di | mar 23 feb 2010 ore 15:27
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Tassare il fast food e’ giusto? Chiederselo

Il fast food uccideVincere facile, si chiama. Che non è una cosa elegante.

Per cui oggi, apprendendo dai giornali che gli esperti della UE vogliono tassare il fast food, come già in Romania, non nomineremo il mcministro Luca Zaia e il suo anacronistico patrocinio al panino McItaly. No.

Anzi, per dirla come sta, ci stiamo chiedendo se una decisione del genere, eccioé: non più solo informazioni sulle calorie, o avvisi all’esterno delle confezioni sui possibili effetti nocivi—tipo sigarette—ma addirittura una tassa per disincentivare il consumo del cibo-spazzatura, non sia un’invasione di campo.

Capiamoci, tutti i complessi ragionamenti sulla sacrosanta battaglia contro l’obesità il diabete e l’infarto è come se li avessimo fatti.

Ma non credete che una specie di tassa sul grasso, sia un limite alla libertà di scelta?

Roba che per capirlo mi spingerei fino alla ribilitazione del televoto.

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36 commenti a Tassare il fast food e’ giusto? Chiederselo

  1. avatar Michele

    E la tassa sul cotechino? il lardo di colonnata e i ciccioli dovrebbero essre tassati come uno yacht di lusso, per non parlare di alcuni squisiti formaggi e del Foie Gras

  2. In uno stato liberale, se uno volesse sfondarsi di big mac da mane a sera dovrebbe essere libero di farlo al prezzo ‘scelto’ dal mercato.

    Tra l’altro iniziative del genere non sono mai servite. Sarebbe piuttosto utile rendere consce le persone di cosa stanno effettivamente mangiando e di quali siano gli effetti del Junk food a lungo termine.

  3. Credo che la questione sia molto semplice. Al di là del fatto che puntare su un’alimentazione migliore è sacrosanto, io sono ben felice che certa gente almeno paghi qualcosa in più, visto che chi mangia bene dovrà pagare le tasse anche per le loro cure sanitarie pubbliche quando avranno gravi malattie. Quantomeno…

    • Tieni conto che ci sono le variabili impazzite tipo il sottoscritto, che pesa 120 kg ma mangia “bene”. ;)

      Mi viene in mente un passaggio del bellissimo “Animali addio” di Alfredo Todisco, in cui si parlava di un’imprevista moria di uccelli marini, attribuendola a generiche carenze di pescosità dei mari da cui si alimentavano. In realtà, spiega Todisco, gli uccelli si erano in realtà satollati di pesci che erano stati inquinati da non so quali metalli pesanti. Quando venne la carestia di pesce, gli uccelli iniziarono a consumare le riserve di grasso che avevano accumulato. Riserve che erano pieni di robaccia inquinante, e che li portarono alla morte. Ecco, con me questo non succederebbe perché mangio roba senza cose sospette dentro… ;)

  4. Questa roba delle tasse l’avevo già letta anni fa, e se n’era parlato da Bonilli. Mi pare volesse farla la Spagna.
    Tutto questo è molto fumoso.
    Ci sono criteri certi per distinguere la roba che dovrebbe venir tassata? Quando una cosa è junk food, e quando non lo è? Qual è il discrimine tra il junk food e il non junk food? Le calorie forse?
    Al che mi chiedo: quanto dovrebbero tassare le semplici noci, che valgono 700 kcal per etto (contro le circa 400 del cotechino)? O l’olio extravergine con le sue 900 calorie?

  5. avatar gianluca

    ma in pratica un big mac quanto verrebbe a costare rispetto ad ora?

  6. avatar gianluca

    ma poi scusate, se uno non è “grasso”, perchè dovrebbe pagare una tassa per andare al fastfood?
    cioè tipo uno sportivo, che magari ha l’abitudine di andare al fastfood una volta a settimana, regolarmente. e sta benissimo, senza un filo di grasso, perchè dovrebbe pagare una “tassa” ?

    • avatar luca p

      in linea di principio per lo stesso motivo per cui la paga se fuma. Le tasse dovrebbero essere un deterrente per un comportamento che nuocendo al proprio corpo nuoce alla collettività, gravando ad esempio sul sistema sanitario locale. Perché non tassare il fegato grasso, il castelmagno ecc ecc? bhe per la scarsa reperibilità della materia prima. Mi spiego:
      a) i 2€ per un pacchetto di patatine fritte o per un milkshake li trovano tutti (soprattutto i più piccoli).
      b) I prodotti da fastfood sono molto più facili da acquistare di prodotti molto calorici e pregiati.
      la domanda giusta è quella che ha posto Farina: come fare a decidere se un cibo è junk o no?

  7. Il mio suoer-fast-food è l’uovo a occhio di bue. Ma di certo non mi sfondo di uova (a dire il vero, quando sono in inghilterra, alla terza colazione all’Inglese consecutiva, il fegato alza bandiera bianca).
    Mi tassano anche l’ovetto?
    O forse vogliono tassare il cibo proposto dal signor McD e BurgK?! Allora anche l’insalatina?!
    Ma suvviaaaaaa, non siamo ridicoli, come si attua una cosa del genere?
    Pensiamo ad informare e creare una cultura del cibo (non una sotto cultura).
    PROPOSTA DI LEGGE MIA: una tassa sulle pubblicità (audio, video, carta) del sig. McD da destinare alle scuole per un’ora settimanale di educazione alimentare.
    Benvenuti nel paese dei balocchi.
    Ad Maiora
    Fabrizio

    • Quale sarebbe la differenza con la proposta dell’articolo?

