Zuppe pronte: prova d’assaggio

Ogni volta che assaggiamo cibi pronti (i ragù in barattolo, per dire) una parte dei nostri lettori s’indigna. “Proprio voi, che avete scelto lo slogan Niente di sacro tranne il cibo”. Ma scusate, siete sempre riusciti a opporvi al fast food casalingo, pioggia neve o vento? No, perché i dati dicono altro.

E cioè che gli italiani hanno sempre meno voglia di mettersi ai fornelli.

Facile dire “il ragù bisognerebbe prepararselo da soli”: noi siamo d’accordo, ma gli italiani mica tanto. I pomodori pelati, per dire, trent’anni fa rappresentavano il 50% dei consumi nazionali di prodotti lavorati. Oggi sono appena il 10%. Così come tutti gli ingredienti per cucinare, che mostrano cifre in continuo calo (-5,3% quest’anno), al contrario dei piatti pronti (+ 5,9%).

Quindi, c’è poco da fare: giusto o sbagliato che sia, qualcuno questi prodotti li compra. Anzi, più di qualcuno.

E noi non siamo mica qui a giudicare le vostre abitudini, ma il gusto di quello che mangiate.

Ecco perché, dopo questi dati diffusi dalla Nielsen, abbiamo deciso di adeguarci e assaggiare ciò che più finisce nel carrello degli Italiani.

Per la nostra Prova d’assaggio abbiamo testato sette tra le più diffuse zuppe pronte da frigo in vendita nella grande distribuzione.

CONTENDENTI

Conbio – Vellutata lenticchie e zucca
Bontà Viva – La zuppa di legumi e cereali
Carrefour – Passato di ceci
Dimmidisì – Vellutata di carciofi
Fantasie dell’orto – Vellutata di carciofi con patate
Bonduelle – Zuppa Parigina
I Tesori – Vellutata zucca e carote

CRITERI DI GIUDIZIO

zuppe pronte prova dassaggio

Analisi visiva
Packaging
Ingredienti
Analisi Gustativa

Il test si è svolto alla cieca, assaggiando le zuppe dopo cottura al microonde.

#7 Bonduelle – Zuppa Parigina (D)

bonduelle zuppa pronta

— Giudizio: mi sembra che gli ingredienti siano poco amalgamati fra loro, e il risultato finale è troppo poco saporito per convincermi.
— Analisi visiva: una zuppa dalla consistenza strana, diversa da tutte le altre. Più brodosa degli altri contendenti, con pezzi di patata che galleggiano.
— Packaging: è l’unico tra i contendenti che rinuncia alla scatola di cartone.
— Ingredienti: acqua, patate, porri, amido di tapioca, cipolla, olio di semi di girasole, brodo vegetale, sale, prezzemolo.
— Analisi gustativa: all’assaggio trovo un gusto molto neutro, con una spiccata prevalenza del sapore dei porri su tutto il resto.
— Prezzo: 4,98 € / kg
— In breve: A Parigi si stanno rivoltando

VOTO: 4

#6 Bontà Viva – La zuppa di legumi e cereali (E)

bonta viva zuppa pronta

— Giudizio: una zuppa dall’aspetto invitante, che però non riesce a soddisfarmi altrettanto dal punto di vista gustativo. Cosa che facilmente mi succede, quando il primo ingrediente è l’acqua.
— Analisi visiva: una consistenza che crea molte aspettative e ricorda le zuppe di legumi tradizionali, poco brodose e molto ricche.
— Packaging: promosso, con font e immagini molto moderne.
— Ingredienti: acqua, legumi, carote, fagiolini, patate, passato di pomodoro, grano saraceno, olio extravergine d’oliva, miglio, cipolla, sedano, sale, basilico, prezzemolo, aglio, salvia.
— Analisi gustativa: è piacevole la presenza dei cereali, che regala in bocca un po’ di consistenza. Tuttavia trovo il gusto generale un po’ spento.
— Prezzo: 8,31 € /kg
— In breve: Sarà anche viva, ma non sono certa che sia proprio in forma

