
Michael: Anche io da Firenze, interessa
Mickey: In questo blog scopro che gli
Aurora: Ragazzi sono di Roma, sono int
Eternino Fortunato: esprimo solifarietà piena,non
Maurizio: Chi fosse interessato può chia

Dilemma di un onnivoro: da dove iniziare le cronache culinarie di una vacanza in Salento? Dai dolci che sanno di festa pagana o dalle frise messe a mollo nell’acqua e condite con olio e pomodoro?
Forse è meglio che prima vi parli delle pagnotte di grano dal peso specifico imbarazzante, sono grandi quanto un panino e pesano un chilo!, o della definitiva sequenza puccia-focaccia-pitta, ma il tema “formaggi” da queste parti è di primaria importanza. Ci sono, inizierò dal mare, il vero e unico motivo per cui da dieci anni vengo in vacanza da queste parti.
Hai presente quel mare dall’azzurro un po’ fasullo che ti rifilano le agenzie di viaggio? Beh, qui sembra fotoscioppato tanto che è saturo di colore, e lo sconcerto di chi lo vede per la prima volta è tale che l’unico raffronto possibile è con una piscina, ma limpida tanto. “Lu mare te li sette culuri” dicono quelli di Porto Cesareo, ma tu ne conterai sicuramente di più. Neanche il porticciolo di pesca è inquinato e l’acqua è così limpida che i ragazzini giocano a nascondino tra le barche. Ecco, io vengo qui, a Porto Cesareo, esattamente a metà di quell’arco che la Puglia disegna sul mar Jonio, in questa piccola città né bella né brutta, affacciata sull’abisso che da qualche anno è “riserva marina protetta”.
Sotto l’antica torre saracena che un tempo avvistava “li Turchi”, c’è il porticciolo e a pochi metri la mia “Movida del pesce”, una stradina in cui sono concentrate sei pescherie, una dopo l’altra, che fanno orgasmare gli amanti del genere. A ogni pescheria fa capo un peschereccio o una serie di piccole imbarcazioni che ogni giorno procurano quintali di pesce fresco, molluschi e crostacei dai colori impossibili.
Appena sbarcate, le casse di pesce raggiungono i luoghi di vendita distanti pochi metri dal porto. La contrattazione tra pescatori e pescherie è rapida, i prezzi sono più o meno gli stessi e la gerarchia del pesce è la seguente: pesce “de prima”, che comprende aragoste, saraghi, orate, spigole, cernie, scorfani grandi e dentici, pesce “de seconda”, e sono ricciole, totani, polpi, seppie, merluzzi imperiali e pesci da zuppa di un certo peso. Ultima categoria “lu pesce de scangiu” e cioè quello resta nella rete dopo le prime due selezioni: cefali, zuppa di piccola pezzatura, sgombri, sarde e poi pesci dai nomi improponibili come gli spicaluri, gli argentini, li cannuli e i pupiddri.
Fuori concorso giocano certi mostri che nelle giornate giuste stancano le reti dei pescherecci più robusti. Sto parlando di cernie monumentali, tonni e pesci spada vicini al quintale o dentici di 7/8 chili. Specialità del luogo? Gli scorfani di buona pezzatura (ricercatissimi quelli neri di scoglio) e i magnificentissimi gamberi rossi dello Jonio da mangiare vivi e crudi direttamente in pescheria. Su tutto questo bendidio regna sovrana la cozza tarantina, allevata a pochi chilometri da Porto Cesareo in località S. Isidoro, che le pescherie servono già pulite e sgusciate o, se le preferite, a “mezzo guscio”, belle e pronte per essere gratinate.
Quanto costa questo paradiso per gastrofanatici? Tutto sommato non molto, considerando che dalle barche ai luoghi di vendita la distanza si misura in metri e non esistono intermediari. Un sarago da urlo, per dire, viene via a venticinque/trenta euro al chilo, ma se scendete di categoria (“de seconda”) fioccano soddisfazioni per dieci/quindici euro al chilo. Se poi è giornata buona vi incartano un pesce bandiera (o spatola) da due chili per il prezzo di un aperitivo (olive comprese). L’altro giorno, quel fantastico trancio di tonno rosso nella foto è stato aggiudicato al prezzo che vedete.
