Perché l’ordinanza anti-additivi di Francesca Martini commissionata da Striscia la Notizia è un bluff per telegonzi

L'Ordinanza anti-additivi del sottosegretario Francesca Martini

L’ordinanza del sottosegratario alla Salute Francesca Martini pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale è un miserabile bluff. Non contiene divieti, né mette al bando i cosiddetti “additivi chimici”. Non fatevi incantare quando Max Laudadobermann Laudadio, lo scagnozzo di Antonio Ricci, agiterà questo foglio di carta straccia sotto il naso di qualche milione di telegonzi a Striscia la Notizia. Prima di tutto perché Laudadio è un fottuto bugiardo. Quante volte ha ripetuto davanti alle telecamere “C’è l’ordinanza che vieta”? L’ultima volta lo ha fatto a Identità Golose, davanti al terrorizzato direttore artistico Paolo Marchi. Bene, anzi male. Perché il divieto non era affatto in vigore. Grazie a Dio esistono ancora leggi e garanzie in questo paese, il foglio firmato davanti alle telecamere era solo una farsa a uso e consumo di Striscia la Notizia. In realtà l’ordinanza è passata per la scure dei comitati di controllo, riducendosi a poco più di una burla. Per cui l’ordinanza ha effetto solo da oggi, cioè dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Ma vediamo cosa ordina il sottosegretario Martini al popolo dei ristoratori?

L'ordinanza anti-additivi del sottosegretario Francesca Martini

Sia chiaro una volta per tutte: non c’è nessun divieto nell’ordinanza, solo l’obbligo per i ristoratori di informare i clienti.

Nei due articoli (+ una decina di commi), un raffinato esercizio lessicale per dire tutto senza dire niente con carpiato e doppio avvitamento, si avvisa che “Chiunque operi nel settore della ristorazione deve assicurare la corretta informazione ai consumatori sull’aggiunta di additivi e di miscele di additivi nelle preparazioni alimentari dallo stesso effettuate.“.

La montagna ha partorito il topolino.

Ma il vero capolavoro è nelle prime righe dell’articolo uno, quello che con mossa prevedibile, Striscia rivendicherà come la sua vittoria personale. Leggete attentamente:

A chiunque operi nel settore della ristorazione e’ fatto divieto di detenere e di impiegare additivi e miscele di additivi alimentari per i quali la normativa vigente ha stabilito campi e dosi massime di impiego, fatto salvo l’impiego di edulcoranti, a condizione che sia garantita la corretta informazione.

Se siete riusciti a districarvi tra i giochi di parole, dovreste aver capito che l’obiettivo era inserire a tutti i costi la parola magica d-i-v-i-e-t-o. “È fatto divieto a condizione che”. Salvo smentire tutto due righe dopo. In realtà, da oggi i ristoratori hanno semplicemente l’obbligo di informare i clienti dell’impiego di additivi. Sì, ma come farlo? L’illuminato sottosegretario leghista Francesca Martini non ce lo fa sapere. A voce? Nel menù, oppure con apposita tabella esposta? Chilosà, nelle dieci righe non c’è scritto nulla. E le pene per i trasgressori? Boh! L’ordinanza non dice, forse basterà un buffetto sulla guancia.

Ma se questo non vi basta, se volete la prova provata che tutto questo sbattersi del sottosegretario contro l’uso degli additivi era solo telecampagna elettorale, leggetevi la data di scadenza del provvedimento. Già, perché la medicina imposta da Francesca Martini ha una data di scadenza. E sapete quale?  Il 31 dicembre 2010. Dopo quella data l’ordinanza decade e i ristoratori sono nuovamente liberi usare gli additivi che vogliono. Essù, ma si può?

L'ordinanza anti-additivi del sottosegretario Faancesca Martini

Siete scettici? Non vi convince l’idea che dopo ‘sto tam tam mediatico tutto si risolva informando i clienti dei ristoranti che è stato impiegato il bicarbonato di sodio? Beh, un divieto stringente ci sarebbe, ma ho voluto tenerlo per ultimo, tipo ciliegina sulla torta.

A chiunque operi nel settore della ristorazione e’ fatto divieto di detenere e di impiegare sostanze in forma gassosa ad eccezione degli additivi alimentari di cui al comma 2, fermo restando le norme vigenti in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Come, ancora non avete capito? Spegnete il GAS zucconi, si torna alle cucine a legna!

P.s. Un consiglio: tra sessanta giorni l’ordinanza non sarà più visibile online, ragione per cui copiaincolliamo qui sotto i due articoli a futura memoria. Se vi dovesse capitare nel locale Max Laudadio sbattetegli in faccia il suo “divieto”. E poi mandatelo dove sapete.

IL MINISTRO DELLA SALUTE 

  Visto il testo unico delle  leggi  sanitarie  approvato  con  regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modifiche;
  Visto l'art. 650 del codice penale;
  Vista la legge 30 aprile 1962, n. 283,  sulla  disciplina  igienica
della produzione e della vendita delle sostanze  alimentari  e  delle
bevande;
  Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
  Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
  Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n.  300  e  successive
modificazioni;
  Vista la  legge  13  novembre  2009,  n.  172,  che  istituisce  il
Ministero della salute;
  Visto il regolamento (CE) 178/2002 del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, che stabilisce i principi e  i  requisiti  generali  della
legislazione  alimentare,  istituisce  l'Autorita'  europea  per   la
sicurezza alimentare e fissa le procedure nel campo  della  sicurezza
alimentare;
  Visto il regolamento (CE) 852/2004 del  Parlamento  Europeo  e  del
Consiglio, sull'igiene dei prodotti alimentari;
  Visto il regolamento (CE) 853/2004 del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, che stabilisce norme specifiche in materia di  igiene  per
gli alimenti di origine animale;
  Visto il regolamento (CE) 882/2004 del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio relativo ai controlli  ufficiali  intesi  a  verificare  la
conformita' alla normativa in materia di mangimi e  alimenti  e  alle
norme sulla salute e sul benessere degli animali;
  Visto il regolamento (CE) 1333/2008 del Parlamento  europeo  e  del
Consiglio del 16 dicembre 2008, relativo agli additivi alimentari;
  Visto il decreto del Ministro della salute  27  febbraio  1996,  n.
209, e successive  modificazioni,  concernente  la  disciplina  degli
additivi  alimentari  consentiti  nella   preparazione   e   per   la
conservazione delle sostanze alimentari;
  Visto il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 193, di attuazione
della direttiva  2004/41/CE  relativa  ai  controlli  in  materia  di
sicurezza alimentare e applicazione dei  regolamenti  comunitari  nel
medesimo settore;
  Visto il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, e  successive
modificazioni, concernente l'etichettatura,  la  presentazione  e  la
pubblicita' dei prodotti alimentari;
  Visto, in particolare, il decreto  legislativo  n.  114  del  2006,
concernente l'attuazione delle direttive 2003/89/CE e  2005/63/CE  in
materia di  indicazione  degli  ingredienti  contenuti  nei  prodotti
alimentari;
  Visto l'ordinanza del Ministro  della  salute  recante:  «Requisiti
igienico-sanitari per il commercio dei prodotti  alimentari  su  aree
pubbliche» del 3 aprile 2002;
  Visto il decreto legislativo 9  aprile  2008,  n.  81,  concernente
l'attuazione dell'art. 1 della legge n. 123 del 2007  in  materia  di
tutela della  salute  e  della  sicurezza  nei  luoghi  di  lavoro  e
successive modifiche e integrazioni;
  Considerato che l'Autorita'  sanitaria,  nell'ambito  di  controlli
effettuati nel settore della ristorazione ha accertato la presenza  e
l'utilizzazione di additivi e miscele di additivi etichettati in modo
non conforme alla normativa vigente in materia e, comunque,  in  modo
tale da poter costituire un rischio per la salute pubblica;
  Acquisito il parere dell'Istituto superiore  di  sanita',  espresso
nella seduta del 9 giugno prot. n. ISS 29577/SVSA-AL.222.;
  Considerato  che  l'impiego  degli  additivi  alimentari  non  deve
indurre in errore i consumatori;
  Considerato, in particolare, che  l'assenza  delle  istruzioni  per
l'uso  sull'etichetta  degli  additivi,  delle  miscele  di  additivi
alimentari e ingredienti impiegati nella ristorazione puo' comportare
un rischio per i consumatori con esigenze dietetiche particolari;
  Considerato che l'impiego degli additivi alimentari deve presentare
vantaggi e benefici per i consumatori;
  Considerato che i richiamati motivi di urgenza  non  consentono  la
preventiva  notifica  alla  Commissione  dell'Unione  europea   della
presente norma, ai sensi della direttiva 98/34/CE  e  in  particolare
l'art. 9, paragrafo 7;
  Ritenuto necessario introdurre  disposizioni  urgenti  nel  settore
della  ristorazione  con  particolare  riguardo  alla  detenzione   e
all'impiego di additivi e miscele di additivi alimentari; 

