Trovarsi a Slow Food durante il blitz dei “nazicomunisti” anti-Ogm nel campo di Vivaro


Sono stato a Bra (Cuneo) costringendo l’iPhone ad abbracciare con sguardo indagatore i paraggi di via Mendicità Istruita. Come sa ogni gastrofanatico evoluto oltre al quartier generale, via Mendicità Istruita è la quintessenza di Slow Food, a causa di quel nome, nobile, concettuale e un po’ snob. Sono stato a Bra, tra l’altro, per parlare con il presidente Roberto Burdese di Giorgio Fidenato, l’agricoltore che tempo fa ha piantato mais geneticamente modificato nei suoi campi di Fanna e Vivaro in provincia di Pordenone. Ora quel mais è maturato e il rischio di contaminazione delle altre colture è molto concreto.

Sono un ragazzo fortunato, avere per guida turistica Marco Bolasco, romano, ex Gambero Rosso, ora pazientemente emigrato nella marca di Alba per fare il direttore di Slow Food Editore — della cui sede vedete qualche scatto — è il sogno bagnato di ogni viandante. E’ stato lui a portarmi da Burdese, che, tornando alla vicenda di Giorgio Fidenato, ha raccontato il blitz degli ambientalisti di Greenpeace che venerdì scorso hanno presidiato i campi di Fanna e Vivaro seminati con gli Ogm, chiedendo insieme a Slow Food e altre 40 associazioni ambientaliste di: “distruggere subito il campo nel quale sono state illegalmente seminate piantine di mais geneticamente modificato”.

Già, perché in assenza di autorizzazione, in Italia la semina di Ogm è illegale. E secondo Greenpeace, Fidenato è un irresponsabile perché “il mais ormai completamente fiorito sta spargendo il polline sui campi vicini trasportato dal vento e dagli insetti”. Perfino l’ex ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia ha auspicato l’intervento delle forze dell’ordine arrivando a lodare Greenpeace “che ha fatto bene ad intervenire prima che sia troppo tardi”.

Nella sede di Slow Food, qui sopra una vista dal cortile, si ricordava il precedente della Regione Piemonte, che pochi giorni fa ha ordinato la distruzione di coltivazioni Ogm “fuorilegge” su oltre 300 ettari nella zona di Pinerolo, in provincia di Cuneo proprio come Bra. Dopo che la polizia ha bloccato il blitz di Greenpeace, è intervenuto Giancarlo Galan, l’attuale ministro dell’Agricoltura, che ha avviato le indagini per capire se quello seminato è davvero mais geneticamente modificato. In questo caso, visto che in Italia la semina Ogm “è espressamente vietata”, spetterà all’autorità giudiziaria prendere provvedimenti. Ma Galan ha aggiunto che è necessario velocizzare la sperimentazione sugli Ogm, lui crede che la ricerca non si possa fermare.

A un pugno di km da Bra c’è Pollenzo, dove sei anni fa Slow Food, con una delle sue classiche, pioneristiche mosse, ha creato l’Università di scienze gastronomiche, un caso davvero saporito nella storia della formazione. L’agenzia di Pollenzo, che oltre all’università ospita un confortevole albergo, la Banca del vino (museo del vino italiano con punto vendita) e il blasonato ristorante Guido, è un ex tenuta reale dei Savoia tra le Langhe e il Roero o per meglio dire, tra i tartufi di Alba e le vigne di Barolo. Dicono che sia una testimonianza di come gli italiani prendano seriamente l’atto di mangiare: una passione nazionale.”

Capitolo conclusivo (per ora) della vicenda di Vivaro. Per Giorgio Fidenato, l’agricoltore accusato della semina Ogm, Greenpeace, Slow Food e le altre associazioni ambientaliste sono “nazicomunisti” le cui irrazionali paure di contaminazione delle specie vegetali somigliano sempre più alle idee di purezza della razza. “Se questi statalisti pensano di intimidirci – ha aggiunto – sappiano che stanno sbagliando di grosso. Noi andiamo avanti”.

Insomma, comunque la pensiate sugli Ogm, non si parla solo di vacanze nell’Italia di Agosto.

