
ahahahahah: ovviamente con 1 milione te ne
ahahahahah: ragazzi ma fatevi furbi con 1m
Gianfranco: alla terza riga
se c'è bisogn
La Linea (Mauro): probabile che abbia sempre man
Sandro: la pasticceria siciliana non s
Gary Vaynerchuk poteva restare un anonimo venditore di successo, ma nel 2006 ha iniziato il suo video blog, Wine Library TV. Oggi, il New York Times scrive che il suo approccio candido, da bambino in un negozio di giocattoli, rappresenta il futuro. “Nessun altro critico del vino è riuscito ad abbattere le barriere come Vaynerchuk, 33 anni, che ha reso il vino una parte della cultura popolare.” Il vino è sempre stato un mistero per me. Così tanto potere, e così poco sex appeal.
Come evidenziava Antonio Albanese, il cui sommelier era un numero comico di puro genio, la colpa è del linguaggio, oltremodo pomposo. E dei molti esperti che si arroccano in difesa del proprio regno, pronti ad alzare il ditino contro chiunque cerchi di discutere tra umani, non solo tra noiosi padreterni.
Per queste ragioni da un paio di mesi è online Intravino—secondo blog del Dissapore Network. Ma cambiare le carte in tavola non è facile. Guardate cosa sta capitando a Andrea Gori, editor di Intravino, per aver osato adeguare la lochescion di una degustazione al caldo di fine agosto. E visto che ci siete, leggete pure la reazione di Intravino. E stupite, sciocchini, un blog sul vino può essere divertente.
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OT Andrea, ma Gary Vaynerchuk è uno pseudonimo ? perchè solo un americano può fare il critico enoico con un cognome così…
Bravo, ricordiamo sempre che il vino, non è profumo, non è alcool, è una bevanda che si fà con l’uva e quando è pronto da BERE ha massimo 14-15 gradi d’alcool.
D’origini antiche fa parte del nostro DNA, (poveri quelli che non ne bevono), Quindi quando si parla di vino (se si deve parlare prima di berlo) è come parlare di uno di famiglia.
Poche storie, veloci e stiamo sul comprensibile, perchè se si raccontano balle, qualcuno in famiglia prima o poi s’accorge.
Buon vino a tutti.
P.S. uno che parla bene di vino è Gigi Brozzoni, lo potete trovare ovviamente su You Tube.
commento di qua perche’ di la’ fanno a pugni
puoi prendere l’argomento che vuoi, dal piu’ nobile al piu’ deleterio, e puoi postarlo su un blog dove c’e’ ___passione___
il risultato e’: caos e ingiurie
perche’ la distanza, acuita dalla non contemporaneita’, acuita da quella sorta di anonimato (che non e’ quasi mai vero perche’ molti si firmano) genera “bordello”
l’interazione sul web come a quella che si sviluppa in un bar … nel bene e nel male
commento di qua perche’ di la’ fanno a pugni
Saloon…
Andrea Gori, secondo me, ha da tempo capito che è “il contesto” che fa il vino, non il contrario.
Parlarne tecnicamente si può, anzi si deve, in ambiente chiuso, esperto e per fini professionali. Esercizio e rigore. Punto.
Ma un vino ce lo ricordiamo soprattutto per piccoli gesti, piccole emozioni, accostamenti anche impensabili, personali: dettagli che cristallizzano quel bicchiere nella memoria, che ti ricordano un nome, che magari ti invitano a conoscerlo più a fondo.
Andrea Gori è veramente un maestro in questo: creare nuovi contesti.
Chiunque abbia assistito a una sua degustazione in musica, non può non associare un Franciacorta ogni volta che sente una ballad rock (o viceversa), così come molti accosteranno secchielli di vino ghiacciato alla piscina o berranno champagne anche, sotto una tenda o sulla spiaggia d’estate.
E parleranno di vino, si emozioneranno col vino, lo compreranno persino, anche buono, per di più, perchè si parla sempre di vino di qualità, anche con gli occhiali da sole.
Andrea ha la competenza (perchè ce l’ha eccome) e l’audacia necessarie per scartare e dribblare le consuetudini, compiere salti mortali di linguaggio, fare cippirimerlo alle litanie.
Noi ci accontentiamo dei nostri piccoli momenti: oggi per esempio, con mio figlio, a Parma, abbiamo mangiato culatello, prosciutto e culaccia con un bel Lambrusco freddo.
Mio figlio ha scoperto il Lambrusco e io ho fatto le capriole, ci siamo divertiti, tra lamponi, pop corn, Liga, la via Emilia e il west. Pensate che il Lambrusco io lo ricorderò perchè l’ho degustato durante una lezione AIS ?
Perfetto, un’altro esempio molto bello per dire che il vino per noi è “uno di famiglia”.
tornando al topic, fuori dal saloon
…
e’ difficile per un non tecnico che si avvicina al vino, che lo comincia a capire e amare e ne e’ infine conquistato … dicevo, e’ difficile riuscire a esprimere le sensazioni enoiche con le parole
la tentazione di ammantare tutto con effluvi di “violetta mammola” e’ forte, ma non e’ sempre snobismo … e’ che con le parole bisogna saperci fare, se vuoi descrivere una sensazione
Secondo me il Gori è un grande, riuscire a farci parlare tutti attorno al niente più assoluto è assolutamente fantastico. Almeno che non si affermi che un corpo a mollo ha capacità degustative nettamente inferiori di un corpo abbigliato con la parannanza, quello che realmente ci doveva interessare era conoscere la Vernaccia di San Gimignano Mattia Barzaghi, ma il detto parlate di me, anche male, ma parlatene evidentemente funziona bene!