                               Ordina: 

                               Art. 1 

  1. A chiunque operi nel settore della ristorazione e' fatto divieto
di detenere e di impiegare additivi e miscele di additivi  alimentari
per i quali la normativa vigente ha stabilito campi e dosi massime di
impiego, fatto salvo l'impiego di edulcoranti, a condizione  che  sia
garantita la corretta informazione.
  2. L'impiego, da parte degli  operatori  di  cui  al  comma  1,  di
additivi alimentari e loro miscele, per i quali la normativa  vigente
non  ha  stabilito  campi  e  dosi  massime,  e'  assoggettato   alle
disposizioni dell'art. 5 del regolamento  (CE)  n.  852/2004  nonche'
all'obbligo di informazione del consumatore.
  3. A chiunque operi nel settore della ristorazione e' fatto divieto
di detenere e di impiegare sostanze in  forma  gassosa  ad  eccezione
degli additivi alimentari di cui al comma 2, fermo restando le  norme
vigenti in materia di tutela  della  salute  e  della  sicurezza  nei
luoghi di lavoro.

Antonio Tomacelli

19 febbraio 2010

commenti (243)

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  1. Come al solito, il ciufile spara tappini di sughero. Basta cercare di cucinarsi qualcosa per capire che, volente o nolente, gli addittivi entrano in cucina in pompa magna.
    Nulla di nuovo sotto il sole.
    saluti.
    LAMAX61°

    1. additivi in pompa magna? ah si?
      scusa fai qualche esempio, a parte il “solito” sale….

    2. Il bicarbonato di sodio va bene? O preferisci l’acido citrico?

    3. nella mia cucina non è mai entrato nè il bicarbonato nè l’acido citrico…..e cucino tutti i giorni…
      scusa per cosa li usi?

    4. Quindi tu non usi né lievito né succo di limone? E come fai? 🙂

    5. non uso lieviti chimici…..e se ho bisogno del succo di un limone, compro un limone e lo spremo.
      l’acido citrico è ben diverso dal succo di limone (che ne contiene il 5%).

      da wikipedia:
      In origine l’acido citrico lo si ricavava dal succo di limone (Citrus) attraverso un complesso processo con soluzione di ammoniaca, cloruro di calcio e acido solforico. Venne isolato la prima volta nel 1784 da Carl Wilhelm Scheele
      Attualmente lo si produce con un fungo transgenico (Aspergillus niger) in bioreattori ad ambiente di basso pH (acidulato) e scarsità di ferro,a tale scopo si utlizzano chelanti degli ioni ferro come l’EDTA. In questo modo il ciclo di krebs viene interrotto all’acido citrico il quale può essere estratto dalla cellula e purificato.

      ecco. io questa schifezza sicuramente non la uso, e se il ristoratore lo utilizza, penso che sia giusto che sia obbligato a comunicarlo

    6. Innanzitutto qui si sta parlando di cucine “pubbliche”. Se a casa tua mangi pane ed acqua gli addittivi son veramente pochini. Il sale l’hai detto tu. E poi ci metti l’olio e poi il formaggio e poi che altro nella tua zuppa o minestra? Ma ti sei mangiato anche il lievito del pane e non te ne sei accorto?
      E il brodo con che l’hai fatto? Coi calzini sporchi o il cavallo dei pantaloni come ha detto qualcuno? Scherso neh!
      La questione di fondo è che hanno cercato di identificare la parola ADDITTIVO con la parola DANNOSO. Gli addittivi dannosi sono dannosi e quelli innocui tali restano. Fai mente locale e vedi quanti addittivi ti becchi senza saperlo o volerlo.
      Di alcuni non se ne può fare a meno. Il guaio è che la viceministra o quel cappero che è, ha detto che non è come nell’industria, dove son controllati ed usati in piccolequantità. E qui mi scappa da ridere.Non so perchè mi viene in mente il vino al METANOLO, META’ VINO e META’ NOLO…. come si diceva all’epoca, quando si mangiavano i gatti tranquillamente.
      Ciao
      LAMAX61°

    7. in tutto quello che hai scritto hai nominato solo brodo e pane.
      allora, io il brodo lo faccio con le verdure o con gli scarti del pesce, viene buonissimo e saporito, se tu utilizzi il dado continua pure a farlo, non mi fai certo invidia.
      per il pane ok (a parte che si può trovare anche pane con lievito madre (altamura) o con lievito di birra), ma la differenza sta nel fatto che nel mio panificio sotto casa, per ogni tipo di pane c’è la lista ingredienti appesa, con lieviti utilizzati e tutto quanto. in pratica la stessa identica cosa che si chiede di fare ai ristoratori, nulla di piu’.

      in ogni caso il pane non lo “cucino” io, quindi la tua frase “Basta cercare di cucinarsi qualcosa per capire che, volente o nolente, gli addittivi entrano in cucina in pompa magna” continua secondo me a non avere senso visto che io cucino tutti i giorni e nella mia cucina non è che gli additivi non entrano in pompa magna, ma non ci entrano proprio.

    8. Facci un bell’elenco di quello che non usi e sei a cavallo. Poi dopo vediamo cosa riesci a cucinarti. Burro l’hai bandito o te lo produce il lattaio che sta dietro l’angolo ed espone cartello con tutti ecc.ecc…..ecc.ecc. Non esci a pranzo o cena e non vado oltre……caro fratello San Francesco.
      Sto schersando, ma solo con il San Francesco, per il resto trovo inutile la discussione partendo dai tuoi presupposti.
      Ciao
      LAMAX61°

      P.S. se per variare la tua alimentazione decidessi di optare per un pollo, un pesce, una carne bovina….beh….hai capito no?