[Fonti: Repubblica, Il Gazzettino]




50 commenti a “Trovarsi a Slow Food durante il blitz dei “nazicomunisti” anti-Ogm nel campo di Vivaro”

  1. gianpaolo gianpaolo commenta:

    Al di la di come la pensiate, vi invito a leggere questo articolo sul fatto quotidiano di Dario Bressanini (anche al di la’ di come la pensiate di Bressanini), per meglio poter apprezzare il contesto e le implicazioni legali della vicenda:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/18/ogm-e-legalita/26680/

  2. MAurizio MAurizio commenta:

    Effettivamente la notizia dell’invasione e distruzione del campo mi ha ricordato una via di mezzo tra il rogo delle streghe (di medioevale memoria) e quello dei libri (di memoria tristemente più recente)

  3. Pietro Pietro commenta:

    Giorgio Fidenato deve essere punito e severamente….

    Frega nulla della legalità, ma fossi un contadino con il campo accanto al suo sarei impazzito dalla rabbia….

    Che schifo…..e senti pure quello che dice…..ribrezzo totale

    • Carlo Carlo risponde:

      Guarda che gli agricoltori con il campo accanto al suo le sementi le ricomperano ogni anno dal produttore (che magari è Monsanto, che fa anche sementi non geneticamente modificate, o una sua concorrente). Nessuno semina i semi del raccolto precedente, sono molto meno produttivi di quelli acquistati. Il rischio non è quello di contaminazione ideologica, ma di contaminazione delle idee.. Greenpeace ha paura che qualcuno si accorga che si può seminare tranquillamente mais ogm senza che caschi il mondo.

    • gianpaolo gianpaolo risponde:

      Giorgio Fidenato sta solo cercando di protestare per ottenere il rispetto della legalità, che vede permessa la semina di OGM approvati dalla UE, uno di essi è per l’appunto il Mais in questione. Lo Stato italiano, per motivazioni squisitamente politiche di conquista di consenso sfruttando la propaganda anti-OGM (sono bravi i nostri politici ad appropriarsi del lavoro di altri, anche in questo caso), ha proibito l’improibibile, per questo motivo è stato sconfessato anche dal Consiglio di Stato che ha riaffermato il principio di obbligo di coesistenza di coltivazioni OGM, tradizionali e biologiche.

      Uno degli effetti perversi di questa propaganda lo si vede dai toni forti, clamorosamente sproporzionati, che si sentono dal pubblico disinformato: eroina, mafia, schifo, ribrezzo. C’e’ veramente da preoccuparsi.

    • luciano luciano risponde:

      scusate sono capitato per caso in questa discussione e volevo aggiungere che tutti si dimenticano di dire che nella realta’ noi come paese importiamo e consumiamo in percentuali molto alte,spesso piu’ della produzione interna,(uso diretto e uso mangimistico per animali che poi mangiamo noi!) cereali e semi oleosi che coltivati in paesi extra europei o europei sono da piante geneticamente modificati OGM

  4. FRANCESCA FRANCESCA commenta:

    TUTTA ROBBA PER DIMOSTRARE DI ESISTERE.
    CHE PECCATO QUESTO AMBIENTALISMO SPETTACOLO DOVE SLOW FOOD SI ACCODA AI PIù SCALTRI GIUSTO PER NON RIMANERE INDIETRO.

  5. Leonardo Romanelli Leonardo Romanelli commenta:

    Il vero problema è che gli OGM stanno diventando una discussione squisitamente politica e non mi stupisce affatto che Slow Food stia cavalcando la tigre, essendo diventata un’associazione sempre meno legata al territorio e alle persone e sempre più attenta alla politica. In Toscana stano reclutando ex assessori, ex sindaci…stanno diventando sempre più una sorta di azienda a partecipazione pubblico/privato!! Però hanno ragione, per ottenere finanziamenti pubblici è la strada migliore..ma perché eri a Bra Massimo?:-)))

  6. luc luc commenta:

    È illegale piantare OGM in italia. Così come è illegale coltivare marijuana, io sono tendenzialmente antiproibizionista…ma la domanda rimane ed è un’altra: a chi servono gli OGM? E non ci vedo niente di stalinista o meglio marxista nel dire che l’industria agricola non fa parte della nostra cultura agro-alimentare.

