nemici occulti

Sapore di sale, sapore di male

Che cos’è un additivo? Una sostanza naturale o artificiale che aggiunta in piccole quantità al cibo ne migliora certi aspetti (durata, consistenza) senza alterare marcatamente il sapore. C’è una crescente paura rispetto a queste sostanze ritenute a torto o a ragione la causa dei problemi di salute che affliggono molte persone, tipo: intolleranze, allergie, cancro. Spesso la paura è proporzionale all’esoticità del nome dell’additivo (lecitina, glutammato, agar-agar, metilcellulosa) e alla sua introduzione nella dieta umana. Pur rientrando in questa categoria, alcune sostanze non ci impressionano particolarmente, semplicemente perché l’uomo le usa da qualche millennio.

Il cloruro di sodio, il comune sale da cucina, è stato il primo additivo alimentare usato dall’uomo per trattare la carne appena cacciata, probabilmente nella zona corrispondente all’attuale Cina. Se oggi conserviamo il cibo sotto i cristalli bianchi lo dobbiamo anche a quei fantasiosi antenati. Ancora oggi, usando parole come “salario”, ci ricordiamo che il sale è stato per secoli l’articolo più commercializzato e tassato.

Altri alimenti molto conosciuti sono nati per la necessità di conservare il cibo durante i periodi di magra invernali e il sale, insieme all’affumicatura, ha giocato in questo un ruolo fondamentale: il baccalà, le alici sotto sale, tutti i salumi, le verdure conservate in salamoia, i crauti solo per ricordarne alcuni sono nati da una necessità.

L’avvento del frigorifero e il diffondersi del congelamento come tecnica di conservazione ha ridotto progressivamente dal dopoguerra ad oggi l’uso di questa sostanza consentendoci una sempre più facile accessibilità ai prodotti freschi.

Negli ultimi decenni però, la progressiva “industrializzazione” del cibo e il diffondersi del fast-food (quello che gli inglesi definiscono “highly processed food”) ha aumentato il consumo di sale pro-capite fino ad arrivare ad una media di 9-12 g al giorno in molti paesi del mondo mentre l’organismo umano è predisposto ad assumerne non più di 0,25 g.

C’è un ampia letteratura scientifica che dimostra come il sale sia responsabile non solo di disfunzioni quali l’aumento della pressione arteriosa e quindi dei disturbi di tipo cardiovascolare, ma anche che provochi danni ai reni, sia coinvolto nell’insorgenza dell’osteoporosi e sia uno dei principali fattori nell’insorgenza del cancro allo stomaco. Basti pensare che negli anni 30, prima dell’avvento della refrigerazione, il cancro allo stomaco era la prima causa di morte in Europa e in Giappone.

Nonostante l’uso ci sembri innocuo e naturale, per l’industria alimentare il sale rappresenta l’insaporitore più efficiente (e a basso costo) ma il consumo eccessivo che ne facciamo rappresenta uno dei problemi principali per la nostra salute.

E’ meglio saperlo quando ci preoccupiamo di conservanti, emulsionanti, coloranti e dolcificanti, il nostro nemico peggiore ha un nome a noi familiare: sale.

Carmine Capacchione

commenti (173)

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  1. ecco quando leggo questi post, non so a voi, ma a me manca Bressanini.
    caro Kapakkio dicesi salario perché il sale era moneta di scambio ma ancor prima del sale lo é stata la carruba, molto più preziosa, tanto é che in arabo karat /carruba rimane per definire la precisione/perfezione peso/carruba/carato .
    il sale, invece, essendo più diffuso e con meno valore serviva per pagare il salario ai ‘poveracci’… e così é rimasto.
    la prima forma e più diffusa forma di conservazione degli alimenti carne/pesce non é stata la salatura ma, in ordine, l’essicazione al sole, la cenere (possiamo considerarla un additivo credo). pochi avrebbero potuto permettersi di ‘sprecare’ così tanta moneta di scambio che, cosa rara, non si sviluppa in asia, ma in europa. raramente accade in gastronomia europea vs asia ma il sale ci appartiene storicamente.

    1. A me mancano commentatori che leggono quello che ho scritto prima di commentare:
      1) Ho scritto: “sando parole come “salario”, ci ricordiamo che il sale è stato per secoli l’articolo più commercializzato e tassato” quindi quello che dici può essere tutto giusto ma io non ho scritto il contrario.
      2) Non ho scritto che il sale è stata la prima forma di conservazione ma sicuramente è stato il primo e più largamente usato additivo.
      La storia dellascoperta del sale è riportata nel link citato se hai altre fonti prego illuminaci e comunque risalendo alla preistoria mi sembra quantomeno che la cosa possa essere controversa.
      Bressanini ha un suo blog se ti manca puoi leggerlo lì.

    2. suscettiboll.. ma non mio creo molti problemi prima di commentare specie se leggo che il sale ha a che fare con la Cina. 3500 anni A.C Wieliczka le più antiche saline mai scoperte nella storia ‘uominale’. la preistoria inizia qualche hanno prima 150/180mila non mi ricordo.
      potrei dirti perché l’uomo ha scoperto che il sale ‘conserva qualcosa’ ma non la carne .. il pesce, il pesce, il pesce.. ma non te lo dico perché, se la metti su questo piano, mi aspetto sempre che qualcuno possa scrivere qualcosa che valga la pena leggere e non leggere quello che gli altri pensano di saper scrivere… ma lo so é complicata questa cosa.
      e poi, Kapakkio, quando scrivo un commento posso nutrire nostalgia per chi mi pare o é vietato da oggi? adesso, per esempio, sento la nostalgia di De Montaigne ma non credo abbia un blog, ma la sua teoria sulle spighe di grano e l’umiltà la trovo… affascinate

    3. Forse non è peregrino pensare che tra la scoperta del sale e la costruzione della prima salina qualche millennio sia passato, non mi nutro di certezze su queste cose ma di ragionevoli dubbi e poi le lezioncine mi sembra che non ho comiciate a farle io…ear solo un suggerimento per placare la tua nostalgia.

  2. post completamente inesatto.
    il sale da cucina, il cloruro di sodio, non è un additivo.
    infatti non ha una sigla.
    è anche assurdo ritenerlo tale, almeno fino a quando non avremo degustazioni di nitrati dell’himalaya e di lecitine affumicate dalla norvegia. al ristorante non mi hanno mai servito gamberoni al glutammato dolce di cervia, e alessi non ha ancora prodotto la fosfatiera.
    kapakkio capisci che c’è qualcosa che non va in quello che dici?

    1. questo è il gianluca che preferisco. 🙂 Una cosa si definisce per la sua funzione, secondo il mio modesto modo di vedere le cose, e non perchè ha o non hauna sigla.
      Il sale serve ad insaporire, a conservare e non lo mangiamo abitualmente da solo quindi è atutti gli effetti un additivo. Il fatto che culturalmente non lo riteniamo tale non cambia la funzione che svolge.

