Perché l’ordinanza anti-additivi di Francesca Martini commissionata da Striscia la Notizia è un bluff per telegonzi
![]()
L’ordinanza del sottosegratario alla Salute Francesca Martini pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale è un miserabile bluff. Non contiene divieti, né mette al bando i cosiddetti “additivi chimici”. Non fatevi incantare quando Max Laudadobermann Laudadio, lo scagnozzo di Antonio Ricci, agiterà questo foglio di carta straccia sotto il naso di qualche milione di telegonzi a Striscia la Notizia. Prima di tutto perché Laudadio è un fottuto bugiardo. Quante volte ha ripetuto davanti alle telecamere “C’è l’ordinanza che vieta”? L’ultima volta lo ha fatto a Identità Golose, davanti al terrorizzato direttore artistico Paolo Marchi. Bene, anzi male. Perché il divieto non era affatto in vigore. Grazie a Dio esistono ancora leggi e garanzie in questo paese, il foglio firmato davanti alle telecamere era solo una farsa a uso e consumo di Striscia la Notizia. In realtà l’ordinanza è passata per la scure dei comitati di controllo, riducendosi a poco più di una burla. Per cui l’ordinanza ha effetto solo da oggi, cioè dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Ma vediamo cosa ordina il sottosegretario Martini al popolo dei ristoratori?

Sia chiaro una volta per tutte: non c’è nessun divieto nell’ordinanza, solo l’obbligo per i ristoratori di informare i clienti.
Nei due articoli (+ una decina di commi), un raffinato esercizio lessicale per dire tutto senza dire niente con carpiato e doppio avvitamento, si avvisa che “Chiunque operi nel settore della ristorazione deve assicurare la corretta informazione ai consumatori sull’aggiunta di additivi e di miscele di additivi nelle preparazioni alimentari dallo stesso effettuate.“.
La montagna ha partorito il topolino.
Ma il vero capolavoro è nelle prime righe dell’articolo uno, quello che con mossa prevedibile, Striscia rivendicherà come la sua vittoria personale. Leggete attentamente:
A chiunque operi nel settore della ristorazione e’ fatto divieto di detenere e di impiegare additivi e miscele di additivi alimentari per i quali la normativa vigente ha stabilito campi e dosi massime di impiego, fatto salvo l’impiego di edulcoranti, a condizione che sia garantita la corretta informazione.
Se siete riusciti a districarvi tra i giochi di parole, dovreste aver capito che l’obiettivo era inserire a tutti i costi la parola magica d-i-v-i-e-t-o. “È fatto divieto a condizione che”. Salvo smentire tutto due righe dopo. In realtà, da oggi i ristoratori hanno semplicemente l’obbligo di informare i clienti dell’impiego di additivi. Sì, ma come farlo? L’illuminato sottosegretario leghista Francesca Martini non ce lo fa sapere. A voce? Nel menù, oppure con apposita tabella esposta? Chilosà, nelle dieci righe non c’è scritto nulla. E le pene per i trasgressori? Boh! L’ordinanza non dice, forse basterà un buffetto sulla guancia.
Ma se questo non vi basta, se volete la prova provata che tutto questo sbattersi del sottosegretario contro l’uso degli additivi era solo telecampagna elettorale, leggetevi la data di scadenza del provvedimento. Già, perché la medicina imposta da Francesca Martini ha una data di scadenza. E sapete quale? Il 31 dicembre 2010. Dopo quella data l’ordinanza decade e i ristoratori sono nuovamente liberi usare gli additivi che vogliono. Essù, ma si può?

Siete scettici? Non vi convince l’idea che dopo ’sto tam tam mediatico tutto si risolva informando i clienti dei ristoranti che è stato impiegato il bicarbonato di sodio? Beh, un divieto stringente ci sarebbe, ma ho voluto tenerlo per ultimo, tipo ciliegina sulla torta.
A chiunque operi nel settore della ristorazione e’ fatto divieto di detenere e di impiegare sostanze in forma gassosa ad eccezione degli additivi alimentari di cui al comma 2, fermo restando le norme vigenti in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Come, ancora non avete capito? Spegnete il GAS zucconi, si torna alle cucine a legna!
P.s. Un consiglio: tra sessanta giorni l’ordinanza non sarà più visibile online, ragione per cui copiaincolliamo qui sotto i due articoli a futura memoria. Se vi dovesse capitare nel locale Max Laudadio sbattetegli in faccia il suo “divieto”. E poi mandatelo dove sapete.
IL MINISTRO DELLA SALUTE
Visto il testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modifiche;
Visto l'art. 650 del codice penale;
Vista la legge 30 aprile 1962, n. 283, sulla disciplina igienica
della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle
bevande;
Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive
modificazioni;
Vista la legge 13 novembre 2009, n. 172, che istituisce il
Ministero della salute;
Visto il regolamento (CE) 178/2002 del Parlamento europeo e del
Consiglio, che stabilisce i principi e i requisiti generali della
legislazione alimentare, istituisce l'Autorita' europea per la
sicurezza alimentare e fissa le procedure nel campo della sicurezza
alimentare;
Visto il regolamento (CE) 852/2004 del Parlamento Europeo e del
Consiglio, sull'igiene dei prodotti alimentari;
Visto il regolamento (CE) 853/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per
gli alimenti di origine animale;
Visto il regolamento (CE) 882/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la
conformita' alla normativa in materia di mangimi e alimenti e alle
norme sulla salute e sul benessere degli animali;
Visto il regolamento (CE) 1333/2008 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 16 dicembre 2008, relativo agli additivi alimentari;
Visto il decreto del Ministro della salute 27 febbraio 1996, n.
209, e successive modificazioni, concernente la disciplina degli
additivi alimentari consentiti nella preparazione e per la
conservazione delle sostanze alimentari;
Visto il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 193, di attuazione
della direttiva 2004/41/CE relativa ai controlli in materia di
sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel
medesimo settore;
Visto il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, e successive
modificazioni, concernente l'etichettatura, la presentazione e la
pubblicita' dei prodotti alimentari;
Visto, in particolare, il decreto legislativo n. 114 del 2006,
concernente l'attuazione delle direttive 2003/89/CE e 2005/63/CE in
materia di indicazione degli ingredienti contenuti nei prodotti
alimentari;
Visto l'ordinanza del Ministro della salute recante: «Requisiti
igienico-sanitari per il commercio dei prodotti alimentari su aree
pubbliche» del 3 aprile 2002;
Visto il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, concernente
l'attuazione dell'art. 1 della legge n. 123 del 2007 in materia di
tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e
successive modifiche e integrazioni;
Considerato che l'Autorita' sanitaria, nell'ambito di controlli
effettuati nel settore della ristorazione ha accertato la presenza e
l'utilizzazione di additivi e miscele di additivi etichettati in modo
non conforme alla normativa vigente in materia e, comunque, in modo
tale da poter costituire un rischio per la salute pubblica;
Acquisito il parere dell'Istituto superiore di sanita', espresso
nella seduta del 9 giugno prot. n. ISS 29577/SVSA-AL.222.;
Considerato che l'impiego degli additivi alimentari non deve
indurre in errore i consumatori;
Considerato, in particolare, che l'assenza delle istruzioni per
l'uso sull'etichetta degli additivi, delle miscele di additivi
alimentari e ingredienti impiegati nella ristorazione puo' comportare
un rischio per i consumatori con esigenze dietetiche particolari;
Considerato che l'impiego degli additivi alimentari deve presentare
vantaggi e benefici per i consumatori;
Considerato che i richiamati motivi di urgenza non consentono la
preventiva notifica alla Commissione dell'Unione europea della
presente norma, ai sensi della direttiva 98/34/CE e in particolare
l'art. 9, paragrafo 7;
Ritenuto necessario introdurre disposizioni urgenti nel settore
della ristorazione con particolare riguardo alla detenzione e
all'impiego di additivi e miscele di additivi alimentari;
Ordina:
Art. 1
1. A chiunque operi nel settore della ristorazione e' fatto divieto
di detenere e di impiegare additivi e miscele di additivi alimentari
per i quali la normativa vigente ha stabilito campi e dosi massime di
impiego, fatto salvo l'impiego di edulcoranti, a condizione che sia
garantita la corretta informazione.
2. L'impiego, da parte degli operatori di cui al comma 1, di
additivi alimentari e loro miscele, per i quali la normativa vigente
non ha stabilito campi e dosi massime, e' assoggettato alle
disposizioni dell'art. 5 del regolamento (CE) n. 852/2004 nonche'
all'obbligo di informazione del consumatore.
3. A chiunque operi nel settore della ristorazione e' fatto divieto
di detenere e di impiegare sostanze in forma gassosa ad eccezione
degli additivi alimentari di cui al comma 2, fermo restando le norme
vigenti in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro.










La politica del fare…ammuina!
Come al solito, il ciufile spara tappini di sughero. Basta cercare di cucinarsi qualcosa per capire che, volente o nolente, gli addittivi entrano in cucina in pompa magna.
Nulla di nuovo sotto il sole.
saluti.
LAMAX61°
additivi in pompa magna? ah si?
scusa fai qualche esempio, a parte il “solito” sale….
Il bicarbonato di sodio va bene? O preferisci l’acido citrico?
nella mia cucina non è mai entrato nè il bicarbonato nè l’acido citrico…..e cucino tutti i giorni…
scusa per cosa li usi?
Quindi tu non usi né lievito né succo di limone? E come fai?
non uso lieviti chimici…..e se ho bisogno del succo di un limone, compro un limone e lo spremo.
l’acido citrico è ben diverso dal succo di limone (che ne contiene il 5%).
da wikipedia:
In origine l’acido citrico lo si ricavava dal succo di limone (Citrus) attraverso un complesso processo con soluzione di ammoniaca, cloruro di calcio e acido solforico. Venne isolato la prima volta nel 1784 da Carl Wilhelm Scheele
Attualmente lo si produce con un fungo transgenico (Aspergillus niger) in bioreattori ad ambiente di basso pH (acidulato) e scarsità di ferro,a tale scopo si utlizzano chelanti degli ioni ferro come l’EDTA. In questo modo il ciclo di krebs viene interrotto all’acido citrico il quale può essere estratto dalla cellula e purificato.
ecco. io questa schifezza sicuramente non la uso, e se il ristoratore lo utilizza, penso che sia giusto che sia obbligato a comunicarlo
Innanzitutto qui si sta parlando di cucine “pubbliche”. Se a casa tua mangi pane ed acqua gli addittivi son veramente pochini. Il sale l’hai detto tu. E poi ci metti l’olio e poi il formaggio e poi che altro nella tua zuppa o minestra? Ma ti sei mangiato anche il lievito del pane e non te ne sei accorto?
E il brodo con che l’hai fatto? Coi calzini sporchi o il cavallo dei pantaloni come ha detto qualcuno? Scherso neh!
La questione di fondo è che hanno cercato di identificare la parola ADDITTIVO con la parola DANNOSO. Gli addittivi dannosi sono dannosi e quelli innocui tali restano. Fai mente locale e vedi quanti addittivi ti becchi senza saperlo o volerlo.
Di alcuni non se ne può fare a meno. Il guaio è che la viceministra o quel cappero che è, ha detto che non è come nell’industria, dove son controllati ed usati in piccolequantità. E qui mi scappa da ridere.Non so perchè mi viene in mente il vino al METANOLO, META’ VINO e META’ NOLO…. come si diceva all’epoca, quando si mangiavano i gatti tranquillamente.
Ciao
LAMAX61°
in tutto quello che hai scritto hai nominato solo brodo e pane.
allora, io il brodo lo faccio con le verdure o con gli scarti del pesce, viene buonissimo e saporito, se tu utilizzi il dado continua pure a farlo, non mi fai certo invidia.
per il pane ok (a parte che si può trovare anche pane con lievito madre (altamura) o con lievito di birra), ma la differenza sta nel fatto che nel mio panificio sotto casa, per ogni tipo di pane c’è la lista ingredienti appesa, con lieviti utilizzati e tutto quanto. in pratica la stessa identica cosa che si chiede di fare ai ristoratori, nulla di piu’.
in ogni caso il pane non lo “cucino” io, quindi la tua frase “Basta cercare di cucinarsi qualcosa per capire che, volente o nolente, gli addittivi entrano in cucina in pompa magna” continua secondo me a non avere senso visto che io cucino tutti i giorni e nella mia cucina non è che gli additivi non entrano in pompa magna, ma non ci entrano proprio.
Gianluca, fammi capire:
per te l’acido citrico contenuto nel limone è diverso da quello ottenuto indistrialmente? ha delle proprietà chimico-fisiche e/o nutrizionali differenti?
nel caso lo pensassi ti informo che non è così…
(mi permetto di citare Bressanini, Bernardi mi perdonerà: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/13/che-cose-naturale-1-atomi-smemorati/)
giuliano boni
Facci un bell’elenco di quello che non usi e sei a cavallo. Poi dopo vediamo cosa riesci a cucinarti. Burro l’hai bandito o te lo produce il lattaio che sta dietro l’angolo ed espone cartello con tutti ecc.ecc…..ecc.ecc. Non esci a pranzo o cena e non vado oltre……caro fratello San Francesco.
Sto schersando, ma solo con il San Francesco, per il resto trovo inutile la discussione partendo dai tuoi presupposti.
Ciao
LAMAX61°
P.S. se per variare la tua alimentazione decidessi di optare per un pollo, un pesce, una carne bovina….beh….hai capito no?
@giulio: non ho detto questo, ho detto che il succo di limone non è acido citrico, ma l’acido citrico è contenuto nel succo di limone in una piccola percentuale, intorno al 5%. per cui, se ho bisogno di un limone, compro un limone, non ho mai comprato acido citrico e per questo ti ho chiesto di farmi un esempio per cui dovrei per forza comprarlo e usarlo. ma come vedo, per ora, nessun esempio pratico…
@lamax61: ma cosa stai blaterando?
il burro sinceramente non lo mangio (come tutti i latticini, ma saranno anche un pò cazzi miei) ed esco a pranzo e a cena regolarmente, senza problemi.
l’elenco di ciò che non utilizzo? eccolo: gli additivi. e cucino tutto, pasta riso carne pesce zuppe minestre ecc…non ti devi preoccupare, tranquillo.
sei tu che piuttosto fai dichiarazioni tipo “non si può cucinare senza additivi” e adesso non sai portare un solo singolo esempio in cu gli additivi debbano per forza essere utilizzati. per cui stai tranquillo, o fai un esempio, o stai parlando del nulla.
@gianluca
ad esempio nelle gelatine di frutta citate da Lisa più in basso.
o in tutte le situazioni in cui possa essere utile acidificare, ma senza per forza dare il gusto di limone…
ma non vedo perché dovresti farlo per forza: siamo in un Paese libero, almeno fino alla prossima ordinanza, e tu puoi tranquillamente decidere di e cosa mangiare o meno a tuo piacimento
g.
@giulo:
bravissimo, hai capito perfettamente. ognuno deve perfettamente decidere cosa mangiare o meno, a suo piacimento.
per cui, se i ristoratori vengono obbligati a comunicarlo, tu puoi decidere cosa mangiare, ma se non te lo comunicano non puoi più decidere, ma devi mangiare passivamente ciò che hanno deciso loro di utilizzare, ed è questo che non è giusto, ed è questo su cui si basa l’ordinanza (che come spiegato da tomacelli e da altri, legalmente è nulla perchè inattuabile, questo lo riscrivo per massimo d’alma)
@Gianluca.
Allora prova ad ottenere lo stesso risultato OTTIMALE (diciamo con un dessert o una salsa?) impiegando La farina, quella di carrube, la maizena, la colla di pesce o l’agar agar ecc.ecc. Son tutti addittivi naturali.
Cuntent? Questo era il concetto di fondo. Ma siccome tu li reputi dannosi non li userai sicuramente. E adesso blatera da solo.Se ti piace fare l’originale…….fai pure. Ti saluto
LAMAX61°
non utilizzo niente dei prodotti da tè citati e mangio e cucino tutti i giorni e sto benissimo.
non mi interessa blaterare da solo o fare l’originale, semai noto che continui ad attaccare la persona (ossia me) perchè non hai argomentazioni valide per sostenere la tua tesi secondo la quale per cucinare bisogna utilizzare additivi in pompa magna, che io continuo a ritenere senza senso, ma visto la tua insistenza, la reputo anche una delle più grosse cazzate mai scritte su un forum di cucina.
@Gianluca
Ma tu stai veramente farneticando. Io attaccare la tua persona?
Piuttosto rispondi a quello che ti ho chiesto e che tu mi avevi richiesto a tua volta e che ti sei guardato bene dal prendere in considerazione.