    Perché alla fine è di questo che stiamo parlando del profitto industriale applicato all’agricoltura, da parte fra l’altro di agricoltori senza particolari qualità…perché alla fine protocolli di trattamento con fitofarmaci, piante resistenti geneticamente modificate ed altri prodotti di questo tipo non sono altro che: scorciatoie per agricoltori incapaci di comprendere la terra, e motivati dal solito paradigma del maggior prodotto maggior profitto….scarso dal punto di vista intellettuale ed inesistente da quello gastronomico.

    • gianpaolo gianpaolo risponde:

      scusa, quando parli di agricoltura parli senza sapere cosa dici, altrimenti non diresti le sciocchezze che hai detto a proposito degli agricoltori senza particolari qualita’, sull’agroindustria, e compagnia cantante.

      Pero’ bisognerebbe che tu sapessi che e’ illegale per lo Stato italiano proibire la coltivazione di OGM gia’ APPROVATI all’interno della UE. Di questo si parla in questo caso specifico, e questa e’ la protesta di Fidenato, che per l’appunto e’ una protesta per la legalita’ e non contro la legalita’. E’ un paradosso particolarmente italiano che lo Stato sia in una posizione illegale e il cittadino debba combatterla con l’arma della disubbidienza civile. Il Consiglio di Stato si e’ gia’ pronunciato contro lo Stato, l’ultima sentenza e’ del Gennaio 2010 http://www.ambientediritto.it/sentenze/2010/CDS/Cds_2010_n.183.htm

    • Carlo Carlo risponde:

      Luc, l’idea che “i protocolli di trattamento con fitofarmaci, piante resistenti g.m. .. non siano che scorciatoie per agricoltori incapaci di comprendere la terra” è ridicola e preoccupante. E lo è perché dimostra che l’idea che hai dell’agricoltura viene al più dalle pubblicità del mulino bianco. Guarda che l’agricoltura non è e non è mai stata una tranquilla attività di vecchi saggi che vivono in armonia con la natura, ma è un lavoro tecnico che si avvale e si è sempre avvalso di tutti i mezzi a disposizione per ottenere quello che in natura non esiste, e cioè coltivazioni estese di piante artificialmente selezionate (da sempre, il mais in natura non esiste proprio) con qualità omogenea e il massimo rendimento possibile. Guarda che alla facoltà di agronomia non ti insegnano a contemplare gli alberi aspettando che la terra ti porti i suoi doni. Ringrazia la tecnica per quello che mangi ogni giorno, perché altrimenti faresti la fame.
      Quanto alla tua domanda “a chi servono”. Servono a chi li vuole coltivare. La tua libertà finisce dove inizia quella degli altri, e se qualcun altro vuole coltivare OGM e tu non hai argomenti seri da opporgli, non ti resta che stare zitto.

      • schatten schatten risponde:

        Ma se il polline ogm delle piante ogm va sul mio campo biologico adiacente, se permetti qualche domanda me la pongo. Se poi questo fa di me una nazicomunista stronza e bastarda che deve morire perche’ limita la tua liberta’di coltivare quello che ti pare anche a scapito di chi la pensa diversamente, chiudo qui la questione.

        • gianpaolo gianpaolo risponde:

          e se il tuo polline di piante non OGM non piacesse a quell’altro vicino tuo, cosa dovrebbe fare, farti smettere di coltivare?