    2. scusa kapakkio ma non è una questione culturale nè di opinione.
      gli additivi alimentari vengono valutati e poi autorizzati dall’EFSA, gli additivi autorizzati sono pubblicati in una tabella e sono contrassegnati da E + codice numerico, tutti.
      il sale non è un additivo, non compare in nessuna tabella.
      semai è un ingrediente, come le spezie. anche le spezie servono per insaporire. ma non sono un additivo.
      hai mai visto un additivo arrivare a tavola insieme ai condimenti? io no.
      e non ho mai visto un additivo che si ottiene spontaneamente facendo evaporare l’acqua del mare da una vasca. gli additivi escono da un laboratorio, tutti.
      poi è chiaro che il suo potere conservante sia elevato e spesso viene usato per questo, ma non solo.
      gli esempi che ti ho portato sono delle assurdità per spiegare che non esiste alcuna degustazione di additivi, mentre esistono degustazioni di sale, un ingrediente che aggiungiamo spontaneamente ad ogni cibo che prepariamo e senza il quale mangeremmo in maniera completamente diversa.
      ma non è un additivo, assolutamente.

      il discorso fa male si-o-no invece è un capitolo a parte, su cui si può discutere.
      😉

    3. gianluca purtroppo non riesci a distinguere tra stratificazioni culturali e reale funzione della sostanza usata.
      Ce ne faremo una ragione

    4. non voglio accendere un flame, ma non è così.
      ho capito benissimo ciò che dici, ma proprio per quello ti ho riportato alcuni esempi/provocazioni.
      il sale ha un forte potere conservante, ok fin qui ci siamo, ma viene anche affumicato-degustato-e servito in tavola, con tanto di indicazione della zona di provenienza.
      se fosse un additivo prodotto in laboratorio, a chi potrebbe mai interessare la zona di provenienza?
      è proprio questa la “reale funzione della sostanza” che tu ometti dal tuo ragionamento, per poterlo così equiparare a un additivo, quando in realtà non è così. è un conservante naturale ok, anche le spezie svolgono la funzione di insaporitori, ma non sono additivi.
      l’unico che è riuscito ad affermare che il sale è un additivo è ferran adrià, prendendo per il culo tutti, come sempre.

    5. gianluca purtroppo continui a fare esempi che sono frutto di considerazioni di tipo culturale:
      La definizione di additivo per legge esclude il sale perchè è una sostanza tradizionalmente usata per la preparazione del cibo. Le leggi risentono giustamente della cultura del paese che le promulga. Basti pensare che l’adulterio è un reato nei paesi islamici e lo era fino a qualche decennio fa anche in Italia e ora a nessuno di noi verrebbe in mente di considerlo tale. Non è forse questa differenza dovuta a fatti culturali?
      Gli esempi che fai delle degustazioni e del fatto che il sale venga portato in tavola sono frutto anch’essi di stratificazioni culturali. In molti paesi asiatici il glutammato viene usato insieme al sale perchè è entrato nella loro cucina molti decenni prima che da noi e quindi è diventato un prodotto tradizionale, i dolcificanti che sono additivi anche per la nostra legge li trovi sul bancone di qualsiasi bar accanto allo zucchero e siamo così abituati a questa cosas da consisderarla normale.
      La definizione che ho dato io di sale come additivo è invece funzionale:
      1) mangiamo il sale da solo?
      2)serve ad esaltare il sapore dei cibi?
      3)serve ad aumentare la conservabilità dei cibi?

      Spero di aver reso più chiaro il mio punto di vista.

    6. secondo me stai facendo molta confusione.
      le leggi risentono della cultura del paese che le promulga? ok, anche la lingua….e le definizioni.
      in italiano il sale non è un additivo…..e a livello europeo neppure, come testimonia la tabella EFSA.
      le parole hanno un significato preciso, tutte, e non sono a libera interpretazione della persona, in base alla sua cultura.
      il sale, da definizione, non è un additivo.
      “La definizione che ho dato io di sale come additivo” – tu non puoi dare definizioni, non è che ogni persona può modificare lingua e definizioni così, a suo piacimento.

      inoltre, continui a separare l’aspetto culturale da quello funzionale.
      un discorso che teoricamente funziona, peccato che è proprio dal punto di vista funzionale, quello che tu continui a citare, che si capisce chiaramente che il sale non è un additivo, pur avendone spesso la stessa funzione.
      gli esempi che fai – zucchero-dolcificanti-glutammato- per dimostrare che anche gli additivi arrivano a tavola, e che questo sia solo una questione di abitudini culturali, non sono esatti, o almeno non lo sono paragonati al sale.
      infatti gli additivi, essendo prodotti TUTTI in laboratorio, sono TUTTI uguali. nei paesi asiatici avranno il barattolo di glutammato, ma non avranno il glutammato delle hawai o quello affumicato dalla norvegia. così come non ho mai trovato l’indicazione geografica sulle bustine di aspartame.

      questo spiega benissimo la differenza. la complessità della natura non è riproducibile in laboratorio. quindi se posso fare il glutammato identico in ogni laboratorio, non posso farlo con il sale integrale, che a seconda della zona e dell’ambiente da cui proviene, avrà un gusto differente. come succede per gli alimenti, e non per gli additivi.

      ecco perchè il sale non è definito come un additivo. nonostante, come tu hai giustamente spiegato, venga utilizato spesso per quello (conservazione e sapore), in realtà ha caratteristiche uniche che lo differenziano da qualsiasi altro additivo e che non lo possono relegare alla definizione di additivo.
      dobbiamo evidenziare questa differenza, altrimenti si fa solo disinformazione.

    7. …nel tentativo di smontare il ragionamento di Kapakkio, gianluca, mi sa che ti è scoppiato in mano il cacciavite.
      Non ho capito una parola del tuo post: “nitrati dell’himalaya”, “lecitine affumicate dalla norvegia”, “glutammato dolce di cervia” 😯 Ma che c’entrano queste iperboli?
      Ma è colpa mia… non ci arrivo, punto e basta.

    8. bacillus, credo che la mia risposta qui sopra a kapakkio fornisca già le risposte a ciò che non hai capito.

    9. Sì, sì, capito. E’ dura. Quando ci sono limiti nella capacità di prospezione storica, quando non si riesce ad analizzare un concetto per quello che è, tentando di isolarlo dai condizionamenti culturali, dai pregiudizi e dai luoghi comuni è proprio dura.
      Tanto per dire, proprio il glutammato, che noi identifichiamo con la sigla E621, per le cucine orientali è un “ingrediente” al pari di quello che può essere una spezia, il prezzemolo, il sale da cucina. Cioè, capito? Un cinese usa il glutammato così come noi usiamo il sale.

