G.R.A.S. anch’io (Gruppo resistenza ANTI-SUSHI)

foto-225x3002I love cozze. E tanto per chiarirci, quelle in foto le ho mangiate io. Mangio pure seppie, polpi e qualsiasi altra cosa abbia un guscio da aprire. Allo stesso modo, odio il sushi, anzi peggio, mi fa senso. La fetta di branzino appoggiata sul mucchietto di riso sembra un sudario. Oltretutto è insipido, se non lo affoghi di salse e wasabi non sa di niente. E sì ché, in qualità di residente nell’unica zona italiana dove il pesce crudo si mangia da sempre—la fascia adriatica tra Bari e Lecce—potrei vantarmi di essere tra i pochi veramente autorizzati.

Macchè. Con tutti i suoi miliardi ben gli sta a Roman Abramovich, rifiutato dalla titolare del Bridge di Panarea, Angela Mascolo, perché il locale era pieno. Così la prossima volta impara a far chiamare un sushi-bar. E pure Massimiliano Ossini di Rai Uno, non si lamentasse dei 250 euro richiesti da un ristorante per due piatti e un antipasto. Maccome, sei a Porto Cervo e Male assoluto, vai anche nel Sushi-Restaurant.

Il punto è che il sushi è amato incondizionatamente da chi va al ristorante per ordinare un CARPACCIO D’ANANAS, e lo fa senza arrossire. Gente che disprezza la pastasciutta, che non sa nulla dell’Anisakis, il parassita pericoloso per l’uomo (mortale, in certi casi) che staziona in molte varietà di pesce (tonno compreso), ma che sa tutto sul tacco adatto per il Billionaire o per Palazzo Grazioli (la sede invernale).

Ecco il motivo per cui se Gianni Mura avesse davvero fondato il G.R.A.S., gruppo di resistenza anti-sushi, come annunciato ieri sul Venerdì di Repubblica, sarei corso a iscrivermi. Oddio, al posto del giornalista 2-parole-2 per spiegare che scherzava, che non voleva offendere i giapponesi e la loro cultura, le avrei spese. Si sarebbe risparmiato decine di commenti avvelenati da parte dei lettori di Repubblica. Leggetene qualcuno.

Noi lo diciamo prima, massimo rispetto per il Giappone ma ci basta un coltellino per essere felici. Chissà invece voi come la pensate. Magari vi siete fatti convincere dalla bravura di Moreno Cedroni, gran sdoganatore italiano del sushi. Oppure come noi, alle mode orientali opponete con fierezza le cozze?

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83 commenti a “G.R.A.S. anch’io (Gruppo resistenza ANTI-SUSHI)”

  1. 1
    butter_flu butter_flu commenta:

    in fatto di cibo (in altri ambiti non potrei dire altrettanto) non sono categorica: se mi si propone roba di qualità non sto a vedere se sia orientale occidentale nordica o sudista. il problema è un altro: è che il sushi voglion farlo tutti, perché vende. e va a finire che lo fa anche chi non lo sa fare (ovvero: non sa trattare pesce crudo in modo sicuro). appartengo a tutt’altra categoria rispetto a quella descritta: mai ordinato carpaccio d’ananas in vita mia, aborro i porti cervi et similia e mi vien da piangere quando qualcuno in un ristorante di discreto livello ordina tagliata con aceto balsamico e rucola, ma se mi si propone un buon sushi, fatto da mani esperte, lo mangio volentieri. altro problema, la gente non sa mangiarlo: lo affoga nelle succitate salse perdendone la delicatezza. che poi piaccia anche a chi di cibo non ne capisce un tubo è quasi ovvio: è talmente semplice che non può non essere capito. poi c’è la moda a metterci del suo e il gioco è fatto. secondo me lo si dovrebbe vedere semplicemente per quel che è: riso bollito con pesce crudo sopra. detto così fa un po’ più “ospedale” e un po’ meno figo, eh? ;-)

    ps: non che le cozze siano senza rischi…

  2. 2
    Giuseppe Trisciuzzi Giuseppe Trisciuzzi commenta:

    A me il sushi piace, non quello fatto nei falsi ristoranti giapponesi gestiti da cinesi con il cuoco forse malese. Bisognerebbe che il gruppo aggiustasse il tiro.

  3. 3
    Teresa De Masi Teresa De Masi commenta:

    Io sono per il recupero della tradizione pugliese del consumo del pesce crudo. Un sushi alla Caparezza, insomma… vieni a mangiare in Puglia Puglia Puglia…

    • Elisa Del Moro Elisa Del Moro risponde:

      Io sono per le ricette tradizionali, i prodotti autoctoni, ma anche per l’innovazione e il buon cibo che arriva dall’estero. Perché privarsi di qualcosa se piace, anche se non italiano o più propriamente “regionale”?
      Sono romana con DNA abruzzese, difendo la cucina di Roma e quella d’Abruzzo, ho imparato a cucinare milanese da quando vivo qui, ho ricordi meravigliosi della Puglia, tanto che alla mamma di un ex fidanzato chiedevo sempre le ricette. Ogni regione italiana offre un ben di Dio incredibile e all’estero bisogna mangiare la cucina del posto, pena essere delusi di fronte al più semplice piatto di pasta. Sono anche un’orrida mangiatrice di ostriche, cibo divino per cui ringrazio chi ce lo ha donato

  4. 4
    Cettina Palmeri Cettina Palmeri commenta:

    E magari fondare un gruppo contro gli *orridi* mangiatori di ostriche? :-)

  5. 5
    Giuseppe Trisciuzzi Giuseppe Trisciuzzi commenta:

    Ricci a non finire e poi ancora ricci.

    @cettina, cos’hai contro i divoratori di ostriche? L’ostrica è, insieme a poche altre cose, una delle vere libidini della vita.

