Scontrini pazzi continua a Milano: 6.765 euro al Pussy Cat


Gli scontrini del Pussy Cat Io capisco che al Passetto abbiano esagerato. Capisco pure che certe cifre sugli scontrini di questa estate siano state parecchio fantasiose . Ma questi due scontrini, uno da 6.765, l’altro da 500, per un totale di 7.265 euro, pagati da tre turisti giapponesi al night club Pussy Cat di Via Gonzaga 5 a Milano proprio non li capisco. Voglio dire: da dove esce fuori una cifra simile? Cosa diamine si smercia in quel localino? Quale Prosecco, o quale Champagne, hanno sbicchierato? O peggio: quali servizi?

Dopo aver controllato gli estratti della carta di credito, tornato a Tokyo, l’ennesimo turista buggerato è ricorso alla sede locale del nostro Ente Nazionale del Turismo per denunciare la truffa. Non senza difficoltà: la vittima, assieme a due amici, ammette di aver “alzato un po’ troppo il gomito”. Ecco, non vedo l’ora di conoscere l’esatta descrizione delle prestazioni fornite dal personale del Pussy Cat.

Pussicat Club, da Google streetwiew

[Immagini: Repubblica.it, Google Street View]




26 commenti a “Scontrini pazzi continua a Milano: 6.765 euro al Pussy Cat”

  1. Tommaso Farina Tommaso Farina commenta:

    6750 euro? Ma che plafond hanno questi?

  2. Transazione eseguita alle 03:20…
    E’ normale che non abbiano solo “consumato” da mangiare…

  3. Però lo scontrino riporta la data del 12/12/08 ?!?!

  4. Fante Fante commenta:

    Comunque, anche te, o turista giapponese… vieni a Milano per infilarti in un night da “certosini” – battuta satirica finissima che farà scompisciare il Tomacelli – a fare la cena alla fiamma di mezzanotte? Vabbè dai, questi hannoo fatto bene a ciularli

  5. il fermentatore il fermentatore commenta:

    Comunque se hanno fatto lo scontrino per le prestazioni delle ragazze bisogna riconoscere la profonda onestà dei gestori: niente al nero!

  6. eggi eggi commenta:

    per spendere 6.765 euro in un night devi essere un grande pirla con la P maiuscola a prescindere dai piatti di gnocca che ti sei mangiato. ma devi essere proprio un pirla atavico. bravi quelli del night.

  7. Nicola Cavallaro Nicola Cavallaro commenta:

    al pussy cat con due amici uno dei quali si stava per sposare tre rum pamepero anniversario euro 180 questo però perchè hanno chiaccherato con noi due signorine per 10 minuti. Non che io sia esperto : ) ma praticamente ti fanno pagare un tot al minuto la chiacchera con la signorina di turno se ti siede al tavolo con te. Questo non succede al banco dove un altro rum è costato 30 euri. Pensare che una bottiglia costa 9 : )

  8. Buauro Buauro commenta:

    Chissà perchè mi viene in mente l’esperienza di Fantozzi al night Club “Ippopotamo”:

    “Fecero tutto quello che si puo’ fare per farsi rapinare in un locale notturno: due cartoni di Dom Perignon fatto col bicarbonato, cenetta di mezzanotte alla fiamma, tragiche foto ricordo della serata (Calboni ne ordino 40 copie), piu’ tre mostruosi animaloni di pelouche regalati alle signore, violini tzigani in pista. 649.000 + il 18% di servizio”

    considerando l’inflazione direi che ci siamo :-)

    http://www.youtube.com/watch?v=YLhPMdo3Lcs&feature=PlayList&p=45FF90D200609377&playnext=1&playnext_from=PL&index=16

      • Leonardo Ciomei Leonardo Ciomei risponde:

        Quoto. Citazione splendida :-)

        Per la Storia, quella con la S maiuscola: il locale dove Fantozzi e compagnia trascorrono la serata in verità era un elegante piano-bar in auge all’epoca, il Capriccio di via Liguria, ed è diventato night solo dopo qualche anno dal film con il nome di Cica Boom (è stato anche chiuso per prostituzione un paio di anni fa).

        • alfredo alfredo risponde:

          Dai libri di Paolo Villaggio, si possono riprendere tutte le “fregature” capitate ai giapponesi e non giapponesi quest’estate.

          Forse le agenzie del turismo dovrebbero tradurre nella lingua di Mazinga i libri del Fantozzi, e distribuirli gratis.
          Così almeno i Japan sono preparati a farsi fregare di meno.