      Prova a trasformati in cinese, gianluca. E’ un esercizio splendido per capire le cose di questo mondo…

    10. a parte che “un cinese usa il glutammato così come noi usiamo il sale” mi sa tanto di leggenda metropolitana, è tutto da dimostrare.
      io sinceramente non l’ho mai visto. è più probabile che loro ne facciano un largo uso per cucinare e insaporire, come noi usiamo il dado per esempio.
      sinceramente non conosco la lingua cinese nè tantomeno come loro codifichino gli additivi: so che sicuramente l’EFSA autorizza e classifica in accordo con l’OMS, che dovrebbe essere uno standard globale.
      ad ogni modo, sale marino integrale = glutammato? no guarda, stiamo parlando di due cose ben diverse.
      e non c’entrano solo le abitudini o i pregiudizi culturali, che sicuramente condizionano, ma non è questo l’esempio giusto.

    11. “sale marino integrale = glutammato?”… cioè, scusa, chi è che ha detto una cosa del genere? Mi stai mettendo in bocca cose che ti stai inventando tu?
      Fai attenzione, gianluca: non provare con me queste idiote semplificazioni.

      L’uso del glutammato nelle cucine orientali come “ingrediente” usuale per insaporire i cibi è fuori discussione. Vai a leggerti questo post del solito, maledetto Bressanini:

      http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/01/30/pomodori-umami-al-glutammato/

      Analizza i dati, guardati il sacchetto di glutammato, valuta gli eventi storici. Se puoi, smentisci ogni informazione in merito.

      Prendi in considerazione la nostra tradizione culinaria con l’abitudine, acquisita nel tempo, di usare in modo diffuso ingredienti come il formaggio invecchiato (sai perché un cinese non lo usa, vero?), oppure il pomodoro. Prova a riflettere in funzione di questo sulla tua concezione di “glutammato”.

      No, le cose non sono “ben diverse”. I punti in comune sono evidenti e vanno tenuti in considerazione con l’importanza che si meritano.

    12. prima cosa stai calmo.
      non c’è nessuna idiota semplificazione,
      tu scrivi che il glutammato “è un “ingrediente” al pari di quello che può essere una spezia, il prezzemolo, il sale da cucina”. sono le tue parole.
      e poi scrivi ““sale marino integrale = glutammato?”… cioè, scusa, chi è che ha detto una cosa del genere? Mi stai mettendo in bocca cose che ti stai inventando tu?”
      non aggiungo altro.
      o sei rincoglionito, o qui ad essere idiota non sono certo le mie semplificazioni.

      comunque avviseremo l’efsa e l’oms di rifare le tabelle, perchè bacillus e kapakkio non sono d’accordo.
      che pena di intervento bacillus……

    13. c’è da dire che poi se hai visto la foto della busta di glutammato sul blog di bressanini…..allora sai proprio tutto sulle usanze orientali.
      perchè da noi non è possibile comprare additivi a pacchi, dadi al glutammato, ecc… no.
      ci voleva la foto con la scritta in cinese, che illuminazione.
      e per quella foto allora il nostro sale marino…diventa un additivo, ma pensa te, che teoria interessante.

    14. Ovvio, gianluca, che per uno come te in situazione di crisi, i post fioccano alla grande. Sei riuscito ad attribuire a me, con un copia-incolla maldestro una espressione inequivocabile che avevi scritto tu: “sale marino integrale = glutammato?”… un loop schizofrenico che potrebbe durare all’infinito…

      Ti faccio un favore e ci metto un “break” (in c/c++/c# si usa proprio questo comando). Concentriamoci sul “sale”. Ho l’impressione che per te le espressioni “sale”, “salgemma”, “sale marino”, “sale marino integrale”, “sale rosa himalayano”, “fiocchi di sale marino” e via dicendo, rappresentino diverse espressioni di un ingrediente delle nostre cucine che appunto, assumendo forme diverse, può infondere ai cibi proprietà di volta in volta diverse, sfumature apprezzabili a seconda dei contesti, spiritualità peculiari…

      E’ così? E’ per questo che tu, a prescindere da quello che dice l’EFSA, ti riufiuti di considerare il sale da cucina un semplice “additivo”?

      P.S.: a proposito… in relazione e a tutto questo, quando l’EFSA si esprime a favore degli OGM, perché sbaglia, secondo te?

    15. “a prescindere da quello che dice l’EFSA” leggasi “a prescindere da quello che dice o non dice l’EFSA”. Grazie.

    16. non c’è nessuna crisi e nessun loop schizzofrenico. ho sintetizzato un concetto che avevi espresso a parole, comunque non importa.

      io non mi rifiuto di considerare nulla, a prescindere da nulla.
      il sale marino non è un additivo, ma non perchè io non lo considero, ma perchè non è considerato come additivo, da nessun ente ufficiale che abbia l’autorità per certificare e catalogare gli additivi.
      nè tanto meno rientra nella definizione di additivo alimentare, che non ho certo inventato io, ma che è sancita da una normativa europea “….qualsiasi sostanza non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti….”
      ecco basta questo. il sale è un ingrediente tipico degli alimenti. e quindi da definizione non può essere un additivo, stop.

      questo, per definizione.
      al di là delle definizioni, nella realtà è ancora più semplice rendersi conto che il sale non è un additivo.
      perchè non esistono degustazioni di additivi, tanto per fare un esempio.
      e non c’entra niente la cultura o i preconcetti.
      tu e kapakkio state affermando una minchiata colossale, dicendo che il sale marino è un additivo alimentare.

      io volevo solo togliervi da questo impiccio, ma visto che continuate, non so più cosa dirvi.
      continuate pure a fare disinformazione. contenti voi….

    17. A parte che ti rifiuti ancora di valutare l’identità di “ingrediente” del glutammato per la cucina orientale, hai ribadito ancora una volta un concetto che fino all’ultimo mi sono rifiutato di prendere sul serio, se non altro per rispetto della tua intelligenza:
      “non esistono degustazioni di additivi”… sottinteso (a questo punto) “esistono le degustazioni di sale”… giusto?
      Davvero mi stai dicendo che si fanno le degustazioni di sale? 😯 !!! Degustazioni di cloruro di sodio?! 😀
      Sale marino, salgemma, sale marino integrale, ecc., sono quindi cose ben diverse tra di loro! E nel momento in cui io metto a contatto (in soluzione acquosa, s’intende!) una mole di idrossido di sodio ed una mole di acido cloridrico otterrò una soluzione di acqua e “qualcos’altro ancora”, ben diversa da quelle precedenti, perché ottenuta in modo sintetico!
      Mi sento davvero rincoglionito… 😉

    18. @bacillus

      dopo questa mi chiedo se tu conosca minimamente quello di cui stai parlando.
      uno che si sorprende che esistano degustazioni di sali, addirittura dicendo che fino all’ultimo ti sei rifiutato di prendere l’argomento sul serio, per rispetto della mia intelligenza ?!?!?!
      bacillus scientificamente avrai le tue conoscenze, ma di cibo ne sai veramente poco.
      potresti fare silenzio invece di partorire queste uscite ridicole. lo dico per te.
      saluti !

