di | mer 10 giu 2009 ore 10:47
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disastri tv

Il vino è una cosa troppo importante per lasciarla in mano ai sommelier

Elisa IsoardiQuesta volta non siamo noi i cattivi ma il critico televisivo Aldo Grasso, che ieri sul Corriere della Sera ha bocciato senza appello il Papa dell’Associazione Italiana Sommelier e “Grande Comunicatore del Vino”: Franco Ricci. A quel criticone di Grasso, cui spettano i diritti per il titolo di questo post, è andato di traverso il Premio Internazionale del Vino trasmesso la scorsa domenica da RaiUno, e dargli torto è impossibile, specie quando accusa Ricci di aver organizzato un gigantesco “marchettone” pro aziende. Come definire altrimenti i video di presentazione dei candidati che mostravano onesti contadini alle prese con slogan che pefino i pubblicitari del Mulino Bianco avrebbero trovato banali e costruiti? Non sono cose da “Grande Comunicatore del Vino” queste, e magari un cambio di autore gioverebbe.

Con il resto del programma non è andata meglio. Errori di pronuncia dei presentatori (spiegare a Elisa Isoardi de La prova del cuoco e a Massimiliano Ossini di Linea Verde che si pronuncia sommelié, no?), battute che nemmeno al Bagaglino: “Che vino abbinare a Obama, un Brunello ma forse si poteva pensare a un Nero d’Avola” o ancora: “Questo vino ha un retrogusto di Malgioglio”. Insomma, puro danielepiombismo. Noi pensiamo che non ci sia modo migliore di nuocere al vino, trattato senza rispetto, sincerità e pure con il genere sbagliato di leggerezza.

Se permette sig. Ricci, sarebbe tempo di smetterla con le splendide cornici “per una magnifica manifestazione”. Il vino è lavoro, fatica e mani callose cui non servono penose manicure. Sarebbe tempo anche per lei di tornare tra le vigne, dovesse farle difetto la memoria. Che c’è, ha forse paura di sporcarsi?

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27 commenti a Il vino è una cosa troppo importante per lasciarla in mano ai sommelier

  1. ho appena parlato al telefono con Franco Ricci, al quale continuo a suggerire di dare maggiore trasparenza al meccanismo per cui dalle tre nominations si passa al vincitore, ma lui (e la Rai) non credo vogliano cambiare la formula e lui si é detto molto soddisfatto dell’andamento dell’edizione 2009 del Premio (ex Oscar del vino) che lui ha ideato.
    Quanto ai testi dei video di presentazione dei candidati, mi ha detto che sono stati “concordati con i produttori”, come mi ha confermato qualche produttore, non proprio felicissimo di dover recitare testi dove le banalità e la rettorica (con due t) erano di casa. Che dire?

  2. Povera Isabella, in questa foto neanche il decolte’ (come vedete so pronunciare decollete) le rende giustizia.

  3. Antonio, ma non mi sembra che in tv si vada oltre la mediocrità…
    probabilmente rientri tra i fortunati che sono talmente impegnati da non vedere neanche di striscio un tg con notizie copiaincollate, pronuncie improvvisate, scoop che hanno già 2 settimane…o peggio, qualche trasmissione d’intrattenimento serale. Ho beccato tempo fa un premio di non socchecosa, presentanta nonsodachi, farcita di comici che non facevano ridere nessuno, e con una serie di politici da sembrare di essere davanti al Parlamento…
    Quindi credo che Ricci si sia adeguato al livello attuale…

  4. voglio aggiungere che non concordo con la negatività affermata nel titolo di questo post e in gran parte dell’articolo di Grasso. Il vino é sicuramente una cosa importante, ma non é vero che essendo importante non possa essere lasciato in mano ai sommelier. I quali possono e devono occuparsene, insieme ai giornalisti, ai wine blogger,ai produttori, agli appassionati, perché sono una figura centrale, un tramite fondamentale, nel rapporto tra chi produce e chi consuma. Pensare di tagliarli fuori, come sembrerebbe proporre il titolo di questo come sempre simpaticamente “canagliesco” post di Antonio T., é non solo impossibile, ma insensato.

  5. avatar fabrizio scarpato

    Un sommelier dovrebbe raccontare storie, non storielle.
    Un sommelier bravo dovrebbe riconoscere nel bicchiere la terra e gli uomini, non solo arrampicarsi attraverso gli schematici equilibri dell’”abbastanza”.
    E’ necessario cambiare linguaggio, insegnare l’alfabeto, ma anche avviare a scrivere: sarebbe giusto introdurre nelle prove d’esame, almeno quelle da degustatore, anche una prova scritta descrittiva, privilegiandola rispetto a quella tecnica.
    Tentativi di nuovi percorsi ci sono, ma spesso non sono capiti: anzichè un abbinamneto, quello sì spettacolare e nuovo, tra musica e vino, si preferisce l’abusato confronto tra pigato e vermentino delle solite aziende (tanto per fare un esempio che riguarda la mia delegazione)
    Franco Ricci ha criticato qualche tempo fa il ruolo dei sommelier al Vinitaly, perchè relegati in ruoli di semplice servizio: quale sarebbe l’alternativa? Dare spettacolo diventando caricature, dandosi di gomito e cazzeggiare col Bigazzi di turno?