    9. @giulio: non ho detto questo, ho detto che il succo di limone non è acido citrico, ma l’acido citrico è contenuto nel succo di limone in una piccola percentuale, intorno al 5%. per cui, se ho bisogno di un limone, compro un limone, non ho mai comprato acido citrico e per questo ti ho chiesto di farmi un esempio per cui dovrei per forza comprarlo e usarlo. ma come vedo, per ora, nessun esempio pratico…

      @lamax61: ma cosa stai blaterando?
      il burro sinceramente non lo mangio (come tutti i latticini, ma saranno anche un pò cazzi miei) ed esco a pranzo e a cena regolarmente, senza problemi.
      l’elenco di ciò che non utilizzo? eccolo: gli additivi. e cucino tutto, pasta riso carne pesce zuppe minestre ecc…non ti devi preoccupare, tranquillo.

      sei tu che piuttosto fai dichiarazioni tipo “non si può cucinare senza additivi” e adesso non sai portare un solo singolo esempio in cu gli additivi debbano per forza essere utilizzati. per cui stai tranquillo, o fai un esempio, o stai parlando del nulla.

    10. @gianluca

      ad esempio nelle gelatine di frutta citate da Lisa più in basso.

      o in tutte le situazioni in cui possa essere utile acidificare, ma senza per forza dare il gusto di limone…

      ma non vedo perché dovresti farlo per forza: siamo in un Paese libero, almeno fino alla prossima ordinanza, e tu puoi tranquillamente decidere di e cosa mangiare o meno a tuo piacimento

      g.

    11. @giulo:

      bravissimo, hai capito perfettamente. ognuno deve perfettamente decidere cosa mangiare o meno, a suo piacimento.
      per cui, se i ristoratori vengono obbligati a comunicarlo, tu puoi decidere cosa mangiare, ma se non te lo comunicano non puoi più decidere, ma devi mangiare passivamente ciò che hanno deciso loro di utilizzare, ed è questo che non è giusto, ed è questo su cui si basa l’ordinanza (che come spiegato da tomacelli e da altri, legalmente è nulla perchè inattuabile, questo lo riscrivo per massimo d’alma)

    12. @Gianluca.
      Allora prova ad ottenere lo stesso risultato OTTIMALE (diciamo con un dessert o una salsa?) impiegando La farina, quella di carrube, la maizena, la colla di pesce o l’agar agar ecc.ecc. Son tutti addittivi naturali.
      Cuntent? Questo era il concetto di fondo. Ma siccome tu li reputi dannosi non li userai sicuramente. E adesso blatera da solo.Se ti piace fare l’originale…….fai pure. Ti saluto
      LAMAX61°

    13. non utilizzo niente dei prodotti da tè citati e mangio e cucino tutti i giorni e sto benissimo.
      non mi interessa blaterare da solo o fare l’originale, semai noto che continui ad attaccare la persona (ossia me) perchè non hai argomentazioni valide per sostenere la tua tesi secondo la quale per cucinare bisogna utilizzare additivi in pompa magna, che io continuo a ritenere senza senso, ma visto la tua insistenza, la reputo anche una delle più grosse cazzate mai scritte su un forum di cucina.

    14. @Gianluca
      Ma tu stai veramente farneticando. Io attaccare la tua persona?
      Piuttosto rispondi a quello che ti ho chiesto e che tu mi avevi richiesto a tua volta e che ti sei guardato bene dal prendere in considerazione.
      Prova (a titolo di esmpio spiccio) a fare un semplice budino senza impiegare uno degli addittivi che t’ho menzionato, se ci riesci.Un budino, non uno squacquerone al cioccolato.
      Mi risponderai ancora che i budini non li mangi? Nella tua alimentazione sei liberissimo di fare entrare quello che vuoi,anche se non credo a mezza parola di quel che hai detto. Al ristorante ed in altre cucine, dove non c’è terrore per il “nulla” e ci si comporta in modo razionale (non come Striscia) si cucina e si cerca di ottenere i risultati migliori attraverso l’uso delle materie prime ed degli addittivi più consoni. Le cazzate in campo gastronomico te le tieni per te e se certe cose non le conosci sono solo affari tuoi.
      LAMAX61°

    15. se non credi a mezza parola di cosa dico, cosa parliamo a fare?
      non mangio nè “cucino” budini, pensa un pò e sono ancora vivo.
      secondo me sei talmente assuefatto dagli additivi che non immagini neanche che si possa mangiare normalmente senza, e anzi, meglio. comunque io mangio anche additivi, quando mi va, mangio anche porcherie, quando mi va, ma devo essere io a decidere se e quando, mica il ristoratore a sorpresa, quando vuole lui

    16. @ Gianluca
      E’ mia abitudine rileggere tutti gli interventi della discussione per vedere se sbaglio o meno.
      Mi spiace doverti far notare che nei tuoi interventi insisti nell’affermare che io sostengo la teroria del “senza addittivi non si può cucinare”. Rileggiti bene il mio primo intervento.
      Ho detto una cosa assai diversa.
      Se ti cimenti in cucina ti accorgi subito che,volente o nolente, gli addittivi vi entrano in pompa magna. Cosa che ti riconfermo. Ciò non significa non volere una regolamentazione, cosa che, tu stesso, non riconosci a questa ordinanza fasulla.
      LAMAX61°

    17. @ Gianluca
      Non ti pare di allargarti un po’ troppo? Devo dirti che certi addittivi a te farebbero bene e ti scongiurerebbero l’occlusione delle arterie(lecitina) con relativo beneficio?
      Un minimo di serietà e di onestà intelletuale!
      Il mio precedente post è partito in simultanea al tuo che ho letto subito dopo.
      LAMAX61°

    18. scusa forse parliamo due lingue diverse.
      tu mi devi spiegare, in italiano, cosa cambia tra affermare che (riporto le tue esatte parole):

      “senza additivi non si può cucinare”

      e affermare che:

      “Se ti cimenti in cucina ti accorgi subito che,volente o nolente, gli addittivi vi entrano in pompa magna”

      cioè neghi di aver detto che “senza additivi non si può cucinare”, ma subito dopo affermi che appena vuoi cucinare, volente o nolente, quindi passivamente, contro la tua volontà, senza che tu possa opporti, che ti piaccia o no, gli additivi entrano nella tua cucina (non si capisce da dove arrivano) addirittura in pompa magna, quasi cascassero involontariamente dal cielo.
      e questa teoria visionaria, tutta tua e personale, che comunque momentaneamente prendiamo per buona, non lascia altra soluzione al povero cuoco che utilizzare, contro la sua volontà (“nolente”, le tue stesse parole), questa valanga di additivi che piove dal cielo, a dimostrazione del fatto che “senza additivi, non si può cucinare”, ossia a dimostrazione del fatto dell’esatto contrario di ciò per cui mi accusi, ossia di aver riportato (sintetizzato) in modo “assai diverso” lo stesso identico concetto da te espresso.

      forse non ti rendi conto di quello che hai scritto…..o volevi dire altro e ti sei espresso male….