VOTO: 5

#5 Conbio – Vellutata lenticchie e zucca (B)

cobìo, zuppa pronta

— Giudizio: A quelli di Conbio piacciono le spezie, ed è indubbiamente una caratteristica distintiva di molti dei loro prodotti. Che ha volte, grazie a questa scelta, hanno una marcia in più, mentre in altri casi risultano un po’ pasticciati nel gusto. Inoltre, parliamo di un prodotto dal costo importante.
— Analisi visiva: si nota subito l’altissima densità, che la fa sembrare più simile a un purè che a una zuppa.
— Packaging: la confezione fa molto noodles orientali.
— Ingredienti: acqua, lenticchie rosse, zucca, olio di semi di girasole, olio extravergine d’oliva, sale marino, coriandolo, curcuma, funghi porcini disidratati, addensante: gomma di xantano.
— Analisi gustativa: è immediatamente distinguibile il sapore delle lenticchie, anche se si contende un po’ il primato gustativo con le diverse spezie presenti, che risultano un po’ invadenti. Zucca da me non pervenuta all’assaggio.
— Prezzo: 10,97 € /Kg
— In breve: “Salato” è un aggettivo che non sempre si riferisce al gusto

VOTO: 5 ½

#4 Dimmidisì – Vellutata di carciofi (A)

dimmidisi, zuppa pronta

— Giudizio: la zuppa si presenta poco compatta, ma la presenza dei crostini è un chiaro suggerimento di consumo che propone l’aggiunta di un elemento croccante. Un risultato tutto sommato gradevole.
— Analisi visiva: una zuppa dalla consistenza molto liquida.
— Packaging: mi sembra che ci sia un po’ di sovrabbondanza di informazioni sul fronte della confezione. Apprezzabile la presenza, nella confezione, di crostini, cucchiaio e tovagliolo.
— Ingredienti: acqua, patate, carciofi, bevanda di soia, piselli, porri, olio di oliva, sale e olio extravergine di oliva.
— Analisi gustativa: in bocca ha un gusto leggermente troppo dolce, ma si sente il sapore dei carciofi.
— In breve: Ti dico così così
— Prezzo: 8,22 € /kg

VOTO: 6

#3 I Tesori – Vellutata zucca e carote (G)

i tesori, zuppa pronta

— Giudizio: la combinazione zucca + carote forse non incontra proprio il mio gusto personale, ma qua cerchiamo di avvicinarci a un giudizio il più possibile oggettivo, quindi promuoviamo un prodotto in cui finalmente si riconosce chiaramente il gusto degli ingredienti. È prodotta per Pam e Panorama nello stesso stabilimento del contendente Carrefour, ma il risultato è abbastanza diverso.
— Analisi visiva: una zuppa dal colore accesissimo, quasi fluo.
— Packaging: si può fare meglio.
— Ingredienti: ortaggi freschi (zucca, carote, cipolle), acqua, olio extravergine d’oliva, olio di oliva, sale.
— Analisi gustativa: un gusto un po’ troppo dolce, che però è dato dalla scelta degli ingredienti, che sono ben percepibili e non disturbati da altri sapori.
— Prezzo: 3,74 €/kg
— In breve: un tesoro di dolcezza

VOTO: 6 ½

#2 Carrefour – Passato di ceci (F)

carrefour zuppa pronta

— Giudizio: non mi è dispiaciuto, questo passato di ceci. Saporito, gustoso, ricco.
— Analisi visiva: molto denso.
— Packaging: tutto sommato, promuovo anche il packaging.
— Ingredienti: acqua, ceci reidratati, carote, sedano, olio extravergine d’oliva, cipolla, olio di oliva, sale.
— Analisi gustativa: un passato molto corposo, con un sapore finalmente deciso e interessante. Si sentono i ceci, che sono presenti in buona misura anche interi, regalando un po’ di consistenza sotto i denti.
— Prezzo: 4,81 € / kg
— In breve: “sorpresa, è una zuppa pronta!” “oooohhh!”

