di | gio 22 lug 2010 ore 13:37
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anche se fa caldo

Scusate, parliamo seriamente di Ogm?

Era non numerosissimo ma qualificato, il pubblico presente ieri presso l’Auditorium dell’Ara Pacis a Roma per il convegno “Agricoltura e biotecnologie: il fronte della ricerca tra un’avanguardia silenziosa e un’innovazione superata”. Va detto subito che l’evento è stato organizzato dalla “Task Force per un’Italia libera da OGM” ed era quindi assolutamente di parte, tuttavia la presenza, al lordo di qualche defezione, di diciassette professori universitari, molti dei quali autori in prima persona di studi sull’argomento, appare rilevante. Per chi è abituato al contraddittorio di Internet, un convegno in cui ogni affermazione è supportata da uno o più articoli pubblicati su testate dell’autorevolezza di Science o Nature Biotechnology, rivista peraltro decisamente schierata a favore della tecnologia in agricoltura, genera una sensazione decisamente gradevole.

Ad esempio, quando Rita Levi Montalcini dichiara che gli OGM non hanno mai ucciso nessuno commette un’inesattezza: come dimenticare l’”incidente” del 1989 in cui batteri geneticamente modificati per produrre l’amminoacido L-Triptofano (usato all’epoca come integratore) generarono negli Stati Uniti una serie di casi di sindrome eosinofilo-mialgica che ufficialmente causarono 37 morti e 1535 invalidi permanenti? Un caso isolato di vent’anni fa, certo, ma dovrebbe insegnarci che il principio dell’equivalenza sostanziale sostenuto dall’OMS non basta e vanno condotti test specifici su ogni organismo transgenico. E parliamo di test seri, non di quelli dell’EFSA che prevedono l’utilizzo di 40 topi per 90 giorni di sperimentazione e come se non bastasse sono condotti esclusivamente da ricercatori stipendiati dalle tre multinazionali del transgenico (nota di colore: questi test furono sviluppati da una persona che oggi dirige il marketing di Syngenta, una delle tre multinazionali di cui sopra). Che i rischi esistono lo testimonia l’eccellente intervento del Prof. Mariano Bizzarri, autore di un libro che cita oltre 4.000 riferimenti bibliografici a sostegno delle proprie tesi.

I rischi più gravi, riassumendo, sono:

- Alterazioni nella qualità e nel valore nutrizionale dei cibi: ad esempio, come dimostrato dal Prof. Federico Infascelli dell’Università Federico II di Napoli, il mais transgenico Bt fermenta nel rumine dei bovini a velocità assai superiore di quello convenzionale. Le possibili interazioni gene-nutriente e variazioni di biodisponibilità e metabolismo dei nutrienti suggeriscono che almeno nell’infanzia l’utilizzo di cibi transgenici dovrebbe essere assai prudente;

- Resistenza agli antibiotici: Pietro Perrino, Dirigente di Ricerca del CNR di Bari ed ex direttore dell’Istituto del Germoplasma, cita studi che dimostrano che, per la sua natura intrinseca, il DNA transgenico contiene punti caldi per la ricombinazione ed è 1.000 volte più propenso di quello naturale al trasferimento genico anche tra specie lontane. Questo può creare, ad esempio, piante infestanti con resistenza doppia o tripla agli erbicidi, ma c’è di peggio. I geni marker utilizzati nelle tecniche transgeniche conferiscono forme di resistenza antibiotica, ed è dimostrato che questi geni possono essere trasferiti alla flora intestinale umana. E tutti in medicina, dall’OMS in giù, concordano nel ritenere preoccupante e pericolosa l’ascesa della resistenza batterica agli antibiotici nell’era contemporanea;

- Allergie: le allergie alimentari sono cresciute di circa il 600% negli ultimi 15 anni, la colpa non è certo degli OGM, ma è passato alla storia il caso di quella soia transgenica, modificata con un gene della noce del Brasile, ritirata in fretta e furia dal commercio dopo avere scatenato reazioni allergiche gravi in circa un quarto dei soggetti esposti;

- Effetti tossici e cancerogeni: sì, ci sono prove della riattivazione di linfomi precedentemente in remissione ad opera di transgeni, e non solo: rimando al Bizzarri per approfondimenti.

Ma dimentichiamo, per un attimo, tutti i dubbi sui possibili rischi per la salute e l’ambiente del transgenico. Lasciamoli proprio da parte e ipotizziamo che si tratti di una tecnologia sicura al 100%.

Fatto? Bene.

Partiamo dalle basi: la tecnologia per lo sviluppo di organismi transgenici risale agli anni Ottanta, e la loro immissione sul mercato data 1996. Da allora, si utilizzano esattamente le stesse tecniche ormai obsolete (non entro nel tecnico, ma in tre lustri le biotecnologie hanno compiuto passi da gigante), e relativamente a quattro sole specie vegetali: mais, soia, cotone e colza. E’ interessante notare che il cotone e la colza non hanno praticamente usi alimentari, e per le altre due specie l’uso nell’alimentazione umana è assai ridotto rispetto a quelli energetico e zootecnico. Inoltre, le modificazioni transgeniche sono solo di due tipi: resistenza agli erbicidi e resistenza agli insetti, con prevalenza della prima.

Ah, un’altra nota di colore: il transgene della “resistenza agli insetti” agisce producendo la famosa tossina Bt, considerata dalle solite multinazionali completamente innocua. Peccato che il Dr.Arpad Pusztai abbia dimostrato fin dal 1997 i suoi effetti sui topi, che includono la riduzione della massa di fegato, cuore e cervello unite a immunodeficienze varie. E il già citato studio del Prof. Infascelli ha ritrovato tracce della tossina negli organi interni di capretti nutriti esclusivamente con il latte delle madri, a loro volta nutrite con un 20% di soia transgenica. Ma questa è solo una nota di colore, la domanda spontanea è un’altra: perché, se questa tecnologia produce risultati così straordinari, in 15 anni non è progredita minimamente e viene utilizzata solo per quattro piante, per di più di scarsissima rilevanza alimentare? Gli OGM non dovevano risolvere la fame del mondo?

Ma c’è di più: la tecnologia transgenica è obsoleta. Si basava sull’idea che il DNA fosse il software dell’organismo, unico codice della vita, e quest’idea si è dimostrata sbagliata. Come sottolinea Livio Giuliani, Dirigente di Ricerca dell’ISPSEL, il DNA è piuttosto il firmware, o meglio uno dei firmware, dell’organismo. Ma soprattutto esiste un altro “software”, quello elettromagnetico. Iniziarono Preparata e Del Giudice con i loro straordinari studi sulla natura bifase dell’acqua, proseguirono Zhadin e Novikov scoprendo gli effetti di campi magnetici deboli sul transito degli ioni. A mettere insieme i pezzi ci ha pensato il Premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier, che nel 2009 ha dimostrato, assieme a quattro collaboratori, come durante un’infezione batterica compaiano segnali elettromagnetici che condizionano il DNA cellulare finalizzandone l’attività allo sviluppo infettivo.

Gli studi sui trattamenti elettromagnetici delle colture, come quello di Pietruszewski e Wojcik del 2000 [Pietruszewski, S. and S. Wójcik, 2000. Effect of magnetic field on yield and chemical composition of sugar beet roots. Int. Agrophysics, 14: 89-92], sono oltre un centinaio, e mostrano le straordinarie potenzialità di tecniche come l’ICR (Risonanza di Ciclotrone, fenomeno noto da oltre un secolo e di ampio uso medico) in agricoltura: inducendo modifiche non ereditarie, in modo privo di controindicazioni e senza alterare gli ecosistemi, è (o sarà) possibile ottenere gli effetti somatici desiderati.

Ma se nell’attesa dell’implementazione dell’ICR sulle colture (lenta perché non gode dei finanziamenti di multinazionali miliardarie) si volesse utilizzare comunque il transgenico, forse è il caso di chiederci se e quanto ci converrebbe. Attualmente l’UE autorizza il solo Mais Bt, coltivato per circa 75.000 ettari in Spagna e per meno di 20.000 ettari complessivi in altri cinque Paesi (qui i dati). Nel mondo si coltivano circa 100 milioni di ettari di mais, 200.000 in Italia. L’aumento di resa con il mais Bt arriva al massimo al 15-20%, ma in Italia dove le rese sono già fra le più alte al mondo sarebbe un po’ inferiore. Considerando i costi maggiori, il guadagno sarebbe non oltre il 5%, senza contare gli effetti sociali sulla manodopera e il prezzo minore dovuto alle rese più elevate. C’è davvero bisogno di fare tutto questo casino per utili così ridotti, rilevanti soprattutto per i pochi con estensioni significative e per le biomasse? O forse l’agricoltura italiana avrebbe un premio nel continuare a perseguire la via della qualità, piuttosto che quella delle grandi quantità a basso prezzo in cui –anche per motivi di costi sociali e retribuzione del lavoro- non saremo mai competitivi rispetto al Nuovo Mondo?

La risposta la sanno anche le multinazionali: il business della coltivazione transgenica in Europa è molto piccolo, per cui l’interesse maggiore è nel consumo. Ad esempio, l’Italia importa soia per uso zootecnico per circa 1,5 miliardi di euro l’anno, e buona parte di questa è transgenica. Nessuno, però, ci dirà mai se la carne e il latte che finiscono sulle nostre tavole provengono da animali nutriti con prodotti transgenici… o almeno questo è l’attuale orientamento di Bruxelles. Una sfida persa in partenza? Vedremo.

[Fonti: Gazzetta dell'economia, Science, Nature biotechnology, Molecolar lab, Aquarium online, Racine, Efsa, Editori riuniti, Fabio Ghioni, Nejm, Fbae, Grigio Torino, Foiaccademia, Springerlink, Aam Terranova, immagine: Panorama]

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109 commenti a Scusate, parliamo seriamente di Ogm?

  1. Grande Fabio, in bocca al lupo per questa nuova avventura su Dissapore!

  2. avatar Kapakkio

    Esattamente chi tra Bizzarri, Infascelli, Perrino ha pubblicato mai uno studio su Science o Nature Biotechnology?
    E’, forse opportuno precisare che gli studi di Infascelli sono fatti “in vitro” e non “in vivo”? e che la velocità di digestione, nei suoi studi, varia anche semplicemente cambiando cultivar anche se non OGM? che la resistenza agli antibiotici è un fenomeno totalmente indipendente dagli OGM e che lavariazioni casuali nel DNA dei miliardidi batteri che abbiamo in corpo avvengono con o senza OGM?

    • Ho scritto che questi ricercatori hanno citato studi pubblicati su quelle riviste, non che si trattasse necessariamente di studi propri. Al Prof. Bizzarri ho chiesto martedì scorso una bibliografia completa del suo intervento e ne sono tuttora in attesa, in ogni caso su Nature Biotechnology di Giugno 2002 c’è un lunghissimo speciale sui rischi ambientali del transgenico che, nonostante la posizione generalmente di apertura, evidenzia delle criticità quali ad esempio proprio la necessità di svincolarsi dall’uso di marker che determinano resistenza antibiotica (Peter D. Hare & Nam-Hai Chua, 575-580).

      Lo studio di Infascelli sulla fermentazione del mais Bt è in vitro, l’altro da me citato, quello sui capretti, è in vivo. In ogni caso la velocità di fermentazione del mais Bt risulta nettamente superiore a quella di qualsiasi cultivar non transgenica.