Se posso darvi un consiglio per gli acquisti, una volta qui visitate le pescherie come fossero parenti stretti, e cioè due o tre volte a settimana. I banchi del pesce cambiano spesso, la varietà è infinita e andandoci spesso si capisce qual è il pesce appena sbarcato. Poi è divertente girarle tutte perchè ognuna ha la sua specialità del giorno, dalla “passata di aragoste” al branco di palamite ancora vive.
L’unico indirizzo dove andare appena possibile è la pescheria Falli di nonno Vittorio, naturalmente il motivo sono le cozze migliori di tutto lo Jonio. Nel video qui sotto c’è un piccolo assaggio di cosa vi aspetta. Da apprezzare (magari al ralenti per capire come diavolo fa) precisione e rapidità nell’aprire il prezioso mollusco. Tanto per darvi un’idea, i cozzicari di Falli sono capaci di aprire qualche quintale di molluschi al giorno, approfittatene, roba che in cinque-minuti-cinque riuscite e cucinarvi lo spaghetto della vita.
Aggiungere che gli orari di apertura sono comodi e non c’è bisogno di lasciare la spiaggia in tutta fretta: qui le pescherie aprono alle sei del mattino evanno avanti fino alle 22,00, compresa la domenica.


Bellissimo e buonissimo! A Salento ci devo proprio andare! Certo 20€ per un kilo di tonno così fresco non l’ho mai visto a Roma. Anche a Terracina si mangia del buon pesce a prezzi contenuti.
e no che non lo vedi a Roma. quello in foto é colorato, tra l’altro anche male, con il succo di barbabietola. il tonno rosso sarà anche rosso ma a me sembra lo stop della fiat Uno.
Eggì, attento che stavolta caschi male
Sai come tingerebbe “lu munnu” il succo di barbabietola? Dà retta a me, correggi le impostazioni del monitor e già che sei lì, resetta il cervello
lascia stare che fai brutte figura davanti a tutti.
Se mi permettete un modesto parere quel tonno li se tutto va bene viene dallo Sry Lanka. Ne è un chiaro esempio la parte bassa che sta già perdendo il colore del dopo sottovuoto.
Diciamo che è un pò difficile andare a salento..o forse volevi dire Salerno!!
povero tonno rosso…per il resto, pesce meraviglioso!
E del Gargano che mi dite?
Dove si può andare?
Eggi@ ma come fai?
guarda i pezzi sono piccoli. guarda il lato pelle, non é colorato. il succo di barbabietola lo macchierebbe e poi colorerebbe il ghiaccio. vengono tagliati in pezzi ed immersi nel succo solo dall’interno. si vede perfettamente la parte che ha toccato il succo e quella non colorata.
credo sia una alalonga ma non é un tonno rosso.
é importante sapere che colorare il pesce con una sostanza come il succo di barbabietola non é illegale… spacciarlo per tonno rosso lo é. tre o quattro mesi un seguestro di tre tonnellate di squali affetatti e congelati sarebbero stati venduti in estate per spada. la carne é identica, il sapore anche per ‘i più’. ma la parte scura ha una conformazione totalmente diversa. per intenderci l’alalonga é il tonno fanno parte della stessa famiglia il gusto al palato é ‘sottile’. ma il tonno rosso é un’altra cosa. e poi il prezzo 20euro al kg… ma ti pare che un tonno rosso possa costare 20 euro al kg se lo comprano direttamente in barca a 40/60?
Tomacelli, il succo di barbabietola viene venduto insieme al fissativo… anche un bambino si accorge che quel tonno ha due colori. e poi io casco male? io casco male?
