“Golden Rice”, e se vi dicessi che un Ogm può salvare milioni di vite?


Il riso (Oryza sativa) rappresenta l’alimento più importante per miliardi di persone nel mondo, specialmente nei paesi asiatici in via di sviluppo. Il riso ha proprietà nutritive eccezionali, è il cereale più facilmente digeribile e assimilabile dall’uomo ma sfortunatamente difetta, nella parte commestibile, di carotenoidi, i precursori vegetali della vitamina A essenziali per l’organismo umano. La carenza di vitamina A può determinare deficit nella crescita, malformazioni ossee e causare ridotta funzionalità visiva notturna o la cecità totale nei bambini. Si stima che il deficit da vitamina A causi la morte di circa 10 milioni di bambini per anno.

Il “golden rice” è un riso Ogm in cui, attraverso tecniche di ingegneria genetica, è stato introdotto il betacarotene nella parte edibile della pianta. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati per la prima volta sulla rivista specializzata Science nel 2000, successivamente, nel 2005, su Nature Biotechnology è stata messo a punto una seconda versione che contiene 23 volte più betacarotene del “golden rice” originario.

Gli inventori e la compagnia che detiene la proprietà intellettuale dell’invenzione (Syngenta) hanno garantito delle “Licenze umanitarie gratuite” che prevedono l’uso gratuito dell’invenzione fino a un introito massimo per l’agricoltore di 10.000 dollari ogni anno.

Anche questa volta però Greenpeace e l’attivista indiana Vandana Shiva hanno obiettato sulla biodiversità vedendo inoltre in questo Ogm dal volto umano il cavallo di troia per rendere i contadini dei paesi in via di sviluppo dipendenti dagli organismi genericamente modificati e dalle multinazionali che li producono. E poi, io mi chiedo, perché dobbiamo introdurre il betacarotene nel riso anziché garantire una dieta più ricca e varia a milioni di bambini?

Con il cibo che il ricco Occidente butta nella pattumiera hai voglia di fornire betacarotene ai bambini indiani. Il problema della malnutrizione richiede una soluzione politica e non tecnica. Allo stesso tempo però non sono sicuro che un contributo alla soluzione del problema il “golden rice” proprio non possa darlo perché, forse, con la buona volontà molti sprechi si possono eliminare nella nostra parte di mondo, ma eliminarli del tutto mi sembra un’utopia non meno grande di quella dello scienziato che voleva salvare il mondo con un chicco di riso.




117 commenti a ““Golden Rice”, e se vi dicessi che un Ogm può salvare milioni di vite?”

  1. bacillus bacillus commenta:

    Claudio, te ne dò due-tre di soluzioni, visto che sei così incompetente da insistere nell’inesistente dramma di cui sopra:
    - glufosinate-ammonio;
    - diquat + paraquat;
    - seminare frumento, orzo, erba medica, erbaio in genere.
    Sei a posto adesso?. Dormi tranquillo, claudio, e lascia fare a chi ci sa fare.
    Grazie.

    • bacillus bacillus risponde:

      …per tranquillizzarti ulteriormente, claudio, noi che non possiamo seminare soia GM, stiamo usando:
      - imazetapir;
      - acifluorfen;
      - fomesafen;
      - bentazone;
      - tifensulfuron metil;
      - ed altri ancora…
      Problema risolto, dunque.

      Certo è che ci piacerebbe molto sostituire tutte queste numerose, costose e più o meno tossiche molecole con il solo glifosate. Usato con criterio, risolverebbe un sacco di problemi. Altro che “non mantengono le promesse”… le realizzano semplicemente.

  2. claudio claudio commenta:

    NON MANTENGONO LE PROMESSE 3

    Taluni studi indipendenti effettuati da ricercatori di Università americane sulla base delle esperienze acquisite dagli agricoltori dopo anni di coltivazione, hanno dimostrato che l’aumento della produzione per ettaro non sempre si è verificato.

    Soprattutto per la soia vi sarebbe stata una diminuzione media del 6% circa, mentre per il mais l’aumento produttivo sarebbe limitato al 2,6%. (Benbrock, 2001; Elmore et al, 2001; Ma & Subedi, 2005).

    Interessanti a questo proposito sono anche le affermazioni di alcuni noti genetisti agrari italiani notoriamente favorevoli agli OGM: “Le piante transgeniche attualmente commercializzate non alzano il tetto di produzione potenziale. A questo scopo, sarebbe necessario rimaneggiare la pianta ex novo, non limitandosi ad introdurre singoli geni ma modificando processi fisiologici che rappresentano il collo di bottiglia dell’aumento di produzione.” (Gavazzi, 2004) “(omissis) ….. è ancora da dimostrare la superiore potenzialità produttiva delle varietà GM rispetto alle varietà locali adattate in sistemi agricoli sfavoriti da condizioni climatiche ….. o edafiche avverse. In questo caso il miglioramento genetico mediante la classica ibridazione intra e interspecifica seguita da selezione, ha sempre offerto e continuerà ad offrire risultati sorprendenti ed a costi relativamente bassi.”(Scarascia Mugnozza, 2001);

  3. claudio claudio commenta:

    GLI ATTUALI OGM NON MANTENGONO LE PROMESSE 4

    In natura non esistono nicchie ecologiche libere! Laddove c’è da mangiare qualcuno si presenta sempre alla mensa! Così succede per il mais BT, la nicchia ecologica lasciata libera dalla piralide del mais viene occupata da un altro insetto, come è avvenuto con la Helicoverpa Zea.

    http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=5815

    Ma alcuni ricercatori hanno già brevettato il modo di sconfiggere questo nuovo insetto del mais!

  4. claudio claudio commenta:

    GLI ATTUALI OGM NON MANTENGONO LE PROMESSE 5

    Le piante OGM resistenti ai diserbanti (RR per intenderci) che ci chiedono di introdurre nel nostro Paese sono vecchie e non mantengono le promesse. In particolare, a distanza di 10/15 anni dalla loro introduzione, negli USA è stato riscontrato che l’utilizzazione continua dello stesso diserbante ha determinato la selezione di piante infestanti geneticamente resistenti a quel diserbante.

    Tali piante si sono autonomamente diffuse e hanno occupato la nicchia ecologica liberata dalle piante sensibili al diserbante. Pertanto il problema delle erbe infestanti non è stato risolto.

    http://farmindustrynews.com/mag/farming_saving_glyphosate/

    Negli ultimi anni per contenere la diffusione delle erbe infestanti gli agricoltori USA hanno dovuto ricorrere a miscele di Roundop e vecchi diserbanti! Tali miscele sono state brevettate dalle stesse multinazionali che hanno introdotto gli OGM!!

  5. claudio claudio commenta:

    GLI ATTUALI OGM NON MANTENGONO LE PROMESSE 6

    Le piante coltivate OGM RR, nell’annata successiva diventano infestanti della coltivazione che le segue.

    Per esempio negli USA colza RR è diventata infestante di soia RR.
    Tutto questo accade nel momento in cui si fanno le rotazioni. Se non si fanno le rotazioni e si coltiva colza su colza questo non è un problema.

    E’ ovvio che quando si raccoglie un prodotto una parte dei semi cade a terra e si mantiene vitale. Nell’annata successiva questi semi germinano insieme alla nuova coltivazione e divengono infestanti!

    Come potrà essere controllata l’infestazione? Negli USA sono tornati ai vecchi diserbanti!! Fanno miscele di Roundop + altri diserbanti. Ovviamente anche questa miscela è brevettata!!


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