      La resistenza agli antibiotici è un problema che ha numerose cause, fra queste è certamente importante l’abuso di antibiotici nell’alimentazione animale. Il possibile trasferimento orizzontale di un marker transgenico è comunque, quantomeno, una goccia in più nel mare della resistenza antibiotica.

      Ci sono, infine, numerosi studi che mostrano come il DNA transgenico sia assai più incline alla ricombinazione e al trasferimento orizzontale di quello non transgenico.

      Preciso comunque che la mia formazione accademica è in materia differente (Economia Politica) e quindi la mia profondità di analisi di studi biotecnologici ha un limite, giornalisticamente (dopo avere fatto una precisazione importante alla quarta riga di questo articolo) ho più che altro riportato alcuni concetti, fra quelli espressi nel corso del convegno, che mi sono parsi interessanti e meritevoli di discussione, anche di quel contraddittorio che è stato assente in un convegno monopartisan. Sarebbe per me di estremo interesse un’ipotetica tavola rotonda fra alcuni dei ricercatori presenti martedì scorso ed esponenti, possibilmente indipendenti, con posizioni opposte (Bressanini?).

      • avatar Pippo

        Scusa, ma se la tua formazione è differente come pretendi di possedere autorevolezza in materia?

      • avatar Kapakkio

        Fabio, purtroppo dopo gli attacchi che definirei eufemisticamnte piuttosto scomposti a cui è stato sottoposto da parte di Tomacelli, Bressanini ha deciso di non prendere parte più alla discussione su questo blog tantopiù che ne ha uno suo. Posso consigliarti di leggere il suo libro “Pane e Bugie” che è scritto in maniera molto fruibile da non addetti ai lavori e molto equilibrata.
        Detto questo, come tu già notavi è quantomeno strano che un gruppo di scienziati tenga un congresso “contro” gli OGM, questa è politica non scienza. I congressi scientifici, quelli veri, sono aperti a tutte le voci e a tutte le posizioni. A me sembra che invece i succitati professori cavalchino l’onda politica per farsi un pò di pubblicità in questo triste periodo della ricerca scientifica italiana.

  3. avatar enrico

    Che palle, il solito minestrone stantio di multinazionali, DNA con punti caldi, allergie, resistenza ad antibiotici, tecnologia osoleta. Il tutto condito dalla solita scienza ufficiale cattiva e dai ben 17 professori universitari intemerati e controcorrente, per questo misconosciuti e perseguitati dalla Spectre dei giornali ufficiali tipo Science e Nature che colpevolmente non pubblicano i loro studi. Manca però la perdita della biodiversità.

    Dimenticavo: al convegno successivo organizzato dall’associazione “Le multinazionali uccidono le mezze stagioni” si è affermato che non ci sono più le mezze stagioni, che gli OGM non c’entrano, ma come dimenticare il pomodoro all’antigelo e lo sconvolgimento climatico che ha introdotto per gli interessi delle multinazionali e della Monsanto, che by the way adesso produce anche condizionatori ed mbrelli non si sa mai.

  4. Bravo Fabio , ce sei piaciuto ! :-)

    ora si dira’ che tutti , ma dico TUTTI , i tuoi rif scientifici sono stati screditati , che non hanno alcun peso e che sei pervaso da ideologia che ti obnubila le meningi e cosi’ via …

    Dopo le 7 sorelle del petrolio ci siamo meritati monsanto e le sue sorelle , e il pianeta campa !

    Ma in fondo ‘sti ogm in campagna, ma chi li vuole ?
    Gli agricoli ?
    I consumatori ?

  5. Qui sopra sono riportato solo le tesi di chi e’ contrario senza riportare nessuna di quelle che sono a favore, che sono molto piu’ numerose e piu’ circostanziate e avvalorate da decine di agenzie per la sicurezza alimentare in oltre 50 paesi del mondo (incluso USA e UE) e che comprendono oltre la meta’ della popolazione mondiale.

    La realta’ e’ che la tecnologia OGM, curiosamente chiamata “obsoleta”, fu creata per rimpiazzare quella evidentemente rimpianta dagli ambientalisti, delle mutazioni genetiche fatte tramite radiazioni gamma o agenti mutageni (e quindi cancerogeni), con le quali sono state sviluppate la maggior parte delle varieta’ di cereali con le quali ci cibiamo oggi, in particolare in Italia (vedi grano Creso ad es.)

    Il punto e’: non e’ dimostrato che facciano male, solo per il fatto di essere OGM poi ogni organismo va valutato per quel che e’, ma li si vuol proibire con la motivazione che l’Italia non ne ha bisogno. Ci sono sentenze del Consiglio di Stato che obbligano alla coesistenza, ma in Italia vengono violati questi principi e violata la liberta di coltivare quello che e’ approvato (non e’ solo il mais ma anche la patata). Tutto questo non ha nessuna ragione scientifica, l’EFSA che e’ l’agenzia della sicurezza alimentare europea li ha approvati ed andrebbero coltivati, ma vengono illegalmente proibiti per mancanza dei cosidetti “piani di coesistenza” che dobvrebbero essere approntati ma non lo sono, e tuttavia non rappresentano, lo dice la Consulta e le leggi UE, una ragione sufficente.

    L’EFSA non nasce per fare sperimentazione, ma sopratutto per analizzare e valutare sperimentazioni altrui, gia’ fatte sugli organismi che le vengono proposti all’approvazione, che sono in molti casi svariate decine fatti da scienziati di tutto il mondo e pubblicati sulle maggiori riviste scientifiche, per cui dire che vengono approvati su sperimentazioni limitate e’ inesatto e fuorviante.

    Pusztai: l’articolo di questo scienziato e’ stato “repudiate”, ovvero ripudiato dall’autorevole rivista scientifica Lancet che lo aveva pubblicato originariamente perche’:
    -il numero di animali usato era troppo piccolo per essere significativo
    -la dieta che veniva sommimnistrata al gruppo di controllo e a quello usato per esperimento era diversa
    -la patata OGM che lui stesso aveva creato (non quindi una varieta commerciale) non era stata sottoposta ad un controllo di equivalenza con quella non OGM, e quindi il suo studio non poteva essere significativo.

    Resistenze agli antibiotici: la EFSA ha in ben due rapporti, uno del 2004 e uno del 2007, affermato che il rischio di resistenze apportate da piante OGM nella popolazione batterica naturale sono non significativi. Non solo gli antibiotici usati sono vecchi e poco usati in medicina (kanamicina, gentomicina, streptomicina, ecc), ma le resistenze sono gia’ presenti tra i batteri e quindi in pratica gia’ disponibili all’interno del pool genico batterico. Il trasferimento di un intero gene funzionale di resistenza antibiotica in vivo tra una pianta e un batterio, benche’ possibile in linea teorica, non e’ mai stato dimostrato ed e’ un evento considerato raro. Per queste ed altre ragioni, il possibile incremento di resistenze dovuto alla presenza di piante OGM viene definito “non significativo”.

    Mi fermo qui, si potrebbe continuare, ma e’ solo per far vedere come sia importante mostrare i fatti nella loro interezza, specialmente quelli riconosciuti dalla maggior parte della comunita’ scientifica internazionale e non solo quelli dei gruppi di pressione anti-OGM. Almeno se l’obiettivo annunciato e’ quello di parlare seriamente.

    • Il problema è che l’EFSA analizza più o meno esclusivamente sperimentazioni finanziate da chi detiene i brevetti sul transgenico, con tutti i limiti del caso. Ad esempio, nel 2005 un tribunale tedesco ha condannato Monsanto a divulgare uno studio sul mais MON863 tenuto nascosto per motivi di convenienza, visto che la Commissione Europea sarebbe obbligata ai sensi della direttiva 18/2001 a pubblicare tutti i test effetuati sugli OGM.

      Sulla resistenza antibiotica, comunque, a me il rischio sembra significativo. Intanto kanamicina e neomicina sono tuttora in vendita nelle farmacie, anche se effettivamente di scarso uso per la loro tossicità: è quindi la Commissione Unica del Farmaco a essere in torto, per averli nel suo prontuario? Ampicillina e amoxicillina, invece, sono di largo uso soprattutto nella chemioterapia umana e animale, e il gene bla TEM1 (presente in mais transgenici approvati sia negli USA che in Europa) conferisce resistenza a questi antibiotici, pur non essendone certo l’unica fonte. In ogni caso la presenza di questi marker è, anche per i più favorevoli al transgenico, un male da rendere al più presto non più necessario.

      • Questi sono gli antibiotici usati come marker:
        -Kanamycina: si usa nel trattamento alla tubercolosi. I problemi di resistenza sono dovuti ad una mutazione puntiforme, quindi non dovuta al marker.
        -Neomycin: uso topico ad alte concentrazioni, difficilmente influenzabile da resistenze di questo tipo.
        -Gentamycina (Gm): il marker usato e’ efficace su Gm-B, mentre quelli commercialmente usati sono attivi su Gmp-A e Gm-C
        -Geneticina: non ha usi clinici
        Streptomycina: usata raramente per il trattamento della Gonorrea, la resistenza e’ di solito dovuta a mutazione puntiforme, quindi non di derivazione da plasmidi.
        -Spectinomycina: limitato uso clinico.

        Non e’ mai stato osservato un trasferimento da pianta a batteri, si ritiene un evento possibile ma raro.
        Le resistenze sono gia’ presenti in natura e vista la biologia riproduttiva dei batteri questo vuol dire che sono ampiamente disponibili nel pool genico. Ovviamente perche’ una resistenza si diffonda e’ necessaria una presione selettiva, che puo’ esistere solo in caso di uso massiccio degli antibiotici sudetti, che come si vede sono poco usati.

        Ancora, questo per dire come le questioni siano ben piu’ articolate di quelle che si vogliono far apparire da questi consessi che come giustamente detto hanno poco della conferenza scientifica, o nulla, e molto del rally politico.

        Citare lavori scientifici, come quello di Pusztai, ampiamente criticato dalla grande maggioranza della comunita’ scientifica, da la misura di come vengono scelte le fonti di (dis)informazione.

        L’EFSA sicuramente valuta tutta la letteratura scientifica disponibile su l’organismo da ammettere/non ammettere, che puo’ certamente essere fornito dal richiedente, ma che per poter essere preso in considerazione deve essere scientificamente autorevole, come si fa per le medicine o per tutto quello che ha bisogno di essere approvato. E’ assai singolare che l’EFSA (che deve proteggere la sicurezza alimentare di 25 stati europei) sia giudicata autorevole per tutto il resto, tranne che per gli OGM.

      • Per quanto riguarda il Mais di cui sopra, questa e’ la posizione ufficiale dell’EFSA:

        “The GMO Panel concludes that the likelihood of adverse effects due to the presence of the antibiotic resistance marker genes (ARMGs) in Bt176 and T25 maize is extremely low. This is further supported by the fact that no gene transfer from Bt176 maize to culturable bacteria has been detected under field conditions, and that T25 maize contains only a partial blaTEM-1gene, which is, therefore, non-functional. Supported by the assessment of several applications on hybrids containing MON810 maize, the GMO Panel affirms its conclusions with respect to the potential impact of Cry1Ab toxin on biodiversity, that MON810 maize is unlikely to have adverse effects on human and animal health or the environment.”