APRI GLI OCCHI .. MA APRILI BENE E GUARDA IL TRANCIO DI SALMONE ALLA DX È MACCHIATO DI ROSSO. ROSSO, ROSSO, ROSSO.
ma stai tranquillo, a stela nu la voijo
Eggi, non dimenticare che per essere un commentatore stellato devi essere registrato. Sei sicuro di esserlo? (Purtroppo tecnicamente non è possibile assegnare la stella ai lettori non registrati)
Un po’ “inquietante” questa cosa …. Mi sembra che i commenti di Eggi siano sempre di qualità, ma se non si vuol fare “outing” non si puo’ avere il “bollino Chiquita” ???
Pazienza, ce ne faremo una ragione.
Bello! C.S.I. Salento
Una domanda
Ma immergendo il trancio di polpa nel colorante, è sicuro che si colora anche l’interno? O tagliandolo non si troverebbe un inquietnte diversità di colore?
Tomacelli é contro i ‘ginecologi del gusto’ é una sua opinione la rispetto ma é risaputo che non la condivido.
andare in una pescheria in cui il 70% del pesce é locale non significa che il restante 30% sia VERO.
non mi interessa registrarmi e generalmente commento solo quando si ‘può giocare’
però lui, Tomacelli, ha un difetto, un grandissimo difetto: crede sempre nelle sue certezze e non vive i dubbi.
è impulsivo e nega l’evidenza di una.. definiamola svista.
Fante – quel pesce ha già due colori, anche il salmone. la parte immersa si colora in modo omogeneo. spesso si usa la macchina del sottovuto per perfezionare l’operazione, ma non in questo caso.
Stavo per scrivere lo stesso sul salmone! In effetti sono sempre di più le pescherie che oltre al pesce locale propongono il persico della Tanzania o la cernia di non so dove.
In questi giorni sono nel Cilento. Ovviamente mozzarella a tutto andazzo. Ai banchi delle salumerie/supermercati si trova di tutto. Ma è difficile recuperare una buona mozzarella di bufala con la zona di produzione a 30 km di distanza. Incredibile ma fanno prima ad arrivare le mozzarelle (anzi il fiordilatte e i bocconcini) dalla tangenziale di Milano…..
Purtroppo, nel Cilento dopo molti anni in molti luoghi potenzialmente da sogno la qualità della ristorazione, del pescato e in genere degli alimentari è penosa. Con le dovute eccezioni, sulla costa cilentana ancora non hanno capito cosa significhino le parole turismo e ospitalità.
A proposito di eccezioni, mai provato il pollo cotto con il forno a legna del ristorante/pizzeria Costantinopoli sopra Pollica?
Chiedo venia ad eggi ma vorrei far notare un paio di cose che spero potranno avere il suo avallo scientifico. Oltre ad avere una punta di barbabietola, il salmone mi sembra un esemplare decongelato con un taglio perfetto. I gamberi sulla sinistra mi sembrano avere le teste un po’ cotte dall’ammoniaca (escluderei la barbabietola). Gli scampi dell’altra foto hanno l’aria dei decongelati (e qui lascio alla tua tastiera di spiegare il perché). Ovviamente al netto delle foto che possono essere alterate dal mio schermo e dal collegamento internet affidato a una chiavetta a singhiozzo
Vincenzo carissimo, io ho parlato del pesce fresco, ma sui banchi delle pescherie di Porto Cesareo ci sono pure gamberoni congelati con le dovute indicazioni di legge, ci mancherebbe. Capita sempre qualche bauscia che vuole il gamberone a due soldi!
eggì, quanto tempo sta immerso un trancio?
Grande eggi
ottimo sguardo critico, sei mejo dela Jessica Fleccer.
Intanto beccatevi questo
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/07/27/visualizza_new.html_1876021260.html
Riconoscere i colori attraverso un monitor non è difficile, è semplicemente inutile, giacchè ogni monito ha una calibrazione diversa. Basta un punto in più di Magenta e sembra succo di barbabietola.