VOTO: 7

#1 Fantasie dell’orto – Vellutata di carciofi con patate (C)

fantasie dell'orto zuppa pronta

— Giudizio: mi è piaciuta, questa vellutata. Intanto perché sa di verdure, e poi perché mi sembra che le patate siano finalmente usate non solo per riempire lo stomaco e dare corposità al prodotto. Mi piacciono anche gli ingredienti: per questo sembra la soluzione ideale per un pranzo in ufficio, se proprio non si ha tempo per la schiscetta portata da casa.
— Analisi visiva: un prodotto dalla consistenza densa ma non troppo.
— Packaging: bello, fresco e pratico (la confezione comprende: mini grissini senza glutine “Le veneziane”, cucchiaio e tovagliolo)
— Ingredienti: carciofi, patate, acqua, cipolla, porro, olio extravergine d’oliva, sale.
— Analisi gustativa: una zuppa saporita, in cui si sente molto il sapore dei carciofi.
— Prezzo: 7,10 €/kg
— In breve: La fantasia è la chiave di tutto

VOTO: 7 +

COSA ABBIAMO IMPARATO

È inutile che vi diciamo di portarvi il pranzo da casa, se passate lunghe giornate in ufficio. Tanto lo sappiamo, che difficilmente lo farete. La vita di tutti i giorni è frenetica, è stancante, e le soluzioni che cerchiamo sono spesso le più facili e veloci.

C’è chi ha voglia, magari la domenica, di dedicarsi alla cucina e preparare monoporzioni da portare al lavoro per l’intera settimana lavorativa, e c’è chi, semplicemente, dirige il proprio tempo libero altrove.

Se fate parte di questa seconda categoria, potete comunque cercare un prodotto che sia il più possibile sano e naturale dal punto di vista degli ingredienti e, magari, perfino piacevole nel gusto.

Noi un paio di prodotti che abbiamo testato potremmo anche arrivare a congliarvele, nelle giornate lavorative senza sosta.

[Crediti | Link: Dissapore, Repubblica]

Valentina Dirindin Valentina Dirindin

5 dicembre 2016

commenti (21)

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  1. 8/10 euro al chilo, e ritrovarsi zuppe con olio di girasole, olio di oliva e gomma di xantano?
    Ma avete idea di quanti chili di zuppa vi preparate con quei soldi? Su un sito che recita “niente di sano tranne il cibo” queste cose pronte (anche se alcune di buona fattura) non dovrebbero essere contemplate, e si dovrebbe spingere sul “fai da te”.

    1. Orval, come già ti dissi, per alcuni il tempo vale più della differenza economica ^_^.
      In ogni caso ti tranquillizzo: nemmeno io sono un fan di questi prodotti 🙂

    2. Ma devi dire le stesse cose in ogni articolo che parla di prodotti industriali? Incredibile…

    3. Concordo su tutto.
      Una precisazione: nulla di SACRO tranne il cibo.

    4. Visto che gli articoli e l’interesse dei nuovi lettori sembra andare in quella direzione (ed “eccallà” sembra confermare), abbiate almeno la decenza di togliere il “niente di sacro tranne il cibo” a quello che una volta era un sito che trattava molto più spesso di ora di QUALITA’.
      PS: a quando un articolo sui migliori SpaghettiOs?

    5. Giorgio hai ragione, è stato un errore di battitura.

    6. @ Orval

      a parte il tuo bisogno di ripetere sempre le stesse cose, a parte il tuo – ho bisogno di dirtelo una volta per tutte – francamente ridicolo gastronazismo che non prevede in nessuno caso concessioni ad un cibo pronto, ad una barretta di cioccolato che non sia fatta con almeno il 99,999% di cacao proveniente da qualche fattoria sperduta dell’Ecuador, ad un pasto fuori casa che non sia in un locale premiato dalla guida Michelin e così via… onestamente, che lavoro svolgi e che vita fai se senti il bisogno di polemizzare con chi fa articoli su cibi pronti e con chi ogni tanto cede a prodotti del genere?
      Io personalmente ogni tanto acquisto zuppe pronte, polente precotte e surgelati, e non perché non mi piaccia cucinare; semplicemente perché capita di non avere tempo, capita che al lavoro non abbia voglia del solito panino – visto che vicino il mio ufficio non ho nessuna attività segnalata dalla guida Michelin, al massimo delle scadenti pizzerie al taglio… mi perdonerai per questo o debbo avere la tua approvazione?
      Buona giornata.

