Adesso vi spiego come si comunica il vino, punto 1: Fabrizio Corona testimonial
Dopo aver firmato autografi e verbali di polizia a non finire, l’indefinibile Fabrizio Corona replicherà con i vini di una cantina sita nella ridente cittadina di Corleone. Domanda: riuscite a immaginare testimonial migliore di un indagato per estorsione e condannato per spaccio di banconote false? Certo che no! Il colpo di genio è venuto ai proprietari, i fratelli Gennaro, che in quanto a testimonial non si fanno mancare proprio niente: sul loro sito campeggia in bella vista la foto di Totò Cuffaro, anche lui rinviato a giudizio, questa volta per favoreggiamento.
Il contributo all’enologia del popolare spacciatore di banconote false si limiterà ahinoi alla firma, saltando accuratamente altre fasi di produzione quali la zappatura di terreni rocciosi e la raccolta sotto il sole cocente della Sicilia. I fratelli Gennaro sono però sicuri, anzi certi che anche la sola faccia di Corona basterà ad aumentare “il prestigio dell’azienda alle soglie del Terzo millennio”. Contenti loro!












Nero D’Avola, Tomacelli, per l’esattezza
Per la precisione Totò Cuffaro é già condannato in primo grado per favoreggiamento. Il brand Cuffaro però lo vedo meglio per il cannolo siciliano.
Sarebbe un fallimento, cannoli a Palermo non ne sanno fare
grande successo di Corona sulla mia bacheca di FB!
LR:ho conosciuto i produttori a Vinitaly, vino moderno, internazionale, da jet set
LM:tanto mi sta sul caXXX che non lo comprerei nemmeno se dentro ci fosse barolo della miglior qualità al prezzo del tavernello. Sono cmq sicuro che è assolutamente tavernello al prezzo del barolo
)
LR:che dire? fra jetsettisti ci si intende. che ne dite, c’è qualche produttrice interessata ad avere come testimonial rocco siffredi?
LB:Che tristezza!
CG:…ohhh finalmente!!
LG:Non aspettavo altro…
SF: desidero quotare, parola per parola, LM, che ringrazio per aver espresso letteralmente il mio pensiero!!!!
comunicazione geniale !!!
anche perchè totò ha una sua azienda vitivinicola in quel di enna !
Beh, che vi aspettavate? in Germania (o era in USA? ah, questa comunicazione evanescente) hanno la Paris per il prosecco (sedicente) in lattina, e qui da noi il paparazzo dalla fedina penale grigia. Quoto LM!
L.
io capisco al di fuori dei personaggi se piacciano o meno che sia una grande azienda con un buon prodotto altrimenti non si potrebbe permettere di avere un testimonial come Corona
e poi voi chi siete per poter giudicare Corona? c’è la magistratura pagata per fare il suo dovere e se sarebbe un delinquente come voi lo ritenete in questo momento sarebbe in cella
questo signore mi copia il nick! Prentendo di registrarlo.
Staff di dissaporeeeeeeeeeeeeeeeeeee
se sarebbe possibile ti registrassi io. ma credo che non potrei. m’informerei col uebmaster.
Patteggiando la pena si riduce la condanna e, in certi casi si evita il carcere. Quindi Corona è un delinquente per sua stessa ammissione.
http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/corona-fermato/patteggia-libero/patteggia-libero.html
Non è proprio così. E non lo dico per difendere Corona. Il patteggiamento non comporta di per sé un’ammissione di responsabilità. Ci sono persone che patteggiano per evitare il calvario di un processo, che può protrarsi per anni e che è un’esperienza fisicamente e psicologicamente debilitante.
Lo si legge in termini giuridici, per esempio, in “Le leggi italiane, sentenze e interpretazioni”: “A dispetto al tenore lettale della norma che configura fra i requisiti del patteggiamento l’ammissione di colpevolezza, la giurisprudenza della Suprema Corte ha letto tale norma nel senso di non configurare un rapporto di sovrapposizione ipso iure fra patteggiamento e colpevolezza, ben potendo il soggetto che accede al rito alternativo assecondare la struttura della norma, senza che effettivamente si configuri, in capo a questi, il requisito della colpevolezza, ma soltanto per usufruire della funzione premiale che la norma stessa assolve nei confronti di chi usufuisce di tale particolare tipologia di rito altenativo”. Scusate l’avvocatese, ma questa è una precisazione che mi sta particolarmente a cuore, e non per difendere Corona, come ribadisco.
Tutte chiacchere, sappiamo benissimo perche’ si patteggia e, nel caso specifico, perche’ Corona ha patteggiato.
Per quanto mi riguarda la Corte Costituzionale puo’ dire quello che vuole ma una persona *chiaramente* innocente non ha interesse a patteggiare.
Guarda Antonio, ti dico solo che Corona ha torto marcio, ma di persone innocenti che hanno preferito passeggiare conosco alcuni casi, uno dei quali a me molto vicino.
Certo possono esistere delle eccezioni, ma non facciamole passare per la norma
Certo che Antonio parla proprio come se fosse un diretto interessato, oddio (scusate la citazione), qualche congiuntivo in più magari ci starebbe ma il senso del post si capisce molto bene.
Che il Corona “sarebbe” in cella è una prospettiva purtroppo molto remota e finchè ci saranno produttori come Gennaro che offriranno denaro questi personaggi saranno sempre di più.
Non voglio giudicare ne la cantina, nel il testimonial, sicuramente discutibile. Avevo visitato il sito circa 3 mesi fa (sono sempre alla ricerca di nuove cantine da inserire nel mio portale) e la notizia non mi aveva fatto alcun effetto. Sono tornato a rivisitarlo pochi giorni fà, e ho notato che le statistiche del sito sono schizzate in alto, grazie alla pubblicità (gratuita) fatta dai diversi blog che ne hanno dato notizia. Se lo scopo dei titolari della cantina era quello di far conoscere il marchio, allora in questo caso ci sono sicuramente riusciti. In Italia infatti, non ci sono molti siti web di cantine che possono vantare un tale traffico di visitatori.
P.S. Guardando le fotografie presenti nel sito, forse è il caso di dire che, Dio li fa e poi li accoppia!
Ciao
Fabio
molte cantine hanno così tante scorte e così poca richiesta da non riuscire più a vendere il vino?
e questa secondo voi è la strada da seguire? non penso proprio! Consiglio di riformulare la strategia dell’azienda sono (secondo me) ancora in tempo, tutto non è perduto.