Prova (a titolo di esmpio spiccio) a fare un semplice budino senza impiegare uno degli addittivi che t’ho menzionato, se ci riesci.Un budino, non uno squacquerone al cioccolato.
Mi risponderai ancora che i budini non li mangi? Nella tua alimentazione sei liberissimo di fare entrare quello che vuoi,anche se non credo a mezza parola di quel che hai detto. Al ristorante ed in altre cucine, dove non c’è terrore per il “nulla” e ci si comporta in modo razionale (non come Striscia) si cucina e si cerca di ottenere i risultati migliori attraverso l’uso delle materie prime ed degli addittivi più consoni. Le cazzate in campo gastronomico te le tieni per te e se certe cose non le conosci sono solo affari tuoi.
LAMAX61°
se non credi a mezza parola di cosa dico, cosa parliamo a fare?
non mangio nè “cucino” budini, pensa un pò e sono ancora vivo.
secondo me sei talmente assuefatto dagli additivi che non immagini neanche che si possa mangiare normalmente senza, e anzi, meglio. comunque io mangio anche additivi, quando mi va, mangio anche porcherie, quando mi va, ma devo essere io a decidere se e quando, mica il ristoratore a sorpresa, quando vuole lui
@ Gianluca
E’ mia abitudine rileggere tutti gli interventi della discussione per vedere se sbaglio o meno.
Mi spiace doverti far notare che nei tuoi interventi insisti nell’affermare che io sostengo la teroria del “senza addittivi non si può cucinare”. Rileggiti bene il mio primo intervento.
Ho detto una cosa assai diversa.
Se ti cimenti in cucina ti accorgi subito che,volente o nolente, gli addittivi vi entrano in pompa magna. Cosa che ti riconfermo. Ciò non significa non volere una regolamentazione, cosa che, tu stesso, non riconosci a questa ordinanza fasulla.
LAMAX61°
@ Gianluca
Non ti pare di allargarti un po’ troppo? Devo dirti che certi addittivi a te farebbero bene e ti scongiurerebbero l’occlusione delle arterie(lecitina) con relativo beneficio?
Un minimo di serietà e di onestà intelletuale!
Il mio precedente post è partito in simultanea al tuo che ho letto subito dopo.
LAMAX61°
scusa forse parliamo due lingue diverse.
tu mi devi spiegare, in italiano, cosa cambia tra affermare che (riporto le tue esatte parole):
“senza additivi non si può cucinare”
e affermare che:
“Se ti cimenti in cucina ti accorgi subito che,volente o nolente, gli addittivi vi entrano in pompa magna”
cioè neghi di aver detto che “senza additivi non si può cucinare”, ma subito dopo affermi che appena vuoi cucinare, volente o nolente, quindi passivamente, contro la tua volontà, senza che tu possa opporti, che ti piaccia o no, gli additivi entrano nella tua cucina (non si capisce da dove arrivano) addirittura in pompa magna, quasi cascassero involontariamente dal cielo.
e questa teoria visionaria, tutta tua e personale, che comunque momentaneamente prendiamo per buona, non lascia altra soluzione al povero cuoco che utilizzare, contro la sua volontà (“nolente”, le tue stesse parole), questa valanga di additivi che piove dal cielo, a dimostrazione del fatto che “senza additivi, non si può cucinare”, ossia a dimostrazione del fatto dell’esatto contrario di ciò per cui mi accusi, ossia di aver riportato (sintetizzato) in modo “assai diverso” lo stesso identico concetto da te espresso.
forse non ti rendi conto di quello che hai scritto…..o volevi dire altro e ti sei espresso male….
Allora vediamo di essere precisi.
Tu, io, a casa, se cuciniamo la zuppa,la minestra possiamo circoscrivere a poche cose l’impiego di addittivi.Dado,sale,burro se ci piacciono.
Se però tu vuoi andare oltre e fare degli sformatini di verdure, degli aspic, delle gelatine, dei budini di verdura, delle terrine ecc.ecc. Allora non hai scampo. Nella tua cucina entrano in pompa magna gli addittivi. I pompa magna non significa 80% di addittivi e 20% di altro. Vuol dire che le preparazioni che richiedono una consistenza particolare, necessitano degli addittivi. Fai la prova con la gelatina di porcopesce e fai la stessa prova con l’AGARAGAR. Il risultato, dovresti saperlo, è decisamente diverso.
RISTORATORI: beh, qui si apre un discorso talmente vasto che non finiremmo più. Da ZIA CAROLINA a FERRAN ADRIA’.
Un solo esempio. Ho appena preparato una spuma di peperoni sifonata che mangio con una crema di peperoni fredda condita con gocce di bagna caoda. Unico addittivo è il CO2 che metto nel sifone per montare la crema di peperoni in cui ho disperso 1 gr. di agaragar in 150gr. di polpa di peperoni frullata e setacciata.
Forse a te non piacerà, ma se mangi una merendina o le patatine o il salame ti becchi molto di più. E il discorso vale anche per quel che tu acquisti e non sai come è fatto-colorato-addensato e conservato. Non lo puoi sapere certo dall’etichetta. Ti fidi, come ti devi fidare al ristorante.
Normativa seria che permetta a chi fa questo lavoro di non correre dietro all’impossibile, perchè se devi scrivere tutto sul menu mi sa che occorrerà prevederlo in formato Treccani.
Ciao e sia finita sta menata!
LAMAX61°
ok, però volevi farti notare che il tuo approccio alla cucina è completamente diverso dal mio.
io ripeto, non è che limito l’utilizzo di additivi, ma non ne utilizzo proprio, a parte il sale (marino e grezzo).
a me piace esaltare il sapore semplice delle materie prime lasciandole più o meno nelle loro consistenze, non faccio quasi mai pappette, gelatine, budini, spume, creme, ecc…..per cui non necessito di nessun additivo, ed è per questo che la tua affermazione è risultata per me assolutamente non vera, tutto qui.
per le minestre “cremose” lesso le verdure e le frullo. per il sapore sedano, carota, cipolla, il tris che non sbaglia mai !!
per un pesto emulsiono olio, pinoli, basilico, sale. (non mangio formaggio).
per un purè uso solo patate (e il loro amido) e olio.
cioè anche per molte “pappette” (non è dispregiativo, è inteso come cibi che non si masticano) non è necessario utilizzare additivi.
Nemmeno io faccio esclusivamente pappette, spume e schiume e appena posso non utilizzo nemmeno la lecitina o la maizena per addensare, ma a volte è indispensabile se vuoi ottenere il giusto risultato. E poi scusa, prima proviamo che maizena, agar agar ecc.ecc. siano dannosi no!Se apportano giusto valore e non provocano disturbi da allergia, why not? Senza loro, il gelato non lo faresti più, il cioccolato sarebbe un’altra cosa. Tu hai scelto una cucina tua che, credo, non corrisponda a quella della maggior parte delle persone.E chi te lo impedisce?
Ti becchi gli addittivi che ci sono nei pesci allevati, nei polli anche quellipseudoruspanti,perchè il mangime non sai come è composto, la carne ecc.ecc. Non capisco cosa ci vedi di così fuori dalla realtà.
Saluti.
LAMAX61°
Gianluca, tu parli di pesto e già fai una cosa diversa.
Anch’io se faccio una crema di zucca non ci metto altro che zucca e brodo(di pollo se ce l’ho se no uso quello di dado).
Prova invece a fare un budino di verdure frullando tutte le verdure e cerca di farlo stare insieme, se ci riesci, senza gli addittivi che ben conosciamo. Non fai queste preparazioni perchè non ti piacciono o perchè le reputi dannose o sei allergico?
Il resto del mondo prepara e mangia queste preparazioni e le apprezza. Non son dannose.
Il pesto senza formaggio non esiste. Senz’aglio, ancora ancora, ma senza formaggio è proprio la negazione del pesto. Se poi per pesto vuoi far passare tutto quello che pesti al mortaio o macini al cutter, allora non ci comprenderemo mai.
Pensa allo sterminato mondo della pasticceria e dei dolci e t’accorgi dell’importanza degli addittivi. Siamo sempre al solito punto: sono dannosi? Quali lo sono veramente?
Saluti
LAMAX61°
non parlo di allevamenti, mangini, pesticidi, ogm, biologico, ecc… è un altro discorso.
il mondo è inquinato, ma qualcosa bisogna pur mangiare.
qui si parla di aggiunta di additivi da parte del cuoco/chef in cucina, di sua spontanea volontà, per “esaltare” sapori ed ottenere particolari consistenze. per il mio tipo di cucina non necessito di farlo, tutto qui.
non credo di aver scelto una cucina particolare o personale, cucino e mangio tantissimi piatti classici, pasta, riso, minestre, zuppe, pesci, crostacei, arrosti, ecc….
il fatto che culturalmente siamo abituati ad utilizzare gli additivi per fare quasi tutto non significa che sia realmente necessario utilizzarli. per il dado vegetale per esempio, basta prendere una cipolla due carote e due rami di sedano e viene un brodo vegetale sicuramente più buono di qualsiasi dado vegetale. ma per molto c’è solo il dado, come fai a fare il brodo senza il dado? sono stati abituati così dalla nascita e useranno il dado fino alla morte…. (questo è solo un esempio come ce ne sono molti altri)
Guarda, se non servono non si usano. Se servono non puoi farne a meno!Dipende dalla cucina che vuoi praticare. Gli insaporitori son tutti a base di sale.Quindi, come dice a ragione Adrià nella I° puntata di fornelli polemici, non dovresti usare nemmeno il sale, secondo la tua logica. Anch’io ho provato a fare il dado casalingo ma non conviene. Bisognerebbe sapere quali sono gli ingredienti. Quelli scritti sulla confezione? Boh!
Saluti
LAMAX61°
lamax: rispondo al secondo intervento.
vabbè non chiamarlo pesto, sicuramente non è il classico genovese, in ogni caso viene ugualmente cremoso. se devi fare una pasta pesto e gamberi comunque, non so quanto ti possa piacere l’abbinamento formaggio-gambero. a me non piace proprio.
il budino di verdure non lo faccio, non ne sento la mancanza, in ogni modo mi inventerei qualcosa, le patate aiuterebbero molto……comunque se mangio verdure, l’ultima cosa che mi viene in mente è di addensarle a budino (in questo la nostra concezione di cucina è piuttosto diversa).
per il discorso dolci, come ho scritto sopra, entriamo in un mondo a parte, su cui dovremmo fare un discorso completamente diverso.
io non mangio additivi perchè preferisco i sapori puri. non mangio latticini perchè non li digerisco.
io non m’accntento di mangiare solo verdura bollita o cotta al vapore condita con olio poco sale ecc.
Dai un’immagine di una verdura addensata che non corrisponde al vero. 300 grammi di misto di cui pomodoro 150 gr -sedano, carote, cipolla, aglio, , peperone in parti uguali, pizzico di peperoncino . Appena appena sudati in poco olio. Frullato, con aggiunta 3 GR. DI AGAR AGAR- PORTATO A 8O° PER 3-4 MINUTI. Aggiungi filo di olio crudo, sale e pepe.
Metti in stampini di alluminio unti e poi riponi in frigorifero. Dopo 2 ore prova a mangiarne uno accompagnando con una salsa citronette o con emulsione di olio al basilico e limone. Nei mesi estivi è una goduria. Di proposito non frullo in maniera totale ma lascio che si sentano bene le verdure distinte. Cosa vuoi dirmi che ti senti intossicato per 3 gr. di farina di alghe essiccate(naturale 100%). Una volta le salse le tiravano nappanti con la farina ma erano una cosa vischiosa. Se addensi con una punta di lecitina t’accorgi della differenza.Lecitina di soja. Non so più come spiegartelo. Se poi ci sei contro per convinzione, ahimè nulla posso.
LAMAX61°
io ho perso il filo di discorso.
prima vi arrabbiate tanto perchè è assurdo e imnpossibile vietare l’utilizzo di additivi.
adesso esce l’ordinanza e la criticate perchè “non c’è nessun divieto nell’ordinanza, solo l’obbligo per i ristoratori di informare i clienti.”
non si capisce bene cosa criticate e cosa vorreste.
secondo me invece, a conti fatti, è un’ottima ordinanza: si obbliga il ristoratore ad informare i clienti. è quello che ho sempre pensato e sinceramente non capisco come si possa criticare una decisione del genere.
Se permetti, quando la brillantissima Sottosegretario va in televisione e dice che da ora in poi sarà vietato utilizzare gli additivi, io mi aspetto di leggere l’emanazione di un divieto.
Questa invece è una direttiva che più che vietare ribadisce un permesso. Permesso vincolato dal fornire informazioni.
Senza pene, senza ammende, senza regolamenti, senza spiegare come questa informazione vada data.
In poche parole il nulla.
.
Ma al nulla di questi pseudo governanti molti di noi sono abituati, tanto da non arrivare a capire la differenza abissale che intercorre fra “è vietato utilizzare…” ed “è permesso utilizzare…. basta che informiate”
.
Ciao
se questa ordinanza fosse il nulla, non si sarebbero scritti centinaia di interventi a riguardo.
concordo sul fatto che la presentazione in diretta a striscia sia stata una buffonata, concordo anche sul fatto che probabilmente non verrà mai applicata (come succede per altre mille ordinanze in italia) ma continuo a dissentire sul fatto che il concetto su cui si basa l’ordinanza sia sbagliato: informare i clienti su ciò che si utilizza in cucina.
mi sembra un concetto semplice e sacrosanto, a cui il cibo industriale ci ha già abituato da decenni.
ora che i ristoranti hanno iniziato a “giocare” con gli stessi additivi utilizzati dall’industria, è giusto che come l’industria siano obbligati a comunicare ciò che utilizzano.
continuo a non capire lo scalpore da parte di questo sito per un concetto così elementare.
Forse perchè un ordinanza che si rispetti dovrebbe contenere una lista precisa di additivi sui quali si deve informare il cliente e il modo in cui si deve informare(nel menù, con una tabella afiissa etc..) e non un generico concetto.
E’ questo che dovrebbe distinguere un governante da un filosofo.
ma su questo sono perfettamente d’accordo con te.
tuttavia, come è ormai chiaro, qui non si sta criticando solo quello che dici tu, ma anche il concetto che sta alla base dell’ordinanza, che viene fatto passare per assurdo, quando così non è.
senti probabilmente a “giocare” con “queste sostanze” sei tu a casa tua… magari chi le usa nel proprio ristorante è un professionista e sa cosa fare? questo dubbio non ti sfiora? questo tuo ultimo commento è decisamente fuori luogo e offensivo. Mi pare che fino ad ora la discussione su questo tema, anche se con toni accesi, è stata civile perché passare agli insulti?
ma chi ha insultato chi e cosa?
“giocare” secondo te è un insulto? forse hai qualche problema con l’italiano…..
non sto mettendo in discussione la professionalità di “non si capisce chi” (visto che gli chef, fino a prova contraria, non sono delle divinità, per cui tra loro, come succede in tutte le categorie sociali, ci saranno persone competenti e persone poco competenti), sto solo dicendo che informare il cliente è un diritto sacrosanto, che l’industria alimentare utilizza già da qualche decina di anni, per esempio.
ma leggendo quello che dite voi, anche al supermercato, gli ingredienti sui prodotti non dovrebbero servire a niente. bisognerebbe credere ciecamente alla marca che si acquista, un pò come una religione. bha’….
ti posso assicurare che non ho problemi con l’italiano. Anzi. So decodificare benissimo l’uso di un verbo messo la per provocare. Riconosco di essere caduto nel tranello. Pardon.
Su questo siamo d’accordo.
.
Però da un Sottosegretario o Viceministro che dir si voglia mi aspetto che mantenga nei fatti quello che afferma perentoriamente a parole in televisione.
La brillantissima Martini ha ripetutamente affermato che avrebbe vietato l’uso degli additivi. Questo uso, dopo la circolare pubblicata, è ancora permesso.
Sarebbe permesso anche se la circolare venisse pienamente applicata, perchè la circolare NON VIETA niente ma PERMETTE a condizione di fornire una generica corretta informazione ai consumatori.
A mio modo di vedere la brillantissima Martini non ha mantenuto l’impegno preso pubblicamente.
.
Ciao
ripeto, sul fatto che la brillantissima Martini sia andata in tv a fare la paraculo, sono perfettamente d’accordo.
come sono d’acordo su tutte le critiche fatte a striscia riguardo la superficialità e il populismo con cui ha trattato l’argomento.
ma su questo forum non si critica solo questo, si critica il concetto che sta alla base del provvedimento: si ritiene che informare i clienti sugli additivi utilizzati sia una stronzata. è questo che secondo me è sbagliato.