  6. 6
    eggi eggi commenta:

    siamo in due Tomacelli ad appartenere alla fascia Bari-Lecce. devo dire che il sushi é buono solo se viene servito senza il riso, il miso, le salse, l’alga nori, la frutta e la verdura.
    alcune prelibatezze sushisud che pochi conoscono: gli allievi di Polignano a Mare, la schiuma di mare, le cozze padelle, i ricci di Savelletri, le cozze nere di Porto Cesareo, i datteri (quelli proibiti) di Santa Cesarea, i cueccioli, i tiratufoli. cosa vi siete persi….

  7. 7
    antonio antonio commenta:

    Onestamente mi pare una contraddizione dire che non si dovrebbe mangiare il tonno perche’ si rischia l’aninakis e poi presentarsi con un piatto di cozze “crude”, e di sicuro il limone non uccide niente eh.

    Detto cio’, anche in Sicilia si mangiano molluschi e crostacei crudi da una vita ma Mura non lo dice (o non lo sa)

    • Antonio Tomacelli Antonio Tomacelli risponde:

      L’anisakis è un parassita del pesce azzurro, quindi tonno, acciughe e sgombri.
      Non frequenta (grazie a dio) molluschi e frutti di mare

      • antonio antonio risponde:

        Scusa, ma quello che intendo dire e’ che le cozze crude possono portare vari problemi se infette, a cominciare dall’epatite A e finendo col colera.

        Dico io che non bisogna mangiare le cozze crude perche’ si potrebbe rischaire il colera? No, non lo dico, credo sia una stupidaggine, se ti piacciono le cozze crude e sai da chi ti rifornisci ti prendi qualche rischio e le mangi.

        I pesci che possono traportare parassiti dell’aninakis per LEGGE devono essere abbattuti a una certa temperatura oltre le 24 ore, procedimento che uccide le larve (nel caso in cui ci fossero).

        Detto cio’, dire che non mangi il sushi perche’ temi per la tua salute e poi ti presenti con le cozze crude, onestamente mi sembra un controsenso. Probabilmente il sushi dal punto di vista sanitario e’ persino piu’ sicuro.

        Ammetto tuttavia che ci siano persone a cui non piace il sushi, questione di gusti, niente motivazioni ’scientifiche’ o ’sanitarie’, per fortuna

  8. 8
    Bianca Maria Canepa Bianca Maria Canepa commenta:

    Non potrei mai fare a meno di sushi, rischierei la crisi d’astinenza! Ma solo di quello autentico giapponese

  9. 9
    Cettina Palmeri Cettina Palmeri commenta:

    Sono anche io un’orrida mangiatrice di ostriche! Ma Mura (fondatore del GRAS)erige un muro anche contro il nostro boccon divino! Decisamente, si perde un mondo

  10. 10
    fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Avverso il sushi, sopporto il sashimi, ammetto, rara, la tartare di tonno, anche le ostriche, pure il pesce crudo, anche se così da solo mi sguscia un po’… ma solo dopo che è stato abbattuto a venti sotto zero per ventiquattro ore.
    Non c’è scampo (sic?), il pesce crudo deve passare per l’abbattitore.
    Non si perde nulla e si debella l’anisakis. Allo stesso modo una debolissima cottura non toglie nessuna delle proprietà organolettiche e salutari, nè del pesce nè dei crostacei.
    Da bambino mangiavo tartufi e muscoli crudi col limone, succhiavo le chele dei granchi: oggi preferisco che il pesce risponda, parafrasando Mura, a un mandato di cottura.

  11. 11
    milani matteo milani matteo commenta:

    le due parole qui richieste il grande Gianni le ha spese chiaramente scrivendo:
    “Non contro il sushi in sé, né contro i giapponesi, che hanno un sacco di spiegazioni filosofico-religiose sul perché e percome del gradimento, ma che c’entriamo noi?”

    sul dibattito direi che il problema e’ al solito la commercializzazione del sushi ovvero la sua banalizzazione.
    ma allora anche i ristoranti italiani in giro per il mondo dovrebbero tutti chiudere? quegli sfortunati che hanno ordinato le penne alla alfredo ritrovandosi delle penne scotte con un improbabile sugo di vodka e pomodoro dovrebbero fondare un club anti-pasta?
    no. il sushi va consumato semplicemente nei posti giusti (in giappone ma non solo) dove non e’ ne’ meno interessante ne’ piu’ pericoloso dei deliziosi molluschi qui in foto.

    PS sul sushi a Portocervo non vale la pena spendere una parola. se lo meritano tutto.

    • Chefclaude Chefclaude risponde:

      …non avevo tempo, m’hai rubato la battuta e ora ti quoto in pieno. Il sushi è un insieme di cose, ma non quello che credono la maggior parte degli occidentali, pesce crudo e riso, buttato lì. E’ un’arte, una tecnica (con prodotti, strumenti e tagli particolari), e un’estetica fuse insieme: tutte cose sconosciute alla quasi totalità dei furboni che lo fa da noi e dei gonzi che credono di mangiare esotico, o addirittura giapponese.
      Dispiace vedere così bistrattata l’arte orientale che ha dato più stimoli alla cucina contemporanea.

      • eggi eggi risponde:

        per quanto ne sappia io.
        sushi significa ‘qualsiasi cosa con il riso’, non è una tecnica ma piuttosto un abbinamento.
        nasce con le verdure e si evolve in seguito con la carne ed il pesce.
        Il taglio è un arte, ma i giapponesi la assimilano dai cinesi, ma sicuramente in nessun paese al mondo si fanno tre anni di scuola taglio.
        ai giapponesi riconosco il rispetto della materia prima, per tutto il resto evoluzioni, influenze ed altro dobbiamo moltissimo ai cinesi. giusto per ricordare i cinesi utilizzavano l’oro in cucina 800 anni, + o -, prima di Marchesi.