    19. e poi bacillus, tu dici:
      “A parte che ti rifiuti ancora di valutare l’identità di “ingrediente” del glutammato per la cucina orientale”

      sempre peggio…..
      allora tutti gli additivi sono ingredienti. anche quando noi mettiamo il dado nel sugo stiamo usando il glutammato come ingrediente, ma il glutammato è e rimane un additivo.
      questo per come è definito additivo nella lingua italiana, da una normativa europea, dall’efsa e dall’oms.
      se poi in cina additivo ha un altro nome o un altro significato questo non te lo so dire. non so neanche dirti come si dica additivo in cinese.
      quando conoscerò un cinese glielo chiederò.
      ad ogni modo, in oriente, il glutammato anche se viene utilizzato in dosi massicce, è e rimane un additivo, secondo ciò che noi abbiamo definito additivo.

      le parole hanno un significato preciso, non sono a libera interpretazione di bacillus.

    20. “e parole hanno un significato preciso”. La cosa sta diventando noiosa, ma riproviamo a schematizzare.

      Dal vocabolario Treccani:
      “additivo agg. e s. m. Qualifica e (più comunem.) nome generico di sostanze, per lo più chimiche, atte a conferire alcune qualità a un prodotto o a migliorarne, oppure conservarne, alcune caratteristiche”
      In questa definizione il sale ci entra perfettamente.

      Ma poi è giusto impegnarsi in una interpretazione più ampia.

      Da sito EUFIC
      “Nonostante vengano associati alle più recenti tecnologie, gli additivi alimentari sono utilizzati da secoli. La conservazione del cibo ebbe inizio quando l’uomo imparò ad immagazzinare i raccolti per l’anno successivo e ad utilizzare la salatura […]”

      ma poi:
      “Per additivo alimentare si intende “qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, che aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere che diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti, direttamente o indirettamente” (Direttiva del Consiglio 89/107/CEE).”

      La direttiva comunitaria, dunque, formula una convenzione a fini legislativi. Non è affatto da considerare in senso assoluto. Perché, appunto, se il glutammato è un “ingrediente tipico degli alimenti” per la cucina orientale, non è più un additivo.

      Insomma, come volevasi dimostrare.

    21. bacillus fai un piacere a te stesso…..fai silenzio !!!

      ti smonto tutto, perchè non ha senso niente di quello che dici.

      allora,
      la definizione treccani, non è la definizione di additivo alimentare, ma di additivo generico. infatti vengono citati additivi per carburanti e per combustibili. è talmente generica, che se la intendiamo come vorresti tu, farebbe rientrare anche l’olio extra vergine tra gli additivi.
      non fare il furbo, cerca su un’enciclopedia semmai, se vuoi capire il concetto.

      poi,
      come kapakkio citi la definizione EUFIC, non accorgendoti che dice esattamente l’opposto di quello che volete far credere.
      infatti “La conservazione del cibo ebbe inizio quando l’uomo imparò ad immagazzinare i raccolti per l’anno successivo e ad utilizzare la salatura” fa capire benissimo che il sale non è un additivo, ma è semplicemente uno dei primi metodi utilizzati per la conservazione del cibo (come sto dicendo io dall’inizio). è così difficile da capire l’italiano?

      e per la direttiva comunitaria, stai dicendo anche tu minchiate.
      perchè il glutammato non è un ingrediente tipico degli alimenti, neanche nella cucina orientale.
      semplicemente loro ne utilizzano di più per la preparazione dei cibi, ma anche noi usiamo il dado.
      hai mai visto un sushi o un sashimi con glutammato? o uno spaghetto di riso? o i gamberi al vapore? ecc…ecc….
      invece, all’opposto, non esiste nessuna ma proprio nessuna pietanza che noi mangiamo senza aggiungere sale.

      bacillus, vuoi un consiglio? fermati, perchè stai facendo una figura indecente….

    22. 😀 gianluca, il fabbro ferraio della lingua! e giù martellate sulle parole per tentare di piegare i concetti alle proprie convinzioni… giù martellate sull’evidenza… 😯

    23. bacillus…..certo certo, come no.

    24. ma se uno non capisce l’italiano, perchè si ostina a scrivere su un forum italiano?

    25. Accidenti è vero, gianluca. Dopo che avevo letto la tua interpretazione di “riduzionismo” su un post di qualche giorno fa, mi ero fatto la stessa domanda.
      E non sono ancora riuscito a darmi una risposta. 🙂

    26. quando userai anche tu il cervello, riuscirai a darti tante risposte che ti mancano.
      per ora, fai solo ridere.

    27. e poi sentiamo questa interpretazione di riduzionismo (una parola che tra l’altro io non ho mai scritto).
      sentiamo dai, sono curioso. più che altro mi piace ridere, per cui parla pure.

  3. Interessante. Il sale+grasso o lo zucchero+grasso sono gli elementi basilari del junk food. Abbinamenti tanto facili quanto dannosi. Chiunque con poco palato ne e’ attratto, particolarmente vulnerabili sono i bambini.

  4. Sono pienamente soddisfatto a sentir parlare che troppo sale non fà bene, io preparo pizza con lievito naturale e farine macinate a pietra, è una mia scelta, alcuni clienti lo apprezzano, altri mi criticano perchè non uso una percentuale di sale maggiore nelle mie pietanze, proponendo un piatto sano e ricco di gusto, perchè lo dovrei proporre differente in tavola? La farina macinata a pietra ha tutte le sue proprietà, nè aggiunte nè tolte, io sono concorde per la sana alimentazione!! il salato lo lasciamo a…, mille grazie per lo spazio a questa bella iniziativa, Michele

  5. Due appunti: i crauti non sono conservati in salamoia ma grazie alla fermentazione (non acetica ma lattica). Nella loro preparazione il sale non è mai più di 30 g per kg; simile concentrazione (inferiore alla salinità dell’acqua di mare)difficilmente si può chiamare salamoia.
    Secondo: per quante ricerche abbia fatto e per quante domande abbia fatto a medici, non esiste nessuna dimostrazione CLINICA (non epidemiologica) che l’eccesso di sale sia legato all’ipertensione. E’ una della tante numerose leggende metropolitane che si tramandano senza base scientifica. Sfido chiunque a dimostrare il contrario, senza ricorrere a pubblicazioni fatte dall’industria farmaceutica. Il sale è indispensabile nell’alimentazione; la sua carenza provoca gravi disturbi, tra cui i più benigni sono i crampi. Il sale in eccesso viene eliminato con le urine.
    I sali dietetici per ipertesi sono una buffonata. Si sostituisce il sodio col potassio; siccome è meno salato, si finisce per aggiungerne di più. Io sono leggermente iperteso, e controllo bene il disturbo con normali medicinali a basso costo, e non ho mai ridotto il consumo di sale.

