard secondo le attese, intendo dire, e secondo il ruolo precostituito di ognuno degli tre intervistati. A mo’ di esempio, risposte concesse a mo’ di intervista da calciatori:

    il maestro Marchesi fantasista di punta,
    libero di svariare tra colpi di tacco (qui si fa cucina: ovvero, chimica intuitiva… piace?) e copertura col contagocce (il cuoco s’è allontanato dal cliente, la cucina è chimica ma non aggiuntiva…)

    il direttore Galloni mediano alla Oriali,
    ossia catenaccio a centrocampo (la collegialità che contraddistingue i giudizi…) e ripartenze in avanti affidate ad altri (l’importante è che il cliente esca soddisfatto…)

    il ministro Zaia, infine, terzino di fascia.
    Falciatore di caviglie che presidia soltanto la propria porzione di campo (ah guarda, io mangio le bistecche!), il politico ch’è in lui alza giusto un attimo gli occhi verso centrocampo, allorché gli si ricorda come si stia sparlando di ristoratori ITALIANI (mah, io difendo la non estremizzazione, è un lavoro serio anche il loro…); ma passato quel breve istante, il terzino che c’è in lui torna diligente a centroarea, e riprende a zappare caviglie (smontare un piatto non aiuta a comunicare il territorio…) come se nulla gli sia stato domandato.

    Risposte standard secondo le attese, ripeto. Concettualmente le solite.

  6. VignereiMaNonPosso VignereiMaNonPosso commenta:

    Confermo la consuetudine anche nel girato tagliato.
    Per chi come me fa più o meno questo lavoro sa subito quando ha del bel materiale da montare. bene, anzi male, è sempre più difficile e la cosa ti fa incazzare perchè ti capita pure di incontrare persone intelligenti, però nessuno che “osi” qualcosa di più.
    Il risultato è che sei li tu e la time line mandando il cursore avanti e indietro sperando che ti si riveli qualcosa…..macchè…..

    • CostaBrava CostaBrava risponde:

      Capisco cosa intende.
      Buttandola in ridere e restando in tema di sfottò calcistici, pensando a Zaia che attacca la manfrina “anche quei ristoratori fanno un lavoro serio, ma…”, è da stamani che canticchio eilministroèsilurato, siritira efaunafinetipoAgroppi… contando che il mitico Aldo goda di ferrea salute (altrimenti ti saluto, buongusto della battuta), capisco cosa intende, ripeto.

      > capita di incontrare persone intelligenti, però…

      A titolo di cimelio personale
      coltivavo l’idea di chiedere, agli chef dimostratisi più affabili e disponibili, di scrivere sul mio quadernetto di viaggio qualche pensiero di autografa descrizione; in merito alla propria cucina in generale, e al pasto servitomi nello specifico. Beh, che dire; idea stoppata sul nascere, buttato un occhio a quel che un giovane brillante chef, ligure ma operante nel Cuneese, vergava in tal senso:

      :-(
      una cucina, la mia, in cui la conoscenza della tradizione si abbina a una buona tecnica. Il prodotto (ricerca) alla base di tutto, si cercano pertanto tutti i piccoli produttori e gli antichi sapori che han fatto e faranno grande la cultura gastronomica italiana.

      > … però nessuno che “osi” qualcosa di più

  7. Ciccio Sultano Ciccio Sultano commenta:

    <mangia le bistecche dove al ristorante del parlamento?? dove si paga 5 euro??? o sbaglio aiutatemi…!!! che significa i cuochi penso che facciano il loro lavoro bene… pensa!!! è italiano o di dove??? il ministro Zaia è distratto o mi sbaglio??? non non lavoriamo penso… ma siamo quelli che facciamo tendenza nell’intero territorio nazionale e mondiale…. e pensa che lavoriamo ?? apparte che siamo dei buoni clienti delle stato.. ma ci tocca.. per le ingiurie ai P lascio fantasia ad ognuno di voi di cio che potrei scrivere.

  8. marco bolasco marco bolasco commenta:

    Sottoscrivo pienamente Ciccio Sultano.
    Il ministro è parecchio distratto. Forse non si rende bene conto di quello che dice. Però è il ministro…
    Come farglielo capire?

  9. vito siragusa vito siragusa commenta:

    Sempre piu’ convinto che l’unione fa la forza.La nostra professione è presa sempre e comunque sottogamba e il ministro Zaia ne è la testimonianza.Sembrava sceso dalle nuvole e si è mostrato molto poco competente.

  10. alfredo alfredo commenta:

    Criticare chi lavora in un ristorante, di proprietà in affitto o un semplice cameriere è come sparare sulla croce rossa, in Italia son tutti chef, tutti spadellatori, è il paese delle feste campestri, Quindi tutti possono parlare di cucina di cibo di mangiate in compagnia tutti se ne intendono! Altro che musica, cinema o letteratura! Perciò: tutti son intenditori, nessuno se ne intende! Tranne ovviamente chi lavora nel settore:-)

  11. Andrea A Andrea A commenta:

    Come dimostra l’intervista al Ministro Zaia che ho visto su Dissapore, ci sono troppi interessi di bottega per valorizzare il nostro mestiere, e tutto il patrimonio della cucina italiana. Ho sentito molte volte Zaia parlare di Veneto, radicchio e prosecco, mai degli sforzi che noi cuochi facciamo quotidianamente per proporre un’immagine della cucina italiana lontana dallo stereotipo degli spaghetti, anzi ricca di nuove sfaccettature. Compresa la cucina moderna di chef come Massimo Bottura, sul quale il ministro non spende una parola, anzi precisa che tanto lui mangia bistecche.

    Vedremo cosa farà di concreto il Ministro del Turismo, io chiederei di promuovere un’immagine più attuale della cucina italiana, e anche un sistema fiscale meno pesante per noi ristoratori, ancora oggi ci sono gabelle inaccettabili

  12. Linda Linda commenta:

    Complimenti a Francesca per il video!

  13. jonny jonny commenta:

    il ministro Zoia non ha saputo neppure prendere posizione
    quando milioni di italiani hanno visto su rai uno stappare
    per s.silvestro una bottiglia di Champagne.
    sono solo dei buffoni.

    • mi cercherete (e non mi troverete) mi cercherete (e non mi troverete) risponde:

      Luca Zaia: stavolta a Capodanno si brinderà in Tv con lo Spumante

      Il ministro delle Politiche agricole mantiene la promessa fatta ad ItaliaaTavola e cancella la vergogna che avevamo denunciato, del brindisi di Fabrizio Del Noce con lo Champagne in diretta su Rai 1.

      «Ho chiesto alle principali televisioni e radio italiane di scegliere, per il tradizionale brindisi dell’ultimo dell’anno, le bollicine dei nostri spumanti. Sarà un modo per festeggiare insieme non solo il nuovo anno, ma anche uno dei prodotti simbolo dei nostri territori e, con esso, l’agricoltura italiana tutta. Stiamo coinvolgendo i principali Consorzi italiani i quali forniranno le bottiglie che verranno stappate nei diversi programmi a Capodanno: le bottiglie che regaleremo alle varie emittenti avranno delle etichette ad hoc con il logo del Ministero e il nome dell’iniziativa, che sarà “Spumante italiano”. Abbiamo già ricevuto dei riscontri positivi da alcuni dei più importanti broadcaster».

      [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/speciali/04.gif[/img]
      com’è come non è, leggevo giusto adesso la replica di Franco Ziliani:
      ItaliaaTavola nessuno lo considera ma fa sempre più opinione, io lo consulto
      (e linko su dissapore) già da mesi… sarà che nessuno legge quel che linko?


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