        • Chefclaude Chefclaude risponde:

          Difficile spesso stabilire dove nasce una tradizione, e chi inventa cosa; le tradizioni sono state tutte inventate, e col tempo si struttura, si codifica questo “linguaggio”. Riconoscere alla cucina cinese un patrimonio di gran lunga più ampio (anche nell’uso dei prodotti) e aristocratico, e un’influenza decisa sulla storia e cultura giapponese, mi sembra del tutto giusto: ma ai giapponesi andrà anche il merito di averci fatto capire (o riscoprire) che si può essere estremamente tradizionali e moderni insieme, e che nessun aspetto di un prodotto può essere completamente separato dall’altro (è quello che volevo dire: qualità, tecnica, estetica, gusto). Questo è un equilibrio che nessun sushi-bar può neanche lontanamente avvicinare…

          • eggi eggi risponde:

            difficile può essere certamente stabilire chi ha inventato in gastronomia, certo. ma non è impossibile.
            la tradizione invece non è inventata, mai. rispecchia l’identità di un luogo, di un popolo ma è mutabile nel tempo.
            se in Cina ci fossero aperti alle influenze arabe tutto probabilmente si sarebbe evoluto diversamente.
            concordo con te sull’aspetto ed il ruolo che i giapponesi sono stati capaci di ‘imporre’ nel contesto gastronomico.
            del resto anche la tradizione italiana si è storicamente inflazionata nel mondo e adesso la cultura giapponese deve essere in grado di far fronte ai tanti tentativi di imitazione e snaturalizzazione come può essere quella del sushi bar.
            a mio avviso i giapponesi mangiano il sushi, come i russi mangiano l’insalata russa. i giapponesi mangiano il sashimi dove il taglio diventa fondamentale.
            tanto è che non conosciamo la cultura giapponese che mangiamo il tonno fresco, mentre il più grande mercato di tonno in giappone è di tonni congelati. Quando Luigi Pomata diceva in tempi non sospetti abbattete la carne di tonno molti illustri del settore lo prendevano per il culo.

          • Chefclaude Chefclaude risponde:

            la tradizione s’inventa, s’inventa…magari dopo un pò sembrerà così “naturale” da essere l’ombra di un territorio, della gente che vi abita, come se fosse sempre stata lì. Riprendiamo gli spaghetti col pomodoro: prima che diventassero “forma di autocoscienza” (Scarpato) la pasta sarà stata inventata da qualcuno, o reinventata da un embrione informe nella sua formula di successo; e il pomodoro importato da un continente nuovissimo e inconcepibile fatto attecchire, adattato, evoluto nelle sue varianti. E il tutto in tempi “recenti”.Prima di questo bel piatto di pasta ci saranno stati secoli di altre tradizioni, in cui sarebbe stato inconcepibile (mancavano i prodotti base, o la tecnica). Tutto questo per dire, per assurdo, che magari noi non mangeremo per sempre pasta (ammazza, che bestemmia!), o i giapponesi sushi, o i russi insalata russa (che loro mi pare chiamino “italiana”…). Insomma, godere del proprio cibo vuol dire pure goderne la novità negli altri, riscoprire il sapore originario e materno in ciò che in apparenza non lo era: e l’identità può conservarsi solo se si confronta, e perdersi se si chiude. L’identità dovrebbe essere un fatto del tutto creativo.

          • eggi eggi risponde:

            @Chefclaude – la tradizione. se pensiamo alla pasta ed in particolare ad una preparazione ‘cacio e pepe’ …senza il pepe – perché non c’era – gli etruschi ne facevano una molto simile, probabilmente una delle più antiche. se tu consideri la tradizione una ‘semplice’ invenzione bisognerebbe dare la paternità ad una persona o popolo specifico, se uno inventa è perché prima non c’era. mentre proprio la pasta ha un evoluzione in tutte le tradizioni: varie forme e composizioni. poi ogni luogo ha ‘plasmato’ gli ingredienti e le preparazioni considerando le esigenze. banalità a parte – gli spaghetti per eccellenza sono cinesi – ma già gli etruschi facevano qualcosa di molto simile – noi in Italia non consideriamo quelli di riso come in Cina non considerano quelli di grano. adesso le due tradizioni cominciano a fondersi e probabilmente nasceranno altri prodotti, non si inventeranno, oserei dire si modificheranno.
            se consideri tutte le ‘puttanate’ sulla dieta mediterranea, una per tutte la pasta così come l’abbiamo plasmata noi italiani, non puoi che constatare che in tutto il bacino del mediterraneo (oltre 50 paesi) è solo la cultura italiana che l’ha tramutata in tradizione. pertanto la pasta non fa parte della tradizione mediterranea ma é un’evoluzione italiana di un insieme di ingredienti.

  12. 12
    Antonio Tomacelli Antonio Tomacelli commenta:

    @ Eggi
    Non ricordo ristoranti con questo nome a Porto Cesareo.
    Una vera istituzione però è “Cosimino” sul lungomare.
    Se poi cerchi emozioni forti, c’è la friggitoria sotto Torre Lapillo: si mangia praticamente “nel” mare!

    • eggi eggi risponde:

      il Poggio fu chiuso nel 1983/84…persone…problemi.
      non ricordo il nome ma a Porto Cesareo ho mangiato le linguine alle veraci più buone in assoluto, tavolo in legno, cerata, tovaglioli di carta ma un sapore che non ho mai più ritrovato. la mia non vuole essere una provocazione ma sono convinto che l’aria del posto influenzi seriamnete. poi i datteri da 8/9 cm.. non sapevo neanche esistessero di quelle dimensioni.tu sai che adesso sono cose introvabili. tornando al ristorante non era, ne sono certo lo Scoglio.. che in quegli anni era un po’ la punta di diamante del luogo. sconcertato dalla buca o fossa del diavolo.. che credo ‘tolse’ la vita ad un magistrato di Nardò.. mi pare.
      poi, non so se lo sai, S. Maria al bagno, dove il rapporto ‘pischelle’ era di 30 a 1… lo ricordo come un luogo di perdizione.