Forse non è chiaro. C’è un pazzo scatenato che va in giro terrorizzando i ristoratori con un divieto che non esiste e che noi abbiamo criticato duramente da un bel pezzo. Forse ti sei perso le ultime venti o trenta puntate della nostra battaglia contro Striscia la notizia!
Io critico la decisione di fare una ordinanza, di spendere soldi e tempo (pubblici) sotto suggerimento di un programma di intrattenimento e non dopo un ragionamento strutturato delle istituzioni magari dopo un confronto con gli operatori, i lavoratori e i formatori del settore.
A noi operatori del settore ci piacerebbe molto essere “normati” da persone che sanno di cosa parlano. Ci piacerebbe avere un quadro legislativo chiaro, un modello HCCP veramente efficace, una normativa fiscale accettabile, un sistema formativo decente, un pubblico che capisce la differenza tra formaggio per pizza e mozzarella e molto altro.
Questa ordinanza contribuisce a complicare un mondo di norme già poco chiare, inutili e inapplicabili. Va benissimo informare i clienti ma ti sembra che questo aborto legislativo possa aiutare? o è l’ennesimo pezzo di carta straccia utile a complicare le cose. Cosa significa informare? quali sono gli additivi da dichiarare? il lievito della torta? la colla di pesce della bavarese? l’amido di mais della crema? la vaniglina? Posso usare la macchina del sottovuoto che crea atmosfera modificata?
Il mondo della ristorazione moderna (che si faccia cucina di ricerca o classica) non ha bisogno di altri divieti ma di tanta formazione. Vietare è facile formare no.
Una cosa è informare i clienti e un’altra è vietare l’uso così, a prescindere, sull’onda irrazionale di convinzioni che qualcuno ha voluto far passare come Vangelo.
Inutile ritornarci sopra. Chi sta con i piedi per terra ha capit benissimo.
LAMAX61°
forse sei tu che non hai capito ancora, eppure tomacelli l’ha spiegato bene.
l’ordinanza non vieta nulla, obbliga solo ad informare.
quindi che senso ha quello che hai scritto?
Guarda che la cosa è nata con l’intento di vietare perchè dannoso ed è approdata ad un nulla di fatto. Tutto come prima. Sotto il vestito niente. Uno sparo a salve.
I ristoratori seri non avranno certo difficoltà a dichiarare che usano AGAR AGAR-LECITINA ecc.ecc. ma questo è un altro problema, venuto dopo, quando i deficienti di striscia si son resi conto che della bestialità che avevano iniziato. E te lo dico da NON AMANTE della cucina molecolare.
LAMAX61°
p.s. sarebbe meglio se si decidessero a far stampigliare le etichette ingredienti, in modo chiaro e leggibile e non come dei contratti assicurativi o bancari.
Sarà un po’ come le liste trasparenza in banca: ti fanno firmare una ventina di fogli così possono mettertelo nel sifone oltretutto col tuo benestare.
Alla fine chi lavora bene si troverà a dover compilare inutili liste, chi ci fotte dandoci la fuffa, continuerà a farlo certificandosi come ottimo.
Non capisco come si possa pensare che questa cialtronata sia anche una cosa “utile”
vabè ma se ragioni così allora non dovrebbero neanche esistere le leggi, tanto ci sarà sempre qualcuno che le evade, quindi che utilità possono avere?
è chiaro che i disonesti ci saranno sempre, ma la legge deve comunque prevedere dei limiti.
Esiste una notevole differenza pratica tra legge e burocrazia
Vuoi un esempio concreto? Le stragi del sabato sera si evitano facendo controlli a tappeto, non abbassando su un foglio il tasso alcolemico.
Ma del resto questo è ormai il paese degli annunci televisivi.
Peccato che non basti cambiare canale per cambiare Paese. Ma è un primo passo.
quindi cosa vorresti?
ispettori che fanno controlli a tappeto, ripetutamente e quotidianamente, in tutte le cucine pubbliche?
per me che sono cliente….può solo andare bene….se i cuochi preferiscono così, ma dubito sai….
in ogni caso, per fare controlli, ci vuole prima un’ordinanza che stabilisca cosa deve essere controllato.
per cui se questa ordinanza da sola probabilmente non servirà a nulla, comunque è sempre un primo passo nella direzione giusta, non certo in quella sbagliata….
Io vorrei solo non rivedere quello che ho mangiato tutta notte, vorrei non mangiare cibi scaduti o contaminati, vorrei che le norme igieniche elementari fossere sempre rispettate
Comunque se ti senti più garantito così, non sarò certo io a toglierti questa convinzione
Sono un po’ de coccio, aiutatemi a capire, io da oggi devo dichiarare che nella bavarese c’è l’agar agar e qui ci siamo, allo stesso modo qualcun altro dovrà dichiarare che in una preparazione presentata come “alla vaniglia” ci ha messo la vanillina, giusto? Che il fumetto di pesce è fatto con la polvere knorr dal piacevole odore di cibo per i pesci rossi oppure che la sfoglia al burro contiene invece “aroma burro”, è corretto? Se è così, si ride oh se si ride!
eh si, ci sarà proprio da ridere, soprattutto quando la gente capirà quanto viene presa per il culo a spendere soldi al ristorante per mangiare la polvere knorr…
Perchè tu pensi davvero che qualcuno scriverà che invece delle costose bacche mette la vanillina? Io non ho nessuna difficoltà ad ammettere che nelle gelatine alla frutta ci metto la pectina e l’acido citrico.
) ha più familiarità con la vanillina paneangeli e con la knorr che con la pectina NH o con le bacche di vaniglia. Mi è capitato che i semini della povera bacca siano stati scambiati per POLVERE, sì polvere nera! Perchè è noto a tutti che la vaniglia è BIANCA
Riflettevo su una cosa: il pubblico dei “telegonzi” (cit.
ma chi se ne frega dei telegonzi.
se il ristoratore scriverà o no veramente ciò che utilizza, dipenderà dall’onestà della persona e dalla frequenza dei controlli. oppure basterà avere come cliente un allergico da rimborsare a suon di soldoni, per esempio. perchè finchè non si comunica niente a nessuno, la persona allergica verrà spontaneamente a chiedere tutto. se invece si obbliga a comunicare tutto, l’allergico si accontenterà di leggere gli ingredienti per sentirsi sicuro, e se poi starà male, probabilmente il ristorante avrà dei problemi legali….
Preferisco che la persona allergica continui a chiedere tutto per maggior sicurezza. A tal proposito il modello migliore è quello utilizzato dall’associazione dei celiaci. Nel loro prontuario c’è una lista di prodotti, sia dedicati al problema, sia industriali che vengono preparati in ambienti sterili. I prodotti fuori dall’elenco, anche quando non contengono glutine, non possono essere utilizzati perché non sono garantiti da contaminazioni. Questo è un regolamento chiaro utile sia per il ristoratore che per il cliente. Possiamo dire la stessa cosa i questa ordinanza?
La persona allergica DEVE comunicarlo prima, al momento dell’ordinazione. Ti faccio un esempio: gli scialatielli, quelli che faccio io contengono latte e Moliterno nell’impasto, se un allergico ai latticini ordina il piatto SENZA comunicare nulla al cameriere e si sente male…affari suoi. Se sai di avere un’allergia sei tenuto ad avvertire prima la cucina.
Lisa: assolutamente d’accordo.
il mio ragionamento andava oltre nel tempo, ossia mi immagino un ipotetico futuro in cui i ristoratori siano obbligati a scrivere tutto. se tu fai li scialatielli e in carta scrivi “ingredienti: farina di semola, acqua.” una persona allergica ai latticini te li ordinerà probabilmente senza più chiederti nulla, perchè tu tramite il menu lo hai già informato che non contengono latte.
mentre adesso, che non si sa mai niente di niente, è chiaro che l’allergico prima di fare qualsiasi ordine deve comunicare il suo problema e chiedere tutto. è ovvio che questo sia a carico suo e non del ristoratore che non lo può sapere.
No, non sono d’accordo. Un persona allergica DEVE comunque comunicarlo. Nelle cucine la contaminazione tra alimenti può essere frequente. Se sai che in sala c’è una persona con un determinato problema aumenti il livello di guardia per preservarne la salute.
si luca, sono d’accordissimo.
ma qui si sta parlando, per semplificare, di allergie.
in realtà le allergie sono cose a volte gravissime (si può anche morire nel giro di pochi minuti) ed è chiaro che chi soffre di questo tipo di allergie difficilmente andrà al ristorante, o se ci va andarà solo se conosce vita morte e miracoli dello chef, ecc….proprio perchè come dici tu, il rischio di contaminazione tra gli alimenti è elevatissimo, basta anche una padella non lavata perfettamente, tanto per fare un esempio.
ma al di là degli allergici, ci sono parecchi intolleranti, che solitamente hanno problemi solo quando mangiano direttamente e almeno una certa quantità di quel prodotto.
oltre a questi abbiamo anche tutti quelli che non gradiscono piuttosto che non digeriscono determinate cose, e preferiscano non mangiarle.
poi ci sono quelli che non mangiano altre cose per motivi religiosi o etici, tipo vegetariani, vegani, piuttosto che mussulmani, ecc….
insomma ognuno ha la sua alimentazione e deve essere libero di scegliere cosa mangiare, e in un locale pubblico questa libertà di scelta può essere tutelata solo da una trasparente ed obbligata comunicazione verso il cliente.
Si, la libertà di scelta e la trasparenza sono sacrosante. Considera che l’organizzazione della cucina di un ristorante è complessa ed è praticamente impossibile accontentare tutti sul momento per questo. Come regolarsi con una allergia all’olio extravergine di oliva, la base di tutti i sughi? i nostri clienti che hanno problemi di allergie prenotano in anticipo chiedendo un menù particolare o di cucinare alcuni piatti senza un certo ingrediente. Non pensi che questo sistema sia più efficiente di una lista ingredienti non verificabile? La base resta sempre la fiducia.
massì, anche così.
l’importante è che in qualche modo l’informazione arrivi al cliente, a me basterebbe anche a voce, però spesso i camerieri non sono formati/preparati per rispondere.
quando nei piccoli ristoranti riesci a parlare direttamente con il cuoco (magari anche perchè lo conosci) per me è il massimo.
è chiaro che tutto si basa sulla fiducia, se il cuoco volesse avvelenarti, potrebbe farlo tranquillamente, anche se ti pubblica la lista degli ingredienti !!
Scusate, sono con il cellulare quindi mi viene più difficile leggere con calma e volevo chiedere è previsto in regolamento di attuazione? Io vedo solo 2 articoli e 6 commi al link. Quali sono le dosi massime? E all’arte 2 si prevede di fatto una sorta di inversione dell’onere della prova? (fino ad ora se veniva una reazione allergica quale era la responsabilità del ristoratore che non era stato avvertito dell’intolleranza e non il contrario?)
Ci vorrebbe sempre l’interpretazione autentica….
Vincè ma ti sei impazzito?
Ma di quale regolamento di attuazione parli? E poi a che servirebbe, ad “attuare” l’aria fritta? Quello che vedi è vergognosamente tutto quello che c’è, ad uso e consumo delle prossime uscite di Laudadio. È solo un pretesto per poter accostare le parole “divieto” e “additivi”. Per il resto siamo nelle mani di dio…
Davanti a uno schermo più grande finalmente leggo per lungo questa ordinanza. Sarà l’ora tarda, o l’impazzimento
, ma non ho capito il NULLA assoluto. Solo il comma delle sostanze allergeni potrebbe avere un senso per la correttezza di informazione al cliente. Ma chi cavolo non chiede al ristorante scusate ci sono le mandorle se è allergico alle mandorle. Bah (comunque vorrei capire come attueranno le prescrizioni gli organi di controllo competenti – fate attenzione agli accendini…)
Anni fa’ durante un corso sui controlli comunitari accompagnai un revisore in una nascente Spa in centro Italia. Ci mostrarono i locali, tra cui anche le cucine, moderne non c’è che dire…ma con una grande scorta di un noto marchio industriale di “fondo bruno”, “fumetto di pesce”…naturalmente con additivicolorantiantiossidantiesaltatoridellasapidità tutti “professionalmente” controllati.
Invece il ristoratore che al fumetto di pesce fresco aggiunge 4 gr. di agar agar mi deve avvisare (“mi firma il consenso informato per mangiare?”). Ma via….
per quale motivo logico non ti dovrebbe avvisare, se non per comodità del ristoratore, a discapito del cliente?
nella spa in cui sei stato, guarda caso, hai trovato i prodotti con tutta la loro lista di ingredienti, come è sacrosanto che sia
Non capisco una cosa: a te interessa essere informato o interessa che i limiti massimi di utilizzo vengano rispettati?
Se ti interessa il rispetto dei limiti l’ordinanza ti serve a poco, il superamento delle dosi nelle preparazioni viola norme già esistenti, o pensi che fino ad ora non fosse previsto da nessuna legge il divieto di superamento?
Se ti interessa, come sembrava, essere informato sul contenuto indipendentemente dalla quantità, allora ha ragione Alexx, dovresti pretendere che qualunque ristoratore riporti anche gli additivi presenti nei prodotti, seppur industriali, che utilizza.
Tipo la panna Hoplà (sponsor di Striscia?) o qualsiasi fondo presente sul mercato, o marmellate o…
a me interessa essere informato solo sul contenuto, e se i ristoratori utilizzano prodotti confezionati e industriali, allora si, devono comunicare anche quello, è ovvio.
in ogni caso, se devo andare al ristorante, cerco di orientarmi verso posti dove si mangiano cose fresche e non preparati industriali, ovviamente non posso averne la certezza…..
(la panna al ristorante comunque è proprio una schifezza, va bene per le mense….)
La panna non è una schifezza, QUELLA panna (?!) E’ una schifezza
per il mio gusto è una schifezza, nel senso che mi fa proprio schifo mangiarla. a te piace, vedi? basta sapere se un cibo la contiene, e tu lo ordini, io ordino altro, e vissero tutti felici e contenti.
Quindi non mangi nemmeno un gelato? Solo sorbetti? Uno choux alla panna ti fa schifo?
Quindi mai fatta neanche una crème brulée!
sinceramente quando parlo di cucina, parlo di antipasti, primi, secondi, ecc…….per i dolci andrebbe fatto un discorso a parte.
la panna da cucina, quella salata che si usa per la pasta ecc.., a me fa schifo. va bene per le mense e i self-service.
Nonostante migliaia di commenti a vari post vedo che c’è ancora chi non ha le idee chiare…
Gianluca, basta per favore!
Proprio la chimica non la vuoi leggere, non dico studiare, che nessuno te ne fa obbligo.
E’ per le persone come te che vengono fuori “norme” del genere, dove i divieti sono temporali e le pene non indicate…
Ma tu parli di lieviti e poi li neghi…Basta che tu legga la parola naturale per sentirti a posto con la coscienza, te l’ho già detto con i furbi in giro (e clienti come te) la ristorazione rischia di diventare come “l’industria delle merendine”, dove con le indicazioni di legge si contrabbanda per naturale quello che viene estratto in laboratorio, hai presente la dicitura “aromi naturali”??
mi fa piacere che dopo mille interventi, il nostro caro Massimo D’Alma non ha ancora capito niente su ciò che penso.
infatti io non ho mai parlato di chimica o di naturale, se non per rispondere ad assurde accuse da parte vostra.
io ho sempre e solo sostenuto ciò che l’ordinanza sembra stabilire, ossia l’obbligo da parte dei ristoratori di informare il cliente sui prodotti utilizzati, così come è obbligo farlo per l’industria alimentare.
nulla di più.
poi purtroppo vedo che c’è sempre il massimo d’alma di turno pronto a puntare il dito contro di me, come se fossi la reincarnazione di laudadio (sui cui metodi mi sono espresso molto negativamente e in modo chiaro circa mille volte, ma forse ne serviranno altre mille prima che massimo d’alma potrà ricordarselo), come se fossi quello del tutto naturale e biologico, come se fossi un vegano o una razza strana. ci sarà sempre il massimo d’alma che ragiona per stereotipi, perchè o va bene mangiare additivi senza saperlo, oppure sei un ignorante come laudadio. non esistono le sfumature, le persone, i pensieri, esistono solo le categorie da etichettare e gli stereotipi, così è più facile ragionare, e stai a vedere che così, almeno apparentemente, può sembrare che anche massimo d’alma sia capace di ragionare.
quindi, per sdrammatizzare e concludere, su una cosa siamo tutti d’accordo: gli additivi fanno miracoli, infatti anche massimo d’alma apparentemente sembra una persona che capisce quello che uno gli dice.