        • Carlo Carlo risponde:

          Scusami, ma campo biologico di quale varietà di mais? Dando un’occhiata a wikipedia, mi pare che le varietà principali coltivate in Italia si suddividano nelle seguenti categorie (copio e incollo):

          1. Sezione Indurata e Indentata (9 complessi razziali, 35 Razze e 65 agro-ecotipi)
          A. Ottofile vitrei e derivati (Eight-rowed flints and derived races): 6 razze e 10 agro-ecotipi
          a. Ottofile puri
          1. Ottofile
          2. Tajolone
          3. Ottofile tardivo
          b. Razze derivate
          4. Derivati 12-14 file
          5. Cannellino
          6. Monachello
          B. Conici vitrei e derivati (Conical flints and derived races): 5 razze e 15 agro-ecotipi
          7. Barbina
          8. Poliranghi
          9. Montano
          10. Biancone
          11. Ostesa
          C. Cilindrici meridionali tardivi (Late Southern cylindrical flints): 3 razze e 4 agro-ecotipi
          12. Montoro
          13. Rodindia
          14. Pannaro
          D. Cilindrici vitrei meridionali di ciclo medio (Midseason Southern cylindrical flints): 3 razze e 6 agro-ecotipi
          15. Trentinella
          16. Dindico
          17. Altosiculo
          E. Nani precocissimi vitrei (Extra-early dwarf flints): 4 razze e 6 agro-ecotipi
          18. Poliota
          19. Trenodi
          20. Agostinello
          21. Tirolese
          F. Microsperma vitrei (Microsperma flints): 4 razze e 8 agro-ecotipi
          a. Appenniniche
          22. Zeppetello
          b. Subalpine
          23. Cinquantino Marano
          24. Quarantino estivo
          25 Cadore
          G. Padani (Padanians): 4 razze e 7 agro-ecotipi
          a. Poliranghi
          26. Pignolo
          27. Rostrato-Scagliolo
          28. Bani-Scaiola
          b. Longispiga
          29. Agostano
          H. Bianco perla (Pearl white flints): 3 razze e 4 agro-ecotipi
          30. Bianco Perla
          31. Righetta bianco
          32. Cimalunga
          I. Dentati bianchi e gialli (Dent corn): 2 razze e 5 agro-ecotipi
          33. Dentati bianchi antichi
          34. Dentati moderni
          2. Sezione Everta
          J. Mais da scoppio (Pop corn): 3 razze e 12 agro-ecotipi
          35. Perla prolifico
          36. Risiforme precoce
          37. Bianco tardivo cremonese

          Ognuna di queste varietà, se coltivata vicino al tuo campo, può impollinarlo e quindi modificare la qualità dei tuoi semi. Quindi, spiegami, dobbiamo venire tutti a chiedere il permesso a te? E altrimenti, perché per alcune varietà si e per altre no?

          • Walter Frontalini risponde:

            LUC SCHATTEN@
            ma siete davvero convinti che il mais che ha elencato Carlo, sia tutto fatto dalla natura?
            vi dice nulla le radiazioni nucleari, manipolazioni con tecniche biotecnologiche,DNA ricombinante? pensa che sono tutte pratiche non OGM , sulla carta, ma che effettivamente lo sono.
            Voi credete che i Maia mangiassero il mais che conosciamo oggi?
            ma fatemi il piacere…………
            “La tua libertà finisce dove inizia quella degli altri” grande me la scrivo.

          • gianpaolo gianpaolo risponde:

            tutto il mais coltivato è ormai ibrido, tutto acquistato dalle multinazionali sementiere cattive, tutto esclusivamente non riseminabile (perche’ ibrido) e da riacquistare ogni anno. E’ una pianta molto “tecnologica” che produce tanto ma deve avere input elevati in termini di diserbanti, concimi, irrigazione. Insomma, la stessa cosa dell’equivalente OGM.
            In piu’, l’Italia produce solo una percentuale minoritaria di Mais e quasi nulla di Soia per alimentazione animale, e tutta quella importata è OGM!

      • insensato insensato risponde:

        “La tua libertà finisce dove inizia quella degli altri” = che frase senza senso!

        Invece di dire idiozie io mi sono informato ed almeno una risposta me la sono data: ma gli OGM servono a sfamare il terzo mondo (come sostiene spesso chi vuole portare sul tavolo un argomento “a prova di critica” a favore degli OGM)?