Grande Gori, ottima operazione di marketing (é un complimento) e continuate così, levate un poco di polvere dagli scaffali.
si vabbe’…non esageriamo che il Gori ha già un ego ipertrofico che pare Tombolini, se si va avanti così con i complimenti la prossima lochesciòn la troviamo in SPietro o a Villa Certosa…
Ho partecipato al Piscina-gate come spettatore. Modesta opinione: credo che finalmente Intravino è uno spazio nuovo creativo, propositivo, divertente, con interessanti contribuiti per addetti ai lavori e non, con un anima sua e non succursale di chissacheccoosa. Ancora, credo il suo successo susciti qualcosa… e che sia inutile cercare di raccoglire le ciliegie su un susino, è così. Da un pò automaticamente clicco prima Intravino e poi Dissapore, insomma me piace. Spesso stravolgere le carte con professionalità ha un suo senso, guardate i grandi chef, è un continuo work in progress, se saranno rose…ai posteri. Credo al giunco che flette non al ferro che si spezza.
basta che il giunco flettendo non ritorni sulla faccia…
Prima di andare a fare a botte di là, concordo con il tema: quando faccio lo spettacolo sul sommelier e vedo le persone che muoiono dal ridere, capisco che talvolta si è esagerato nel linguaggio e nell’eccesso di formalità. Serve a tutti svecchiare, figuriamoci nel mondo del vino…
non so cosa sia il vino… mi piace berlo con la gazzosa, ma quando penso ai linguaggi che lo hanno rovinato guardo questo http://www.youtube.com/watch?v=ktshRtn668U
Saloon??? Fare a botte??? Leggo bene? State scherzando vero? Oppure è proprio chiesta la tanto acclamata collaborazione richiesta ai commentatori di questo blog?
Credo che ci sia abbastanza materiale sufficiente, perchè i lettori si rendano conto di chi, in tutta questa discussione, ha conservato toni nel limite della civiltà e chi no.
Detto questo, su specifica richiesta degli editor, mi tolgo dai valloni e ritorno a fare la verginella sul mio bloghetto sfigato e a fare giù la polvere dagli scaffali nelle cantine piene di vino (ma cosa ne sapete?).
Tanto non sarà di certo una grandissima perdita per voi.
Fine delle trasmissioni. Passo e chiudo.
Salùdi e alegher.
Ivano Antonini-EnoCentrico
Qualcuno ha rubato la password di Antonini.
Sulla storia sella perdita sono d’accordo con te, ed è la prima volta!
Un conto è il taglio editoriale di un blog ed un altro è l’analisi sensoriale di un vino; due modi diversi di comunicare uno stesso oggetto perché diversi sono gli scopi da raggiungere: da un lato creare opinione, dall’altro dei punti di riferimento certi o perlomeno verificabili. Enfatizzare le forme di queste operazioni credo che non porti alcun beneficio.
Sembra un noir..opps un rouge, un lago..opps…piscina di sangue
Se devo essere sincero a quel tipo in piscina che straparla con cose trite e ritrite sentite e strasentite, mi vien da dire:
Ma Bevi e stai zitto!!!!
Non farlo per me, ovvio, ma almeno per chi ha raccolto l’uva!!! Bevi!!!
“Bisogna sempre essere ebbri” Charles Baudelaire
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Ho trovato questo articolo che parla di Gary Vaynerchuk girellando sul web.
Per chi non lo conoscesse il personaggio in questione oltre ad aver messo in piedi un business multimilionario (in milioni di dollari) con al sua enoteca online ed i suoi articoli e recensioni multimediali ha scritto anche libri molto apprezzati sulle tecniche da utilizzare per il lavoro online e di pubblicazione e produzione dei contenuti e gestione di community.
Possiamo definirlo come un pubblisher e webmarketer molto apprezzato per le linee guida filosofiche e metodiche di lavoro sul web. Consiglio a tutti quelli che usano il web per lavoro di dare un’occhio al suo libro “Crush It” ovvero “Why Now is the Time to Cash in on your Passion”.
Saluti
Franco – Enoteca Vinovivo
Mi sono imbattuto in questo commento per caso “Cazzeggiando” su Google, devo dire che a meno di schizofrenia tipo Fight Club, non ricordo di aver MAI scritto nessun intervento su questo blog.
La cosa strana che io sono il vero Franco della vera Enoteca Vinovivo!
Mi piacerebbe conoscere chi si è appropriato di un’identità non sua, anche perchè dubito che dire di essere l’Enoteca Vinovivo possa portare del gran prestigio….Ora con tutto il bene che mi voglio, non sono propriamente il top dei nomi spendibili! Dubito anche che ci sia una omonimia così combaciante anche con il nome proprio, o no!
Pingback: Wine Pool Party, torna l’evento di degustazione più famoso del web a San Gimignano, domenica 24 luglio