Ci si perde troppo dietro ai dettagli. Agar e mica agar. Il punto fondamentale è che un programma televisivo ha costruito un caso sul niente, giocando sulle parole e sulle mezze notizie e questo ha fatto muovere delle autorità politiche.
Non so voi, ma io temo sia indecente un Paese dove chi governa decide come muoversi sulle testicolate che sente in televisione.
Ma invece, a quanto pare, la maggioranza vuole così.
quoto, quoto e quoto. Magari striscia(viscida) la notizia si candida a diventare la quarta camera? come se porta a porta non fosse già abbastanza!
non sono d’accordo. il caso non si basa sul niente, anzi.
gli additivi si utilizzano, eccome.
se la politica si svelgia solo dopo striscia, non è colpa di striscia, ma della politica.
oltretutto qui si parla sempre male di striscia ma ci si dimentica di quanti servizi utili abbia fatto (per tutti) e di quanti cialtroni abbia fatto arrestare, a partire da wanna marchi.
quoto pienamente gianluca. E’ un programma che ha la stima delle autorità e degli addetti ai lavori, perchè con i fatti e non con le chiacchiere, si è guadagnato nel corso degli anni.
nessun sarcasmo, ma la stima degli addetti di quali lavori?
Edili…con tutto il rispetto per i muratori
Si magari anche i muratori, visto che si è occupata in svariate occasioni della messa in sicurezza di numerosi cantieri edili.
Però anche la magistratura ordinaria si è affidata moltissime volte alle inchieste di striscia dalle quali sono partiti processi disparati e anche delicati. Per esempio l’Italia è stato il primo paese al mondo, dove la magistratura ha previsto che l’esercito risarcisse i militari caduti in guerra a causa dell’utilizzo dell’uranio impoverito. Questa sentenza è stata la conseguenza ad una precedente inchiesta di Striscia.
Addetti ai lavori sono anche quelli del CODACONS, che è la più importante associazione di tutela degli interessi dei consumatori, che ha collaborato in più di un’occasione alle inchieste contro i truffatori che ha smascherato Striscia negli anni.
I giornalisti, intendo quelli seri dell’Unità, Repubblica, Corriere e altri autorevoli quotidiani, che riprendono puntualmente i servizi di questo programma, i fuori onda che hanno fatto tremare i governi (qualcuno tra voi ha mai sentito parlare del fuorionda Fini-Tulliani? Sono sicuro che non avete la minima idea di ciò che sto parlando)
In realtà le vostre critiche dimostrano che voi non avete mai visto questo programma, se non l’inchiesta di Laudadio, che vi ha creato, e lo deduco dai continui articoli che pubblicate, un bel po’ di fastidio.
Per il resto le vostre sono solo chiacchiere non avvalorate dai fatti.
Ciao ciao
Addetti ai lavori? Esilerante!
seguo da sempre la battaglia di dissapore contro striscia la notizia, trasmissione che, se un tempo aveva qualche pregio, adesso procede con l’ascia e fa solo spettacolo per telegonzi. e parlo di vari argomenti, non solo della cucina molecolare.
sono avvocato e so “leggere” una legge. l’ordinanza che correttamente avete riportato per esteso (a strumentalizzare qualche stralcio son buoni tutti, striscia in primis) è il nulla assoluto.
sarei anche d’accordo sul “dovere di informare” della presenza di additivi nelle pietanze (più che altro perché vorrei sapere cosa c’è nel mio piatto quando mangio un primo al bar…le perle di campari e l’aria di prezzemolo, chissà perché, mi fanno meno paura), ma l’ordinanza in questione, come è già stato detto e come vorrei confermare, non dice quali siano gli additivi, quali siano le dosi che richiedono una previa informazione, quali siano le modalità dell’informazione medesima e, soprattutto, non prevede sanzioni per chi non adempia al dovere di informare.
per spiegarmi meglio, sarebbe come se un articolo del codice della strada recitasse: “è fatto divieto di assumere troppe bevande alcooliche prima di mettersi alla guida”. punto.
secondo voi avrebbe un senso?
la questione delle sostanze gassose, poi, è fantastica…e non penso solo al metano e al gpl, ma anche all’anidride carbonica dei gassa-acqua, al butano dei cannelli per caramellare e al gas (quale sia ora mi sfugge) dei sifoni. ah e naturalmente vietati anche gli accendini! e mi riferisco solo ad una cucina di casa, la mia, dove questi strumenti sono presenti…immagino che in una cucina professionale ve ne siano altri che magari nemmeno posso immaginare.
sempre per restare nella mia cucina, quella di un’appassionata che non sempre ha tanto tempo per cucinare, potete trovare il bicarbonato, il lievito chimico, la vanillina (ma ho anche le bacche! non pensate troppo male di me), dado in varie forme, amidi vari, colla di pesce, pectina e sicuramente altri additivi…
ma fatemi il piacere!!!!! lasciate perdere striscia e la sua (finta) informazione-spettacolo
finalmente un intervento sensato.
“legalmente” l’ordinanza non ha senso, è il nulla assoluto, ok e su questo siamo d’accordo.
il problema è che qui si critica il concetto su cui si basa l’ordinanza, per cui quando serena dice “sarei anche d’accordo sul “dovere di informare” della presenza di additivi nelle pietanze (più che altro perché vorrei sapere cosa c’è nel mio piatto quando mangio un primo al bar…” non fa altro che dire esattamente ciò che sto dicendo io, ma che qualcuno, come massimo d’alma, continua a far finta di non capire.
riprendo questo punto fondamentale:
“per spiegarmi meglio, sarebbe come se un articolo del codice della strada recitasse: “è fatto divieto di assumere troppe bevande alcooliche prima di mettersi alla guida”. punto.
secondo voi avrebbe un senso?”
ecco, sicuramente il provvedimento così non avrebbe senso, ma continuerebbe ad avere senso il fatto che mettersi alla guida dopo aver bevuto troppo è pericoloso. invece qui si critica il provvedimento della martini perchè inattuabile (e questo lo critico anch’io, assolutamente, hai capito massimo d’alma?) ma si critica anche il fatto che comunicare gli additivi ai clienti sia giusto.
quindi, quello contro cui mi schiero, continuna ad essere questo, ossia che qualcuno continui a scrivere che comunicare gli additivi utilizzati sia sbagliato.
non sto facendo una discussione scientifica su quanto siano dannosi gli additivi piuttosto che i prodotti “naturali”, non mi interessa, voglio solo sapere cosa viene utilizzato e scegliere cosa mangiare:
ps: per massimo d’alma, se mi lasci la tua mail, te lo riscrivo, se vuoi ti faccio anche il filmato con i sottotitoli
Il punto resta sempre quello. Cosa intendiamo per additivi? Quali additivi vanno comunicati? tutti a prescindere? soprassediamo su quelli più comuni? Gli additivi presenti nei prodotti acquistati vanno comunicati? Dove vanno indicati?
è proprio questo che rende l’ordinanza legalmente nulla, o inattuabile, ed è per questo che è criticabile, e non per il principio assolutamente giusto su cui si basa, ossia la comunicazione verso il cliente.
le buone intenzioni lastricano l’inferno e sono, come già detto sopra, pappa per i gonzi.
Sei d’accordo?
no, non necessariamente, dipende.
ma se la frase “a condizione che sia garantita la corretta informazione” facesse riferimento solo a “fatto salvo l’impiego di edulcoranti” e non a tutto quanto precede ?
Per questo ho messo prima il secondo articolo, che spiega meglio il tutto. Il primo, lo ripeto, è solo un raffinato gioco linguistico ad uso e consumo di Striscia.
Scusate io sono ignorantissima di chimica, ma il gas da cucina o l’azoto (che immagino sia il reale bersaglio della Sciura) non sono liquidi?
Quali sono le sostanze gassose detenute in una cucina?
Cuochi, basta con le puzzette, insomma!
E d’ora in poi chiunque si ostini a mettere pepe o polvere e fuliggine come Lisa al posto della vaniglia potrà finalmente essere denunciato! Oh là!
tutti i gas a pressione sufficientemente alta o temperatura suffcientemente bassa (e loro combinazioni, proprie per ogni sostanza) possono passare in fase liquida
g.
Il gas che si usa di più nella ristorazione è lo stesso utilizzato nell’ordinanza Martini: l’aria.
Così pure per quel che riguarda l’obbligo di informare, se non ne è specificata la forma (e ci si è ben guardati di farlo), e rimarrà a discrezione del ristoratore, si potrà tranquillamente scegliere una forma orale (quindi, altra aria: quella non manca mai!).
Come disse uno studente:”l’aria è formata da ossigeno, azoto e altri gas che adesso mi sfuggono….”
Tomacelli tu sei destinato a perdere questa battaglia perchè dici soltanto cagate e cose non vere. Stai facendo sin dall’inizio una confusione su sta roba, che non ha precedenti nella storia della DISINFORMAZIONE. Questa ordinanza risponde fedelmente alla richiesta di Striscia la Notizia, che non aveva mai chiesto il divieto degli additivi, ma una maggiore trasparenza come avviene a livello industriale. Specificare che tipo di additivi chimici vengono usati in quei ristoranti che praticano quel tipo di cucina, che adesso non si vuol più chiamare molecolare. Sei tu e i tuoi 4 adepti a fare confusione, per questo ti suggerisco di guardarti il video in cui la Martini firma il decreto. E’lei che dichiara che quell’ordinanza avrebbe bandito gli additivi dai ristoranti e Laudadio conferma che questa cosa “va oltre la richiesta”. Ora io ho trovato il video dove questa cosa è spiegata chiaramente. Quindi la Martini si è allargata, mentre Striscia limitando la propria richiesta è stata esaudita in toto.
Io per evitare figure imbarazzanti di suggerirei caro signor Tomacelli di chiudere questa battaglia che ti ostini a portare avanti e sulla quale vieni puntualmente sbugiardato.
Saluti.
P.S. Inoltro a chi volesse davvero capire privo da ogni forma di fazziosità che viene protratta su questo blog, il link dove viene firmata l’ordinanza.
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_12_lauda22.flv
Con quello che guadagni da Striscia anche io scriverei così!
Gianluca,
proseguo qui in basso perche con sto sistema di intraquotazione seguire le discussioni è un casino.
Sul fatto che un consumatore che ordina un piatto al ristorante abbia il diritto di conoscerne gli ingredienti posso anche essere d’accordo, in linea di principio.
Sono un po’ meno d’accordo che la cosa avvenga dopo che un’ignobile campagna di disinformazione di striscia, a cui si è accodata un sottosegretario ancor più incompetente, abbia fatto passare l’equazione additivo = porcheria (veleno, sofisticazione o quant’altro).
Il punto è un altro, cioè che lo scopo dell’ordinanza è di (fingere di) vietare gli additivi, non di informare sul loro uso.
Si dice infatti “è fatto divieto”… “a condizione che”…
e non “è fatto obbligo di informare….”
Il fatto che poi non vengano specificate le modalità, e addirittura l’ordinanza abbia una “data di scadenza” mostra quanto la cosa sia ridicola, e che la tutela del consumatore è l’ultima delle finalità di chi l’ha emessa!
giuliano boni
si sono d’accordo. l’ordinanza così è ridicola.
continuo però a dire che il problema esiste, l’utilizzo degli additivi nelle cucine è reale. l’industria alimentare ha l’obbligo di indicarli, perchè un ristorante non dovrebbe avere gli stessi obblighi?
un regolamento, prima o poi, secondo me deve essere fatto, che poi questo sia stato fatto malissimo e in maniera televisiva sono d’accordo, ma non sono d’accordo sul fatto che non sia quantomeno necessario fare qualcosa in merito.
per quanto riguarda l’equazione additivo = porcheria probabilmente non è così, però non esageriamo al contrario, ossia additivo = innocuo. ricordati che parliamo di alcune sostanze che sopra pochissimi grammi al giorno (anche sopra i 2) vengono definite tossiche, da tutte le testate scientifiche più importanti del mondo.
per cui credo che regolamentarne l’utilizzo sia un qualcosa che prima o poi vada assolutamente fatto.
gli additivi sono GIA’ REGOLAMENTATI!!
a livello europeo, oltretutto.
esiste apposita lista positiva che precisa quali possono essere utilizzati, a quale scopo e in che dosaggi massimi (ove il caso).
il che vuol dire che se un additivo non compare nella lista positiva, NON può essere utilizzato.
gli additivi regolamentati, usati nei dosaggi previsti, sono assolutamente INNOCUI al 100%
g.
scusa leggi l’ultima riga del mio intervento “per cui credo che COMUNICARNE l’utilizzo sia un qualcosa ecc..ecc…”
era quello il concetto che volevo esprimere
Posto che l’obiettivo erano le famigerate texturas, incriminazione facilitata dal nome tecno-esotico, posto che le texturas sono state ritirate e reimmesse in commercio con obbligo di etichetta, unica mancanza riscontrata, che ne sancisse e certificasse l’uso “ai soli fini alimentari”, posto che quindi tali sostanze sono innocue e contrassegnate da bollino verde, posto che in definitiva non rientrano in nessun modo nella diatriba, penso si possa dire che la lecitina di soia, l’agar, gli alginati, la colla di pesce, la cellulosa e simili sono “ingredienti” e non additivi, e come ingredienti fanno parte della preparazione di un piatto, al pari del sale, pepe e zucchero. Quanto basta.
Salterebbe tutto l’ambaradan, ferma restando la normale consuetudine da parte del ristoratore di accertarsi di eventuali allergie o intolleranze che tuttavia riguarderebbero, tra le citate texturas, la sola soia (a meno che questa semplice gentilezza e disponibilità non diventi censurabile e sospetta, quasi un autogol, e quindi si perda e si dimentichi) e di tenere a disposizione delle autorità e appeso in qualche angolo del locale, un registro di carico e scarico degli alimenti usati, dal maiale, al formaggio fino all’agar. Punto.
Voi avete il salame negli occhi e il cerume nelle orecchie.
Ma avete mai visto Striscia? Questa ordinanza risponde perfettamente alla richiesta di Striscia, che era quella di regolamentare l’uso degli additivi nei ristoranti, specificando cosa e quanti additivi venivano specificati. Loro non volevano che questi venissero vietati.
Fate troppa confusione e disinformazione sull’argomento
Per l’autore dell’articolo. Sei destinato a perdere questa battaglia perchè dici soltanto boiate e cose non vere. Stai facendo sin dall’inizio una confusione su sta roba, che non ha precedenti nella storia della DISINFORMAZIONE. Questa ordinanza risponde fedelmente alla richiesta di Striscia la Notizia, che non aveva mai chiesto il divieto degli additivi, ma una maggiore trasparenza come avviene a livello industriale. Specificare che tipo di additivi chimici vengono usati in quei ristoranti che praticano quel tipo di cucina, che adesso non si vuol più chiamare molecolare. Sei tu e i tuoi 4 adepti a fare confusione, per questo ti suggerisco di guardarti il video in cui la Martini firma il decreto. E’lei che dichiara che quell’ordinanza avrebbe bandito gli additivi dai ristoranti e Laudadio conferma che questa cosa “va oltre la richiesta”. Ora io ho trovato il video dove questa cosa è spiegata chiaramente. Quindi la Martini si è allargata, mentre Striscia limitando la propria richiesta è stata esaudita in toto.
Io per evitare figure imbarazzanti di suggerirei caro signor Tomacelli di chiudere questa battaglia che ti ostini a portare avanti e sulla quale vieni puntualmente sbugiardato.
Saluti.
P.S. Inoltro a chi volesse davvero capire privo da ogni forma di fazziosità che viene protratta su questo blog, il link dove viene firmata l’ordinanza.
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_12_lauda22.flv
Ma tu guarda! La Martini è andata addirittura “oltre” le richieste di Striscia! Stai a vedere che adesso, dopo mesi di menzogne, Laudadio è una povera vittima innocente! Ho rivisto il video e dirò d più: qui c’è un reato bello e buono perchè i due millantano cose impossibili. La Martini dice che “a Natale e Capodanno saremo tutti più tranquilli” è invece l’ordinanza è in vigore da ieri! Se io faccio disinformazione qui c’è qualcuno che ha commesso dei reati. E salutami Laudagnello.
La bagarre dialettica non mi affascina, ma ripeto Striscia può essere responsabile solo della sua inchiesta no delle parole del Ministro.
Per questo dico che non si può negare che l’ordinanza che ha pubblicato anche lei, non fa altro che esaudire pienamente la richiesta iniziale di Striscia: maggiore trasparenza e regolamentazione degli additivi. Non è mai stato chiesto il D.I.V.I.E.T.O. come viene puntualizzato.