  6. Anche Dissapore non si sottrae alla logica dello schieramento e quindi, sembra di capire, è del partito contro gli OGM senza se e senza ma.

  7. Era un po’che mancava una bella discussione sugli OGM :)

    Anche se con Bressanini sarebbe tutta un’altra storia…

  8. avatar fabrizio scarpato

    Sorvolerei su bombardamenti e ciclotroni, così come l’elettromagnetismo mi procura orticaria ( c’è chi fa diagnosi di intolleranze alimentari attaccando un elettrodo a una mano e facendo tenere una provetta con un determinato alimento nell’altra: se fa bip bip sei intollerante: diagnostica del Sapientino), per non parlare dell’aumento delle resistenza agli antibiotici (gli stessi che ne parlano si prendono, spesso da soli, antibiotici per una influenza virale) o delle allergie per le quali entrano altri fattori non ultimo il fatto che si diagnosticano più facilmente e c’è una forte richiesta di “salutismo” che confonde allergie o intolleranze con grassezza e distonia generale.
    La cosa che mi interessa è che nello stesso convegno, da parte degli stessi organizzatori, è stata proposta la linea del Biotech: rimando al link (se riesco) ma in sostanza si prevede di accelerare in laboratorio la selezione naturale, individuando, attraverso marcatori funzionali, sistema vigore ibrido e rimescolamento del genoma, le linee di piante o frutti più buone e abbondanti. Non sono tecniche ogm poiché, non dimentichiamolo, non prevedono tratti di genoma di diversa specie, ma in ogni caso producono e selezionano, penso a fini commerciali, frutti e piante in pochi minuti anziche qualche decina d’anni.

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/07/20/agricoltura-guarda-avanti-cosi-il-biotech.html

    Insomma mi sa che si parla di archoelogia attaccando gli Ogm, che potrebbero mantenere una loro funzione per scopi industriali e quantitativi, quando la biologia molecolare e le biotecnologie ci porteranno ciò che vogliamo, alla faccia del brutto è bello e delle biodiversità. Che i detrattori degli ogm organizzatori del convegno si mettano d’accordo: l’importante è cercare di capire senza esser prevenuti.

  9. avatar gianluca

    il problema è che o sei pro-ogm, oppure non hai studi validi, o se sono validi e riconosciuti dalla comunictà scientifica, allora li citi solo per fini politici, per cavalcare l’onda dell’anti-ogm.

    praticamente non si possono avere posizioni diverse dall’essere favorevoli, altrimenti si è dei cialtroni.

    il solito dialogo costruttivo degli scienziati di dissapore.
    che senso ha continuare a ripetere le stesse cose?
    con questi presupposti, è praticamente inutile affrontare il discorso.

    • Se uno cita studi scientifici, come quello di Pusztai, che sono stati ripudiati persino dalla rivista che li aveva originariamente pubblicati, penso che sia interessante dirlo perche’ almeno chi legge possa farsi una opinione informata.

  10. Io sto con Rita Levi Montalcini
    :-)

    Comunque qui si continua a ragionare con la pancia.
    Ma qual è la paura che ci attanaglia? l’estinzione della specie umana?
    Rassegantevi, tutti gli organismi ad alta specializzazione come l’uomo sono effimeri e destinati all’estinzione prima o poi.
    Gli unici che popolano la terra da centinaia di milioni di anni sono le cozze che sono cambiate pochissimo dalla loro comparsa. Anche gli animali a evoluzione velocissima all’estremo opposto, come i topi ad altissima adattabiità al variare delle condizioni ambientali, ci sopravviveranno.
    Facciamocene una ragione, è inutile agitarsi, le cozze grazie a una vita accidiosa e i topi iperattivi e prolifici resteranno. Noi no.
    ;-)
    Che ci vogliano insegnare qualcosa?
    Forse che siamo esseri inutili, manco l’america abbiamo scoperto noi, secondo il professore Romer di Anatomia Comparata dei vertebrati i veri scopritori del nuovo mondo sono stati i ratti… pensa tu.
    :-D

    • Se stai con la Montalcini commetti un errore grossolano dovuto a ignoranza.
      L’estinzione della specie umana avverrà sicuramente, ma non mi sembra un motivo valido per non massimizzare la mia utilità come essere umano. Cosa che peraltro non faccio per limiti filosofici ed etici: potrei truffare il prossimo e farla franca, ma non lo faccio anche se ciò massimizzerebbe la mia utilità.

      Oltretutto, se non te ne frega niente di quello che finisce nel tuo piatto perché tanto ci estingueremo credo che dovresti porti molte domande.

      • avatar Andrea

        Non è un errore grossolano: se prendi tutti i prodotti OGM utilizzati ogni anno (un esempio per tutti è l’insulina) e guardi il num di morti totale allora il rischio è vicinissimo allo zero. E’ lo stesso concetto di quando si dice che i vaccini sono sicuri: ci sono stati decessi e danni neurologici su alcuni pazienti, ma se si guardano i grandi numeri la sicurezza non è in dubbio.Inoltre è bene ricordare che nella scienza il rischio zero non esiste, e la Montalcini lo sa benissimo, ma se si parla ad un pubblico generalista la sua frase è corretta (o avrebbe dovuto dire il rischio è dello zero virgola zero zero…?)

        • E’ falso e basta. E’ inaccettabile, soprattutto se sei uno scienziato. Se dici che gli OGM non hanno mai ucciso nessuno, quando in realtà hanno ucciso qualcuno, dici una falsità e basta. E’ come se dicessi (e vallo a dire agli spagnoli) che l’olio d’oliva sofisticato non ha mai ucciso nessuno: è falso e basta, anche se si tratta di un evento remoto, sporadico e difficilmente ripetibile. Se rappresentassi le vittime dell’incidente dell’89 e avessi un buon avvocato, forse potrei anche ottenere un risarcimento.

          • @Fabio. Tu dici:”quando Rita Levi Montalcini dichiara che gli OGM non hanno mai ucciso nessuno commette un’inesattezza…” e metti un link. Il link non dice quello che tu riporti, ovvero che la Montalcini avrebbe detto che gli OGM non hanno mai ucciso nessuno ma questo:

            “Il Premio Nobel Rita Levi Montalcini, al Forum di Confagricoltura a Taormina, si è schierata dalla parte degli OGM dichiarando che la paura “va superata, non esistono rischi dagli Ogm. Non saprei spiegare il perché della paura per gli Ogm, è difficile dire come nasca la paura e come si possa bloccare il timore di qualcosa che non si conosce. E’ una forma di superstizione e va combattuta come tutte le cose inesistenti che possono essere più pericolose di quelle esistenti”.

            Hai altre fonti che avvalorano quello che tu dici che la Montalcini avrebbe detto? Perche’ se non le hai mi sembra che tu abbia distorto gravemente il senso delle affermazioni del premio Nobel.

            Per smentire quello che la Montalcini “avrebbe” detto, riporti il caso dell’ L-Triptofano, e riporti un link che dovrebbe avvalorare la tesi che gli OGM hanno, almeno in un caso, ucciso delle persone. L’articolo citato, in piu’ punti riporta le seguenti affermazioni:

            “It was never definitively determined if the toxic assault had been caused by slipshod production—a consequence of Showa Denko cutting back on the level of its filtration—or on genetic engineering gone wrong. More than two hundred scientific studies tried to determine what happened.”
            oppure
            “WE WILL PROBABLY never know if genetic engineering was to blame for EMS”

            Mi sembra una pratica veramente inaccettabile, tipica di chi vuol dimostrare le sue tesi a tutti costi, anche se questo significa distorcere “leggermente” la verita’, il fatto di riportare delle frasi che hanno un senso ben definito e corroborarle con links che solo pochi leggeranno. Quei pochi che le leggono invece realizzano che quello che piu’ diffusamente riportano quegli articoli non e’ ESATTAMENTE quello sommarizzato nell’articolo. Anzi, si scopre che da quel link la Montalcini non ha mai detto che gli OGM non hanno mai ucciso nessuno e che la prova del contrario infatti dice che non esiste la sicurezza che quello che e’ successo sia a causa degli OGM.
            Tu dici di non avere competenze scientifiche ma di essere un giornalista con una certa esperienza, quindi sono sorpreso nel vedere come tratti le notizie e i loro riscontri. Lo trovo poco serio.

          • l’affermazione della Montalcini l’ho riportata letteralmente dalle parole del Prof. Bizzarri, purtroppo a questi convegni prima che arrivino (se arrivano) gli atti completi spesso bisogna scegliere se segnarsi i concetti o i riferimenti bibliografici, e la mia scelta nel caso cade sui concetti. Se il Prof. Bizzarri ha riportato la frase, sono portato a pensare che il Sen. Montalcini da qualche parte l’abbia detta. Nel mio draft dell’articolo, comunque, il link era su “Rita Levi Montalcini” (tanto per sottolineare la posizione notoriamente favorevole al transgenico del Senatore) e non su “non hanno ucciso nessuno” (perché purtroppo non sono riuscito a trovare l’occasione esatta in cui la frase vennne pronunciata).

          • Scusa Fabio ma questa non la compro. Se non hai la certezza allora si usa il condizionale “La Rita Montalcini avrebbe detto…”, e non si linka ad un articolo che non di fatto non lo ocnferma.
            E per il resto, la storia del Triptofano, su quello non rispondi?

            Ti potrei scusare per la non competenza scientifica, ma qui è proprio quella giornalistica che mi sembra traballante.

          • Ok, allora accontentati di un “in questa trentina d’anni gli ogm non hanno fatto male a nessuno”: http://www.rainews24.rai.it/it/news_print.php?newsid=5527

            (affermazione oltretutto ben più restrittiva del “non hanno mai ucciso nessuno”)

            Sulla vicenda del Triptofano, purtroppo non ho avuto modo di leggere gli oltre duecento studi pubblicati in materia, ma una cosa è certa: quello della Showa-Denko era l’unico Triptofano prodotto da batteri geneticamente modificati, e l’unico Triptofano che ha causato morti e invalidi permanenti. Questo, unito al fatto che in vent’anni e duecento studi la consequenzialità diretta fra modificazione genetica dei batteri ed effetti nocivi non è stata definitivamente confutata, alimenta COME MINIMO un legittimo sospetto. Se sei a conoscenza di studi che mostrano l’innocuità di un Triptofano prodotto da batteri che hanno subito la stessa modifica, ti prego di linkarmelo o citarmi i riferimenti.

          • avatar Nico aka tenente Drogo

            anche l’alcol uccide tanta gente, eppure continuiamo a bere ;)

          • @Nico: vero, ma nessuno ha il coraggio di dire che l’alcool non ha mai ucciso nessuno. O il fumo, o l’energia atomica, o, che cavolo ne so, anche il trasporto aereo, che è il più sicuro in assoluto, ha ucciso qualcuno!

          • Anche se in realtà sul fumo si potrebbe discutere.

          • Vediamo di capirci, tu affermi che la Montalcini dice una cosa inesatta (nessuno è mai morto per…) e per prova riporti il caso del Triptofano che ha causato morti negli USA nel 1989. Il link che tu stesso metti dice testualmente che nonostante gli oltre 200 studi fatti non è dato di sapere con certezza se la causa dipende dal fatto che i batteri sono OGM oppure da cattiva pratica industriale della ditta produttrice.

