
tiziana: 0535 39084 questo è il numero
gianluca: a napoli fate confusione termi
Riccardo I.: A Roma ho solo un terrazz(in)o
Se diciamo Amsterdam, cosa pensate? Rispondete sinceramente, su! Indecisi, eh? Allora ve lo diciamo noi: 1. Ehy! Lì è legale fumare marijuana. 2. Donnine in vetrina. 3. Architettura della città. (se vabbè). Ecco, avete presente il quartiere a luci rosse di Amsterdam? Ti ritrovi (così dicono, eh) nel mezzo di questa lunghissima via, vetrine a destra vetrine a sinistra, e l’imbarazzo della scelta per quel che riguarda un certo tipo di “prodotto” in vendita, dove molti amerebbero “farsi” un giro su tutto. Ecco, al Salone del Gusto 2010 abbiamo trovato un distretto a luci rosse: la street food area (che nelle indicazioni è stato tradotto con cucine di strada, secondo voi è corretto?).

Uno spazio all’aperto, un chiosco dopo l’altro: il siculo panino con la meusa (milza), le bombette (fettine di capocollo arrotolate e farcite con formaggio vaccino e pepe) cotte alla brace eservite con pane di Matera nel loro unto triangolino di carta. E ancora, più in là, la focaccia di Recco: due sottilissimi strati di pasta cotta al forno farcita con crescenza (di latte ligure tracciato, eh) e di seguito, il King Kong del cibo da strada: l’oliva all’ascolana fatta come Dio comanda.
E al centro di questo bordello fatto di carni cotte alla brace e di olive fritte deep fried, una volta esauditi tutti i vostri desideri potrete togliervi la sete scegliendo tra la bionda Pedavena e la rossa Dolomiti.
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Bello il paragone.
Tra l’altro è una decina di giorni che son tornato da un viaggio ad Amsterdam: sinceramente avrei preferito di gran lunga trovare una strada del genere invece del Red Light District.
Commentando l’ultima frase dell’articolo:
Cibo da strada, birra da cassonetto (dell’immondizia…)
magari portare un pò di rispetto ai lavoratori che si erano ritrovati in mezzo alla strada e che Birra Castello ha “salvato” non sarebbe male……..
Vivendoci da 25 anni, ad Amsterdam, vi assicuro con cognizione di causa che tanto street porn food si trova anche nel quartiere a luci rosse… e non mi riferisco alle signorine in vetrina!
Buffo, il signore col berretto rosso e azzurro della focaccia di Recco è lo stesso che stava a Cheese! l’anno scorso.
@TheBigFood: peccato non essersi incrociati, ti avrei fatto conoscere un mondo di perdizioni culinarie da doppia lavanda gastrica!
La prossima volta ti chiederò qualche consiglio: le mie esperienze mangerecce ad Amsterdam sono state a dir poco deludenti. Soprattutto a basso budget non ho trovato nulla di accettabile…
forse non leggi abbastanza dissapore!
http://www.dissapore.com/cucina/quando-tornerete-a-amsterdam-lo-street-food/
Le olive all’ascolana non sono assolutamente uno street-food. Tipicamente piatto del dí di festa al limite a ferragosto si portavano al mare per riprodurre in spiaggia il pranzo della domenica.
… forse le olive alla ascolana non sono uno street food, sono un prodotto da fiera.
Al salone c’ero anche io. Ne ho preso un cartoccio: assolutamente non unte (il cartoccio è rimasto intonso) ben calde, croccanti fuori e… buone da paura!
W le marche!
Pingback: Passeggiando per il salone… | Paladar
Vorrei segnalare una nuova e secondo me bella iniziativa.A Napoli hanno inventato l’Apecar con cucina dove cucinano la pasta di Gragnano il marchio e’ Oikànn.Lodevole