L’unica cosa che è stata chiesta è T.R.A.S.P.A.R.E.N.Z.A. e in questo Striscia ha ottenuto pienamente il risultato.
Salutiamo
Bene, leggendo Gargamella sembra intuire che l’intelligente trasmissione Striscia prenda le distanze dalla brillantissima Sottosegretario…..è una bella novità.
Mi aspetto allora un servizio dove l’acuto Laudadio fa notare alla brillantissima Sottosegretario come la circolare non metta assolutamente in pratica quanto Lei si era prefissa ma solo ed esclusivamente quanto richiesto dagli autori della trasmissione…..naturalmente il tutto montato a dovere, con risate di sottofondo, riservandole il medesimo trattamento di tutti gli altri bersagli.
.
Ciao
prendendomi meriti che non ho
ho appena fatto il giro dei quattro cantoni: Dissapore sembra essere il solo gastro-blog che sta cavalcando in tempo reale la pubblicazione dell’ordinanza, dando peraltro ampio e debito spazio alle voci dissenzianti… io questa la chiamo informazione,
poi vedi tu
Se porto la famigliola in un ristorante che mi fa una schiuma di quel che vuole rischio chissà cosa, invece la trasparenza già in atto da anni nel sistema industriale mi garantisce…Peccato che il sistema industriale mi garantisca solo che ogni singolo prodotto o confezione contiene la quantità massima consentita di una determinata sostanza ammessa per l’alimentazione.
“E’ la somma che fa il totale!”, ricorda? La prossima volta al supermercato guardi il carrello-tipo della clientela media e provi a fare una somma delle quantità consentite.
scusami gargamella ma non trovi inquietante che un governo debba rispondere alle richieste di striscia la notizia? conoscete il film “Videodrome” di Cronemberg…? molto più che profetico!
Qualcuno ha mangiato troppo gelato al gusto Puffo!
primo.
quello di gennaio che aveva reso l’ordinanza ‘imperfetta così come presentata’ ed al quale si era risposto con un riferimento legislativo che recita: ” In Italia é vietato l’utilizzo di sostanze vietate” che riassume la sintesi dell’imbecillità umana.
secondo.
se proprio dobbiamo accanirci contro i peli superflui…l’azoto si utilizza allo stato liquido… e la vedo difficile utilizzarlo allo stato gassoso. ma allo stato liquido non si poteva vietare perché entrava in contrasto con l’utilizzo in altri campi.
terzo.
non riesco a comprendere come qualcuno possa ancora solo immaginare che tutto sia stato ‘organizzato’ per una reale e corretta informazione del cliente al ristorante..é giusto scrivere nel menù, é giusto dire al cliente…unpardecippadiminc…
quello che avevano organizzato ‘i furbetti del ristorantino’, volevano e dovevano fare lo hanno fatto nel rispetto della tutela dell’ignoranza dei loro telespettatori
Posso fare una proposta?
Bernardi nei giorni scorsi lanciava in rete l’idea di fare una “Dissapore TV” e mi è venuto in mente che sarebbe bello testarne l’efficacia magari intervistando la nostra Sottosegretario.
Perchè non gli chiedete un’intervista?
Vediamo poi cosa risponde, se vuole avere le domande in anticipo, se accetta o meno di essere intervistata senza rete e senza il tappeto compiacente e strisciante di Striscia.
Sarebbe un’occasione d’oro per farle alcune domandine semplici semplici alle quali lei, brillantissima esperta di settore, non avrebbe alcuna difficoltà a rispondere……accetterà sicuramente.
.
Sarebbe anche un modo di provare a fare un gol in contropiede, utilizzando i suoi/loro stessi mezzi.
.
Cosa ne pensate?
.
Ciao
Si, si. L’avevo chiesta pure io in un altro post.
Sarebbe interessante, con un paio di domande mirate si potrebbe scoperchiare tutta l’operazione.
Ma alla fine della fiera il gelato all’azoto liquido e’ consentito o no ?
Si
Inch’ Allah
anzi
se la Martini vuole !
Gli additivi alimentari in forma gassosa si, tutti gli altri no
. E diceva che voleva evitare brutti incidenti come quello capitato al cuoco!
Sull’alimentare il governo ha molte sfaccettature:
dal Corriereonline di oggi
IL MINISTRO: «Me lo ha insegnato la mia mamma….»
Brunetta: «Per non sprecare mangio anche yogurt scaduti da poco…»
Non farebbe meglio a mangiarli PRIMA che scadessero?
E’ evidente che l’interpretazione dell’ordinanza abbia un’utilità solo come semplice gioco linguistico alla ricerca di tutte le possibili concatenazioni lessicali che, involontariamente, fornisce, e che non abbia al contempo nessuna utilità pratica.
L’illuminante comma 1 dell’articolo 1 recita ad esempio
“A chiunque operi nel settore della ristorazione è fatto divieto di detenere e di impiegare…..
a condizione che sia garantita la corretta informazione”
Ora, pur sorvolando sulla difficoltà di comprendere quali diavolo siano gli additivi in questione e pur immaginando che siano invece tutti, in queste poche righe si concentrano i seguenti dubbi:
- il settore della ristorazione non comprende bar, associazioni culturali, discoteche e luoghi di intrattenimento in generale, vinerie, librerie con possibilità di somministrazione, pizzerie, gelaterie e laboratori artigianali in genere…
- l’informazione di chi deve eseere garantita? Visto che qui il problema è il timore del rispetto dei limiti di utilizzo (non previsti né sanzionati da questa ordinanza, ma qui è superfluo cavillare), forse l’informazione necessaria è quella da fornire all’addetto alla produzione (cuoco, commis…) più che al consumatore. Se invece si parla del consumatore sarà anche il caso, piatto per piatto, di indicare oltre il contenuto anche i limiti previsti per legge (il consumatore certamente non li conosce) nonché gli effetti che l’abuso di tali sostanze può causare all’organismo. Va prevista ovviamente l’elencazione completa degli effetti che spesso variano in funzione della quantità assunta, fatta salva l’ovvia variabile della sensibilità personale.
Oh, e visto che ci siamo sull’argomento, mi sembra superfluo sottolineare che l’elenco di ingredienti e addititivi con relative tabelle piatto per piatto, andrà esposto anche fuori . Mica si potrà obbligare il consumatore a sedersi al tavolo prima di sapere se verrà avvelenato o meno.
Ora supponiamo di aver capito quali siano le sostanze, immaginiamo di aver compreso che per ogni piatto vada fatta una scheda di accompagnamento tipo foglietto illustrativo di qualsiasi medicinale, arriva il quesito fondamentale:
- Tutte ste precauzioni sono “necessarie” solo nel caso in cui questo additivo venga usato. E se non viene usato? Allora nulla?
E invece no perchè l’ordinanza ne vieta l’impiego (a condizione che…) ma ne vieta anche la detenzione.
La detenzione! Come un kalashnikov!!!
Ne vieta la detenzione…. a condizione che venga garantita la corretta informazione.
Per cui i ristoranti dovranno preparare un cartello da affiancare al menu esposto fuori, che già conterrà l’elenco di ciò che viene utilizzato, un più generico warning:
“ATTENZIONE questo locale autodichiara la DETENZIONE all’interno delle proprie cucine dei seguenti additivi…. segue elenco
PS1. La presenza di determinati additivi in questo elenco è in ottemperanza del comma 1 dell’articolo 1 dell’ordinanza “di Striscia” nella parte in cui si parla di informazione sulla detenzione.
PS2. La semplice presenza nel locale degli additivi di cui al PS1 non ne comporta l’automatico utilizzo per la conoscenza del quale si rimanda all’ulteriore elenco presente sul menu in abbinamento ad ogni piatto, in ottemperanza al comma 1 dell’articolo 1 di suddetta ordinanza per la parte relativa all’informazione sull’impiego.”
Letta l’ordinanza è svanito invece ogni dubbio circa la possibilità di detenzione, di uso e di abuso di altre sostanze, cmq diverse da quelle che ho assunto io per giungere alla fine di questo post.
@lamax61
non perdere tempo con Gianluca, dirà sempre il contrario di quello che dici, dirà che no sai leggere, di non aver mai detto quello di cui lo accusi, si arrabbierà e poi ti darà ragione, rimanendo pero’ della sua idea.
Gli ho spiegato mille volte che quello che chiede e’ giusto ma difficilmente realizzabile (un librone con tutti gli ingredienti stile pasticceria con il risultato di capirci poco o niente tra sigle ed elementi chimici).
E vedo che e’ duro nelle sue convinzioni…
ci mancava massimo d’alma per concludere la giornata.
io e lamax ci siamo già scambiati le nostre opinioni, senza il tuo infelice intervento da padre eterno, di cui nessuno sentiva il bisogno.
tu non hai mai scritto che ciò che dico è giusto, anzi, oggi sei intervenuto dicendo che “ancora non ho le idee chiare”, che è per le persone come me che “vengono fuori norme del genere, dove i divieti sono temporali e le pene non indicate…” e ancora che “con i furbi in giro (e clienti come me) la ristorazione rischia di diventare come l’industria delle merendine”.
questo sono le tue esatte parole, virgolettate e riportate come da te scritte.
adesso dici che quello che chiedo è “giusto ma difficilmente realizzabile”.
quindi chi è che dice cazzate?
ma il bello deve ancora venire, perchè non contento della cazzata appena scritta, prima scrivi che “dirò sempre il contrario”, poi dopo due parole dici “ti darà ragione” (non si capisce come posso dire SEMPRE il contrario e dargli ragione) dicendo un’altra cazzata che non può esistere, e poi concludi dicendo “vedo che è duro nelle sue convinzioni…” contraddicendoti ancora, visto che mi accusi da sempre di cambiare le carte in tavola, mentre alla fine, come ti sei accorto anche tu da un semplice ragionamento logico e istintivo, dico sempre la stessa cosa, da mesi ormai.
la verità è che io dico ciò che penso, tu invece prima accusi, etichetti, giudichi, senza che nessuno ti conosca e te lo chieda, per poi concludere dicendo: ma sì ha ragione, anche se difficilmente applicabile, però quello che chiede è giusto, ma tanto è inutile parlare con lui perchè è duro nelle sue convinzioni…….
scusa ma mi spieghi cosa significa? cosa pensi? non si capisce. prendi una posizione e che sia quella.
non puoi accusarmi di essere la causa del declino della ristorazione verso l’industria (che poi il bello è che io dico esattamente l’opposto, ossia niente additivi dell’industria nella ristorazione, ma comunque non importa) e dopo poche ore dire che ho ragione. non è possibile sostenere una discussione in questo modo. forse dovresti pensare molto prima di scrivere….
ma molto….anzi….ancora di più
Tra l’altro a rigor di legge, i ristoratori potrebbero soltanto elencare gli additivi con la sigla, appunto, come del resto fanno le industrie alimentari.
non è vero. puoi scrivere o la sigla o il nome, è indifferente.
quindi è vero
ma poi cosa c’entra ?
Se il ristoratore mette solo le sigle (E350, E220 e così via) l’informazione al cliente tanto auspicata da Striscia va a farsi benedire!
Mah! Siamo arrivati ad un punto morto. Io non riesco a capire se G.LUCA sia veramente convinto che l’AGARAGAR gli faccia male, se la LECITINA lo turba nell’animo ecc.ecc. A questo punto dovrebbe dubitare di qualsiasi verdura/frutta ecc.ecc. gli propinano o acquista, perchè se l’irrigazione è fatta con acque luride… ti voglio vedere.
Comprendo uno che non vuol mangiare preparazioni in cui son presenti, in dosi tra l’altro veramente minime, addittivi comunque sempre naturali (se usi l’agar-agar in percentuale sbagliata, eccessiva, butti via tutto -se passi dal 1-2% al 3% per esempio-diventa immangiabile) perchè allergico, ma non può non comprendere che non sono la stessa cosa per tutti gli altri umani.E allora come la mettiamo con le spezie? Sono addittivi aromatici naturali pure loro o no? Vuoi fare una bella pasta gialla che sembra fatta con 30 tuorli? Mettici un cucchiaino di curcuma in polvere.Se hai dubbi, allora li dovresti avere per la cannella, la noce moscata, il pepe, i chiodi e avanti con tutto lo speziere. La discussione è bella ed interessante se entriamo nel merito delle cose, senza preconcetti, altrimenti diventa noiosa e sterile. Mi spiace caro Gianluca.
LAMAX61°
Benvenuto nel G.Luca Magic World!
per me state facendo solo confusione.
additivi e spezie sono due cose ben diverse.
inoltre io non ho mai chiesto un divieto del loro utilizzo, ma solo comunicazione al cliente. nessuno vieta a chi vuole “preparazioni complesse” di mangiarsele o cucinarsele (che poi siano preparazioni complesse è molto soggettivo), invece al contrario se non lo si comunica al cliente, lo si obbliga a mangiarsele, perchè non può scegliere.
le spezie comunque continuano a rimanere un’altra cosa, io ne mangio a quintalate, di tutti i tipi, e ho capito che nessuno è morto per l’agar agar e la lecitina, ma al tempo stesso ci sono esperimenti che hanno evidenziato una preoccupante tossicità dell’aspartame, un altro additivo.
adesso non vorrei mettermi a fare la storia di tutti gli additivi, uno per uno, perchè sono veramente tanti.
in ogni caso, se comunchiamo cosa utilizziamo, una persona può scegliere o documentarsi o agire di conseguenza, come meglio crede, per sè stesso.
il discorso comunicazione non è da me riferto ai soli additivi, ma a tutti gli ingredienti. quindi la mia non è una crociata contro l’additivo in sè, ma piuttosto contro chi non vorrebbe informare (non si capisce perchè, a parte questo sforzo sovraumano di prendersi due ore libere per scrivere due pagine) su cosa mette nel piatto del cliente.
per me lamax, sia chiaro, tu fai benissimo a farti il tuo budino di verdure, ti piace, lo digerisci bene, ma chi te lo impedisce? la mia critica era partita dalla tua constatazione di additivi che per forza entrano in cucica se ti metti a cucinare qualcosa di buono, mentre non è così. si possono utilizzare come no, che ognuno scelga.
Gianluca è possibile ragionare senza pregiudizi tolemaici?
Chi ha mai detto “Cucinare qualcosa di buono”?
Forse intendevi qualcosa di più complesso, professionalmente/tecnicamente parlando, perchè sarebbe meglio lasciar stare il buono o il cattivo nella sfera dei gusti personali.Non incasiniamoci con nuove problematiche…please!
Chiarito questo, vorrei che tu mi spiegassi la diversità tra questi elementi di cucina:
FARINA OO- POLENTA (Farina di Mais)- pepe macinato-zucchero-AGAR AGAR. Metto solo quest’ultimo(addittivo) per non ripetere la solita manfrina. Spiegare intendo nel senso di rischio, pericolosità, possibilità di provocare danni a persone.
Se si dovesse, per legge, elencare gli elementi delle preparazioni di un menu, mi piacerebbe sapere perchè bisognerebbe farlo solo per l’agaragar e non per il resto. E/O se intendi estendere quest’obbligo a tutti gli ingredienti vorrei che tu mi dicessi che(se) lo ritieni realizzabile, razionale e pratico.
Buon w.e.
LAMAX61°
P.S. Le descrizioni degli ingredienti poste sul retro delle confezioni dei preparati industriali, per come sono presentate graficamente, correggimi se sbaglio, lasciano abbastanza dubbi.
Quanti sono in grado di comprendere cosa vuol dire “addensante lecitina di soia” per esempio? Ammesso di riuscire a leggerlo agevolmente.
Gianluca, prima che io mi dimentichi, pensa anche all’affumicatura di vari alimenti.
Così, tanto per gettarti un po’ di fumo (ironico intendo…-mica lo vuoi essere solo tu spero?) negli occhi.
Ciao
LAMAX61°
Ma in che paese viviamo?
Ci rendiamo conto che il sottosegretario alla salute accetta le richieste di un buffone televisivo, e su queste stila un’ordinanza inapplicabile, mentre in parlamento si discute dei torti arbitrali subiti dal Napoli?
Boh!
Resto dell’idea che molto più importate dell’informazione sia un Ente che testi la tossicità di ogni nuovo additivo e ne stabilisca i limiti di utilizzo.