        Intervistando le persone che nel terzo mondo ci lavorano, la risposta al momento sembra essere no, servono sulla carta con calcoli teorici di rese, economie etc etc (calcoli dell’oste che stà vendendo il suo vino), ma in pratica uno degli effetti più evidenti sono un utilizzo sfrenato di diserbanti, pesticidi etc etc che hanno ben altre e peggiori ricadute (ah già è vero nocivi per loro che vivno così lontano!). E sfamare con una mano per nuocere con l’altra è proprio da pirla.

        Rimane la vera domanda… ma perché c’é bisognbo degli OGM, e perché l’europa ne ha ammesso l’utilizzo di una serie di questi prodotti? Solo perché abbiamo ancora un paio di nuovi semi da utilizzare?

        • Carlo Carlo risponde:

          Mi spiego di nuovo. E’ legittimo chiedersi “a cosa serve questo, a cosa serve quello”, nell’ottica di vietare o rendere lecito qualcosa? Secondo me no, perché il giudizio di utilità è soggettivo (tu pensi che non serva) e non vale per gli altri (l’agricoltore che vuole coltivare OGM pensa che servano, altrimenti coltiverebbe altro). E’ vero? A me sembrano inutili un sacco di cose che ad altri piacciono (i SUV, ad esempio, ma anche l’acqua minerale in bottiglia e la facoltà di scienze della comunicazione :) ) ma questo non è una ragione sufficiente per vietarle. Perché fa parte della libertà altrui sceglierle e considerarle utili per sé, e a meno che io non abbia ottimi e fondati motivi per sostenere che mi danneggiano, non posso pretendere che gli altri si privino di quello che io considero inutile.
          E in realtà queste cose le sai benissimo, perché dubito che ti sia mai venuto in mente di vietare le telenovelas, nonostante certamente tu convenga che sono inutili. Quindi che senso ha applicare questo strano ragionamento proprio agli OGM? Godono di qualche statuto speciale? O forse perché in effetti pensi che siano dannosi? Ma allora è quello l’argomento su cui devi puntare, non la loro inutilità. Altrimenti dovremo vietare tutto quello che è inutile, e la lista è lunga.

        • gianpaolo gianpaolo risponde:

          ogni OGM fa quello per cui e’ stato creato. Le piante che hanno inserito il gene della proteina Bt (la stessa utilizzata in agricoltura biologica) sono resistenti ad alcuni degli insetti piu’ dannosi, ed evitano l’uso di insetticidi, con meno spesa e piu’ vantaggi per l’ambiente (e’ il caso del Mais in questione); quelli RoundUp ready hanno inserito un gene di resistenza ad un erbicida, il Round Up (glifosate), per cui il diserbo puo’ essere fatto piu’ facilmente rispetto a quelli usati in agricoltura convenzionale (ci si dimentica spesso che il glifosate sostituisce, non si somma a quelli gia’ usati). Il Golden Rice e’ piu’ ricco di precursori della Vitamina A, e’ costituito senza scopo di lucro, e puo’ essere efficace nella lotta alla cecita’ da carenza di quella Vitamina che colpisce centinaia di migliaia di bambini in zone dove l’alimentazione ne e’ carente.
          Insomma, come si dice, di solito “it does what it says on the tin”, fa quello che c’e’ scritto sulla scatola.

      • luc luc risponde:

        Capisco che l’agricoltura non è una scienza per vecchi, ed è chiaro anche il fatto che gli agricoltori hanno da sempre selezionato le loro colture per adattarle alle specificità del territorio ed alle condizioni locali: contribuendo alla biodiversità.

        Non è difficile riconoscere, che ne so anche in una pianta giovane – per il vecchio continente – come il pomodoro che un frutto coltivato alle pendici del vesuvio, nel sud della sicilia o in toscana ha delle caratteristiche fisiche ed organolettiche completamente diverse.

        Non ci vedo un attentato alla libertà dire che andrebbero salvaguardate questo tipo di coltivazioni, perché in un certo senso racchiudono un pezzetto della storia del territorio da cui provengono (le cultivar locali o le tecniche di coltivazione), questo vale per un sacco di altri prodotti ed anche per l’allevamento.