  13. 13
    Tommaso Farina Tommaso Farina commenta:

    Sushi o no, oggi mi sono pappato i boudin di Flavio Ottoz a La Salle. Mai assaggiato boudin migliori in tutta la Val d’Aosta, gli stanno dietro non dico quelli di Bertolin (che in ogni caso ha fatto molto per il territorio valdostano) ma anche quelli di Gaudenzio Porté da Pont Saint Martin.
    E ho scoperto che nell’area di servizio dell’interporto di Aosta c’è un negozione di tutte le migliori specialità valdostane, che vende anche la Fontina dell’ottimo Ducloz di Gignod.
    In Italia abbiamo tante di quelle cose buone che il sushi (peraltro nell’80% dei casi davvero mediocre quando non scadente) possiamo anche evitarlo, tranne i casi di ristoranti davvero buoni, su cui attendo il parere di Massimiliano Crippa.

  14. 14
    angelo angelo commenta:

    Il sushi per come la vedo io, in Italia è una moda, e come tale, essendo perlopiù preparato in modo mediocre è destinato a “passare”. Il nostro pesce crudo, i molluschi, i mitili etc.etc crudi sono un altra zuppa. Per aver mangiato cozze crude da piccolo, avevo 6 anni, mi beccato l’epatite A; eppure, alle cozze crude, alle ostriche, alle patelle e a tutto ciò che il nostro mare ci regala e che si possa mangiare crudo, non so resistere. Riccordo ancora l’emozione dopo aver mangiato, con altri 2 amici, oltre 600 ricci con pane e vino sulla costa fra Bosa ed Alghero…altro che sushi !

  15. 15
    Marco Lungo Marco Lungo commenta:

    Lasciamo il volgo a mangiare il sushi negli stessi locali che, solo pochi giorni prima, erano ristoranti cinesi.

    A me piacciono le ostriche, ne mangio in quantità industriali.
    In particolare, le Belen, e se trovo le Rodrigues, chiamano la polizia per tirarmi fuori.

    Suvvia, siamo seri…. qualcuno ha mangiato del vero sushi in Italia? Davvero?

    • alfredo alfredo risponde:

      Appunto! la moda è una cosa così brutta che va cambiata di continuo. Il sushi all’italiana gestito dai vari Pino o cin-ciun-la, non è giapponese ovviamente, come le pizzerie che fanno anche il kebab in germania o in tutti i paesi del nord-europa non sono italiane.
      Per finire: spariranno da soli, senza problemi questi localini, rimarrano in pochi, tutti mischiati con qualcosa d’altro, all’italiana, per esempio, alla Malpensa c’è un angolo dove sono messi in semicerchio, un bar all’italiana, un kebab, un sushi, uno solo per panini, un’altro per la pizza, uno per i primi da micro e uno per la pasta espresso (hanno un cuocipasta).
      Quindi non disperate e continuate a mangiare ITALIANO.

  16. 16
    gumbo chicken gumbo chicken commenta:

    Scusa però dire che è insipido non ha molto senso; se è fatto per essere intinto nello shoyu è giusto che sia così. E’ come criticare la pasta perché senza condimento sa di poco!!

    Non sono frequentatrice abituale, ma un po’ di locali li ho provati. A Torino mi è piaciuto molto solo al Wasabi in Corso Ferrucci; altri erano abbastanza buoni, altri veramente terribili!
    Trovare un sushi veramente buono – non dico degno dei migliori maestri giapponesi, ma buono – a me sembra leggermente più difficile che trovare una pizza veramente buona. Come in tutto, bisogna saper cercare e scegliere.

    Io comunque sono stata malissimo solo due volte con le ostriche tanto che – già non mi facevano impazzire prima, adesso…non ho ancora superato il ricordo negativissimo! :-( (

  17. 17
    nadiap nadiap commenta:

    Certo, vi siete impegnati proprio con questo post..voi di dissapore vi siete dati tanto l’aria da radical-chic del gastro-web ma poi alla fine le sfumature xeno-gastrofobe sono diventate nette. Certo qualche post, tipo l’anti anti-kebab, aveva gia fatto capolino, quindi i sospetti c’erano, avallati anche da una certa ‘morbidezza’ nei confronti di commenti destrorsi, leghistoidi e ottusi che ormai infestano il blog. Che ignoranza del diverso, e che arroganza da italiano ottuso mangiaspaghetti e mangiacozze questo post. Ma soprattutto che qualunquismo gastronomico della serie ‘me piaciono l’abbacchi e le galline perche nun hanno spine..’ (recita cosi il poeta?)
    Altro che dissapore..direi nausea..la mia.

    • antonio antonio risponde:

      Io credo che i commenti non siano da moderare, perche’ ognuno ha il diritto di dire la sua opinione e la liberta’ di parola non dovrebbe essere limitata in nessun caso; i commenti leghisti o nordisti possiamo semplicemente ignorarli =)

      Per l’appunto gastronomico, invece, concordo con te.

      Tra cozze e sushi cos’e’ piu’ pericoloso dal punto di vista sanitario? Dal post sembra che la risposta sia il sushi. Poi il fatto che e’ insipido e’ vero, anche la pasta senza sale nell’acqua e’ insipida.

    • francesco francesco risponde:

      cara nadiap, condivido i primi 4 righi. effettivamente si intravede, nel post, una sorta di autoreferenziale compiacimento del tipo (magari quando la facevano in pochi, lì ad esaltarla; adesso che la si trova anche in pizzera, non è più, come dici tu, abbastanza radicalchic). e naturalmente non mancano i soliti noti …. tuttavia, non posso non condividere anche il succo del post di tomacelli, che provo a riassumere a modo mio: la sushimania è frutto di una grandissima operazione di mercato che, inevitabilmente quanto più si estende a macchia d’olio, tanto più precipita verso il basso; d’altro canto, in Italia, in Puglia in paricolare, -posso fare un nome ? Tuccino a Polignano a Mare, numero uno per il crudo di pesce, mollusci, crostacei, celenterati e non so di che cos’altro- esiste una tradizione consolidata di pesce crudo, cui non sono (siamo) stati capaci (purtroppo ? per fortuna ?) di dare altrettanta fama.

      • francesco francesco risponde:

        non so come, è salato un pezzo: dopo “compiacimento del tipo” avevo scritto o

        • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

          Almeno allora non è insipido, magari piace a Tomacelli. :-P

          Però francesco almeno rivelaci cos’era che facevano in pochi e adesso si trova anceh in pizzeria!