    1. Infatti ho scritto:
      “le verdure conservate in salamoia, i crauti”…. e comunque senza sale i crauti non si conserverebbero.
      Lo studio citato che è una review, una volta tanto è diffuso gratuitamente dagli autori che dichiarano a pagina 378 di non avere conflitti di interesse ed è fatto da ricercatori della London School of Medicine non dalle multinazionali del cloruro di potassio.

  6. Anche sul sale, non esiste scienza infusa. Più o meno avete ragione tutti, anche perchè quando ci si spinge molto indietro con gli anni è difficile avere certezze. E’ evidente, parlando di sale come additivo alimentare che basta mettere il tutto tra virgolette e il problema non sussiste. Per quanto ne so io invece, non sono d’accordo sul fatto che il sale avesse meno valore di altri “aditivi” in quanto usato per pagare i poveracci. All’epoca l’Impero Romano usava l’oro bianco (il sale) come moneta per i salari dell’esercito, indipendentemente dal ceto sociale dei propri soldati. Anzi, era uso muovere guerra verso quei territori che avevano anche saline attive. E’ il caso delle guerre a Cartagine, mosse anche per il controllo dei siti di produzione del nord africa e per appropriarsi della fruttosissima attività di pesca al tonno, monopolio dei cartaginesi. Non mi risulta che, in maniera così diffusa, la cenere sia diventata salario o la carruba abbia avuto una larga diffusione come moneta di scambio. Senza dubbi invece, controllare i territori di produzione marina e mineraria equivaleva a quello che oggi è controllare la produzione di gas e petrolio. Poi, se vogliamo, gli americani vanno in Iraq o altrove solo per imporre lo stato democratico. Per quanto riguarda il tema “prima in Europa o prima in Cina”, beh, siamo a interrogarci sull'”uovo o la gallina”. Certamente i Celti lavoravano nelle miniere di Sale; certamente i Cinesi erano maestri a scavare pozzi – usando canne di bambù una montata sull’altra come fossero trivelle – per intercettare bacini di acqua salata. E attenzione attenzione: dato che l’acqua salata è la prima cosa che si trova prima di arrivare al gas naturale e poi al petrolio, fonti antropologiche spiegano così il fatto di aver trovato disegni rupestri che rappresentano grandi bocche di fuoco vicino ai pozzi d’acqua salata. Praticamente davano fuoco al gas per consumarlo e permettere all’acqua di salire in superficie. Chi è arrivato prima e chi è arrivato dopo? Difficile affermarlo con sicurezza. Abbiamo più fonti attendibili dall’antica Cina, maestra nel documentare con dovizia di particolari le attività di natura commerciali e raccontare storie antiche. Più difficile rintracciare fonti Europee. Si scriveva e leggeva poco già all’epoca 🙂
    Comunque, se vi interessano le storie di sale, la letteratura non manca e dato che sono sempre molto interessanti vi invito a godervi i fìvari testi scritti in merito.
    Tema salute: io non ho dubbi, il troppo sale fa male. Come il troppo formaggio, i troppi zuccheri, il troppo alcol. Credo che, e questa è la campagna che porto avanti da anni, anche sul tema del sale inteso come “roba da mangiarsi” valga la regola della consapevolezza. Se mangiamo con consapevolezza poche saranno le cose che ci faranno male. E’ evidente invece che, nel caso di patologie importanti di natura cardiovascolare o altro, bisogna affidarsi ai consigli dei medici. Anche in tema di sale.

    1. L’intento del post, spero sia chiaro, non era quello di criminalizzare il sale, ma di evidenziare come le nostre paure alimentari verso quella o talaltra sostanza siano dovute essenzialmente a probleimi di tipo culturale. Tutte le sostanze se usate in quantità smodate possono avere effetti negativi sulla nostra salute: “è la dose che fa il veleno”

    2. “è la dose che fa il veleno”
      mah….è vero solo in parte.
      se mangi la stessa dose di lardo o di insalata, non è la stessa cosa.
      inoltre i pregiudizi culturali esistono, ma fino ad un certo punto.
      non tutti gli alimenti sono uguali, e molto additivi sono sospetti e pericolosi.
      diciamo le cose come stanno, per piacere.

    3. « È la dose che fa il veleno » e’ una frase di Paracelso. Il concetto di veleno non può essere separato dal concetto di dose. Praticamente tutte le sostanze possono provocare un danno su un organismo vivente, quello che le differenzia è la dose a cui provocano effetti dannosi. Per fortuna Gianluca non hai avuto modo, evidentemente, di provarlo sulla tua pelle. Senza scomodare i chemioterapici, potrei citare l’arsenico usato con efficacia fino a poco fa contro diverse malattie; se sbagliavi la dose potevi guarire da tutte le malattie, definitivamente. Poi gli oligoelementi, essenziali nella dieta, ma un eccesso diventa spesso letale.

    4. “Omnia venenum sunt: nec sine veneno quicquam existit. Dosis sola facit, ut venenum non fit”

    5. @Leone
      scusa ma cosa c’entra? provare sulla mia pelle cosa?
      stavamo parlando di alimenti, mica di farmaci.
      “è vero solo in parte” nel senso che è ovvio che ogni alimento ha i suoi dosaggi, ma questi dosaggi sono talmente ed estremamente differenti da alimento a alimento, che non possiamo mettere tutto sullo stesso piano.

    6. @gianluca
      putroppo non si può discutere con una persona talmente ignorante da definire una frase di Paracelso ” un luogo comune” e che poi pretende di dare lezioni agli altri sugli errori e che si permette di dire: “non capisco come possa essere editor uno che scrive una minchiata” …potresti contattare Massimo Bernardi e chiedergli di scrivere tu un post dove ci spieghi un pò di tutto…vediun pò tu…

    7. eccolo, è arrivato all’offesa !! complimenti, mi mancava il tuo stile.
      paracelso luogo comune? ma che stai dicendo? stiamo parlando di alimenti, mica di medicina, sveglia.
      e io non devo contattare nessuno, ti ho solo fatto notare un errore, ma tu insisti. che ti devo dire.
      continua così, bravo, complimenti !

    8. io credo che il rispettabilissimo Massimo Bernardi, appena si accorgerà della minchiata che hai scritto, al massimo ti potrà dire di corregerla….se non altro anche per la veridicità del sito.