            Nonostante questo, tu che ammetti di non avere basi scientifiche, sei convinto di quello che oltre 200 studi scientifici e venti anni di indagini non sono riusciti a dimostrare. Questa tua convinzione,o sospetto, rispettabile per quanto sia, tu ce la spacci per un fatto.

            Allora ti domando, nei tuoi articoli riesci a separare le tue convinzioni personali dai fatti oppure e’ no? E ti sembra una pratica giornalistica corretta?

            Questo per quanto riguarda la forma, che per chi usa le parole per mestiere dovrebbe essere importante perchè essa diviene sostanza.
            Nel merito è ovvio che la Montalcini non possa affermare cge qualcosa non ha mai fatto niente a nessuno, sfido qualunque persona a fare una affermazione del genere riguardo ad ogni cosa, che sia OGM o acqua fresca. Il punto sugli OGM e’ affermare se il rischio derivante dal loro uso sia maggiore di quello derivante da un uso simile di sostanze o organismi simili ma non OGM. Questo non e’ mai stato dimostrato, se lo fosse ovviamente non staremmo qui a discutere perche’ il capitolo sarebbe gia’ chiuso da un pezzo. Altra cosa ancora e’ stabilire se un particolare OGM, come ad es. quello che dava allergia per la Noce del Brasile, comporta dei rischi o meno, il che non vuol dire che sia pericoloso perche’ OGM, ma perche’ ha delle sue caratteristiche intrinseche che lo rendono non adatto all’uso.
            Questo ci riporta ai batteri producenti Triptofano. Non e’ il Triptofano prodotto al 99,6 % dai batteri ad essere stato causa del problema, ma il restante prodotto impuro, lo 0,4 % rimanente, che conteneva tra le altre cose EBT, che ha causato la malattia. Ovvero, l’equivalenza sostanziale con il Triptofano prodotto OGM e non OGM è confermata, ma sono le impurita’, i sottoprodotti ad essere il problema. Leggendo l’articolo di cui al tuo link si apprende che la ditta produttrice abbia preso la responsabilita’ del problema, ma i motivi che addusse erano di ordine industriale (filtrazione sbagliata del composto ottenuto) e non genetico. Chi la pensa diversamente dice invece che il problema poteva essere una mutazione anche puntiforme nel DNA dei batteri OGM che ha portato alla creazione di EBT in dosi maggiori. Questo non è stato dimostrato da 200 studi (e quindi a me invece il sospetto viene che quindi non sia dimostrabile e quindi non vero, ma è pur sempre una congettura, anche se forte di 200 studi mirati a demolire questa tesi), ma anche se fosse vero direi che la probabilita’ di una mutazione puntiforme nei batteri e’ un fenomeno piuttosto comune, assolutamente indipendente dal fatto che siano OGM o meno, e che quindi il fenomeno si poteva comunque o si potrebbe comunque presentare. Se ci fosse stato un controllo su quello 0.4 % di sottoprodotto tossico e fosse stato rimosso con interventi industriali il problema non sarebbe avvenuto, OGM o no. Si deve ricordare inoltre che si sta parlando di integratori alimentari, che non erano all’epoca regolati da controlli in USA ma invece lo erano e lo sono in Canada, dove il rilascio sul mercato di tali sostanze avrebbe richiesto degli approfondimenti che avrebbero rilevato la dannosita’ del composto. Infatti il Canada non ebbe nessun caso legato all’incidente.

          • l’articolo linkato dice anche molte altre cose e solleva molti altri dubbi… ciascuno ci legga ciò che preferisce. Continuo a ritenere il rischio non accettabile e, per quanto mi riguarda come consumatore, inutile.

          • L’articolo dice molte cose e solleva molti dubbi, ma e’ molto chiaro su un fatto: non è dimostrato che il problema sia causato degli OGM, cosa che invece tu nel tuo articolo fai suppore. Questo in parole povere si chiama disinformazione.

      • Scusa Fabio doev avrei detto che non mi importa nulla di quello che finisce nel mio piatto?
        Io ho solo usato lo stesso metodo che usano molte persone contrarie per principio agli OGM, ho dato come certezze delle mie impressioni o supposizioni.

        Se lo vuoi sapere non difendo gli OGM tutti e sempre, non avendo una preparazione adeguata al riguardo nutro alcuni sopsoetti, ma allo stesso tempo per lo stesso identico motivo non li boccio per paritto preso o perché qualcuno ha scritto d a qualche parte che cibandocene avremo nipoti e pronipoti con 6 dita per mano.

        Se qualcuno ti dice che il metodo scientifico dà certezze ti ha coglionato, il metodo scientifico è fondato sul dubbio, solo così si può mantenere un’onestà intellettuale.
        La stessa onestà che non vedo in chi cerca di ottenere il consenso delle masse instillando paure, terrore, ansie e insicurezze.

        Con tutti gli OGM o la “chimica” che usiamo abbiamo un’aspettativa di vita che è di molto superiore a quella di pochi decenni fa e soprattutto di una vita sana molto più del secolo scorso.
        Hai notato quanti anziani in salute e lucidi ci sono? Leggi le statistiche. Fino a 20anni fa dopo i 60 il rischio era che una persona cadesse, si rompesse il femore e una volta allettato non si alzasse più fino a morire.
        Questo è grazie alla ricerca e al progresso.
        Cosa c’entra con il post?
        C’entra che io sono contenta che si facciano studi sugli OGM, che ci si chieda se e quanto facciano male, in modo che sulla mia tavola arrivino cibi controllati.
        Però se pensi che invece io voglia OGM di qualunque tipo senza nessun controllo fregandomene di tutto e di tutti, scusami ma è una tua deduzione molto libera.
        Questo oscurantismo e chiusura è degno del medioevo.
        E non è corretto.

      • “Se stai con la Montalcini commetti un errore grossolano dovuto a ignoranza.”

        Hei, te lo dice uno che ha studiato Economia e fa il giornalista.

        In ogni caso, vedi questa cosa, “durante un’infezione batterica compaiano segnali elettromagnetici che condizionano il DNA cellulare finalizzandone l’attività allo sviluppo infettivo”?

        È una stronzata. Davvero, non bisogna essere laureati in una materia scientifica per capire di cosa tratta la ricerca di Montagnier: basta una minima capacità di comprensione del testo.

        For future reference, ecco cosa dice il paragrafo di presentazione del libro che tu hai così fantasiosamente parafrasato:

        Alcune sequenze di DNA batterico, in soluzione acquosa, possono produrre segnali elettromagnetici.

        Punto.

        È una proprietà di quel DNA, e si stanno studiando applicazioni future in campo diagnostico.

        I batteri non “creano onde elettromagnetiche che condizionano il DNA cellulare” – ma LOL, mi sento ridicolo a negare certe stronzate con un minimo di metodo, mi sa che è meglio se la chiudo qui.

        Un piccolo consiglio per il futuro: prima di controllare le fonti, che è gesto ammirevole per il quale noi tutti siamo grati a voi giornalisti, è opportuno sincerarsi di *saper parlare* la lingua in cui le stesse sono scritte.

  11. Fabio@
    tu dici: per le altre due specie l’uso nell’alimentazione umana è assai ridotto rispetto a quelli energetico e zootecnico>
    Ma scusami tanto chi se le mangia ste benedette mucche?
    Anche se non lo mangiamo direttamente sto OGM, mi pare che in un certo senso la fame la risola lo stesso.
    Vuoi mettere quanta energia contiene 1 kg di soia o mais contro un chilogrammo di fieno.
    Adesso traduciamolo in: quanto suolo debbo coltivare per alimentare tot mucche a fieno e quanto a soia.
    Poi scrivi che : le modificazioni transgeniche SONO SOLO di due tipi: resistenza agli erbicidi e resistenza agli insetti, con prevalenza della prima.
    E ti pare poco?
    si fa un tento parlare di additivi chimici, chimica che fa male ,chimico non e’ naturale, la chimica che inquina le falde acquifere ecc.
    Quindi perché scrivi “SOLO”?
    A ME PARE CHE SIA GIÀ IL 70 % DEL PROBLEMA!
    lA TECNOLOGIA E’ OBSOLETA.
    Prima ci lamentiamo che gli OGM sono da togliere, che sono solo in mano alle Multinazionali, costruiamo un paese anzi tutta l’Europa con una fobia collettiva sugli OGM, cosi i politici non finaziano e non permettono coltivazioni per non perdere i consensi. Mi pare che scrivere obsoleta sia una presa per i fondelli.
    Il caso della Allergia potenzialmente provocata dalla proteina della noce del Brasile, e’ la dimostrazione che sotto il profilo Allergenico gli OGM sono piu sicuri, perche quel OGM non e’ mai andato in produzione! e’ sempre stato a livello di laboratorio, che come tutti gli OGM che devono essere approvati gli viene fatto prima lo screening sull’ allergenicita.
    Se risulta potenzialmente allergenico non passa. Finita la fiera.
    Ai miei figli per scoprire se sono allergici a dei prodotti naturali mi tocca faglieli assaggiare, mica che quelli naturali lo stato non li manda in produzione.
    Sul fatto della tu autorevolezza come giornalista mi lasci ancora in dubbio. Perche le informazioni che si attingono per fare un post dovrebbero essere di entrambi gli schieramenti cosi il lettore si fa una sua idea. Tu invece vai ad un congresso di universitari (scienziati?) monotema, e ci scrivi un articolo o una cronaca. Adesso se vuoi che la tua attendibilita sia tale dovresti fare lo stesso con un congresso monotema sul OGM , publicarlo, e poi i lettori fi possono fare un’idea.

    • Sappiamo bene che proprio parlando di rese la zootecnia non è il primo dei mattoni su cui si costruisce la lotta alla fame; oltretutto chi detiene i brevetti mi dà la sensazione -ma per carità, è solo una sensazione- di preoccuparsi unicamente dei propri profitti e non di questioni etiche o umanitarie, cosa ovviamente legittima a patto di non dire di voler salvare l’umanità dalla fame per mere ragioni di marketing.

      A me quello che si è fatto in oltre vent’anni di sviluppo della tecnologia transgenica e quasi tre lustri di sue applicazioni pratiche appare poco o pochissimo. Se la tecnologia fosse così straordinaria, “plug and play” e priva di rischi e controindicazioni oggi sarebbe di larghissimo uso su una serie infinita di specie vegetali ed animali, molte delle quali destinate all’alimentazione umana, e gli organismi sovranazionali si sarebbero arresi all’evidenza del transgenico come fondamento di una nuova agricoltura e non avrebbero posto paletti al progresso scientifico, come è naturale.

      Così non è. La qual cosa mi fa pensare che la tecnologia in esame sia di limitate prospettive, tanto più che altre tecnologie dal 1996 a oggi stanno dando risultati molto incoraggianti.

      E’ un po’ come il dibattito sul nucleare, energia pulita ed economicamente efficiente ma con i suoi limiti, a cominciare dalle scorie per passare al (seppur praticamente trascurabile) rischio di incidenti e al lunghissimo ammortamento degli impianti, la cui manutenzione oltretutto è molto costosa, senza contare che il rendimento termodinamico della fissione nucleare è piuttosto limitato. Tutte considerazioni alla luce delle quali, considerando i 25 anni di stop che l’Italia ha avuto nel nucleare, può apparire più interessante puntare sulle fonti rinnovabili e sulla ricerca. Anche alla luce del fatto che in Europa sono dieci anni che non entra in servizio una nuova centrale nucleare.