    19. Allora vediamo di essere precisi.
      Tu, io, a casa, se cuciniamo la zuppa,la minestra possiamo circoscrivere a poche cose l’impiego di addittivi.Dado,sale,burro se ci piacciono.
      Se però tu vuoi andare oltre e fare degli sformatini di verdure, degli aspic, delle gelatine, dei budini di verdura, delle terrine ecc.ecc. Allora non hai scampo. Nella tua cucina entrano in pompa magna gli addittivi. I pompa magna non significa 80% di addittivi e 20% di altro. Vuol dire che le preparazioni che richiedono una consistenza particolare, necessitano degli addittivi. Fai la prova con la gelatina di porcopesce e fai la stessa prova con l’AGARAGAR. Il risultato, dovresti saperlo, è decisamente diverso.
      RISTORATORI: beh, qui si apre un discorso talmente vasto che non finiremmo più. Da ZIA CAROLINA a FERRAN ADRIA’.
      Un solo esempio. Ho appena preparato una spuma di peperoni sifonata che mangio con una crema di peperoni fredda condita con gocce di bagna caoda. Unico addittivo è il CO2 che metto nel sifone per montare la crema di peperoni in cui ho disperso 1 gr. di agaragar in 150gr. di polpa di peperoni frullata e setacciata.
      Forse a te non piacerà, ma se mangi una merendina o le patatine o il salame ti becchi molto di più. E il discorso vale anche per quel che tu acquisti e non sai come è fatto-colorato-addensato e conservato. Non lo puoi sapere certo dall’etichetta. Ti fidi, come ti devi fidare al ristorante.
      Normativa seria che permetta a chi fa questo lavoro di non correre dietro all’impossibile, perchè se devi scrivere tutto sul menu mi sa che occorrerà prevederlo in formato Treccani.
      Ciao e sia finita sta menata!
      LAMAX61°

    20. ok, però volevi farti notare che il tuo approccio alla cucina è completamente diverso dal mio.
      io ripeto, non è che limito l’utilizzo di additivi, ma non ne utilizzo proprio, a parte il sale (marino e grezzo).
      a me piace esaltare il sapore semplice delle materie prime lasciandole più o meno nelle loro consistenze, non faccio quasi mai pappette, gelatine, budini, spume, creme, ecc…..per cui non necessito di nessun additivo, ed è per questo che la tua affermazione è risultata per me assolutamente non vera, tutto qui.

    21. per le minestre “cremose” lesso le verdure e le frullo. per il sapore sedano, carota, cipolla, il tris che non sbaglia mai !!

      per un pesto emulsiono olio, pinoli, basilico, sale. (non mangio formaggio).

      per un purè uso solo patate (e il loro amido) e olio.

      cioè anche per molte “pappette” (non è dispregiativo, è inteso come cibi che non si masticano) non è necessario utilizzare additivi.

    22. Nemmeno io faccio esclusivamente pappette, spume e schiume e appena posso non utilizzo nemmeno la lecitina o la maizena per addensare, ma a volte è indispensabile se vuoi ottenere il giusto risultato. E poi scusa, prima proviamo che maizena, agar agar ecc.ecc. siano dannosi no!Se apportano giusto valore e non provocano disturbi da allergia, why not? Senza loro, il gelato non lo faresti più, il cioccolato sarebbe un’altra cosa. Tu hai scelto una cucina tua che, credo, non corrisponda a quella della maggior parte delle persone.E chi te lo impedisce?
      Ti becchi gli addittivi che ci sono nei pesci allevati, nei polli anche quellipseudoruspanti,perchè il mangime non sai come è composto, la carne ecc.ecc. Non capisco cosa ci vedi di così fuori dalla realtà.
      Saluti.
      LAMAX61°

    23. Gianluca, tu parli di pesto e già fai una cosa diversa.
      Anch’io se faccio una crema di zucca non ci metto altro che zucca e brodo(di pollo se ce l’ho se no uso quello di dado).
      Prova invece a fare un budino di verdure frullando tutte le verdure e cerca di farlo stare insieme, se ci riesci, senza gli addittivi che ben conosciamo. Non fai queste preparazioni perchè non ti piacciono o perchè le reputi dannose o sei allergico?
      Il resto del mondo prepara e mangia queste preparazioni e le apprezza. Non son dannose.
      Il pesto senza formaggio non esiste. Senz’aglio, ancora ancora, ma senza formaggio è proprio la negazione del pesto. Se poi per pesto vuoi far passare tutto quello che pesti al mortaio o macini al cutter, allora non ci comprenderemo mai.
      Pensa allo sterminato mondo della pasticceria e dei dolci e t’accorgi dell’importanza degli addittivi. Siamo sempre al solito punto: sono dannosi? Quali lo sono veramente?
      Saluti
      LAMAX61°

    24. non parlo di allevamenti, mangini, pesticidi, ogm, biologico, ecc… è un altro discorso.
      il mondo è inquinato, ma qualcosa bisogna pur mangiare.
      qui si parla di aggiunta di additivi da parte del cuoco/chef in cucina, di sua spontanea volontà, per “esaltare” sapori ed ottenere particolari consistenze. per il mio tipo di cucina non necessito di farlo, tutto qui.
      non credo di aver scelto una cucina particolare o personale, cucino e mangio tantissimi piatti classici, pasta, riso, minestre, zuppe, pesci, crostacei, arrosti, ecc….
      il fatto che culturalmente siamo abituati ad utilizzare gli additivi per fare quasi tutto non significa che sia realmente necessario utilizzarli. per il dado vegetale per esempio, basta prendere una cipolla due carote e due rami di sedano e viene un brodo vegetale sicuramente più buono di qualsiasi dado vegetale. ma per molto c’è solo il dado, come fai a fare il brodo senza il dado? sono stati abituati così dalla nascita e useranno il dado fino alla morte…. (questo è solo un esempio come ce ne sono molti altri)

    25. Guarda, se non servono non si usano. Se servono non puoi farne a meno!Dipende dalla cucina che vuoi praticare. Gli insaporitori son tutti a base di sale.Quindi, come dice a ragione Adrià nella I° puntata di fornelli polemici, non dovresti usare nemmeno il sale, secondo la tua logica. Anch’io ho provato a fare il dado casalingo ma non conviene. Bisognerebbe sapere quali sono gli ingredienti. Quelli scritti sulla confezione? Boh!
      Saluti
      LAMAX61°

    26. lamax: rispondo al secondo intervento.

      vabbè non chiamarlo pesto, sicuramente non è il classico genovese, in ogni caso viene ugualmente cremoso. se devi fare una pasta pesto e gamberi comunque, non so quanto ti possa piacere l’abbinamento formaggio-gambero. a me non piace proprio.

      il budino di verdure non lo faccio, non ne sento la mancanza, in ogni modo mi inventerei qualcosa, le patate aiuterebbero molto……comunque se mangio verdure, l’ultima cosa che mi viene in mente è di addensarle a budino (in questo la nostra concezione di cucina è piuttosto diversa).

      per il discorso dolci, come ho scritto sopra, entriamo in un mondo a parte, su cui dovremmo fare un discorso completamente diverso.

      io non mangio additivi perchè preferisco i sapori puri. non mangio latticini perchè non li digerisco.

    27. io non m’accntento di mangiare solo verdura bollita o cotta al vapore condita con olio poco sale ecc.
      Dai un’immagine di una verdura addensata che non corrisponde al vero. 300 grammi di misto di cui pomodoro 150 gr -sedano, carote, cipolla, aglio, , peperone in parti uguali, pizzico di peperoncino . Appena appena sudati in poco olio. Frullato, con aggiunta 3 GR. DI AGAR AGAR- PORTATO A 8O° PER 3-4 MINUTI. Aggiungi filo di olio crudo, sale e pepe.
      Metti in stampini di alluminio unti e poi riponi in frigorifero. Dopo 2 ore prova a mangiarne uno accompagnando con una salsa citronette o con emulsione di olio al basilico e limone. Nei mesi estivi è una goduria. Di proposito non frullo in maniera totale ma lascio che si sentano bene le verdure distinte. Cosa vuoi dirmi che ti senti intossicato per 3 gr. di farina di alghe essiccate(naturale 100%). Una volta le salse le tiravano nappanti con la farina ma erano una cosa vischiosa. Se addensi con una punta di lecitina t’accorgi della differenza.Lecitina di soja. Non so più come spiegartelo. Se poi ci sei contro per convinzione, ahimè nulla posso.
      LAMAX61°

  2. io ho perso il filo di discorso.
    prima vi arrabbiate tanto perchè è assurdo e imnpossibile vietare l’utilizzo di additivi.
    adesso esce l’ordinanza e la criticate perchè “non c’è nessun divieto nell’ordinanza, solo l’obbligo per i ristoratori di informare i clienti.”
    non si capisce bene cosa criticate e cosa vorreste.
    secondo me invece, a conti fatti, è un’ottima ordinanza: si obbliga il ristoratore ad informare i clienti. è quello che ho sempre pensato e sinceramente non capisco come si possa criticare una decisione del genere.