Senza annoiarvi con i misteri dell’RGB, faccio umilmente notare all’esperto svizzero le strisce di grasso perfettamente bianche che attraversano la carne del tonno, oltre al pezzo di grasso giusto all’attaccattura tra pezzo grande e pezzo piccolo. Sicuramente eggi ha una spiegazione tecnica pure per questo.
Esperto svizzero? E chi sarebbe mai costui?
Io quel tonno lo massaggerei con un filo di sale eppoi lo scotterei in padella con un filo di olio evo e qualche grano di pepe verde.
Una bella tagliata di tonno rosso … uhmmmmm … perchè il Salento è cosi’ distante, accipicchia?
Sono capitato per caso a Porto Cesareo. Sarà stato che arrivavo da Milano in aereo (era inverno), sarà stato che non ne avevo mai sentito parlare ma ne sono stato deliziato! Un paesino fantastico!
Ho passato a Porto Cesareo tutti i fine settimana di luglio ed ho visitato più volte tutte le pescherie: mi dispiace deludervi ma il pesce quasi mai era fresco!
Mio suocero, che è rimasto per il mese intero, abituato com’è a a Monte di Procida (Na) a comprare pesce freschissimo dai nostri pescatori locali, non ha voluto comprarne praticamente mai.
Credo che le stesse pescherie ne siano consapevoli: loro ritengono «freschissimo» il pesce pescato il giorno prima!
Eggi@
ma secondo te, quando poi quel trancio il pescatore te lo affetta , dentro si dovrà pur vedere la differenza.
Non credo che il colore penetri dentro.
Pare che quello che afferma eggi sia una pratica diffusa:
http://www.uniconsum.it/sicurezza-alimentare/3417-pesci-additivi-e-frodi.html
Giulia – il succo di barbabietola colora all’istante, se il procedeimento lo fai con il sottovuoto pochi minuti. ad immersione ci vogliono 4/5 ore. più é fresco maggiore é il tempo.
Pagano ha beccato altri particolari nteressanti su quel pesce. i gamberi sono cotti dall’ammoniaca, gli scampi sono decongelati, il salmone é pietoso, la spigola già sventrata é una vecchia conoscenza. nel video ci sono pagelli, sgombri, seppie nostrane. triglie oceaniche di sabbia ma anche delle bellissime triglie di scoglio locali, cefali locali. i saraghi sono di allevamento, i polpi sopra le mormore sono decongelati, gli scorfani sono vivi ma sono piccoli (che peccato pescarli), qualche occhiata e palamite a.c..
Tomacelli – Diciamo che su Postal Market si potrebbe comprare di meglio, ma se ti ostini ancora a negare l’evidenza mi arrendo. È più facile dire ‘ Oe manne fottuto pure a mé’ che buttarla sul RGB e sugli schermi dei PC. dai fai il bravo… parli a me di schermi e di colori.
Ma ti rendo facile la vita Tomacelli.
Tasto destro clic, salva immagine con nome, aprila con un qualsiasi programma, ingrandisci e potrai ammirare:
- il liquido colorato rosso che versa verso le saumon congeleee
- il trancio di salmone macchiato di rosso ( ma li leggi i commenti?) sia sul fronte trancio che sul bordo.
Il grasso del tonno colorato… spiegazione tecnica…
prova a casa Tomacelli. compri un trancio di tonno e lo colori vedrai che il grasso non si colora. fattelo spiegare da kapacchio perché il grasso non assorbe i pigmenti.
Lascialo stare il pesce, convinciti. Il fatto che tu lo possa mangiare, lo compri non significa che tu lo conosca.
Voglio rassicurarti, é trattato con il succo di barbabietola, perciò ne ha beneficiato l’ipertensione ma per chi é colitico non é il massimo.
Rassicurarti perché? perché quel tonno non é stato trattato con il monossido di carbonio. la colorazione sarebbe stata più omogena ed uniforme.