          Per gli italiani che si fan fregare, non c’è niente da dire, se non di leggere anche loro la saga del povero ragioniere, anzi io proporrei di inserirli fra i libri di testo della scuola dell’obbligo, così i ragazzi almeno hanno qualcosa di divertente ed allo stesso tempo istruttivo da leggere.

        • Marco Lungo Marco Lungo risponde:

          Anche io plaudo alla citazione, grande numero degno della miglior cultura Cazzara.

          Mi preoccupa solo il fatto di leggere il Ciomei così ferrato in materia di certi locali. La storia del Cica Boom è roba da intenditori o da lettori assidui della cronaca romana sul Messaggero… non è che hai ancora i pantaloni a zampa d’elefante da qualche parte, no?

  9. Luca Luca commenta:

    Secondo me in questo caso i furboni sono i giappi che dopo aver letto la notizia degli altri che son stati fregati a roma cercano di rimediare alla cazzata fatta quella sera mentre erano ubriachi.
    Prezzi del genere non sono niente di sconvolgente: il mese scorso ero in giappone (per la seconda volta) e una serata in un kyabakura (http://en.wikipedia.org/wiki/Host_and_hostess_clubs#Japan) con altri 5 amici (un paio d’ore a bere whisky e a fare conversazione…nient’altro…e le tipe non erano neanche sto granchè)ha prodotto uno scontrino da più di 500 euri…e si parla di un locale di livello abbastanza basso a nagano, non di un superlocale in centro a tokyo…quelli sì che sono cari…

  10. Giulio Giulio commenta:

    Fellatio fatturata….fantastico!!

  11. welcome back! (i hope) welcome back! (i hope) commenta:

    Io capisco che al Passetto abbiano esagerato ma questi due scontrini, uno da 6.765 l’altro da 500 per un totale di 7.265 euro, proprio non li capisco. Voglio dire: da dove esce fuori una cifra simile?

    Per quanto possa sembrare strano
    non c’è alcun limite o calmiere ai prezzi dei ristoranti, che possono essere del tutto esorbitanti e completamente slegati dalla qualità del cibo anzi pure dalla quantità, dato che le porzioni sono libere. I ristoratori hanno solo l’obbligo di esporre i prezzi *in luogo visibile*, come stabilisce l’art. 180 del regio decreto n. 635/1940, sotto pena di una sanzione di 308 euro.

    Se il conto finale corrisponde ai prezzi esposti c’è ben poco da fare, perché facendo l’ordinazione dopo aver letto il listino il consumatore è come se avesse fatto un contratto scritto accettando i prezzi.

    Tuttavia,
    tempo fa il questore di Roma ha inflitto 15 giorni di chiusura a un night che praticava prezzi da capogiro: 600 euro per una normale bottiglia di Champagne commerciale, 100 euro per una Coca cola, 150 per una birra e così via. Questi conti astronomici venivano presentanti soprattutto a turisti di passaggio coi quali erano sorte ovviamente delle liti e ne erano seguite varie denunce al commissariato. Siccome i prezzi erano esposti nel listino non c’era alcuna violazione di legge, apparentemente; ma per chiudere il locale il questore ha trovato una brillante soluzione nell’articolo 100 del Testo unico della legge di pubblica sicurezza, in base al quale

    il questore può sospendere la licenza di un esercizio nel quale siano avvenuti tumulti [...] o che, comunque, costituisca un pericolo per l’ordine pubblico. Qualora si ripetano i fatti che hanno determinata la sospensione, la licenza può essere revocata.

    In sostanza le liti fra l’esercente e i clienti sono stati considerati *tumulti* e un pericolo per l’ordine pubblico, la soluzione dovrebbe essere presa ad esempio anche in altre città ove si praticano simili prezzi astronomici. (da ItaliaaTavola, 05/09/2009)

  12. febriz febriz commenta:

    sono capitato per caso su questa pagina.
    ho lavorato per molti anni in un noto night club di milano. Posso garantirvi che non ci sono scontrini per le “ragazze” disponibili. Tutto in nero, nei locali che tra l’altro dispongo di questo servizio. non tutti!
    i prezzi, solitamente esposti, propongono cifre alte ma non da capogiro (un bicchiere di whisky, consumato dalla gente sola, ti costa intorno ai 35 euro se conosci il posto ti fanno pagare 20 euro) il turista imbecille (che conosce i night e sa che si faràà truffare perchè anche nel loro paese è uguale) e incomincia a prendere champagne, ragazze al tavolo (quello costa, avere una compagna al tavolo!!! guardate il menù!!!)e risottini vari a mezzanotte allora facilmente arriverà a spendere anche 1000 euro a testa. Il conto dei giapponesi mi sembra però troppo alto, evidente che li hanno truffati ma si sa, il night è fatto così

    saluti

    feb


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