      Alla fine McDo i maggiori costi pubblicitari li farebbe ricadere sull’utente finale come sempre succede in questi casi…

      Poi se parliamo di educazione alimentare, io istituirei un corso obbligatorio di 12 ore settimanali dalle elementari al liceo.
      A prescindere dalle tasse sul junk food.

  8. avatar fabrizio scarpato

    A me sembrano provvedimenti indice di rassegnazione: non possiamo né sappiamo cosa fare per una corretta educazione alimentare? Mettiamo una tassa indiretta da qualche parte, basta trovare il mezzo espiatorio e aprire la doccia per la coscienza.
    Con tutte le critiche che posso fare a McDonald’s non mi sembra costruttivo tassare loro e magari apporre una scritta di dissuasione sotto McItaly. Anzi, il messaggio diventa abitudinario, scontato, quindi inefficace.
    Non diverso dalle scritte sui pacchetti di sigarette, o dall’aumeto dei CD vergini per contrastare la pirateria musicale. Sempre polvere sotto i tappeti.

  9. ma, mi sembra una cosa astrusa.

    secondo me ognuno si deve fottere come meglio crede.

    chi mangiando gatti
    chi mangiando solo erbe
    chi rimpinzandosi di cibi sani o presumendoli tali( io sono fra questi)
    chi fumando
    chi tirando
    chi bevendo
    chi correndo in auto ( senza far danni ad altri)

    ognuno di noi ha la propria dannazione

    si chiama libero arbitrio. ce ne resta poco , ormai.

    l’ultima ,che mi è piaciuta moltissimo, è che vorrei morire per sfinimento ascoltando laura chiatti e cristiano de andrè cantare, come l’altra sera da fazio, una struggente canzone di faber.

    ecco, io vorrei morire cosi’, possibilmente senza doverci pagare una tassa sopra.

  10. avatar daniela

    Giancarlo…
    senza tanto scrivere..
    mi trovo completamente d’ accordo con te

  11. avatar Bruno Stucchi

    Splendido, una nuova tassa che pagheranno i più sfortunati e poveri. Evviva l’Europa!

  12. avatar tt

    Ottima riflessione! Altro che Zaiate… Qui ci stanno tutti gli estremi per una decente applicazione del diritto di cittadino. Le tasse vanno applicate dove ci stanno i soldi (organizzazioni megamultinazionali), dove c’è qualcosa che cagiona un qualche danno (vedi salute), dove impera una qualche forma di “mal cultura”. Perchè allora non ribilanciare il sistema caricando queste cazzo di organizzazioni (non mi sfugge la GDO ovviamente) e sgravando le piccole organizzazioni artigianali, che con il loro traino culturale consentono al made in italy (ed al McItaly) di avere un senso forte nell’immaginario dell’acquolina in bocca planetaria?

    • Ma se si applicasse una tassa del genere, McDo su chi si rifarebbe?
      Sui consumatori of course! Continuerebbe quindi a fare i suoi affari come prima, semplicemente aumentando un po’ i prezzi.

      E poi se uno vuole uccidersi a big mac, fumando centinaia di sigarette o drogandosi come un caimano perchè impedirglielo?
      Penso che la salute sia un qualcosa di assolutamente personale e privato. Trovo il sistema italiano della sanità pubblica una cag… pazzesca!

      • Non quoto completamente perché apprezzo la sanità pubblica e se non ci fosse probabilmente staremmo peggio, ma non sopporto lo stato che mi indichi come debba vivere o morire, questa è una libertà individuale e finche non si scontra con quella di altre persone per me ha libertà di esistere.

  13. avatar mediterraneo

    mi sta bene che si bastoni chi vende porcherie e se no chi li ferma piu con i soldi e le pubblicita´ingannevoli …statistiche alla mano,i ragazzi italiani risultano i piu obesi in Europa(cicciottelli sani per i genitori)ma sappiamo o dovremmo sapere che conseguenze avranno sulla loro salute tutte le merendine e bevande zeppe di superglucosio da mais…un bambino paghera´caro il menefreghismo dei genitori,scuola e dell´industria alimentare altro che la” libera scelta consapevole” di un adulto, qui stiamo modificando geneticamente i palati! w mia nonna

  14. Noi possiamo anche essere liberi di scegliere cosa mangiare ma il problema è che una cattiva alimentazione aumenta notevolmente il rischio di malattie cardiovascolari. Se il cibo lo compriamo con i nostri soldi, alle cure mediche ci pensa il servizio sanitario nazionale. Di conseguenza è un problema sociale che deve essere quindi regolamentato. Di questo passo per il profitto di alcuni e per la disattenzione di altri, che fine farà la nostra sanità?

    • avatar Bruno Stucchi

      Per pluriennale esperienza so che i più ferrei paladini di una feroce tassazione su tutto sono i più abili evasori fiscali: “evado perché lo Stato comunque spende male i MIEI soldi”. Eh! Grande Frittello! salvaci tu.

  15. Pingback: La settimana delle 99 cose da mangiare almeno una volta nella vita - Macchianera

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