  6. Sono d’accordo con Franco Ziliani, per fortuna il mondo dei sommelier non è soltanto quello che traspare dalla trasmissione in questione, che, com’è prevedibile, risulta essere un po’ un gran circo Barnum… in cui va a finire di tutto, compreso il “Vino con retrogusto Malgioglio”. I sommelier seri, quelli che non appaiono in TV e magari – per questo Premio Internazionale – spediscono a Ricci & Bibenda le segnalazioni dei vini preferiti, si chiedono in genere qualcos’altro : il loro voto conta in una prima fase e in una seconda; viene compilata una prima rosa di sei finalisti (una per tipologia di vini), poi da sei si passa a tre, ma non è ben chiaro come si decreta il vincitore nella terna finale e non si capisce perchè, anche nella terza fase, i voti degli iscritti non contino. Dice bene Franco Ziliani, una maggiore trasparenza non guasterebbe. Ripeto, il mondo reale dei sommelier non è quello che traspare da mega-operazioni mediatiche di questo tipo. Proprio per questo, pur votando volentieri non guardo la trasmissione…

    • Io non ho visto la trasmissione “oggetto del contendere”, ma, da quel che leggo, non mi sembra un buon servizio al vino…

      • Io ne ho vista un po’. Divertente ma i pezzi d’antan con i fratelli De Rege o Walter Chiari e Carlo Campanini erano un’altra cosa: c’era molta più professionalità nel fare i siparietti comici. Ah, come dite ? non era un programma comico ?

  7. avatar massimo lanza

    concordo con Grasso !
    ho visto buona parte della trasmissione, ed ho pensato che per fortuna a quell’orario lo share doveva essere lo 0 virgola qualcosa !

    • avatar fabrizio scarpato

      Anche questo è un dato significativo. Non importa che qualcuno ti ascolti, che magari impari qualcosa: importa solo la promozione, perchè a quell’ora di domenica sicuramente lo share sarà stato altissimo ( pochi ascoltatori ma in buona percentuale sintonizzati su raiuno), e quindi il passaggio pubblicitario conveniente.

  8. Sarebbe l’ora che l’AIS decidesse che strada prendere. Liberarsi di Ricci una volta per tutte e affidare ai suoi quasi 40mila sommelier il destino della guida e della gestione oppure riconoscere che l’AIS è Ricci è perdere definitivamente di credibilità.

  9. Antonio, non ho potuto non rispondere al tuo super provocatorio post con questo intervento, che ho pubblicato qui
    http://vinoalvino.org/blog/2009/06/il-vino-e-una-cosa-importante-ma-anche-i-sommelier-devono-dire-la-loro.html
    sul mio blog

  10. Aspettaspettaspetta…ma si sta parlando dello stesso Ricci che in tempi di Vinitaly tuonava contro gli ignoranti/analfabeti del vino? quel Ricci che condannava il Vinitaly perchè espressione dello star system?
    No, vero? devo aver sbagliato pianeta un’altra volta. Questo è il Ricci di un mondo parallelo.
    Quoto Filippo e compiango i miei amici dell’AIS (veri professionisti che fanno onore alla sommellerie).

    L.

  11. é singolare vedere come persone, rispettabili, che sono al di fuori dell’A.I.S., e che non fanno parte di questa Associazione possano pensare di poter giudicare l’andamento, la vita interna, le scelte, e delineare le strade da prendere dell’Associazione stessa.. Credo che l’A.I.S. abbia energie e capacità e volontà e determinazioni tali da poter decidere per conto proprio cosa debba essere e dove debba andare…

  12. avatar Moreno Rossin

    Buongiorno a tutti,

    sono il segretario generale dell’Associazione Internazionale Sommelier: il signor Ricci è un sommelier, questo però non significa che lui rapresenti la categoria. Come editore credo abbia tutto il diritto di dire e scrivere quello in cui crede, questo non significa che la sua voce è la voce di tutta la categoria. Sono convinto, altrimenti non farei questo lavoro, che il sommelier rapresenti uno degli anelli più importanti della produzione. E’ l’unione tra produzione e consumatore; rispetto l’opinione del sig. Grasso, ma credo sia eccessivamente riduttiva nei confronti di una categoria che sicuramente non riconosce nel sig. Ricci un “papa”.
    Ancora, è curioso che le polemiche sui sommelier, siano sempre innescate da chi di bottiglie ne stappa poche, molto poche!
    Riflettete.

    Moreno Rossin

  13. avatar Leonardo

    Mi pare che, leggendo i vari commenti, si dia per scontato che in Italia valga l’equazione sommelier=AIS.