        Se per proteggere questo patrimonio si limita la libertà industriale di qualcun’altro…bhè io non sarò fra quelli che faranno barricate per impedirlo.

        • enrico enrico risponde:

          ah!, la biodiversità. Mi stavo chiedendo quando qualcuno l’avrebbe tirata in ballo. Questi discorsi da agricoltore da salotto, che i prodotti della terra li ha visti solo al bancone del super, son disarmanti. Ehi! e il pomodoro con l’antigelo? Ve lo siete dimenticato? I contadini indiani che si suicidano? I morti per le allergie indotte dalla soia OGM? La resistenza agli antibiotici? Su forza, c’è spazio ancora per almeno 50 post sull’argomento.

        • gianpaolo gianpaolo risponde:

          è proprio cosi’, non sai quello che dici, e sei imbevuto di propaganda. Ho trovato un post bellissimo, che ora non ho tempo di commentare in dettaglio, ma sappi che i famosi “prodotti tipici” valgono “ben” il 4% in valore sul fatturato alimentare e “ben” il 6% nell’export: http://www.salmone.org/2010/07/12/prodotti-tipici/
          Da rifletterci sopra, sopratutto per quelli della politica agricola italiana che deve seguire il modello “valle degli orti”.

    • Nico aka tenente Drogo Nico aka tenente Drogo risponde:

      “l’industria agricola non fa parte della nostra cultura agro-alimentare” ….
      ma ti rendi conto di quello che scrivi?
      come dai da mangiare a 60 milioni di persone senza un’industria agricola?

      • luc luc risponde:

        come hai fatto finora…
        importando i beni che non produci sul territorio nazionale, nel 2007 le importazioni italiane di alimentari etc… sono state pari a 10409 milioni di euro (le esportazioni meno della metà: dunque non siamo proprio specialisti del settore alimentare). Tieni presente che il valore delle merci importate vale il 22 per cento della produzione nazionale (Agricola), quindi manca quasi un quarto di produzione. Aivoglia a GM e fertilizzanti per colmare il divario e raggiungere una paternalistica autarchia…

        • Nico aka tenente Drogo Nico aka tenente Drogo risponde:

          quindi le altre nazioni dovrebbero avere un’industria agricola e l’Italia no?

          • luc luc risponde:

            E’ che così come non è saggio competere sulla manifattura “tout court” con la Cina, così secondo me non ha senso competere sull’agricoltura tradizionale con paesi che hanno degli innegabili vantaggi competitivi: sia in termini di costo del lavoro sia in termini di condizioni climatiche (per esempio l’africa mediterranea può facilmente registrare 2 o più raccolti annui per molti prodotti ortofrutta).

            A fronte di ciò non sarebbe più saggio puntare sulla qualità del prodotto, come effettivamente hanno fatto alcuni settori della manifattura tradizionale, tanto più che come ricordava qualche giorno fa scattidigusto.it in italia sono registrati a livello europeo 208 prodotti tipici (dop, igp, etc…), siamo il paese europeo con il maggior numero di segnalazioni (la francia per esempio ne conta 171), non è più logico guardare a questo patrimonio; piuttosto che ad un ragionamento meramente quantitativo?

          • MAurizio MAurizio risponde:

            Che sarebbe come dire: piuttosto che produrre pane (e polenta nello specifico) concentriamoci sulle brioches ???

  7. roberto roberto commenta:

    Distruzione delle piane per tutelarsi dalla distruzione
    della biodiversità.Chi semina ogm commette un reato,non rispetta la volontà dell80%degli Italiani,e mette in circolo
    contaminazioni che devastano le colure tradizionali e,
    di fatto impediscono a chi lo vuole fare,di nutrirsi secondo
    natura.CHI SONO I NAZISTI????

  8. gianpaolo gianpaolo commenta:

    Questa le batte tutte. Da un commento al post del gazzettino.it riportato nel corpo di questo post:

    “ho letto sui giornali del fatto ….. ma una domanda mi è venuta in mente subito.
    colui che ha piantato i semi ogm dove se li è procurati visto che qui sono fuorilegge ? chi controlla cosa esce dalla base americana di Aviano ?
    non sarebbe meglio “aprire un fascicolo” ???
    saluti”

    http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=112925&sez=NORDEST

    Le basi americane che “spacciano” semi illegali (nella testa della gente disinformata), magari davanti alle scuole. Fantastico!