          • francesco francesco risponde:

            parlavo della tartare di tonno; qualche anno fa era un must di alcuni stellati; adesso è alla stregua della tagliata rucola e grana; o no?

          • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

            Oh sì. In alternativa, altro tormentone-moda: carpaccio di pesce spada! :-(

            Però anche le classiche italianissime alici marinate sono crude e a rischio anisakis. Gli aderenti all’antisushi quelle le mangiano o no?

      • Riccardo I. Riccardo I. risponde:

        Confermo la qualità immensa del pesce di Tuccino: il 12 a Monopoli, nel corso di un pranzo a tema, ho mangiato un crudo acquistato appositamente presso questo ristorante. Fantastico! Cozze e cozze pelose, ostriche di Taranto, vongole veraci, gamberoni e scampi, piccoli polpi e calamaretti.
        Il mare in bocca! Avrei continuato ad libitum!
        La prima cozza cruda l’ho mangiata che avevo meno di tre anni e, da allora, non mi sono più fermato. Praticamente sto “a rota” senza soluzione di continuità.
        Il problema è che a Roma, da mangiare a casa, è difficilissimo trovare del crudo che valga davvero la pena e il rischio: il pesce migliore viene dirottato senza speranza verso ristoranti e clienti privilegiati. E allora ben venga persino il sashimi (sushi no, perchè non amo accompagnare il crudo col riso) take away, purchè selezionato.
        Tutto, pur di togliersi “la scimmia dalla spalla”… :-)

    • Tommaso Farina Tommaso Farina risponde:

      Veramente è “ce piaceno li polli, l’abbacchi e le galline, perché sso’ senza spine…” etcetera.
      Per il resto, mi sembra una tirata fuori bersaglio, a parte la cosa dei radical chic che è vera ma che non mi sembra più di tanto fastidiosa.

    • Massimo Bernardi Massimo Bernardi risponde:

      Così abbiamo nauseato la lettrice nadiap. Ci dispiace, ovviamente. Ma il suo commento richiede una risposta più articolata.

      Sì, c’è un vizio alla base di Dissapore. Noi siamo gastrofanatici, inquadriamo il mondo attraverso una lente deformata. Saltiamo la parte in cui io spiego che essendone consapevoli siamo i primi a scherzarci su, e tu mi spieghi che non c’è niente di spiritoso nel dire che il sushi non piace perché il bello sta nella diversità, eccetera: tanto sarebbe tempo sprecato visto il tuo senso dell’umorismo.

      Arriviamo direttamente al punto in cui io chiarisco che è questo l’unico vizio, e aggiungo di essere annoiato in ugual misura dalla presunta superiorità culturale della sinistra che eleva mezzi pensieri militanti a metro di giudizio universale, e dal suo contrario – la cafoneria forzaitaliota di certi ambienti frequentati dalla crema vischiosa dei politici e delle veline di regime. La Lega poi, andiamo, prima di dire sciocchezza per favore, rileggiti questi post (1) (2) (3).

      Se avessi il dono sublime di risolvere il problema dei commenti perniciosi con l’esclusione automatica dei simil-troll, cosa peraltro che il sistema mi consente di fare, te la farei vedere io la “morbidezza’ nei confronti di commenti destrorsi, leghistoidi e ottusi” che vagheggi. Ma siccome vogliamo che le nostre discussioni non vengano rovinate, da qui a un mese qualche soluzione la tiriamo fuori.

      Nel frattempo, spero tu sia venuta a capo della nausea. A proposito, ne ho dovuta sopportare una formidabile a seguito di un hamburger trangugiato da McDonald’s. Che dopo quella volta non mi ha più visto nemmeno dipinto. E credimi, nessuno mi ha accusato di essere anti-americano o ha pensato di segnalare le mie generalità al Mossad.

      • alfredo alfredo risponde:

        Quindi Signor Massimo, lei mi considera un simil troll, che nel vostro linguaggio da fighetti, sarebbe uno che vi rompe le scatole o il giochino che in questo caso sarebbe “Dissapore”. Voi non ci state e mi stoppate. Va bene, cercherö di non provocarvi piu’.
        Ok, Il mitico Gianni mura dice semplicemente che lui preferisce mangiare tutto cotto, pure io, le cozze crude e le alici le lasciamo ai baresi:-))) e al signor Tomacelli, che vedo molto in forma. Ha proprio la passione forte che gli scappa da tutte le parti.

  18. 18
    francesco francesco commenta:

    niente da fare, rinuncio; spero che si capisca lo stesso

  19. 19
    Fabio Fassone Fabio Fassone commenta:

    @Antonio Tomacelli (per il suo post)

    esagerato…

  20. 20
    eggi eggi commenta:

    alcune considerazioni. Il pesce crudo, in tutte le forme e varianti, in alcune regioni italiane, si mangiava ancor prima che conoscessimo il sushi e che, vorrei ricordare, i giapponesi non mangiano.
    é chiaro che l‘effetto GRAS, assume per chi come me è cresciuto nel sud dell’Italia un voler disconoscere una realtà di tradizione locale a priori. nell’articolo di Gianni Mura mi pare passi il messaggio che della tradizione del sud non ci sia poi molta conoscenza.
    ma il pesce crudo si mangia anche in toscana, in liguria, in veneto.
    il giapponese dietro il pesce crudo ci ha costruito un modo di virtù e religione esportandolo in tutto il mondo. al contrario in Italia quelli che aprono i ricci con i denti o mangiano allievi e cozze crude vengono paragonati a dei cannibali e ‘privi di etica gastronomica’

  21. 21
    Lello Rello Lello Rello commenta:

    Purtroppo l’autore di questo post non ha mai avuto la fortuna o l’intelligenza di poter gustare del pesce crudo con un sapore! E da li’ discende il suo “odio” piuttosto stupido verso questa forma di gustare il pesce.
    Che le cozze siano più gustose , non lo metto in dubbio , ma “migliori del sushi” di per se stesse… Che significa?

    Che post da ignoranti , signori miei!