    Così non è, con buona pace di tutti.
    Esiste anche la FISAR.
    Sicuramente più piccola e meno blasonata, ma sempre un associazione in grado, mi pare, di sfornare sommelier capaci.
    In varie zone d’Italia (ma anche all’estero) sono molte le manifestazioni durante le quali il servizio è affidato a questa associazione, che non ha manie di grandezza (e forse nemmeno potrebbe averne) e problemi di “papismo”.

    La discussione sul ruolo del sommelier mi pare comunque importante e mi trovo particolarmente in sintonia con i commenti di Ziliani.
    Un saluto
    Leonardo

  14. L’Associazione italiana sommelier tramite il presidente nazionale Terenzio Medri risponde all’articolo di Aldo Grasso, pubblicato dal Corriere della Sera di martedì 9 giugno 2009.
    «Innanzitutto voglio correggere una inesattezza: la nostra associazione non ha un papa della comunicazione, ma un presidente nazionale, una Giunta esecutiva nazionale e un consiglio nazionale di cui fanno parte i presidenti regionali. Tutte persone appassionate e preparate, come appassionati e preparati sono i nostri 35 mila iscritti, che hanno frequentato i corsi di formazione divisi in tre livelli: una didattica che viene seguita in tutto il mondo ed è frutto di 45 anni di studi condotti dalla nostra associazione, da sempre in prima linea sul fronte della cultura del bere consapevole per combattere le stragi del sabato sera. Quanto all’opinione rispettabile di Aldo Grasso sul fatto che ‘non si possa lasciare il vino in mano ai sommelier’ – aggiunge Medri – vorrei sottolineare che il vino viene prodotto dalle cantine e venduto da ristoranti, wine-bar ed enoteche. I sommelier si limitano ad essere l’anello di congiunzione tra produttore e consumatore. Ciò significa che propongono gli abbinamenti cibo-vino, divulgano il territorio, la cultura e la storia del grande vigneto Italia. Al massimo dunque in mano teniamo il bicchiere delle degustazioni o il tastevin. Che di vino ne contiene ben poco».

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  16. Ammappete! Mi allontano du’ giorni dal Pc e voi ancora acca’ a parlare di Ais e Bibenda??? E chiedervi come funzionano i meccanismi di come si arriva da 6 a 3 nominations???
    In AIS esiste da anni un concorso che premia il miglior sommelier italiano attraverso una competizione. Con tanto di selezioni, di semifinalisti, di finalisti, di prove e di punteggi. Questo per stabilire alla fine chi vince. Gli oscar del vino?
    Ma vi siete mai chiesti come funzionano gli oscar del cinema? Esistono dei meccanismi che portano un attore ad essere reputato migliore di un altro? Semplice. Non esistono meccanismi.
    Capisciamme’ che ve lo dice uno che ha più di un testimone che vi può portare documentazione di una omelia, di circa un mesetto fa’, dove il papa aveva asserito che…una famosa parrocchia con una ricca carta dei vini era arrivata alle nominations perchè sono arrivati in sede moltissimi voti. Probabilmente dopo deve essere qualcosa, forse è intervenuto il concilio del Vaticano…tant’è che tale parrocchia, al momento della uficializzazione, non era più in finale ed il suo sacrestano è rimasto a casa davanti alla tv. Cosa sarà successo? Fumata bianca? E’ intervenuto Milingo? Ma alla fine a Rai uno, cosa importa?
    Credo che alla Rai interessi di più l’audience che le critiche di Grasso…o gli attapiramenti di Antonellina nostra. E quindi mettetevi il cuore in pace. Lunga vita al papa.

    E ve lo dice un suo suddito che gli ha sempre ammirato l’intraprendenza, l’ingegno e la genialità.

    E che adesso è meglio che torni sul suo triciclo…

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  19. avatar O_o

    “Riempi il bicchier ch’è vuoto, vuota il bicchier ch’è pieno, non lo lasciar mai vuoto, non lo lasciar mai pieno!”.

    Con una bacchetta d’oro si può spillar vino da una roccia.

    D’ottobre il vino nelle doghe.

    Del vino il primo, del caffè il secondo, della cioccolata il fondo.

    Dir pane al pane e vino al vino.

    Donna e vino, imbriaca il grande e il piccolino.

    Dove regna il vino non regna il silenzio.

    Femmine, vino e cavallo, mercanzia di fallo.

    Il buon vino fa gromma e il cattivo muffa.

    Il buon vino non ha bisogno di frasca (o di frasche).

    Il cuore è come il vino: ha il fiore a galla.

    Il panno al colore, il vino al sapore.

    Il vino che si pasteggia non imbriaca.

    Il vino di casa (o il vino che si pasteggia) non imbriaca.

    Il vino fa ballare i vechi.

    Il vino fa dire la verità.

    Il vino in casa non ubriaca.

    Il vino nel sasso, ed il popone nel terren grasso.

    Il vino è buono per chi lo sa bere.

    Il vino è la poppa (o il latte) dei vecchi.

    Il vino è mezzo vitto.

    In questo mondo meschino, quando si ha tanto per il pane, non si ha tanto per il vino.

    L’acqua fa male e il vino fa cantare.

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