    • Marcus Marcus risponde:

      Mi ricorda la segnalazione di quell’intellettuale che durante una nuotata notturna a Trieste aveva notato il fenomeno di bioluminescenza provocato dalla Noctiluca scintillans.
      Aveva subito inviato una segnalazione al Piccolo chiedendo l’immediata chiusura del centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologia, indubbiamente responsabile di un rilascio di famigerati oggiemme.

  9. giovanni giovanni commenta:

    per quelli che “gli OGM sono la stessa cosa che fanno da sempre i contadini che selezionano il mais più resistente, chi si oppone è solo un nazista”.
    Auguri e figli maschi!
    http://www.ecoblog.it/post/10354/russia-le-foto-degli-effetti-dellalimentazione-ogm-sui-criceti-sterilita-e-peli-sulle-gengive

    • gianpaolo gianpaolo risponde:

      L’articolo ancora non e’ stato ancora pubblicato, e l’autore ha fatto questa dichiarazione:
      Surov warns against jumping to early conclusions. He said, “It is quite possible that the GMO does not cause these effects by itself.”
      ovvero, “puo’ anche darsi che gli OGM non c’entrino nulla”.

      Una delle cose piu’ devastanti e’ prendere uno studio e farlo rimbalzare sulla rete in centinaia di siti, alcuni con nomi tipo “combat-Monsanto.com”, salvo poi a posteriori vedere che lo studio non era giusto, ecc., ma la frittata e’ fatta e la bomba a disinformazione e’ esplosa.
      Aspettiamo e vediamo, se sono dannosi andranno banditi, ma e’ bene sapere che tutti gli studi che finora hanno detto questo sono stati considerati inattendibili dalla comunita’ scientifica internazionale.

    • Pigi Pigi risponde:

      D’accordo, i peli sulle gengive fanno un po’ schifo, ma se ne azzeccano uno che ti fa un batacchio di 30 cm vedi che boom delle vendite, anche fra chi avversa gli OGM.

  10. thebigfood thebigfood commenta:

    Stamattina ho sentito su Radio24 una bella trasmissione di Giannino sulla faccenda: http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=ogm-controllo-liberta-regolamentazione-legge-mais-agricoltori-tribunale

    Tra gli ospiti c’è anche Fidenato e il mai troppo compianto (su questi lidi) Dario Bressanini. Check it out.

    saluti
    thebigfood

  11. Valeria Valeria commenta:

    Ma porcaccia, Massimo, ma proprio quando l’università è chiusa e gli studenti sono via da Bra e da Pollenzo dovevi venire?? Prossima volta fai un fischio! :D

  12. due mesi dopo due mesi dopo commenta:

    mais Ogm, per Fidenato multa e distruzione del campo

    Pordenone, 28 set – 25.000 euro di multa, la confisca e la distruzione del campo. Il gip Piera Binotto ha emesso il decreto penale di condanna nei confronti di Giorgio Fidenato, l’agricoltore che ha seminato mais Ogm in un campo di Fanna. «Sappiamo che il decreto è stato emesso ma non ci è ancora stato notificato – dice l’avvocato Francesco Longo –. Siamo pronti a fare opposizione». E se per l’avvocato è presto per capire quali saranno le prossime tappe della battaglia legale, Fidenato spera che almeno la distruzione del mais possa essere impedita attraverso l’opposizione del decreto: «spero che, in attesa che si concluda l’iter giudiziario, il mais possa essere raccolto e stoccato in un deposito».

    completo sul messaggeroveneto.it


Lascia un commento

1. Ospite

Commenta subito inserendo il tuo nome ed un indirizzo email.

2. Iscritto a Facebook o Twitter

Clicca sui pulsanti per commentare con il tuo profilo Facebook o Twitter.

3. Iscritto a Dissapore

Registrati o accedi per commentare.