L’eccesso di informazione col tempo equivarrà alla non-informazione perchè sicuramente le persone come gianluca che leggono le etichette fin nei minimi dettagli sono una minoranza e quindi anche scrivendo tutti gli ingedienti usati in un librone, in una tabella affissa quello che conterà sarà sempre la fiducia nel ristoratore.
concordo sulla fiducia nel ristoratore, che è indipendente dalla pubblicazione degli ingredienti. se uno è disonesto può anche pubblicare una cosa e utilizzarne un’altra.
la richiesta di informazione non è comunque rivolta solo a quello, non è solo questione di additivi ma anche di ingredienti.
mi spaventa un pò questa cosa del librone: secondo me in un buon ristorante, dove si cucina roba fresca, senza fare i molecolari delle arie e schiumette, non ci vuole poi chissà quale librone, basterebbe una pagina in più nel menù.
anzi, in certi ristoranti, forse adesso un pò superati, ti arriva il menu con il nome del piatto che è più lungo della sua lista ingredienti.
Credo che questo dovresti lasciarlo dire ad un ristoratore perchè basta poco per allungare la lista degli ingredienti, ad esempio in un qualsiasi dolce.
Poi,abbiamo capito che tu sei per le cose semplici ma credo anche ci vuole cose più complicate abbia diritto di cittadinanza o no?
ma qualcuno vi vuole vietare di mangiare qualcosa?
ma basta !! siete ossessionati !! nessuno vi vuole vietare di mangiare le schiumette o le salsine, nessuno vi vieta niente, siete voi che volete obbligare chi non vuole mangiarle a mangiarsele !!
si parla solo di COMUNICAZIONE.
kapakkio, non fare il massimo d’alma della situazione !!
Come sempre trasformi tutto in una questione personale, non riesci proprio a farne almeno.
E come sempre dici tutto e il contrario di tutto. Definisci SCHIFEZZA qualsiasi cosa che non mangi tu o che non conosci e poi ti meravigli se qualcuno la pensa diversamente da te. ABBIAMO CAPITO CHE VUOI UN INFORMAZIONE TOTALE SUGLI INGEDIENTI MA LA POSSIAMO PENSARE IN MANIERA UN PO’ DIVERSA SENZA ESSERE INSULTATI DA TE O NO?
io non ho insultato nessuno.
ognuno la pensa come vuole, io sono anche ironico, se sto “giocando” un pò con massimo d’alma, prova a rileggere oosa ha scritto all’inizio di me, così, tanto per, senza che nessuno lo interpellasse. è chiaro che si mi provocate, rispondo.
continuo a ripetere la stessa cosa perchè c’è gente che continua a dire che io dico un’altra cosa, e quindi devo continuamente puntualizzare, altrimenti chi tace acconsente.
non si capisce poi come posso dire tutto e il contrario di tutto, e allo stesso tempo dire sempre la stessa cosa. ma questi sono i misteri di kapakkio e massimo d’alma, mi ci dovevo abituare fin da subito !!
kapakkio fatti una risata ogni tanto ti fa bene.
buonanotte !
@Gianluca
fattela anche tu na’ risata ogni tanto…ah, se non sai come fare, rileggiti i tuoi interventi dopo le mie ultime “accuse (o meglio offese) gratuite”…
Buonanotte
@Gianluca
Mi sembra che quello che passa il suo tempo a fare gianluca contro tutti sei tu e non io quindi la risata fattela tu per piacere.
Hai il brutto vizio di rispondere facendomi dire cose che non ho detto, e pensi di essere attaccato e provocato solo se uno dice che l’informazione per quanto capillare non risolve tutti i problemi.
Il concetto che è espresso e semplice ma tu proprio non lo vuoi capire, me ne farò una ragione, ma non per questo puoi ribattere ogni volta che scrivo una cosa.
1) E’ davvero possibile elencare in un ristorante, in una pasticceria tutti gli ingredienti usati senza creare libroni o tabelloni che tappezzano il locale.
2) Una volta data tutta quest’informazione credo, che come per le etichette dei preparati industriali nessuno più le leggerà ritornando al punto di partenza cioè al rapporto di fiducia cliente-ristoratore.
3) L’informazione per essere corretta presuppone un pubblico che capisca quello che legge, altrimenti l’effetto è terrorizzarsi alla lettura di qualsiasi nome che non si conosce o fregarsene completamente. Come è già stato ampiamente chiarito chi ha problemi di intolleranze e/o allergie DEVE essere lui a informare il ristoratore.
Avrei una domanda per il sig. Tomaccelli. Lei in un grande ristorante preferisce che un risotto venga fatto con il brodo fresco oppure con acqua calda insaporita con il glutammato?
Brodo fresco naturalmente. E poi sopra una bella spruzzata di parmigiano che contiene più glutammato di qualunque altro alimento (1,2g ogni 100). Ah, giusto per informarla: il glutammato è uno dei 20 aminoacidi naturali che costituiscono le proteine. Si informi:
http://it.wikipedia.org/wiki/Glutammato_monosodico
Grazie. Non era una polemica volevo solo saperne di più visto che la trattoria dove vado spesso a mangiare dice di fare il brodo con il glutammato.
Anto’, il glutammato e’ l’ennesima favola che deriva da ignoranza e disinformazione…non ti dico dove puoi leggere tutto, altrimenti qualcuno dirà che sono di parte…anzi, lo dirà di sicuro
Mah, la notizia mi sembra sia che dopo mesi di millantato credito e di carte sventolanti in tv, finalmente il tanto chiaccherato decreto esiste. Eh si, perchè qualcuno dovrebbe ricordare alla Banda Ricci e al sottosegretario che i decreti si promulgano sulla gazzetta ufficiale e non negli studi televisivi. Un decreto poi nei fatti sostanzialmente inutile e populista… Mi chiedo gli accelleratori e additivi usati a piene mani nelle pagnotte servite nei ristoranti chi li vigila? e quelle in tanta pasticceria industriale (dalla antica gelateria a bindii)? O ancora la pasta fresca che poi fresca non è?: Si perchè la ristorazione italiana non è fatta da Bottura (magari), ma di tanti ristoranti che usano queste cose…
ciao A
Ps come si fa a seguire un post dove un singolo posta almeno 50 volte? Fate qualcosa… Don’t feed the troll!
intervengo l’ultima volta per rispondere a massimo d’alma, kapakkio e lamax61.
qui non si sta parlando di fecola di patate o amido di mais. non stiamo parlando di farine essicate che possiamo aggiungere a cuchiaiate, estratte da prodotti naturali. qui stiamo parlando di additivi, ossia sostanze che non nutrono, che solitamente hanno una soglia di tolleranza di pochissimi grammi al giorno. sostanze ottenute o in modo completamente artificale in laboratorio oppure estratte con procedimenti chimici tutt’altro che innocui.
la panna cotta e la colla di pesce viene usata da decenni, è nessuno ha mai urlato allo scandalo.
il problema è che con adrià e compagnia bella hanno iniziato ad entrare in cucina cose come metilcellulose, per esempio. che non sono prodotti come la maizena che uno si compra al supermercato e usa a cucchiaiate, ma sono cose ben diverse, con un sacco di controindicazioni, ecc…ecc…
il problema è che gli chef hanno iniziato a usare queste polverine non per fare il budino di verdure o per preparazioni complesse in cui servono per forza certe consistenze, il problema è che hanno iniziato ad usarle per servirti il pomodoro piuttosto che due foglie di prezzemolo.
lo scandalo da cui è nato tutto è questo.
striscia si chiede, ma perchè per mangiare un fottuto pomodoro, mi devo mangiare anche la metilcellulosa (per fare un esempio), oltretutto senza saperlo ?
se quelli di stiscia hanno fatto un servizio del genere, è perchè hanno avvertito che il problema nella realtà esiste.
oltretutto ci sono giornalisti che hanno scritto dei libri a riguardo, all’estero abbiamo chef tristellati michelin che si sono espressi chiaramente contro l’utilizzo di questi additivi, più un sacco di altri chef sia in italia che all’estero che hanno preso le stesse posizioni.
ora, adesso voi potete pensare che io sono un povero deficente, liberissimi di farlo.
ma nella realtà allora, secondo questo illuminato forum, sono deficenti tutti: io, striscia, 10 milioni di italiani, giornalisti, slow food, cuochi tristellati, esperti di gastronomia, studiosi, dottori e specialisti (si perchè ci sono anche dottori e specialisti che hanno sconsigliato vivamente l’utilizzo di determinati additivi).
siamo tutti rincoglioniti, ignoranti, che non conoscono la chimica, populisti, che parliamo senza conoscere.
l’unica verità al mondo sta depositata su dissapore, soprattutto nelle mente di kapakkio e massimo d’alma.
questa sarebbe la conclusione a cui bisognerebbe arrivare leggendo questo post.
non vi viene il dubbio che forse, è un pò troppo? non è che vi viene il dubbio che forse forse, qualcosa, potrebbe anche essere vero?
no, qui abbiamo kapakkio massimo d’alma & company che sono i detentori della verità mondiale. gli altri? sono tutti poveri ignoranti !!!
ps: per finire, il solito discorso sul glutammato. discorso complesso, lo ammetto. ad ogni modo, ci sono studi scientifici, svolti a bologna, sui ratti, che hanno determinato una pericolosa tossicità del glutammato, visto l’incidenza molto più elevata di tumore nei ratti.
altroconsumo (ma forse bisogna avvisare anche loro che sono deficenti, incompetenti e ignoranti) ne ha sconsigliato l’utilizzo, a tutti, la coop (altro gruppo di ignoranti) l’ha bandito da ogni suo prodotto. e ci sono molti altri casi analoghi.
la comunità europea (un altro gruppo di poveri cretini) tramite una direttiva dell’ultimo anno, l’ha espressamente proibito dai cibi per l’infanzia.
rai report (un’altra combricola di poveri dementi) ci ha fatto un’inchiesta, intervistando professori, dottori, esperti e andando a visitare gli stabilimenti della knorr e di altri produttori di dadi, per concludere che, come pubblicato sul loro sito “noi consumatori e’ bene che restiamo diffidenti verso questo additivo”.
probabilmente, al mondo siamo tutti deficenti. tanto tomacelli dice che è solo un amminoacido naturale, in fin dei conti, l’alimento al mondo che ne contiene di più, è il parmigiano, che ne contiene l’1%. chissà come mai ne contiene solo l’1% però, questo non lo dice nessuno. invece un bel brodo 50% acqua 50% glutammato sicuramente è la stessa cosa, vero? nessuno parla di corpo umano e ricettori di glutammato, nessuno spiega di come viene recepito il glutammato allo stato libero (aggiunto) rispetto a quello contenuto naturalmente negli alimenti, come mai? nessuno dice che il glutammato non ha nessuna necessità di essere assunto tramite l’alimentazione?
e dopo questa vi lascio, ritorno nella mia imbecillità insieme al resto del mondo. vi lascio nel vostro piedistallo di saccenza (o di ignoranza, dipende dai punti di vista).
vi lascio a mangiare le vostre metilcellulose, ma senza saperlo, mi raccomando, perchè tanto la teoria di kapakkio è che è inutile scrivere se la gente non capisce, non è che magari se uno vuole capire si informa, se uno non capisce non legge, no. anche chi capisce non può sapere, non può leggere, non può documentarsi, perchè tanto la maggioranza non lo fa. (un altro ragionamento da premio nobel, veramente)
saluti
Non è possibile che G.Luca continui ad infestare questo blog come la gramigna, ripetendo a prescindere dalla discussione sempre la stessa tiritera. Non ho mai parlato di chimica in questo post ma di INFORMAIONE e lui continua a trasformare la discussione in rissa.
Credo che i moderatori dovrebbero intervenire perchè non è possibileche ogni volta che si parla di additivi il sullodato debba scrivere 50 post mazzolando a destra e a manca.
Saluti
incominica a non nominari in ogni messaggio che scrivo, si sa mai che forse eviterò di risponderti?
per essere einstein non sei molto sveglio
e poi, se continuo ad intervenire, è logico che non parlo da solo, se la gente mi nomina o mi fa delle domande (tipo lisa o lamax61) io rispondo.
se i moderatori giudicano il mio comportamento inappropiato, me lo comunicheranno……non c’è bisogno di fare il kapakkio dai
So benissimo che non sara’ l’ultima volta che scrivi, purtroppo!
Ci sono tante cose che non intendi, o fingi di farlo…
Confondi tutto, non sei in grado di capire cose (oltretutto elementari) come rischio e pericolosità.
Abbiamo provato a farti capire quando uno studio possa essere considerato valido, abbiamo provato a darti delle indicazioni su quale sia il compito della scienza, ma tu niente…
Buona domenica…
scrivo ancora, purtroppo, perchè qualcuno continua a chiamarmi in causa, purtroppo.
ma non sono in grado di capire, povero me.
siamo tutti rincoglioniti, io, studiosi, giornalisti, raireport, altroconsumo, comunità europea. tutti poveri idioti.
solo massimo d’alma, insieme ad altri tre al mondo, possono capire il discorso sugli additivi. loro provano a darci delle indicazioni, ma noi niente……
il bello è che io e il resto del mondo solleviamo dubbi, non certezze.
non diciamo che il glutammato è sicuramente tossico, per esempio, ma lo indichiamo come additivo sospetto, di cui se ne può fare tranqillamente a meno.
invece qui viene esplicitamente detto che il glutammato non ha alcuna controindicazione, e se tu obietti e riporti svariate altre opinioni di persone autorevoli sparse per il mondo, non sei in grado di capire, sei un poveretto.
per appartenere al gruppo di eletti di questo forum, ti devi mangiare come minimo la metilcellulosa, ma senza saperlo mi raccomando, perchè ti devi fidare ciecamente dello chef, è così che ci insegna kapakkio. e non provate a contraddirlo.
mi spiace perchè questo sito potrebbe essere anche veramente ben fatto, ma per merito di quache autore a volte inesatto e per un gruppo di persone che non accettano alcun tipo di confronto su quello che loro credono essere la verità assoluta, si fa un sacco di disinformazione, che non fa bene per nessuno.
Peccato, Tomacelli, Bressanini, D’Alama, Lamax61 vivevamo così bene nella nostra imbecillità ma gianluca ci ha scoperto e sbugiardati:
Gianluca mi spiace per te. Anch’io ti scrivo queste poche righe e poi ti lascio perchè effettivamente non c’è modo di dialogare. Hai scritto un sacco di cose mentre faresti prima ad elencare qali sono i prodotti (additivi) impiegati che secondo te sono fuori legge. Se vuoi l’ultima parola, eccoti accontentato.
Ciao
LAMAX61°
Gianlù, mo’ stai a vedere che se tu sei ignorante la colpa è nostra!
ma qualcuno ti ha mai offeso o chiamato ignorante?
certo che se anche gli autori di questo sito sono così educati, siamo a posto, complimenti.
E a proposito…stò brodo 50% acqua e 50% glutammato in quale film l’hai visto?
In qualche film horror in cui io facevo il cuoco e tu mangiavi
non lo so. se usi un dado e fai restringere molto il brodo, per averlo denso e saporito, per esempio.
non mi sembra una cosa irrealizzabile. tomacelli un esperto come te dovrebbe saperlo
Non solo sei ignorante, ma quello che è più grave è che sei presuntuoso o come sono piùpropenso a credere intellettualmente disonesto.
Un dado pesa 10 grammi di cui solo una parte è glutammato, per restringere il brodo al 50% in modo da farlo diventare 10 mL cioè il contenutp di un flaconcino di medicinale.
Ma dove vivi?
era per fare un esempio, per dire che la concentrazione cambia.
se vuoi puoi usare 3 dadi oppure comprare il glutammato in polvere, e ottenere una soluzione al 50%. pensi che sia così difficile da fare, einstein?
le offse personali tienitele per te. nessuno ti ha offeso.
la maleducazione qui è a livelli impressionanti…….complimenti
Se uno fa un esempio, è meglio farlo bene altrimenti sarebbe meglio stare zitti una volta per tutto…..Certo certo 2-3 dadi mentre ci si scola 3 bottiglie di salsa di soia e 3 chili di parmiggiano.
Se qualcuno ha voglia di apprendere qualcosa di serio e sistematico sul glutammato può leggerai questo link.
http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/02/04/miti-culinari-3-la-sindrome-da-ristorante-cinese/
Tra le tante cose riportate (oltre ad una copiosa bibliografia) si trovano indicazioni di cosa sia una “rassegna” (o Review), che e’ un articolo che passa, come dice il nome, in rassegna tutti gli articoli scientifici pubblicati fino ad allora, per riassumere lo stato della ricerca in un determinato campo.
Sono riportate le modalità(spesso errate) con cui sono stati condotti gli esperimenti che hanno portato ad errate conclusioni.
Chiaramente e’ anche riportato, integralmente, tutto quello che c’è in rete sul “mostro” glutammato.
