Troll 2.0
Confesso: da tempo indugio in pratiche perverse, sì, sono un commentatore di blog. Nemmeno di quelli che sanno stare al posto loro, ho cominciato dandole A e prendendole DA un noto esperto di vino con strambe idee sulla Sicilia. Pugliese io, esperto di vino lui, non poteva che finire a tarallucci e… (più qualche inchiestina). Passando per direttori di giornali e primedonne, ho scoperto Kelablu 1.0 e il suo autore dell’epoca, Massimo Bernardi, che mi ha reclutato come autore. Per farla breve, eccoci insieme su Dissapore.
Nelle riunioni preparatorie alla trattoria “Da Burde” di Firenze, tra arrosti stopposi (è uno scherzo) e discussioni accese, ho sempre difeso il valore dei commenti, convinto che uno ben fatto, in grado di aggiungere valore alla discussione intorno a un argomento, valga ALMENO quanto un post. Per cui basisco se mettendo in pausa il cervello, un lettore ti sputtana la conversazione con farneticazioni su camere a gas e ritorno del nazismo.
Un paio di commenti che, malgrado le richieste di altri lettori, non abbiamo cancellato per scelta editoriale, diciamo così. Chi siamo in fondo noi per smentire un cretino autocertificato? Forse anche a causa della nostra decisione, la discussione seguita al post “Non ci sono gourmet a Gaza” ha preso una brutta piega. Non capiterà di nuovo.
Tenere un blog è la cosa più bella del mondo, ma se ogni giorno vi impegnate a scrivere tanti post, cercando di essere interessanti, divertenti, coinvolgenti, è pure faticoso, credetemi. Insomma, qui ce li sudiamo i lettori intelligenti, altroché commenti idioti, noiosi o troppo autocelebrativi. O peggio, la forumizzazione dei commenti (140 lasciati da poche persone, sempre le stesse).
Da orgoglioso commentatore di blog vi sfido a essere attivi, acuti e propositivi, dimostrateci una volta per tutte che i lettori con il cervello in pausa hanno torto.












caro Antonio essendo tu il mio “pusher”, pardon, il mio fornitore ufficiale di insuperabili taralli (devi mettermi in contatto al più presto con questo mitico forno, devo fare in modo di averli tutto l’anno e ordinarne mezzo Tir…) era ovvio che tra noi, tu terrone di Cerignola, io polentone (ma un pizzico di sangue tarantino) finisse a tarallucci e… Quanto alla qualità dei commenti, ho promesso ieri al tuo “capo”, al più lucido del team di Dissapore, di ridurre al minimo indispensabile i miei interventi e di essere, per quanto mi sia possibile, attivo, acuto e propositivo…
Macché… Di quel forno nemmeno il nome vuole dirmi!
eccone uno attivo, propositivo acuto ed, aggiungerei,non ruffiano:
da burde( qui citato e quindi non ditemi che sono ot) molte cose sono buone ma il prosciutto arrosto fa,onestamente, schifo. e quindi:
attivo, perchè l’ho provato e l’ho detto.
propositivo, perchè cosi’ facendo spero che lo correggano, oppure che lo tolgano dalla lista.
sinonimi di acuto=sottile, perspicace, pronto, sagace, vivace,arguto, astuto. fate voi.( autocelebrativo?)
non ruffiano, perchè da burde si mangia bene, si beve meglio(ancorchè caro al bicchiere) l’ambiente e il papa’ di gori sono da film: e quindi si puo’ dire che un piatto fa schifo, e non facendo finta di scherzare:-))
speriamo che questo mio, magari non apprezzato, passi ugualmente il vaglio della censura
ps:forse è da film anche il figlio di gori: ma io oltre a non vederlo mai non riesco nemmeno a parlarci al telefono: due telefonate lo stesso giorno, ore 12 e 13.15; mai pervenuto e la seconda volta chi mi ha risposto sembrava un po’ , come dire, in..zzto. esisti veramente,andrea gori?:-))))))))))))))))))
non esisto, sono bravo a inventarmi ogni giorno
Comunque tu Antonio hai alle spalle una discreta carriera da “piromane”, o “accensore d’animi”. Epici i tuoi scambi di battute su Paperogiallo (e altrove) con le firme AntonioT e soprattutto Nonsonotombolini. Un eroe.
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Sinceramente qualcosa non mi torna: sembrerebbe che la stupidità di uno possa determinare un inquinamento, una contaminazione dell’intelligenza degli altri.
Quando uno è stupido, è stupido, e non occorre, per dimostrarlo, che gli altri si mostrino intelligenti e perspicaci: se gli altri non sono stupidi, mi basta, poi è evidente che a volte si possono dire anche cose intelligenti, ma non credo necessario stressare il sistema.
Sembra una sindrome da Striscia: dire scempiaggini che potrebbero esser facilmente confutate e come tali mettermi nell’angolo, e invece riuscire a provocare una reazione a catena di rese dei conti, indifferenza, difficoltà, gomitate. Tutto si frantuma di fronte alla pochezza. Perché?
Insomma noi lettori, noi commentatori non dobbiamo dimostrare niente, siamo sempre gli stessi, più o memo intelligenti: meno uno, che intelligente non è.
Io sono intelligente come una testata sul marmo
Io quando avere fame mangiare blogger, buoni come gorgonzola solo con + muffa
grauahauhammm