  22. 22
    Armando Armando commenta:

    Non capisco, sinceramente non capisco. A me tutto ciò sembra solamente la solita ennesima crociata ideologica. Chi non vuole mangiare il sushi, padronissimo di farlo. Io continuerò a mangiarlo o non mangiarlo a seconda di come mi va. Così come faccio con la pastasciutta, la pizza, il kebab, il pollo tandoori e chi più ne ha più ne metta. Le guerre di religione le lascio volentieri agli altri.

    PS. Spero che l’autore voglia spiegare in base a quale ragionamento chi mangia il sushi deve necessariamente disprezzare la pastasciutta. Non è proprio possibile che a uno piaccia l’uno e l’altra?

  23. 23
    il fermentatore il fermentatore commenta:

    Stiamo finendo verso la deriva lucchese, via i ristoranti etnici dal centro storico,i gurmet devono mangiare solo italiani, ecc.
    Io un buon sushi lo apprezzo, viceversa non amo per niente le cozze, cosa dovrei fare?
    Io continuo a mangiare sushi e a segnalare che le ipercoop toscane ne vendono nel reparto pescheria di ottimi (maki magnifici!)

  24. 24
    fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Ma qualcuno ha letto l’articolo di Mura? Non ci sono crociate, discriminazioni, muri ideologici e tutto il caravanserraglio etnico-polemico-culinario ormai così frequente.
    L’articolo di Mura è una nota, ironica e con giochi lessicali, all’interno di una ampia inchiesta che riferisce della opportunità di “cuocere” il pesce o abbatterlo a meno 20 se da mangiare crudo. Si citano e si intervistano ristoratori anche molto famosi su questo tema di semplice responsabilità sanitaria.
    Tutto il resto, le battaglie, i molluschi, le pizze o i kebab non c’entarno niente. Punto.

    • antonio antonio risponde:

      Cito dall’articolo, grassetto mio

      “È una battaglia persa, ormai quei tristi ikebana fioriscono in tutti i supermercati e non c’è pizzeria che non proponga la tartare di tonno”

      “In Italia i fiori del mare si sono mangiati da sempre cotti, o almeno marinati, tranne che in una fascia adriatica, molto robusta tra Bari e Lecce”
      (non e’ vero, in altre parti d’Italia si mangia pesce crudo da sempre, non e’ sushi ovviamente)

      “La prima della mia vita, e anche l’ultima, è stata a St. Malo nel ’6 7. Il mare che sentivo era alga marcia e olio di macchina, cose non piacevoli e complicate dal fatto di ingoiare viva quella bestiola molle. ”

      “Ma è ben buffo che una tribù all’avanguardia (coi cellulari, le auto, gli orologi) preferisca l’acucina alla cucina. Acucina, neologismo che regalo ai crudisti, sta per non cucina. Si sfiletta il pesce e si depone nel piatto.”

      “Però informatevi sull’anisakis, parassita pericoloso (mortale, in certi casi) per l’uomo che infesta molte varietà di pesce (tonno compreso) e riflettete sul fatto che i nostri mari non sono quelli degli atolli polinesiani (dove peraltro gli indigeni il pesce non lo mangiano crudo) ma hanno un tasso altissimo d’inquinamento. ”

      (onestamnete sta storia dell’aninakis sul pesce non abbattuto e’ abbastanza scocciante, e’ come dire che non dovremmo mangiare uova poco cotte e derivati (come il tiramisu’) perche’ si rischia la salmonella. Esistono pratiche mediche e leggi per ridurre o azzerare il rischio, il congelamento nel caso del tonno e quelle relative a come maneggiare le uova nel caso della salmonella)

  25. 25
    Antonio Tomacelli Antonio Tomacelli commenta:

    E finalmente, dopo la risposta (esatta)di Fabrizio, rispondo io.

    Non è bastato il richiamo allo “scherzo” di Gianni Mura per evitare pesanti critiche, evidentemente leggete solo ciò che volete leggere.
    Il post, come altri di Dissapore, ha un intento provocatorio ma anche un fondo di verità: siamo contro gli eccessi e le mode per noi sono un eccesso.
    Fra qualche anno sarà bello rileggere i commenti in difesa del sushi e archiviarli tra le “cose che andavano una volta”.
    Sushi, tra l’altro, comincia per esse, quindi il suo posto è giusto tra “rucola e grana” e “tartare di tonno”! :-)

    Tanti di voi hanno confessato che mangiare del buon sushi è difficile e ciò è dovuto proprio all’effetto moda: quanti onesti ristoranti stanno cavalcando la richiesta di delizie Giapponesi? Todos samurai e via col branzino, anche se d’allevamento!
    Vedere sushi dappertutto non mi rende xenofobo, cara nadiap, mi rende idrofobo proprio perchè dietro ci vedo eserciti di chef a zero tituli.
    Il cibo estero mi piace ma pretendere di assorbire e fare nostra una cultura millenaria in pochi anni, sa di frode prima che di presunzione.
    Io credo nella cozza come atto di onestà intellettuale, la stessa che pretendo da chi vende kebab o sushi, nient’altro.
    Le derive xenofobe le lascio al buon Alfredo ed alla sua cospicua collezione di commenti bannati

    Io sono un terrone, tenetelo a mente.
    :-)

    • Tommaso Farina Tommaso Farina risponde:

      Antonio, sei sempre un grande, e mi sembra patafisico il fatto che tu debba difenderti per un post del genere. Sembra che l’ironia sia del tutto sparita dalle teste dei suoi maggiori possessori, al che mi chiedo: ma quello poco ironico e sempre antipatico non sono sempre stato io?
      Io penso che non ci fosse niente di cui giustificarsi in questo post. C’è chi ha voluto cercare dei significati che non c’erano.