Ci sono tante cose che farebbero bene a tutti, che parlare di scienza non e’ come discutere al bar di 3-4-3, ma che ci vuoi fare caro Kapakkio, noi siamo gli eletti e le capiamo, gli altri no, eppure mi sembra che basti saper leggere…
E se non sapete leggere almeno guardate le figure
tomacelli ha scoperto che la nestlè e la plasmon utilizzano additivi. grazie, veramente, senza il tuo intervento, non ci saremmo mai arrivati !!
anzi ha messo le figure, perchè “noi che non possiamo capire” non sappiamo leggere !!
no comment….
Tomaceli nun ha scoperto niente… Cercava solo di ricordarti un’evidenza che tu per milioni di post hai completamente negato prendendotela con quattro cuochi dal valore inequivocabile… Io aggiungo, ma perchè la Banda Ricci e tutti voi sapienti detentori del verbo (li hai citati tu professori, messia e intellettuali
) non andate a vedere cosa vi mangiate nel pane o nelle pasterelle? Ma nun scherziamo, sparate con un bazooka ai passerotti e non riuscite neanche a beccarli, ma di beccare li dove risiede il problema manco parlarne…
Ciao A
me la sono presa con quattro cuochi?
ho negato un’evidenza?
riportami le parole in cui ho offeso i quattro cuochi, poi riporta chi sarebbero questi quattro cuochi, perchè manco io lo so.
e poi riporta questa “evidenza” e le parole con cui l’ho negata. altrimenti questo tuo infelice intervento non ha senso di esistere.
a parte che non siamo in tribunale e non debbo dimostrare niente a nessuno, cmq striscia, e di quello si parlava e la polemica da cui scaturisce questa incresciosa vicenda, si riferisce a una nicchia di pochissimi cuochi, vuoi i nomi? credo che li conosciamo tutti! Nun se parla d’altro da troppo tempo… cmq se vuoi rispondimi nel merito del mio “infelice intervento”se no le tue risposte non hanno motivo di esistere
ciao A
dimenticavo l’evidenza, mi riferivo alla presenza così massiccia di additivi dannosi alla salute, io non credo che sia così e so che la presenza è invece importantissima nell’industria alimentare, nella panificazione e persino in molta pasticceria e gelateria artigianale…
ciao A
probabilmente stai parlando a vanvera, perchè se avessi letto cosa ho scritto, io non lavoro per striscia, ho sempre criticato striscia per il modo con cui ha trattato la materia, non ho mai accusato nessun cuoco, ho solo chiesto più comunicazione tra cuoco e cliente, per il bene di tutti, ristoratori e pubblico.
per l’evidenza, se mi accusi di negare l’evidenza, e l’evidenza è secondo te che la presenza massiccia di additivi non sia in alcun modo dannosa alla salute, allora si, forse non nego l’”evidenza”, ma la metto sicuramente in discussione.
l’evidenza non è tanto che gli additivi non facciano male (cosa di difficile dimostrazione, visto che tu parli di intolleranze e ad un grande allergico come me abituato a combattere tra asma e choc anafilattici, le intolleranze mi rendono intollerante
), quanto che la presenza non sia affatto massiccia nell’alta ristorazione e invece lo sia in altri comparti alimentari.
Ps non ho letto tutti i tuoi post, sarebbe umanamente impossibile!
Ciao A
ok, se non li hai letti, non capisco perchè attaccarmi, solo perchè i tuoi amici del “dissaporino” lo fanno.
a parte questo,
io non ho mai affermato che nell’alta ristorazione ci sia una massiccia presenza di additivi, ho solo chiesto che il loro utilizzo venga comunicato, così come è gia previsto per l’industria alimentare.
mi spiace per le tue allergie, io non ho intolleranze ad additivi, se mai ad altre cose, ma se posso scegliere preferisco non mangiarli. tutto qui.
saluti
non ho detto che non li ho letti, solo che non li ho letti tutti… quelli che ho letto però erano abbastanza critici e citavano fonti autorevoli per dire che gli additivi sono stati usati massicciamente nella cucina d’autore. Dichiarazioni come: “qui non si sta parlando di fecola di patate o amido di mais. non stiamo parlando di farine essicate che possiamo aggiungere a cuchiaiate, estratte da prodotti naturali. qui stiamo parlando di additivi, ossia sostanze che non nutrono, che solitamente hanno una soglia di tolleranza di pochissimi grammi al giorno. sostanze ottenute o in modo completamente artificale in laboratorio oppure estratte con procedimenti chimici tutt’altro che innocui” oppure “il problema è che con adrià e compagnia bella hanno iniziato ad entrare in cucina cose come metilcellulose, per esempio. che non sono prodotti come la maizena che uno si compra al supermercato e usa a cucchiaiate, ma sono cose ben diverse, con un sacco di controindicazioni, ecc…ecc…
il problema è che gli chef hanno iniziato a usare queste polverine non per fare il budino di verdure o per preparazioni complesse in cui servono per forza certe consistenze, il problema è che hanno iniziato ad usarle per servirti il pomodoro piuttosto che due foglie di prezzemolo” solo per citarne un paio, non è che chiedano la mera comunicazione dell’uso degli additivi, ma danno veri e propri giudizi morali. Quindi so da me che non lavori per Striscia, ma trovo che la posizione della Banda Ricci e di quelli che come te la seguono sia sbagliata, continuo a dire si spara ai passeri col bazooka. Sono d’accordo con la comunicazione degli eventuali additivi usati in cucina, ma come la mettiamo con il pane, le pasterele della domenica, i carrelli dei dolci industriali di tante trattorie, le merendine, le paste ripiene pronte ecc. o mi rispondi a questo o stiamo solo a buttà tempo
ciao A
non lo so. un libro ingredienti completo tenuto in cassa e consultabile da chi vuole o ha necessità di farlo?
non mi sembra così difficile…….
il mio post che hai riportato era di risposta a chi mi ridicolizzava diendo che l’agar-agar non mi uccide. allora ho cercato di spiegarli da dove, secondo me, è partito lo scandalo, che striscia poi ha cavalcato.
non mi sembra di aver giudicato moralmente nessuno, almeno finchè non esiste una nuova morale, la “morale dell’additivo.”
e non mi sembra di aver attaccato la categoria cuoco, semai attacco chi su questo sito si ostiene a sostenere che informare il cliente sia sbagliato.
e non mi sembra che le metilcellulose a certi dosaggi siano prodotti senza controindicazioni, per esempio……e non si capisce chi dovrebbe garantirmi questi dosaggi, perchè così come c’è lo chef che sa usare l’aglio e invece chi te lo fa rimanere completamente indigesto, anche tra chi userà certa roba, ci saranno quelli competenti e quelli meno, chi fa le cose fatte bene e chi le fa male.
esiste in tutte le categorie sociali, non ho capito perchè non dovrebbe esistere nelle cucine.
…forse perchè nessuno cerca di demonizzare chi usa l’aglio
mentre è esattamente quello che in questi mesi ha fatto la campagna strisciante… Quanti ristoranti conosci dove ti dicano quali accelleratori o lieviti o solo ingredienti sono usati nel cestino del pane? O nella torta della nonna? o nella bottiglia di vino che stai bevendo? La chimica è intorno a noi, non mi fa piacere ma è un fatto, prendersela solo con l’alta ristorazione mi sembrra delirante, per non parlare di andare a firmare decreti in TV… Ricordo male o in questo 3d si doveva parlare di quest 
ciao A
“Quanti ristoranti conosci dove ti dicano quali accelleratori o lieviti o solo ingredienti sono usati nel cestino del pane?”
nessuno, è proprio questo che si chiede.
“prendersela solo con l’alta ristorazione mi sembrra delirante”
concordo pienamente
“per non parlare di andare a firmare decreti in TV”
concordo ancora pienamente.
ho sempre preso le distanze, fin da subito, dai metodi con cui striscia ha condotto l’inchiesta e anche su come l’ordinanza è stata presentata in tv.
ho sempre però detto che secondo me, il concetto su cui si basa, ossia comunicazione di additivi al cliente, è in qualche modo giusto.
a proposito, visto che gente che non ha nulla di valido da controbattere, come kapakkio e massimo d’alma, mi accusano di girare la frittata, ti riporto le mie esatte parole (come faccio sempre, non aria fritta come kapakkio e massimo d’alma) con cui sono intervenuto a riguardo 2 giorni fa:
“concordo sul fatto che la presentazione in diretta a striscia sia stata una buffonata, concordo anche sul fatto che probabilmente non verrà mai applicata (come succede per altre mille ordinanze in italia) ma continuo a dissentire sul fatto che il concetto su cui si basa l’ordinanza sia sbagliato: informare i clienti su ciò che si utilizza in cucina.”
quindi io dico sempre la stessa cosa. per fortuna sul forum le parole restano scritte, altrimenti qualcuno potrebbe anche credere alle accuse inventate da kapakkio e massimo d’alma.
vedi capisco che talvolta la vis polemica ci prenda la mano, ma dire come tu fai “ma nella realtà allora, secondo questo illuminato forum, sono deficenti tutti: io, striscia, 10 milioni di italiani, giornalisti, slow food, cuochi tristellati, esperti di gastronomia, studiosi, dottori e specialisti (si perchè ci sono anche dottori e specialisti che hanno sconsigliato vivamente l’utilizzo di determinati additivi)” vuol dire intrinsicamente riconoscere l’esistenza di schieramenti contrapposti, da un parte i naturalisti e dall’altra i cattivoni della chimica… Ecco questo annoso vizio della via Pal mi sembra inutile: quindi tu stai dalla parte di striscia che da dei buffoni a tanti chef e del santo martire a Rocco Ianoone? Stai dalla parte che si dovrebbe informare quali pericolosi killer chimici si usino sulle tavole gastronomiche? sopprattutto stai dalla parte di quanti pensano che l’informazione si faccia scrivendo in piccolo una lista di ingredient? Ma non scherziamo è una cosa che non si regge. Pensi che l’elenco algido e anodino di ingredienti in un librone in un cassetto tuteli alcuno? pensi che gli ingredienti scritti in piccolo e accartocciati su un’ovetto kinder siano utili? Mah, sant’Agostino vi fa un baffo
Ciao A
allora, riassumiamo:
non sono io che riconosco l’esistenza di schieramenti contrapposti, è un dato di fatto, innegabile, e se si vuole fare informazione seria, bisogna riportare tutto. e non penso che in questo contesto le due fazioni siano per forza chimica vs natura, visto che si sta parlando solo di comunicazione, non di divieti.
no, non sto dalla parte di chi da del buffone a tanti chef. ho sempre preso le distanze (e chiaramente) dai modi con cui striscia ha condotto l’inchiesta, pur riconoscendone un principio di verità alla base.
non sto dalla parte di chi pensa che si faccia informazione solo con la lista ingredienti (anche se non si capisce chi siano questi, cosa sono, una nuova setta sconosciuta?). con gli ingredienti si fa comunicazione, che è il primo passo per informarsi. è chiaro che l’informazione non può essere a carico dello chef o ristoratore, chi vorrà informarsi lo farà.
gli ingredienti scritti in piccolo invece, se hai dei problemi alimentari (come ne hanno in molti), sono sicuramente utili. per quale motivo non dovrebbero esserlo?
perchè non li legge nessuno, ecco perchè! Esattamente come la scritta “il fumo uccide”, ora se vogliamo metterla io sono d’accordissimo, ma dobbiamo dirci chiaro e forte che non serve a un cazzo! Che si fa solo demagogia spicciola, che se i tanti soloni di questa terra (da tutte le parti) volessero fare qualcosa di veramente utile sulla chimica userebbero il prime time e la possibilità di contattare milioni di persone per fare denuncie vere, contro la danone e campagne di sensibilizzazione sui panifici… Invece nisba, continuiamocela a prendere con Bottura, Adrià e co, mentre l’orchestra continua allegramente a suonare, incuranti dell’iceberg che ci viene velocemente in contro… Ora passo e chiudo, perchè caro GianLuca non c’è nessun sordo di chi non vuole sentire
ciao A
ma io ho capito benissimo quello che dici. non sono sordo tranquillo.
i panifici già espongono tutti gli ingredienti del pane, se nessuno li legge o li chiede, affari loro.
non sto dicendo che la lista ingredienti serve a risolvere il problema della fame nel mondo, ma il tuo ragionamento per cui – tanto non li legge nessuno, è inutile metterli – secondo me non è veritiero. c’è chi li legge sempre, e comunque è un diritto saperlo.
ripeto, l’informazione e la formazione non possono essere scritte su una confezione, sono cultura che la persona deve poi acquisire personalmente. ma se tu sei uno scienziato che sa tutto su tutto e si mangia qualcosa senza saperlo, allora è come se non sapessi niente.
cioè la comunicazione è il primo gradino, dopo il quale viene tutto il resto, ma senza il quale non può avvenire tutto il resto.
se tu guardi in alto e leggi il titolo del post forse capisci veramente quello che sto dicendo
me sa che te sei scordato l’argomento. Guarda sono calmissimo e non ho mai detto che non si debba mettere gli ingredienti, credo che però questa crociata lanciata da striscia e da altri cuochi (per visibilità personale) sia intrinsecamente sbagliata e dannosa per la gastronomia europea! Se poi vogliamo dire che bisogna scrivere l’elenco degli ingredienti usati in un libro che sta in un cassetto a disposizione, mi può anche andare bene, penso sia inutile e sostanzialmente ininfluente ma va bene. Però guarda che non è questo in discussione, da nessuna pare, è in discussione che alcuni sono buoni e puliti e altri no
Visto che arli tanto di comunicazione, beh questo è quello che passa nella comunicazione di questa storia da Strisci, a Santamaria, passando per iannone 
ciao A
Ma perchè dici così, gianlù è daccordissimo con Bressanini che è una persona a modo mica come me e te! Salvo però far finta di nulla e seguire le sue pulsioni primarie quando uno gli linka gli articoli di Bressanini come questo:
http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/13/che-cose-naturale-1-atomi-smemorati/
non è che bressanini è dio e cosa dice lui è la verità assoluta.
per me il suo blog è interessantissimo e lo leggo spesso, tuttavia ci sono al mondo anche opinioni diverse dalla sua, di altri esperti.
il forum dovrebbe essere un confronto, e non l’autocelebrazione della vostra unica e inconfutabile verità.
Sul fatto che le molecole siano tutte uguali a prescindere dalla provenienza non esistono opinioni differenti è una legge fondamentale della chimica.
Le opinioni nella scienza come ti ha già spiegato Dario contano 0, nhil, nisba.
Se il glutammato fa male, fa male quellodella salsa di soia e quello del dado senza distinzioni.
Ma questo tu proprio ono lo vuoi capire
non ci sono opinioni, ci sono studi, di specialisti, che affermano cose diverse da ciò che dice bressanini.
io leggo tutto, e tengo in considerazione tutto, a differenza di voi illuminati, per cui l’unica e inconfutabile verità è bressanini (che tra l’altro continua a godere della mia stima e che io leggo sempre con interesse.)
dagli anni 50 si svolgono esperimenti sul glutammato, prova a cercare:
John Olney
D.Newhouse
J.P.Lucas
Russel Blaylock
Istituto Nazionale per il Controllo e lo Studio dei Tumori e delle Malattie Ambientali di Bologna
oppure passiamo parlare del senatore del pdl zanoletti che 2 settimane fa ha presentato un’interrogazione parlamentare per bandire l’aspartame dal commercio? altro additivo da voi considerato innocuo?
ma tanto, sono tutti ignoranti.
io il capo degli ignoranti, anzi intellettualmente disonesto.
qui la verità è solo kapakkio.
A vabbè se ha fatto l’interogaione il senatore Zanoletti cambia tutto.
leggi anche il resto allora……
e in parlamento, prima di perdere tempo per niente, bisogna avvisarli di chiamare kapakkio, lui sa già tutto
Gianlu’, te lo dico da 2000 commenti o giu’ di li’, e lo faccio usando una tua frase:
il forum dovrebbe essere un confronto, ecco, con te e’ impossibile…
si è impossibile, ma per me.
perchè qui tutti sostengono un’unica tesi, l’unica campana “diversa” sono io.
peccato per voi che nella realtà le cose sono ben diverse, per fortuna.
Allora, se sei ignorante non e’ colpa di nessuno, ma credo sempre più fermamente che tu sia disonesto intellettualmente…ah, se non dovessi capire, significa che ti giri la frittata come vuoi tu…
evvai ancora di offese. facciamo la collezione….
complimenti
d’atronde quando non si hanno argomenti razionali con cui ribattere.
che pena massimo d’alma
ma tu e kapakkio c’avete il cervello condiviso? uno dice una cosa e dopo due righe l’altro usa le stesse parole.
andate anche a letto insieme?
comunque qualcosa nel vostro rapporto non funziona, perchè quando ho detto a kapakkio di non fare il massimo d’alma si è infuriato, mi ha detto di non offenderlo. fossi in massimo d’alma, almeno un pò m’incazzerei.