      Sull’ultimo punto rilancio: la quasi totalità dei congressi in materia di OGM sono monocolore, il contraddittorio è rara avis, ad esser buoni. Se non c’è un dibattito scientifico serio con diritto di replica, organizziamone uno partendo da Dissapore. Fisico oppure online, si vedrà, a me piacerebbe molto moderare o anche solo assistere a un evento di questo tipo. La condizione, però, sarebbe quella di invitare solo scienziati indipendenti, che non siano sul libro paga delle multinazionali del transgenico o che comunque non abbiano un interesse economico diretto, altrimenti diventa come chiedere all’acquaiolo se l’acqua è fresca.

      • La tecnologia OGM non ha successo? Come spieghi che venga utilizzata da 14 milioni di agricoltori (tanto per dare una scala di grandezza, in Italia il totale complessivo degli agricoltori è poco piu’ di 1 milione) su oltre cento milioni di ettari?

        Se non ha piu’ successo e piu’ diffusione e’ perche’ la lotta contro gli OGM a prescindere è stata feroce ed ha impedito la sua diffusione, specialmente per quanto riguarda il consumo umano diretto. Un esempio ne sia l’Italia, dove addirittura il governo va contro le sentenza del Consiglio di Stato pur di proibire, ai soli fini della conquista di consenso, la coltivazione degli OGM GIA’ approvati nella UE!

        La ricerca non si ferma, almeno quella privata e quella di Stati piu’ moderni e piu’ laici, quella italiana invece si, per i motivi suddetti, ed e’ lecito attendersi che in futuro le tecnologie evolvano, migliorino ulteriormente quelle criticita’ che oggi vengono poste all’attenzione. Ma questo e’ possibile solo dove si affronta il problema con razionalita’ e senza ideologia. Ovvero il contrario di quello che avviene in Italia.

        Le multinazionali sementiere (con fatturati la meta’ della Coop Italia nel caso della Monsanto, tanto per dare un altro ordine di grandezza) operano per fini di profitto? Sarei sorpreso del contrario, certo è che uno degli effetti della campagna in stile ecoterrorista (ricordate la foto del pomodoro con dentro l’embrione umano?) contro gli OGM è stato quello di arrestare completamente la ricerca pubblica e consegnarla quasi totalmente in mano privata. Forse sarebbe bene che si riflettesse su questo punto.

        • “La tecnologia OGM non ha successo? Come spieghi che venga utilizzata da 14 milioni di agricoltori (tanto per dare una scala di grandezza, in Italia il totale complessivo degli agricoltori è poco piu’ di 1 milione) su oltre cento milioni di ettari?”

          La spiego innanzitutto con la diversa struttura del sistema agricolo: in Italia la superficie media aziendale è di circa 7.5 ettari, la media americana è di 170 ettari. L’agricoltura italiana è assai meno intensiva di quella del Nuovo Mondo, e questo fa perdere molto in termini di economie di scala e non ci permetterà mai di essere competitivi sulle produzioni di quantità a prezzi bassi.

          A me sembra che la lotta contro gli OGM non sia stata feroce, feroci sono stati i tentativi di farli approvare a ogni costo anche laddove non avrebbero apportato alcun beneficio all’azienda agricola. Ma ovviamente sono punti di vista.

          • Il fatto che in Italia la superfice media aziendale sia 7 ettari è infatti uno dei gravi handicap della nostra agricoltura, cristallizzata ed immobile da decenni.

            Il fatto che essi siano o meno utili agli agricoltori italiani dovrebbe essere oggetto di decisione di ogni singolo agricoltore. Questo prende il nome di liberta’ di impresa economica.

            Il fatto che ancora oggi, nonostante pronunciamenti ufficiali della UE, del Consiglio di Stato, e della grande maggioranza della comunita’ scientifica internazionale, in Italia vengano osteggiati e proibiti, sta a dimostrare quale sia stata la campagna piu’ efficace, quella delle ditte sementiere o quella delle lobby anti-OGM. I primi, per profitto economico si intende, usano le armi della scienza e della ragione per far prevalere le loro tesi, i secondi le armi della paura, della superstizione e della disinformazione per trarne il loro profitto politico, che talvolta coincide con quello economico. Ognuno scelga la sua parte, io la mia so dov’e’.

  12. avatar Pietro H.

    Diciamo la verità!!!!

    Con le informazioni che abbiamo al momento, positive o negative che siano, c’è qualcuno che nutrirebbe i propri figli con prodotti OGM per TUTTA la durata della loro vita?

    Io NO!!! E tu?

    • avatar Corrado il Primo!

      Io sì.

      • avatar splash (claudio)

        Io.

        Con una precisazione. Per motivi economici (rientrare delle spese di ricerca e sviluppo) vengono modificate quasi esclusivamente varieta’ largamente coltivate e vendute. Ci sono sicuramente varieta’ di nicchia dalle qualita’ organolettiche superiori a tali varieta’ (sia nella versione ogm che non). Potendo, nutrirei i miei figli con prodotti di qualita’ superiore e non gli darei la pasta primo prezzo del super. Ma questo trascende dal fatto che sia ogm o meno.

        • Il fatto è che le varietà transgeniche in produzione non si curano di modificare le caratteristiche organolettiche, ma solo la resistenza agli erbicidi e agli insetti; l’obsoleta, storica tecnica degli incroci e le nuove biotecnologie si pongono altri obiettivi. L’articolo linkato più su da Fabrizio Scarpato amplia questo punto: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/07/20/agricoltura-guarda-avanti-cosi-il-biotech.html

          • avatar splash (claudio)

            Mai affermato il contrario. Volevo solo dire che l’unico motivo per cui non darei da mangiare OGM ai miei (futuri) figli e’ che attualmente le varieta’ di partenza degli OGM non sono tra le migliori, a livello organolettico. Come non darei loro la versione non-OGM, che ha lo stesso sapore.

        • Non e’ come dice Fabio, non si tratta solo di resistenze introdotte negli OGM.
          Per es. esiste il Golden Rice, ovvero riso che contiene precursori della Vitamina A in dosi sufficenti per coprire il fabbisogno giornaliero di individui adulti e bambini. La carenza di Vit.A produce cecita’, a noi serve a poco, ma ci sono posti nel mondo dove potrebbe esercitare un aiuto decisivo nel ridurre questo drammatico problema.

          • “Non e’ come dice Fabio, non si tratta solo di resistenze introdotte negli OGM.
            Per es. esiste il Golden Rice”

            mi sembrava di avere specificato “in produzione”.

          • Ti quoto “Il fatto è che le varietà transgeniche in produzione non si curano di modificare le caratteristiche organolettiche, ma solo la resistenza agli erbicidi e agli insetti”. Non e’ cosi’, il Golden Rice esiste ed e’ in produzione.

          • non sapevo, in quali Paesi è stato autorizzato e messo in commercio? Perché per esempio qui non si parla di approvazione prima del 2012 http://beta.irri.org/test/j15/index.php?option=com_content&view=article&id=398&Itemid=100110

          • le prime coltivazioni sono iniziate in Lousiana nel 2004. Le varieta’ adatte per la coltivazione in zone tropicali saranno pronte dal 2011. Il progetto Golden Rice e’ iniziato 20 anni fa e oggi arriva al suo debutto nei paesi dove potra’ aiutare a combattere la cecita’. Ma certo per gli oppositori anti-OGM anche questi sono dettagli secondari.

          • avatar Kapakkio

            Tutto quello che dice gianpaolo lo trovi spiegato qui:
            http://www.goldenrice.org/ link
            che avevo messo anche nel mio post sul Goldenrice.

          • Da quel link:

            “It will take at least until 2011 before the first Golden Rice obtains final regulatory approval and can finally reach the first group of small holders in a target country”.

            Quindi quando dicevo che non mi risultava fosse già stato approvato e distribuito non mi sbagliavo… comunque anche su questa vicenda ci sarebbe da discutere:
            http://www.sciencemag.org/cgi/content/summary/320/5875/468
            http://www.indiatogether.org/reports/goldenrice.htm

            e a corollario:
            http://www.newsfood.com/q/51aa1057/ogm-confermati-i-test-su-minori-per-il-golden-rice/
            http://www.scribd.com/doc/13861483/Golden-Rice-Scandal-March-2009

            ometto volontariamente link anche più critici perché provenienti da fonti palesemente di parte… naturalmente ci sono anche articoli di taglio favorevole, ma non si può negare l’esistenza di una controversia su larga scala.

          • @Fabio. Non rimescolare le carte. Tu hai affermato che gli unici OGM sarebbero quelli che danno “resistenze”, volendo cosi’ far credere che sono solo quelli di interesse per le multinazionali.
            Il Golden Rice e’ una realta’, e tra pochi mesi verra’ messo in coltivazione nelle zone dove potra’ aiutare a combattere la cecita’ infantile, dopo 20 anni nei quali gli ultimi 10 sono stati spesi per l’ottenimento dei permessi, grazie proprio all’opposizione delle lobbies anti-OGM.
            Si deve ricordare come lo sviluppo del Golden Rice sia una iniziativa no-profit del Golden Rice Humanitarian Board, fatto da scienziati internazionali di chiara fama, sostenuta da Syngenta che ha aiutato la costituzione delle varieta’ e che non ha interessi commerciali in questo progetto. Le licenze verranno donate in ogni paese a istituzioni pubbliche, che renderanno la coltivazione del seme in forma gratuita ai contadini dei loro paesi, che potranno seminare, raccolgliere, conservare e riseminare il Golden Rice senza nessun contratto o costi da pagare.
            Come si legge nel sito goldenrice.org, anche i progetti umanitari e non-profit sono soggetti a un sistema di risk-assessment talmente complesso e spesso privo di razionalita e motivazioni scientifiche, ma sopratutto politiche, che il rischio concreto e’ che gli unici attori che ne possono sostenere i costi e la burocrazia siano le “odiate” multinazionali, escludendo quindi tutti quei settori che potrebbero dare ricadute positive su milioni di persone in effettiva difficolta’. Stesso dicasi per la ricerca, bloccata in Italia e in altri paesi unicamente per ricerca di consenso politico, e abbandonata quasi esclusivamente al settore privato.

  13. avatar splash (claudio)

    Vorrei far notare due cose che mi piacciono poco, nella descrizione del convengo.

    1)
    “Il convegno, di taglio scientifico, ma con chiari intenti divulgativi, è rivolto ai consumatori, agli operatori del settore e alla stampa; studiosi impegnati da tempo nella ricerca sugli alimenti e sulle colture transgeniche, con particolare attenzione per gli aspetti di biosicurezza, ma anche di salvaguardia delle peculiarità e delle eccellenze dell’agroalimentare italiano, si metteranno a disposizione di quanti vogliano capire quali sono le posizioni di una parte consistente della comunità scientifica italiana.”

    Il convegno non e’ un convegno, e’ una CONFERENZA STAMPA.
    E per affermare “una parte consistente della comunità scientifica italiana”, bisogna fornire i numeri. E questo porta al punto 2.

    2)
    “La partecipazione di nomi noti della ricerca italiana dimostra che il mondo scientifico è molto diviso sulla valutazione degli organismi transgenici, a differenza di quanto sostengono i fautori della ingegnerizzazione del cibo, secondo i quali non esisterebbero posizioni contrarie tra gli esperti, o meglio, secondo i quali chi ha opinioni contrarie si chiama fuori dalla comunità scientifica.”