    1. Se permetti, quando la brillantissima Sottosegretario va in televisione e dice che da ora in poi sarà vietato utilizzare gli additivi, io mi aspetto di leggere l’emanazione di un divieto.
      Questa invece è una direttiva che più che vietare ribadisce un permesso. Permesso vincolato dal fornire informazioni.
      Senza pene, senza ammende, senza regolamenti, senza spiegare come questa informazione vada data.
      In poche parole il nulla.
      .
      Ma al nulla di questi pseudo governanti molti di noi sono abituati, tanto da non arrivare a capire la differenza abissale che intercorre fra “è vietato utilizzare…” ed “è permesso utilizzare…. basta che informiate”
      .
      Ciao

    2. se questa ordinanza fosse il nulla, non si sarebbero scritti centinaia di interventi a riguardo.
      concordo sul fatto che la presentazione in diretta a striscia sia stata una buffonata, concordo anche sul fatto che probabilmente non verrà mai applicata (come succede per altre mille ordinanze in italia) ma continuo a dissentire sul fatto che il concetto su cui si basa l’ordinanza sia sbagliato: informare i clienti su ciò che si utilizza in cucina.
      mi sembra un concetto semplice e sacrosanto, a cui il cibo industriale ci ha già abituato da decenni.
      ora che i ristoranti hanno iniziato a “giocare” con gli stessi additivi utilizzati dall’industria, è giusto che come l’industria siano obbligati a comunicare ciò che utilizzano.
      continuo a non capire lo scalpore da parte di questo sito per un concetto così elementare.

    3. Forse perchè un ordinanza che si rispetti dovrebbe contenere una lista precisa di additivi sui quali si deve informare il cliente e il modo in cui si deve informare(nel menù, con una tabella afiissa etc..) e non un generico concetto.
      E’ questo che dovrebbe distinguere un governante da un filosofo. 🙂

    4. ma su questo sono perfettamente d’accordo con te.
      tuttavia, come è ormai chiaro, qui non si sta criticando solo quello che dici tu, ma anche il concetto che sta alla base dell’ordinanza, che viene fatto passare per assurdo, quando così non è.

    5. senti probabilmente a “giocare” con “queste sostanze” sei tu a casa tua… magari chi le usa nel proprio ristorante è un professionista e sa cosa fare? questo dubbio non ti sfiora? questo tuo ultimo commento è decisamente fuori luogo e offensivo. Mi pare che fino ad ora la discussione su questo tema, anche se con toni accesi, è stata civile perché passare agli insulti?

    6. ma chi ha insultato chi e cosa?
      “giocare” secondo te è un insulto? forse hai qualche problema con l’italiano…..

      non sto mettendo in discussione la professionalità di “non si capisce chi” (visto che gli chef, fino a prova contraria, non sono delle divinità, per cui tra loro, come succede in tutte le categorie sociali, ci saranno persone competenti e persone poco competenti), sto solo dicendo che informare il cliente è un diritto sacrosanto, che l’industria alimentare utilizza già da qualche decina di anni, per esempio.
      ma leggendo quello che dite voi, anche al supermercato, gli ingredienti sui prodotti non dovrebbero servire a niente. bisognerebbe credere ciecamente alla marca che si acquista, un pò come una religione. bha’….

    7. ti posso assicurare che non ho problemi con l’italiano. Anzi. So decodificare benissimo l’uso di un verbo messo la per provocare. Riconosco di essere caduto nel tranello. Pardon.

    8. Su questo siamo d’accordo.
      .
      Però da un Sottosegretario o Viceministro che dir si voglia mi aspetto che mantenga nei fatti quello che afferma perentoriamente a parole in televisione.
      La brillantissima Martini ha ripetutamente affermato che avrebbe vietato l’uso degli additivi. Questo uso, dopo la circolare pubblicata, è ancora permesso.
      Sarebbe permesso anche se la circolare venisse pienamente applicata, perchè la circolare NON VIETA niente ma PERMETTE a condizione di fornire una generica corretta informazione ai consumatori.
      A mio modo di vedere la brillantissima Martini non ha mantenuto l’impegno preso pubblicamente.
      .
      Ciao

    9. ripeto, sul fatto che la brillantissima Martini sia andata in tv a fare la paraculo, sono perfettamente d’accordo.
      come sono d’acordo su tutte le critiche fatte a striscia riguardo la superficialità e il populismo con cui ha trattato l’argomento.
      ma su questo forum non si critica solo questo, si critica il concetto che sta alla base del provvedimento: si ritiene che informare i clienti sugli additivi utilizzati sia una stronzata. è questo che secondo me è sbagliato.

    10. Forse non è chiaro. C’è un pazzo scatenato che va in giro terrorizzando i ristoratori con un divieto che non esiste e che noi abbiamo criticato duramente da un bel pezzo. Forse ti sei perso le ultime venti o trenta puntate della nostra battaglia contro Striscia la notizia! 🙂

    11. Io critico la decisione di fare una ordinanza, di spendere soldi e tempo (pubblici) sotto suggerimento di un programma di intrattenimento e non dopo un ragionamento strutturato delle istituzioni magari dopo un confronto con gli operatori, i lavoratori e i formatori del settore.
      A noi operatori del settore ci piacerebbe molto essere “normati” da persone che sanno di cosa parlano. Ci piacerebbe avere un quadro legislativo chiaro, un modello HCCP veramente efficace, una normativa fiscale accettabile, un sistema formativo decente, un pubblico che capisce la differenza tra formaggio per pizza e mozzarella e molto altro.
      Questa ordinanza contribuisce a complicare un mondo di norme già poco chiare, inutili e inapplicabili. Va benissimo informare i clienti ma ti sembra che questo aborto legislativo possa aiutare? o è l’ennesimo pezzo di carta straccia utile a complicare le cose. Cosa significa informare? quali sono gli additivi da dichiarare? il lievito della torta? la colla di pesce della bavarese? l’amido di mais della crema? la vaniglina? Posso usare la macchina del sottovuoto che crea atmosfera modificata?
      Il mondo della ristorazione moderna (che si faccia cucina di ricerca o classica) non ha bisogno di altri divieti ma di tanta formazione. Vietare è facile formare no.

    12. Una cosa è informare i clienti e un’altra è vietare l’uso così, a prescindere, sull’onda irrazionale di convinzioni che qualcuno ha voluto far passare come Vangelo.
      Inutile ritornarci sopra. Chi sta con i piedi per terra ha capit benissimo.
      LAMAX61°

    13. forse sei tu che non hai capito ancora, eppure tomacelli l’ha spiegato bene.
      l’ordinanza non vieta nulla, obbliga solo ad informare.
      quindi che senso ha quello che hai scritto?