Adesso, e qui concludo, non ti dico di resettare il cercello perché necessiteremmo di due elementi: il tasto di reset ed il cervello, ma ti voglio cedere un po’ della magnificenza della rete sulle colorazioni del tonno con questo link http://www.chemicalcontrol.it/italian/news.php?idnews=3&start=
Più che il Postal Market, il Postal Pescett. Ti vedo in forma eggi, deve aver rinfrescato oltralpe
Le sostanze coloranti delle barbabietole sono le betalaine che sono evidentemente idrosolubili e non liposolubili cioè compatibili con una fase prevalentemente acquosa e non con una prevalentemente grassa.
Complimento eggi, stavolta chapeau!
lo chiedo a te Kapacchio che sei un ricercatore. é giusto che Tomacelli paga da bere a tutti?
ri-quoto
Dai, prepariamo una spedizione punitiva dalla Svizzera!
dove vivi?
In Svizzera!
A parte gli scherzi, sono nella Svizzera tedesca, qui:
http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.photoatlas.com/photo/switzerland-bulach.jpg&imgrefurl=http://www.photoatlas.com/pics02/pictures-of-switzerland-022.html&usg=__cX7TSBowUpyRlSnAnS1FvOm8bhY=&h=480&w=640&sz=52&hl=it&start=1&um=1&itbs=1&tbnid=XAIGTZLXvhJ3iM:&tbnh=103&tbnw=137&prev=/images%3Fq%3DBulach%26um%3D1%26hl%3Dit%26sa%3DN%26tbs%3Disch:1
il 29 sono a Hergiswil vicino Lucerna per un servizio
E’ sul lago, bellissimo posto! Quel lago ha colori incredibili davvero. Ci sono passata due giorni or sono (ero sull’altra sponda, rientravo dall’Italia). Fantastico davvero.
Se hai tempo vienimi a trovare ma mi fa piacere comunque aver trovato qui qualcuno che abita “dalle mie parti” …. in mezzo a tutti questi brutti romanacci!
@eggi
Sacrosanto ma che non siano quei rosati sciuè sciuè di cui parlava su Intavino!
Eggi, questo è pure meglio dei tuoi commenti sulla “famosa spigola”! Quoto e complimenti
Ecco.
Mo’ salta fuori che l’allegra pescheria sul mare gioca coi pennarelli.
Tom, se passi da Milano ti porto io a mangiare il pesce buono in via Spadari
Pensa te, Fante, io credevo di essere in un tranquillo borgo di pescatori e mi ritrovo in covo di sofisticatori alimentari che giocano al piccolo chimico. E meno male che ho precisato che il pesce congelato lo vendono per “congelato” e che vedo giorno per giorno il pescato che arriva.
Oh, non c’è verso, questi pure di rovinarti un bel post si inventano di tutto!
Qui mi sa che l’Unico Vero Pesce Fresco lo si mangia a Milano o a Bellinzona: qui fanno solo finta di pescare, in realtà i pescatori escono al largo e rimangono tutto il giorno ad abbronzarsi al sole. I pesci che vedi arrivano dal golfo di Napoli che, grazie agli scarichi abusivi, contiene già tutti i conservanti che servono
Vabbeh, vado ad abbronzarmi anch’io và…
http://www.youtube.com/watch?v=uW6Hr6tMRkk&feature#t=0m08s
Beh, puoi pure ironizzare sulla qualità del mare di Napoli ma ti garantisco che il pesce di quelle pescherie tutto è tranne che fresco… l’ultima volta, da Falli, ci sono andato domenica mattina e l’unica cosa che abbiamo potuto comprare sono state solo le cozze!
Concordo con te. Buttano le cassette di pesce fresco a mare pur di rifilare ai clienti dell’orrido pesce colorato artificialmente
io cassette di pesce fresco lì non ne ho viste… se a te quello è parso fresco… augiri!
forse quando Antonio scriveva “… quel fantastico trancio di tonno rosso nella foto è stato aggiudicato al prezzo che vedete” lo diceva in senso ironico, no?