    9. La frase di Paracelso vale in generale. Per esempio e’ nota a tutti l’utilita’, a volte l’essenzialita’, nella dieta delle vitamine. Eppure…
      TOSSICITA’ VITAMINA E
      Dosi troppo alte di vitamina E tendono a far alzare la pressione sanguigna, bisogna sempre iniziare a picole dosi e aumentarle gradualmente, , l’assunzione di estrogeni può neutralizzare l’immagazzinamento della vitamina E, è pericolosa la sua assunzione in chi pende farmaci anticoagulanti in quanto potrebbe aumentare il rischio di emorragie, puo ritardare la cicatrizzazione delle ferite in persone che hanno questi problemi ( sentire sempre il proprio medico curante).

      Questo non e’ Paracelso a scriverlo, ma e’ quel che Paracelso aveva intuito.

    10. vorrei fare giusto una osservazione, il cloruro di sodio è la più potente fonte di sodio presente nella nostra alimentazione…ma è il sodio Na+ il problema! l’eccesso di sodio nell’alimentazione è una concausa di numerosi problemi di salute che si manifestano più o meno pesantemente se accompagnati da altre concause… troppo saccarosio, fumo di sigaretta, troppi grassi, troppo stress, sedentarietà ecc ecc ecc
      tutto questo in via grossolana e superficiale…
      più precisamente un accesso di sodio nei fluidi corporei comporta a livello fisiologico un lavoro cellulare notevole… le cellule devono mantenere attivamente uno stato di equilibrio idro salino (omeostasi) assolutamente costante… in alcuni casi l’eccesso di sodio può generare scompensi anche abbastanza comuni quali ad esempio stadi di ritenzione idrica che si riflettono sul fisco come uno stato di gonfiore generale… se una persona mangia alimenti ricchi di sodio e non beve … il gioco è fatto… chiaro è che se questa condizione si cronicizza gli effetti possono essere ben più gravi

      quindi preciserei che non è la dose a fare il veleno… ma sono gli eccessi protratti nel tempo a trasforare di un elemento essenziale come il Sodio, in un killer micidiale.

    11. se poi vogliamo generalizzare tutto, allora
      “non eistono più le mezze stagioni” e “basta non esagerare”.
      trovo assurdo che queste generalizzazioni e luoghi comuni siano le conclusioni di un post aperto da una persona che si definisce uno scienziato e che predica razionalità nell’analisi della realtà.

    12. Sono contento del fatto che non volevi accender un flame. 😉
      Solo per la cronaca ti riporto la definizione di garzantlinguistica di additivo: ¶ s. m. sostanza naturale o artificiale che si aggiunge in piccole quantità a prodotti industriali per migliorarne determinate caratteristiche (aspetto, sapore, rendimento ecc.) o per poterli meglio conservare.

      Credo di non aver detto un eresia facendo rientrare in questa definizione il sale.
      Per il resto la discussione sul piano in cui la poni purtroppo non riesco a capirla quindi mi astengo da ulteriori commenti.

    13. nessun flame, sono tranquillissimo 😉

      un’eresia no, infatti il sale spesso viene usato come conservante, a volte ha lo stesso ruolo di un additivo……ma non è solo un additivo.
      ecco perchè in senso assoluto non puoi definirlo un additivo.
      perchè vuoi negare le differenze che ci sono tra il sale……e qualsiasi altro additivo?
      secondo me sarebbe meglio (per te più che altro) ammettere l’errore.
      la definizione garzanti oltretutto è chiara: ostanza naturale o artificiale che si aggiunge in piccole quantità a prodotti INDUSTRIALI.
      il sale invece lo metti ovunque, anche per mangiare il pomodoro appena raccolto dalla pianta. quindi non rientra nella definizione.
      kapakkio fidati, lo sai che sugli additivi sono fissato, il sale ha caratteristiche differenti da qualsiasi altro additivo.
      e se l’EFSA non lo pubblica nella tabella degli additivi, non è solo una questione culturale, ma c’è un motivo tecnico.
      non puoi pensare che qualsiasi insaporitore sia un additivo, o qualsiasi sotanza che non si mangia “da sola”.
      infatti il basilico da sapore, ma non è certo un additivo, e anche l’origano non lo mangi “da solo” ma non è un additivo.
      😉

    14. Raramente le persone che sono fissate su un argomento hanno ragione quando ne parlano. 🙂
      Credo sia più corretto dire che tu abbia un idea e un opinione diversa dall mia, quindi francamente non mi sembra di dover ammettere nessun errore.

    15. mi spiace ma le definizioni non sono nè idee nè opinioni.
      tu puoi decidere di chiamare il tuo water “angolo di paradiso”, ma nella realtà rimarrà sempre un water.
      il sale non è un additivo e non è una questione di opinioni.
      l’errore sta nel tuo articolo “il comune sale da cucina, è stato il primo additivo alimentare usato dall’uomo”, ed è questo che andrebbe corretto.
      poi per carità, uno può anche decidere di non ammettere i suoi errori, di non corregerli, o di spacciarli per veri.
      io ho solo fatto notare che non è così.

    16. Menomale che gianluca c’è!

    17. il sale e l’affumicatura.

    18. scusa ma….visto che insisti 🙂

      non riesco a capire come mai la lingua italiana….riesca sempre a diventare un’opinione.
      io leggo “La conservazione del cibo ebbe inizio quando l’uomo imparò ad immagazzinare i raccolti per l’anno successivo e ad utilizzare la salatura e l’affumicamento per far durare più a lungo la carne e il pesce”
      quindi sale ed affumicatura, così come “immagazzinare i raccolti per l’anno successivo”, sono citati come primi esempi di conservazione del cibo, e non come additivi.
      🙂
      gli additivi sono citati dopo.
      questo per essere precisi.
      kapakkio non c’è niente di male ad ammettere un errore….;-)

    19. scusa ma poi, proprio sul link che hai citato, la definizione di additivo è chiarissima:

      “qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale e NON UTILIZZATA COME INGREDIENTE TIPICO degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, che aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari PER UN FINE TECNOLOGICO nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere che diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti, direttamente o indirettamente”

      ti sembra che il sale non sia UTILIZZATO COME INGREDIENTI TIPICO degli alimenti?
      o che venga aggiungo solo PER UN FINE TECNOLOGICO?
      …..

      amen
      🙂

    20. Certo se uno omette di riportare la frase iniziale . “Nonostante vengano associati alle più recenti tecnologie, gli additivi alimentari sono utilizzati da secoli.” A chi si riferice la frase? Alla lecitina o all’agar agar?
      gianluca, capisco che usi sempre i soliti trucchi per far passare qualcuno per deficiente ma ti prego, sei così platealmente in malafede che credo non si possa sotenere una discussione in questo modo.