    7. Renato, non so dove hai letto che io mangio solo in locali stellati, perchè a dire il vero mangio piuttosto poche volte fuori casa, per quello insisto sulla cucina casalinga di qualità, la quale a mio parere dà molte più soddisfazioni.
      E vorrei che si parlasse più di ricette e ingredienti di qualità, con approfondimenti, appunto per quel motivo.
      Vero, lavorando quasi sempre da casa ho un vantaggio rispetto ad altri, quello non posso negarlo.

    8. Perché, ti piaccia oppure no, a livello globale esistono anche i cibi pronti, perfino in un paese come il Giappone, probabilmente la nazione più attenta alla qualità gastronomica.
      Ora, in un mondo perfetto avremmo tutti quanti il tempo per prepararci ogni santo giorno una polenta, una zuppa od un ragù che notoriamente tolgono parecchio tempo, ma nel mondo reale capita di dover fare ricorso al precotto, pur se in maniera saltuaria… e se ogni tanto un sito culinario ci offre delle indicazioni su quale sia il migliore prodotto nel suo genere, lo trovo francamente un bene, anche perché cose del genere possono invogliare le varie case a migliorare la propria offerta.

  2. Interessante disamina ho solo un piccolo dubbio sul fatto che sarebbe stato meglio analizzare zuppe più omogenee tra loro.
    Alcune sono zupper di cereali, alcune di verdure altre di zucca e carote, forse se si fossero scelte tutte di un tipo sarebbe stato meglio almeno per quanto riguarda i prezzi.

    1. Si, infatti non capisco la scelta dei prodotti, sarebbe come analizzare i panettoni e poi sceglierne senza e con i canditi, con le creme e la glassa. Tutte le aziende offrono una zuppa di verdure miste, bastava scegliere prodotti omogenei, penso…

  3. Su Dimmidisì ho visto anche il servizio de La Mela Verde; ho provato il minestrone a pezzi e non è malaccio. Il prezzo a cui lo trovo è circa 3 €/kg, quindi sui 2 € la confezione

  4. E’ vero che qualche volta compro una zuppa/vellutata pronta ma, ogni volta, me ne pento e mi prometto di non farlo più. Ma è anche vero che certi cibi pronti NON si dovrebbero proprio recensire, almeno non qui.
    Che vuoi recensire? Sono cibi da sperduti nel deserto del Gobi.

  5. Nel riguardare con maggiore attenzione l’articolo e i prodotti, mi rendo conto che in effetti c’è un qui-quo-qua sul loro utilizzo.
    Vero che le varie passate e vellutate sono facilmente risolvibili con un mixer a immersione e un colino adeguato (quello da farina), ma alcune confezioni (packaging per quelli studiati) sembrano più destinate alla pausa pranzo: microonde e scrivania.
    Il produttore forse non pensa alla cena domestica, al desco familiare come destinatario principale della zuppa pronta; in fin dei conti a casa hai pur sempre olio, sale, spezie, aromi, per completare il tuo piatto.
    Sono quasi sicuro che la confezione riporta le istruzioni e i tempi per il riscaldamento a microonde.
    Se è così, il tema “hanno diritto di cittadinanza” va sviluppato in maniera diversa.

  6. E’ uno scherzo? Capisco che esista una generazione “4 salti in padella” che tra selfie,facebook,twitter e altri social non ha più il tempo di prepararsi le stesse cose fresche rispetto a quelle surgelate (i tempi di cottura sono uguali tra il resto) e un’ altra che probabilmente non è capace di cuocere 1 uovo, ma qui si va sul profano e sul trash nel senso etimologico della parola, altro che “niente di sacro tranne il cibo”. A quando una degustazione incrociata di saikebon e fastfood delle più grosse catene? Ho sempre avuto orrore da bambino vedere arrivare i tedeschi sul lago di garda con le loro scatolette di “ravioli pronti alla bolognaise”, portati da casa e mai avrei detto che l’orrore industrial/culinario sarebbe arrivato anche da noi, più che altro per le nostre tradizioni, la cultura del cibo, le biodiversità.
    Ma parlare di nutrizione invece che di alimentarsi non sarebbe forse il caso? O piuttosto degli effetti sulla nostra salute come nel film “supersize me”? O parlare di come cucinare l’oreiller della bella aurore? O chiedersi del perchè dal supermercato al ristorante paghiamo oro del cibo di qualità scadente? Rendessimo più accessibili tutti i ristoranti cominciando dagli stellati, probabilmente mangeremmo meno spazzatura e allora tornerebbe a esserci un pò di cultura del cibo. Aspetto con ansia la produzione industriale di crocchette per umani mi meraviglio non l’abbiano già prodotte per chi non ha tempo di nutrirsi, un alimento completo. Mi raccomando la ciotola dell’acqua o del vino a seconda dei gusti.