    14. Guarda che la cosa è nata con l’intento di vietare perchè dannoso ed è approdata ad un nulla di fatto. Tutto come prima. Sotto il vestito niente. Uno sparo a salve.
      I ristoratori seri non avranno certo difficoltà a dichiarare che usano AGAR AGAR-LECITINA ecc.ecc. ma questo è un altro problema, venuto dopo, quando i deficienti di striscia si son resi conto che della bestialità che avevano iniziato. E te lo dico da NON AMANTE della cucina molecolare.
      LAMAX61°

      p.s. sarebbe meglio se si decidessero a far stampigliare le etichette ingredienti, in modo chiaro e leggibile e non come dei contratti assicurativi o bancari.

  3. Sarà un po’ come le liste trasparenza in banca: ti fanno firmare una ventina di fogli così possono mettertelo nel sifone oltretutto col tuo benestare.

    Alla fine chi lavora bene si troverà a dover compilare inutili liste, chi ci fotte dandoci la fuffa, continuerà a farlo certificandosi come ottimo.

    Non capisco come si possa pensare che questa cialtronata sia anche una cosa “utile”

    1. vabè ma se ragioni così allora non dovrebbero neanche esistere le leggi, tanto ci sarà sempre qualcuno che le evade, quindi che utilità possono avere?
      è chiaro che i disonesti ci saranno sempre, ma la legge deve comunque prevedere dei limiti.

    2. Esiste una notevole differenza pratica tra legge e burocrazia
      Vuoi un esempio concreto? Le stragi del sabato sera si evitano facendo controlli a tappeto, non abbassando su un foglio il tasso alcolemico.
      Ma del resto questo è ormai il paese degli annunci televisivi.
      Peccato che non basti cambiare canale per cambiare Paese. Ma è un primo passo.

    3. quindi cosa vorresti?
      ispettori che fanno controlli a tappeto, ripetutamente e quotidianamente, in tutte le cucine pubbliche?
      per me che sono cliente….può solo andare bene….se i cuochi preferiscono così, ma dubito sai….
      in ogni caso, per fare controlli, ci vuole prima un’ordinanza che stabilisca cosa deve essere controllato.
      per cui se questa ordinanza da sola probabilmente non servirà a nulla, comunque è sempre un primo passo nella direzione giusta, non certo in quella sbagliata….

    4. Io vorrei solo non rivedere quello che ho mangiato tutta notte, vorrei non mangiare cibi scaduti o contaminati, vorrei che le norme igieniche elementari fossere sempre rispettate
      Comunque se ti senti più garantito così, non sarò certo io a toglierti questa convinzione 😉

  4. Sono un po’ de coccio, aiutatemi a capire, io da oggi devo dichiarare che nella bavarese c’è l’agar agar e qui ci siamo, allo stesso modo qualcun altro dovrà dichiarare che in una preparazione presentata come “alla vaniglia” ci ha messo la vanillina, giusto? Che il fumetto di pesce è fatto con la polvere knorr dal piacevole odore di cibo per i pesci rossi oppure che la sfoglia al burro contiene invece “aroma burro”, è corretto? Se è così, si ride oh se si ride! 🙂

    1. eh si, ci sarà proprio da ridere, soprattutto quando la gente capirà quanto viene presa per il culo a spendere soldi al ristorante per mangiare la polvere knorr…

    2. Perchè tu pensi davvero che qualcuno scriverà che invece delle costose bacche mette la vanillina? Io non ho nessuna difficoltà ad ammettere che nelle gelatine alla frutta ci metto la pectina e l’acido citrico.
      Riflettevo su una cosa: il pubblico dei “telegonzi” (cit. :)) ha più familiarità con la vanillina paneangeli e con la knorr che con la pectina NH o con le bacche di vaniglia. Mi è capitato che i semini della povera bacca siano stati scambiati per POLVERE, sì polvere nera! Perchè è noto a tutti che la vaniglia è BIANCA 🙁

    3. ma chi se ne frega dei telegonzi.
      se il ristoratore scriverà o no veramente ciò che utilizza, dipenderà dall’onestà della persona e dalla frequenza dei controlli. oppure basterà avere come cliente un allergico da rimborsare a suon di soldoni, per esempio. perchè finchè non si comunica niente a nessuno, la persona allergica verrà spontaneamente a chiedere tutto. se invece si obbliga a comunicare tutto, l’allergico si accontenterà di leggere gli ingredienti per sentirsi sicuro, e se poi starà male, probabilmente il ristorante avrà dei problemi legali….

    4. Preferisco che la persona allergica continui a chiedere tutto per maggior sicurezza. A tal proposito il modello migliore è quello utilizzato dall’associazione dei celiaci. Nel loro prontuario c’è una lista di prodotti, sia dedicati al problema, sia industriali che vengono preparati in ambienti sterili. I prodotti fuori dall’elenco, anche quando non contengono glutine, non possono essere utilizzati perché non sono garantiti da contaminazioni. Questo è un regolamento chiaro utile sia per il ristoratore che per il cliente. Possiamo dire la stessa cosa i questa ordinanza?

    5. La persona allergica DEVE comunicarlo prima, al momento dell’ordinazione. Ti faccio un esempio: gli scialatielli, quelli che faccio io contengono latte e Moliterno nell’impasto, se un allergico ai latticini ordina il piatto SENZA comunicare nulla al cameriere e si sente male…affari suoi. Se sai di avere un’allergia sei tenuto ad avvertire prima la cucina.

    6. Lisa: assolutamente d’accordo.

      il mio ragionamento andava oltre nel tempo, ossia mi immagino un ipotetico futuro in cui i ristoratori siano obbligati a scrivere tutto. se tu fai li scialatielli e in carta scrivi “ingredienti: farina di semola, acqua.” una persona allergica ai latticini te li ordinerà probabilmente senza più chiederti nulla, perchè tu tramite il menu lo hai già informato che non contengono latte.

      mentre adesso, che non si sa mai niente di niente, è chiaro che l’allergico prima di fare qualsiasi ordine deve comunicare il suo problema e chiedere tutto. è ovvio che questo sia a carico suo e non del ristoratore che non lo può sapere.

    7. No, non sono d’accordo. Un persona allergica DEVE comunque comunicarlo. Nelle cucine la contaminazione tra alimenti può essere frequente. Se sai che in sala c’è una persona con un determinato problema aumenti il livello di guardia per preservarne la salute.

    8. si luca, sono d’accordissimo.
      ma qui si sta parlando, per semplificare, di allergie.
      in realtà le allergie sono cose a volte gravissime (si può anche morire nel giro di pochi minuti) ed è chiaro che chi soffre di questo tipo di allergie difficilmente andrà al ristorante, o se ci va andarà solo se conosce vita morte e miracoli dello chef, ecc….proprio perchè come dici tu, il rischio di contaminazione tra gli alimenti è elevatissimo, basta anche una padella non lavata perfettamente, tanto per fare un esempio.
      ma al di là degli allergici, ci sono parecchi intolleranti, che solitamente hanno problemi solo quando mangiano direttamente e almeno una certa quantità di quel prodotto.
      oltre a questi abbiamo anche tutti quelli che non gradiscono piuttosto che non digeriscono determinate cose, e preferiscano non mangiarle.
      poi ci sono quelli che non mangiano altre cose per motivi religiosi o etici, tipo vegetariani, vegani, piuttosto che mussulmani, ecc….
      insomma ognuno ha la sua alimentazione e deve essere libero di scegliere cosa mangiare, e in un locale pubblico questa libertà di scelta può essere tutelata solo da una trasparente ed obbligata comunicazione verso il cliente.

