Cosa si mangia e quanto si spende al Mercato Centrale di Roma

Come vi avevamo preannunciato il Mercato Centrale da oggi ha una sede anche a Roma con ingresso in Via Giolitti.

Dopo quella di Firenze ha aperto la sede romana negli spazi dell’ex dopo lavoro ferroviario all’interno della Stazione Termini, proprio sotto la Cappa Mazzoniana (opera realizzata negli anni Trenta dall’architetto Angiolo Mazzoni).

La grande hall del cibo, estesa su una superficie di quasi 2 mila metri quadrati -prima meta di clochard, ora ritrovo per “foodie”– è un progetto di Umberto Montano, imprenditore della ristorazione, che a Firenze, nel 2014, ha ridato vita al primo piano del mercato coperto di San Lorenzo, oltre 3 milioni di ingressi nel 2016.

Nel Mercato Centrale di Roma, aperto dalle 7 di mattina fino a mezzanotte, si può acquistare, mangiare, bere, apprendere i rudimenti della cucina e leggere grazie a 16 botteghe, una birreria e un ristorante guidato dallo chef di origini tedesche Oliver Glowig, due stelle Michelin.

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Chiamati a rappresentare la scena capitolina e a valorizzare le specialità regionali spiccano tra i bottegai il forno di Gabriele Bonci, i trapizzini di Stefano Callegari (triangoli di focaccia riempiti con trippa, polpette ed altre delizie della cucina nostrana), la mecelleria di Roberto Liberati ma pure “carciofari” e Pastella, specialisti di fritti street food com i supplì con miele e guanciale.

Sembra già di sentire le prime polemiche: se il luogo è nuovo ad “abitarlo” sono i soliti noti.

Il Mercato colpisce per l’ampiezza degli spazi, ha una zona centrale dedicata alla caffetteria (con le miscele di Franco Mondi di MondiCaffè) e alle birre con le proposte di Moretti.

Ma cosa si può mangiare al Mercato Centrale di Roma, e quanto costa?

Oliver Glowig – La Tavola

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E’ il nome di grande richiamo, il secondo chef tedesco che ha conquistato Roma, elevato dalla Guida Michelin fino alle due stelle.

Ma la proposta nel ristorante del Mercato Centrale è più in linea con la mission di valorizzare le specialità locali, sarà dunque particolarmente interessante assaggiare le proposte del menu, i grandi prodotti dell’artigianato laziale, la promettente mozzarella.

2. Gabriele Bonci – Pane e prodotti da forno

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Uno e trino ormai Gabriele Bonci è ovunque: da Pizzarium al Panificio, passando per i tanti eventi, fino ai nuovi punti vendita come questo.

In vetrina i grandi classici, dalla pizza al pane passando per i dolci.

3. Pizzeria Sud – Pizza

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Quattro pizze lievitate lentamente, per un minimo di 48 ore, proposte nello spazio del pizzaiolo napoletano Romualdo Rizzuti, già presente al Mercato Centrale di Firenze.

Sono margherita (8€), marinara (7€), Napoli spagnola e una pizza che varia in base alla stagione.

4. Alessandro Conti e Gabriele La Rocca – Carciofi e Funghi

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Funghi fritti, funghi crudi in carpaccio, carciofi alla romana, carciofi alla giudia e tanto altro, tutto grazie a Alessandro Conti, che i romani del centro conoscono bene per la presenza nel mercato di Campo de’ Fiori, e Gabriele La Rocca, da Oriolo Romano.

5. Stefano Callegari – Trapizzino

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Da Testaccio al Mercato Centrale passando per Tokyo: grazie alla sua invenzione Stefano Callegari, papà del trapizzino (nonché proprietario a Roma di tre pizzerie molto note), si è conquistato una bella fetta di mondo.

Ora porta il trapizzino anche all’Esquilino, il prezzo? 4 euro l’uno.

6. Egidio Michelis – Pasta Fresca

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Il pastificio di Mondovì, che si auto-definisce “referente per la pasta fresca di Eataly” si lega anche alla food hall concorrente, proponendo ravioli freschi, rigatoni e fettucine (8€)

7. Luciano Savini – Tartufo

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Ogni bottega del Mercato ha le sue specialità, che da Savini non può che essere il tartufo. Presente in tipologie, formati e confezioni diverse, si può anche consumare al momento, come tocco di classe in un panino a 2,50 euro.

8. Veg&Veg – Vegetariano e Vegano

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Macedonie, frutta, insalate, gazpacho in crosta di pane e soprattutto hamburger vegetariani e vegani.

Sarà state l’inaugurazione, la presenza di specialità molto invitanti (trapizzini, pizze, carne) che si potevano degustare gratis, ma questa era praticamente l’unica bottega vuota. Non prendetevela con moi.

9. Famiglia Galluzzi – Pesce

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Dal 1894 a Roma, passando per quattro generazioni, sempre in Via Venezia 26-28 ( e anche in Via Gregorio VII) l’Antica Pescheria Galluzzi porta alla Stazione Termini il pesce proveniente da Terracina, Porto Santo Stefano e Gallipoli.

Da provare nelle pescheria con cucina l’imperdibile frittura mista a 8 euro

10. La Toraia – Hamburger

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Arriva l’hamburger di Chianina direttamente dagli allevamenti in Toscana della Tenuta La Fratta. L’hamburger costa 8 euro ma il consiglio è di provare anche l’hot dog di maiale toscano.

Ricordatelo poi, è un suggerimento di Dissapore.

11. Arà – Specialità Siciliane

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Pensate a tutto ciò di edibile e dolce vi fa venire in mente la Sicilia, racchiuso in una vetrina.