    Prendete un qualunque argomento scientifico e sarete in grado di organizzare una conferenza stampa (pardon, un convegno) con la partecipazione di nomi noti a livello mondiale contrari a quell’argomento.
    L’evoluzione? L’HIV? Il modello standard? Il ruolo del DNA? L’origine fossile del petrolio?
    E la scienza si spacca! (va pronunciato come “e la lira si impenna” di pravettoniana memoria)

    Un’ultima considerazione “bonus”.
    Sugli alimenti da OGM ci sono innumerevoli studi scientifici, vuoi perche’ l’argomento e’ caldo, vuoi perche’ la legislazione li richiede. Mi stupirei se NON ci fossero casi di tossicita’. Gli OGM rimangono pur sempre piante. E, a meno che non siate particolarmente religiosi e antropocentrici, nessuno crede che le piante siano state create ad hoc per fornire all’uomo il giusto nutrimento. E non tutto quello che contengono e’ “buono e giusto”.

    Mi piacerebbe che ogni nuova varieta’ immessa sul mercato (per non parlare di quelle gia’ esistenti), fosse soggetta a tutti i test richiesti alle varieta’ transgeniche. Giusto per farmi qualche risata.
    Ma non dimentichiamoci che Veronesi e’ stato accusato di tutto (tranne, forse, di pedofilia) quando ha osato affermare che il basilico usato per il pesto genovese contiene sostanze cancerogene. Ovviamente, nonostante le accuse, il pesto continua tranquillamente a contenere tali sostanze, e noi a mangiarlo senza problemi. Gnam.

    • avatar splash (claudio)

      A volte sono pignolo.
      Springerlink non e’ una fonte. La fonte e’ “Interdisciplinary Sciences: Computational Life Sciences”. Springerlink e’ il database della Springer in cui sono raccolte le riviste/libri che pubblica. Come se citassi “RCSmedia” invece che “Corriere della Sera”.

    • avatar Pietro

      “Mi piacerebbe che ogni nuova varieta’ immessa sul mercato (per non parlare di quelle gia’ esistenti), fosse soggetta a tutti i test richiesti alle varieta’ transgeniche. Giusto per farmi qualche risata.”

      Quando parli di mercato, parli di GDO!!!!E’ forse questo il problema….

      Non so te, ma io non faccio più la spesa al supermercato da tanto tempo e il pesto di certo non lo compro li…

      Se poi pretendi di pagare per un barattolino di pesto 2 euro, allora mangiati anche quello cancerogeno perchè i cibi sani e saporiti costano e al supermercato non li trovi….

      • avatar splash (claudio)

        Non ci siamo capiti. Il basilico contiene metileugenolo. Il metileugenolo e’ cancerogeno. Punto.

        Puoi anche coltivartelo personalmente ad acqua e sole, lontano da ogni fonte di inquinamento, ma il basilico continuera’ a contenere metileugenolo.

  14. avatar daniele

    Il problema OGM non me lo pongo per quanto riguarda il tema della salubrità dei prodotti. Oggi purtroppo siamo bombardati da cibi che definiremmo normali ma che non sanno di nulla e magari fanno anche male per l’abuso di fitofarmaci. Quindi la sicurezza alimentare è un tema che dovremmo porci tutti a prescindere dagli OGM.
    Il vero tema è: a chi serve che siano prodotti cibi OGM?
    Ho negli occhi la povertà dei contadini africani (vissuta … non vista solo alla tv). Ebbene oggi le tre multinazionali gli propongono di acquistare sementi OGM. Solo che il seme ogni anno va ricomprato (fa parte delle clausole del contratto). Quindi la tradizionale attenzione del contadino che conserva parte del prodotto per la semina successiva, va a farsi friggere. E con questa si perde la tradizione locale millenaria. E insieme alle sementi ogm, vanno utilizzati i fitofarmaci idonei che guarda caso sono prodotti dalle stesse tre ditte (anche questo fa parte delle clausole).
    Arriviamo al dunque. Gli OGM sono un grosso affare per le multinazionali nei paesi in via di sviluppo dove si propone l’omologazione dei campi. NON è un problema di fame del mondo da debbellare (infatti è noto che i contadini di molti paesi poveri strangolati dai grandi produttori si suicidano). E’ la volontà di schiavizzare la produzione verso la monocultura per definizione omogenea e più redditizia. In sostanza non me ne frega niente che facciano male alla salute. Fanno male all’umanità!!!!

    • la stessa cosa che dici tu, ovvero l’acquisto della semente ogni anno, avviene con i mais ibridi, piante non-OGM. La quasi totalità del mais coltivato in Italia è ibrido, ha bisogno di concimi, antiparassitari, lavorazioni ed acqua. Viene quindi da chiedersi perchè i contadini italiani lo coltivino, forse sono stati ipnotizzati dalle ditte sementiere, o invece molto piu’ semplicemente perche’ producono di piu’ e guadagnano di piu’ che non seminare mais non ibrido.
      Perche’ non vietare anche gli ibridi allora?

      • avatar daniele

        Io infatti non sto parlando di Italia.
        E comunque, traduco il mio messaggio ulteriormente, il problema è nei brevetti e nei contratti di utilizzo. C’è un sostanziale monopolio. Comunque il concetto che contrasto è quello relativo alla massima produttività da raggiungere a tutti i costi. Non può essere questa la scusa per scardinare intere tradizioni rurali. Soprattutto poi se i guadagni di queste operazioni non sono per le comunità locali.
        Ti invito ad andare in Africa e guardare negli occhi la gente che vive nelle campagne e la loro angoscia per il futuro dei loro campi, che, sì non produrranno molto, ma sono il loro sostentamento quotidiano; poi ne riparliamo.

        • @Daniele, il diploma di laurea che sta sulla parete di fronte al mio pc recita: “dottore in agricoltura tropicale e subtropicale”. Penso di conoscere qualcosa al proposito.
          I brevetti esistono anche per le piante non-OGM, per es. i mais ibridi; esiste una cosa chiamata “rivoluzione verde”, il cui promotore è stato Norman Borlaug, premio Nobel per la Pace con la motivazione di aver salvato un miliardo di vite umane grazie al programma di miglioramento genetico delle piante coltivate, scardinando un bel po’ di cose, a partire dalla produttivita’ delle varieta’, dall’uso di fertilizzanti chimici, antiparassitari, forza motrice meccanica, irrigazione, ecc. Anche lui ha dovuto combattere contro quelli che lui chimava “naysayers” (che dicono sempre no), e sosteneva l’uso degli OGM come prossima frontiera.

          • avatar daniele

            ” Nonostante le premesse, la Rivoluzione verde non è riuscita a risolvere il problema della fame, anzi, la fame e la malnutrizione aumentano molto rapidamente proprio nelle aree in cui è arrivata la Rivoluzione, e il divario tra agricoltori ricchi e contadini poveri è peggiorato con l’introduzione delle varietà ad alta resa, che per altro hanno portato ad una monocoltura del raccolto, dato che la strategia della Rivoluzione verde punta ad aumentare la produzione agricola di una sola componente agricola, a costo di ridurre tutte le altre.

            La conseguenza immediata della Rivoluzione verde fu proprio che i contadini smisero di produrre semi, poiché nella seconda generazione il seme perdeva le caratteristiche iniziali, e dunque gli agricoltori erano obbligati a ricomprarne di nuovi ad ogni semina. Furono inoltre abbandonati i tradizionali metodi di coltivazione dei semi, poiché solo ricevendo abbondanti dosi di fertilizzanti e di pesticidi le sementi selezionate davano le resi dichiarate.

            Sono stati molto gravi dal punto di vista sociale e ambientale gli effetti negativi di una rivoluzione genetica presentata come rimedio alla fame: le sementi ad alto rendimento hanno provocato l’indebitamento, e il conseguente fallimento di molti contadini. Questi, non disponendo dei denari necessari per l’acquisto dei pesticidi e fertilizzanti, si sono indebitati fino a perdere le loro terre; a ciò si aggiungevano le devastanti conseguenze sulla salute dell’uso invasivo di pesticidi.

            Dal punto di vista della preservazione del patrimonio biologico, ha provocato la rapida scomparsa delle “razze territoriali”[2] e dei sistemi agricoli indigeni che avrebbero potuto contribuire molto alla ricerca agricola, portando come conseguenza la distruzione della diversità.

            Se un miracolo c’è stato, è sicuramente quello della creazione di nuovi infestanti e di nuove malattie, e insieme con loro il continuo aumento della domanda di pesticidi. I semi HYV (simbolo di questa monocoltura) richiedono un apporto intensivo e uniforme di acqua e di prodotti chimici, e ciò porta inevitabilmente alle monocolture su vasta scala; ma le monocolture sono altamente vulnerabili dagli infestanti e dalle malattie, e ciò provoca un nuovo costo, quello dei pesticidi.

            In India, la strategia dell’“alta resa” della Rivoluzione verde ha eliminato le leguminose e i semi oleosi, essenziali per il nutrimento delle persone e la fertilità del suolo. I semi miracolo non sono dunque “il miracolo” che si voleva far credere”.

            Questa è solo una delle voci critiche che si possono trovare sul web, su libri etc…..
            Se non sbaglio lo stesso Borlaug s’è pentito di alcuni aspetti della green revolution (vedi uso di pesticidi).
            E comunque egli era sul libro paga dei Rockfeller noti cosmocrati miliardari.
            Detto questo oggi nel mondo ci sono 1 miliardo di persone che soffrono la fame. Questa rivoluzione verde non ha funzionato molto….

          • delirio da radical chic. La rivoluzione verde non ha risolto tutti i problemi del mondo, no, ha “solo” salvato dalla morte per fame circa 1 miliardo di persone. Certo, un dettaglio per gli ambientalisti-champagne.

    • avatar splash (claudio)

      A quanto pare dopo il mito del buon selvaggio va alla grande il mito del contadino fesso e ignorante.

      Il contadino non e’ un pirla. Fa anche lui i propri calcoli. Se gli conviene piantare un tipo di pianta piuttosto che un’altra e’ perche’ gli conviene. Agli americani, ai cinesi, agli indiani nessuno ha puntato la pistola alla tempia per fargli acquistare le sementi. Ma in Italia, oltre a essere tutti allenatori, siamo anche tutti contadini.

      • avatar daniele

        Nessuno ha detto che i contadini sono fessi o ignoranti. Forse sono disperati a causa del fatto che i loro prodotti non ce la fanno a stare sul mercato per via della concorrenza (sleale?) delle multinazionali. Insomma io capisco tutte le vostre argomentazioni ma vi invito a valutare l’aspetto etico della faccenda.

        Aggiungo anche da biologo cattolico che non mi sognerei mai di giocare con il segreto della vita. E non parlo di incroci o ibridi…

        • i contadini non riescono a stare sul mercato per la concorrenza sleale delle multinazionali? Ma le multinazionali devono vendere ai contadini, e se questi non stanno sul mercato, a chi vendono?

          Per es. in India il Cotone Bt ha aumentato i redditi di chi lo usa del 110%, contestualmente riducendo l’impiego di insetticidi.

      • avatar Pietro

        Non ti sei mai chiesto come mai la Comunità Europea non obbliga il marchio “PROVENIENTE DA SEMENTI OGM”…???

        Non credi ci siano multinazionali dietro?