Grande Eggi io sono salentino e intervenni sul post della spigola quel tonno arriva sotto vuoto chi sa da quale azienda e da quale mare,calamari e seppie grandi non e’ il periodo,ma il video e’ interessante con una grande varieta’ autoctona salentina . vado per pescherie per lavoro e non sempre si ha tanta varieta’ locale ,oggi non avevano niente perche’ le paranze non erano uscite e questa mattina ne sono uscite pochissime della flotta peschereccia.
Naaaa Turco, è tutta roba colorata con i Giotto!
Hai ragione Tornacelli (pero’ paghi da bere comunque, eh?), probabilmente quei pescivendoli sono consci che almeno durante la stagione turistica, il cliente entrando nei loro negozi non solo desidera avere pesce fresco ma desidera vedere tante varietà, grandi quantità di fauna ittica.
Un milanese che ne sa di periodi di fermo pesca, ad esempio? Nulla o quasi, mediamente. Ed ecco che strabuzza gli occhi quando chiedendo vongole si sente rispondere che no, che non è stagione.
Ed il commerciante finisce con l’adeguarsi ed approviggionarsi altrove per quello che non puo’ offrire di provenienza locale.
Forse siamo noi a toppare. Lo dico a livello generale, non ne sto facendo una questione di me, di te o di altri utenti di Dissapore.
Se si trovano nei banchi del supermercato le pesche e le fragole a dicembre è perchè fondamentalmente c’è richiesta.
Stessa cosa vale per il tonno.
Posso dire che il tono di Eggi non mi piace? Perché spiattella una certa competenza solo per prendere in castagna il prossimo? Perché usa la tecnica del lancio in contropiede di una affermazione per vedere l’effetto che fa? Perché Tomacelli farebbe brutte figure? Cosa c’è una gara? E soprattutto chi è Gorelli per esprimere sentenze? Se come sembra è un tecnico, insegni, senza maramaldeggiare, se no commenti e basta.
Antonio è in vacanza, va in pescheria, vede il pesce che arriva, le cozze, gli scorfani: si diverte, come faremmo tutti noi. Vede anche un pezzo di tonno: valuta erroneamente, forse. Mica è colpa sua, mica siamo tutti “strutti”: invece di denunciare e discutere, eventualmente, il problema, informando, si adotta il fare spocchioso del “so tutto io”, la tuttologia ittica che accomuna, tra occhi, squame, branchie, baffi, teste e carapace milione di italiani, ognuno con la sua idea. Parliamone, vediamo se c’è da imparare. Parliamo del tonno, non usiamolo come esca per cogliere gli altri in errore. Macchisenefrega. Invece si sparano inviti a resettare il cervello, a non rischiare brutte figure, con fare leggermente provocatorio. Forse Eggi saprebbe e potrebbe informare, ma preferisce la baruffa da asilo. Spero che Antonio si faccia una impepata di cozze alla faccia sua. Per il resto si insinua un po’ di tristezza, sia ittica che personale.
Fabrizio, mi sa che sei un filo fuori strada. Eggi è stato tirato in ballo più volte sul tema pesce fresco/congelato/selvaggio/allevato e gli sono stati chiesti pareri da foto pubblicate.
Ora possiamo credere alla barbabietola o all’RGB del monitor alla stessa maniera senza che succeda nulla. Non penso che debba mancare lo spazio di una battuta in questi cortiletti che a volte risultano stretti e angusti.
D’altronde c’è chi grida ai ciucci presuntuosi e chi è innamorato del posto di mare dove va da tanto tempo senza accorgersi (o dimenticando volutamente) che sono trascorsi 10-20 0 30 anni e che è cambiato quello che non vorresti. Per esempio, le pescherie (peggiorate) e l’ADSL (che non è arrivato). Che ci vuoi fare? A me in questo lembo di Cilento mi andrebbe meglio la mozzarella e il pesce di 30 anni fa e la rete dati di una città odierna. E invece occorre accontentarsi dell’inversione dei fattori.