    1. Sui saikebon c’e’ gia’ stata.Del resto c’e’ chi li mangia.
      A me pittosto quello che fa un po’ ridere e’ che viviamo in un mondo dove i gastrofighetti pontificano sul burro Ocelli,possono citarti a memoria la classifica dei migliori Patanegra,sanno tutto su cosa fa o non fa Bottura.
      Poi la verdura conquistata faticosamente al mercato contadino 2.0 o acquistata al GAS …o finisce nella pattumiera,salvando solo insalata e pomodro.O viene data alla mamma.
      E non e’ vero che e’ questione di tempo,ma di passione Disquisire di cucina e’ facile,cucinare se non si ha la passione no.

  7. Allora, l’articolo non lo commento perché è di un livello amatoriale pazzesco (confrantare prodotti differenti) ed aldilà che è sacro o non sacro e nel migliore dei mondi possibili (per i carnivori) staremmo tutti 3-4 a farci il nostro sacro ragù, io vorrei capire una cosa : ma tutta ‘sta idea, tutto questo leitmotiv del “oggi non c’è più tempo” vorrei capire quanto è vero e quanto sono solo scusanti per chi di tempo ne ha (o potrebbe trovarlo) ed invece ne berde a bizzeffe a cazzeggiare (sui “social” – parola orrenda – in primis).
    No perché in passato non è che da fare non ne avessero eh….

    1. Bingo…
      Ma sì, infatti…
      Il problema non sono tanto le povere zuppe, nemmeno in un sito come questo, quanto l’epidemia di stachanovismo in atto.
      Certo, il lavoro cambia, non che in passato si lavorasse meno o più “comodamente”, ma uno può anche regolare il lavoro in base alla vita e non il contrario, senza ergersi a martire. Tanto qualcuno messo peggio lo trovi sempre, facciamo a che è più iellato? Io ho poco tempo -No, io di meno ancora – Tempo? È un neologismo????
      Le responsabilità (tipo: famiglia, mutuo, carriera…), fino a prova contraria, non sono altro che incombenze che si scelgono da sé, in fondo. In tutta onestà. Meno soldi, meno doveri, dopotutto. Se si vuole lavorare solo per potere entrare in uno di questi ristoranti sempre sponsorizzati ovunque, di alta cucina, boh… Magra consolazione, si vive bene lo stesso senza questi “illuminati artisti”. Pochi soldi ma TANTO tempo e ci si accontenta. Se si è vittima, invece, di veri e propri ricatti lavorativi, beh… Allora o si reagisce opponendosi o rifiutando, altrimenti non so…
      Capisco la necessità, io stessa sono disoccupata di lungo termine, ma sto iniziando a ripensare completamente quello che ti raccontano (quasi tutti), non credendoci più così tanto alla loro abnegazione e a re-inventare il mio status (per il quale non soffro affatto, visto che lavorando due ore e dividendo le spese vivo benissimo con pochissimo). Se ti lamenti che dieci minuti sono manna, forse non ti fa tanto bene quel lavoro.
      Ma le famiglie “povere ma felici” di una volta, sono solo utopia? O troppe spese (tendenzialmente inutili) le hanno decimate?

  8. Volevo chiedervi xche non testate mai prodotti tuo di?
    Tra l’altro da quando dico è passata a loro sono nettamente migliorati tutti i loro prodotti e i loro Club premium sono veramente “premium” di piccole realtà spesso siciliane e artigianali

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