      • nadiap nadiap risponde:

        Tommaso, non rigiriamo la frittata perche’ qui allora lei e’ l’intelligente che ha capito lo humor del post e tutti gli altri invece non ci arrivano, eppure i concetti non mi parevano proprio di fenomenologia dello spirito..I significati che sono stati colti, se sono stati colti, c’erano oppure e’ mancata la precisazione, il dettaglio e una certa abilita’ di giocare con le parole.. L’ironia poi sta proprio di casa da un’altra parte non in questo post sicuramente. Da un post cosi spudoratamente scritto per far azzuffare la gente ci si deve anche aspettare commenti meno in linea. O dobbiamo fare tutti l’aola a ogni riga che viene postata?
        Ah, grazie per la correzione sull’abbacchio e le galline di cui sopra, proprio il motivo non mi veniva in mente..))Per il resto mi rassicura il nostro disaccordo quasi su tutto.

        • Tommaso Farina Tommaso Farina risponde:

          Intelligente io? Dai, e magari anche simpatico? No, decisamente non mi conosci bene… :) )
          A parte gli scherzi, io Antonio lo conosco di persona, e ciò forse mi ha aiutato a leggere tra le righe. Ma mi rendo conto che ovviamente non tutti possono averlo incontrato, quindi ammetto che l’equivoco poteva esserci.

    • alfredo alfredo risponde:

      …”Il post, come altri di Dissapore, ha un intento provocatorio ma anche un fondo di verità: siamo contro gli eccessi e le mode per noi sono un eccesso”…

      Ben detto Antonio!

      Quindi per inciso sifoni gelatine e schiumette sono solo una moda anche per lei, vero?
      Per finire Gianni Mura è un grande, mi piacerebbe sapere cosa ne pensa dello spagnolo delle schiumette e dei sifoni.

      Il pesce, chi vuole se lo mangia crudo e non rompetegli l’anima che tanto si fa male da solo.

      In Piemonte noi mangiamo la carne cruda perchè il mare è lontano.

      • Tommaso Farina Tommaso Farina risponde:

        Ma le schiumette e i sifoni erano di moda una decina di anni fa, in quel campo.

        • alfredo alfredo risponde:

          Appunto, le mode passano, ma i seguaci restano e cambiano idee velocemente, prima tutti a mangiare dall’Armani, adesso che il sushi lo vende l’Esselunga anche il lunedì allora fa schifo, per ripicca si mangiano le cozze crude, però solo in puglia, o la bauscia di formaggio però solo dal Bottura, e via discorrendo.
          Intanto io e il Gianni Mura se le mangiamo, le cozze ovviamente, le cuociamo.
          Per il resto il mondo e bello perchè è vario, ma può anche essere avariato come il pesce crudo (anche le cozze qualche volta) :-) ))

    • nadiap nadiap risponde:

      Caro Antonio,
      quante volte ancora bisogna citare Mura? Non conveniva fare un copia-incolla del suo articolo ed evitare equivoci? D’accordo ovviamente con la disonesta’ di bruciapadelle dal carpaccio facile etc ma nulla di questo e’ emerso nel post; inoltre eserciti di chef senza titoli si nascondono dietro il sushi come dietro la cozza. Quando ho citato le derive xenofobe sai benissimo a chi mi riferivo (scusa se ti do del tu, ma tra terroni..), anche se come sai benissimo non basta essere terrone per non essere leghista..purtroppo..Insomma se l’intenzione era di buttare un sasso in questo stagno d’agosto la mano non bisogna tirarla indietro poi.

  26. 26
    Armando Armando commenta:

    La risposta di Fabrizio sarà pure esatta, però non dissipa il mio dubbio che ci troviamo di fronte ad una crociata ideologica, anche se espressa in tono ironico (o che almeno tale è stato percepito da chi condivide le idee dell’autore). Tuttavia prprio il riferimento a rucola e grana e tartara di tonno serve ad inquadrare il discorso: si tratta di piatti inizialmente esaltati al massimo, e se non ti piacciono allora di cucina non ne capisci niente; ed in seguito demonizzati, e se ti piacciono non ne capisci niente di cucina. Oggi tocca al sushi, qualche anno fa in fase ascendente e oggi discendente.

    Io non mi iscrivo né al partito dei difensori del sushi, né dei suoi detrattori. Io mangio una cosa solo se mi piace, fregandomene se è di moda o se non lo è. Nella replica di Tomacelli sono stato iscritto d’ufficio nel partito dei difensori del sushi (o almeno questa è stata la mia impressione), mentre io mi limito semplicemente a difendere chi vorrebbe essere libero di mangiare quello che preferisce, qualunque cosa essa sia, senza per questo dover essere sbeffeggiato (ironicamente, s’intende, ma comunque sbeffeggiato).

    Tomacelli dice che del suo articolo c’è chi ha voluto leggere solo quello che ha voluto. E’ possibile, ma nel mio caso ho letto l’articolo più volte prima di postare la replica. Non potendo certo commentarlo parola per parola, è inevitabile che ci si focalizzi solo su quelle parti sulle quali si è maggiormente in disaccordo. E quando si scrive “Il punto è che il sushi è amato incondizionatamente da chi va al ristorante per ordinare un CARPACCIO D’ANANAS, e lo fa senza arrossire. Gente che disprezza la pastasciutta, (…) ma che sa tutto sul tacco adatto per il Billionaire o per Palazzo Grazioli (la sede invernale)”, può darsi che stia leggendo solo quello che voglio leggere, ma quella frase è stata comunque scritta nell’articolo originale, e non posso fare a meno di percepire da essa (erroneamente, spero) un forte senso di disprezzo verso coloro che la pensano diversamente da Tomacelli. Ironia, mi direte. Ma la brutta sensazione che ho avuto leggendola resta tutta.

    PS. Cito: “pretendere di assorbire e fare nostra una cultura millenaria in pochi anni, sa di frode prima che di presunzione”. Può darsi. Però se avessero pensato allo stesso modo anche quando, sempre dall’estremo oriente, abbiamo importato gli spaghetti, oggi la cucina italiana sarebbe enormemente diversa, non credete?