        • avatar splash (claudio)

          Le multinazionali sono dietro a tutto. Sia che tu acquisti sementi OGM che sementi non OGM.

          E la concorrenza ai loro prodotti viene da TUTTA l’agricoltura intensiva occidentale. Sono gli agricoltori che fanno concorrenza ai loro prodotti, grazie a sementi e a tecniche produttive che aumentano la resa e diminuiscono la spesa. Non le multinazionali.

          E anche a me, a volte, piacerebbe che i contadini africani continuino a coltivare il loro campo con i loro metodi millenari. Ma mi chiedo anche se sia giusto che sia io a scegliere il loro futuro, se volere che l’Africa rimanga com’e’ sia volere un parco a tema per noi occidentali ricchi (come Venezia, per intenderci). Non sono ancora riuscito a darmi una risposta. Mi piace l’idea della tribu’ africana che continua a vivere ancora nelle capanne di paglia. Come una volta. Facendolo per scelta propria.
          Sono discorsi lunghi, interessanti ma, penso, fuori tema con l’articolo.

    • Ecco perche l’ogm dovrebbe essere studiato e ricercato nelle Universita.
      Ma ti pare che con tutta sta paura qualche politico vada controcorrente per non perdere voti?

  15. avatar splash (claudio)

    Last but not least, la maggior parte dei fisici (contrari o favorevoli che siano agli OGM), considerano tutta la storia di Preparata, del Giudice e la fusione fredda una bufala (in buona fede o meno).

    E citare come fonte “Grigio Torino”, che e’ in realta’ un portale di un po’ di cose, tra cui il sito sul “Progetto Meg” cui dirige il link da Preparata e del Giudice, beh, diciamo che lascia qualche perplessita’.

    Un articolo di Preparata ospitato all’interno di un sito dedicato alla free energy… sono senza parole…

    Voglio essere buono: togli “seriamente” dal titolo e ogni accenno a “scienza” nell’articolo e puoi anche lasciare il paragrafo incriminato.

    Senza scherzare, il 95% dei fisici, letto quel paragrafo, smetterebbe di leggere l’articolo e, potendo, lo butterebbe nel cestino.

  16. Bravo Fabio, hai avuto coraggio. Mi sorprende che ogni volta che qualcuno che non sia uno di scienza dica qualcosa su questo tema, si scateni il finimondo, come se parlare del futuro di un aspetto che ci riguarda da vicino non ci competa.
    A me piacerebbe che ci fossero parole chiare sugli Ogm, ma non le ho ancora sentite. Ho solo assistito a discussioni, come anche questa, interessante, che mettono in luce non tanto ideologie contrapposte, ma luci e ombre, accese o materializzate da interessi non sempre dichiarati.
    Ma intanto – in tutte le discussioni – si da per assodato che gli Ogm già li mangiamo e che il progresso in agricoltura è certamente transgenico. Possiamo non starci a queste due letture che vorrebbero lasciarci senza armi ?

    • coraggio? ma se parlare contro gli OGM e’ lo sport naziolonale? Dalla Coldiretti in giu, passando per i governi, c’e’ solo una voce: no agli OGM. Se poi si tratta di spiegare il perche’ le cose diventano piu’ complesse, come si e’ visto anche in questa discussione, ma da qui a dire che nel paese di Zaia e Alemanno ci vuol coraggio a parlare contro gli OGM, beh, ci vuol coraggio!

      • avatar Kapakkio

        quoto, straquoto, ariquoto!

        • avatar daniele

          Bè spiegare perchè no agli OGM non mi sembra così difficile. Da un punto di vista della salute, partendo dal principio di precauzione, è evidente che il “no” potrà trasformarsi in “si” nel momento in cui tutti i dubbi giustificati saranno sciolti. Vedì il no agli OGM è preventivo, per tutelare la salute dei consumatori e l’integrità dell’ambiente. Se la mettiamo sul discorso economico, allora, come già detto, io sono assolutamente contrario. I motivi te li ho esposti e mi sembrano comunque validi, malgrado tu pensi che siano “radical chic”.
          Un saluto

          • Il problema è che il principio di precauzione, come spesso si sente dire, non vuol dire: “rischio zero”. Se si accetta che il principio di precauzione è soddisfatto da centinaia di studi fatti in oltre una decina di anni e che al momento attuale non sono stati evidenziati studi che evidenzino rischi per la salute umana, allora siamo d’accordo. Se si pensa che la scienza possa produrre un pezzo di carta con su un timbro che dice “rischio zero”, il principio di precauzione non verrà mai soddisfatto e quindi nei fatti significa solamente rinvio ad infinito dell’adozione degli OGM (ma questo naturalmente vale per qualunque cosa che richiede una valutazione di rischio).
            Ovviamente questa non è una soluzione accettabile, per questo motivo gli OGM sono stati approvati da decine di agenzie per la sicurezza alimentare di importanti nazioni, che hanno ritenuto soddisfatto il principio di precauzione.

  17. avatar claudio

    Ancora OGM!

    A mio parere è inutile continuare con la discussione “fanno bene, fanno male alla salute”.

    Purtroppo nessuno lo sa, perchè non sono mai state fatte indagini epidemiologiche. Al limite si potrebbe dire “potrebbero far male!” perchè…perchè…, oppure 40 topi hanno dimostrato che “non fanno male!”.

    Ecco che allora scatta un giudizio di opportunità! Sono maggiori gli ipotetici vantaggi? accettiamoli! Sono maggiori gli ipotetici svantaggi? Non accettiamoli, ma ricerchiamo ancora! La ricerca non può essere fermata (se però i fondi per la ricerca sono limitati, occorrerà verificare se è più utile spenderli per gli OGM o per altri settori).

    L’esempio del Triptofano, purtroppo, causa danni a coloro che sostengono la causa “No OGM”, in quanto mi sembra che il motivo dei morti non sia la tecnologia transgenica, ma il processo di purificazione del triptofano.

    • La valutazione sugli OGM va giustamente fatta come confronto con organismi non-OGM. La domanda giusta da porsi è la seguente: questo organismo OGM presenta dei rischi per la salute umana o per l’ambiente maggiori di un equivalente organismo non-OGM?
      Le agenzie per la sicurezza alimentare e ambientale di paesi come gli USA, il Canada, la UE, il Brasile, l’India, la Cina, ecc. ecc. hanno stabilito che per gli OGM approvati questo non fosse vero. Se il metodo di lavoro e di approvazione dell’immissione al consumo e alla coltivazione di nuove piante, animali, alimenti, OGM o non-OGM funziona per tutto il resto, perchè lo si mette in dubbio solo quando si parla di OGM. E’ possibile che tutte queste decine di agenzie pubbliche, che lavorano per la sicurezza alimentare di oltre la meta’ della popolazione mondiale, siano composte da sprovveduti o peggio corrotti e che sbaglino tutte insieme contemporaneamente e solo quando si tratta di approvare gli OGM?

  18. avatar claudio

    Forse quel metodo di valutazione può andar bene per alimenti convenzionali e non per alimenti OGM!

    Se poi hanno affermato senza ombra di dubbio, ma mi risulta che l’EFSA abbia avuto qualche perplessità, che questi alimenti sono uguali a quelli convenzionali, allora c’è qualcosa che non va!

    - Pensiamo ai marcatori antibiotici.
    - Pensiamo alle modificazioni nutrizionali (il mais BT contiene più lignina del mais convenzionale, il pomodoro arricchito di vitamina A – ancora nei laboratori – sembra avere un minor contenuto di licopene).

    C’è poi l’aspetto agronomico, in quanto questi OGM non mantengono le promesse!

    C’è poi l’aspetto economico per l’agroindustria del nostro Paese. Un’agroindustria da tutti copiato, che è basato sulla qualità. E oggigiorno il consumatore (padrone del mercato) ha deciso che gli OGM sono di bassa qualità!

    • inutile discutere con te Claudio, si rischia di ripetere la solita litania. Il fatto è che ormai chi fa campagna anti-OGM deve ricorrere a Vandana Shiva, il caso Triptofano del 1987 e articoli di ricercatori screditati la dice lunga su come ci si deve arrampicare sugli specchi.
      C’e’ solo una cosa che aggiungo: l’agricoltura italiana la decidano gli agricoltori, all’interno delle leggi vigenti, non qualche professore universitario che prende lo stipendio da Slow Food.

  19. avatar claudio

    Ho appena detto sopra che l’esempio del Triptofano non l’avrei fatto perchè a mio parere procura danni agli anti OGM!

    Comunque, “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere”. Gli attuali OGM, laddove è stata giustamente richiesta l’etichettatura, hanno fallito!

    - sono stai fatti con una tecnologia vecchia (oggigiorno potremmo fare degli OGM diversi, molto meno impattanti);
    - non mantengono le promesse agronomiche;
    - non servono ad una agricoltura di qualità;
    - appartengono ad visione vecchia della produzione agricola, quella legata all’aumento della produttività (ricordo a tutti che oggi paghiamo gli agricoltori per non coltivare la terra, abbiamo quote di produzione su alcuni prodotti e a volte distruggiamo le produzioni in eccesso per non far crollare il prezzo di mercato!).

    • -La tecnologia degli OGM e’ vecchia solo per chi non conosce nulla di come funziona il miglioramento genetico vegetale, dove ci volevano in passato decine di anni di incroci per costituire una varieta’ e la variabilita’ genetica veniva spesso creata con mutazioni genetiche ottenute con radiazioni o con sostanze cancerogene.
      -Dire che gli OGM hanno fallito e’ una balla colossale, visto che vengono coltivati da oltre 14 milioni di agricoltori su oltre cento milioni di ettari. E questo nonostante la piu’ feroce campagna anti OGM mai vista.
      -Lo stesso vale se si afferma che hanno fallito le promesse agronomiche, a meno di non considerare i milioni di agricoltori che li usano dei pazzi.
      -l’aumento della produttivita’ agricola e’ sola una delle componenti, ci sono anche la riduzione dei costi di produzione e la maggiore facilita’ di coltivazione. Per non parlare degli OGM Bt che hanno gia’ ottenuto il risultato di non rilasciare nell’ambiente decine di migliaia di tonnellate di insetticidi tradizionali.

      -L’Italia importa grandi quantita di alimenti OGM per la zootecnia, sopratutto Soia e Mais e quindi non si vede perche’ non potrebbe produrseli invece di importarli. Il 99% degli alimenti per gli animali contiene OGM gia’ oggi ed e’ permesso il consumo di 30 alimenti o prodotti OGM all’interno della UE!

      Da ultimo: puo’ darsi che per qualcuno l’agricoltura itliana dovrebbe essere simile alla “valle degli orti”, ma gli agricoltori hanno il diritto di scegliere quello che coltivare, tra le sementi ammesse, ad oggi Mais e Patata. Esistono delle leggi che tutelano la liberta economica e di impresa che dicono che gli OGM ammessi possono essere coltivati e che la coesistenza e’ obbligatoria. L’Italia, in palese conflitto con le norme europee e sentenze del Consiglio di Stato lo ha impedito.

  20. avatar claudio

    La tecnologia degli attuali OGM e’ vecchia! Poi mi accusano di fare spam! però come posso rispondere ad una persona che “non vuol vedere” e non “vuol sentire”!