Da te cosa vendono? Tonno, pesce veloce del Baltico o barbabietola?
No Vincenzo, nessuno tira in ballo Gorelli: è lui che entra in gioco a modo suo. Guardati il secondo commento
eggi risponde:
27 luglio 2010 alle 11:00 (link)
e no che non lo vedi a Roma. quello in foto é colorato, tra l’altro anche male, con il succo di barbabietola. il tonno rosso sarà anche rosso ma a me sembra lo stop della fiat Uno.
Entrata carognetta, spintarella di gomito, poi braccia alzate e espressione incredula: arbitro, fatto niente.
Gorelli gioca, dice. Che si tenga pure il pallone. Gonfiato.
perché gettare benzina sul fuoco?
questo post era riferito al commento di fabrizio scarpato…
posso dire che il tono di fabrizio scarpato non mi piace? perché non comprende e non sa raccogliere le castagne per il prossimo? perché non legge in sequenza gli interventi, e confonde chi e quando commenta con la lettura superficiale pensando di aver capito qualcosa?
perché invece di commentare non leggi bene prima così eviti di fare brutte figure? c’é un gara? dove? spiegamelo.
e soprattutto chi é scarpato per esprimere sentenze? se come sembra é un tecnico insegna? a chi? a me su come devo commentare su Dissapore? fly down scarpato.
ed io sarei lo spocchioso quando tu dici a me: ‘ se no commenti e basta’ . Sticazzidemocratici!
Antonio é in vacanza… e siccome si considera un competente gastronomo scrive di un fantastico tonno rosso ecc. ecc.
Io scherzo con Antonio, a te non ti conosco.
…mica siamo tutti ‘strutti’ … bravo scarpato vedo che hai capito.
non ci sono idee sull’evidenza scarpato. l’evidenza é così. punto e basta. (periodo spocchioso)
“Parliamone, vediamo se c’è da imparare. Parliamo del tonno, non usiamolo come esca per cogliere gli altri in errore”
il tono é sbagliato ciccio. se vuoi imparare leggi e basta, soprattutto non dai dello spocchioso a chi non conosci.
“Spero che Antonio si faccia una impepata di cozze alla faccia sua” .. non ricordo cosa dicevi dell’asilo.
visto che mi hai dato gratuitamente dello spocchioso vorrei darti dell’imbecille, ma non lo faccio.
Appunto Gorelli, appunto. Spocchioso. E pure incazzoso, del tipo acido: la vedo paonazzo Gorelli. Colorato con barbabietola?
chissà dove e quando, mi sussurerai dolcemente all’orecchio: sei sssSpocchioso
vengo pervaso da un brivido scarpato. fidati.
Commento moderato dallo staff di Dissapore.
Grazie Fabrizio della difesa accorata, ma nel caso di eggi non parlerei di competenza. Eggì, come dicono a Roma, “ce stà a provà”: ogni tanto butta lì qualche fesseria per il gusto di vedere in quanti gli corrono dietro.
Dopodichè ho dovuto sentire pure qualcuno che considera il pesce pescato il giorno prima come “non fresco”
Qui ogni mattina le barche scaricano l’iradiddio ma per gli “esperti” a mille chilometri di distanza il pesce in vendita è tutta una truffa. Che ci fanno con tutto il pescato, lo ributtano a mare o veramente siamo arrivati alla presunzione di dire che “solo a Milano (e in svizzera) il pesce è veramente fresco?
Questi quattro lupi di mare sono stati pure capaci di riconoscere il salmone surgelato, pensa te che sforzo: qualcuno ha mai detto che tutto, ma proprio tutto il pesce sui banchi è fresco e che il salmone vive nello Ionio? Io certamente no e non lo dicono neanche le pescherie, visto che espongono in bella mostra il cartello con su scritto “decongelato”.
E poi tutte quelle palle sul colore le sfumature e la barbabietola, dai!