  27. 27
    Chefclaude Chefclaude commenta:

    Fare e apprezzare l’ironia è bello, riuscire a farla bene sarebbe meglio: da questo punto di vista mi sembra che Tomacelli non abbia per nulla colto nel segno, creando una certa forzatura, un pò porcareccia, nella difesa di una sana e genuina tradizione di cibo locale e nella repulsa di ogni stramboide invasione di becchime alieno (questa volta di un verde un pò giallino, quindi ancora più indigesta…).
    Avrebbe dovuto dire forse “QUESTO sushi (fatto male, di scarsa qualità e moda da fighetti), è immangiabile e indifendibile”, come hanno affermato, correggendo il tiro, la maggior parte degli intervenuti, oppure “questo sushi attualmente non è esportabile” come direi io, piuttosto che “odio il sushi” (la qual cosa, l’odio, non provoca nessun tipo di moto ironico, e spinge a credere che forse che cosa odia o ama Tomacelli non dovrebbe essere fatto oggetto di un articolo, di una discussione sensata – cosa possibile, in realtà, con maggiore uso di tatto e, appunto, di ironia). Questa ambiguità genera in realtà risse, e fa uscire anche la solita tifoseria un pò zombie fuori dalle pc-tombe: colpa della crudità delle cozze? Oppure come afferma nadiap (esagerando?) semplicemente vi piace scatenare il mostro perchè vi aumenta lo “share”?
    Fatemi sapere, vi prego, prima che scarpacci quest’ananas…

  28. 28
    gumbo chicken gumbo chicken commenta:

    Una cosa che mi pare nessuno abbia ancora fatto notare è che uno dei motivi per cui il sushi dilaga (soprattutto al nord credo) è che è adattissimo allo stile di vita media urbana: leggero, veloce, informale.
    Pausa pranzo con timbratura obbligatoria; cena direttamente dopo giornata di lavoro e commissioni e/o prima del cinema; attacco serale di pigrizia anti-spesa e anti-cucina e anti-lavaggio di piatti…insomma, a me non vengono in mente tantissime opzioni adatte quanto un sushi al volo.

    Voi del G.R.A.S. cosa proponete come alternativa?

    • alfredo alfredo risponde:

      Giusto! Mi sembra che lei sia molto veloce e brillante nel guardare le cose da prospettive diverse.
      Difatti io non son aderente a sto Gras, son d’accordo col Gianni di cuocere il pesce prima di mangiarlo.
      Ma ovviamente ognuno può andare dove vuole e come dice lei il sushi-bar è una buona cosa se uno è un’pò pigro.
      E poi sti sushi-bar sono anche belli e attraenti, ma attenzione sono una moda… e come tale va presa con le molle, perchè quando una cosa è di moda subito spuntano le copie.

  29. 29
    eggi eggi commenta:

    Tomacelli, non pensavo che nell’intento del post ci fossero risposte esatte e sbagliate. pensavo ci fossero dei commenti più o meno condivisibili. come funziona effettivamente?

  30. 30
    Dario Bressanini Dario Bressanini commenta:

    Io vado al sushi-bar, ma prendo solo roba cotta. Ottima per altro. Il sushi mi fa schifo, così come molti altri pesci crudi (e per altro rappresenta solo una piccolissima parte della cucina giapponese). Evito anche i molluschi crudi (cozze, ostriche), un po’ perchè non mi piacciono, un po’ per evitare possibili problemi di infezione

  31. 31
    Carlo Zaccaria Carlo Zaccaria commenta:

    Il Sushi ritengo sia prima di tutto uno straordinario modo per condire il riso. Al riso si aggiunge aceto di riso, zucchero e sale; è apparentemente insipido ma rispecchia il gusto giapponese. Per renderlo più gradevole al nostro palato è sufficiente aggiungere più sale durante la cottura e nel condimento. Io utilizzo riso Baldo e faccio un sushi fantastico, un po’ italianizzato.
    Come tanti altri prodotti anche il sushi ha subito una banalizzazione per fini commerciali, ovunque trovi nighiri di tonno, salmone e gamberi e maki con tonno, frittata, cetriolo e uova di salmone o l’americanizzato salmone affumicato e avocado. Questa banalizzazione ha fatto perdere al sushi parte del suo fascino ed è giusto porsi domande sul pesce crudo utilizzato perchè pare che in molti casi le precauzioni nei confronti del terribile nematode non siano un granchè. Detto questo penso che il sushi occupi un posto nel mondo gastronomico accanto al risotto, alla pizza e alla pasta all’italiana. Merita il nostro rispetto e la nostra ammirazione ma difronte ad una pepata di cozze, una pasta alle vongole ed un risotto ai frutti di mare non c’è partita. Appena tornerò in Liguria, alla Prua di Alassio non mi farò mancare l’eccellente antipasto di pesce crudo con un bel rinforzo di ostriche.

  32. 32

    [...] non arrivano le polemiche sul sushi, si parla poco di gastronomia, ristoranti e vino di qualità. La vita del campo è fatta di menù [...]

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  35. 35
    Camillo Camillo commenta:

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  36. 36

    [...] che chiudono e al loro posto compaiono i sushi-bar. Avrete sicuramente seguito i recenti vivaci scambi di opinione. A volte se ne parla anche facendo confusione, sushi non significa solo pesce crudo e [...]

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    [...] sulla navicella spaziale Soyuz, decollata ieri. Cosa che chiaramente, un pugliese come me—iscritto al GRAS (gruppo di resistenza anti sushi)—non ha nessuna voglia di fare. Invece mi tocca. Mi tocca [...]

  40. 40
    kiaika kiaika commenta:

    io mangio quello che mi va cozze, ostriche o pesce crudo appoggiato sopra riso bollito (sushi, sashimi) poi se mi verrà una malattia o altro già scritto da qualche ipocondriaco ben mi stà ormai per me questo tipo di cibo è una “droga”.

  41. 41
    I love cozze too, but... I love cozze too, but... commenta:

    20100127_cozze.jpg
    (video)

    Napoli (27 gennaio) – Le cozze? A Napoli qualche pescheria le carica sul camion col bobcat, alla faccia dell’igiene. Magari, speriamo, saran state mandate al macero. Il sospetto che siano finite a tavola di qualche ignaro consumatore però c’è.
    (da ilmattino.it)

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