    SONO VECCHI 1
    il transgene degli attuali OGM è inserito nel genoma nucleare e, pertanto, viene espresso in ogni parte della pianta (foglie, radici, polline, ecc.)ed origina inquinamento genetico. Oggi il transgene potrebbe essere inserito nei cloroplasti (ovvero nelle parti verdi della pianta) e non originerebbe inquinamento genetico, perchè il transgene non si troverebbe nel polline.

    http://www.questopianeta.eu/numeri/index.php?sez=inte&gr=1&id=4&tp=c

    SONO VECCHI 2
    Il transgene degli OGM che ci vogliono far approvare (soia RR e mais BT) ha promotori virotici costitutivi (fanno produrre continuamente la proteina al transgene) che con la tecnologia attuale potrebbero essere sostituiti da promotori inducibili, che attivano il transgene, e la produzione della proteina, solo in presenza di particolari sostanze, come per esempio la saliva dell’insetto che attacca la pianta (il transgene produce la proteina insetticida solo in presenza di un attacco dell’insetto). In questo modo non si avrebbero tutti gli effetti indesiderati prodotti dai promotori costitutivi (per esempio forte pressione selettiva degli insetti che divengono geneticamente resistenti alla “proteina insetticida”).

    http://leonardodavinci.csa.fi.it/studenti/dna/biotecnologie/html/nascita.htm

    SONO VECCHI 3
    Gli OGM che ci vogliono far approvare (soia RR e mais BT, nonchè patata Amflora) hanno marcatori di resistenza agli antibiotici (è vero, antibiotici vecchi, kanamicina e neomicina, che noi non utilizziamo quasi più). Oggigiorno la tecnologia transgenica potrebbe utilizzare per la selezione altre sostanze come per esempio i fitormoni. Oppure si potrebbe eliminare il marcatore antibiotico dopo la trasformazione.

    http://www.questopianeta.eu/numeri/index.php?sez=inte&gr=1&id=4&tp=c

    Credo che la miglior risposta agli “anti OGM” sia produrre OGM che non abbiano i difetti da loro evidenziati!

    • posto che non esistono cose senza difetti, ricordiamoci che la valutazione di una cosa nuova deve essere fatta paragonandola a quella che va a sostituire. Cosa va a sostiuire la generazione delle piante migliorate con biotecnologie?
      - le piante migliorate con creazione della variabilita’ genetica con agenti cancerogeni e radioattivi, del cui genoma non si sa nulla! Un OGM e’ fatto per inserzione di poche copie di DNA dentro un genoma che rimane sostanzialmente simile all’originale. La mutagenesi crea mutazioni che non sono state mai studiate e che sono casuali e che riguardano TUTTO il DNA. Era meglio questo?
      -una tecnologia puo’ essere considerata migliore di un altra QUANDO ESISTE. Quello che ci dice Claudio e’ il futuro, non ancora il presente. Nota bene che i geni espressi dai Cloroplasti interessano moltissimo le multinazionali, perche’ invece di essere espressi in poche copie per cellula, solo dal genoma nucleare, l’espressione nel genoma dei cloroplasti aumenterebbe nell’ordine di grandezza di centinaia di volte, essendo ovviamente presenti molte piu’ copie del genoma per cellula. E’ un bene, e’ un male? Per le multinazionali un bene senz’altro perche’ la potenza di espressione e’ piu’ alta, ma certo che se uno ha paura che siano dannosi questi vuol dire che saranno 500 volte “piu’ pericolosi”. Lo sapevi Claudio? No probabilmente, perche’ sei un economista agrario che viene imboccatoda qualcuno e ripete a pappagallo quello che gli e’ stato detto.
      -la storia delle resistenze agli antibiotici e’ un altro non-fatto. Le resistenze agli antibiotici usati (che sono stati sceltu apposta perche’ il loro uso e’ nullo o poco frequente in clinica) sono gia’ presenti nelle popolazioni naturali di batteri, che hanno una frequenza di ricombinazione infinatamente piu’ alta di quella che potrebbe verificarsi (caso mai osservato nella realta’) tra un gene contenuto in una pianta e un batterio presente nella flora intestinale. Di conseguenza il rischio di un maggiore incremento delle resistemze causato dagli OGM e’ talmente basso da essere tracurabile.
      Il fatto e’ che le informazioni vanno date complete C;audio, lo so che e’ noisoso e richiede un minimo di studio, pero’ la disinformazione alla lunga non paga.

  21. avatar claudio

    Vedo che qualcuno sta perdendo la pazienza, ma le cose si cambiano poco a poco e con tanta pazienza.

    Credo di dare le informazioni in modo obiettivo (vedi triptofano). Non ha mai detto cose false!

    Alcuni dicono che la causa della celiachia sia il Creso! Eliminiamolo!

    Per gli antibiotici sono parzialmente d’accordo, ma se oggigiorno esistono sistemi per eliminarli, utilizziamoli!

    • Per probire, come tu auspichi, ci vogliono degli elementi seri, supportati da prove. Queste non sono mai state trovate e se puo’ ben dire che sono state cercate, vista la virulenta campagna anti-OGM, pero’ chissenefrega, a te non piacciono.

      Questo e’ l’aspetto peggiore di questa vicenda, l’assoluto disinteresse verso il diritto di ognuno di scegliere, all’interno delle leggi e regole vigenti. Il tuo modo di vedere le regole come un ostacolo a quello che tu ritieni opportuno, non e’ in fin dei conti molto distante da quello che ben conosciamo in Italia essere ben diffuso nella societa’, fin dalle piu’ alte cariche dello Stato. Il tutto, ovviamente per il bene comune, e ovviamente il fine giustifica i mezzi, giusto?

  22. avatar claudio

    Quali leggi? In Italia c’è il penale e si rischiano mesi ed anni di galera se si coltivano gli OGM!

    A volte l’evidenza è migliore di qualsiasi prova scientifica!

    Partiamo dalla considerazione che attualmente, purtroppo, nessuno è in grado di dire se gli OGM fanno bene o fanno male (alla salute umana, all’ambiente, alla biodiversità, ecc.). Vero? Vero.

    Gli OGM presentano dei rischi(alla salute umana, all’ambiente, alla biodiversità, ecc.). Vero? Vero.

    Stiamo morendo di fame per cui dobbiamo accettare i rischi degli OGM per produrre di più! Vero? Falso.

    Gli OGM a fronte dei rischi portano altri vantaggi! Vero? Vero in parte, in quanto occorre verificare che i vantaggi (per tutti e non solo per chi detiene il brevetto) siano superiori ai rischi.

    • Tutto falso, compreso il fatto che in Italia non si possono coltivare OGM. Quelli approvati dalla UE si, e ci sono sentenze del consiglio di stato che condannano il ministero dell’agricoltura e che gli impongono di togliere i divieti in rispetto alle normative UE che sono prevalenti. Naturalmente questo viene ignorato.

    • Tanto per smascherare un po di disinformazione, non tanto per il Porof. Claudio Malagoli, Economista e Docente dell’Universita’ di Pollenzo (creazione di Slow Food), ma per chi legge.
      Fatto incontestabile:
      CONSIGLIO DI STATO, Sez. V – 19 gennaio 2010, Sentenza n. 183
      Per la parte che si riferisce al principio di coesistenza e che implicitamente ribadisce la liceità dell’utilizzazione in agricoltura degli OGM autorizzati a livello comunitario, il legislatore statale con l’adozione del d.l.n. 279/2004 ha esercitato la competenza legislativa esclusiva dello Stato in tema di tutela dell’ambiente, nonché quella concorrente in tema di tutela della salute, con ciò anche determinando l’abrogazione per incompatibilità dei divieti e delle limitazioni in tema di coltivazione di OGM che erano contenuti in alcune legislazioni regionali. La formulazione e specificazione del principio di coesistenza tra colture transgeniche, biologiche e convenzionali, rappresenta il punto di sintesi fra i divergenti interessi, di rilievo costituzionale, costituiti da un lato dalla libertà di iniziativa economica dell’imprenditore agricolo e dall’altro lato dall’ esigenza che tale libertà non sia esercitata in contrasto con l’utilità sociale, ed in particolare recando danni sproporzionati all’ambiente e alla salute.
      http://www.ambientediritto.it/sentenze/2010/CDS/Cds_2010_n.183.htm
      Considerati i profili prettamente economici che devono essere regolamentati dai piani di coesistenza, e considerato che a tali piani sono estranei i profili ambientali e sanitari, e il principio comunitario della coltivabilità degli OGM se autorizzati, il rilascio dell’autorizzazione alla coltivazione non può essere condizionato alla previa adozione dei piani di coesistenza. Pertanto, non si può ritenere che in attesa dei c.d. piani di coesistenza regionali, venga meno l’obbligo di istruzione e conclusione dei procedimenti autorizzatori disciplinati da fonti legislative (e regolamentari) diverse dal d.l. n. 279/2004

  23. avatar claudio

    Dimentichi, volutamente, perchè vuoi fare disinformazione, che in Italia, ma così anche negli altri Paesi, una varietà per essere coltivata deve essere iscritta al “Registro Varietale”. E gli OGM al momento non sono iscritti!

    • dimentichi, perche’ vuoi fare disinformazione, che non sono iscritte perche’ il Ministero dell’Agricoltura ha vietato la coltivazione in palese contrastto con le leggi UE come da sentenza del Consiglio di Stato di cui sopra. Una classica storia italiana di cui tu pari essere estremamente soddisfatto.

  24. avatar claudio

    qualcuno vuol far credere di avere la verità, ma non conosce i fatti! Per registrare una varietà occorre fare i campi sperimentali!

    Con transgeni inseriti nel genoma nucleare il polline determina inquinamento genetico. Non basta la rete metallica per evitare la diffusione incontrollata del polline.

    E poi, non solo il MPAAF ha detto NO! anche il M dell’ambiente, anche quello della Salute. Sono tutti pazzi!

    • Il Consiglio di Stato, l’UE, naturalmente invece sono composti da pazzi, mentre gente come Zaia rappresentano la giustizia e la legalita’. Se queste sono le persone con le quali condividi le tue battaglie, complimenti.
      Leggiti le sentenze e capisci di cosa stiamo parlano, invece di continuare a spandere bugie.

  25. avatar claudio

    i campi sperimentali si fanno a prescindere dalle sentenze! pilotate?

    • bravo, hai raggiunto l’apice: la Consulta e’ pilotata (leggi corrotta) dalle multinazionali sementiere. E di conseguenza tutta la comunita scientifica internazionale, l’agenzia per la sicurezza alimentare europea e quelle analoghe di altri 50 paesi nel mondo, la commissione europea, il parlamento europeo, ecc. La Spectre colpisce ancora.

  26. avatar GiuseppeV.

    Ciao, io sono davvero indignato.
    Non tanto dall’OGM, quanto dal fatto che non si possa scegliere se assumerli o meno.

    Banalmente, ero consumatore (e sottolineo ERO) di Multicentrum, il notissimo integratore. Lo usavo come supporto ad una dieta, d’accordo col medico. Nulla di che.
    Ma da alcune settimane non si trova più perchè LO STANNO RITIRANDO dal mercato, sull’etichetta non è menzionata la natura OGM di alcune sostanze contenute, forse soia.

    http://www.puntoeffe.it/forum/viewtopic.php?t=2720

    Ma dico?!
    va bene tutto, ma io voglio poter scegliere e nel caso specifico, non lo comprerò mai più.

    Giuseppe

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