    9. Si, la libertà di scelta e la trasparenza sono sacrosante. Considera che l’organizzazione della cucina di un ristorante è complessa ed è praticamente impossibile accontentare tutti sul momento per questo. Come regolarsi con una allergia all’olio extravergine di oliva, la base di tutti i sughi? i nostri clienti che hanno problemi di allergie prenotano in anticipo chiedendo un menù particolare o di cucinare alcuni piatti senza un certo ingrediente. Non pensi che questo sistema sia più efficiente di una lista ingredienti non verificabile? La base resta sempre la fiducia.

    10. massì, anche così.
      l’importante è che in qualche modo l’informazione arrivi al cliente, a me basterebbe anche a voce, però spesso i camerieri non sono formati/preparati per rispondere.
      quando nei piccoli ristoranti riesci a parlare direttamente con il cuoco (magari anche perchè lo conosci) per me è il massimo.
      è chiaro che tutto si basa sulla fiducia, se il cuoco volesse avvelenarti, potrebbe farlo tranquillamente, anche se ti pubblica la lista degli ingredienti !!

  5. Scusate, sono con il cellulare quindi mi viene più difficile leggere con calma e volevo chiedere è previsto in regolamento di attuazione? Io vedo solo 2 articoli e 6 commi al link. Quali sono le dosi massime? E all’arte 2 si prevede di fatto una sorta di inversione dell’onere della prova? (fino ad ora se veniva una reazione allergica quale era la responsabilità del ristoratore che non era stato avvertito dell’intolleranza e non il contrario?)
    Ci vorrebbe sempre l’interpretazione autentica….

    1. Vincè ma ti sei impazzito? 🙂 Ma di quale regolamento di attuazione parli? E poi a che servirebbe, ad “attuare” l’aria fritta? Quello che vedi è vergognosamente tutto quello che c’è, ad uso e consumo delle prossime uscite di Laudadio. È solo un pretesto per poter accostare le parole “divieto” e “additivi”. Per il resto siamo nelle mani di dio…

    2. Davanti a uno schermo più grande finalmente leggo per lungo questa ordinanza. Sarà l’ora tarda, o l’impazzimento :-), ma non ho capito il NULLA assoluto. Solo il comma delle sostanze allergeni potrebbe avere un senso per la correttezza di informazione al cliente. Ma chi cavolo non chiede al ristorante scusate ci sono le mandorle se è allergico alle mandorle. Bah (comunque vorrei capire come attueranno le prescrizioni gli organi di controllo competenti – fate attenzione agli accendini…)

  6. Anni fa’ durante un corso sui controlli comunitari accompagnai un revisore in una nascente Spa in centro Italia. Ci mostrarono i locali, tra cui anche le cucine, moderne non c’è che dire…ma con una grande scorta di un noto marchio industriale di “fondo bruno”, “fumetto di pesce”…naturalmente con additivicolorantiantiossidantiesaltatoridellasapidità tutti “professionalmente” controllati.
    Invece il ristoratore che al fumetto di pesce fresco aggiunge 4 gr. di agar agar mi deve avvisare (“mi firma il consenso informato per mangiare?”). Ma via….

    1. per quale motivo logico non ti dovrebbe avvisare, se non per comodità del ristoratore, a discapito del cliente?
      nella spa in cui sei stato, guarda caso, hai trovato i prodotti con tutta la loro lista di ingredienti, come è sacrosanto che sia

    2. Non capisco una cosa: a te interessa essere informato o interessa che i limiti massimi di utilizzo vengano rispettati?

      Se ti interessa il rispetto dei limiti l’ordinanza ti serve a poco, il superamento delle dosi nelle preparazioni viola norme già esistenti, o pensi che fino ad ora non fosse previsto da nessuna legge il divieto di superamento?

      Se ti interessa, come sembrava, essere informato sul contenuto indipendentemente dalla quantità, allora ha ragione Alexx, dovresti pretendere che qualunque ristoratore riporti anche gli additivi presenti nei prodotti, seppur industriali, che utilizza.
      Tipo la panna Hoplà (sponsor di Striscia?) o qualsiasi fondo presente sul mercato, o marmellate o…

    3. a me interessa essere informato solo sul contenuto, e se i ristoratori utilizzano prodotti confezionati e industriali, allora si, devono comunicare anche quello, è ovvio.

      in ogni caso, se devo andare al ristorante, cerco di orientarmi verso posti dove si mangiano cose fresche e non preparati industriali, ovviamente non posso averne la certezza…..
      (la panna al ristorante comunque è proprio una schifezza, va bene per le mense….)

    4. La panna non è una schifezza, QUELLA panna (?!) E’ una schifezza

    5. per il mio gusto è una schifezza, nel senso che mi fa proprio schifo mangiarla. a te piace, vedi? basta sapere se un cibo la contiene, e tu lo ordini, io ordino altro, e vissero tutti felici e contenti.

    6. Quindi non mangi nemmeno un gelato? Solo sorbetti? Uno choux alla panna ti fa schifo?

    7. Quindi mai fatta neanche una crème brulée!

    8. sinceramente quando parlo di cucina, parlo di antipasti, primi, secondi, ecc…….per i dolci andrebbe fatto un discorso a parte.
      la panna da cucina, quella salata che si usa per la pasta ecc.., a me fa schifo. va bene per le mense e i self-service.

  7. Nonostante migliaia di commenti a vari post vedo che c’è ancora chi non ha le idee chiare…
    Gianluca, basta per favore!
    Proprio la chimica non la vuoi leggere, non dico studiare, che nessuno te ne fa obbligo.
    E’ per le persone come te che vengono fuori “norme” del genere, dove i divieti sono temporali e le pene non indicate…
    Ma tu parli di lieviti e poi li neghi…Basta che tu legga la parola naturale per sentirti a posto con la coscienza, te l’ho già detto con i furbi in giro (e clienti come te) la ristorazione rischia di diventare come “l’industria delle merendine”, dove con le indicazioni di legge si contrabbanda per naturale quello che viene estratto in laboratorio, hai presente la dicitura “aromi naturali”??

    1. mi fa piacere che dopo mille interventi, il nostro caro Massimo D’Alma non ha ancora capito niente su ciò che penso.
      infatti io non ho mai parlato di chimica o di naturale, se non per rispondere ad assurde accuse da parte vostra.
      io ho sempre e solo sostenuto ciò che l’ordinanza sembra stabilire, ossia l’obbligo da parte dei ristoratori di informare il cliente sui prodotti utilizzati, così come è obbligo farlo per l’industria alimentare.
      nulla di più.

      poi purtroppo vedo che c’è sempre il massimo d’alma di turno pronto a puntare il dito contro di me, come se fossi la reincarnazione di laudadio (sui cui metodi mi sono espresso molto negativamente e in modo chiaro circa mille volte, ma forse ne serviranno altre mille prima che massimo d’alma potrà ricordarselo), come se fossi quello del tutto naturale e biologico, come se fossi un vegano o una razza strana. ci sarà sempre il massimo d’alma che ragiona per stereotipi, perchè o va bene mangiare additivi senza saperlo, oppure sei un ignorante come laudadio. non esistono le sfumature, le persone, i pensieri, esistono solo le categorie da etichettare e gli stereotipi, così è più facile ragionare, e stai a vedere che così, almeno apparentemente, può sembrare che anche massimo d’alma sia capace di ragionare.

      quindi, per sdrammatizzare e concludere, su una cosa siamo tutti d’accordo: gli additivi fanno miracoli, infatti anche massimo d’alma apparentemente sembra una persona che capisce quello che uno gli dice.