Cannoli farciti al momento, cioccolato di Modica, cassate,  pasta di mandorle e dolci al marzapane, oltre alle inevitabili arancine.

12. Bottega Liberati – Carne e Salumi

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Altro nome molto conosciuto e apprezzato a Roma quello del macellaio Roberto Liberati, che rende più facilmente rintracciabili sulla pizza romana le sue carni memorabili mettendo su bottega al Mercato Centrale.

Da provare tassativamente la tartare e gli insaccati.

13. Andrea Stainer – Cioccolato

Gli abbinamenti insoliti delle tavolette e delle praline Andrea Stainer sbarcano a Roma. Largo allora al cioccolato al tiramisù, al cappuccino o con il curry, la spezia indiana.

E ancora, tavolette gluten free e preparati come budini, sorbetti, gelati, mousse e cioccolata in tazza.

14. Pastella – i Fritti

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Eccoli gli specialisti del fritto street food, ovvero la friggitoria cara ai  gourmet del quartiere romano di Montesacro, che ora porta a Termini fritture di carne e vegetali, pizza e supplì tentatori in vendita a 2 euro l’uno.

15. Beppe e i suoi formaggi – Formaggi

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Altra istituzione romana, che in pochi anni ha cambiato le abitudini degli appassionati romani che frequentano assiduamente la sua bottega.

Beppe Giovale ha appena portato ogni meraviglia casearia a Termini, e oltre a quelle anche testarli, farinata con stracchino e pane carasau in abbinamento

16. Cremilla – Gelato

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Il mastro gelatiere Luca Veralli (che viene da un’esperienza a La Romana, e qui vedo buona parte dei lettori di Dissapore storcere il naso), propone qui idee diverse da quelle della famosa catena.

Diversi i gusti di gelato artigianale che ha per unico addensante è la farina di carrube, uno per tutti il limone, preparato con succo di limone, acqua e zucchero. Stop.

17. Salvatore De Gennaro – Vino e Dispensa

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Accanto alla “trattoria” di Oliver Glowig c’è lo spazio dedicato al vino e alla dispensa, sotto la guida di Salvatore De Gennaro che porta al Mercato Centrale esperienza e prodotti dalla sua bottega, conosciuta e apprezzata da molti campani e altrettanti turisti.

Stiamo parlando de La Tradizione di Vico Equense, quindi sotto con pasta, conserve, olio, confetture, formaggi e una grande scelta di salumi, oltre naturalmente ai vini.

18. La Birreria

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Uno degli spazi più scenografici del nuovo Mercato Centrale di Roma è quello riservato alle spine della Birreria sul retro della quale è disponibile anche un bar caffetteria.

E allora, l’avreste mai detto, stazione Termini, il triste non-luogo dove al massimo si addentava al volo qualche merendina mangiata o un panino scartocciato e bricioloso, trasformata in una fiammante Food Hall?

Che ve ne pare?

[Crediti | Link: Dissapore, immagini, Luca Sessa e Paolo Campana]

Luca Sessa

commenti (10)

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  1. Confermo la definizione posto nuovo ma soliti nomi (forse con qualche eccezione) . La location è sicuramente bella ma il contesto in cui si trova (via Giolitti/Esquilino) purtroppo irrimediabilmente degradato .

  2. Una galleria commerciale di prodotti enogastronomici.E’ la moda del momento.
    Chiamiamolo appunto galleria commerciale,foodqualcosa,
    centro commerciale.Ma lasciamo stare il mercato.Il mercato e’
    un’altra cosa.

    1. I mercati di Bologna non le dicono niente?

  3. Grande progetto, in grado di essere stimolo per una riqualificazione più estesa.
    Bravo Umberto Montano.

  4. State sempre a lamentarvi…per il turista abituato in Italia a tavole calde e trappole di scarisissima qualitá mi sembre una bella notizia. Mi dispiace invece per i barboni, che sono essere umani anche loro, e forse in una stazione potevano trovare un po’ di rifugio d’inverno.

    1. Nessun lamento…hai detto bene,i TURISTI.
      Sono boutique da turisti con prezzi da turisti ,il mercato e’ un’altra cosa.
      “Le parole sono importanti”(Cit.)

    2. ….umani anche loro….o forse solo loro, sicuramente più abbinati “all’arredamento”della zona.
      Questi luoghi di esibizione di piatti poveri che, assumendo il nome di slow food eccetera, diventano lussi fuori dal tempo, stanno diventando grotteschi.
      Vecchio detto, questo davvero romano: “stai a magnà alla faccia de la miseria!”

  5. sempre gli stessi nomi, sempre gli stessi nomi, #maiunagioia

  6. Sono stata al mercato centrale e sono rimasta alquanto sorpresa nel trovare in un unico luogo tante cose buone, di qualità e di giusto prezzo. Finalmente un modo di mangiare sano !!!

  7. Articolo molto dettagliato. Io credo che l’opera di riqualificazione di quell’area sia stata importantissima. E’ una vetrina bellissima per i turisti che, magari dopo un lungo viaggio, hanno bisogno di rifocillarsi. Possono in questo modo avere a disposizione un bel posto dove andare e la sicurezza di affidarsi a professionisti del settore (evitando le brutte sorprese che serpeggiano in quella zona). Certo c’è ancora tanto da fare per migliorare il quartiere ma un primo passo è stato fatto. Ne ho letto anche qui, sul blog di questo nuovo progetto dedicato a Roma e alla regione Lazio: http://www.2rome.it/blog/mercato-centrale-di-roma/

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