Vuoi vedere di quanti colori è il tonno rosso? Sta a guardare:
[img]http://www.altissimoceto.net/Image/MeetingCristo/piatto2.JPG[/img]
[img]http://www.altissimoceto.net/Image/GuidoPollenzo/tartaretonno.JPG[/img]
http://4.bp.blogspot.com/_o4kFFgvNPNU/RpTgWXa0GnI/AAAAAAAAAEc/zuXlcB81LHQ/s400/IMG_8339.jpg
Beh, adesso confrontali con il tonno rosso della mia foto e dimmi se c’è differenza. Ne metto ancora uno così, giusto per fare un regalo a Nicola Cavallaro
[img]http://4.bp.blogspot.com/_o4kFFgvNPNU/RpTgWXa0GnI/AAAAAAAAAEc/zuXlcB81LHQ/s400/IMG_8339.jpg[/img]
Beh, si vede chiaramente che questi ultimi sono colorati con il succo di cocomero.
Le tue granitiche certezze sono invidiabili, Antonio. Così come è invidiabile la presunta competenza di Eggi. Però facendo un attenta ricerca in rete emerge che esiste la possibilità di colorare il pesce, per frodare il cliente. Questo mi sembra un dato interessante, e non riferendolo al tonno rosso che tu hai visto e che sostieni che è sicuramente tonno rosso. Comunque, l’argomento in generale (non il tuo tonno rosso sicuramente tonno rosso(il suo tonno rosso sicuramente colorato di rosso) meriterebbe un sano confronto tra persone competenti e intelligenti – voi due – che come tali si facessero prendere anche dai dubbi. Mai invece, e lo dico da entrambi le parti. Questi modi di procedere sicuramente faranno molta “audience”, i commenti schizzano sempre alle stelle (e non è poco), però sarebbe molto più interessante trovare – visto che lo strumento “blog” lo permette – vie per dare letture e interpretazioni diverse a quanto viene scolpito nel marmo dal verbo dello scrittore di turno. Altrimenti a sempre e solo ragione lui. Sarebbe un peccato.
Tutto sto trambusto non lo vedo. Il post e’ carino, e ci fa anche conoscere un po di geografia a molti sconosciuta ,il sito e’ interessante per la diversita degli autori che scrivono post, e ai lettori fa piacere questo.
Il commento di eggi e’ sempre un commento ben fatto e che fa piacere a molti lettori che tale commento ci sia.
Aiuta a capire cose che molti chefs nemmeno si imaginano.
Quelli di Eggi sono interventi tecnici indispensabili; quelli di Tomacelli sfoghi di pancia di un opinionista piccato (“resetta il cervello”) che vede il suo bel quadretto ancora fresco di colore locale macchiato da un colpo di spatola altrui.
Si può capire che prendere fischi per fiaschi faccia fare la figura del fesso; succede a tutti, prima o poi nella vita, qualsiasi lavoro si faccia. Si imparano però delle cose, e bisogna essere ben disposti anche in questo: confronto con gli altri ben aperto e beneficio del dubbio in agguato.
Anche la poesia è una questione di tecnica, e Eggi non toglie nulla ad un paesaggio che il paesaggio non abbia già tolto di suo; aggiunge però informazioni importanti, probabilmente utili al turista, allo sprovveduto, a chi vuole farsi una bella spesa di pesce in un bel posto di mare.
Nel nostro quadro, il commento estivo per eccellenza.
come si caricano le foto? così vi state zitti tutti ahahaha
posta su facebook e metti qui il link…a questo punto sono curioso!!
Da quando un paio di giorni fa, i blog di Dissapore Media si sono dotati dei “commenti stellati”, di commentatori al limite dell’esecuzione (leggi: ban) ce ne sono stati alcuni. Chiederemo cosa fare ai nostri lettori. Ma rivolgere insulti agli altri commentatori, pur attraverso giri di parole, non va bene. Ecco perché chiudiamo i commenti a questo post.
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