Ecco, con queste ultime farneticanti affermazioni ti sei risposto da solo: straparli, offendi a più non posso chi non la pensa come te (e per tua stessa ammissione lo stai facendo da prima), da quasi 200 commenti spari cose senza un benché minimo supporto, ma poi siamo noi ad offendere, non capire nulla ecc. ecc. Mah!!
scusa ma non si capiva che era chiaramente ironico?
penso che anche un bambino di 2 anni l’avrebbe capito.
anche tu, per essere einsten, non sei molto sveglio.
e fatella una risata ogni tanto.
poi che coraggio, io che offendo a più non posso, ma ti sei drogato?
primo
riporta queste offese a più non posso
secondo
scusati per le tue offese, semai, gratuite e ripetute, che se vuoi ti rielenco tutte, copiando le tue stesse parole.
massimo d’alma, non sei molto furbo, le parole su un forum restano scritte. pensavo che un einstein ci arrivasse.
Caro Gianluca continuo ad essere sempre più sorpreso ad ogni tua risposta, davvero! Scommetto che se dico che lo sfondo di questo blog e’ bianco mi attaccheresti dicendo che e’ nero salvo poi tornare indietro sui tuoi passi e dire che eri ironico…
Non mi sembri un neofita del www e credo tu sappia bene che esistono altri modi (faccine, do you know?) per indicare l’ironia. Ma a chi vuoi darla a bere?
massimo d’alma, ti prego……
secondo te quando vi ho chiesto se siete amanti, non ero ironico?
va bene mettiamo le faccine
scusa ma tu e kapakkio andate a letto insieme?
così va bene?
…bha..
comunque, visto che mi accusi di “offenderti a più non posso” riportami almeno una di queste offese.
senza cambiare discorso.
altrimenti scusati almeno per quello che hai detto.
e poi, sempre per massimo d’alma, ripensandoci, la tesi per cui se non usi uno smile non puoi fare ironia, non sta veramente in piedi.
Anto’, e nun t’innervosi’
Gianlù, sei patetico. Si su Dissapore c’è un comblotto contro di te pagato dalle multinazionali che producono additivi e avvelenano milioni di co****ni mentre tu che sei quello furbo hai capito comefuniona ete ne tieni alla larga mangiando cose naturali.
ma tu per me sei un fenomeno paranormale.
complotto? avvelentamento? parole da me mai usate.
io ho solo chiesto comunicazione sull’utilizzo di quei prodotti, ossia gli additivi, per cui ci sia razionalmente il sospetto su una loro ipotetica tossicità, che non è provata, ma che da parte di alcuni studiosi, esperti e istituzioni non è neanche esclusa.
nonostante qui l’unica religione sia bressanini.
Certo, certo lui ha solo chiesto più informazione per tutti! Povero Gianlù.
si, e ho messo in discussione la vostra sicurezza assoluta sulla non tossicità di qualsiasi additivo.
che altri avrei fatto? fammi capire
Gianlù io ho parlato ne miei primi commenti solo di INFORMAZIONE e mai di additivi, di tossicità, etc…
Ma tu sei un disco rotto e se uno ti dice che è impossibile o alla fine inutile dare tutta quest’informazione. Se uno ti dice:ma credi che il modello delle etichette dei prodotti industriali veramente sia la soluzione di tutti i problemi tu cominci a parlare di studi sulla tossicità del glutammato.
E’ qui la tua disonestà intellettuale il fatto che tu rispondi SEMPRE facendomi dire cose che non ho detto.
Hai rotto, tu einstein e la risatella. Ma fattelo tu un additivo ogni tanto così ti rilassi un pò!
per me stai farneticando.
sul forum tutto resta scritto, per fortuna.
per cui riporta esattamente quello di cui parli.
riporta chi mi chiede una cosa e io che rispondo con un’altra.
ma soprattutto riporta almeno 2-3 esempi di me che rispondo SEMPRE facendoti dire cose che non hai detto.
altrimenti, questo tuo intervento, è solo un tuo delirio, che potevi risparmiarti, per te stesso soprattutto.
Gianlù abbiamo capito che menti sapendo di mentire quindi hai vinto tu. Contento?
non sai rispondere….non puoi riportare nulla, perchè le tue accuse sono meschine. non esistono.
Era meglio “cchiu’ ppilu p’ tutti”, o no?
massimo d’alma non sai più cosa dire, io dico sempre la stessa cosa, come facco a girare la frittata e a dire la stessa cosa.
vergognati per quello che stai scrivendo.
Amico, smettila che e’ meglio!
Vedi, io qui scherzo chiaramente (sempre le faccine) tu vai pateticamente di qua e di la’, quando gli altri sono ironici senza offendere nessuno, tu sei l’unico a non ridere…
Ora mi fermo, che scrivo dal telefono, ma aspetto l’elenco delle offese…
Faccio uno sforzo ed offro a Ginluca la possibilità di farci/farsi capire meglio. Senza perdersi dietro ad ipotesi, fraintendimenti di varia natura, similoffese, battibecchi personali e quant’altro, Gianluca, stiamo sul concreto e prenditi qualche ora di tempo, ma dettagliaci, secondo te, quali sono gli addittivi da mettere al bando e che devono rientrare tra quelli da dichiarare all’interno dei menu o in qualche modo essere resi noti preventivamente a chi si siede a tavola in qualsiasi ristorante. Indicaci/mi (naturalmente se ti va) il nome degli addittivi. Punto e basta. Altrimenti è come parlare del sesso degli angeli.
Ciao
LAMAX61°
P.S.Dopo, te lo giuro sul TEXTURAS, non mi senti più.
continui a parlare di “elenco di offese” e di mie offese.
a una mia richiesta, non sei stato in grado di riportarmene una, UNA, cioè dico almeno UNA. niente.
invee ho qui io pronta la lista di tutte le tue offese verso di me.
tu ti devi scusare:
primo – per le offese verso di me
secondo – per le menzogne che dici riguardo a ipotetiche mie offese, che non ci sono mai state
terzo – perchè mi accusi di girare la frittata, quando io dico sempre la stessa cosa, ossia l’esatto contrario
il msg qui sopra era per massimo d’alma
lamax61 ti rispondo subito:
primo – non sono certo io che devo mettere un additivo al bando, per quello ci sono le istituzioni. io non parlo di divieto ma di comunicazione.
secondo – gli additivi da comunicare? tutti, insieme agli ingredienti, se possibile. lo fanno già alcuni posti comunque.
potresti anche fare un bel librone, da lasciare in cassa, consultabile su richiesta, visto che comunque a molte persone potrebbe anche non interessare niente.
No, io chiedevo di elencarmi tutte le offese che t’avrei fatto, ma dettagliate,eh!
va bene iniziamo da questa
Massimo D’Alma risponde:
21 febbraio 2010 alle 16:03 (link)
Allora, se sei ignorante non e’ colpa di nessuno
ginlù ribaltiamo l’onere della prova. mi fai vedere dove ho detto che bisogna consumare additivi a pacchi e che non fanno male prima che tu la buttassi in rissa?
oppre stai zitto tu per piacere
ma io dove ho scritto che tu dici che BISOGNA CONSUMARE ADDITIVI A PACCHI ?? (sottolineo BISGNA)
sul fatto che non facciano assolutamente male, almeno entro i limiti dichiarati , mi sembra chiaro che sia la tua tesi
E pure quest’altra cosa dove l’ho detta?
IO DETTO: SECONDO ME COME PER LE ETICHETTE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI CHE NESSUNO LEGGE + COSI’ SUCCEDERA’ PER I LIBRONI NEI RISTORANTI. Dare una corretta infromazione per me non significa scrivere nomi incomprensibili su un pezo di carta e lasciare alla libera interpretazione di chi legge stabilire se fa male o no. L’informazione passa dalla formazione e da un Ente pubblico che stabilisce quello che può essere usato per uso alimentare o meno.
Io ho scritto questo e tu hai sbroccato:
“ma qualcuno vi vuole vietare di mangiare qualcosa?
ma basta !! siete ossessionati !! nessuno vi vuole vietare di mangiare le schiumette o le salsine, nessuno vi vieta niente, siete voi che volete obbligare chi non vuole mangiarle a mangiarsele !!
si parla solo di COMUNICAZIONE.
kapakkio, non fare il massimo d’alma della situazione !!”
Questo per la storia. Ma ora dirai che non è vero che io manometto tutto etc. etc..
guarda sono contento che hai tirato fuori questo esempio. per fortuna che sul forum resta tutto scritto.
questo mi fa capire che o mi pigli per il culo continuamente, oppure non ti rendi conto di cosa scrivi o a cosa rispondi, non c’è via di uscita.
la mia risposta che hai sopra riportata, era a cascata incollata sotto alla tua domanda:
“Poi,abbiamo capito che tu sei per le cose semplici ma credo anche ci vuole cose più complicate abbia diritto di cittadinanza o no?”
e NON ASSOLUTAMENTE IN RISPOSTA A QUELLO CHE TU QUI HAI RIPORTATO.
quindi era assolutamente a tema.
quindi stai riportando ancora il falso riguardo a me. come al solito, spero che prima o poi la gente lo capisca.
ecco il link:
http://www.dissapore.com/primo-piano/perche-lordinanza-anti-additivi-di-francesca-martini-commissionata-da-striscia-la-notizia-e-un-bluff-per-telegonzi/#comment-30540
kapakkio sta dimostrando di dire solo falsità che mi riguardano, come si sapeva già da un pezzo, tra l’altro
Bravo così tutti si rendono conto del tuo stile
Caro Gianluca, aspettavo questo tuo riferimento all’ignoranza, ti rispondo citando Wikipedia, ma e’ come se fosse un comune dizionario:
Ignoranza
L’ignoranza è la condizione dell’ignorante, cioè chi non conosce in modo adeguato un fatto o un oggetto, ovvero manca di una conoscenza sufficiente di una o più branche del sapere. Può altresì indicare lo scostamento tra la realtà ed una percezione errata della stessa.
In senso comune il termine ignoranza indica la mancanza di conoscenza e di qualche particolare sapere, inteso in generale o su di un fatto specifico. Può significare anche non avere informazioni su un fatto o su un argomento.
Conseguentemente mi dispiace averti definito “disonesto intellettualmente”, non lo sei, sei solo ignorante, nell’accezione più pura del termine (quindi nulla a che vedere con zotico, villico o scostumato, bada bene).
Appena avrò tempo riporterò, estraendolo dai commenti qui presenti, il tuo modo di discutere con gli altri.
Saluti
quindi adesso ignorante è un complimento?
no comment….
e in ogni caso semai se qualcuno ignora qualcosa, nel senso puro del termine, siete voi, che ignorate appunto qualsiasi opinione e studio in merito che riporti dati diversi dai vostri.
io al contrario, non ignoro ciò che dite voi, ma ho fatto solo notare che esistono anche altre campane.
Gianluca, vedi, se non leggi neanche quello che scrivo ci posso far poco…
Ignorante significa solo non conoscere bene e a fondo gli argomenti di cui si parla, non e’ mica offendere…
Le opinioni possiamo averle tutti e non devono per forza convergere, per carità!
Mi sono anche scusato per la presunta “disonesta’ intellettuale”, ma cosa vuoi di più dalla vita, un lucano?
IO MI RITIRO DA QUESTO POST.
NE HO LE PALLE PIENE.
saluti
Spiace vedere che eludi sempre le domande dirette.
Se dici che gli addittivi son dannosi dovresti sapere anche quali sono, perchè, altrimenti, nella BIBBIONA che deve stare al tavolo non capirai mai cosa ti stan servendo, proprio come capita con le descrizioni degli ingredienti poste sulle confezioni dei prodotti industriali.
Capisco che tu non abbia voglia di elencare gli addittivi ed è brutto constatare che, tra a”amici”, non ci sia neanche questo minimo rispetto per la risposta chiara, diretta ed inequivocabile. Io ti ho detto chiaramente quali addittivi entrano in “POMPA MAGNA” se vuoi cucinare alcune cose, sapendo cosa comporta il loro uso e ritenendoli totalmente innocui in base alla loro conoscenza, che ho fatto studiandoli prima di usarli. Tu no. Fai come il capitone e sguizzi e sguazzi da tutte le parti. Fine
LAMAX61°
Signore fino ai saluti finali…
[...] ordinanza non ha vietato proprio nulla di ciò che era stato annunciato mediaticamente, come già faceva notare il seguito blog enogastronomico Dissapore, chiamandola “un bluff per telegonzi”. In più è come la mozzarella: ha una [...]
Ecco, ho provato (inutilmente) anche questa volta, a discutere con questa persona:mi sono sentito dire che l’ho ripetutamente offeso, ho provato a cercare nei commenti ed ho trovato questo:
19 febbraio 2010 alle 11:45
gli additivi fanno miracoli, infatti anche massimo d’alma apparentemente sembra una persona che capisce quello che uno gli dice.
19 febbraio 2010 alle 11:5
ps: per massimo d’alma, se mi lasci la tua mail, te lo riscrivo, se vuoi ti faccio anche il filmato con i sottotitoli
19 febbraio 2010 alle 17:45
…quindi chi è che dice cazzate?
…non contento della cazzata appena scritta, ….dicendo un’altra cazzata che non può esistere…
20 febbraio 2010 alle 01:11
io non ho insultato nessuno.
ognuno la pensa come vuole, io sono anche ironico, se sto “giocando” un pò con massimo d’alma…
21 febbraio 2010 alle 16:11
che pena massimo d’alma
21 febbraio 2010 alle 16:12
ma tu e kapakkio c’avete il cervello condiviso? uno dice una cosa e dopo due righe l’altro usa le stesse parole.
andate anche a letto insieme?
comunque qualcosa nel vostro rapporto non funziona, perchè quando ho detto a kapakkio di non fare il massimo d’alma si è infuriato, mi ha detto di non offenderlo. fossi in massimo d’alma, almeno un pò m’incazzerei.
Boh!!!
M’è sembrato una specie di attacco diretto, ma preferisco lasciar perdere…
Caro Massimo anch’io sono stufo che questo troll inquini ogni discussione scantonando sempre quando gli si fa notare l’infondatezza dei suoi argomenti e trasformando la discussione in una questione personale.
Capisco che Bernardi voglia lasciare libera la discussione ma credo che il personaggio in oggetto vada oltre la civile dialettica in ogni occasione.
Leggo solo ora, scusami
Ti quoto in toto
[...] (con la peggiore cena ever). 5 – L’Italia è anche quel curioso paese dove si fanno ordinanze contro la cucina molecorare per compiacere Striscia la Notizia. 6 – Siamo pur sempre il paese di [...]
Posso sostenere, senza timore di essere smentito, che siamo governati da un branco di COJONI ??
Si, da molto moooolto tempo e chissà per quanto ancora! Ovunque mi giro….
Saluti.
LAMAX61°
[...] parte, se mi fossi sbattuto per una cosa che, come massimo risultato, ha partorito la patetica ordinanza anti-additivi del sottosegretario alla Salute Francesca Martini, pure io come Striscia passerei ad altro. Il [...]
Certo che ne avete di cose da nascondere, voi professionisti dell’alimentazione.
Gli addittivi sono dei prodotti utili solo a VOI, per farvi vendere di più e meglio.
Ma i tempi sono cambiati. Il mondo non è solo l’Italia dei beoti che beccano qualunque cosa abbia un colore luccicante. Qualcuno si è già svegliato.
Continuate pure a mettere tutte le porcherie che volete per addensare per colorare per aromatizzare PER IMBROGLIARE I SENSI DEL GUSTO, DELL’OLFATTO, DELLA VISTA E DEL TATTO.
Continuate così, e fra un po’ chiuderete la vostra lurida bottega.
Sono capitato su quesa pagina per caso, e sono rimasto indignato da quello che ho letto.
Mi sono sfogato, non aggiungerò altri post. Tenetevi le vostre bugie.
[...] americani, francesi, scandinavi, tedeschi, brasiliani) ieri si chiedevano il perché del nostro incomprensibile decreto. Vissuto ovviamente come una dichiarazione di guerra all’alta cucina. Ma soprattutto la [...]
[...] commenti Ordinanza anti-additivi | Com’è cambiata la vita dei ristoratori? Perché l’ordinanza anti-additivi di Francesca Martini commissionata da Striscia la Notizia è… Il Paese (sur)reale. Mauro Moretti e Francesca Martini Il verdetto di Nature: [...]