  8. Ci si perde troppo dietro ai dettagli. Agar e mica agar. Il punto fondamentale è che un programma televisivo ha costruito un caso sul niente, giocando sulle parole e sulle mezze notizie e questo ha fatto muovere delle autorità politiche.

    Non so voi, ma io temo sia indecente un Paese dove chi governa decide come muoversi sulle testicolate che sente in televisione.

    Ma invece, a quanto pare, la maggioranza vuole così.

    1. quoto, quoto e quoto. Magari striscia(viscida) la notizia si candida a diventare la quarta camera? come se porta a porta non fosse già abbastanza!

    2. non sono d’accordo. il caso non si basa sul niente, anzi.
      gli additivi si utilizzano, eccome.

      se la politica si svelgia solo dopo striscia, non è colpa di striscia, ma della politica.
      oltretutto qui si parla sempre male di striscia ma ci si dimentica di quanti servizi utili abbia fatto (per tutti) e di quanti cialtroni abbia fatto arrestare, a partire da wanna marchi.

    3. quoto pienamente gianluca. E’ un programma che ha la stima delle autorità e degli addetti ai lavori, perchè con i fatti e non con le chiacchiere, si è guadagnato nel corso degli anni.

    4. nessun sarcasmo, ma la stima degli addetti di quali lavori?

    5. Edili…con tutto il rispetto per i muratori 😉

    6. Si magari anche i muratori, visto che si è occupata in svariate occasioni della messa in sicurezza di numerosi cantieri edili.
      Però anche la magistratura ordinaria si è affidata moltissime volte alle inchieste di striscia dalle quali sono partiti processi disparati e anche delicati. Per esempio l’Italia è stato il primo paese al mondo, dove la magistratura ha previsto che l’esercito risarcisse i militari caduti in guerra a causa dell’utilizzo dell’uranio impoverito. Questa sentenza è stata la conseguenza ad una precedente inchiesta di Striscia.
      Addetti ai lavori sono anche quelli del CODACONS, che è la più importante associazione di tutela degli interessi dei consumatori, che ha collaborato in più di un’occasione alle inchieste contro i truffatori che ha smascherato Striscia negli anni.
      I giornalisti, intendo quelli seri dell’Unità, Repubblica, Corriere e altri autorevoli quotidiani, che riprendono puntualmente i servizi di questo programma, i fuori onda che hanno fatto tremare i governi (qualcuno tra voi ha mai sentito parlare del fuorionda Fini-Tulliani? Sono sicuro che non avete la minima idea di ciò che sto parlando)
      In realtà le vostre critiche dimostrano che voi non avete mai visto questo programma, se non l’inchiesta di Laudadio, che vi ha creato, e lo deduco dai continui articoli che pubblicate, un bel po’ di fastidio.
      Per il resto le vostre sono solo chiacchiere non avvalorate dai fatti.
      Ciao ciao

  9. seguo da sempre la battaglia di dissapore contro striscia la notizia, trasmissione che, se un tempo aveva qualche pregio, adesso procede con l’ascia e fa solo spettacolo per telegonzi. e parlo di vari argomenti, non solo della cucina molecolare.
    sono avvocato e so “leggere” una legge. l’ordinanza che correttamente avete riportato per esteso (a strumentalizzare qualche stralcio son buoni tutti, striscia in primis) è il nulla assoluto.
    sarei anche d’accordo sul “dovere di informare” della presenza di additivi nelle pietanze (più che altro perché vorrei sapere cosa c’è nel mio piatto quando mangio un primo al bar…le perle di campari e l’aria di prezzemolo, chissà perché, mi fanno meno paura), ma l’ordinanza in questione, come è già stato detto e come vorrei confermare, non dice quali siano gli additivi, quali siano le dosi che richiedono una previa informazione, quali siano le modalità dell’informazione medesima e, soprattutto, non prevede sanzioni per chi non adempia al dovere di informare.
    per spiegarmi meglio, sarebbe come se un articolo del codice della strada recitasse: “è fatto divieto di assumere troppe bevande alcooliche prima di mettersi alla guida”. punto.
    secondo voi avrebbe un senso?
    la questione delle sostanze gassose, poi, è fantastica…e non penso solo al metano e al gpl, ma anche all’anidride carbonica dei gassa-acqua, al butano dei cannelli per caramellare e al gas (quale sia ora mi sfugge) dei sifoni. ah e naturalmente vietati anche gli accendini! e mi riferisco solo ad una cucina di casa, la mia, dove questi strumenti sono presenti…immagino che in una cucina professionale ve ne siano altri che magari nemmeno posso immaginare.
    sempre per restare nella mia cucina, quella di un’appassionata che non sempre ha tanto tempo per cucinare, potete trovare il bicarbonato, il lievito chimico, la vanillina (ma ho anche le bacche! non pensate troppo male di me), dado in varie forme, amidi vari, colla di pesce, pectina e sicuramente altri additivi…
    ma fatemi il piacere!!!!! lasciate perdere striscia e la sua (finta) informazione-spettacolo

    1. finalmente un intervento sensato.
      “legalmente” l’ordinanza non ha senso, è il nulla assoluto, ok e su questo siamo d’accordo.

      il problema è che qui si critica il concetto su cui si basa l’ordinanza, per cui quando serena dice “sarei anche d’accordo sul “dovere di informare” della presenza di additivi nelle pietanze (più che altro perché vorrei sapere cosa c’è nel mio piatto quando mangio un primo al bar…” non fa altro che dire esattamente ciò che sto dicendo io, ma che qualcuno, come massimo d’alma, continua a far finta di non capire.

      riprendo questo punto fondamentale:
      “per spiegarmi meglio, sarebbe come se un articolo del codice della strada recitasse: “è fatto divieto di assumere troppe bevande alcooliche prima di mettersi alla guida”. punto.
      secondo voi avrebbe un senso?”

      ecco, sicuramente il provvedimento così non avrebbe senso, ma continuerebbe ad avere senso il fatto che mettersi alla guida dopo aver bevuto troppo è pericoloso. invece qui si critica il provvedimento della martini perchè inattuabile (e questo lo critico anch’io, assolutamente, hai capito massimo d’alma?) ma si critica anche il fatto che comunicare gli additivi ai clienti sia giusto.

      quindi, quello contro cui mi schiero, continuna ad essere questo, ossia che qualcuno continui a scrivere che comunicare gli additivi utilizzati sia sbagliato.
      non sto facendo una discussione scientifica su quanto siano dannosi gli additivi piuttosto che i prodotti “naturali”, non mi interessa, voglio solo sapere cosa viene utilizzato e scegliere cosa mangiare:

      ps: per massimo d’alma, se mi lasci la tua mail, te lo riscrivo, se vuoi ti faccio anche il filmato con i sottotitoli

    2. Il punto resta sempre quello. Cosa intendiamo per additivi? Quali additivi vanno comunicati? tutti a prescindere? soprassediamo su quelli più comuni? Gli additivi presenti nei prodotti acquistati vanno comunicati? Dove vanno indicati?

    3. è proprio questo che rende l’ordinanza legalmente nulla, o inattuabile, ed è per questo che è criticabile, e non per il principio assolutamente giusto su cui si basa, ossia la comunicazione verso il cliente.

    4. le buone intenzioni lastricano l’inferno e sono, come già detto sopra, pappa per i gonzi.
      Sei d’accordo?

    5. no, non necessariamente, dipende.

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