    21. e la definizione di additivo te la sei scordata?
      e la frase iniziale? ma cosa c’entra?
      allora anche “immagazzinare i raccolti per l’anno successivo” è un additivo? e aromi e spezie citati ancora dopo?
      kapakkio non offenderti, ma per me tu hai dei seri problemi a capire la lingua italiana.
      inoltre, io non ho nessuna malafede e non voglio far passare nessuno per deficiente.
      e infatti, se uno non è deficiente, e si rende conto di aver scritto un’inesattezza, si corregge, e magari ringrazia chi gliel’ha fatto notare.
      ma se vuoi continuare così e “il sale è un additivo”, fai pure. però sappi che fai anche un pò ridere.
      🙂

    22. gianluca, offendi l’intelligenza dei lettori di Dissapore che ben sapranno di chi e cosa ridere 😀

    23. bho’ a me fai ridere tu, e non capisco come possa essere editor uno che scrive una minchiata….e poi non si corregge.
      poi ognuno riderà di chi vorrà, in base a ciò che penserà.
      (ho fatto pure la rima 🙂 )

    24. adesso contatto l’EFSA, gli devo dire di riscrivere la tabella degli additivi alimentari by Kapakkio, perchè la loro, in fin dei conti, risente della cultura del paese in cui è stata fatta, e non è esatta.

      🙂

    25. Volevo agganciarmi all’intervento di Fassone sulla questione del “viene prima l’uovo o la gallina” perché mi ha fatto ricordare che in realtà anche alcuni primati usano e, molto probabilmente, hanno usato per conto proprio l’acqua di mare per insaporire il cibo…
      In particolare mi vengono in mente le osservazioni condotte sul comportamento della Macaca Fuscata giapponese (anni ’50, o ’60), uno studio che qualche annetto fa mi aveva parecchio colpito.
      Insomma, mi sono convinto progressivamente che “viene prima la scimmia”, e che sarebbe interessante studiare anche questi cuochi geniali per fare più luce su quello che facciamo noi con gli additivi e con il cibo, in generale.

    26. Tu dici che solo con l’ausilio della nostra intelligenza non ce la facciamo, eh? 🙂

    27. Ho grossi dubbi, e QUELLI mi salvano.

  7. Chiunque abbia studiato Tossicologia (medici,chimici,farmacisti ecc) sa che il cloruro di sodio è classificato fra le sostanze moderatamente tossiche in quanto la sua dose letale è 4g/kg. La dose letale 50 (DL50) rappresenta la quantità di una sostanza, per unità di peso corporeo, capace di provocare la morte del 50% della popolazione sperimentale in oggetto.Ad esempio l’etanolo,che pure sappiamo dare tanti problemi alla salute, ha una dose letale doppia rispetto al cloruro di sodio. Insomma, è la dose che fa il veleno, come già ribadito più volte. A proposito anche l’etanolo è stato uno dei primi additivi usati per la conservazione dei cibi visto il suo potere battericida. Poi che abbia anche altri effetti lo sappiamo tutti

  8. @Tomacelli
    senaza offesa per Fassone ma tutti i sali più o meno in voga sono costituti comunque da cloruro di sodio al 99.9% il colore diverso è dato da oligoelementi che sicuramente non ne cambiano le proprietà nutrizionali e per quanto riguarda il sapore credo ci sia una forte componente psicologica dovuta al diverso colore che ci fa pensare che abbiano un sapore diverso, fenomeno del resto ben noto.
    Eccezione ovviamente per i sali affumicati, ma quelli non sono naturali, vengono affumicati dopo.

    1. “e per quanto riguarda il sapore credo ci sia una forte componente psicologica dovuta al diverso colore che ci fa pensare che abbiano un sapore diverso”

      Kapakkio scusami ma questo no. questa cosa, ce lo insegna la natura, é come dire … inesatta. sarebbe come dire che il sale sa di sale e l’acqua sa di acqua.
      la percezione del gusto del sale non é un fattore psicologico e un fattore che si esercita, con il tempo e con l’esperienza.
      il sale non può avere sempre lo stesso gusto. c’é differenza tra una sale marino e minerale, tra uno di cervia e di trapani.
      il ricordo del gusto é tramandato da madre in figlio, ma non la percezione.

    2. Eggi credo che la metafora delle spighe di grano dovresti ripassartelaa tu che usi un tono decisamente assertivo per dire cose sbagliate del tipo che a Wieliczka c’è la salina più antica del mondo mentre in Polonia ci sono solo le più antiche miniere di salgemma conosciute al mondo ma risalgono al XIII secolo.
      Che tu possa escludere una componente di suggestione gustativa dovuta al colore in maniera così perentoria mi sembra altrettanto straordinario.

    3. vedi Kapakkio, io ti dico che dici… cosa inesatte non ti dico che ‘asserti e sbagli’.. perché quando si legge una pagina sul web lo si può fare in tre secondi ma devi essere abituato a saperlo fare; ma ti riporto tutto il periodo.. da leggere.. tutto.

      Le tracce delle prime saline che ricavavano sale dalle fonti salmastre risalgono al Neolitico ( 3500 anni A.C) e sono state ritrovate nei terreni denominati piu tardi Wieliczka. In epoca storica, gia tra l’XI e il XII secolo, Wieliczka era il piu grande centro salino nella Piccola Polonia e veniva chiamata Magnum Sale cioe Grande Sale.

      e per puntualizzare. in Cina il sale ce lo portiamo noi tramite gli arabi. loro lo usavano perché noi glielo abbiamo dato scambiando le merci.
      perché mentre noi scambiavamo il sale con le conchiglie e mangiavamo con le mani in Cina ricoprivano le anatre con le foglie di oro e avevavo la porcellana… ma questa é un’altra storia

      torniamo alle saline
      le saline possono essere di natura mineraria o marina. io ho scritto: 3500 anni A.C Wieliczka le più antiche saline mai scoperte nella storia ‘uominale’
      vossia mi spiegasse unné l’errore?

    4. La salina è un impianto di produzione del sale dall’acqua di mare, una miniera di sale è un impianto fondamentalmente diverso. Sulla sicurezza che in Cina 3500 anni fa o prima il sale ce lo hanno portato gli arabi o noi mi sembra sempre una ricostruzione in un periodo storico dove si fa fatica a ritrovare testimonianze scritte. Il fatto che poi siano state ritrovate tracce di saline risalenti al 3500 a.c in una miniera risalente a qualche millennio dopo.
      Già detto che le tue lezioncine gratuite sull’origine della parola slario, tema da me affrontato en passant senza dare spiegazioni approfondite o inesatte non ti mettono in condizione di dare lezioni di umiltà.
      Semplicemente stabilire quale antenato umano abbia usato per primo il sale è una cosa talmente controversa(e Fassone che qualcosa sul tema dovrebbe saperla e mi dava sostanzialmente ragione) che continuare ad affermare che l’hanno scoperta prima gli europei è semplicemente inutile ma puoi continuare se vuoi.
      Sul fatto che poi il colore dei cibi che ingeriamo non possa giocare nessun ruolo psicologico sul gusto mi sembra anche qui solo un opinione come un altra.

    5. “Non esiste uno straccio di prova che il consumo di sale faccia male ma a ci sono studi ( e ti linko un bel documentario che aiuta a capire ) che stabiliscono che il 35% degli infarti ‘potrebbe’ dipendere da un consumo eccessivo e spoporzionato del sale.”
      E’ ovvio che gli studi esprimono un aumento del rischio e non una relazione causa-effetto se il 35% ti sembra poco vedi tu…
      Io comunque ribadisco che non ho scritto che i Cinsei sono stati i primi a sfruttare commercialemnte il sale nè mi sono avventurato in disquisizioni sull’origine della parola salario che richiedevano una tua precisazione.
      Il sale come il fuoco deve averlo scoperto e utilizzato qualcuno per primo: sono proprio le cose che già esistono che si scoprono le altre si inventano.

    6. altro punto.
      la suggestione gustativa può essere causata da due fattori.
      il primo é la vista, il secondo é l’olfatto.
      quello che si percepisce nel palato é fortemente influenzato dall’olfatto. in natura abbiamo diversi esempi. un erbivoro appena nato riconosce dall’olfatto l’erba che non deve mangiare. chi glielo ha detto? la mamma glielo ha trasmesso mangiando solo il consentito. lui non ricorda e non mangia.
      riconoscere il gusto del sale é cosa da super palati.. non é cosa di tutti. perché? perché il salato rientra tra i gusti primari, quelli cioé che non abbisognano dei bulbi olfattori. percepisci il salato anche con il naso tappato perché é un sapore, mentre non percepiresti il gusto, per esempio, della carne

    7. Ah ecco è una cosa da superpalati!

    8. guarda che il palato é parte integrante del nostro corpo é come…come qualcos’altro mica ce lo abbiamo tutti uguale.
      dai, non ti preoccupare pagherai da bere a casa di Cortese 🙂

    9. eggi, per te solo acqua salata! 🙂
      comunque non mi hai risposto: puoi escludere una componente psicologica del colore sul gusto visto che tu stesso dici che c’è una componente visiva?
      mi spiace manon credo ai Rocco Siffredi del palato!

    10. ho rispostoooooo.
      soggettivamente la vista può scatenare un fattore psicologico, ma non oggettivamente sul gusto o sul sapore.
      é l’olfatto che ti predispone all’assaggio, perché tu vedi ma poi devi odorare PER FORZA. siamo animali ed é previsto che sia così. il naso lo hanno messo sopra la bocca e sotto gli occhi per un motivo, altrimenti lo mettevano in tasca dove é più comodo soffiarsi il naso .. vicino ai fazzoletti.
      ci sono, ci sono i Rocco Siffredi del palato..

    11. la distinzione tra soggettivamente e oggettivamente non l’ho capita, è un mio limite me la spiegherai da Cortese.
      E comunque sulla storia di Wieliczka concorderai anche se la più antica salina del mondo sia quella questa cosa significa poco sulla scoperta del sale e dell’acqua salata per insaporire i cibi. I primi metalli furono scoperti dall’uomo allo stato nativo in piccole quantità, per la costruzione di miniere e lo sviluppo della metallurgia sono passati un pò di annetti…

    12. guarda che iio non ho parlato di scoperta del sale. il sale non lo ha scoperto nesuno. si trova naturalmente sugli scogli ad assisi ed in cina. stavamo parlando storicamente dell’utilizzo commerciale del sale e se l’archeologia non é un opinione e troviamo la piû antica salina in polonia ( la salina é un impianto di produzione di sale e basta ) é logico pensare che uno dei primi posti in cui si é pensato di sfruttare commercialmente il sale fosse proprio quello.
      però voglio dirti sul sale. non esiste uno straccio di prova scientifica che un consumo esasperato di sale provochi danni, ma ci sono studi ( e ti linko un bel documentario che aiuta a capire ) che stabiliscono che il 35% degli infarti ‘potrebbe’ dipendere da un consumo eccessivo e spoporzionato del sale. nel dubbio.. ripeto nel dubbio, in Svizzera, ma seguiranno anche gli altri Paesi, hanno imposto ad alcune industri alimnetari di abbassare notevolmnete nei cibi pronti tutti gli esaltatori del sapore sale compreso. guardati questo filamto perché é veramente interessante http://www3.rsi.ch/pattichiari/node/1412

    13. @eggi

      “la suggestione gustativa può essere causata da due fattori.
      il primo é la vista, il secondo é l’olfatto. quello che si percepisce nel palato é fortemente influenzato dall’olfatto”

      perfettamente d’accordo.
      inoltre la suggestione visiva è valida magari come primo impatto, ma quello che fa il gusto è l’olfatto.
      inoltre se uno è abitutato a cucinare, ad annusare i cibi e i sapori, a sceglierli e utilizzarli, difficilmente sarà influenzato dalla vista.

      altrimenti dovremmo pensare che un piatto di spaghetti con il ketchup in fin dei conti lo recepiamo uguale agli spaghetti al pomodoro, tanto è sempre rosso.
      diciamo che come impatto visivo di 2 secondi magari si, ma dopo mezzo boccone, la differenza viene subito recepita.
      ecco perchè la vista può influenzare si, ma fino ad un certo punto.
      e non è sicuramente il caso dei sali.

      provate ad usare sali diversi su un carpaccio di pesce per esempio, le differenze si sentono, eccome.
      certo se mi metti il sale delle hawai nell’acqua della pasta, è chiaro che alla fine sarà più o meno tutto uguale.

    14. E poi, lo chiedo a Fassone, in percentuale in peso sul mercato mondiale questi sali “speciali” che percentuale rappresentano?

    15. Uno dei principali importatori in Europa di “sali speciali” fattura 4 milioni di euro circa all’anno :-))) e non detiene tutta la quota di mercato :-)))))

    16. Ti sbagli. Gli oligoelementi nei sali marini e nei diversi fior di sali hanno percentuali variabili tra il 6% e il 2%. Questo significa che il cloruro di sodio varia tra il 94 e il 98 %. Se hai un buon palato puoi sentirne le differenze di gusto che, tra l’altro sono molto influenzate dal tipo di cristallo proprio del sale: in fiocchi, in cristalli pieni, in cristalli vuoti, ecc. ecc. Questa ultima caratteristica impatta molto sul piano della percezione in bocca e dunque sul gusto 🙂

  9. Salve, qua l’unico che offende l’intelligenza altrui è quell’ imbecillus di un bacillus. Che gente c’è in giro.
    Bac ricorda KCL KCL KCL KCL e fai un favore all’ imanità